PROTOCOLLO D INTESA. IN MATERIA DI SICUREZZA e per l esercizio coordinato delle funzioni di polizia locale tra. la PROVINCIA DI PISA e i COMUNI di

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1 PROTOCOLLO D INTESA IN MATERIA DI SICUREZZA e per l esercizio coordinato delle funzioni di polizia locale tra la PROVINCIA DI PISA e i COMUNI di Orciano Pisano, Monteverdi M.mo, Casale M.mo, Guardistallo, Lorenzana, Riparbella, Lajatico, Montescudaio, Santa Luce, Chianni, Castellina M.ma, Montecatini Val di Cecina, Castelnuovo Val di Cecina Premesso che: la Provincia di Pisa ha costituito nel 2005 insieme ai 13 Comuni con meno di abitanti la Consulta provinciale dei piccoli Comuni nell ottica di un sistema integrato di enti locali in cui competenze, professionalità, esperienze e risorse possano essere condivise in un quadro di solidarietà complessiva; la legge regionale n. 39/2004 Norme a favore dei comuni montani e dei piccoli comuni in situazione di disagio detta disposizioni per sostenere lo sviluppo sociale e civile dei territori dei comuni montani e di minori dimensione geografica che si trovano in situazioni di disagio; la legge regionale n. 38/2001 Interventi regionali a favore delle politiche locali per la sicurezza della comunità toscana favorisce politiche integrate per la sicurezza attraverso la collaborazione istituzionale tra enti volte al miglioramento delle condizioni di sicurezza delle comunità locali; il programma di attività in questa materia, coordinato dall assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Pisa, prevede la collaborazione attiva della polizia provinciale; la legge regionale n. 10/2006 Norme in materia di polizia comunale e provinciale detta disposizioni concernenti i requisiti di uniformità per l organizzazione e lo svolgimento, anche in forma associata, delle funzioni di polizia municipale e polizia provinciale al fine di assicurarne sul territorio regionale l efficace espletamento da parte di comuni e province; la stessa legge, Pagina 1 di 6 1

2 che all art. 2 dettaglia le funzioni della Polizia Locale in genere, all art. 15 specifica che I corpi di polizia provinciale svolgono prioritariamente compiti di polizia ambientale, oltre a tutte le competenze affidate dalle vigenti disposizioni legislative. la legge regionale n. 40/2001 recante Disposizioni di riordino territoriale e di incentivazione delle forme associative dei Comuni disciplina le procedure per l adozione del programma contenente l individuazione degli ambiti territoriali e dei livelli ottimali per l esercizio associato sovracomunale di funzioni e servizi e i criteri per l incentivazione dell esercizio associato di funzioni e servizi da parte dei Comuni; tutti i Comuni aderenti alla Consulta provinciale hanno, comunque, espresso la necessità di un maggior controllo del territorio e quindi di un potenziamento della funzione di polizia locale anche attraverso la collaborazione con la polizia provinciale, nell ambito delle rispettive competenze, per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini; questa collaborazione, che andrà ad integrare le forme di gestione associata già promosse ai sensi della legge regionale 40/2001, si concretizzerà in particolare nell esercizio coordinato delle rispettive competenze, attraverso lo scambio continuo di informazioni e la stesura coordinata dei piani operativi; le attività istituzionali delle strutture di polizia, provinciale e comunale, si sono storicamente orientate prevalentemente verso le materie per le quali i rispettivi enti avevano competenza amministrativa; è oggi accertata la consapevolezza della necessità di sviluppare attività coordinate, attraverso l uso integrato delle risorse disponibili, delle diverse specializzazioni e in un quadro di cooperazione nell esercizio delle competenze amministrative degli enti; in questo senso, l intesa non comporta una pattuizione convenzionale, ma unicamente la definizione di modalità operative e procedurali idonee a garantire il buon risultato delle attività istituzionali dei singoli enti in un quadro di sistema territoriale della Pubblica Amministrazione Locale; viste le funzioni della Provincia indicate dall art. 19 comma 1 del D.lgs 267/2000 Testo unico delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali; 2 Pagina 2 di 6

3 considerato che per la realizzazione degli obiettivi suindicati si è ritenuto necessario procedere alla firma di un protocollo d intesa, le cui linee guida sono state messe a punto a seguito di varie sedute della Consulta, con la partecipazione dell Assessorato competente per la polizia provinciale e con i rappresentanti dei servizi comunali di polizia locale, ed il cui testo definitivo è allegato in copia per formare parte integrante del presente atto, tra i Comuni della Consulta provinciale dei piccoli Comuni e la Provincia di Pisa, fatte queste premesse, che costituiscono anch esse parte integrante dell intesa, la Provincia e i Comuni definiscono e concordano quanto segue: ART. 1 - SCOPO, FINALITA E FUNZIONI Il presente Protocollo ha per oggetto la realizzazione di iniziative che si prefiggono di sostenere lo svolgimento delle funzioni di polizia locale nei piccoli comuni, dando vita a forme articolate di cooperazione fra la Polizia Provinciale e le Polizie Municipali degli enti interessati; il Protocollo è prioritariamente finalizzato a disciplinare l attuazione di iniziative volte a individuare ed affrontare i fenomeni che incidono sulla sicurezza dei cittadini, e più in generale a migliorare l efficacia dell azione delle polizie locali in tutti i campi della loro attività a presidio delle comunità. L area di collaborazione riguarderà: a) Il potenziamento ed il miglioramento dei servizi di vigilanza e controllo sul territorio delle diverse realtà, nell ottica di realizzare un coordinato sistema di sicurezza, nel quale le azioni di tutela siano assicurate da più soggetti e da più interventi connessi tra loro; b) L attivazione di iniziative per dotarsi di piani e programmi operativi coordinati, in tutte le materie di competenze delle polizie locali, tenendo conto delle specificità del corpo, della loro specifica preparazione Pagina 3 di 6 3

4 professionale e delle risorse di cui possono disporre; c) L attivazione di iniziative di formazione e aggiornamento, idonee a favorire e accompagnare i programmi operativi. ART. 2 SISTEMI INFORMATIVI E SISTEMI DI COMUNICAZIONE INTEGRATA Le azioni coordinate di cui all art. 1 prevedono la realizzazione delle condizioni tecnologiche finalizzate a migliorare la collaborazione tra la Polizia Provinciale e le Polizie Municipali dei Comuni interessati, allo scopo di rafforzare i servizi di vigilanza e controllo sul territorio delle diverse realtà, favorendo un più celere intervento degli operatori specializzati in relazione alle diverse competenze. A tal fine la Provincia si impegna a mettere a disposizione i servizi della centrale operativa del Corpo di Polizia provinciale, nell intento di favorire l estensione dei sistemi di comunicazione diretta, all intero territorio provinciale, giusta l attuazione della legislazione regionale in materia di politiche integrate per la sicurezza. ART. 3 COMITATO TECNICO Il coordinamento operativo delle attività di cui all art. 1 è assegnato ad un Comitato Tecnico, insediato dalla Consulta; Il Comitato tecnico è presieduto dal Comandante della Polizia Provinciale ed è composto da 5 operatori facenti parte delle strutture di Polizia Municipale; Il Comitato Tecnico, sentite le esigenze espresse dai singoli Enti e tenuto conto degli indirizzi espressi dalla Consulta e delle risorse disponibili, metterà a punto il Programma Operativo, il cui testo, approvato dalla Consulta, integrerà il presente protocollo. ART. 4 PROGRAMMA OPERATIVO Il programma operativo indica gli specifici obiettivi della collaborazione; fissa le scadenze delle attività connesse agli obiettivi; indica le risorse che saranno utilizzate; 4 Pagina 4 di 6

5 stabilisce le modalità di controllo, monitoraggio e valutazione dei singoli interventi e del programma nel suo complesso; il Programma Operativo richiama le modalità di utilizzo della infrastruttura tecnologica e stabilisce le modalità dell impegno del personale di ciascun Ente, ferma restando la piena autonomia operativa dei singoli Enti. ART. 5 SCADENZA DEL PROTOCOLLO Le intese del presente protocollo avranno validità per un anno a partire dalla sottoscrizione; alla scadenza, il protocollo potrà essere rinnovato. E data facoltà a ciascun contraente di recedere in qualunque momento, previa disdetta formale sottoscritta dal rappresentante dell Amministrazione. Il presente Protocollo d Intesa entra in vigore alla data della sottoscrizione. Quanto sopra è stato letto, approvato e sottoscritto dalla Parti. Pisa, 7 giugno 2006 Il presidente della Provincia Il sindaco di Orciano Pisano Il sindaco di Monteverdi Marittimo Il sindaco di Casale Marittimo Pagina 5 di 6 5

6 Il sindaco di Guardistallo Il sindaco di Lorenzana Il sindaco di Riparbella Il sindaco di Lajatico Il sindaco di Montescudaio Il sindaco di Santa Luce Il sindaco di Chianni Il sindaco di Castellina Marittima Il sindaco di Montecatini Val di Cecina Il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina 6 Pagina 6 di 6

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