Breve guida agli aiuti di Stato

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Breve guida agli aiuti di Stato"

Transcript

1 Breve guida agli aiuti di Stato

2 Indice Lazioeuropa Temi e approfondimenti Breve guida agli aiuti di Stato Introduzione 3 1. Definizione di aiuto di Stato Il principio dell investitore privato 8 2. Deroghe al divieto di aiuti di Stato Aiuti regionali Norme orizzontali Norme settoriali I criteri di compatibilità Notifica e procedure di 15 autorizzazione 4. Gli aiuti di Stato nell ambito della programmazione dei Fondi strutturali ( ) 21 Allegati 24 Scheda 1 La regola de minimis 25 Scheda 2 Aiuti regionali 26 Scheda 3 Aiuti alle piccole e medie imprese 28 Scheda 4 Aiuti alla ricerca e sviluppo 29 Scheda 5 Aiuti per la tutela dell ambiente 31 Scheda 6 Aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà 33 Scheda 7 Aiuti all occupazione 34 Scheda 8 Aiuti alla formazione 35 Scheda 9 Elementi di aiuto connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità 36 Scheda 10 Misure sul capitale di rischio 37 Scheda 11 Servizi di interesse economico generale Appendice normativa Trattato che istituisce la Comunità europea Elenco dei documenti citati e della legislazione comunitaria in vigore in materia di aiuti di Stato Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale dell Italia Modulistica 49 Modulo standard per la notifica 51 Modulo di notifica semplificato 62 Modello standardizzato di relazione per gli aiuti di Stato esistenti 63 Informazioni che devono figurare nella relazione annuale da trasmettere alla Commissione 67

3 Regione Lazio Lazioeuropa - Temi e approfondimenti Breve guida agli aiuti di Stato BIC Lazio Business Innovation Centre Direttore responsabile Luigi Campitelli Coordinamento Simona De Quattro Gruppo di lavoro Giulia Barozzi Roberta Bertolini Erminia De Carlo Marco Lentini Michela Marcoccia Impaginazione, composizione e stampa Officine Europee Marino (Roma) vicolo S. Spirito, 89 Copyright BIC Lazio Roma - via Casilina, 3/T telefono fax

4 Introduzione Sin dalla firma del trattato di Roma nel 1957 la politica degli aiuti di Stato è stata un elemento integrante della politica della concorrenza: la Commissione europea ha il compito di impedire che gli aiuti concessi dagli Stati membri falsino indebitamente la concorrenza. Alla base della politica della concorrenza vi è l idea che l economia di mercato offra la garanzia migliore per accrescere il tenore di vita dei cittadini nella UE, uno dei principali obiettivi del trattato UE. Il regolare funzionamento dei mercati è indispensabile per accrescere la competitività dell economia europea, in quanto consente di creare un contesto in cui le imprese efficienti e innovative vengono debitamente ricompensate, nonché per garantire la libera concorrenza fra le imprese europee, favorire lo sviluppo del Mercato unico europeo, evitare le distorsioni del commercio fra gli Stati membri dell Unione europea, stimolare lo sviluppo delle PMI e creare uguali condizioni di crescita fra le PMI e le grandi imprese. Il controllo degli aiuti di Stato risponde quindi alla necessità di garantire condizioni di parità per tutte le imprese operanti nel mercato unico europeo, a prescindere dallo Stato membro in cui hanno sede. Nonostante il trattato CE enunci il principio generale di divieto di aiuti di Stato, in alcuni casi gli interventi statali sono necessari per un economia ben funzionante ed equa. Il trattato, quindi, lascia spazio a un certo numero di obiettivi politici per i quali l aiuto di Stato può essere considerato compatibile. Completando la regola fondamentale attraverso una serie di atti legislativi, la Commissione europea ha stabilito un unico sistema di regole sugli aiuti di Stato. Questo quadro legislativo è regolarmente aggiornato per migliorare la sua efficienza e per rispondere alle richieste del Consiglio europeo per aiuti di Stato meno numerosi ma più mirati per sviluppare l economia europea. In quest ottica, la Commissione europea ha lanciato nel giugno 2005 una riforma delle regole e procedure degli aiuti di Stato, il Piano di azione per gli aiuti di Stato, finalizzato ad assicurare che le regole contenute nel trattato CE siano meglio perseguite per incoraggiare gli Stati membri a contribuire alla strategia di Lisbona. L obiettivo di questa guida è di illustrare la disciplina essenziale degli aiuti di Stato e fornire uno strumento semplice e di agevole consultazione su problematiche spesso complesse, anche alla luce delle recenti evoluzioni in materia. Dal momento che l argomento è particolarmente articolato, in quanto coinvolge parecchi aspetti della politica tanto comunitaria quanto di ciascun Stato membro, il presente documento non vuole fornire una descrizione esaustiva di queste regole. Si procede, quindi, ad affrontare l argomento in modo tale da fornire all operatore una visione completa del fenomeno, rimandando, però, per ulteriori approfondimenti, alla normativa specifica segnalata nelle tavole sintetiche allegate. 3

5

6 1. Definizione di aiuto di Stato

7

8 1. Definizione di aiuto di Stato La base della politica comunitaria in materia di aiuti di Stato è contenuta nell articolo 87, paragrafo 1 del trattato CE, che stabilisce che gli aiuti di Stato, «salvo deroghe contemplate dal presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra gli Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza». Da questa definizione si evince solamente che gli aiuti di Stato sono, in linea di principio, incompatibili con il mercato comune. Questa stessa definizione permette, inoltre, di individuare gli elementi che contraddistinguono una misura come aiuto di Stato. È però dubbia, almeno alla luce del solo testo dell art. 87, la nozione di aiuto di Stato. Attraverso il contributo dato dalle decisioni della Commissione e di alcune sue comunicazioni e dichiarazioni esplicative, nelle quali si esprime il punto di vista della Comunità europea sul significato da attribuire all espressione aiuti di Stato, nonché dalle sentenze della Corte di Giustizia e del Tribunale di primo grado, che hanno confermato e precisato le affermazioni della Commissione, è possibile ricavare una definizione sintetica ma completa di aiuto di stato, ossia «qualunque provvedimento (sia di natura legislativa che amministrativa) che implica un trasferimento di risorse dallo Stato o da altri enti pubblici a imprese, pubbliche o private che siano». L articolo 88 conferisce alla Commissione il compito di controllare gli aiuti di Stato e dispone, inoltre, che gli Stati membri informino preventivamente la Commissione di ogni progetto volto a istituire aiuti (obbligo di notifica). Il trattato non indica che la Commissione debba sorvegliare e controllare tutti i tipi di misure che possono riguardare le imprese. Le norme comunitarie in materia di aiuti di Stato si applicano solo alle misure che rispondono alle condizioni precisate nell articolo 87, paragrafo 1. Tali condizioni sono, in particolare: trasferimento di risorse statali; vantaggio economico; selettività; effetto sulla concorrenza e il commercio. Trasferimento di risorse statali Le norme relative agli aiuti di Stato riguardano solo le misure che comportano un trasferimento di risorse statali (risorse dei bilanci nazionali, regionali e locali, delle banche e fondazioni pubbliche, ecc.). L aiuto può essere concesso, oltre che dallo Stato, anche da un organo intermedio, privato o pubblico, designato dallo Stato. Ciò può avvenire, ad esempio, nel caso in cui una banca privata sia incaricata della gestione di un regime di aiuti statali a favore delle PMI. I trasferimenti finanziari che costituiscono aiuti di Stato possono assumere molte forme: non solo sovvenzioni o riduzioni dei tassi di interesse, ma anche garanzie di crediti, regimi di ammortamento accelerato, conferimenti di capitale, ecc. Vantaggio economico L aiuto deve conferire un vantaggio economico che l impresa non avrebbe ottenuto nel corso normale della sua attività. Esempi meno ovvi di operazioni che rientrano in tale condizione sono i seguenti: la locazione o l acquisto, da parte di un impresa, di un terreno di proprietà dello Stato a un prezzo inferiore a quello di mercato; 7

9 la vendita allo Stato, da parte di un impresa, di un terreno, a un prezzo superiore a quello di mercato; l accesso privilegiato di un impresa a un infrastruttura senza la corresponsione di alcun canone o altro compenso; l ottenimento, da parte di un impresa, di capitale di rischio dallo Stato a condizioni più favorevoli di quelle imposte da un investitore privato. Selettività L aiuto di Stato deve essere selettivo, e incidere pertanto sull equilibrio esistente fra un impresa e i suoi concorrenti. Il criterio della selettività è quanto differenzia un aiuto di Stato dalle cosiddette misure generali (applicabili in maniera automatica e indiscriminatamente a tutte le imprese di tutti i settori economici di uno Stato membro, come avviene per la maggior parte delle misure fiscali a livello nazionale). Un regime è considerato selettivo quando le autorità che lo gestiscono godono di un certo grado di potere discrezionale. Il carattere di selettività è inoltre riconosciuto quando il regime si applica solo a una parte del territorio di uno Stato membro (è quanto avviene nel caso degli aiuti regionali e settoriali). Effetti sulla concorrenza e sugli scambi L aiuto deve avere un effetto, anche solo potenziale, sulla concorrenza e gli scambi fra Stati membri. È sufficiente poter dimostrare che il beneficiario esercita un attività economica e che opera su un mercato in cui esistono scambi commerciali fra Stati membri. La natura del beneficiario non è rilevante in tale contesto (anche un organizzazione senza scopo di lucro può intraprendere attività economiche). La Commissione ritiene che gli aiuti di esigua entità (aiuti de minimis) non abbiano alcun potenziale effetto sulla concorrenza e gli scambi fra Stati membri, e che non rientrino pertanto nel campo d applicazione dell articolo 87, paragrafo 1 del trattato. Tale breve descrizione dei criteri che definiscono un aiuto di Stato mostra che il campo d applicazione delle norme comunitarie in detto settore è ampio (ma non illimitato). Molte delle azioni finanziate nell ambito dei programmi dei Fondi strutturali corrispondono chiaramente a tutti i criteri sopra elencati e rientrano pertanto nel campo d applicazione dell articolo 87, paragrafo 1. I responsabili dei programmi devono assicurarsi che tali azioni siano debitamente notificate alla Commissione e da questa autorizzate, ovvero, se del caso, esentate dall obbligo di notificazione ai sensi di un regolamento comunitario vigente. 1.1 Il principio dell investitore privato Malgrado la specificità delle ipotesi appena sopra elencate, è opportuno tuttavia sottolineare come vi siano delle situazioni non facili da valutare. Per facilitare l analisi di un provvedimento sotto l aspetto della sua possibilità di costituire un aiuto di Stato, si può utilizzare un criterio, molto semplice ma efficace, elaborato dalla Commissione. È il principio cosiddetto dell investitore privato. In base a questo, per sapere se il provvedimento amministrativo costituisca o meno un aiuto, è necessario analizzare se un investitore privato si sarebbe comportato allo stesso modo in cui si è comportato lo Stato o l ente pubblico che ha adottato quel provvedimento a favore di quell impresa. Ecco il testo della Commissione a riguardo: «Al fine di stabilire se i contributi accordati da uno Stato membro ad un impresa presentino il carattere dell aiuto di Stato, è ragionevole applicare il criterio che si basa sulla possibilità per l impresa beneficiaria di ottenere le somme di cui trattasi sul mercato dei capitali. In particolare è ragionevole chiedersi se un investitore privato avrebbe realizzato l operazione controversa alle medesime condizioni, e, in caso di risposta negativa, esaminare a quali condizioni le avrebbe potute realizzare». 8

10 2. Deroghe al divieto di aiuti di Stato

11

12 2. Deroghe al divieto di aiuti di Stato Secondo l articolo 87, paragrafo 1 del trattato, gli aiuti che corrispondono ai criteri sopra delineati sono, in linea di principio, incompatibili col mercato comune. Tuttavia, il principio d incompatibilità non equivale a un divieto totale: i paragrafi 2 e 3 dello stesso articolo 87 specificano un certo numero di casi in cui gli aiuti di Stato possono essere considerati ammissibili (le cosiddette deroghe). L esistenza delle deroghe giustifica inoltre il controllo preventivo degli aiuti di Stato da parte della Commissione. Tale controllo è stabilito dall articolo 88 del trattato, che dispone che gli Stati membri debbano notificare alla Commissione qualsiasi progetto diretto a istituire aiuti prima di procedere alla sua esecuzione e conferisce alla Commissione il potere discrezionale di decidere se l aiuto previsto può beneficiare della deroga o se «lo Stato interessato deve sopprimerlo o modificarlo». Nel contesto delle operazioni relative ai Fondi strutturali, le disposizioni di deroga maggiormente rilevanti sono quelle di cui all articolo 87, paragrafo 3, lettera a) e all articolo 87, paragrafo 3, lettera c): l articolo 87, paragrafo 3, lettera a), riguarda «gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione»; l articolo 87, paragrafo 3, lettera c) si riferisce agli «aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse». Nell esercizio dei suoi poteri, la Commissione ha messo a punto specifiche metodologie di esame in funzione delle dimensioni dell impresa, della sua ubicazione, del settore di attività o delle finalità dell aiuto. Per la natura discrezionale del potere a essa conferito, la Commissione ha cercato di rendere pubblica l impostazione adottata, e ciò allo scopo di garantire che tale discrezionalità sia esercitata con la dovuta trasparenza e che le autorità e le imprese abbiano chiara la propria posizione alla luce del diritto comunitario. La Commissione ha così pubblicato i criteri che applica nelle decisioni riguardanti la concessione o meno di deroghe per gli aiuti notificati, e ciò in forma di comunicazioni, note, discipline, orientamenti e lettere agli Stati membri, ma anche di regolamenti. Possiamo distinguere tre principali categorie di deroghe ai sensi dell articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c): aiuti regionali, norme orizzontali e norme settoriali. 2.1 Aiuti regionali Sono quegli aiuti che vengono concessi, a mezzo di leggi statali o regionali, al fine di favorire lo sviluppo delle regioni o parti di regioni cosiddette svantaggiate del territorio comunitario, essenzialmente attraverso incentivi agli investimenti iniziali delle imprese o più raramente tramite l erogazione di aiuti al funzionamento. L articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) è la base giuridica per l autorizzazione degli aiuti di Stato volti a far fronte a difficoltà regionali: l articolo 87.3.a) riguarda gli aiuti di Stato destinati a favorire lo sviluppo delle «re- 11

13 gioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione». Si tratta di regioni svantaggiate rispetto alla media europea, e per tale motivo il beneficio della deroga prevista da detto articolo è concessa in base a un criterio comunitario (livello II NUTS con un PIL pro capite calcolato in standard di potere d acquisto inferiore al 75% della media UE). Quasi tutte le regioni rientranti nell obiettivo 1 potranno avvalersi anche delle disposizioni dell articolo 87, paragrafo 3, lettera a) (l eccezione più rilevante è costituita dalle regioni a bassa densità demografica, che rientrano nell obiettivo 1 ma non nel campo d applicazione della deroga di cui all articolo 87.3.a); l articolo 87.3.c) copre gli aiuti destinati ad altri tipi di aree (a livello nazionale) in difficoltà: «aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o talune regioni economiche». Tale articolo dà agli Stati membri la possibilità di assistere regioni che sono svantaggiate rispetto alla media nazionale. L elenco delle regioni che possono beneficiare di tale deroga è anch esso stabilito dalla Commissione ma su proposta degli Stati membri, che possono giustificare tale proposta in base a criteri nazionali. La Commissione ha invitato gli Stati membri ad assicurarsi che l elenco delle aree proposte per la deroga ai sensi dell articolo 87.3.c) e quello delle aree dell obiettivo 2 siano coerenti. Al fine di fornire un quadro complessivo delle zone che possono beneficiare di questa tipologia di aiuti, la Commissione adotta, per un periodo corrispondente al ciclo di programmazione dei Fondi strutturali, la cosiddetta carta degli aiuti regionali, contenente: l elenco delle regioni di uno Stato membro ammesse a beneficiare delle deroghe di cui all art a) e c), in cui possono essere concessi alle imprese aiuti pubblici agli investimenti, sia nazionali che comunitari; i massimali d intensità degli aiuti autorizzati per ciascuna regione dalla Commissione. Per il periodo di programmazione , la proposta italiana della mappa degli aiuti di Stato è riassunta nella Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale dell Italia del 12 giugno 2007 (in allegato). I criteri applicati per la valutazione degli aiuti regionali sono riuniti in due documenti: gli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e la Disciplina multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi progetti di investimento. Il contenuto di tali documenti è sintetizzato nella scheda sugli aiuti regionali allegata. 2.2 Norme orizzontali Le norme intersettoriali, o orizzontali, sono intese a stabilire la posizione della Commissione rispetto a determinate categorie di aiuti destinate a far fronte a difficoltà che possono sorgere in tutti i settori dell attività economica e in ogni regione. La Commissione ha adottato tutta una serie di orientamenti o discipline o regolamenti che stabiliscono i criteri applicati alle seguenti categorie di aiuti: aiuti alle piccole e medie imprese; aiuti alla ricerca e sviluppo; aiuti per la tutela dell ambiente; aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà; aiuti all occupazione; aiuti alla formazione professionale; aiuti per incentivare il capitale di rischio; aiuti concessi sotto forma di garanzie. Una sintesi dei regolamenti, delle discipline e degli orientamenti relativi a ciascuna di dette categorie di aiuti è presentata nelle schede allegate. 2.3 Norme settoriali La Commissione ha adottato inoltre norme specifiche, o settoriali, che definiscono la sua posizione in merito alla concessione di aiuti di Stato in determinati settori dell attività economica, che presentano particolari problemi o condizioni. Si tratta attualmente dei settori seguenti: produzione audiovisiva; carbone; elettricità; servizi postali; costruzione navale; industria dell acciaio e delle fibre sintetiche. 12

14 Agricoltura, pesca e acquacoltura Le norme generali in materia di aiuti di Stato descritte nel presente vademecum non si applicano, o si applicano solo in misura limitata, ai settori della produzione e commercializzazione dei prodotti dell agricoltura e della pesca. Le norme che si applicano a questi settori sono definite negli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore Agricolo e Forestale per il (GU C 319, 27/12/2006) e negli Orientamenti comunitari per le deroghe agli aiuti di Stato nel settore Pesca e Acquacoltura (GU C 229, 14/9/2004). Informazioni sulle norme vigenti in detti settori possono essere ottenute dalle unità responsabili per gli aiuti di Stato della DG VI Agricoltura e della DG XIV Pesca e Acquacoltura. Trasporti Nel settore dei trasporti su strada sono applicabili le norme generali in materia di aiuti di Stato, benché vi siano un certo numero di eccezioni (ad esempio le attrezzature di trasporto non possono beneficiare di aiuti, ecc.). Le norme specifiche settoriali si applicano ad altri settori dei trasporti (trasporti ferroviari, aerei, marittimi e per via navigabile). Informazioni possono essere ottenute dall unità responsabile degli aiuti di Stato della DG VII Energia e Trasporti. 2.4 I criteri di compatibilità Il trattato individua in termini molto generali le ipotesi di deroga, ma la Commissione ha progressivamente individuato veri e propri criteri di compatibilità, fino a realizzare una completa disciplina, sostanziale e procedurale, modellata sui seguenti principi: contropartita; trasparenza; divieto di cumulo. Il principio della contropartita (compensatory justification) Formulato dalla Commissione e confermato dalla Corte di Giustizia, condiziona l alterazione della libera concorrenza allo sviluppo del mercato unico e comporta la valutazione dell aiuto pubblico dal punto di vista della Comunità Europea e non dello Stato membro o dell impresa beneficiaria. L aiuto potrà considerarsi compatibile solo quando non sia possibile realizzare diversamente l interesse comunitario, obiettivo in virtù del quale è concessa la deroga. La Commissione non può inoltre autorizzare aiuti che non siano necessari e proporzionati rispetto all obiettivo perseguito. Il principio della trasparenza Impone che la natura e la portata dell aiuto siano verificati sulla base di tutti gli elementi necessari: la forma utilizzata, la consistenza prevista, l obiettivo operativo, i mezzi finanziari, le ragioni derogatorie. Ne consegue un obbligo di completa informazione a carico degli Stati e di motivata valutazione a carico della Commissione. Il principio del divieto di cumulo Stabilisce che i diversi massimali previsti dalle differenti normative non possono comunque essere superati, né con la moltiplicazione di erogazioni risultanti di valore inferiore, né con la sommatoria di sovvenzioni provenienti da differenti regimi. 13

15

16 3. Notifica e procedure di autorizzazione

17

18 3. Notifica e procedure di autorizzazione Il controllo comunitario nel settore degli aiuti di Stato si basa su un sistema di autorizzazione preventiva. Questo sistema prevede che gli Stati membri siano tenuti a informare (cosiddetta notifica) la Commissione di ciascun progetto di finanziamento o modifica di un aiuto di stato, e non sia consentito attivare alcun aiuto prima della specifica autorizzazione dalla Commissione. Il trattato CE (art.88) assegna alla Commissione il compito di stabilire quando un aiuto costituisca aiuto di Stato ai sensi dell art.87 del trattato stesso, e, se del caso, quando esso possa essere ammesso in deroga al suddetto comma 1, a norma dell art.87 commi 2 o 3. Gli Stati membri non possono attivare alcun aiuto di stato finché esso non sia stato autorizzato dalla Commissione a seguito della prevista notifica. Qualunque aiuto attivato in assenza dell approvazione della Commissione è classificato automaticamente come aiuto illegale. Secondo le procedure vigenti, la Commissione è obbligata a ordinare la restituzione da parte dei beneficiari di ogni aiuto illegale giudicato incompatibile con il mercato comune. Inoltre, la Commissione ha riconosciuto che i giudici nazionali sono competenti per decidere se la procedura di notifica è stata assolta o meno, allo scopo di recuperare l aiuto. Recentemente la Commissione ha iniziato un processo di modernizzazione e semplificazione delle procedure relative agli aiuti di stato. A tal fine il Consiglio ha adottato il Regolamento (CE) 994/98 del 7 maggio 1998, che consente alla Commissione di adottare i cosiddetti Regolamenti di esenzione per gli aiuti di stato. Con questi regolamenti la CE può dichiarare ex ante alcune precise categorie di aiuti di stato compatibili con il trattato purché rispettino certe condizioni, così esentandole dall obbligo di preventive notifica e approvazione della Commissione stessa. Allo stato attuale la Commissione ha adottato cinque regolamenti di esenzione. Tre di questi regolamenti definiscono esenzioni per gli aiuti alle PMI, per gli aiuti alla formazione, e per gli aiuti a favore dell occupazione (ciascuno di essi ha validità fino al 30 giugno 2008). In loro applicazione gli Stati membri possono varare aiuti che rispettino le condizioni specificate nei regolamenti, esentandosi, così, dall obbligo di preventiva notifica, nella certezza della conformità ai criteri della Commissione. Un quarto regolamento esenta gli schemi per aiuti agli investimenti regionali e altri aiuti ad hoc. Questo regolamento trova applicazione dal 2007 fino alla fine del Un quinto regolamento codifica l applicazione della normativa de minimis. Questo regolamento stabilisce con chiarezza che un aiuto a un impresa entro il tetto di Euro in un periodo di tre anni, nel rispetto di specifiche condizioni, non è considerato aiuto di stato nel senso dell art.87 comma 1 del trattato CE, poiché ritenuto non lesivo o distorsivo della concorrenza. Anche questo tipo di aiuto non è soggetto all obbligo di notifica. 17

19 Tabella 1 Principali categorie di aiuti di stato orizzontali e regionali consentiti nell ambito di orientamenti, discipline o regolamenti comunitari. Finalità dell aiuto Areee regionali ammissibili all aiuto Altre aree 87.3.a) 87.3.c) Investimento iniziale (grandi imprese) Si Si No Investimento iniziale (PMI) Si Si Si Creazione di occupazione (grandi imprese) Si Si No Creazione di occupazione (PMI) Si Si Si Mantenimento dell occupazione Si No No Spese per la tutela dell ambiente Si Si Si Spese per ricerca e sviluppo Si Si Si Aiuti al funzionamento Si No No Aiuti al settore dei trasporti Si Si Si Aiuti soft consulenza e simili (PMI) Si Si Si Aiuti per capitale di rischio Si Si Si Servizi di interesse economico generale Si Si Si Aiuti alla formazione Si Si Si Aiuti per salvataggio e ristrutturazione imprese Si Si Si In conseguenza di questo processo di modernizzazione è necessario distinguere due tipi di misure di aiuto: Misure di aiuto esentate dall obbligo di notifica Misure di aiuto individuali o regimi di aiuto che soddisfino tutte le condizioni definite in un regolamento di esenzione adottato dalla Commissione non necessitano di notifica preventiva alla Commissione stessa. In caso di misure di aiuto rientranti nel regolamento sugli aiuti alle PMI, in quello sulla formazione professionale e in quello per gli aiuti a favore dell occupazione o aiuti a finalità regionale, lo Stato membro è tuttavia tenuto a sottoporre alla Commissione una descrizione sintetica della misura o del regime di aiuti nei venti giorni successivi l attivazione della misura stessa. Nel caso la misura di aiuto rientri nel regolamento de minimis, quest ultimo adempimento non è richiesto (sebbene lo Stato membro sia tenuto a monitorare tale aiuto i linea con il Regolamento). Misure di aiuto soggette all obbligo di notifica Il 22/3/1999 il Consiglio ha adottato il regolamento (CEE) 659/99 (e successive modifiche), che stabilisce le procedure da applicare in materia di aiuti di Stato. Con il Regolamento CE 794/04 della Commissione del 21/4/2004, recante disposizioni di esecuzione del Regolamento CE 659/99 del Consiglio, recante modalità di applicazione dell articolo 93 del trattato CE, pubblicato in GUCE L 140 del 30/4/2004, sono stati definiti, tra l altro, i moduli da utilizzare per la notificazione di un progetto di aiuti, nonché tempi e modalità di notificazione e i modelli di relazione annuale da inviare alla Commissione. È riportata in seguito una sintesi delle norme applicabili in un caso di notifica secondo la prassi corrente. Notifica La notifica di un progetto d aiuto spetta allo Stato membro interessato (amministrazione centrale). Per snellire la procedura, la Commissione ha predisposto dei modelli di notifica standardizzati per la maggior parte dei tipi di aiuto. Un software apposito (SANI) è stato messo a disposizione degli Stati Membri per facilitare e notificare la procedura di notificazione. Alcune modifiche minori agli aiuti di stato esistenti sono soggetto a un sistema semplificato di notifica e a una procedura più veloce. Tali misure semplificate possono essere accettate solo se la Commissione è stata regolarmente informata sull esecuzione dei suddetti aiuti. 18

20 Richiesta di informazioni supplementari Se la notifica è incompleta, la Commissione chiederà informazioni supplementari. Lo Stato membro interessato è generalmente tenuto a fornire le informazioni richieste entro il termine di 20 giorni. Esame e decisione Per esaminare l aiuto proposto, la Commissione dispone generalmente di un periodo di due mesi, che decorre dal giorno in cui essa ha ricevuto tutte le informazioni necessarie alla valutazione del caso. L esame delle domande si conclude solitamente o con una decisione di non sollevare obiezioni o con una decisione di avviare la procedura ai sensi dell articolo 88, paragrafo 2 del trattato. Se la Commissione decide di non sollevare obiezioni, può essere data esecuzione all aiuto in questione. Se la Commissione nutre dubbi in merito alla compatibilità dell aiuto notificato con il mercato comune, essa avvia la procedura ai sensi dell articolo 88, paragrafo 2 del trattato. In tali casi la Commissione apre una procedura formale di esame, pubblica una descrizione dell aiuto sulla GU e sul sito web e invita gli Stati membri e le parti interessate a presentare le proprie osservazioni. Al termine di tale indagine, essa adotta una decisione finale, che può essere positiva (l aiuto può essere erogato), negativa (l aiuto non può essere erogato), oppure positiva ma soggetta a determinate condizioni. Il tempo limite massimo previsto indicativamente per tale indagine è di 18 mesi. Tutte le decisioni sono soggette alla giurisdizione della Corte di giustizia ai sensi dell articolo 230 del trattato CE. Anche i giudici nazionali esercitano una propria funzione per rafforzare la decisione di restrizione della Commissione. 19

21

22 4. Gli aiuti di Stato nell ambito della programmazione dei Fondi strutturali ( )

23

24 4. Gli aiuti di Stato nell ambito della programmazione dei Fondi strutturali ( ) L Unione europea comprende 27 Stati membri con le loro 268 regioni, tra le quali si riscontrano profonde disparità economiche e sociali. La politica regionale europea mira a realizzare concretamente la solidarietà dell Unione e ridurre il divario di sviluppo tra le differenti economie regionali. A tale scopo, la Commissione ha creato strumenti finanziari (Fondi strutturali e di coesione) intesi a cofinanziare interventi di carattere regionale o orizzontale negli Stati membri e per i quali l Unione apporta il proprio contributo in modo sussidiario. Gli aiuti accordati dagli Stati devono essere conformi alle norme della politica in materia di concorrenza dell Unione europea. La Commissione assicura che tali interventi non falsino o minaccino di falsare la concorrenza favorendo alcune imprese o alcune produzioni. Il trattato stesso prevede la possibilità di azioni sostenute attraverso i Fondi strutturali, la cui disciplina per il periodo è contenuta nel Regolamento (CE) 1083/06. Tale regolamento contiene una serie di disposizioni relative alla valutazione degli aiuti nell ambito dei nuovi programmi. In particolare, nel rapporto fra aiuti di Stato e Fondi strutturali, il principio di base prevede che le operazioni oggetto di un finanziamento nell ambito dei Fondi strutturali siano conformi alle disposizioni in materia di concorrenza e di aiuti. Più precisamente, l art. 9 del regolamento stabilisce che i Fondi intervengono a complemento delle azioni nazionali (incluse quelle regionali e locali), integrandovi le priorità comunitarie (fra le quali, quelle relative alla politica sugli aiuti). Sulla stessa linea, l art prevede che nel caso di investimenti nelle imprese, la partecipazione dei Fondi strutturali deve necessariamente rispettare i massimali di intensità degli aiuti stabiliti in materia di aiuti di Stato. I responsabili della gestione dei Fondi strutturali, quindi, devono identificare chiaramente le operazioni che costituiscono un aiuto di Stato, garantire il rispetto della relativa normativa e considerare che la Commissione può sospendere i pagamenti e stabilire rettifiche finanziarie se l aiuto concesso non è conforme alle norme in materia di aiuti di Stato (art. 99). In particolare, gli Orientamenti in materia di finalità regionale stabiliscono che gli Stati membri devono notificare individualmente alla Commissione tutti i grandi progetti di investimento in base a un regime di aiuti esistenti, qualora gli aiuti proposti eccedano il massimale di aiuto consentito per un investimento con spese ammissibili pari a 100 milioni di Euro. Idem per gli aiuti destinati alle imprese dei settori sensibili. Le relazioni annuali di esecuzione elaborate dalle autorità di gestione devono indicare con precisione le misure adottate per garantire che tutte le operazioni siano conformi alle norme comunitarie in tema di aiuti. 23

25 Allegati Sono presentate in allegato 11 schede 1, ciascuna delle quali riguarda un aspetto da prendere in considerazione nell ambito dei Fondi strutturali. Ogni scheda contiene una sintesi delle principali disposizioni applicabili al settore interessato, e fornisce il riferimento preciso dei relativi regolamenti, orientamenti, discipline o comunicazioni della Commissione. 1 Le schede allegate forniscono una sintesi, talvolta semplificata, della legislazione in materia di aiuti di stato applicabile ai settori considerati come maggiormente pertinenti per le azioni dei Fondi strutturali. Tali schede non sono chiaramente vincolanti dal punto di vista giuridico. Per la versione ufficiale della normativa vigente in ogni settore, il lettore è invitato a richiamarsi al testo legislativo integrale, di cui ogni scheda indica gli esatti riferimenti. Questa versione della guida è aggiornata al 31/07/

26 Scheda 1 La regola de minimis. Riferimenti Questa scheda sintetizza i contenuti del Regolamento della Commissione (CE) 1998/06 del 15 dicembre 2006 sull applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis (GU L 379, 28/12/2006, pag. 5). Campo d applicazione Concetti Criteri Cumulo Il Regolamento riguarda aiuti di Stato di importo poco elevato (aiuti de minimis), che non costituiscono aiuti di stato ai sensi dell art.87 comma 1 del trattato CE e per i quali non è quindi richiesta una notifica preventiva alla Commissione. La Commissione considera minimi e quindi incapaci di avere un incidenza nel mercato comunitario e di falsare la concorrenza gli aiuti erogati a un impresa che non superano i Euro nell arco di un triennio. L esenzione de minimis è stata estesa al settore del trasporto, dove il tetto è stato però fissato a Euro per il trasporto su strada. Il Regolamento non si applica alle imprese attive nei settori di pesca e acquicoltura, nel settore carboniero, e alle imprese attive nella produzione primaria dei prodotti agricoli elencate nell Allegato I del trattato. Si applica, con alcune condizioni aggiuntive, alle imprese attive nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Nel settore dei trasporti, il regime de minimis non può essere utilizzato per l acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada. Infine, il Regolamento non si applica alle imprese in difficoltà. La regola de minimis fissa una cifra assoluta quale soglia di aiuto al di sotto della quale si può considerare come inapplicabile l articolo 87, paragrafo 1 e l aiuto non è più soggetto all obbligo della previa notifica alla Commissione. Tale regola si basa sul principio che, nella grande maggioranza dei casi, gli aiuti di importo esiguo non hanno alcun impatto sensibile sugli scambi e sulla concorrenza tra Stati membri. Per poter beneficiare di tale misura, è necessario che l aiuto soddisfi i seguenti criteri: il massimale d importo per un aiuto rientrante nella norma de minimis è di Euro (equivalente sovvenzione lordo (ESL)) in un periodo di tre anni fiscali. Il periodo di attenzione di tre anni ha carattere mobile, sicché per ciascuna nuova erogazione in regime de minimis deve essere determinato l ammontare dell aiuto de minimis erogato durante i tre anni fiscali consecutivi (incluso quindi anche il corrente anno fiscale); il massimale dell aiuto si applica al totale di tutti gli aiuti pubblici accordati a titolo della norma de minimis. Ciò non pregiudica la possibilità del beneficiario di ottenere altri aiuti in applicazione di regimi autorizzati dalla Commissione o esentati a norma di altri regolamenti comunitari, senza incorrere nel divieto di cumulo (v. infra); il massimale si applica a tutte le categorie di aiuti, indipendentemente dalla loro tipologia e dai loro obiettivi. Gli unici aiuti esclusi dal beneficio di questa misura sono gli aiuti all esportazione; l esenzione prevista dal regolamento copre solo gli aiuti cosiddetti trasparenti, per i quali è possibile calcolare l equivalente sovvenzione lorda ex ante senza che sia necessario effettuare un analisi del rischio. Ciò implica un certo numero di restrizioni di alcune forme di aiuto, per esempio, le garanzie. Solo le garanzie al di sotto dei 1,5 milioni di Euro possono essere assoggettate al Regolamento. Il massimale indicato ( Euro in un periodo di tre anni fiscali per aiuti de minimis) si applica al totale degli importi concessi a una singola impresa a titolo di de minimis. Il totale scende a Euro nel settore dei trasporti su strada. Lo Stato membro interessato, quando eroga un aiuto de minimis a un preciso beneficiario, deve verificare se il nuovo aiuto comporti o meno il superamento del massimale di Euro (o , se applicabile) per le somme percepite da quel beneficiario (a titolo di de minimis) nel precedente periodo di tre anni. Lo Stato membro è responsabile dell istituzione degli strumenti necessari ad assicurare un efficace controllo affinché sia rispettato il massimale d aiuto de minimis. Strumenti di controllo: lo Stato membro istituisce un registro centrale degli aiuti de minimis contenente informazioni complete su tutti gli aiuti de minimis erogati da ciascuna autorità dello stato membro; lo Stato membro informa esplicitamente l impresa beneficiaria della natura de minimis dell aiuto e riceve dall impresa stessa informazioni complete circa altri aiuti da essa ricevuti a titolo de minimis nei precedenti tre anni; in tutti i casi lo stato membro resta garante del rispetto del massimale di cumulo. 25

27 Scheda 2 Aiuti regionali. Riferimenti Scopo Campo d applicazione Concetti Aiuti ad un investimento iniziale Condizioni particolari La presente scheda sintetizza i due principali testi normativi comunitari sulle regole in materia di aiuti di Stato a finalità regionale: Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale per il (GU C 54, , pag. 13); Regolamento della Commissione (CE) 1 628/06 del 24 ottobre 2006 sull applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti a finalità regionale (GU L 302, 1/11/2006, pag.29). Promuovere lo sviluppo delle regioni sfavorite essenzialmente con incentivi agli investimenti iniziali, oppure in casi eccezionali, erogando aiuti al funzionamento. Gli orientamenti riguardano gli aiuti agli investimenti e al funzionamento a favore di stabilimenti ubicati in regioni ammissibili agli aiuti regionali. Detti orientamenti non si applicano alla produzione primaria dei prodotti agricoli, alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca elencati nell allegato I del trattato, né all industria carboniera. Norme specifiche si applicano a: trasporti, industria siderurgica e costruzione navale; settore dell acciaio o delle fibre sintetiche, per i quali gli aiuti regionali non sono consentiti; grandi progetti di investimento. Si possono distinguere due categorie di regioni ammissibili all aiuto: regioni che rientrano nel campo d applicazione dell articolo 87.3.a): regioni in cui il tenore di vita è anormalmente basso, oppure si riscontra una grave forma di disoccupazione (regioni di livello II della NUTS con un PIL pro capite inferiore al 75% della media comunitaria); regioni che rientrano nel campo d applicazione dell articolo c): regioni in difficoltà definite in base a indicatori (nazionali) proposti dagli Stati membri. Investimento iniziale: investimento in capitale fisso relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all ampliamento di uno stabilimento esistente, o all avviamento di un attività che implica un cambiamento fondamentale del prodotto o del processo produttivo di uno stabilimento esistente; Aiuti al funzionamento: aiuti destinati a ridurre le spese correnti dell impresa (ad esempio costi salariali, costi dei trasporti, locazioni). I grandi progetti di investimento sono i progetti di investimento iniziale con costi di investimento eleggibili che ammontano almeno a 50 milioni di Euro. Equivalente sovvenzione lordo (ESL) e equivalente sovvenzione netto (ESN): l intensità lorda dell aiuto è il valore nominale dell aiuto concesso (attualizzato in caso di abbuoni di interessi), espresso come percentuale del costo totale ammissibile del progetto; non è tuttavia possibile effettuare confronti significativi fra le intensità d aiuto lorde dei vari Stati membri, a causa, ad esempio, delle differenze che esistono nelle imposte a carico delle imprese; per questo motivo si procede al calcolo dell equivalente sovvenzione netto, che permette di ridurre tutte le forme di aiuti a un denominatore comune, a prescindere dal paese interessato. L ESN rappresenta il vantaggio finale che si ritiene che l impresa ricavi da un aiuto dopo che sono state dedotte le imposte sulle società dovute sull aiuto stesso. L ntensità dell aiuto ESL è espressa come percentuale del costo totale ammissibile del progetto. Costi ammissibili L aiuto a un investimento iniziale può essere calcolato in percentuale del valore dell investimento oppure in percentuale dei costi salariali dei posti di lavoro connessi all investimento stesso. Investimenti: investimenti materiali (terreni, fabbricati e impianti/macchinari) e, in misura limitata, investimenti immateriali (spese legate al trasferimento di tecnologie). Nel settore dei trasporti, le spese per il materiale rotabile non sono ammissibili all aiuto; costi salariali: costi salariali lordi, calcolati su un periodo di due anni e moltiplicati per il numero di posti di lavoro creati (incremento netto del numero di posti di lavoro nello stabilimento considerato). La concessione dell aiuto è subordinata al mantenimento degli investimenti e dei posti di lavoro creati per almeno 5 anni. 26

28 Cumulo Aiuti al funzionamento Aiuti al settore dei trasporti I massimali d intensità dell aiuto indicati nella tabella sopra riportata si applicano all ammontare complessivo dell aiuto: in caso di intervento concomitante di più regimi a finalità regionale; indipendentemente dalla provenienza dell aiuto da fonti locali, regionali, nazionali o comunitarie. Quando le spese ammissibili agli aiuti a finalità regionale sono ammissibili agli aiuti aventi altre finalità (ad esempio R&S), si applica il massimale più favorevole dei regimi considerati. Disposizioni generali Gli aiuti al funzionamento possono essere concessi solo per le regioni rientranti nel campo d applicazione dell articolo 87.3.a), se sono soddisfatte tutte le condizioni seguenti: l aiuto è giustificato per il suo contributo allo sviluppo regionale; il suo livello è proporzionale agli svantaggi che intende compensare; è limitato nel tempo e decrescente. Gli Stati membri devono dimostrare l esistenza e l entità di tali svantaggi. Gli aiuti destinati a compensare i sovraccosti di trasporto possono essere concessi solo per le regioni ultraperiferiche e per quelle a bassa densità demografica ammissibili agli aiuti regionali. Gli Stati membri devono dimostrare l esistenza e l entità di tali costi supplementari. 27

29 Scheda 3 Aiuti alle piccole e medie imprese. Riferimenti Campo d applicazione Concetti Costi ammissibili Questa scheda riassume i contenuti del Regolamento della Commissione (CE) 70/01 del 12 gennaio 2001 sull applicazione degli Articoli 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di stato alle piccole e medie imprese e delle successive integrazioni e modifiche (GU L 10, del 13/1/2001, pag. 33). Il regolamento riguarda le misure di aiuti di stato a supporto degli investimenti materiali e immateriali e gli aiuti soft (servizi di consulenza, diffusione di conoscenze). Norme speciali si applicano all industria carboniera, alla costruzione navale e ai prodotti della pesca. Definizione di PMI: Una media impresa è un impresa che risponde ai criteri seguenti: impiega meno di 250 dipendenti; registra o un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di Euro, o un totale di bilancio non superiore a 43 milioni di Euro. Una piccola impresa risponde ai criteri seguenti: impiega meno di 50 dipendenti; registra o un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di Euro, o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di Euro. Una microimpresa risponde ai criteri seguenti: impiega meno di 10 dipendenti; registra o un fatturato annuo non superiore a 2 milioni di Euro, o un totale di bilancio non superiore a 2 milioni di Euro. Possono essere concessi aiuti relativi alle seguenti categorie di spese: investimenti materiali (terreni, fabbricati, impianti/macchinari) e investimenti immateriali (spese derivate da trasferimento di tecnologie); i costi dei servizi forniti da consulenti esterni e i costi di partecipazione di un impresa a una determinata fiera o esposizione per la prima volta. Massimale d aiuto per investimenti e consulenze Regioni non assistite Art a) Art c) Investimento Massimale dell aiuto Massimale dell aiuto - Piccole imprese 15,0% Regionale Regionale - Medie imprese 7,5% +15% +10% Servizi di consulenza esterna e prima partecipazione a fiere fino al 50% fino al 50% fino al 50% Notifica Altre condizioni (trasparenza e controllo) Le misure di aiuto che soddisfano le condizioni definite nel Regolamento sono esentate dall obbligo di notifica ex ante. Tuttavia i grandi progetti che ricadono nei casi seguenti non sono esentati dalla notificazione individuale: il totale dei costi ammissibili dell intero progetto è pari o superiore a di Euro e l intensità lorda dell aiuto è pari o superiore al 50% del massimale dell intensità dell aiuto applicabile; l importo totale lordo dell aiuto è pari o superiore a di Euro. Entro 20 giorni lavorativi seguenti l attivazione del regime di aiuti esentato o l erogazione dell aiuto singolo esentato, lo Stato membro deve sottoporre alla Commissione una sintetica descrizione della misura di aiuto. 28

30 Scheda 4 Aiuti alla ricerca e sviluppo. Riferimenti Campo d applicazione Concetti Misure di aiuto Costi ammissibili Massimali d aiuto La presente scheda sintetizza la Disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (GU C 323, 30/12/2006, pag. 1). Questa disciplina riguarda tutte le misure relative ad aiuti di Stato concessi alle imprese a favore della ricerca e dello sviluppo e dell innovazione. Nel settore dei trasporti, il regime de minimis non può essere utilizzato per l acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada. Infine, il Regolamento non si applica alle imprese in difficoltà. Aiuti alla R&S&I (ricerca, sviluppo e innovazione) che non sono considerati aiuti di Stato: i finanziamenti pubblici alle attività non economiche di R&S&I svolte da enti di ricerca; le attività di R&S&I commissionate alle imprese da parte di autorità pubbliche a condizioni di mercato (gara aperta). Settori in cui sono applicate norme particolari: trasporti su ferro, strada, acque interne; agricoltura e pesca: intensità massima dell aiuto del 100% in tutti i casi (soggetti a condizioni). Ricerca fondamentale: attività sperimentale e teorica svolta principalmente per l acquisizione di nuove conoscenze o competenze per sviluppare prodotti, processi o servizi o apportare un significativo miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti. Ricerca industriale: ricerca pianificata mirante ad acquisire nuove conoscenze che possano essere utili per mettere a punto nuovi prodotti, processi produttivi o servizi, o comportare un notevole miglioramento dei prodotti, processi produttivi o servizi esistenti. Attività di sviluppo precompetitiva: acquisizione, combinazione, utilizzo delle conoscenze e competenze scientifiche, tecnologiche, economiche esistenti, allo scopo di produrre un piano, un progetto o un disegno per prodotti nuovi, modificati o migliorati (compresa la creazione di un prototipo non idoneo a fini commerciali o progetti pilota a certe condizioni). Le seguenti misure sono riconosciute all interno della Disciplina come ammissibili poiché compatibili con l art c. del trattato: aiuti per progetti R&S; aiuti per studi tecnici di fattibilità; aiuti per i costi del diritto di proprietà industriale delle PMI; aiuti per le imprese innovative di giovani; aiuti per l innovazione di processo e organizzativa nei servizi; aiuto per servizi di supporto all innovazione; aiuto per i crediti per il personale altamente qualificato; aiuti per i distretti innovativi. Spese di personale adibito esclusivamente all attività di ricerca; costo di strumenti, attrezzature, terreni e edifici utilizzati esclusivamente e in forma permanente per l attività di ricerca (sono esclusi i normali investimenti); costo della ricerca contrattuale, della conoscenza tecnica e delle licenze derivanti da risorse esterne a prezzi di mercato; costo dei servizi di consulenza esterni e di servizi simili esclusivamente per il progetto; spese generali supplementari direttamente imputabili all attività di ricerca; altri costi d esercizio direttamente imputabili all attività di ricerca. Come per i costi ammissibili, le intensità di aiuto variano secondo la misura in questione; a titolo di esempio, la seguente tabella illustra le intensità di aiuto applicabili al primo tipo di misura, gli aiuti ai progetti R&S. 29

31 Piccole Medie Grandi imprese imprese imprese R&S fondamentale 100% 100% 100% R&S industriale 70% 60% 50% R&S industriale caratterizzata da: collaborazione tra beneficiari, grandi attività (transfrontaliera, con almeno una PMI, o con collaborazione di un beneficiario con un ente di ricerca, oppure con diffusione dei risultati) 80% 75% 65% R&S precompetitiva 45% 35% 25% R&S precompetitiva caratterizzata da: collaborazione tra beneficiari, grandi attività (transfrontaliera, con almeno una PMI, o con collaborazione di un beneficiario con un ente di ricerca, oppure con diffusione dei risultati) 60% 50% 40% Condizioni particolari La disciplina prevede tre tipi di valutazione sulla base di un test per calcolare gli effetti positivi e negativi dell aiuto: valutazione standard; valutazione standard più dimostrazione degli effetti e della necessità dell incentivo; valutazione dettagliata. Per ciascun regime di aiuto è richiesta una relazione annuale d attuazione. 30

32 Scheda 5 Aiuti per la tutela dell ambiente. Riferimenti Campo d applicazione Aiuti agli investimenti Questa scheda sintetizza i contenuti della Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell ambiente (GU C 37, 3/2/2001, pag.3). La disciplina è in corso di revisione. La disciplina riguarda aiuti per azioni mirate a prevenire o riparare i danni al contesto fisico o alle risorse naturali o a incoraggiare l uso efficiente di queste risorse. La disciplina non si applica: agli aiuti di Stato per la R&S e per la formazione in campo ambientale (soggetti alla disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo e per la formazione); alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli elencati nell allegato I al trattato CE (si applicano gli orientamenti comunitari per gli aiuti di stato nel settore dell agricoltura). Costi e attività ammissibili Aiuti agli investimenti per adeguamenti a nuove norme ambientali CE obbligatorie o per migliorare tali norme Costi ammissibili: strettamente limitati ai costi supplementari degli investimenti in terreni, edifici, macchinari e beni immateriali necessari a ottemperare a norme obbligatorie o raggiungere gli obiettivi ambientali. In tutti i casi i costi ammissibili devono essere calcolati al netto: dei benefici derivanti da ogni incremento di capacità produttiva; delle economie determinate durante i primi cinque anni di vita dell impianto; delle produzioni accessorie aggiuntive durante gli stessi cinque anni. Gli aiuti agli investimenti per adeguamenti a nuove norme obbligatorie CE possono essere erogati solo alle PMI e possono essere attivati solo per un periodo di tre anni dall adozione di queste nuove norme Aiuti agli investimenti nel risparmio energetico, nelle risorse di energia rinnovabili e negli impianti di cogenerazione di elettricità - calore (CHP) Costi ammissibili: strettamente limitati ai costi extra degli investimenti in terreni, edifici, macchinari e beni immateriali necessari a raggiungere gli obiettivi ambientali. In tutti i casi i costi ammissibili devono essere calcolati al netto: dei benefici derivanti da ogni incremento di capacità produttiva; delle economie determinate durante i primi cinque anni di vita dell investimento; delle produzioni accessorie di servizio durante gli stessi cinque anni. In caso di risorse di energia rinnovabili o CHP, i costi extra sono definiti in comparazione al costo di un impianto convenzionale equivalente per la produzione di energia Aiuti per il recupero dei siti industriali inquinati Se il responsabile dell inquinamento non è identificato o non gli si possono addebitare i costi, il responsabile della bonifica può ricevere aiuti. I costi ammissibili sono pari al costo di recupero del danno ambientale meno l incremento di valore del terreno. Aiuti alla rilocalizzazione delle imprese Aiuti alla rilocalizzazione delle imprese possono essere erogati solo se il cambio di localizzazione è determinato dall applicazione di norme per la protezione ambientale e se è stato imposto da determinazioni amministrative o giudiziarie. Inoltre, l impresa delocalizzata deve ottemperare alle più severe norme ambientali applicabili alla nuova localizzazione. I costi ammissibili saranno limitati ai costi netti della rilocalizzazione. Aiuti per servizi di consulenza alle PMI Si applicano le prescrizioni del regolamento per le PMI. 31

33 Massimali di aiuto Massimale dell intensità dell aiuto Fuori delle Nelle aree assistite in percentuale aree assistite (ESL) dei costi ammissibili (ESL) a) Investimenti per adeguamenti a norme CE obbligatorie (solo per le PMI) 15% 15% b) investimenti per migliorare norme CE obbligatorie e per la rilocalizzazione 30% 40% o massimali degli aiuti delle imprese regionali + 10% c) investimenti nel risparmio di energia e in CHP 40% 40% o massimali degli aiuti regionali + 10% d) investimenti nelle fonti di energia rinnovabile2 40% 40% o massimali degli aiuti regionali + 10% e) recupero di siti industriali inquinati Fino al 100% dei costi ammissibili + 15% dei costi del lavoro Quando gli investimenti sono sostenuti da PMI, l intensità di aiuto può essere incrementata di un ulteriore 10% ESL. Le maggiorazioni per le regioni assistite e quelle per le PMI possono essere cumulate ma l aiuto totale non può superare il 100% lordo dei costi ammissibili. Aiuti al funzionamento Attività ammissibili Sulla base della disciplina comunitaria sugli aiuti di stato per la tutela dell ambiente, gli Stati membri possono anche fornire aiuti al funzionamento nei casi in cui è dimostrato che tali aiuti producano un significativo contributo alla protezione dell ambiente. Le seguenti tipologie di aiuto possono essere autorizzate in base agli orientamenti: aiuti al funzionamento per promuovere forme ecocompatibili di gestione dei rifiuti e azioni finalizzate al risparmio energetico; aiuti al funzionamento sotto forma di riduzione o esenzione dai tributi imposti su particolari attività per ragioni di protezione ambientale (es. tributi sul CO2); aiuti al funzionamento per la promozione delle risorse rinnovabili di energia; aiuti al funzionamento per impianti di produzione combinata di elettricità e calore. Le condizioni specifiche che devono essere rispettate in caso di erogazione di aiuti al funzionamento in campo ambientale sono esposte in dettaglio ai punti dal 42 e al 67 della disciplina comunitaria sugli aiuti di stato per la tutela dell ambiente. I costi ammissibili sono strettamente limitati ai costi di produzione extra in comparazione con i prezzi di mercato dei relativi prodotti o servizi. Massimali di aiuto L aiuto al funzionamento è in linea generale limitato a una durata di 5 anni. Quando l aiuto è regressivo, la sua intensità può ammontare al 100% dei costi ammissibili. Quando l aiuto è non regressivo, l intensità può essere limitata al 50% dei costi ammissibili. Per gli aiuti al funzionamento nella forma di riduzioni o esenzioni di imposta, si applicano criteri specifici per nuove imposte o imposte esistenti. Infine, per gli aiuti al funzionamento per le fonti di energie rinnovabili e CHP, gli orientamenti ambientali indicano agli Stati Membri quattro opzioni per la concessione dell aiuto. Importante: si noti che gli orientamenti sono in corso di revisione e si prevede che la nuova disciplina sia adottata alla fine del Quando se ne dimostri la necessità, possono essere erogati aiuti fino al 100% dei costi ammissibili. 32

34 Scheda 6 Aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà. Riferimenti Campo di applicazione Concetti Condizioni Questa scheda riassume i contenuti degli Orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (2004/C 244/02 GU C 244, del 1/10/2004). Gli orientamenti riguardano gli aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione di singole imprese in difficoltà. Non si applicano ai settori del carbone e dell acciaio. Con alcune eccezioni, si applicano ai settori dell agricoltura e della pesca. Norme specifiche si applicano alle ristrutturazioni nel settore agricolo. Un impresa in difficoltà è un impresa incapace di arginare perdite le quali, senza l intervento esterno di un autorità pubblica, quasi certamente la condanneranno a chiudere l attività nel breve o medio termine. Un aiuto per il salvataggio è un assistenza temporanea e reversibile. Esso rende possibile tenere a galla un impresa in difficoltà per il tempo necessario a elaborare un piano per la ristrutturazione o la liquidazione, o per il tempo necessario alla Commissione, o alle competenti autorità nazionali, a prendere una decisione in merito a tale piano. Un aiuto per la ristrutturazione è basato su un piano attuabile, coerente e di ampia portata volto a ripristinare la redditività a lungo termine dell impresa. Gli aiuti per il salvataggio devono: consistere in sostegno finanziario reversibile sotto forma di garanzia di crediti o di crediti rimborsabili, in 6 mesi, gravati da un tasso d interesse comparabile a quello di mercato (o a quello adottato dalla Commissione); limitarsi nel loro ammontare a quanto è necessario per mantenere l impresa in attività; essere versati soltanto per il periodo necessario (non più di sei mesi) alla definizione delle misure di risanamento; essere motivati da difficoltà sociali e non avere effetti negativi sulla situazione industriale in altri Stati membri; costituire un operazione una tantum. Gli aiuti alla ristrutturazione possono essere concessi solo se sono soddisfatti i seguenti criteri: deve essere presentato alla Commissione un programma di ristrutturazione o di risanamento realizzabile; devono essere adottate misure per evitare indebite distorsioni della concorrenza ad esempio procedere ad un adeguata riduzione della quota di mercato (requisito non richiesto per le PMI se l aiuto è istituito nell ambito di un regime autorizzato); l aiuto deve essere limitato al minimo necessario per attuare le misure di ristrutturazione. I beneficiari devono apportare un contributo significativo; l impresa deve attuare pienamente il piano di ristrutturazione; l aiuto alla ristrutturazione può essere erogato una tantum; sono richiesti un severo controllo e una relazione annuale; PMI e imprese nelle regioni assistite: i criteri di riduzione di capacità e gli obblighi di presentare relazioni possono essere applicati con un maggior grado di flessibilità; la Commissione è favorevolmente disposta verso gli aiuti di Stato volti a coprire i costi sociali di una ristrutturazione. Notifica Non è necessario notificare aiuti conformi alla norma de minimis (v. scheda 1) È richiesta la notifica individuale di ciascun progetto di aiuto per il salvataggio e per la ristrutturazione delle grandi imprese. Per il salvataggio e la ristrutturazione delle PMI aiuti di importo maggiore di Euro vanno notificati singolarmente. 33

35 Scheda 7 Aiuti all occupazione. Riferimenti Campo di applicazione Concetti / definizioni Condizioni / tipologie di aiuto La presente scheda sintetizza il Regolamento (CE) 2204/202 della Commissione del 12 dicembre 2002 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell occupazione (GU L 337, del 13/12/2002, pag. 3). Il regolamento riguarda i regimi che costituiscono aiuti di stato e che prevedono: aiuti alla creazione di posti di lavoro; aiuti all assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili; aiuti volti a coprire i costi supplementari legati all assunzione di lavoratori disabili. Il regolamento si applica ai suddetti aiuti in tutti i settori, con esclusione di industria carboniera, costruzione navale, trasporti. Con aiuti alla creazione di posti di lavoro si intendono gli incentivi alla creazione netta di occupazione, ovvero i posti di lavoro creati devono rappresentare un incremento netto del numero di dipendenti sia dello stabilimento che dell impresa interessati, rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Con aiuti all assunzione di lavoratori svantaggiati e disabili si intendono gli incentivi all assunzione di qualsiasi persona appartenente a una categoria che abbia difficoltà a entrare, senza assistenza, nel mercato del lavoro. Con aiuti volti a coprire i costi supplementari legati all assunzione di lavoratori disabili si intendono gli incentivi adottati per compensare i costi derivanti dalla minore produttività di un lavoratore disabile e dalle necessità di adeguamento dei locali, di assistenza e di acquisto di apparecchiature speciali. Aiuti alla creazione di posti di lavoro: i posti di lavoro creati devono rappresentare un incremento netto del numero di dipendenti; i posti di lavoro creati devono essere conservati per un periodo minimo di tre anni; i lavoratori assunti per coprire i nuovi posti di lavoro creati non devono aver mai lavorato prima o devono aver perso o essere in procinto di perdere l impiego precedente. Costi Aiuti alla creazione di lavoro: ammissibili costi salariali calcolati su un periodo di due anni. Aiuti per l assunzione di lavoratori svantaggiati/disabili: costi salariali calcolati su un periodo di un anno. Aiuti volti a coprire i costi supplementari legati all assunzione di lavoratori disabili: costi supplementari direttamente correlati all assunzione delle persone disabili, compresi i costi di adattamento dei locali, i costi relativi al tempo di lavoro impiegato dalle persone addette esclusivamente ad assistere il lavoratore disabile, i costi relativi all adattamento o all acquisto di apparecchiature utilizzate da questi lavoratori. Massimali d aiuto Regioni (o settori) Art a) Art c) non assistite Aiuti alla creazione di posti di lavoro Massimale dell aiuto Massimale dell aiuto - grandi imprese; 15,0% a finalità regionale +10% a finalità regionale +15% - piccole imprese; 7,5% (ESL) (max 30% ESN) (ESL) (max 75% ESN) - medie imprese. Aiuti all assunzione di lavoratori svantaggiati 50% Aiuti all assunzione di lavoratori disabili 60% Aiuti volti a coprire i costi supplementari legati 100% all assunzione di lavoratori disabili Notificazione Non sono esentati dall obbligo di notificazione: gli aiuti a una singola impresa a un singolo stabilimento che superino un importo lordo di 15 milioni di Euro su un periodo di tre anni gli aiuti individuali a favore dell occupazione accordati al di fuori di un regime di aiuti; i regimi di aiuti all occupazione riguardanti specifici settori; gli aiuti per altre misure collegate all occupazione che non rientrano in una delle categorie esentate (esempio, aiuti per le forme di job sharing, aiuti per altri tipi di persone svantaggiate). 34

36 Scheda 8 Aiuti alla formazione. Riferimenti Campo di applicazione Concetti Costi ammissibili Questa scheda sintetizza il Regolamento della Commissione (CE) 68/201 del 12 gennaio 2001 sul l applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti destinati alla formazione (GU L 10, 13/1/2001, pag. 20; scad. 31/12/2006). Il regolamento riguarda tutti gli aiuti pubblici che possono favorire una o più imprese, ovvero uno o più settori, riducendo i costi che dovrebbero normalmente essere sostenuti per far acquisire ai lavoratori di tali imprese o settori nuove competenze. Esso si applica agli aiuti alla formazione a prescindere dal fatto che questa venga dispensata dalle imprese stesse o da centri di formazione pubblici o privati. Esempi di misure in materia di formazione che non configurano un aiuto di Stato: sistemi di istruzione e di formazione iniziale (inclusi i contratti di apprendistato o sistemi di formazione alternati al lavoro); sistemi di qualificazione dei lavoratori disoccupati, compresi i tirocini presso imprese. Il regolamento si applica a tutti i settori. La formazione specifica: formazione che implica insegnamenti direttamente e principalmente applicabili alla situazione presente dell occupato o a future posizioni nell impresa assistita e procura qualifiche che sono molto limitatamente o per nulla trasferibili ad altre aziende o settori lavorativi. La formazione generale: formazione che implica insegnamenti non solo, o principalmente, applicabili alla situazione presente dell occupato o a future posizioni nell impresa assistita, ma che procura qualifiche che sono ampiamente trasferibili ad altre aziende o settori lavorativi e grazie alle quali, in sostanza, si migliora la possibilità di collocamento dell occupato. La formazione è considerata generale se, per esempio, è organizzata insieme da diverse imprese indipendenti, o se gli occupati di diverse imprese se ne possono avvalere. È ancora considerata generale se è riconosciuta, certificata o convalidata dall autorità pubblica o da organismi a tanto delegati dallo stato membro o dalla Comunità. Costi del personale docente; spese di trasferta del personale docente e dei destinatari della formazione; altre spese correnti (materiali, forniture, ecc.); ammortamento degli strumenti e delle attrezzature, per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione; costi dei servizi di consulenza sull iniziativa di formazione; costi per i destinatari della formazione fino all importo totale dei costi ammissibili anzidetti. Massimali d aiuto Percentuali lorde Formazione Formazione specifica generale Tasso standard (grandi imprese al di fuori delle regioni assistite) 25% 50% Aumento del tasso standard: PMI +10% 20% Regioni di cui all art a) +10% +10% Regioni di cui all art c) 5% 5% Beneficiari: categorie di lavoratori svantaggiati +10% +10% Notifica Altre condizioni Le misure di aiuto che soddisfano le condizioni definite nel Regolamento sono esentate dalla notificazione ex ante. Tuttavia grandi progetti di formazione (aiuto erogato a una singola impresa e per un singolo progetto superiore a di Euro) non sono esentati dalla notificazione individuale. Entro 20 giorni lavorativi seguenti l attivazione del regime di aiuti esentato o l erogazione dell aiuto singolo esentato, lo Stato membro deve sottoporre alla Commissione una sintetica descrizione della misura di aiuto. 35

37 Scheda 9 Elementi di aiuto connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità. Riferimenti Scopo Principio La presente scheda sintetizza la Comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche autorità (GU C 209, 10/7/1997, pag. 3). Lo scopo della comunicazione è quello di: descrivere una procedura semplice che consenta agli Stati membri di trattare le vendite di terreni e fabbricati in modo che siano esclusi a priori elementi di aiuti di Stato; indicare le fattispecie di vendite di terreni e fabbricati che devono essere notificate alla Commissione. La Commissione ritiene che la vendita di terreni o fabbricati da parte di una pubblica autorità non contenga elementi di aiuto se è stata seguita una delle due procedure qui elencate: la vendita è stata conclusa sulla base di una procedura di offerta aperta e incondizionata, sufficientemente pubblicizzata, di modo che il prezzo di vendita sia determinato dal valore di mercato, e aggiudicata al migliore o all unico offerente; la vendita è effettuata al valore di mercato quale stabilito da periti indipendenti. Il prezzo a cui il terreno o i fabbricati interessati sono venduti deve corrispondere almeno al prezzo indicato dal perito estimatore indipendente nella sua valutazione. Se, dopo ragionevoli tentativi di vendita al valore indicato dalla perizia, risulta impossibile vendere il terreno o i fabbricati a quel prezzo, potrà essere considerato conforme alle condizioni del mercato uno scarto massimo del 5% rispetto a tale valore d origine. Gli Stati membri devono notificare alla Commissione, ferma restando la regola de minimis (cfr. scheda 1) qualsiasi vendita che non sia stata conclusa conformemente a una delle due procedure sopra descritte. 36

38 Scheda 10 Misure sul capitale di rischio. Riferimenti Obiettivo Si applicano soltanto a regimi relativi al capitale di rischio destinato alle PMI. Misure finalizzate a fornire o pro- muovere l investimento in risk equity o quasi-equity alle imprese nella loro fase di start up o di espansione. Le misure a favore del capitale di rischio devono specificamente escludere la concessione di aiuti alle imprese in difficoltà e alle imprese del settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell acciaio. I presenti orientamenti non si applicano agli aiuti a favore di attività connesse all esportazione. La Commissione presterà particolare attenzione alla necessità di impedire che i presenti orientamenti vengano utilizzati per eludere i principi fissati nelle discipline, orientamenti e regolamenti in vigore. Campo di applicazione Sussistenza di aiuti di stato Criteri per valutare le misure sul. capitale di rischio Questa scheda sintetizza i contenuti di Orientamenti comunitari sugli aiuti di stato destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese (GU C 194, 18/8/2006, pag.2). Obiettivo della comunicazione è definire i criteri che la Commissione può applicare nella valutazione della compatibilità delle misure per il capitale di rischio con l articolo 87.3.c. del trattato. Quando accerta fondi per il capitale di rischio, la Commissione esamina se sussista aiuto di stato a ciascuno dei seguenti livelli: aiuti agli investitori: quando una misura consente agli investitori di partecipare a un fondo di capitale di rischio a condizioni più favorevoli che in assenza della misura stessa, allora quegli investitori ricevono aiuti di stato. Lo stesso criterio si applica quando gli investitori partecipano ad un fondo a condizioni più favorevoli degli investitori pubblici; aiuto a favore di un fondo di investimento, di un veicolo di investimento o del relativo gestore. Normalmente il fondo è un mero veicolo per il trasferimento di un aiuto, piuttosto che il beneficiario stesso dell aiuto. Tuttavia, in certi casi (quali ad esempio le misure fiscali o altre misure che comportano trasferimenti diretti a favore di un veicolo di investimento o di un fondo esistente, che raggruppano un gran numero di investitori diversi e che si configurano come imprese indipendenti) può costituire aiuto, a meno che l investimento non venga fatto a condizioni accettabili per un normale operatore economico all interno di un economia di mercato (che dunque non conferirebbero alcun vantaggio al beneficiario); aiuti alle imprese nelle quali vengono effettuati gli investimenti: le imprese non sono considerate come beneficiarie di aiuti se l investimento è avvenuto a condizioni accettabili per un investitore privato un una economia di mercato in assenza di alcun intervento statale. A questo scopo, la Commissione verifica, tra le altre cose, se le decisioni di investimento sono legate ad uno scopo di lucro, correlate ad un ragionevole business plan, e soggette ad una strategia realistica esistente. La Commissione valuta la compatibilità dell aiuto con le misure di capitale di rischio tenendo presente l effetto incentivante, la necessità dell aiuto, la sussistenza di un fallimento di mercato e la proporzionalità dell aiuto. Gli orientamenti stabiliscono una serie di condizioni sulla base delle quali la Commissione valuta la compatibilità degli aiuti sotto forma di capitale di rischio con l articolo 87, paragrafo 3, lettera c). Per le misure in linea con questi criteri, la Commissione ritiene che i presupposti relativi all effetto di incentivazione, alla necessità e alla proporzionalità della misura a favore del capitale di rischio siano rispettati e che il bilancio complessivo sia positivo. Questi criteri includono: livello massimo delle tranche di investimento di 1,5 milioni di Euro per PMI su un periodo di dodici mesi; restrizione al finanziamento delle fasi seed, start up e di espansione per le piccole imprese o per le medie imprese situate in zone assistite; prevalenza di strumenti di investimento equity e quasi-equity (almeno il 70 % degli stanziamenti complessivi delle misure); partecipazione obbligatoria di investitori privati (per almeno il 50 % dell investimento, o il 30 % in caso di misure destinate a PMI situate in zone assistite); decisioni di investimento orientate alla realizzazione di un profitto; gestione commerciale. Le misure a favore del capitale di rischio che non soddisfano le condizioni sotto elencate sono oggetto di una valutazione più dettagliata basata su uno studio finalizzato a verificare il maggiore grado di disfunzione del mercato, l ampiezza della carenza di capitale proprio, la distorsione della concorrenza. 37

39 Criteri per valutare le misure sul. capitale di rischio La Commissione valuta come effetti positivi per lo studio di valutazione i seguenti elementi: esistenza e prova di una disfunzione del mercato; adeguatezza dello strumento; effetto di incentivazione e necessità dell aiuto: - gestione commerciale, - presenza di un comitato di investimento, - dimensioni della misura/del fondo, - presenza di Business Angels; proporzionalità bando di gara aperto per gestori bando di gara o invito pubblico agli investitori. La Commissione bilancia questi elementi positivi con i seguenti effetti negativi potenziali: esclusione degli investimenti privati; altre distorsioni della concorrenza, visto che non si può escludere che le misure a favore del capitale di rischio abbiano l effetto di mantenere in vita imprese o settori inefficienti che altrimenti scomparirebbero. Inoltre, un eccesso di offerta di finanziamento in capitale di rischio a imprese inefficienti può artificialmente aumentarne la valutazione e distorcere pertanto il mercato del capitale di rischio al livello dei fornitori di fondi, che dovrebbero pagare prezzi più elevati per acquisire tali imprese. Gli aiuti settoriali possono inoltre mantenere la produzione in settori non competitivi, mentre gli aiuti regionali possono determinare una distribuzione inefficiente dei fattori di produzione tra le regioni. 38

40 Scheda 11 Servizi di interesse economico generale. Riferimenti Questa scheda sintetizza i contenuti della Decisione della Commissione del 28 novembre 2005 riguardante l applicazione dell articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi d interesse economico generale (GU L 312, 29/11/2005, pagg.67-73); Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (GU C 297, 29/11/2005, pagg.4-7); Direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all interno di talune imprese (GU L 318, 17/11/2006, pagg.17-25). Obiettivo Campo di applicazione Concetti Misure Obiettivo della Decisione e della Disciplina è fornire una maggiore certezza legale per il finanziamento dei servizi di interesse economico generale. Esse seguono la sentenza Altmark della Corte di Giustizia e sono stabilite per assicurare che le imprese ricevano il sostegno pubblico per coprire i costi determinati dall adempimento degli obblighi di servizio pubblico, nonché di un margine di utile ragionevole, del capitale proprio necessario per l adempimento di detti obblighi. La Decisione e la Disciplina si applicano soltanto alle imprese incaricate di servizi d interesse economico generale come definite nel trattato. Si applicano soltanto alle imprese che svolgono attività economiche, poiché il sostegno finanziario concesso a soggetti che non esercitano attività economiche non costituisce aiuto di Stato. Servizi di interesse economico generale (SIEG): attività economiche che le autorità pubbliche indicano di particolare importanza per i cittadini e che non possono essere sostituite (o possono essere sostituite sotto determinate condizioni) se non ci sono interventi pubblici. L attività deve possedere particolari caratteristiche se comparata con interessi economici generali di altre attività economiche. I criteri Altmark indicano le condizioni stabilite nella giurisprudenza della Corte rispetto alle quali le compensazioni dei SIEG non costituiscono aiuti di Stato. In breve: le attività qualificate come SIEG nonché i suoi obiettivi e obblighi devono essere definiti in modo chiaro; i parametri per il calcolo della compensazione devono essere definiti in modo obiettivo e trasparente e stabiliti previamente; la compensazione non può eccedere quanto necessario per coprire i costi derivanti dall adempimento degli obblighi di servizio pubblico, nonché di un margine di utile ragionevole; quando la scelta dell impresa da incaricare dell esecuzione di obblighi di servizio pubblico non venga effettuata mediante una procedura di appalto pubblico, il livello della necessaria compensazione deve essere determinato sulla base di un analisi dei costi che dovrebbe sostenere un impresa media, gestita in modo efficiente e dotata di adeguati mezzi di trasporto. 1. Decisione La Decisione precisa a quali condizioni determinati tipi di compensazioni degli obblighi di servizio pubblico costituiscono aiuti di Stato compatibili con le norme sugli aiuti di stato, esenta le compensazioni che soddisfano le condizioni previste dall obbligo di notifica preventiva. Condizioni: un incarico di servizio pubblico chiaramente definito; nessuna sovra-compensazione; compensazione di importo annuo inferiore a 30 milioni di Euro per beneficiario; fatturato totale inferiore a 100 milioni di Euro per beneficiario. Non ci sono limiti per l ammontare della compensazione: ospedali; edilizia popolare; collegamenti aerei o marittimi verso le isole; aeroporti e porti sotto specifiche soglie definite in base al numero dei passeggeri. 2. Disciplina La Disciplina precisa le condizioni in base alle quali le compensazioni non rientranti nella Decisione sono compatibili con le regole delgi aiuti di stato. Tale compensazione deve essere notificata alla Commissione in considerazione del maggior rischio di distorsione della concorrenza. Le norme sono dettate per assicurare che non vi sia sovracompensazione (compensazione che eccede i costi netti del servizio pubblico) né un extra-sussidio (compensazione utilizzata per un settore aperto alla concorrenza), dal momento che tali circostanze non possono esser compatibili con il trattato. 39

41 40 3. Direttiva sulla trasparenza La Direttiva sulla trasparenza chiarisce che le imprese che ricevono compensazioni e che operano sia per il servizio pubblico sia in altri settori sono soggetto all obbligo di tenere una contabilità separata per le loro differenti attività, in modo tale che sia possibile accertare l assenza di una sovra-compensazione.

42 5. Appendice normativa

43

44 5. Appendice normativa 5.1 Trattato che istituisce la Comunità europea Parte terza Politiche della Comunità; Titolo VI Norme comuni sulla concorrenza, sulla fiscalità e sul ravvicinamento delle legislazioni; Capo 1 Regole di concorrenza; Sezione 2 Aiuti concessi dagli Stati Articolo 87 (ex articolo 92) 1. Salvo deroghe contemplate dal presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. 2. Sono compatibili con il mercato comune: a) gli aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a condizione che siano accordati senza discriminazioni determinate dall origine dei prodotti, b) gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, c) gli aiuti concessi all economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania che risentono della divisione della Germania, nella misura in cui sono necessari a compensare gli svantaggi economici provocati da tale divisione. 3. Possono considerarsi compatibili con il mercato comune: a) gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, b) gli aiuti destinati a promuovere la realizzazione di un importante progetto di comune interesse europeo oppure a porre rimedio a un grave turbamento dell economia di uno Stato membro, c) gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse, d) gli aiuti destinati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio, quando non alterino le condizioni degli scambi e della concorrenza nella Comunità in misura contraria all interesse comune, e) le altre categorie di aiuti, determinate con decisione del Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. Articolo 88 (ex articolo 93) 1. La Commissione procede con gli Stati membri all esame permanente dei regimi di aiuti esistenti in questi Stati. Essa propone a questi ultimi le opportune misure richieste dal graduale sviluppo o dal funzionamento del mercato comune. 2. Qualora la Commissione, dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni, constati che un aiuto concesso da uno Stato, o mediante fondi statali, non è compatibile con il mercato comune a norma dell articolo 87, oppure che tale aiuto è attuato in modo abusivo, decide che lo Stato interessato deve sopprimerlo o modificarlo nel termine da essa fissato. Qualora lo Stato in causa non si conformi a tale decisione entro il termine stabilito, la 43

45 Commissione o qualsiasi altro Stato interessato può adire direttamente la Corte di giustizia, in deroga agli articoli 226 e 227. A richiesta di uno Stato membro, il Consiglio, deliberando all unanimità, può decidere che un aiuto, istituito o da istituirsi da parte di questo Stato, deve considerarsi compatibile con il mercato comune, in deroga alle disposizioni dell articolo 87 o ai regolamenti di cui all articolo 89, quando circostanze eccezionali giustifichino tale decisione. Qualora la Commissione abbia iniziato, nei riguardi di tale aiuto, la procedura prevista dal presente paragrafo, primo comma, la richiesta dello Stato interessato rivolta al Consiglio avrà per effetto di sospendere tale procedura fino a quando il Consiglio non si sia pronunciato al riguardo. Tuttavia, se il Consiglio non si è pronunciato entro tre mesi dalla data della richiesta, la Commissione delibera. 3. Alla Commissione sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti. Se ritiene che un progetto non sia compatibile con il mercato comune a norma dell articolo 87, la Commissione inizia senza indugio la procedura prevista dal paragrafo precedente. Lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale. Articolo 89 (ex articolo 94) Il Consiglio, con deliberazione a maggioranza qualificata su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, può stabilire tutti i regolamenti utili ai fini dell applicazione degli articoli 87 e 88 e fissare in particolare le condizioni per l applicazione dell articolo 88, paragrafo 3, nonché le categorie di aiuti che sono dispensate da tale procedura. 5.2 Elenco dei documenti citati e della legislazione comunitaria in vigore in materia di aiuti di Stato Regolamento (CE) 659/99 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell articolo 93 del trattato CE (attualmente articolo 88) GU L 83, 27/03/1999, pag. 5. Regolamento (CE) 794/04 della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) 659/99 del Consiglio recante modalità di applicazione dell articolo 93 del trattato CE (GU L 140 del 30/4/2004, pagg ). Rettifica del regolamento (CE) 794/04 della Commissione, del 21 aprile 2004, recante disposizioni di esecuzione del regolamento (CE) 659/99 del Consiglio recante modalità di applicazione dell articolo 93 del trattato CE (GU L 140 del 30/4/2004, GU L 25 del 28/1/2005, pag. 74). Regolamento della Commissione (CE) 1998/06 del 15 dicembre 2006 sull applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti de minimis (GU L 379, 28/12/2006, pag. 5) Regolamento della Commissione (CE) 1998/06 del 15 dicembre 2006 sull applicazione Regolamento della Commissione (CE) 70/01 del 12 gennaio 2001 sull applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di stato alle piccole e medie Imprese e successive integrazioni e modifiche (GU L 10, del 13/1/2001, pag. 33). Disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo (GU C 323, 30/12/2006, pag. 1) Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell ambiente (GU C 37, 3/2/2001, pag. 3). La Disciplina è in corso di revisione. Orientamenti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (GU C 244, del 1/10/2004) Regolamento (CE) 2204/2002 della Commissione del 12 dicembre 2002 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell occupazione (GU L 337, del 13/12/2002, pag. 3). Regolamento (CE) 2204/02 della Commissione del 12 dicembre 2002 relativo all applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore dell occupazione (GU L 337, del 13/12/02, pag. 3). Comunicazione della Commissione relativa agli elementi di aiuto di Stato connessi alle vendite di terreni e fabbricati da parte di pubbliche 44

46 autorità (GU C 209, 10/7/1997, pag, 3). Orientamenti comunitari sugli aiuti di stato destinati a promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle piccole e medie imprese (GU C 194, 18/8/2006, pag. 2). Decisione della Commissione del 28 novembre 2005 riguardante l applicazione dell articolo 86, paragrafo 2, del trattato CE agli aiuti di Stato sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico, concessi a determinate imprese incaricate della gestione di servizi d interesse economico generale (GU L 312, 29/11/2005, pagg ) Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato concessi sotto forma di compensazione degli obblighi di servizio pubblico (GU C 297, 29/11/2005, pagg. 4-7) Direttiva 2006/111/CE della Commissione, del 16 novembre 2006, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie tra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche e alla trasparenza finanziaria all interno di talune imprese (GU L 318, 17/11/2006, pagg ). 45

47 5.3 Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale dell Italia Mappe degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo Proposta italiana 12 giugno Aree 87.3 Nuts III ammissibili secondo il punto 30 degli orientamenti Aree ammissibili all 87.3.c) : Comuni interi Aree ammissibili all 87.3.c) : Comuni parziali Nuts II ammissibili all 87.3.a) Nuts II ammissibili all 87.3.a) : con decalage Nuts II ammissibili all 87.3.a) : ad effetto statistico La Carta nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale proposta dall Italia alla Commissione europea, DG Concorrenza, indica le zone all interno delle quali potranno essere erogati aiuti di Stato, ai sensi delle deroghe previste dal Trattato UE (articoli 87.3 a) e c) ). Per il periodo , le Regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia rientrano interamente nelle aree a), zone che presentano un livello di PIL inferiore al 75% della media comunitaria, nelle quali l aiuto a finalità regionale può essere più intenso. Fino al 31/12/2010 rientra in tale status anche la Basilicata, che non rispetta il parametro (del PIL inferiore al 75%) solo per l effetto statistico dell ingresso dei nuovi Paesi nell UE. Il mantenimento di questa regione in tale status (o il suo trasferimento tra le aree 87.3.c.) sarà oggetto di verifica nel Tra le aree a) la Calabria, fino al 2011, avrà un intensità di aiuti maggiore rispetto alle altre regioni, per evitare una ridu- 46

48 2. Aree in phasing out Aree ammissibili al sostegno transitorio 87.3.c) : Comuni interi Aree ammissibili al sostegno transitorio 87.3.c) : Comuni parziali zione troppo elevata rispetto al periodo 2000/06. Rientrano nelle aree c), ove è possibile concedere aiuti a finalità regionale di intensità inferiore, alcune zone del Paese diverse da quelle a), identificate, sulla base delle indicazioni delle singole Regioni, a livello comunale o sub-comunale (zone censuarie). Allo scopo di attenuare l impatto della riduzione del livello di aiuti sono state individuate (fig. 2) aree a sostegno transitorio o phasing out fino al 31/12/2008. Le regioni maggiormente interessate dalla deroga 87.3 c) sono la Sardegna, il Molise, l Abruzzo, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio. 47

Manuale sul diritto degli aiuti di stato

Manuale sul diritto degli aiuti di stato Manuale sul diritto degli aiuti di stato AUTONOME PROVINZ BOZEN - SÜDTIROL Abteilung 39 - Europa PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - ALTO ADIGE Ripartizione 39 - Europa Testi: Dr. Thomas Mathà LL.M., Dr. Arno

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

LINEE GUIDA SULL AMMISSIBILITÀ DELLE SPESE RELATIVE ALLO SVILUPPO RURALE E A INTERVENTI ANALOGHI

LINEE GUIDA SULL AMMISSIBILITÀ DELLE SPESE RELATIVE ALLO SVILUPPO RURALE E A INTERVENTI ANALOGHI RETE RURALE NAZIONALE Commissione Europea 2 0 0 7-2 0 1 3 LINEE GUIDA SULL AMMISSIBILITÀ DELLE SPESE RELATIVE ALLO SVILUPPO RURALE E A INTERVENTI ANALOGHI DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO Direzione

Dettagli

(Atti legislativi) DIRETTIVE

(Atti legislativi) DIRETTIVE 28.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 94/1 I (Atti legislativi) DIRETTIVE DIRETTIVA 2014/23/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 sull aggiudicazione dei contratti

Dettagli

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO COMMISSIONE EUROPEA Strasburgo, 13.1.2015 COM(2015) 10 final 2015/0009 (COD) Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che

Dettagli

LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente

LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente LA DIRETTIVA SERVIZI Guida all utente In collaborazione con Formez Pubblicazione a cura di Lidia Germani, Dirigente coordinatore del Servizio I Libera circolazione delle Persone e dei servizi e professioni

Dettagli

L 114/64 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 27.4.2006

L 114/64 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 27.4.2006 L 114/64 IT Gazzetta ufficiale dell Unione europea 27.4.2006 DIRETTIVA 2006/32/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 aprile 2006 concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE LIBRO VERDE SUI SERVIZI DI INTERESSE GENERALE. (Presentato dalla Commissione)

COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE LIBRO VERDE SUI SERVIZI DI INTERESSE GENERALE. (Presentato dalla Commissione) COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE Bruxelles, 21.5.2003 COM(2003) 270 definitivo LIBRO VERDE SUI SERVIZI DI INTERESSE GENERALE (Presentato dalla Commissione) INDICE Introduzione... 3 1. Contesto... 6

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione

Autorità Nazionale Anticorruzione Autorità Nazionale Anticorruzione VIGILANZA CONTRATTI PUBBLICI Bozza di Determinazione Linee guida per l'affidamento delle concessioni di lavori pubblici e di servizi ai sensi dell articolo 153 del decreto

Dettagli

Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni

Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni 2006R1083 IT 25.12.2008 002.001 1 Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni B REGOLAMENTO (CE) N. 1083/2006 DEL CONSIGLIO dell'11 luglio

Dettagli

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 25.1.2012 COM(2012) 11 final 2012/0011 (COD) Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 20.6.2014 IT Gazzetta ufficiale dell'unione europea L 181/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 639/2014 DELLA COMMISSIONE dell 11 marzo 2014 che integra il regolamento (UE)

Dettagli

ATTO DI INDIRIZZO LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DI ESERCIZIO AGENZIA PER LE ONLUS DEGLI ENTI NON PROFIT

ATTO DI INDIRIZZO LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DI ESERCIZIO AGENZIA PER LE ONLUS DEGLI ENTI NON PROFIT AGENZIA PER LE ONLUS ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001 n. 329 LINEE GUIDA E SCHEMI PER LA REDAZIONE DEI BILANCI DI ESERCIZIO DEGLI ENTI NON PROFIT Approvato

Dettagli

AVVISO PUBBLICO START-UP, START-HOPE SOSTEGNO ALLE PICCOLE NUOVE IMPRESE INNOVATIVE

AVVISO PUBBLICO START-UP, START-HOPE SOSTEGNO ALLE PICCOLE NUOVE IMPRESE INNOVATIVE AVVISO PUBBLICO START-UP, START-HOPE SOSTEGNO ALLE PICCOLE NUOVE IMPRESE INNOVATIVE POR FESR ABRUZZO 2007-2013 ATTIVITA I.2.2. Indice Art. 1 Finalità del presente Avviso... 4 Art. 2 Caratteristiche tecniche

Dettagli

LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DI OPERAZIONI COFINANZIATE DAL FONDO SOCIALE EUROPEO

LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DI OPERAZIONI COFINANZIATE DAL FONDO SOCIALE EUROPEO LINEE GUIDA PER LA REALIZZAZIONE DI OPERAZIONI COFINANZIATE DAL FONDO SOCIALE EUROPEO Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità Servizio programmazione e gestione interventi formativi

Dettagli

LE AGEVOLAZIONI PER LE ASSUNZIONI DI PERSONALE

LE AGEVOLAZIONI PER LE ASSUNZIONI DI PERSONALE LE AGEVOLAZIONI PER LE ASSUNZIONI DI PERSONALE Le normative finalizzate alle agevolazioni in materia di assunzione di personale sono state, nel corso degli anni, oggetto di continue innovazioni, cambiamenti,

Dettagli

Acquisti sociali. Una guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici

Acquisti sociali. Una guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici Acquisti sociali Una guida alla considerazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici Questa pubblicazione è sostenuta nell ambito del programma comunitario per l occupazione e la solidarietà sociale

Dettagli

Aiuto di Stato N 722/2009 - Italia (regione Lazio) Regime di aiuto a favore del capitale di rischio (Fondo di capitale di rischio POR I.

Aiuto di Stato N 722/2009 - Italia (regione Lazio) Regime di aiuto a favore del capitale di rischio (Fondo di capitale di rischio POR I. COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles,1.9.2010 C(2010)6068 Oggetto: Aiuto di Stato N 722/2009 - Italia (regione Lazio) Regime di aiuto a favore del capitale di rischio (Fondo di capitale di rischio POR I.3 Lazio)

Dettagli

L aggiudicazione di un PPP e l utilizzo del dialogo competitivo in Europa. Un indagine sulle pratiche nell UE

L aggiudicazione di un PPP e l utilizzo del dialogo competitivo in Europa. Un indagine sulle pratiche nell UE European PPP Expertise Centre European PPP Expertise Centre European PPP Expertise Centre European PPP Expertise Centre L aggiudicazione di un PPP e l utilizzo del dialogo competitivo in Europa Un indagine

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 12.5.2004 COM(2004) 374 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO

Dettagli

Roma, aprile 2012 L EVOLUZIONE NEI RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ,

Roma, aprile 2012 L EVOLUZIONE NEI RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ, Roma, aprile 2012 L EVOLUZIONE NEI RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ, TERRITORIO E MONDO DEL LAVORO IN ITALIA: Un riepilogo delle principali trasformazioni degli ultimi venti anni di Cristiana Rita Alfonsi e Patrizia

Dettagli

ACCORDO INTERINALE sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall altra

ACCORDO INTERINALE sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall altra L 28/2 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 30.1.2010 ACCORDO INTERINALE sugli scambi e sulle questioni commerciali tra la Comunità europea, da una parte, e la Repubblica di Serbia, dall altra LA COMUNITÀ

Dettagli

IT 2014. La Commissione ha gestito in maniera efficace l integrazione del sostegno accoppiato nel regime di pagamento unico? Relazione speciale

IT 2014. La Commissione ha gestito in maniera efficace l integrazione del sostegno accoppiato nel regime di pagamento unico? Relazione speciale IT 2014 n. 08 Relazione speciale La Commissione ha gestito in maniera efficace l integrazione del sostegno accoppiato nel regime di pagamento unico? CORTE DEI CONTI EUROPEA CORTE DEI CONTI EUROPEA 12,

Dettagli

LA RETE DI IMPRESE Istruzioni per l uso

LA RETE DI IMPRESE Istruzioni per l uso LA RETE DI IMPRESE Istruzioni per l uso MARZO 2013 Con la collaborazione scientifica di La presente pubblicazione* è frutto dell attività di un gruppo di lavoro composto da: Massimiliano Di Pace, Riccardo

Dettagli

Possibili contenuti di un contratto decentrato integrativo Indice ragionato. Comparto Regioni e Autonomie locali Personale non dirigente

Possibili contenuti di un contratto decentrato integrativo Indice ragionato. Comparto Regioni e Autonomie locali Personale non dirigente Possibili contenuti di un contratto decentrato integrativo Indice ragionato Comparto Regioni e Autonomie locali Personale non dirigente Marzo 2013 INDICE INTRODUZIONE... 3 1. DISCIPLINA GENERALE DELLA

Dettagli

Linee guida dell Associazione Bancaria Italiana per l adozione di modelli organizzativi sulla responsabilità amministrativa delle banche

Linee guida dell Associazione Bancaria Italiana per l adozione di modelli organizzativi sulla responsabilità amministrativa delle banche Linee guida dell Associazione Bancaria Italiana per l adozione di modelli organizzativi sulla responsabilità amministrativa delle banche (d.lgs. n. 231/2001) INDICE Capitolo I IL D.LGS. n. 231/2001 1.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE SOCIALI

REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI DIREZIONE GENERALE DELLE POLITICHE SOCIALI UNIONE EUROPEA FONDO SOCIALE EUROPEO REPUBBLICA ITALIANA MINISTERO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI ASSESSORATO DELL IGIENE E SANITA E DELL ASSISTENZA SOCIALE DIREZIONE GENERALE DELLE

Dettagli

ALLEGATO A BANDO PER LA CONCESSIONE DI PICCOLI PRESTITI DI EMERGENZA ALLE MICROIMPRESE

ALLEGATO A BANDO PER LA CONCESSIONE DI PICCOLI PRESTITI DI EMERGENZA ALLE MICROIMPRESE ALLEGATO A BANDO PER LA CONCESSIONE DI PICCOLI PRESTITI DI EMERGENZA ALLE MICROIMPRESE 1. FINALITÀ E RISORSE 1.1 Finalità e obiettivi La Regione Toscana, al fine di sostenere le microimprese toscane e

Dettagli

OIC 24 Immobilizzazioni immateriali Sintesi dei principali interventi

OIC 24 Immobilizzazioni immateriali Sintesi dei principali interventi OIC 24 Immobilizzazioni immateriali Sintesi dei principali interventi Svalutazioni per perdite durevoli di valore: attualmente la disciplina relativa alle svalutazioni per perdite durevoli di valore è

Dettagli

la nuova PAC una guida pratica per una visione di insieme

la nuova PAC una guida pratica per una visione di insieme una guida pratica per una visione di insieme sommario Presentazione 3 I pilastri della 4 Uno sguardo d insieme 5 Le novità per il I Pilastro 6 Le novità per il II Pilastro 9 Glossario 12 Il volume è frutto

Dettagli