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2 Come disposto nelle norme di attuazione, artt. 15, 16, 17 e dall Allegato 5 alle NTA del PTC2 gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti assumono l obbiettivo strategico e generale del contenimento del consumo di suolo e dello sprawling, e privilegiano, pertanto, per rispondere al fabbisogno abitativo, gli interventi di riqualificazione e riordino del tessuto urbano esistente perseguendo l obbiettivo di qualità edilizia ed urbanistica, nel rispetto degli standard urbanistici per servizi pubblici e verde. 1 Sommario 1. Premessa Riferimenti normativi per la perimetrazione delle aree dense, di transizione e libere (art.15 e seguenti delle NTA del PTC2) Territorio Natura dei Suoli Classificazione Sismica Definizione delle densità urbane Proposta di perimetrazione della aree dense, libere e di transizione... 6

3 1. Premessa e r r e 3 s t u d i o t e c n i c o a s s o c i a t o Il è dotato di P.R.G.C. vigente, approvato dalla Regione Piemonte con deliberazione di Giunta Regionale n del e pubblicata sul B.U.R.P. n. 8 del ; successivamente sono state predisposte diverse varianti di tipo parziale, ai sensi dell articolo 17, comma 7 della Legge Regionale 56/1977 e s.m.i., dell articolo 17, comma 8 della Legge Regionale 56/1977 e s.m.i. L Amministrazione comunale di Cavour ha in corso le procedure necessarie per la predisposizione di una variante strutturale di adeguamento al P.A.I. (Piano per l assetto idrogeologico) Riferimenti normativi per la perimetrazione delle aree dense, di transizione e libere (art.15 e seguenti delle NTA del PTC2) L art.15 delle NTA del PTC2 al secondo comma (Prescrizioni che esigono attuazione) prevede che gli strumenti urbanistici generali dei Comuni, perimetrino gli insediamenti urbani esistenti e distinguano graficamente in modo univoco gli ambiti costruiti denso e/o in transizione - dal territorio libero non urbanizzato. Gli strumenti urbanistici generali e le varianti di revisione devono definire la perimetrazione delle aree dense, di transizione e libere sull intero territorio comunale. L art.16 delle NTA del PTC2 al punto 1 del primo comma definisce la qualità delle aree da assoggettare a specifica disciplina come aree dense; aree di transizione; aree libere, definendole come: - aree dense quelle costituite dalle porzioni di territorio urbanizzato, anche poste in prossimità del Centro Storico (o dei nuclei storici), aventi un impianto urbanistico significativo, caratterizzate dalla presenza di un tessuto edilizio consolidato e dalle funzioni di servizio qualificato per la collettività. - aree di transizione quelle costituite da porzioni di territorio poste ai margini degli ambiti urbanizzati, caratterizzate dalla limitata estensione e dalla possibile presenza delle infrastrutture primarie. - aree libere quelle costituite da porzioni di territorio esterne al tessuto urbano consolidato o ai nuclei edificati, caratterizzate dalla prevalente funzione agricola e forestale anche in presenza di insediamenti minori o sparsi, quali elementi identitari e distintivi del paesaggio che si intende preservare.

4 Il comma 5 dell articolo 17 della NTA del PTC2 prevede che fermo restando le disposizioni di legge in tema di edificabilità nel territorio agricolo con particolare riguardo a quanto consentito dall art. 25 della L.R. 5/12/1977, n.56, nonché le statuizioni in materia dei Piani Regolatori Generali vigenti, nelle aree libere non siano consentiti nuovi insediamenti né la nuova edificazione nelle aree non urbanizzate; è peraltro ammessa la realizzazione di opere ed interventi pubblici e di interesse pubblico purché adeguatamente motivate e in assenza di possibili localizzazioni alternative. Il comma 5bis del già citato articolo 17 della NTA del PTC2 prevede che i nuclei e le borgate compresi nelle aree libere non possano essere ulteriormente ampliati. Eventuali proposte di riordino e riqualificazione, che rispondono ai principi ed ai criteri dell art. 15 saranno considerati ed oggetto di specifica valutazione in sede di variante urbanistica. 3 L allegato 5 del PTC2 definisce le linee guida per la perimetrazione delle aree dense, di transizione, libere di cui all art.16 delle NTA. L art.11 delle norme tecniche del PTC2 prevede che gli strumenti urbanistici generali e le relative varianti, assumono l obiettivo strategico e generale del contenimento del consumo del suolo. 3. Territorio Il è situato nella Provincia di Torino, ha un estensione di 4913 ettari quasi interamente pianeggianti, infatti ettari hanno pendenze inferiori a 5 gradi pari circa al 99% del territorio comunale. Confina con in comuni di Bibiana (TO) Campiglione Fenile (TO), Villafranca Piemonte (TO), Garzigliana (TO), Macello (TO), Vigone (TO), Barge (CN), Bagnolo (CN). Il territorio è attraversato dai torrenti Chisone e Pellice i cui corsi sono di competenza dell AIPO (Magistrato per il Po) e dai torrenti Grana, Cantogno e Chiamognia e dal rio Marone. Per effetto di tale normativa è competenza regionale il rilascio delle autorizzazioni di cui al D.lgs n.42/2004, in conformità al disposto dell articolo n.10 della L.R. 56/77 s.m.i. Numerose sono le acque pubbliche presenti sul territorio: Rio Balera via Vecchia, rio Strepissone Bianco, rio Riosecco. Le aree inserite in fasce di rispetto di corsi d acqua sono 593 ettari (ex-lege 431/85), la Banca Dati Geologica della Regione Piemonte individua circa 1011 ettari di aree esondabili con tempi di ritorno di anni. Il terreno del comune di Cavour è molto fertile dal punto di vista agricolo. L immagine che emerge del settore agricolo provinciale è quella di un agricoltura di pianura tradizionale, intensiva e performante, a prevalente indirizzo cerealicolo-zootecnico strutturata su

5 un modello ancora fortemente condizionato della PAC, e molto legata agli impulsi derivanti dalla vicinanza al polo metropolitano. La variante al Piano Territoriale di Coordimanmento - PTC2 PTC2,approvata dalla Regione Piemonte con Deliberazione del Consiglio Regionale n del 21 luglio 2011, individua il territorio di Cavour appartenente a macro-aree caratterizzata da un agricoltura rafforzata, ma al tempo stesso ancora molto legata all intervento pubblico (con tutti i problemi ed i rischi connessi), e nella quale sono largamente prevalenti le produzioni meno legate alla matrice fisica e culturale del territorio. 4 Figura 1 Foto aerea del con individuazione dell area oggetto di Variante

6 4. Natura dei Suoli Il territorio di Cavour, fatto salvo che per l area della Rocca, si estende su una zona pianeggiante. Dalla lettura della "Carta di capacità d'uso dei suoli", strumento di classificazione che consente di differenziare le terre a seconda delle potenzialità produttive delle diverse tipologie pedologiche, emerge che i suoli dell intero territorio sono di classe 2 con alcune moderate limitazioni che riducono la produzione delle colture agrarie. La metodologia adottata per l elaborazione della Carta di Uso dei suoli considera esclusivamente i parametri fisici e chimici del suolo e non tiene esplicitamente in conto considerazioni di carattere economico-strategico. 5 Figura 2 Carta di Uso dei Suoli (IPLA) A livello regionale la capacità d'uso dei suoli è uno strumento fondamentale per molti aspetti della pianificazione territoriale, con particolare riferimento ai progetti che impongono trasformazioni d uso. 5. Classificazione Sismica Con la Deliberazione della Giunta Regionale n del pubblicata sul Bollettino Ufficiale n.50 del è stato approvato l aggiornamento e l adeguamento delle procedure di controllo e gestione delle attività urbanistico - edilizie ai fini della prevenzione dei rischio sismico ed è stata recepita la classificazione sismica di cui alla DGR n del L Allegato Classificazione sismica dei Comuni piemontesi alla D.G.R. 19 Gennaio 2010, n , inserisce il comune di Cavour nell elenco dei COMUNI IN ZONA 3 obbligati al rispetto delle procedure di cui ai punti 4), 5), 7) e 8) della deliberazione.

7 6. Definizione delle densità urbane Il modello elaborato dalla Provincia di Torino prevede che sulla base dell'urbanizzato rilevato al 2006, analizzando la densità urbana in un intorno di 250 metri, siano individuati i nuclei urbani esistenti (classificate quali aree dense), le aree caratterizzate da densità urbana minore (classificate quali aree di transizione), e le aree libere con densità minima o prossima allo zero (classificate quali aree libere) Il risultato è espresso come numero di celle urbanizzate ricadenti entro 250 metri di raggio dalla singola cella analizzata e riportate ad un unità di superficie omogenea (numero di celle per ettaro). Dall analisi di densità sono state definite numericamente le tre classi che individuano altrettante tipologie di contesto: - aree dense; ricadono in questa classe le celle aventi valori di densità superiori a 76 celle per ettaro - classe 2 aree di transizione; sono incluse le celle aventi valori di densità compresi tra 40 e 76 celle urbanizzate per ettaro - classe 3 aree libere. La delimitazione effettuata dalla Provincia è stata utilizzata come base per formulare la proposta di perimetrazione dell area oggetto di variante come area di Transizione Proposta di perimetrazione della aree dense, libere e di transizione Le aree dense devono essere costituite dalle porzioni di territorio urbanizzato, anche poste in prossimità del Centro Storico (o dei nuclei storici), aventi un impianto urbanistico significativo, caratterizzate dalla presenza di un tessuto edilizio consolidato e dalle funzioni di servizio qualificato per la collettività devono poter comprendere al loro interno anche le aree nelle quali il PRGC vigente è già attuato anche se non sono dotate delle funzioni di servizio qualificato per la collettività. Le aree dense sono quelle che fanno parte del consolidato urbano indipendentemente dall effettiva densità di griglia, sono interamente dotate di opere di urbanizzazione di una buona rete infrastrutturale ed anche visivamente costituiscono nucleo urbano a tutti gli effetti; ove necessario e possibile possono essere ulteriormente densificate e dotate di infrastrutture con una normativa specifica a livello di PRGC che favorisca una maggiore trasformazione urbana. Le aree di transizione sono costituite da porzioni di territorio poste ai margini degli ambiti urbanizzati, caratterizzate dalla limitata estensione e dalla possibile presenza delle infrastrutture

8 primarie. Sono aree di completamento dell edificato urbano che possono essere individuate principalmente per la loro situazione morfologica, possono essere aree interstiziali o intercluse nel tessuto costruito, aree delimitate o chiuse da infrastrutture di bordo o di vallo, circonvallazioni, ecc Aree che per la loro specifica natura non possono più essere coltivate, reliquati, aree marginali, ritagli di aree di pertinenza di edifici già realizzati con basse densità edilizie Le aree libere sono costituite da porzioni di territorio esterne ai centro abitati, caratterizzate dalla prevalente funzione agricola e forestale anche in presenza di insediamenti minori o sparsi, quali elementi identitari e distintivi del paesaggio che si intende preservare. Gli elementi identitari e distintivi del paesaggio non possono che essere i segni tradizionali e caratteristici del paesaggio (cascinali, filari di alberi, canali, viabilità rurale, ecc.. Le aree libere, in quanto bene prezioso ed irripetibile vanno sempre salvaguardate (anche da trasformazioni ad uso agricolo) 7 Per definire i limiti delle aree dense, di transizione e libere occorre anche considerare l assetto vincolistico, le infrastrutture, la morfologia, le caratteristiche fisico-morfologiche, paesaggistiche, distributive, sociali ed economiche dei luoghi. Il territorio deve essere verificato rispetto al sistema dei vincoli e delle limitazioni territoriali che possono interferire sull idoneità a meno all edificazione per motivi di natura ambientale, paesaggistica, di difesa del suolo. Nel caso specifico si verifica che l area proposta in trasformazione ricada all interno delle aree dense e di transizione individuate con modello matematico della Provincia di Torino. Attraverso la cartografia allegata si conferma la perimetrazione elaborata dagli uffici provinciali attraverso un analisi qualitativa del sito sintetizzata sulle tavole cartografiche allegate in calce alla relazione. Il lotto rispecchia le caratteristiche che la Provincia attribuisce alle aree di transizione. Il terreno è infatti un area interclusa nel tessuto costruito e delimitata da infrastrutture di bordo. Per la sua specifica natura e l antropizzazione del contesto non può più essere coltivata. Sulla scorta dell allegato 5 del PTC2 e delle norme di attuazione (art.15 e seguenti) è stato predisposta una griglia di verifica delle condizioni indispensabili per poter individuare con buona approssimazione le aree di transizione, sono anche stati fissati dei fattori escludenti la cui eventuale presenza impedisce comunque ogni classificazione.

9 Fattori si no 1 Densità edilizia tra 40 e 76 cel urb/ettaro 2 aree a rischio idrogeologico classe III Fatt. escludente 3 Vincoli ambientali e vincoli architettonici 4 Infrastrutture viarie sufficienti 5 Presenza infrastrutture primarie 6 Limitazioni all utilizzo agricolo 7 Presenza di aree libere pertinenziali 8 Presenza di aree libere interstiziali 9 Presenza di lotti interclusi. 10 Presenza di attività commerciali 11 Presenza di attività produttive 12 Presenza elementi identitari del paesaggio 13 Presenza aree libere in continuità con struttura Insediativa presente 14 Omogeneità tra le strutture costruttive 15 Garanzia della permeabilità e continuità degli ecosistemi 16 Possibilità di evoluzione di una forma urbana pianificata che crei qualità della vita 17 Presenza di elementi di contrasto a fenomeni di dispersione urbana 18 Presenza di zone boscate e di zone umide, 19 Presenza di siepi e filari, fontanili, segni del paesaggio 20 Presenza di infrastrutture viarie di chiusura di bordo 21 Aree naturali protette e siti rete natura 2000 Fatt. escludente 22 Aree boscate Fatt. escludente 23 aree con strutture colturali a forte dominanza Fatt. escludente paesistica; 24 Presenza di suoli ad eccellente o buona produttività (classi I e II di capacità d uso). * 25 aree di danno degli stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante (RIR) individuate dalle analisi connesse agli strumenti urbanistici comunali. Fatt. escludente FATTORI POSITIVI FATTORI NEGATIVI 8 Dall analisi delle criticità rilevate e dei fattori positivi o non critici riscontrati, si afferma che l area presenta una netta prevalenza di fattori positivi rispetto a quelli negativi unita all assenza di fattori escludenti ed è quindi possibile confermare l area di transizione così come indicato nella cartografia allegata. Partendo sono state allegate delle tavole di studio che accompagnano il processo di verifica delle aree dense e di transizione in questa fase di approfondimento.

10 AREE con la rappresentazione grafica del calcolo delle densità effettuato dagli uffici provinciali, in cui vengono delimitate geometricamente le aree dense e di transizione. Il modello di densità proposto dalla Provincia di Torino costituisce un contributo parziale per la definizione delle aree dense e di transizione e non tiene conto di criteri rilevanti quali vincoli, infrastrutture, morfologia e le trasformazioni dei suoli successivi al 2006 AREA OGGETTO DI INTERVENTO AREE DENSE AREE DI TRANSIZIONE

11 ORTOFOTOCARTA aggiornata, è utile per comprendere le destinazioni d uso in atto del territorio, la presenza di aree boscate, la presenza di aree verdi, le colture nelle aree libere, il percorso di torrenti e canali gli ambiti di paesaggio (art.10 del PPR), i fattori percettivo rilevanti, i beni architettonici, l aggiornamento cartografico (edifici ad oggi realizzati) più in generale rappresenta l antropizzazione del territorio. AREA OGGETTO D' INTERVENTO AREE RESIDENZIALI AREE RESIDENZIALI AREA INEDIFICABILE A FILTRO AREE PRODUTTIVE LEGENDA AREE DENSE AREE DI TRANSIZIONE AREE URBANISTICHE (PRGC VIGENTE) AGGIORNAMENTO EDIFICI CORRIDOI ECOLOGICI E STEPPING STONES VINCOLO DI INTERESSE ARCHEOLOGICO PERIMETRO URBANO

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