Le famiglie del mondo sono tra noi: sapremo accoglierle? anno XC - n. 1 - gennaio periodico delle comunità cristiane di Seregno

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1 Le famiglie del mondo sono tra noi: sapremo accoglierle? anno XC - n. 1 - gennaio periodico delle comunità cristiane di Seregno

2 In copertina: La Messa nella giornata dei migranti è stata celebrata domenica 15 gennaio nella parrocchia SS. Quirico e Giulitta di Robbiano: nell'immagine il gruppo dei partecipanti. «L AMICO DELLA FAMIGLIA», PERIODICO DELLE COMUNITÀ CRISTIANE DI SEREGNO anno XC, 22 gennaio 2012, numero 1 Direttore responsabile: don Paolo Ciotti; in redazione: Paolo Cova, Enrica Dell Orto, Patrizia Dell Orto, Luigi Losa, Giovanni Marelli, Patrizia Mariani, Sabrina Parravicini, Mariarosa Pontiggia e Paolo Volonterio; amministrazione: Riccardo Ballabio; abbonamenti: Buona Stampa San Paolo - c/o segreteria parrocchia S. Giuseppe - Piazza Libertà 6 - Seregno - telefono o presso le segreterie delle altre parrocchie; Stampa & Grafica: Sarigraphic E. Riva di M. Riva & C. snc, Via Gandhi, Seregno MB; Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 93 dell 1/12/1987

3 Editoriale Uno dei direttori storici del nostro periodico ci dona la sua parola che ci incoraggia L Amico della Famiglia al servizio di una Chiesa accogliente e ricca di fede Accogliere le famiglie del Mondo, riscoprire la Fede come centro della esistenza cristiana: gli impegni dell anno iniziato. Mi è stato chiesto di scrivere una parola in apertura di questo primo numero del nuo vo anno 2012 de L Amico della f amiglia. Ho accolto l invito con gratitudine. Per anni nei tempi antichi ho diretto questa piccola v oce della comunità par rocchiale c he le gio vani militi della Buona Stampa anc he con sacr ificio personale portavano poi alle famiglie. Sono passati anni e constato c he l Amico è ancora vivo più che mai, elegante, completo nelle inf ormazioni, attento a gli ev enti della Chiesa, in par ticolare documento dell evoluzione in atto nella r ealtà ecclesiale in Seregno con la costituzione di due Comunità P astorali, aperte a un futuro che è tutto da inventare con l obbedienza che lo Spirito richiede. E straordinario poi che dalle sue pagine questo piccolo e grazioso periodico faccia giungere a tutti la v oce dei loro capaci pr eti in pastorale. E bello sentir si r aggiunti di mese in mese dai pensier i dei propri sacerdoti: anche così si fonda un legame, si sostiene una comunione tra fedeli e presbiteri che è il mistero della Chiesa in Seregno. E solo una voce, è vero, ma è voce di tanti sacerdoti. So che in questi mesi le comunità sono impegnate nella pr eparazione a quel grande e atteso ev ento nella Chiesa di Milano c he è l Incontr o Mondiale delle famiglie che vedrà in Milano la presenza del Santo Padre. Anch io mi unisco alle sollecitazione cariche di speranza dei vostri sacerdoti per raccomandarvi di credere nella bellezza dell ospitalità. Aprire le porte della propr ia casa per accogliere famiglie che vengono da tutto il mondo può esser e il pr incipio di un esperienza di fede che potrebbe dilatarsi nel tempo. Con semplicità ma con f iducia accogliendo l appello del nostro Arcivescovo attendo che Ser egno sappia esser e accogliente come lo fu quando venne in visita il Beato Gio vanni P aolo II [1983, NdR]. Permettetemi di pensare che la disponibilità g enerosa a dare ospitalità alle famiglie possa generare un entusiasmo v ero e pr o- fondo in tutti, pensando che l ospite fin dai tempi antic hi era il segno di un passaggio di grazia, di un venire di Qualcun Altro... So c he ci v o- gliono occhi nuovi per vedere l ospitalità in questa luce: ma provateci e vedrete c he la f amiglia v ostra si aprirà stupita sul mondo e appar irà agli occhi vostri un futuro diverso da quello tenuto ai nostr i giorni, luminoso, impegnativo ma carico di fiducia. Infine quasi in c hiusura il mio sguardo corre verso la fine di questo nuovo anno c he augur o f elice ad ogni famiglia, in particolare fecondo per i nostri preti nel loro ministero pastorale. Corre al gior no in cui il Santo Padre aprirà l anno della fede: sarà l 11 ottobr e prossimo nel 50 anniversario dell apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Chiedo scusa se pesco nei miei r i- cordi di gio vane pr ete. Negli anni della contestazione il pr esbiterio della par rocchia di San Giuseppe aveva invitato i giovani a incontri nel rinnovato cinema-teatr o S. Rocco. Sul palco tutti i preti. In platea, piena all inverosimile, i giovani. In contestazione aper ta. Er ano gli anni di Marcuse ( L Uomo a una dimensione ), di Sar tre, della liber tà senza limiti, gli anni di un f emminismo rampante. Dopo la ser ata di impegnativa dialettica in botta e risposta, all uscita, circondato da giovani piuttosto ardenti, ero con un giovane insegnante di teologia del seminario di Venegono Inferiore ed ora affermato teologo. Ricordo la lapidaria risposta a tutte le provocazioni di questi giovani ammaliati da un imperante esistenzialismo ateo, che li ha lasciati di stucco: Non ho bisogno di lor o - disse- io ho Cristo e mi basta!. Ecco ho v oluto r iprendere questo episodio che appartiene alla mia piccola storia di pr ete per r iprendere quanto scrive la Congregazione per la dottrina della fede in una recente Nota: Quest anno sarà un occasione propizia perché tutti i f edeli comprendano più profondamente che il fondamento della f ede cr istiana è l incontro con un avvenimento, con una P ersona c he dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la dir e- zione decisiva. Fondata sull incontro con Gesù Cristo risorto la fede potrà essere riscoperta nella sua integ rità e in tutto il suo splendor e perché... il Signore conceda a ciascuno di noi di vivere la bellezza e la gioia dell essere cristiani. Immersi dunque nell oggi c he ci chiede di cr edere nel v alore dell ospitalità, ma tesi al futur o per incontrare Cr isto, la r agione ultima della nostr a sper anza. E l augur io che lascio a chi ha avuto la pazienza di leggermi. Don Pino Caimi 1

4 Attualità La morte di Don Verzé, l affondamento della nave Concordia e i guai dello spread Hanno qualcosa in comune la morte di don Luigi Verzé giunta con precisione cronometrica al culmine della cr isi finanziaria del San Raffaele, la sventura dell af fondamento vergognoso della nav e org o- glio della f lotta da crocier a della Costa e l ultimo dec lassamento della af fidabilità f i- nanziaria dei paese europei da parte della a genzia statunitense Standard & Poor s? Io credo di sì. Ciò che lega insieme questi drammatici avvenimenti è il r ibaltamento quasi improvviso di una situazione valutata come ottimale, anche eccezionale e di sicura stabilità, con una realtà che ne fa emerg ere la pr ecarietà e l inconsistenza. E finita l età delle certezze. L ospedale consider ato una eccellenza della r icerca e della cur a, f ondato da uno strano pr ete-manager, liber o battitore e a nessuno sottoposto, si è dimostrato essere fondato su una ser ie di operazioni finanziarie e di stili di comportamento del fondatore, e soprattutto di vari manager e colla boratori, c he tracima nel diritto penale, e lasciamo alla magistratura dire su questo parole cer te. D un tratto il lavoro di r icercatori, medici e personale infermieristico sembra azzerato. La favolosa nave da crociera, tutto lusso e luccichii, che attira tur isti dal mondo inter o (il primo mondo ovviamente, coloro che possono pagarsi il biglietto ), affonda per comportamenti inammissibili dalle regole della navigazione e dal buon senso. La vergogna di un capitano che dopo aver commesso imprudenze ed errori madornali pensa alla sua pelle e lascia allo sbando passeggeri ed equipaggio passerà alla storia della marina italiana e inferisce un colpo alla immagine del nostro paese che mette in pr imo piano lo stereotipo degli italiani simpatici e inaf fidabili cana glie. Il lavoro di chi costruisce queste navi e cer ca di cur are e r endere disponibile la bellezza del nostro paese sembra azzerato. La impr ovvisa scelta della agenzia di rating americana di declassare quasi tutta l Europa e in par ticolare il nostr o paese apre scenari inquietanti sulla possibilità di r eperire fondi per f ar fronte all immenso debito pubblico su cui stiamo seduti tutti noi senza rendercene conto. D un tratto il lavoro appena iniziato del Governo attuale che cerca di sanare i disastri di anni di politica irresponsabile e ciarliera sembra azzerato. La stor ia pr ocede non solo per lenti progressi e regressi ma anche per balzi, per avvenimenti inaspettati, più o meno, che esprimono la radicale conting enza delle cose cui siamo sottoposti. Ogni crisi è una sf ida, ma è anc he una opportunità. E possibilità di scoprire valori e comportamenti nuo vi, c he non avremmo cer cato se tutto continuava come prima. Se i cristiani si mettono in politica e in affari lo devono fare stando alla r egole del viv ere comune, e non pensando che il fine giustifica i mezzi (come pensava don Verzé). Se si riceve una responsabilità di comando allor a la si dev e gestire come un onere, prima che un onore con il quale fare lo sbr uffone di fr onte a gli altri. Essere capi significa portare il peso degli altr i e non farsi portare. Se il denaro ci sfugge di mano e la povertà diventa una prospettiva più vicina possiamo pensare c he la f elicità della vita, il suo f ine, non coincide col possesso dei beni economici, che sono solo mezzi. E allora potremo scoprire modi nuovi di passar e il tempo libero, lavorare, e stare insieme. In questa strada siamo tutti insieme, anzi, cr edenti e non credenti, siamo tutti sulla stessa barca. Don Paolo Ciotti Direttore 2

5 Chiesa Ambrosiana Nelle parrocchie si celebra domenica 29 la Festa della Famiglia, che assume significato particolare in vista dell incontro mondiale che si svolgerà tra maggio e giugno a Milano Il tema dell accoglienza sarà il filo conduttore delle 4 giornate sociali di gennaio e febbraio Nelle settimane successive, la Chiesa celebrerà poi le giornate dedicate alla difesa della vita, al malato e alla solidarietà Famiglia, accogli il mondo è lo slogan che fa da filo rosso alle quattro tradizionali giornate dedicate alla famiglia, vita, malato e solidar ietà, in programma tra gennaio e febbraio. Uno slogan che attraversa tutta la vita pastorale della nostr a Chiesa ambr o- siana in preparazione all Incontro Mondiale delle F amiglie che si sv olgerà a Milano dal 30 maggio al 3 giugno e che vede proprio nel gesto dell accoglienza la sua parola chiave. Farsi accoglienti per accoglier e il mondo è dunque il tema per la celebrazione della Festa della Famiglia che si svolgerà domenica 29 gennaio con momenti di preghiera e festa nelle parrocchie (vedi calendario). In preparazione alla festa ieri, sabato 21 gennaio, si è tenuta una v eglia di preghiera nella chiesa di Robbiano. Accogliersi gli uni gli altri diventa vitale per la famiglia che al suo inter no tesse relazioni profonde e intime. La famiglia è il pr imo luogo in cui, nelle v arie età della vita, si appr ende questo mo vimento di distacco da sé e dai pr opri bisogni, per conoscere la bellezza dell incontro con l altro/a, a par tire dall alleanza coniugale per poi giung ere alla relazione con i figli e dei figli tra di loro. Solo pochi giorni dopo, il 5 febbraio, la Chiesa celebra la XXXIV Giornata per la Vita. Con il loro gusto e la lor o passione nel vivere gli adulti sono gli alleati del Dio della vita perché alle nuove generazioni, giunga come per contagio, quella simpatia per la vita c he le renderà capaci di preservarla poi da ogni possibile prevaricazione. Il messaggio dei vescovi Giovani aper ti alla vita sembr a però contenere una sfida ulteriore, quella di coinvolgere i nostr i giovani nella celebrazione di questa giornata. Il Movimento per la Vita in collaborazione con il Circolo Culturale San Giuseppe ha organizzato una serata culturale sul messaggio dei Vescovi che si terrà lunedì 30 gennaio alle 21 presso il centro parrocchiale di via Stefano, 9. Interverrà alla serata la Sorella dott.ssa Patrizia Pirioni, religiosa e pedagogista presso il centro Mamma Rita di Monza. Famiglia e accoglienza f anno anche da tema unificante per la XX Giornata Mondiale del Malato che porta il titolo Accogliere il malato in famiglia. Le famiglie spesso gestiscono al loro interno malattie degenerative, critiche e complesse, riguardanti particolarmente i genitori anziani. E impor tante allora l accoglienza e la cur a che la f amiglia deve offrire al malato e l accompa gnamento umano e spirituale che la comunità cr istiana dev e av ere nei r iguardi della famiglia. In occasione della Gior nata del Malato sabato 11 febbraio alle 15 sarà celebrata una Santa Messa per tutti i malati della città nella chiesa di Maria Ausiliatrice al Don Orione. La comunità pastorale Maria Madre della Chiesa ha inoltre organizzato un pelleg rinaggio a Lourdes dal 10 al 12 febbraio. Anche dal mondo del lav oro viene l appello a essere famiglie accoglienti. La XXXI Giornata della Solidarietà che si celebra domenica 12 febbraio offre lo spunto per coniugare secondo lo stile di vita della solidarietà il tema dell accoglienza. Diceva Giovanni Paolo II nella La borem Exercens: Il lavoro è, in un cer to modo, la condizione per r endere possibile la fondazione di una famiglia, perché questa esige i mezzi di sussistenza,che in via normale l uomo acquista mediante il lavoro. La crisi in atto ha moltiplicato situazioni di famiglie che si sono tr ovate in grave difficoltà a causa dell improvvisa perdita del lavoro. Sul versante dei giovani si registra, invece, il posticipare il matr imonio anc he a causa dell insta bilità economica e del precariato. Su queste problematiche le Acli locali in collaborazione con il Cir colo Culturale San Giuseppe hanno organizzato una serata, alla quale sono invitati in modo particolare i gio vani, per r iflettere sul rapporto vita, studio, lavoro. Sarà proposta la visione del film Fuga dal call center di Federico Rizzo, seguirà il dibattito. La serata si svolgerà venerdì 27 gennaio alle 21 presso il salone della parrocchia San Giovanni Bosco al Ceredo. Patrizia Dell Orto 3

6 Chiesa Universale Mentre le parrocchie offrono momenti di riflessione e celebrazione intorno alle 4 giornate sociali ACCOGLIERE, OSPITARE, CONDIVIDERE: domande e risposte Approntiamo quanto serve ad organizzare l accoglienza dei pellegrini del mondo E ormai nel pieno la campa gna di raccolta delle adesioni ad ospitare le famiglie dei pellegrini del mondo. Giovedì 19 gennaio abbiamo avuto comunicazioni ufficiali dal comitato pr omotore nella grande assemblea svoltasi al teatro Agorà di Car ate. Vi pr oponiamo un buon sunto delle inf ormazioni pubblicato sul sito ufficiale dell incontro e che speriamo risolva dubbi degli indecisi e sproni altri ad aprire le porte di casa. Quante persone devo accogliere? Quante potete, se riuscite almeno una coppia. È comunque impor tante segnalare la disponibilità dei posti nel modulo di adesione (modulo locale da ritirare in ogni sacr estia o seg reteria parrocchiale e poi modulo ufficiale in cui ogni par rocchia iscriverà ufficialmente le pr oprie famiglie ospitanti, a cura del responsabile parrocchiale) Ci sono dei requisiti minimi per poter accogliere? No, è suf ficiente gar antire un accoglienza dignitosa e sobria. Bisogna fornire locali e servizi in uso esclusivo? Tendenzialmente no (anc he un div ano letto e un bagno comune sono sufficienti). Sono accettati spazi non attrezzati ad esempio senza letti, brandine o materassi? Si, abbiamo avuto richieste di persone abituate a via ggiare con semplice stuoia e sacco a pelo. Devo dare le chiavi di casa agli ospiti? E a vostra discrezione. Valutatelo anche in base agli orari di rientro previsti, specificati nella risposta seguente. C è una indicazione di orari per l uscita e il ritorno degli ospiti da casa? Nei giorni del Congresso l inizio dei lavori è previsto per le or e 9 presso il MiCo Fiera Milano City. L orario di rientro varierà in base al pr ogramma che è in fase di definizione. Il rientro dopo la Festa di sa bato 2 con il P apa potrebbe essere dopo mezzanotte e la sveglia per par tecipare alla Santa Messa della domenica potrebbe essere intorno alle 4,30. Devo assicurare i pasti agli ospiti? No, ciascuna famiglia avrà in dotazione ticket restaurant per i pasti. Sono a vostra discrezione e certamente graditi la condivisione di momenti conviviali e la prima colazione. Devo fornire il trasporto agli ospiti? No, ciascuna famiglia è dotata di biglietto per il tr asporto pub blico urbano-extraurbano e ferroviario regionale. Tuttavia il vostro supporto sarà sempre gradito. Devo andare a prendere in aeroporto o in stazione la famiglia che ospiterò? Saranno allestiti alcuni punti di r accolta delle famiglie ospitate sul territorio. Le modalità sar anno comunicate alle famiglie aderenti. Quando conoscerò i dati della famiglia che ospiterò? La Fondazione comunicherà i nominativi delle famiglie ospitate non pr ima della fine di aprile. Possiamo partecipare agli eventi con il Papa con la famiglia che ospiteremo? Sì, è necessar io che vi iscr iviate agli eventi con il Papa o con modalità B1 o B2 o con il Pass di accesso Gratuito. Se avrò problemi con la famiglia che ospiterò cosa devo fare? Dovrai semplicemente contattar e il tuo referente locale o telefonare a un numero dedicato c he sarà appositamente attivato dalla F ondazione Milano Famiglie Tratto da: SASSOLINI Una gentile signora della Basilica mi fa sapere, tramite interposta persona, che sarebbe bene c he io la smettessi di parlare di accoglienza ai pellegrini del mondo, specialmente dal pulpito. Alla gentile signora rispondo che i miei appelli sono semplicemente eco di quelli del Cardinale Angelo Scola e del Papa Benedetto XVI, che a più r iprese ci hanno chiesto umilmente di apr ire le porte delle nostre case con f iducia a coloro che verranno a Milano. Posso capire il timor e della anziana (su p- 4

7 Chiesa Universale pongo) signor a nell apr ire le porte della sua casa. Chissà chi verrà? Come f idarsi? Eppur e credo che gli stessi timori siano presenti in coloro che arrivano. Chi mi ospiterà? Sarà gente per bene? E cordiali e comprensivi? Come ci capiremo se non parliamo una lingua in comune? Sono pr oprio i g esti str aordinari, che ci fanno andare oltre le nostre abitudini e vincer e i nostri timori, quelli che ci fanno crescere e maturare nella umanità e nella santità. La stessa cosa è appena avv e- nuta in comunità pastor ale Maria Madr e della Chiesa sul caso dei visitatori laici alle famiglie per Natale. Quanti timor i, paure, pessimismi in tanti fedelissimi delle messe e anche in alcuni preti. Ebbene molti si son ricreduti v edendo la gioia e l entusiasmo con cui i nostri visitatori hanno raccontato la bellissima accoglienza r icevuta dalle nostre famiglie. Così cresce la Chiesa, aprendoci alle proposte fondate sul vangelo che ci scomodano un po ma sono espressione della vera fede. Che significa fidarsi dell altro, il fratello, e dell Altro, che è il Signore che viene. Che non trovi le nostre case sbarrate e i nostri cuori rappresi dalla paura e dal desiderio di difendere solo ciò che abbiamo. Sarebbe una pena. A CHE PUNTO SIAMO? Prima di andare in stampa riusciamo a dare i dati della raccolta di disponibilità ad ospitare presso le dieci parrocchie del decanato, come espressi dai loro rappresentanti lunedì 16 gennaio nella riunione del comitato di coordinamento. Di seguito la situazione: Città e parrocchie Numero famiglie ospitanti Numero ospiti accolti SEREGNO S. Giuseppe - Basilica 4 12 S. Valeria 5 12 S. G. Bosco al Ceredo 7 21 S. Ambrogio B.V. al Lazzaretto 4 9 S. Carlo 1 3 GIUSSANO SS. Filippo e Giacomo Paina 1 3 Robbiano Birone Altre 12 famiglie legate al mo vimento di CL hanno dato una disponibilità c he faranno convergere verso le parrocchie territoriali di appartenenza. don Paolo Ciotti Per comunicare: il comitato e il sito decanale. Il 17 dicembre si è costituito e ha iniziato i suoi lavori il comitato decanale per il coordinamento delle attività in preparazione all incontro mondiale delle famiglie. Le principali novità in vista: Rassegne cinematografiche presso il Cine Teatro S. Rocco e il teatro S. Ambrogio. Presto saranno pubblici i programmi. Le catechesi adulti cittadina e parrocchiali che vertono sul tema Famiglia, lavoro e festa (vedi locandina in quarta di copertina). La festa cittadina del 15 aprile in preparazione. Una giornata di festa per le famiglie da vivere in montagna con la guida degli amici del CAI di Seregno. In programmazione da definire in primavera. Potete stare personalmente informati visitando il sito all indirizzo: https://sites.google.com/site/family2012seregno/ (oppure da Google vai sulla funzione Sites e digita family2012seregno ) Se alla pagina delle Ultime notizie vi iscrivete al Feed Rss potete avere automaticamente notizia degli aggiornamenti (chi non capisce lasci perdere). Il comitato diocesano ha anche predisposto una pagina su Face Book: 5

8 Chiesa locale Filmfamily una proposta a misura di famiglia Dal film l occasione per dialogare e riflettere sulla famiglia Le storie proposte raccontano spaccati di vita familiare molto attuali Fervono sempre più nelle parrocchie e nelle comunità pastor ali iniziative e proposte in preparazione al VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Anche nella nostra città le pr oposte si vanno diversificando: accanto alle scelte pastorali di porre al centro dell attenzione la famiglia nei suoi multiformi aspetti; accanto a gli incontri di catechesi cittadina, che hanno caratterizzato il mese di novembre con la tr attazione della tematica del lavoro e c he pr oporranno nel pr ossimo febbraio appr ofondimenti sul tema della festa; accanto all impegno di quanti curano gli aspetti organizzativi dell evento; prende corpo Filmfamily, una proposta significativ a e accattivante, rivolta alle famiglie, in particolare ai genitori insieme ai figli. Si tratta di un percorso di cineforum, Filmfamily, offerto in particolare ai responsabili delle sale cinematografiche delle comunità par rocchiali, in modo da poter pr oporre, tramite lo strumento e l ar te del cinema, pellicole i cui contenuti potessero legarsi ai temi della famiglia. «Quando pensiamo al ter mine famiglia - spiega don Gianluca Bernardini dell Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Milano - spesso non vengono alla mente solo e soltanto le persone fisiche che la compongono, ma anche quel clima, quel luogo che ci r imanda ad un contesto di ser e- nità, di dialogo, di pace e di ar monia che nor malmente una f amiglia sa dare. È in questo spazio valoriale e di senso che s inserisce la Sala della comunità, nel suo proporsi soprattutto come luog o signif i- cativo do ve r iflettere in manier a profonda a par tire dai racconti di vita» A liv ello diocesano sono state selezionate alcune pellicole, accompagnate da schede, la cui stesura è stata curata da Cinema in Prospettiva e c he sono state pensate per sollecitare e favorire il dibattito. La pr oposta diocesana di Fimfamily è stata pr ontamente raccolta dalle due comunità pastorali cittadine, che hanno steso un proprio percorso cinematografico, che prenderà il via a br eve. A ciascuno è offerta la possibilità di accostar si al tema della famiglia secondo le proprie attitudini e i pr opri inter essi, nella convinzione che la pr oblematica affrontata è così importante e ci interpella quotidianamente da non poterci chiamare fuori. CINEMA SAN ROCCO Per la comunità pastor ale Mar ia Madre della Chiesa, i f ilm verranno presentati al San Rocco. Tre le pellicole che saranno proiettate il sabato pomeriggio; le proiezioni sono previste alle 16 con una br eve introduzione del f ilm al cui ter mine sarà lasciato spazio per un dibattito. Per permettere la par tecipazione di quante più famiglie possibili, l oratorio San Rocco si sta organizzando per fornire un servizio di baby sitter per le coppie con bambini piccoli. Ecco il calendario: 4 febbraio: "Io sono con te" Regia: Guida Chiesa, Italia (2010) 18 febbraio: "La nostra vita" Regia: Daniele Lucchetti, Italia (2010) 31 marzo: "Il ragazzo con la bicicletta" Regia: J ean-pierre e Luc Dar denne, Belgio-Francia-Italia (2011) CINEMA SANT AMBROGIO Per la comunità pastorale di S. Luca, i film saranno proiettati presso il cineteatro S. Ambrogio, sempr e con la possibilità di discutere insieme le tematiche proposte dalle pellicole. Le proiezioni seguiranno il seguente calendario, div ersificato nei gior ni e negli orari per per mettere a tutti di accostarsi a questa proposta: Domenica 29 gennaio, ore 15.30: fire Proof Regia: Alex Kendrick, Usa (2008) Sabato 28 aprile, ore 20.30: The blind side Regia: John Lee Hancock, Usa (2009) Mariarosa Pontiggia 6

9 Istituto Pozzi Suor Maria Grazia Tirelli è la nuova superiora, in carica dal 20 novembre scorso, subentrata a suor Claudia Denti L istituto Pozzi, osservatorio della realtà e della povertà che cambia con rapidità È laureata in scienze dell educazione all università Statale di Torino, e all università Cattolica di Roma ha conseguito il diploma di dirigente infermieristico Cambio della guar dia all istituto Cornelia e Pasquale Pozzi di via Alfieri. La super iora suor Claudia Denti, dopo un solo anno di permanenza in città, era subentrata a suor Chiara Belluco il 29 no vembre 2010, ha lasciato il testimone a suor Maria Grazia Tirelli, che ha assunto l incarico il 20 no vembre scor so. Suor Maria Grazia Tirelli, 61 anni, da poco compiuti, è nata a Mortigliano in provincia di Udine, il 29 dicembre 1950, proviene dalla parrocchia di Nostra Signora della Salute di Torino, dove nel 2004 ha avviato un centro diurno per anziani che ha diretto fino al 19 no vembre È entrata come postulante nell ordine delle Figlie della Carità nel settembre 1978, dal giugno 1979 all 80, ha svolto il noviziato nel seminario di Roma, quindi dall 81 all 84 a Torino, in via Nizza per il corso di infermiera. Nel novembre 1984 ha emesso la professione, i cui voti come tutte le sue sor elle rinnova il 25 marzo di ogni anno. Dall 84 all 88 ha pr estato servizio all ospedale Molinette di Torino come infermiera prima, e capo sala poi; dall 88 al 2004 all ospedale Grodenigo di Torino. È stata per dieci anni direttrice della scuola infermieri e g estione e f ormazione delle risorse umane. È laur eata in scienze dell educazione all università Statale di Torino, mentre all università Cattolica di Roma ha conseguito il diploma di dir igente infermieristico. Nella bella e accogliente casa dell istituto P ozzi mi trovo bene - ha detto - ero già stata Suor Maria Grazia Tirelli. in Seregno, un mese, nel 2004 e nell ultimo anno e mezzo l ho frequentata due v olte al mese. Le mie consorelle sono tutte g enerose e col personale mi trovo a mio a gio. È una r ealtà molto bella c he r i- sponde alle esig enze della vita odierna cercando il più possibile di soddisfare le emerg enze più diverse. Un luogo che negli 80 anni ha saputo adattar si alle mutate situazioni dei tempi, passando dall iniziale assistenza alle orf ani fino all affiancamento per mamme con bambini in dif ficoltà, alle minor i, fino alle profughe provenienti dal continente afr icano dell ultimo anno. L istituto Pozzi è un osser vatorio della r ealtà e della po vertà che cambia con rapidità inedita, la nostra casa può esser e def inita anche come una social housing per le povertà e per le nuove emergenze. Fino a trenta-quaranta anni fa la vita in istituto procedeva quasi sempre uguale, ai giorni nostri tutto è diverso, perché occorre agire con molta prudenza ma nel contempo anche con tanta audacia. Uno dei problemi più impegnativi con cui noi veniamo a contatto ogni giorno sono le f amiglie separate e con i mariti costretti a viv ere in condizioni economiche molto r istrette alla soglia della po vertà. Se, però, crediamo ai poveri sappiamo anche che dobbiamo contare nella Provvidenza alla quale ci af fidiamo sempre. Come comunità per minor i, la nostra è l unica nel suo genere. Paolo Volonterio 7

10 Abbazia San Benedetto E stato eletto nel capitolo del dicembre scorso Dom Leo Kiskinis è il nuovo priore di origine greca Cercherò di valorizzare e migliorare l esistente Ordinato sacerdote il 2 ottobre scorso nella cattedrale dei santi Cristoforo e Giacomo di Corfù in Grecia, dall arcivescovo Yannis Spiteris - È in città dall 8 gennaio La comunità dei monaci benedettini di Monte Oliv eto ha un nuo vo pr iore. È dom Leo Maria Kiskinis, 40 anni, nato a Larisa, una cittadina nei pr essi di Salonicco in Grecia, il 7 agosto 1971, laureato in lingua e letteratura italiana all università di Salonicco nel È stato eletto priore nel capitolo del dicembr e scorso ed è stato intr odotto canonicamente nell incar ico, mer coledì 4 g ennaio. In città è entrato nel pieno delle sue funzioni martedì 10 gennaio. È in Italia dal 2004 nel monastero di santo Stefano a Bologna dove ha fatto la vestizione l 8 gennaio 2006 e un anno dopo,il 21 gennaio, ha emesso la professione. È stato ordinato sacerdote il 2 ottobre scorso nella cattedrale dei santi Cristoforo e Giacomo di Corfù in Grecia, dall arcivescovo Yannis Spiteris, un padre cappuccino. Il 3 ottobre ha celebrato la sua pr ima Messa. Da alcuni mesi pr estava servizio pastorale nel monaster o quattrocentesco di san Giorgio dei monaci benedettini olivetani di piazza san Giorgio a Ferrara che è anche chiesa parrocchiale, affiancando dom Giacomo F errari. Un monaster o che dipende da quello di Bologna. Già nell anno del diaconato er a stato designato quale futuro parroco ed era in procinto di assumer e l incar ico. Dom Kiskinis, nel monaster o di san Benedetto, subentra a dom Giorgio Picasso che per tutto l anno passato ha ricoperto l incarico di pr iore amministrativo ad nutum abbatis generalis. Dom Leo è una vocazione adulta. Prima di giungere in Italia ha insegnato italiano nelle scuole superiori di Salonicco. Sin da bambino ha amato l Italia e la sua cultur a perché la mamma Vassiliki Vendramin è di or i- gine veneziana e ha continuato ad approfondirla tanto da laurearsi in lingua e Dom Leo Kiskinis, nuovo priore dell'abbazia san Benedetto. letteratura italiana. La mia vocazione è maturata - ha spiegato - attr averso lo scambio di cor rispondenza su inter net nel sito con dom Stefano Greco di Bologna. Mi trovavo in un momento di discernimento vocazionale, sentivo una chiamata che andava concretizzata. E don Stef ano mi ha aiutato. Mi sono trasferito a Bologna come laico ed è stato un capo volgimento totale della mia vita. La comunità bolognese mi ha accolto a br accia aperte e mi è stata molto vicina. Un esperienza positiva che mi ha permesso di riflettere. Da quel momento ho chiesto un anno di aspettativa dalla scuola do ve insegnavo e da allora sono r imasto in Italia pr endendo la decisione di diventare monaco e poi sacerdote. E adesso, quest altra sorpresa che francamente non mi aspettavo di essere scelto quale priore della comunità di Seregno. Ho accolto questo incarico con grande senso di responsabilità. I monaci hanno cr eduto nella mia persona per condurre nel migliore dei modi questo ultracentenario monastero. Spero di essere sempre all altezza del compito. È mia intenzione fare da padre a questa comunità compor tandomi con dolcezza, abbracciandoli tutti singolarmente e cercando di creare una bella comunità, visto che nel recente passato è stata traumatizzata. Tra gli obiettivi c he mi sono posto c è quello di conser vare, valorizzare e migliorare l esistente, mantenendo alto il livello facendolo conoscere sempre di più, ma anche porgendo molta attenzione a c hi fr equenta la c hiesa, ai fedeli, ai segni c he il Signore ci manda. Mi affido a lui perché in Lui ho tanta fiducia e so che mi aiuterà. Paolo Volonterio 8

11 Comunità Pastorale San Luca L Epifania ha concluso le feste natalizie introducendoci nel tempo liturgico ordinario La nostra quotidianità non è mai ordinaria ma tutto è meraviglia! Il cammino di fede in questo tempo aiuti ognuno di noi a saper trasformare il terribile quotidiano in liturgia della meraviglia. Abbiamo appena ter minato nel nostro cammino di f ede la celebrazione natalizia che ci ha portato ad accoglier e ed ador are Gesù, nato a Betlemme di Giudea, come il Figlio di Dio venuto in mezzo a noi per dirci che Dio non vuole esser e lontano da gli uomini, ma vuole stare con loro. È iniziato ora quel tempo liturgico che nel r ito romano viene chiamato ordinario, forse motivato da quel detto pro verbiale che r ecita: L Epifania tutte le feste porta via. Dopo l abbuffata delle feste natalizie si cerca adesso di entrare in una ordinarietà quotidiana per vivere con maggiore tr anquillità la nostr a esistenza. Ma la vita può dir si tranquilla? può dirsi normale? può dir si la solita? Non lo so, o meglio, propendo per il no. Noi la v orremmo così forse per non av ere sorprese o novità che sconvolgerebbero in modo dr ammatico il nostr o quieto vivere o le nostre normali progettazioni. O f orse la v orremmo così per ché altr imenti dovremmo entrare in una ma g- giore profondità del nostro spirito per cer care motiv azioni e significati c he ci costr ingerebbero ad a bbattere la banalità della nostra quotidianità gelosamente custodita. È meglio vivere di immediatezza, di superf icialità, di immagine, di sentimentalismo superf iciale. Abbiamo paura di dover dare un senso alla nostra vita. Da un po di gior ni non lo v e- devo. era sempre assiduo ad una sincer a colla borazione ora ha quasi v ergogna a salutare una r agazza all impro v- viso gli ha r ubato il sor riso e il cuore L appuntamento per gli esami clinici era stato rimandato dopo le f este per viv ere tr anquillamente il Natale non è ancor a uscito dall ospedale la solita diagnosi infausta Avevano pr ogrammato quella crociera per essere tutti insieme a f esteggiare l anniv ersario di matrimonio dei genitori la superficialità umana l ha f atta diventare tragedia. Il padrone l ha chiamato al termine del tur no di lavoro con settimana prossima stai a casa Si potrebbe continuare. Ci accorgiamo c he è dif ficile parlare di un tr anquillo quotidiano. Anche Gesù un giorno ha detto: Non pensate al domani, ogni giorno ha già la sua pena. Condannati alla sorpr esa della pena quotidiana? Scrive il sacer dote e scr ittore don Alessandro Pronzato: Non esistono domeniche ordinarie e neppur e gior ni f eriali ordinari il tempo non è mai ordinario, perché è sempre insolito e inaudito il dono della P arola che si fa Pane sulla nostra mensa per riscattare l esistenza dalla banalità dell ordinario e farci celebrare la liturgia della meraviglia. La liturgia ambrosiana, nelle domeniche dopo l Epifania, ci presenta l azione del Figlio di Dio in mezzo agli uomini per aiutarli ad uscire dalla banalità quotidiana e scoprire la bellezza della vita. Nei segni compiuti da Gesù possiamo scopr ire come Dio è padre buono e miser icordioso che non vuole la condanna dei suoi figli, ma li vuole aiutare perché in qualsiasi momento, buono o problematico, abbiano a sentirsi aiutati, sollevati e a b- bracciati. Il cammino di f ede in questo tempo liturgico aiuti ognuno di noi e ogni nostra comunità, attraverso l Eucarestia, la pr eghiera, la carità, a saper tr asformare il terribile quotidiano in liturgia della meraviglia. Don Giovanni Olgiati Vicario C.P. P.S. Questa r iflessione è stata fatta utilizzando in par te un testo di don F. Manzi in La Parola della festa Ed. Ancora. 9

12 Comunità Pastorale San Luca Il guadagno ad ogni costo, un economia fantasma, l egoismo vorace ci hanno spinto in una crisi che sembra senza uscita, però Chi lo dice che il 2012 sarà l anno della recessione? E se invece fosse l anno della rivoluzione umana? Riportare l uomo al centro dei valori è il primo passo per lasciarsi alle spalle il periodo nero e ritrovare ottimismo e fiducia Molte autorevoli voci hanno battezzato il neo nato 2012 come l anno della recessione. Eppure io proprio non lo vedo così! O sarà l ingenuità, o sarà che le finestre del mio palazzo, l or atorio S. Ambrogio, mi per mettono di av ere un altra visione. Dopo la pausa natalizia r iprendono le attività e gli incontr i per tutti: la parrocchia e l oratorio sono palestra di vita. Innanzitutto, ogni nuovo anno per i cristiani inizia con l Ottav a del Natale, il 1 di gennaio, nella quale si fa memoria di un Dio che entra ufficialmente all inter no della stor ia dell umanità: comunque v ada e comunque sarà il nuovo anno, è certo che Dio è iscritto all anagrafe e la nostra storia diventa la sua storia. Poi la suggestiva ricorrenza dell Epifania: i re Magi sono in cammino alla ricerca della Verità che trovano incarnata nel Bambino di Betlemme. Comunque v ada e comunque sarà il nuovo anno, è necessar io imitar e i magi, metter si in cammino e r icercare quella Verità che ogni giorno ci si manifesta. Occorre essere magi e non mogi nell intraprendere il cammino: ecco per ché siamo soliti il 6 gennaio scambiarci in dono una calza ricca di dolcetti: segno inequiv ocabile di uno spr onarci vicendev olmente ad intr aprendere questo viaggio (calza) c he sarà sostenuto dagli zuccheri (dolcetti) di un procedere comunitariamente. E la nostr a meta è la P asqua, la cer tezza che il Crocifisso è il Risorto, il Vivente. Questi i presupposti reali e concreti anche di questo nuo vo anno, e con questi presupposti non può c he essere un anno sicuramente ricco e meritevole di essere vissuto. Molti sono già i segni positivi all inizio di questo nuo vo anno che bene fanno sperare: l adoperarsi dei genitori e dei nonni c he alla mattina accompagnano con premura i ragazzi a scuola in ogni or dine e grado; vedo suore che, nonostante l età, si prodigano in un accoglienza sempre solare e mater na; vedo un corpo docente sempre pr onto e appassionato a prendersi cura della formazione dei ragazzi, qualunque siano i bisogni,docenti che mettono al centr o il bene del ragazzo, senza mai scaricarsi competenze o impegni, addirittura porgendo un fazzoletto pulito e aiutando chi non si riesce a gestire in maniera autonoma; v edo gli ausiliar i della scuola a gire con pr emura e pr ecisione perché lo studio possa esser e esperienza bella e appagante; vedo la fatica del lavoro quotidiano che papà e mamme affrontano con dignità e serenità del cuore: si è disposti a mille sacrifici purché sia custodito l amore nella propria famiglia. Vedo un umanità che si rinnova nella misura in cui è alla continua r icerca di Dio, che è la Verità e il senso della nostra esistenza perché è solo nel Signore Gesù, l Emmanuele, il Dio-connoi, colui che salva, che noi possiamo trovare la nostra salvezza e quindi la nostra speranza e poter guar dare in maniera del tutto diversa il L oratorio è quell occasione di cr e- scita per aiutarci tutti ad innamorarci di un Dio così, di un Dio contemplato nel Mistero del Natale, che si fa uomo e immettendo in tutto ciò c he è umano un frammento di divinità. Tutto ciò che è umano è cr istiano e tutto ciò che è disumano non è cr i- stiano. Abbiamo bisogno di umanità, di v alori c he r imettano al centro l uomo. Gli incontri che la parrocchia e l oratorio vanno a sostenere hanno questo desiderio: creare occasioni di crescita umana e cristiana. Ecco gli appuntamenti di gennaio: 1) riprende il cammino di Iniziazione Cristiana: III elementare Lunedì: ore IV elementare Martedì: ore V elementare Mercoledì ore I media Giovedì ore Aiutare i genitori, primi catechisti dei ragazzi, è un impegno costante per il g ruppo delle catec histe della Comunità S. Luca: quattro incontri (9 gennaio, 20 febbraio, 16 aprile, 21 ma ggio dalle ore 20,30 alle ore 22,30 presso la parrocchia di S. Carlo) pensati per dar e loro gli str umenti spir ituali per una missione molto delicata e preziosa come quella di introdurre i ragazzi nel Mistero di Dio. 2) Preadolescenti, Adolescenti, Azione Cattolica e 18enni II media Venerdì ore 17,30-18,30 III media Venerdì ore

13 Comunità Pastorale San Luca Adolescenti (I-III sup) Mercoledì ore enni (IV e V sup) Mercoledì Ore Azione Cattolica Una domenica al mese ore 18-22,30 3) Giovani (20-30 anni) La proposta per i giovani è articolata in quattro appuntamenti mensili per tutta la città di Ser egno: due mercoledì sera di Lectio Divina al S. Rocco; una Sera di Emmaus, il mer coledì ser a in S. Rocco; la catechesi interdecanale al sabato mattina a Desio sulla Proposta Diocesana della Scuola di Formazione Socio-Politica. Sabato 28 per i gio vani della Comunità Pastorale S. Luca sarà proposto un simpatico Happy Hour in Sala Ratti, dalle or e 19,30 alle ore 21,30 per i giovani dai 20 ai 25 anni. 4) Oratorio della domenica Riprende la proposta educativ a dell oratorio nel Giorno del Signore. Tutte le domenic he alle ore 9 in chiesa, ci prepariamo alla Santa Messa con un piccolo lav o- retto sul Vangelo. Nel pomeriggio, dalle ore 15, ci ritroveremo in oratorio per i giochi organizzati e per continuare, con simpatia, fantasia e creatività, la riflessione del Vangelo. Alle or e 17 il suono della campanella ci r iporterà tutti in chiesetta: nella pr eghiera af fideremo al Signor e l inizio della nuova settimana. E dulcis in fundo: prima di tor nare a casa a preparare lo zaino per la scuola, una meritata merenda! 5) Confraternita del Santissimo Sacramento. In città sono pr esenti e operanti tre confr aternite: S. Ambrogio, S. Carlo e S. Giuseppe. Quest anno si è voluto proporre un cammino di formazione unitario che aiutasse le tre confraternite a r iscoprire e vivere la propria identità spirituale di un servizio prezioso di testimonianza all interno delle nostre parrocchie. Mercoledì 11 g ennaio il primo incontro del Gli altri due saranno mercoledì 7 marzo e mercoledì 2 ma ggio sempre alle ore 21 in Sala Ratti. 6) Gruppo Terza Età: tutti i giovedì dalle ore 16 alle ore 18 una par ticolare attenzione di catechesi e di sv ago per i saggi della par rocchia. La terza età è un età molto pr eziosa per la r icchezza di vita vissuta c he spesso si trasforma in piacevole ascolto di aneddoti e consigli utili. Il Suolo Minacciato è il titolo del dibattito che faremo lunedì 30 gennaio alle ore 21 in Teatro. Aiutati da testimonianze visive e documentari, vorremo tenere desta l attenzione sulla nostra responsabilità civile e sul dovere c he a bbiamo di g overnare il giardino che da sempre Dio ha affidato alla sue creature. Gennaio è anche il Falò di S. Antonio (17 gennaio) e la Giubiana (ultimo giovedì del mese): due feste tradizionali che portano colore e calore nei primi giorni del nuo vo anno, occasione per r itrovarsi in gioia e fr aternità, toccando con mano che i brutti pensieri sono messi in fuga dallo stare insieme. Tutte queste iniziative ci aiutino a vedere nel 2012 l occasione per tir are fuori il meglio di ciascuno,nella consapevolezza che non esiste a pr iori un anno di r ecessione, e la r ecessione avviene là dove ci si dimentica di mettere l uomo al centr o, come abbiamo sperimentato in questi anni dove al centro abbiamo messo il guadagno ad ogni costo, un economia fantasma, l egoismo vorace. Sì, il 2012 potrebbe e dev e div entare l anno della Rivoluzione Umana: dopo la Rivoluzione Industr iale del 1760, il 2012 non potrebbe diventare l anno di una Riv oluzione Umana do ve al centro si rimettono l uomo e i valori, e attor no all uomo a suo ser vizio tutto il resto? Proprio a questo è deputato l oratorio: sostenere questa r ivoluzione umana, educare perché si diventi buoni cristiani e onesti cittadini come raccomandava S. Gio vanni Bosco c he festeggeremo il 31 gennaio. Dal 1 al 31 g ennaio: segni concr eti che questa rivoluzione umana è possibile. A ciascuno il rimettersi in cammino perché se oggi sei come ier i, oggi sei peggio di ieri. Don Alessandro Giannattasio Vicario C.P. 11

14 Comunità pastorale Maria Madre della Chiesa Per quattro domeniche quattro tematiche sociali su cui riflettere: famiglia, vita, malati e solidarietà Il vicario episcopale in visita alla Comunità Maria Madre della Chiesa Avverrà il 3 e 4 marzo: incontrerà i Consigli pastorali, i ragazzi e celebrerà in tutte le chiese Dopo la pausa natalizia, dove ognuno ha vissuto le celebr azioni nelle par rocchie, r i- prende il cammino unitar io con l incontro del consiglio pastorale della comunità pastorale del 20 gennaio. Con la giunta si è preparato l ordine del giorno che presento a tutti con commenti miei. VISITA VICARIALE DI MONS. CATTANEO Era già accaduto con mons. Provasi che le parrocchie avessero una visita programmata con il Vicario episcopale. Così anche mons. Armando Cattaneo sarà con noi il 3 e 4 marzo prossimi. Incontrerà i consigli da poco eletti, celebrerà in tutte le parrocchie e incontrerà i ragazzi con i loro genitori. Lo scopo è quello di conoscere le nostre proposte pastorali e verificare se lo spirito missionario ci porta ad essere capaci di testimoniare la fede anche al di fuor i delle chiese, sia personalmente che con g esti comunitari. Potremo raccontare l esperienza dei visitatori laici che hanno portato a molte famiglie la vicinanza della parrocchia insieme all augurio natalizio. Sarà il Vicario, dopo l incontro al Palaporada con il card. Scola, a dire le attese del nostro Vescovo e le indicazioni c he emergono dal suo magistero. Una applicazione concreta ha fatto per noi preti, invitandoci a farci trovare presenti in conf essionale! Div enta un r i- chiamo a tutti i fedeli che il senso del peccato e il bisogno della miser icordia di Dio non può affievolirsi nel nostr o cammino spir i- tuale. ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE E LA VITA DEI NOSTRI ORATORI La commissione decanale in pr eparazione all incontro mondiale delle famiglie sta lavorando. Ci informa in altre pagine di questo mensile. Le nostre famiglie vanno sempre accolte nella nostra comunità. Le incontriamo per il Battesimo e in oratorio soprattutto per l iniziazione cristiana. Accogliere è far sentire che nelle nostre chiese, che all oratorio si devono sentire a casa perché oltre ai preti e le catechiste, altre famiglie le attendono con volto sorridente. Nei nostri oratori ci sono spazi che le famiglie devono usare e vivere. E come avviene al S Rocco le mamme stesse per i loro figli tengono in ordine la struttura e i papà migliorano l utilizzo degli spazi.è auspicabile che avvenga sempre di più anc he negli altri. Se non avviene questo passa ggio negli oratori, animando con la boratori i pomeriggi domenicali e altri momenti della settimana, l ambiente diventa soprattutto per lo sport e viene gestito dalla spontaneità. Parlerà anche di questo argomento. Il consiglio è giustamente preoccupato che avvenga la formazione degli animatori e che si lavori anche nella prospettiva degli oratori estivi. L accoglienza e il coinvolgimento delle famiglie in oratorio è una carta necessaria e vincente per il futuro della Chiesa! Anche il tema della formazione degli adulti v errà affrontata con le proposte della catechesi degli adulti cittadina che riprende secondo il calendario. Ma la formazione alla carità e alla solidarietà deve continuare sempr e per saper accoglier e e sostenere con il Fondo famiglia lavoro e non solo, situazioni di precarietà e di perdita del lavoro e della professionalità per inserirsi nel ciclo produttivo sempre in forte evoluzione. LE QUATTRO GIORNATE SOCIALI Il mese di gennaio è caratterizzato dal tema della pace che il Papa ha richiamato nel suo messaggio di Capodanno sottolineando la necessità di educare le nuove generazioni a diventare costruttori di pace. Di seguito poi si propongono, ormai da molti anni, la giornata della famiglia, della vita, del malato, della solidarietà come frutto del tempo natalizio che ci ha presentato il prendersi cura del Salvatore dell umanità. Si chiede anche a noi di saper tradurre la fede nei valori evangelici da vivere e da difendere concretamente. La famiglia è il fondamento della vita sociale e cristiana. Gesù ha scelto di nascere e crescere in una famiglia. La vita poi è sempre sacra e dono di Dio. I Vescovi italiani, di fronte al disprezzo della vita, riaffermano che si deve difendere sempre questo bene non negoziabile, educando i giovani ad essere contenti del dono dell esistenza che va rispettata anche quando in casa un uomo è ammalato e può apparire un peso che toglie liber tà. A metà febbraio si celebra la giornata della solidarietà. Oggi di fronte ai posti di lavoro che si perdono, ai costi della vita che lievitano continuamente, assistiamo a famiglie sempre più numerose che sono alle strette e fanno fatica a tirare la fine del mese. Ci sono ancor a troppi privilegi, troppe diversità tra ricchezza accumulata e povertà diffusa. È un dovere per tutti compiere scelte di sobrietà ed essere attenti a possibili gesti di solidarietà. CONCLUSIONI In questa seduta del consiglio si dovrà anche scegliere i consiglieri disponibili ad entr are nel consiglio pastorale decanale che si deve costituire entro il 26 febbraio prossimo. Si dovranno poi far ripartire le commissioni dei diversi ambiti della pastor ale: Caritas, famiglia, catechesi, liturgia per lav orare insieme e compiere scelte operative condivise. Al Ceredo poi, il 29 g ennaio, sarà presente a celebrare la festa di S. Giovanni Bosco l arcivescovo emerito, card. Dionigi Tettamanzi, mentre a S. Valeria v errà r icordato il 25 di sacerdozio di don Luciano Mar iani, tornato dalla missione di don Or ione in Madagascar per un periodo di riposo. Sarà l occasione per vivere un momento missionario straordinario e partecipare alla gioia della f amiglia per il dono di una vocazione in casa e della parrocchia di S. Valeria che si onora per un suo figlio e si unisce a lui nel rendere grazie al Signore. Mons. Silvano Motta Responsabile C.P. 12

15 Oratorio San Rocco La figura del missionario, scomparso 40 anni fa, che ha ceduto il testimone ai propri figli, al centro dell incontro svoltosi lo scorso 8 gennaio Attilio Giordani, un esempio molto attuale di impegno e aiuto a favore degli ultimi In ogni circostanza Attilio aveva una marcia in più: disponibilità, amore, coerenza, pazienza, fede. L incontro con la sua persona non era mai superficiale «Per pr ima cosa v ogliamo r ingraziare Piergiorgio e Mar ia Grazia, i figli di Attilio Giordani per la lor o presenza discreta, ma fondamentale nell incontro che si è tenuto domenica scor sa con i g enitori dei r a- gazzi del terzo anno di catechismo. Con la loro semplicità ci hanno presentato il loro papà come potrebbe essere il nostro papà! Ma Attilio ha una marcia in più: disponibilità, amore, coerenza, pazienza, fede; tutto questo ha segnato la sua vita e la vita di coloro che ha incontrato sulla sua strada. L incontro con la sua persona, non era mai superficiale, ma sempre molto profondo e teso all aiuto degli altri, in oratorio, in ufficio, in famiglia e in missione nel Mato Grosso, dove a 59 anni ha passato il testimone al f iglio Piergiorgio con le sue ultime par ole: CONTINUA TU. Cr ediamo c he questo sia l augurio per tutti noi genitori!» Così scrive un genitore a nome di altri dopo l incontr o di pr esentazione della vita del ser vo di Dio 1 Attilio Giordani, domenica 8 g ennaio scorso. Chi è Attilio Giordani? Attilio Giordani è nato a Milano il 3 febbraio Si distingue fin dai primi anni per la sua g rande passione per l'or atorio e, già sui diciotto anni, per la sua dedizione ai giovani che lo frequentavano. Per decenni è un soler te catechista ed un animator e costante e g eniale, con tanta semplicità ed allegria serena. Cura la liturgia, la formazione, il gioco, il tempo libero, le ferie dei suoi giovani, il teatro. Ama Dio con tutto il cuore e trova nella vita sacramentale, nella preghiera e nella direzione spirituale la risorsa per la vita di grazia. Durante il servizio militare che inizia nel 1934 e termina, con fasi alterne, nel 1945 dimostra senso apostolico tra i suoi compagni d'arma. E' impiegato nell'industria della Pirelli a Milano dove pure diffonde allegria e buon umore, con il più pr ofondo senso del do vere. Nella propria famiglia è un mar ito ricco di grande fede e serenità, in una voluta austerità e povertà evangelica a v antaggio dei più bisognosi. Ogni gior no è f edele alla meditazione, all'eucarestia, al Rosario. Attento alle vicende della sua famiglia (i tre figli erano già in Brasile per un periodo di volontariato missionario) decide egli stesso - d'accordo con la sua Noemi - di partire insieme, marito e moglie, per condividere totalmente la sua paternità e la vocazione dei figli al volontariato. Anche in Brasile egli continua ad essere catechista ed animatore. Un giorno, il 18 dicembr e 1972, a Campo Gr ande nel cor so di una riunione sta parlando con entusiasmo e con ar dore del do vere di dare la vita per gli altri, quando improvvisamente si sente venir meno. Fa appena in tempo a dire al figlio: "Pier Giorgio, or a continua tu" e muore stroncato da un inf arto. La sua salma trasportata in Italia ora riposa nel Cimitero di Vendrogno. A pochi giorni dalla festa della sacra Famiglia è un ottima figur a spir i- tuale per tutti i g enitori. A tal proposito consiglio la lettura del libro a lui dedicato che può essere utile per l edificazione personale e per l attuabilità dell esempio del Giordani. Il titolo del libro è il seguente: «Attilio Giordani. Un angelo di seconda categoria» di Chiari Vittorio, edizioni Centro Ambrosiano. Don Gianmario Poretti Vicario C.P. 1Si dicono Servi di Dio coloro di cui la Santa Sede ha concesso il "nulla osta" per introdurre la Causa, il cui iter prevede una duplice fase: l'inchiesta diocesana e l'inchiesta romana, presso la Congregazione delle Cause dei Santi. 13

16 Basilica San Giuseppe La presentazione di esperienze concrete di coppie può aiutare molto la parrocchia nell accogliere e nel proporre Famiglia, il difficile cammino nella fede Il riavvicinamento alla chiesa grazie ai figli Alcuni sposi ritornano a riflettere sulla propria vocazione grazie al Battesimo ai figli, ma a volte non basta Carissimi, negli avvisi di domenica 15 gennaio, letti in Basilica, si è comunicato c he nel giorno 20 gennaio si fa memoria di S. Sebastiano e si compie il rito del faro. È un martire che ha offerto la vita al Signore subendo la violenza del per secutore e br uciando per amor e della f ede, e certo di vedere dopo la morte la luce eterna, il volto di Dio. Compio questo gesto per la diciassettesima volta con questa convinzione, segno della f ede di S. Sebastiano, non cer to una fiamma da interpretare umanamente. Monsignor Silvano Motta, domenica 15 gennaio, in abbazia San Benedetto, ha presieduto l'eucaristia delle 11, in occasione della festività di san Mauro, patrono dei monaci benedettini olivetani. E' ritratto al fianco del nuovo priore dom Leo Kiskinis, dom Fredy Maria Cruz Alvarado e dom Piero Caldara. SAN SEBASTIANO, ANTICO PROTETTORE DELLA CITTÀ S. Sebastiano, guardia personale dell imperatore Diocleziano e cristiano convinto, riuscì a convertire molti alla fede. Venne scoperto nel suo apostolato e conf essò apertamente la sua fede tanto che fu sottoposto alla tortura delle frecce così come vediamo negli innumerevoli dipinti che lo raffigurano. Curato dai cristiani, l imperatore lo impr igionò di nuovo e lo fece uccidere con i flagelli. Venne sepolto con v enerazione dai devoti nelle catacombe della via Appia. Era a servizio dell imperatore e i vigili urbani che sono a ser vizio della città lo scelser o come patrono. A Seregno gli è stata costruita una chiesa nel XVI secolo presso l antico cimitero dove è venerato insieme a S. Rocco. Durante la peste, che colpì il nostro borgo ai tempi di S. Carlo, trovarono lì il luogo del lazzaretto per i colpiti dal male e la loro sepoltura. In questa circostanza rifletto sempre sulla società di oggi e per quale moder na e diffusa pestilenza dobbiamo pregare S. Sebastiano. Le piaghe malefiche oggi intaccano il tessuto sociale nei rapporti tra economia e lav oro, tra finanza e cr escita del bene comune. Il cancro dell egoismo e degli speculator i devasta la vita di tante famiglie ridotte alla precarietà e spesso al limite della povertà. Le ricette dei governi sono necessarie per evitare la deriva, ma guar ire i cuor i chiusi nel proprio inter esse r ichiede l inter vento di un Santo. Mi unisco all amministrazione comunale c he r ipete il g esto iniziato nel 1576 quando si offrirono a S. Carlo Borromeo sei ceri bianchi, perché l offerta mantenga ancora la protezione del Santo sulla nostra città e la renda più capace di generosa solidarietà. FESTA DELLA FAMIGLIA E PERCORSI DEI FIDANZATI Il tema che ritorna, anche in vista dell Incontro mondiale è l accoglienza. Guardando alla nostra Basilica come sono accolte le famiglie nuove? C è attenzione da par te nostra a creare un rapporto che continui al di là del Sacramento che chiedono? Ci sono i ricomincianti, cioè le famiglie che in occasione del Battesimo si r iavvicinano alla Chiesa e vanno in penitenzieria con i piccoli per la Messa delle or e 10. E lì sono ben accolti. Grazie alle nostre mamme attente e disponibili. Abbiamo invitato circa 150 famiglie dei battezzati nel 2011 per una pr eghiera al Bambino Gesù: erano una quarantina! Nella festa della famiglia si faranno gesti coinvolgenti e significativi, ma rimane un gesto! Non si è riusciti, nemmeno nelle nostre scuole dell infanzia, a pensare proposte continuative per stare accanto alle f amiglie nell impegno dell educazione cristiana del figlio o proposte di sostegno e aiuto alla vita di coppia. Ci sono famiglie di ricomincianti che vivono il cammino dell iniziazione cristiana del figlio come l occasione per ripensare la propria famiglia sotto lo sguar do del Signore e nella vita della Chiesa. C è chi persevera e ritrova la gioia di credere! A giorni inizieremo il cammino di oltre venti coppie di fidanzati che abbiamo accolto per accompagnarli consapevolmente all altare 14

17 Basilica San Giuseppe del Signore e consacrare il loro matrimonio. Li abbiamo accolti, ma dove si trovano? In un mondo che non crede al matrimonio come scelta per sempre e che dà possibilità di vita insieme a omosessuali, in una cultur a della convivenza come prova, di una visione sessuale consumistica e fine a se stessa. E noi li accogliamo proponendo il matrimonio cr istiano e la celebr azione del Sacr a- mento, cercando di recuperare la nostalgia di un amore vero, gratuito, come unica via capace di rendere bella la vita sponsale perché fondato sul coraggio di una scelta personale, libera, di una persona che si accoglie come dono di Dio e la si rispetta nella sua dignità e nella sua singolarità. È una proposta che si può anche non accogliere. Presentiamo loro concrete esperienze di vita sponsale r iuscita, compiute da un uomo e da una donna normali, che fidandosi del Signore, che ci vuole f elici nella libertà, e seguendo l insegnamento della Chiesa esperta in umanità, hanno vissuto insieme decenni, rinnovandosi ogni giorno e perdonandosi sempre e solo per amore. Si propone il coraggio di sfidare il mondo, di credere che con Dio tutto è possibile senza I Magi e alcuni partecipanti del corteo con mons. Armando Cattaneo. rinunciare a nulla di quanto la vita di coppia dona, ma vivendo tutto nel Signore, sotto lo sguardo di Dio, sicuri che vuole il nostro vero bene. CONCLUSIONE Devo ripetere quanto ho già scr itto per il Centro pastorale di via Cavour. Siamo già giunti alla fase degli impianti: elettricisti e idraulici sono al lavoro. I soci del Circolo S. Giuseppe si stanno dando da fare. Ho sempre la speranza di qualche generoso contributo! Intanto il sogno passa dalla struttura agli arredi: allora bisogna muoversi perché il tempo vola. Mons. Silvano Motta Prevosto STATISTICA PARROCCHIALE DICEMBRE 2011 BATTESIMI Lucia Vimercati, Simone Cunico, Cecilia Citter io, Christian Trabattoni, Sara Calderaro, Federico Vian. Totale anno: 150 DEFUNTI Anitala Dell Orto (anni 91), Irene Formenti (anni 74), Bambina Mar iani (anni 86), Luigia Corbetta (anni 78), Maria Bonfanti (anni 72), Marco Lazzarini (anni 87), mons. Tino Mariani (anni 80), Maurizio Giussani (anni 80), Antonio Ballabio (anni 84), Mariacarla Mariani (anni 87), Natale Tagliabue (anni 88), Maria Dotta (anni 75), Fabio Cappuzzo (anni 83), Rina Cesana (anni 81),Maria Valeria Somaschini (anni 58), Giordano Giannobi (anni 62). Totale anno: 154 RIEPILOGO ANNO 2011 Battesimi: n. 150 Funerali: n. 154 Matrimoni: n. 32 Prime Comunioni bambini: n. 125 Cresime ragazzi: n. 125 Cresime adulti: n

18 Parrocchia Santa Valeria Archiviate le festività natalizie, doverosi ringraziamenti a chi ha offerto il proprio tempo per dar vita alle belle iniziative parrocchiali La famiglia, primo luogo di trasmissione della fede deve tornare ad essere il riferimento della società Occasione per rimettere la famiglia al centro dell interesse la Festa che si celebra domenica 29 gennaio, prima dell incontro Mondiale di Milano del prossimo maggio All inizio di un nuovo anno, anche la liturgia ci ha donato la benedizione e la protezione del Signore. Don Giuseppe ci ha r icordato c he «augur arci buon anno nuo vo signif ica r icordarci c he tutto il tempo trascorre con la presenza del Salv atore, colui c he salv a ogni istante dal non senso, a patto c he sia vissuto nel suo Spirito, spirito d Amore. Il Signore ci chiama a una liber tà immensa, a por re in Lui ogni nostr a preoccupazione, ogni af fanno». L invito è riscoprire come la salv ezza portata da Gesù sia capace di trasformare e rinnovare la nostra vita ogni giorno! Anche quest anno non possiamo non ringraziare i par rocchiani che si sono impegnati a preparare tutte le iniziative legate al per iodo natalizio. L allestimento del presepio in santuario ha richiesto tante sere di lavoro e ha voluto essere un invito a r iflettere sulla famiglia quale luogo in cui si r ealizza la salvezza. La Sacra Famiglia deve continuare ad essere un impor tante punto di riferimento anche per la soc ietà di oggi. Questo è l impegno di tutti i cr i- stiani. La capanna sul piazzale e l animazione dei f iguranti dur ante le f estività hanno permesso a tutti i f edeli di f arsi coinvolgere maggiormente nel mistero dell incarnazione c he stav ano celebrando. Non possiamo dimenticar e anche i catechisti e gli animatori che durante l Avvento si sono impegnati a pr e- parare i più piccoli a viv ere il Natale attraverso le varie iniziative proposte in oratorio e la novena in santuario. Inoltre, ringraziamo il gruppo Caritas e il gruppo dei giovani che hanno sensibilizzato la comunità attraverso la mostra della carità. Proseguiamo, quindi, il nostro cammino Un momento della Messa di mezzanotte lo scorso Natale. comunitario, rinfrancati dai validi appigli che ci vengono offerti dalla salvezza donata da Gesù Cr isto a ogni per sona. Ci stiamo preparando al grande evento dell incontro mondiale delle famiglie a Milano. P er questa occasione, siamo chiamati a riscoprire l importanza della famiglia. «Chi è esperto osservatore dell oggi è natur ale che rimanga stupito dal constatare che proprio tra le famiglie del nostro tempo ci sono esempi di fedeltà serena, anche se a v olte sofferta (domenica 29 g ennaio r icorderemo alla Messa delle or e 11 gli anniversari di matr imonio); ci sono - anche tr a noi - esempio di g enerosa apertura alla vita (domenica 5 febbraio ci sarà la Giornata per la Vita); ci sono - anche nelle nostre case - esempi di costante attenzione e servizio a chi è debole e infermo per età o per malattia Il presepe allestito in santuario. (nella memoria della Madonna di Lourdes, 11 febbraio, ci sarà la Giornata per il malato). Potrà dire, l esperto che sono poche ormai le f amiglie che testimoniano gioia di vivere e di stare insieme in questo mondo di pr ecarietà economica, di ansietà consumistica, di relatività relazionale, di fragilità caratteriale. Ma non potrà negar e l evidenza: se ci sono - pur pochi - esempi di vita bella e 16

19 Parrocchia Santa Valeria gioiosa, vuol dire che è possibile anche in questo tempo!» La parrocchia è una famiglia di famiglie. Don Giuseppe ci ha anche invitato a ritrovarci insieme per confrontarci su alcuni temi, quali la famiglia che vive la prova, la famiglia che genera la vita, la famiglia che vive i problemi legati al mondo del lav oro, la famiglia che vive la f esta come tempo dedicato per ritrovarsi, nel Signore, insieme a tutta la comunità ecclesiale. Gli incontri di catechesi, proposti a livello parrocchiale, sono stati caratterizzati da un clima fraterno per poter viv ere insieme nella comunione e nella cor responsabilità, nel nome di Gesù. La comunicazione nella fede ci ha aiutato a costruire su solide basi il nostro lavorare insieme nella azione pastorale, che trova la sua concretezza in tutte le iniziative che la par rocchia propone. In questo anno, che da Benedetto XVI, è stato dedicato alla f ede, dobbiamo impegnarci fortemente perché la famiglia La Sacra Famiglia e i Re Magi sul piazzale del Santuario il giorno dell'epifania. ritorni ad essere il principale luogo di trasmissione della fede. È rientrato in famiglia, dal Mada gascar, per un breve periodo di r iposo, il nostro missionario don Luciano Mar iani. Lo abbiamo accolto con gioia e festeggeremo con lui il suo venticinquesimo di sacerdozio. Paola Landra STATISTICA PARROCCHIALE DICEMBRE 2011 BATTESIMI Lisa Appennini, Elizabeth Monti, Elena Bona. Totale anno: 59 DEFUNTI Giuseppe Tagliabue (90 anni), Raffaele Cesana (82 anni), Luigi Consonni (79 anni), Anna Vismara (92 anni), Ambrogio Perego (74 anni), Fernanda Brambilla (88 anni), Gaetano Mariani (82 anni), Giordana Frigerio (90 anni), Regina Longoni (82 anni), Adele Masciadra (60 anni). Totale anno: 72 RIEPILOGO NEL 2009 NEL 2010 NEL 2011 BATTESIMI MATRIMONI FUNERALI

20 Parrocchia San Giovanni Bosco al Ceredo La santità è la vocazione di ogni cristiano, la testimonianza che il Signore chiede a ognuno San Giovanni Bosco, la festa patronale alla presenza del cardinal Tettamanzi Il cardinale emerito celebrerà domenica 29 la Messa delle Il cardinale emerito Dionigi Tettamanzi. A volte ci sono cose che accadono al di là di ogni r agionevole aspettativa. Così, quasi per gioco, tempo fa era nata l idea di invitare al Ceredo il cardinale emerito, Dionigi Tettamanzi, per la f esta di San Giovanni Bosco. Ci a bbiamo provato - senza troppo crederci - e poco tempo dopo è arrivata la risposta affermativa. L appuntamento è stato fissato per il 29 gennaio, cioè la domenica pr ecedente la memor ia liturgica di San Gio vanni Bosco, così da permettere che questo incontro possa essere condiviso dalla maggior parte delle persone. La Messa delle 10.30, quindi, sarà presieduta dal card. Tettamanzi. È un occasione molto bella e importante per la par rocchia del Ceredo e per tutta la Comunità P astorale, accolta con molto f avore da quanti ne sono già venuti a conoscenza, tanto che qualche timore comincia a sorgere sulla capacità della nostra chiesa di accogliere tutti coloro che vorranno partecipare. Vedremo di stringerci il più possibile Oltre che per noi, credo sia una bella opportunità anche per il Cardinale che può fare visita a una par rocchia senza le incombenze ufficiali che solo qualche mese f a avr ebbero dato un impronta diversa a questa visita. La vedo semplicemente come la possibilità che ci è data di pr egare insieme, di or ientare tutti lo sguardo nella direzione del Signore, verso di lui che è il punto di riferimento, la guida e la meta del nostro cammino. Incontrarci con colui c he è stato per diversi anni il nostro Vescovo, celebrare insieme l Eucaristia, significa metterci tutti, pastore e g regge, nelle mani del Signore, invocare ancora da lui il dono dello Spir ito perché ci r enda abili e pazienti per r idisegnare, con fiducia e sper anza, un nuo vo v olto di Chiesa che vive tra le nostre case. Tutto questo sotto la luce br illante di un grande - San Giovanni Bosco - che ha faticato e sofferto non poco per rendere presente e credibile nella Torino dell 800 il volto amorevole del Padre attraverso l azione, a volte contraddittoria, della Chiesa del suo tempo. Dei santi, dei grandi santi che il Signore ci ha donato, non di r ado conosciamo solo il nome o qualc he piccolo aneddoto della loro vita: per questo li sentiamo lontani, eroi solitari che hanno fatto cose degne di ammirazione e di rispetto, ma lontani. A volte li pensiamo immuni dalle fatiche e dalle preoccupazioni della vita, esenti dalle contr addizioni e dalle complessità, carichi della solidità di una fede monolitica che non lascia spazio a cedimenti o insicurezze Approfondire e conoscer e la vita di un g rande santo invece ci permette di guardare con una luce diversa, con ma ggiore r ealismo e sper anza, anche la nostra vita, la nostra vicenda di credenti, di cristiani più o meno impegnati, più o meno entusiasti o delusi 18

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