Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione finanziaria. La scelta dei progetti di investimento

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1 Le funzioni di gestione dell impresa: la gestione finanziaria. La scelta dei progetti di investimento dott. Matteo Rossi La gestione finanziaria La gestione finanziaria ha ad oggetto il complesso di decisioni e di operazioni volte a reperire e ad impiegare i fondi aziendali. L importanza della funzione finanziaria è cresciuta nel tempo, si sono ampliati i confini organizzativi, arrivando ad avere delle competenze esclusive e a partecipare alla definizione delle politiche generali di gestione (fissazione dei prezzi di vendita, determinazione dei termini di pagamento, operazioni di gestione straordinaria). 2 I compiti della gestione finanziaria realizzare la programmazione finanziaria a lungo, breve e brevissimo termine, gestire il piano finanziario, governare la liquidità. 3

2 La dinamica finanziaria dell azienda A D CP A = D + CP L obiettivo della funzione finanziaria Agire come un intermediario, ponendosi tra le operazioni dell impresa e i mercati finanziari in cui sono negoziate le attività emesse dalle imprese. Pianificazione le esigenze finanziarie aziendali. Gestire gli scambi di flussi di cassa aventi fra loro diverse caratteristiche di scadenza e rischio. Attività operative Il ruolo del direttore finanziario (2) (3) Direttore Finanziario (4a) (4b) (1) Mercati finanziari (1) Finanziamenti raccolti dagli investitori (2) Investimenti nelle attività dell impresa (3) Flusso di cassa generato dalle attività dell impresa (4a) Flusso di cassa reinvestito nelle attività dell impresa (4b) Flusso di cassa restituito agli investitori

3 La scelta dei progetti di investimento (1) Nell assunzione delle scelte di investimento la risorsa finanziaria può rappresentare un vincolo: assoluto, quando l impresa si ritrova nell impossibilità di reperire ulteriori risorse finanziarie per la realizzazione dell investimento, relativo, quando si configura un divario sfavorevole tra redditività dell investimento e costosità del capitale. 7 La scelta dei progetti di investimento (2) Per condurre delle valutazioni attendibili è necessario utilizzare apposite tecniche di carattere economicofinanziario atte a: determinare l accettabilità di un progetto rispetto a valori di riferimento (tasso di redditività, periodo di recupero), comparare progetti alternativi per determinare una lista di priorità. 8 Le tecniche di valutazione degli investimenti Le procedure impiegate possono variare da impresa ad impresa. Le principali tecniche sono: il tempo di recupero, il tasso interno di rendimento (TIR), il valore attuale netto (VAN). 9

4 Il tempo di recupero Il payback period (tempo di recupero) di un progetto è il numero di anni necessario affinché il valore cumulato dei flussi di cassa in entrata sia pari a quello dei flussi di cassa in uscita, Si calcola rapportando l investimento (in valore assoluto) alla media aritmetica dei flussi di cassa in entrata. Questo metodo è decisamente poco accurato in poiché non prende in considerazione la variabile temporale. 10 Il valore attuale netto: definizione E la creazione netta di valore di un progetto. Si ottiene sottraendo al valore attuale dei flussi di cassa futuri il valore dell investimento. E una metodologia tramite cui si definisce il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa non solo sommandoli contabilmente ma attualizzandoli sulla base del costo opportunità dei mezzi propri (tasso interno di rendimento). 11 Il valore attuale netto: calcolo Per il calcolo del VAN è necessario: 1. individuare il tasso di sconto, ovvero il tasso impiegato per attualizzare i flussi di cassa futuri, 2. calcolare il fattore di attualizzazione, ovvero il valore attuale di 1 euro in futuro, 3. calcolare il valore attuale, ovvero il valore ad oggi di un flusso di cassa futuro, 4. sottrarre l investimento iniziale alla sommatoria dei valori attuali. 12

5 FS Il valore attuale netto: calcolo 1 = + t (1 i) VA = fattore di sconto C VAN = VA - investimento iniziale VAN = - C 0 C i 1 Il tasso interno di rendimento E il tasso di sconto che dà un VAN=0. La tecnica usata per calcolare il TIR di un progetto di investimento pluriennale è l interpolazione. Più facile si presenta il calcolo del TIR su progetti di investimento di uno o due anni. 14 Tasso interno di rendimento C1 VAN = - C i C2 + (1 + i)^2 C1 C2 - C0 + + = 0 1+ i (1 + i)^2

6 Tasso interno di rendimento i = TIR - C0 1+ TIR = x - C0 - C0 C1 C = 0 1+ TIR (1 + TIR )^2 C1 C = 0 x x^2 x^2 + C1x + C 2 = 0 b + / b^2 4ac x = 2a Variabili incidenti sul fabbisogno finanziario OPERAZIONI DI INVESTIMENTO E DI ALIENAZIONE LIVELLO DELLE SCORTE CONDIZIONI DI PAGAMENTO APPLICATE AI CLIENTI CONDIZIONI DI PAGAMENTO APPLICATE AI FORNITORI LIVELLO DI LIQUIDITA 17 Caratteristiche della struttura finanziaria 1. OMOGENEITA TRA FONTI E IMPIEGHI: impiego di capitali omogenei rispetto al tipo di fabbisogno da coprire 2. FLESSIBILITA DELLA STRUTTURA: possibilità di modifica della struttura in rapporto all evoluzione del fabbisogno 3. ELASTICITA DELLA STRUTTURA: opportunità di dilatare l area di manovra delle scelte finanziarie 4. ECONOMICITA NEL BILANCIAMENTO FONTI/IMPIEGHI: l ottimizzazione delle scelte finanziarie riposa sulla massimizzazione dei differenziali tra rendimenti dell investimento e costosità del capitale. 18

7 Minimizzazione degli oneri e del rischio La gestione finanziaria dovrebbe essere orientata alla minimizzazione degli oneri finanziari e alla minimizzazione del rischio finanziario. La minimizzazione deglio oneri finanziari potrebbe essere subordinata ad elementi di giudizio estranei alla gestione di impresa. 19 Il rischio finanziario è rappresentato dall incapacità di alimentare, sotto il profilo finanziario, i processi di gestione caratteristica. Può assumere un carattere strutturale o congiunturale. Il primo può essere definito come rischio di insolvenza, il secondo come rischio di illiquidità. 20 Articolazione del rischio finanziario Rischio finanziario Strutturale Congiunturale Rischio di insolvenza Rischio di illiquidità Fonti di fin. < impieghi di capitale Saldo cassa e banche <uscite monetarie 21

8 Classificazione del fabbisogno finanziario Nella scelta delle fonti di finanziamento riveste particolare importanza l analisi del fabbisogno finanziario e la conoscenza dell offerta dei capitali. FABBISOGNO STRUTTURALE FABBISOGNO CORRENTE FABBISOGNO STRAORDINARIO FABBISOGNO OCCASIONALE Di lungo termine permanente Di breve termine permanente Di lungo termine non permanente Di breve termine episodico 22 Qual è livello di indebitamento ottimale? La scelta oltre che da fattori qualitativi (rischiosità e rigidità) deve tener conto del presumibile effetto del fattore leva finanziaria. Il concetto di leva finanziaria viene usato per indicare la capacità dell indebitamento di ampliare la redditività aziendale. Se il costo dell indebitamento risulterà inferiore alla redditività del capitale investito si parla di 23 effetto leva positivo. Classificazione delle fonti di finanziamento Fonte Scadenza Tipo di fabbisogno coperto Capitale proprio Lunghissima Strutturale Autofinanziamento Lunghissima Strutturale Finanziamento soci Medio-breve Occasionale Obbligazioni Lunga Straordinario Mutuo bancario Lunga Straordinario Leasing Media Straordinario e occasionale Credito bancario a breve Breve Corrente ed occasionale Factoring Breve Corrente Forfaiting Breve Corrente Prestiti dipendenti Medio-breve Corrente 24

9 Il leasing E un contratto di locazione con diritto di riscatto che permette all impresa di poter ottenere il bene di cui necessita senza sopportare inizialmente l intero costo del bene. I vantaggi di questa operazione sono: utilizzo immediato del bene, pagamento di canoni periodici, possibilità di procedere al riscatto, deducibilità degli oneri finanziari. 25 Le varie tipologie di leasing Leasing finanziario: è attuato da società finanziarie che acquistano il bene oggetto di leasing, Leasing operativo: è realizzato dalle società produttrici del bene e rappresenta un finanziamento di tipo mercantile, Sale and lease-back: consiste nel vendere ad una società di leasing un bene posseduto, richiedendolo contestualmente in leasing alla società acquirente. 26 Il factoring E una particolare forma di finanziamento che consente di rendere liquidi i crediti verso la clientela non suffragati da titoli di credito scontabili commercialmente. Ha luogo su fatture o titoli di credito imperfetti (tratte non accettate). Il factoring può assumere la forma pro-soluto o pro-solvendo (il rischio di insolvenza è condiviso tra il debitore e il cedente del credito stesso). 27

10 Il credito agevolato per le attività produttive nel Mezzogiorno Per molti anni le agevolazioni finanziarie ottenute sottoforma di contributo in conto capitale e di mutuo agevolato, hanno rappresentato il principale canale di alimentazione degli investimenti nel Sud Italia. I principali interventi legislativi sono stati: 1. legge Sabatini (legge 1392/65), 2. legge 488/92 (industria, commercio e turismo), 3. autoimprenditorialità (decreto legislativo n. 185/2000 Titolo I), 4. autoimpiego (autoimpiego: decreto legislativo n. 185/2000 Titolo II). 28 Gli strumenti per programmazione e controllo L assoluta importanza di salvaguardare le condizioni di liquidità e solvibilità, esige un controllo costante ed assiduo e la necessità di realizzare una pianificazione finanziaria. I documenti fondamentali, ai fini del controllo, sono: il prospetto delle fonti e degli impieghi, il quadro generale dei movimenti monetari, il piano di cassa. 29 Il prospetto delle fonti e degli impieghi Costruito per periodi biennali o triennali. Riporta l andamento dei flussi finanziari con l indicazione specifica degli impieghi (o usi) e delle fonti di capitale. Le fonti sono distinte in tre gruppi: della gestine, correnti e non correnti. Gli impieghi sono distinti in due gruppi: correnti e non correnti. Consente di determinare tre saldi: quello finanziario, quello corrente e quello complessivo. 30

11 PROSPETTO FINANZIARIO DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI Fonti e impieghi Utile netto Ammortamenti netti Accantonamenti netti Fonti della gestione Investimenti tecnici Investimenti finanziari Rimborso finanziamento soci Rimborso debiti a m/l termine Dividendi - Usi non correnti Aumento capitale Alienazioni patrimoniali Nuovi debiti a m/l termine Contributi in c/capitale + Fonti non correnti SALDO FINANZIARIO 31 PROSPETTO FINANZIARIO DELLE FONTI E DEGLI IMPIEGHI Fonti e impieghi Fonti della gestione - Usi non correnti + Fonti non correnti SALDO FINANZIARIO Incremento consistenza di magazzino Aumento crediti a breve Aumento liquidità - Usi correnti Aumento debiti fornitori Aumento debiti finanziari a breve Aumento altri debiti a breve + Fonti correnti SALDO COMPLESSIVO 32

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