Agroalimentare: la nuova tutela penale fornita dal codice ai prodotti DOP e IGP

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1 PREVENZIONE Agroalimentare: la nuova tutela penale fornita dal codice ai prodotti DOP e IGP Cosimo Nicola Pagliarone* Lelio Palazzo** In ambito di mercato i marchi di tutela hanno la funzione di preservare una serie di prodotti agroalimentari, favorendo la diversificazione della produzione agricola e lo sviluppo dell economia rurale. Per il consumatore questi svolgono la rilevantissima funzione di assecondare la domanda e la ricerca dei prodotti di qualità, con un informazione esaustiva a garanzia delle contraffazioni ed alterazioni. I produttori altresì ricevono dai marchi di tutela, oltre ai riconoscimenti connessi ai sacrifici della produzione in loco, le medesime condizioni (rectius: garanzie) di concorrenza nell ambito delle produzioni comunitarie legate al territorio. A tal proposito basti citare come il Regolamento UE n.510/2006 reso esecutivo dal Reg. appl. n.1898/2006, consentendo la registrazione di numerose denominazioni di origine e indicazioni di provenienza geografica nazionale, ha offerto - prima facie - una completa tutela giuridica nell ambito dei 27 Paesi della Comunità Europea. Tuttavia, i singoli Paesi dell Unione tramite le Istituzioni Comunitarie, non paghi dei risultati raggiunti nella tutela delle produzioni locali, periodicamente affinano gli strumenti normativi semplificando le classificazioni di garanzia e, contestualmente, rafforzando le tutele giuridiche con innovazioni anche sugli strumenti normativi interni. Significativo a tal proposito il Reg. CE n. 607/2009 innovativo e più noto in materia dei vini, che con il passaggio a DOP/IGP ha razionalizzato ed abolito le precedenti sigle (ex DOC, DOCG, VQPRD e IGT). Tale Regolamento ha posto non solo ulteriori prescrizioni relative alle etichettature a tutela del consumatore, ma ha avuto il merito di prescrivere che i controlli scaturiti dalla OCM (Organizzazione Comune dei Mercati agricoli), non potranno essere più

2 interni alla filiera, ma di competenza esclusiva di organizzazioni autorizzate dal MiPAAF, e conformi a norme EN ISO/CEI 65, se privati. E indubbio che tali innovazioni formulate dagli organismi legislativi europei, non solo sono esecutive da parte dei singoli Paesi membri, ma applicativamente impongono modifiche ed integrazioni agli strumenti normativi interni. Rilevanti ed affatto secondarie sono le difficoltà degli operatori che, per servizio, hanno l obbligo di vigilare per l attuazione della nuova disciplina, in merito alla quale si è voluto presentare il seguente approccio applicativo. Il Parlamento all articolo 1 della legge delega n 205 del , ha conferito mandato al Governo, nella specifica competenza dei propri Ministeri, ad adottare un Decreto Legislativo per la depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio. Con il Decreto Lgs n 507 del , all art.5, in riferimento alle modifiche della disciplina sanzionatoria di cui al capo II, ha introdotto la circostanza aggravante per il delitto previsto dall art. 517 del codice penale (VENDITA DI PRODOTTI INDUSTRIALI CON SEGNI MENDACI) che così recita: chiunque pone in vendita o mette altrimenti in circolazione opere dell ingegno o prodotti industriali con nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri, atti ad indurre in inganno il compratore sull origine, provenienza o qualità dell opera o del prodotto, è punito, se il fatto non è preveduto come reato da altra disposizione di legge, con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a ventimila euro. Tale art. 5 del D.Lgs 507/99, introducendo, come già detto, nel codice penale con l art.517-bis, la circostanza aggravante secondo cui le pene stabilite dagli artt. 515, 516 e 517 c.p. sono aumentate, se i fatti da essi previsti hanno ad oggetto alimenti o bevande la cui denominazione di origine o indicazione geografica o le cui specificità tradizionali risultano protette con marchi di qualità europei e da norme vigenti comunitarie e nazionali di registrazione. In tali casi, il giudice nel pronunciare la sentenza di condanna, può disporre come pena accessoria, in caso di recidiva specifica o se il fatto è di particolare gravità da cui sia derivato pericolo per la salute, la misura interdittiva rispettivamente della chiusura temporanea dell eserciziostabilimento (da 5 gg. A 3 mesi) previa sospensione (misura prescritttiva) del provvedimento che consente l attività stessa o della chiusura definitiva previa revoca (misura prescrittiva) del provvedimento autorizzatorio.

3 Una caratteristica di maggiore specificità ed autonomia all ipotesi di un reato a connotazione più generale prevista dall art. 517 c.p., è stata fornita dalla Legge n 99 del 23 luglio 2009 (DISPOSIZIONI PER LO SVILUPPO E L INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE NONCHÉ IN MATERIA DI ENERGIA) che ha introdotto alcune modifiche e sostituzioni al codice penale. Il legislatore penale con la legge 99/2009 all art. 15 ha infatti proceduto prima col modificare e sostituire altri articoli del codice penale a partire dall art. 473 c.p. (CONTRAFFAZIONE, ALTERAZIONE O USO DI MARCHI O SEGNI DISTINTIVI OVVERO DI BREVETTI, MODELLI E DISEGNI) aggiornando ed elevando l entità delle sanzioni e cercando di renderle, come la normativa comunitaria richiede (art. 55 Reg. CE882/2004), effettive, proporzionate e dissuasive. A tal punto, è necessario, soffermarsi sulle condotte esposte nel dispositivo dell art.473, precisando che l operazione delittuosa della contraffazione, secondo consolidata giurisprudenza della Cassazione, si identifica in una riproduzione integrale, quasi imitazione perfetta, di un marchio, segno distintivo, modello, disegno. Diversamente l alterazione, sempre secondo la Corte Suprema, individua una riproduzione parziale, quasi un imitazione imperfetta, del marchio, ecc. che comunque riesce bene a trarre in inganno il consumatore/acquirente. Tale normativa ha altresì modificato e di diritto sostituito l art. 474 del c.p. (INTRODUZIONE NELLO STATO E COMMERCIO DI PRODOTTI CON SEGNI FALSI). Tale fattispecie si estende anche per chi detiene per vendere; chi pone in vendita con offerta diretta al consumatore; chi mette in circolazione prodotti provvisti di denominazione o indicazioni contraffatti o alterati. I delitti contemplati in tali articoli sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne allo Stato, dei Regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale. La L. n. 99/09, dopo l art. 474 c.p. inserisce l art bis (CONFISCA); l art.474-ter (circostanza aggravante) e l art.474-quater (circostanza attenuante). Per le innovazioni introdotte dalla L. 99/09 all art. 517 del c.p. è necessario precisare che l oggetto materiale del reato è costituito in tal caso dai soli PRODOTTI AGROALIMENTARI (e non in generale dai prodotti industriali come prevedeva la precedente fattispecie contemplata dall art. 517 c.p.) provvisti di denominazione di origine o indicazione geografica, marchi ottenuti con formale riconoscimento

4 (registrazione) ai sensi delle leggi interne, dei Regolamenti comunitari e convenzioni internazionali. In tal modo il legislatore ha voluto sanzionare il comportamento illecito consistente in interventi delittuosi su prodotti agroalimentari caratterizzati dai marchi DOP, IGP e STG. Valga altresì precisare che la L. n. 99/2009, per quanto riguarda l art. 517 c.p. sostituisce le parole fino ad un anno o con le seguenti fino a due anni e, eliminando così la vecchia alternatività tra pena detentiva e pena pecuniaria ed evitando così al giudice il ricorso alla discrezionalità professionale, nella scelta tra le due pene allo stato collegate. In tal modo si viene ad aumentare complessivamente la pena e così l azione deterrente della norma. Dopo l art. 517-bis del codice penale sono ancora aggiunti i seguenti articoli: Art.517-ter (FABBRICAZIONE E COMMERCIO DI BENI REALIZZATI USURPANDO TITOLI DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE) viene così punito non solo chi fabbrica (produce) questi beni, ma anche chi li introduce nel territorio dello Stato al fine di trarne profitto, chi li detiene per vendere, chi li pone in vendita diretta al consumatore, chi li pone in circolazione. I delitti previsti da questa norma sono punibili sempre che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei Regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali sulla tutela della proprietà intellettuale o industriale. Art.517-quater (CONTRAFFAZIONE DI INDICAZIONE GEOGRAFICA O DENOMINAZIONI DI ORIGINE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI). Viene punito chi contraffa o comunque altera i marchi DOP e IGP dei prodotti agroalimentari, ma anche chi, al fine di trarne profitto, li introduce nel territorio dello Stato; li detiene per la vendita; li pone in vendita con offerta diretta ai consumatori o li mette comunque in circolazione. I delitti previsti da questa norma sono punibili a condizione che siano state osservate le norme delle leggi interne, dei Regolamenti comunitari e delle convenzioni internazionali in materia di tutela delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari. Un attenta disamina poi della fattispecie delittuosa di cui al comma secondo dell art. 517-quater (introduzione nel territorio dello Stato di prodotti agroalimentari manomessi nel marchio) evidenzia come il legislatore prenda in considerazione soltanto la condotta della contraffazione e non anche quella dell alterazione. E se non si ricorresse alla doverosa applicazione del principio della tassatività (tipicità) dell illecito penale facilmente potrebbero insorgere problemi di

5 incostituzionalità per violazione all art. 3 della Costituzione (Principio di uguaglianza). E indubbio che, nell ipotesi incriminatrice del predetto secondo comma, si presupponga sempre la consapevolezza da parte del reo della precedente contraffazione ad opera di altro soggetto (terzo) e la coscienza della provenienza della merce da un precedente episodio delittuoso di contraffazione avvenuto in altro ambito ( territorio). Tale fattispecie, ad avviso, farebbe ipotizzare a carico del reo, anche se solo distributore commerciale del prodotto contraffatto, il delitto di ricettazione di cui all art.648 c.p. Inoltre il delitto di cui al ridetto comma secondo dell articolo in esame, vincola la condotta di introduzione nel territorio dello Stato delle merci contraffatte, al seguente specifico obiettivo, cioè: al fine di trarne profitto. Ciò porterebbe, in linea di principio, all esclusione del delitto se la condotta della contraffazione venisse tenuta non per profitto. Il trarne profitto non corrisponde semplicisticamente alla formula a scopo di lucro ovvero a scopo di solo vantaggio economico, perché il profitto potrebbe essere rappresentato anche da un vantaggio non economico (es. captatio benevolentiae!!). Si potrebbe giungere all esclusione del reato nel caso in cui il distributore della merce contraffatta agisse al di fuori del circuito commerciale e lontano da ogni corrispettivo economico.(es. distribuzione della merce contraffatta a popolazioni indigenti. sic beneficienza!!) E stata inoltre aggiunto nel Codice Penale l art.517-quinquies (CIRCOSTANZA ATTENUANTE). Con l art. 16 la Legge 99/2009 prende in considerazione la destinazione dei beni (merci contraffatte/alterate) sequestrati o confiscati; con l art.17 si esamina l azione di contrasto alla contraffazione. Non di meno, è necessario evidenziare nel contesto di che trattasi, l importanza delle pene accessorie in relazione ai delitti considerati. A proposito dell art. 517-bis si è già fatto cenno alla misura interdittiva della chiusura temporanea o definitiva rispettivamente a seguito di misure prescrittive della sospensione o revoca dei titoli amministrativi per l esercizio dell attività. Per quanto riguarda poi la pena accessoria conseguente ai reati ai danni dell economia e del commercio nazionali,si precisa che la pubblicazione della sentenza di condanna (come pena accessoria) su uno o più organi di stampa a spese del condannato (divulgazione mediatica esemplare sul piano della notorietà e dell immagine di mercato), è prevista dall art.518 del codice penale che però prende in considerazione solo i reati di cui agli artt. 501, 514, 515,

6 516, 517, non potendo ratio temporis, ovviamente includere l art. 517-quater in esame, che peraltro non fa alcun riferimento alla pena accessoria, che tuttavia non può non ritenersi estensibile alla nuova fattispecie introdotta. A tale mancanza, si può tuttavia ovviare col disposto dell art. 8 della legge 462/1986 (legge di conversione del D.L. 282/1986: emergenza vino al metanolo) e delle Ordinanze Min.Salute e che prevedono la pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale e su organi di stampa a diffusione nazionale, della sentenza di condanna passata in giudicato a carico degli autori di frodi e sofisticazioni in campo alimentare, in uno speciale elenco redatto annualmente dal Ministero Salute unitamente al Ministero della Giustizia. Ad adjuvandum va anche richiamato il disposto dell art. 7 del D.Lgs 507/99, che in caso di applicazione di una pena pecuniaria non inferiore a quindici milioni di lire (oggi euro, limite questo nettamente inferiore alle pene pecuniarie previste dagli articoli modificati ed inseriti nel codice penale dalla ridetta Legge 99/2009), prevede la possibilità di disporre (a seconda della natura e della gravità del fatto) da parte dell Autorità amministrativa con l ordinanza-ingiunzione o da parte del giudice con la sentenza di condanna, l affissione o la pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione a spese del soggetto cui la sanzione è applicata. Inoltre valga rammentare che anche per le sole sanzioni amministrative previste dall art. 2 del D.Lgs 297/2004 (di cui si tratterà più avanti) al comma settimo è disposta la inibizione della condotta sanzionata e, tenuto conto della gravità del fatto, anche la valutazione per l applicazione della pena accessoria consistente nella pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione. Si evidenzia la possibilità - non essendovi preclusioni in tal senso - di un contemporaneo accertamento anche di altri reati, configurabili in rapporto alle circostanze presentatesi. Ci si riferisce, ad avviso, al reato di FRODE NELL ESERCIZIO DEL COMMERCIO di cui all art. 515 c.p. ed al reato di TRUFFA di cui all art. 640 c.p.. Altro reato contestabile, a parere, si ravvisa anche nell art. 514 c.p. (FRODI CONTRO LE INDUSTRIE NAZIONALI) che recita: chiunque,ponendo in vendita o mettendo altrimenti in circolazione,sui mercati nazionali o esteri,prodotti industriali,con nomi,marchi o segni distintivi contraffatti o alterati, cagiona un nocumento all industria nazionale In tal caso, il reato per perfezionarsi richiede che la condotta della contraffazione o alterazione, abbia anche cagionato nocumento all industria nazionale e quindi all economia dello Stato, nocumento (danno) considerato come circostanza aggravante. Mentre nell art. 517-quater la condotta

7 della contraffazione o dell alterazione, per configurare il reato, deve semplicemente interessare i marchi DOP e IGP (Principio di tipicità dell illecito penale) senza alcun riferimento a qualsivoglia conseguenziale danno arrecato. Inoltre i due articoli (514 c.p. e 517-quater c.p.) sono entrambi contestualmente applicabili (Concorso di norme-convergenza) in quanto le due norme tutelano diverse oggettività giuridiche (l art.514 tutela la economia nazionale, mentre l art. 517-quater tutela la salute pubblica del consumatore). Ed a proposito del fenomeno della convergenza di norme va tenuta in debita considerazione la possibile coesistenza del reato in questione (517-quater c.p.) con gli illeciti amministrativi previsti dallo stesso D. Lgs. n 297 del (DISPOSIZIONI SANZIONATORIE IN APPLICAZIONE DEL REG.CE n 2081/92, RELATIVO ALLA PROTEZIONE DELLE INDICAZIONI GEOFRAFICHE E DELLE DENOMINAZIONI DI ORIGINE DEL PRODOTTI AGRICOLI ED ALIMENTARI) a tutela dei prodotti agroalimentari con denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta (DOP e IGP). Il legislatore nei vari commi dell art. 2 del D.Lgs 297/04, ha garantito al fianco delle disposizioni amministrative (che valga ricordarlo, sono il primo baluardo per la repressione degli abusi,) la riserva penale cioè salva l applicazione delle norme penali vigenti, prevedendo il concorso di norme con la contemporanea applicazione sia della sanzione amministrativa sia di quella penale e considerando competente a conoscere entrambi i tipi di illecito, il giudice, secondo quanto disposto dall art. 24 della Legge 689/81. Infatti, il giudice può provvedere ad irrogare, con la sentenza di condanna, sia la sanzione pecuniaria penale (multa) che la sanzione pecuniaria amministrativa (ammenda);oppure formulata la sentenza, può richiedere all Autorità amministrativa competente di irrogare la sanzione amministrativa pecuniaria. *già Direttore Struttura Complessa SIAN ASLTA- Consulente Ass. PoliticheSalute- PATP **Avvocato libero professionista

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