PROGETTO PILOTA Percorsi di Inserimento Lavorativo Oltre la TossicodipendenzA GE12-ABILC13

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1 PROGETTO PILOTA Percorsi di Inserimento Lavorativo Oltre la TossicodipendenzA GE12-ABILC13 COOP. SOCIALE UN'OCCASIONE Comunità Terapeutica Opera Diocesana Madonna dei bambini Villaggio del Ragazzo Roberto Tassano Consorzio di Cooperative Sociali MIXURA srl Via Byron Genova Tel /7/8 - Fax

2 CORSO DI FORMAZIONE COSTRUIRE IL PILOTA DEGLI INSERIMENTI LAVORATIVI La Co-progettazione 17 gennaio MIXURA srl Via Byron Genova Tel /7/8 - Fax

3 0 Premessa Il Progetto PILOTA (Percorsi di inserimento lavorativo oltre la tossicodipendenza) rappresenta per il territorio metropolitano genovese un occasione importante non solo per i risultati che produrrà per i beneficiari, ma anche per la sperimentazione di un ampia e differenziata compagine del partenariato. Il contesto in cui si muove il Progetto è fortemente articolato e complesso, sia in ragione dei molti e variegati attori che vi opereranno, sia per il tessuto sociale ed economico in cui gli operatori si dovranno muovere, puntando ad un risultato particolarmente sfidante nel voler aumentare e diversificare il numero di aziende interessate ad accogliere lavoratori provenienti da percorsi di tossicodipendenza o altre condizioni di disagio sociale. 3-20

4 0 Obiettivi Progetto PLILOTA Obiettivi generali: Stabilizzare e creare i presupposti per implementare la rete formale di organizzazioni produttive e servizi del pubblico e del privato al fine di costruire e mettere a regime una nuova metodologia attraverso un modello condiviso di riabilitazione sociale delle persone tossicodipendenti anche attraverso la capitalizzazione delle esperienze di inserimenti socio-lavorativi realizzate in precedenza in collaborazionetra gli Enti Ausiliari (COREAT), i Servizi per le Tossicodipendenze e gli Enti Locali. Strutturare e rinforzare i percorsi di reinserimento sociolavorativo che i due Dipartimenti Salute Mentale e Dipendenze della provincia di Genova svolgono in partenariato con le istituzioni pubbliche e private del settore. 4-20

5 0 Obiettivi Progetto PLILOTA Obiettivi specifici Consolidare, strutturare e mettere a sistema la rete territoriale del partenariato per coordinamento e utilizzo integrato di risorse e strumenti Sviluppare progetti individualizzati per inserire i soggetti coinvolti con competenze sufficienti a sostenere il carico emotivo richiesto Raggiungimento di un livello autonomia sociale e lavorativa commisurato alle condizioni di partenza dei diversi soggetti, con crescita delle capacità relazionali e delle competenze tecnico pratiche trasversali e specifiche Aumentare l'occupabilità delle persone in carico ai servizi Sperimentare percorsi di orientamento al lavoro e accompagnamento personalizzato sviluppando le capacità residue delle persone per consentire un ingresso più agevole nel mondo del lavoro. Verificare le potenziali capacità lavorative tramite percorsi di inserimento lavorativo individualizzati Sostenere gli utenti nei percorsi di reinserimento lavorativo Migliorare la qualità della vita delle persone che partecipano al progetto 5-20

6 1 Il percorso formativo Obiettivi del corso: Rafforzare e sviluppare competenze condivise tra gli operatori Costruire un modello operativo che supporti i percorsi di inserimento lavorativo nelle aziende del territorio. Un modello che sia: condiviso perché costruito con il contributo degli stessi attori della rete sostenibile perché in grado di durare nel tempo 6-20

7 1 Il percorso formativo Partecipanti al corso: i partner del Progetto operatori coinvolti nei percorsi di reinserimento lavorativo di soggetti deboli i referenti della Provincia e del Comune referenti di aziende profit del territorio al fine di renderle consapevoli dell intenzione e degli strumenti in uso 7-20

8 2 L approccio: Social Innovation L approccio che intendiamo proporre è quello dell innovazione sociale.... definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che vanno incontro ai bisogni sociali e che allo stesso tempo creano nuove relazioni sociali e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono sia buone per la società sia che accrescono le possibilità di azione per la società stessa. (dal Libro bianco sull innovazione sociale, 2011)... quegli interventi che sono diretti a gruppi vulnerabili della società e che sanno valorizzare la creatività delle associazioni di volontariato, delle organizzazioni e degli imprenditori sociali per trovare modi nuovi di rispondere a bisogni sociali impellenti a cui non arriva un'adeguata risposta né dal settore pubblico né dal settore privato. (Manuel Barroso). 8-20

9 3 Il percorso formativo Due gli elementi distintivi del percorso formativo: la modalità di progettazione: un momento di progettazione condivisa con i partecipanti e con i referenti di sistema al fine di poter stipulare un reale patto rispetto ai risultati del percorso. la modalità di realizzazione della formazione che vorrà essere quanto più produttiva possibile al fine di poter dare ai partecipanti non solo indicazioni teoriche, ma strumenti operativi immediatamente spendibili nello sviluppo del Progetto, in tal senso di ipotizza la realizzazione della formazione in forma di laboratorio inteso come contesto in cui si sperimentano nuove modalità di relazione per la costruzione di nuovi strumenti di lavoro. 9-20

10 1 Il percorso formativo Si ipotizza uno sviluppo del percorso secondo le seguenti fasi: Co-progettazione Laboratorio Sperimentazione Follow up Comunicazione e disseminazione 10-20

11 2 La co-progettazione Primo passaggio proposto la co-costruzione del percorso formativo con gli attori coinvolti, intesi come coloro che utilizzeranno il modello organizzativo definito, per valorizzare l apporto di ognuno sia in termini di creatività che di motivazione. Gli obiettivi dell incontro sono: condividere le finalità del percorso formativo co-costruire i passaggi e i contenuti del percorso formativo individuare i soggetti realmente motivati alla definizione di un modello di azione condiviso. L azienda: da contesto che accetta ad attore che contribuisce a definire in modo consapevole i propri bisogni rispetto ad un progetto di inserimento

12 2 La co-progettazione: stimoli alla discussione Che consapevolezza esiste nel mondo delle imprese rispetto al tema fasce deboli? In nome di cosa un azienda dovrebbe/potrebbe ospitare persone fragili nella propria organizzazione? Quali sono i killer di cui l Azienda deve essere consapevole nel percorso per inserire una persona dipendente Un azienda responsabile ha una serie di politiche dedicate al benessere delle persone. Tali strumenti possono essere usati anche per le persone fragili?? Di quali supporti ha bisogno l azienda per avviarsi e portare a buon fine un inserimento? 12-20

13 Il contesto 2009: Utenti affetti da dipendenze (tossicodipendenti, alcool dipendenti, poliassuntori) in carico ai Sert della provincia di Genova (Asl 3 e4): persone di età media 30 anni Ma la stima dice: circa persone 13-20

14 Sviluppo del progetto formativo 14-20

15 2 Il Laboratorio 1 Incontro 11 febbraio L approccio social innovation come modalità per produrre nuove idee che rispondano ai bisogni sociali nei modi più efficaci, e al contempo creare nuove collaborazioni sociali tra pubblico, aziende, no profit, finanza, scuole e università, cittadini e comunità fisiche e virtuali. Sarà la chiave per definire strade per il coinvolgimento di nuove aziende in accoglienza dei beneficiari di PILOTA. A questo incontro saranno invitate anche le Aziende disponibili

16 2 Il Laboratorio 2 Incontro 18 febbraio Ricostruzione della mappa degli stakeholder del Servizio Definizione dei bisogni degli stakeholder Dal lavoro del Servizio al lavoro di squadra per realizzare azioni utili ai beneficiari prima che funzionali ai servizi. Proposta di una metodologia di lavoro condivisa 16-20

17 2 Il Laboratorio 3 e 4 Incontro 25 febbraio e 4 marzo Revisione e riorganizzazione del processo di inserimento lavorativo Le criticità rilevate Individuazione di strumenti organizzativi per lo sviluppo del Progetto PILOTA: costruzione procedure per la gestione della segnalazione dei casi, dello sviluppo del progetto individuale, del monitoraggio, della valutazione, Nella giornata del 25 saranno invitate anche le Aziende disponibili

18 2 Sperimentazione nel corso del mese di marzo Realizzata l attività d aula gli operatori potranno sperimentare sul campo le competenze acquisite e gli strumenti progettati

19 2 Follow up Follow up (Laboratorio 5 Incontro) nel mese di aprile Dopo un primo periodo di sperimentazione gli operatori potranno rientrare in Laboratorio al fine di sviluppare una riflessione condivisa sul Modello e sugli strumenti utilizzati e individuare eventuali modifiche o validazioni

20 2 Comunicazione e disseminazione Sperimentato il Modello e raggiunti alcuni risultati sarà possibile costruire una best practice del percorso formativo-laboratoriale e darne evidenza presso la rete più allargata degli attori del territorio

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