PRECLUSIONI ISTRUTTORIE: QUESTIONI PRINCIPALI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PRECLUSIONI ISTRUTTORIE: QUESTIONI PRINCIPALI"

Transcript

1 Incontro di studio in materia di diritto processuale civile in data 24 novembre 2001, presso l Aula Magna del Palazzo di Giustizia Bruno Caccia TORINO, intitolato L obiettivo sulla riforma processuale, organizzato dall Ufficio dei referenti per la formazione decentrata presso la Corte di appello di Torino. PRECLUSIONI ISTRUTTORIE: QUESTIONI PRINCIPALI 1. Cenni introduttivi. Questa breve relazione si propone di trattare sinteticamente alcune delle principali questioni in materia di preclusioni istruttorie, limitatamente al giudizio ordinario di primo grado avanti al Tribunale. Com è noto, una delle principali novità del nuovo processo civile è stata quella di eliminare la sovrapposizione tra fase di trattazione (ossia quella relativa al c.d. thema decidendum) e fase di istruzione in senso stretto (ossia quella relativa al c.d. thema probandum), dovendo prima determinarsi il quadro delle domande ed eccezioni proposte e dei fatti controversi e, soltanto in un secondo momento, porsi il problema della prova di tali fatti. Il legislatore ha perseguito tale obiettivo essenzialmente attraverso l introduzione di limiti temporali, entro i quali le parti devono fissare i fatti (deduzioni di merito) e, in un momento immediatamente successivo, alla luce di tali fatti, avanzare le richieste di prove (deduzioni istruttorie) (sempre che il giudice non ritenga la causa matura per la decisione, ai sensi dell art. 187 c.p.c., richiamato dal primo comma dell art. 184 cpc, e 80 bis disp. att. c.p.c.). In linea di principio, può dirsi che, attualmente, le due fasi cui si è accennato sono nettamente separate, come si evince dalla lettura degli artt. 183 e 184 cpc. Sottolinea l articolazione in fasi distinte, sia sotto il profilo concettuale, sia sotto quello temporale, la seguente pronuncia del Tribunale di Milano: - Tribunale Milano, 8 maggio 1997 (in Nuova giur. civ. commentata 1998, I, 577 con nota di DALMOTTO ed in Giur. it. 1998, 2309): Il processo civile si articola in varie fasi distinte non solo concettualmente ma anche nella loro successione temporale. La prima, di proposizione delle domande e delle eccezioni, con allegazione dei fatti dedotti a fondamento di esse, diretta alla definizione del thema decidendum sottoposto al giudice si conclude con la chiusura della prima udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c. ovvero con la scadenza dei termini (perentori) in quella sede fissati dal giudice, su richiesta di parte ai sensi del comma ultimo del medesimo art. 183.

2 La fase successiva, che si sviluppa nell udienza ex art. 184 e nell eventuale sua appendice costituita dalle memorie istruttorie autorizzate, ai sensi del comma 1 dello stesso articolo, dal giudice (che a tal fine assegna termini di natura perentoria) è diretta alla definizione del thema probandum. La terza fase, dell istruzione probatoria, è diretta all assunzione delle prove ammesse. In ultimo c è la fase della decisione. Tale scansione di regola non tollera deroghe; e il mancato rispetto dei tempi stabiliti per la definizione del thema decidendum e del thema probandum determina la decadenza della parte dalla facoltà da un lato di "precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già formulate" e dall altro di completare le produzioni documentali "e indicare nuovi mezzi di prova. L art. 183, ai commi 1, 2, 3 e 4, prevede lo svolgimento di determinate attività e, precisamente, l interrogatorio libero delle parti, il tentativo di conciliazione, l eventuale richiesta di chiarimenti da parte del giudice, l indicazione delle eventuali questioni rilevabili d ufficio; l eventuale proposizione da parte dell attore di domande conseguenti alla domanda riconvenzionale od alle eccezioni del convenuto; l eventuale autorizzazione (su richiesta) all attore a chiamare in causa un terzo; l eventuale precisazione o modificazione delle domande, eccezioni e conclusioni. A seguito dell esaurimento delle suddette attività, possono delinearsi varie possibilità, che verranno esaminate nei paragrafi che seguono. 2. Preclusioni istruttorie nel caso di fissazione dei termini perentori previsti dall art. 183 ult. comma, c.p.c. (c.d. appendice scritta) e dell udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. Una prima possibilità, espressamente prevista dall art. 183 ult. comma c.p.c., è quella in cui, stante l espressa richiesta dei difensori delle parti, il Giudice Istruttore fissa alle stesse un termine perentorio non superiore a trenta giorni per il deposito di memorie contenenti precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte e concede altresì alle parti un successivo termine perentorio non superiore a trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove o modificate dell altra parte e per proporre le eccezioni che siano conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime (c.d. appendice scritta). In tale caso, con la stessa Ordinanza il Giudice fissa l udienza per i provvedimenti di cui all articolo 184. All udienza così fissata, poi, il Giudice Istruttore si pronuncia sull ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova eventualmente proposti dalle parti con Ordinanza pronunciata direttamente in udienza (cfr. art. 184, 1 comma, c.p.c.) oppure fuori udienza, entro i cinque giorni successivi, qualora si sia riservato ai sensi dell art. 186 c.p.c.. 2

3 In tal caso, le preclusioni istruttorie si verificheranno con la pronuncia della suddetta Ordinanza sull ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova o, in caso di riserva, all esito dell udienza. Naturalmente, indipendentemente dal fatto che vengano formulate o meno richieste istruttorie, il Giudice potrà invitare le parti a precisare le conclusioni ove ritenga la causa matura per la decisione senza bisogno di assunzione di mezzi di prova oppure affinché venga decisa una questione di merito avente carattere preliminare (la cui decisione possa definire il giudizio) od una questione pregiudiziale, così come previsto dall art. 187 c.p.c., espressamente richiamato dal primo comma dell art. 184 cpc (cfr. anche 80 bis disp. att. c.p.c. ), e pacificamente applicabile anche al procedimento davanti al Tribunale in composizione monocratica ex art. 281 bis c.p.c.. Può verificarsi che vengano ammesse in un secondo tempo prove originariamente non ammesse perché ritenute irrilevanti (come quando il loro rilievo emerga invece in sede di decisione) o subordinate alla prova di un fatto principale: in tal caso l ammissione sarà evidentemente possibile a condizione che dette prove siano state tempestivamente dedotte. 3. Preclusioni istruttorie nel caso di rinvio ad un udienza successiva (c.d. seconda udienza ex art. 184 c.p.c.) con fissazione dei termini perentori previsti dall art. 184, 1 e 2 comma, c.p.c. per le deduzioni istruttorie. Una volta fissata l udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c., su espressa istanza di parte, il Giudice Istruttore rinvia ad un udienza successiva, assegnando un termine perentorio entro il quale le parti possono produrre documenti e indicare nuovi mezzi di prova, nonché altro termine perentorio per l eventuale indicazione di prova contraria, così come previsto dall art. 184, 1 e 2 comma, c.p.c.. La concessione dei suddetti termini, in presenza della richiesta di parte, sembra essere obbligatoria da parte del giudice istruttore, nel senso che a quest ultimo non è consentita alcuna discrezionalità, salvo che ricorra una delle ipotesi previste dall art. 187 c.p.c. richiamate poc anzi. In quest ultimo caso, peraltro (ed anticipando quanto si dirà in seguito al paragrafo 14.C), qualora la causa venga poi rimessa in istruttoria perché, contrariamente alla valutazione provvisoria operata dal giudice istruttore, si ritenga necessaria un attività probatoria o perché la decisione sulle questioni preliminari e pregiudiziali non ha definito il giudizio, troverà applicazione l art. 187, 4 comma, c.p.c., per cui i termini ex art comma, non concessi prima dell assunzione in decisione, saranno assegnati dal giudice istruttore, su istanza di parte, nella prima udienza dinanzi a lui. Naturalmente, il termine per produrre documenti e indicare nuovi mezzi di prova dovrà essere assegnato anche se la relativa istanza sia stata presentata da una sola parte. 3

4 In tal caso, nonostante qualche opinione contraria (1), sembra preferibile ritenere che detto termine debba essere assegnato dal giudice soltanto alla parte istante e non anche alla controparte, alla quale dovrà invece essere assegnato il termine per l eventuale indicazione di prova contraria. Non c è dubbio che, nel caso di assegnazione dei termini perentori previsti dall art. 184, 1 comma, c.p.c., le preclusioni istruttorie si verifichino alla scadenza dei termini stessi: - cfr., sia pure per implicito, Tribunale Pistoia, 20 giugno 1997 (in Foro it. 1997, I, 3693): Deve essere respinta la richiesta di prove formulata in sede di conclusioni ove il giudice abbia precedentemente assegnato un termine perentorio per dedurre mezzi istruttori e per controdedurre. In particolare, deve ritenersi del tutto irrilevante l eventuale espressa riserva di richiedere ulteriori mezzi di prova dopo la scadenza dei termini perentori in questione: - cfr. in tal senso Tribunale Pistoia, 29 luglio 1998 (in Foro it. 1999, I, 3407): Decorsi i termini perentori di cui all art. 184 c.p.c., nonostante sia formulata espressa riserva, è preclusa alle parti ogni ulteriore richiesta istruttoria, salve le ipotesi della concessione di un termine a seguito dell ammissione di mezzi di prova officiosi e della rimessione in termini. E appena il caso di rilevare, poi, che i termini perentori non possono essere abbreviati o prorogati, nemmeno sull accordo delle parti (art. 153 c.p.c.). Si deve osservare che l art. 89, 1 comma, Legge n. 353/1990 ha abrogato sia il 2 comma dell art. 244 c.p.c. che, in materia di prova testimoniale, prevedeva che la parte contro cui era proposta la prova, anche quando si opponeva all ammissione, dovesse indicare a sua volta nella prima risposta le persone che intendeva fare interrogare ed i fatti sui quali dovevano essere interrogate, sia il successivo 3 comma, che prevedeva il potere del giudice istruttore, secondo le circostanze, di assegnare un termine perentorio alle parti per formulare o integrare tali indicazioni. - Ora, la soppressione di tali norme trova la sua ragion d essere non nel fatto che le norme abrogate siano divenute incompatibili con il nuovo sistema processuale, bensì nell assorbimento delle disposizioni particolari relative alle modalità ed alla disciplina temporale della deduzione delle prove testimoniali nella disciplina generale delineata, in maniera uniforme per tutti i mezzi di prova, dagli artt. 184 e 184 bis c.p.c.. - In particolare, per effetto dell abrogazione del 2 comma citato, la decadenza si verifica non più in occasione della prima risposta, bensì soltanto alla scadenza dei termini perentori assegnati dal giudice ex art. 184 c.p.c.. Quindi, se una parte indica i mezzi di prova nell atto introduttivo, la controparte potrà controdedurre per la prima volta anche soltanto a mezzo della memoria depositata ai sensi dell art. 184, 1 comma, c.p.c.. - L abrogazione del 3 comma, poi, pone il quesito se il giudice istruttore possa tutt ora sollecitare la riformulazione di prove inammissibili, ponendo così rimedio ai difetti di articolazione delle richieste istruttorie: la questione sarà trattata al paragrafo n. 10. L espressione prova contraria contenuta nel citato 1 comma dell art. 184 viene tradizionalmente riferita alla duplice figura della prova contraria diretta (cioè vertente 4

5 sugli stessi fatti dedotti dalla controparte) o indiretta (ossia vertente su fatti contrari o, comunque, incompatibili rispetto a quelli dedotti a prova diretta dell avversario). Ad avviso di chi scrive, peraltro, un limite alla prova contraria indiretta potrebbe essere rappresentato dalla introduzione di fatti nuovi e, dunque, inammissibili perché dedotti successivamente al verificarsi delle preclusioni di merito. 4. Non necessità di un apposita udienza ex art. 184 c.p.c. distinta da quella di trattazione ex art. 183 c.p.c.: Conseguenze in punto preclusioni istruttorie. Tutto ciò chiarito, occorre stabilire se le preclusioni istruttorie scattino o meno già all esito dell udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c. qualora nessuna delle parti abbia richiesto i termini previsti dal 5 comma del citato articolo (c.d. appendice scritta). Per affrontare adeguatamente la questione, occorre prima di tutto chiedersi se sia necessaria o meno un udienza ex art. 184 c.p.c., distinta da quella di trattazione ex art. 183 c.p.c., ossia se il legislatore abbia o meno tipizzato il provvedimento sull ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova all interno di un apposita udienza. Sembra preferibile la soluzione negativa, seguita dalla dottrina nettamente prevalente, tenuto conto che: - la non necessità di un apposita udienza ex art. 184 c.p.c. si evince chiaramente già dalla rubrica e dal contenuto dell art. 184 c.p.c., ove, a differenza degli artt. 180 e 183 c.p.c., non si parla di udienza se non nel caso del rinvio su istanza di parte; - ulteriore riprova è data da quanto espressamente previsto dall ultima parte dell ultimo comma dell art. 183 c.p.c. ( con la stessa ordinanza con la quale fissa il termine perentorio per il deposito delle memorie fissa anche l udienza per i provvedimenti di cui all articolo 184 ); - da tale norma si desume agevolmente che solo nel caso della c.d. appendice scritta (ossia della concessione dei termini previsti dall ultimo comma dell art. 183 c.p.c. su richiesta di parte) si rende necessaria un udienza alla quale collegare i suddetti termini; - del resto, dai lavori preparatori si evince che il legislatore ha voluto distinguere tra fasi (e non tra udienze) di trattazione (con la compiuta definizione del thema decidendum) ed istruttoria. La giurisprudenza sembra orientata in tal senso: - cfr. Pretura Firenze, 18 maggio 1998 (in Foro it. 1998, I, 2585): Allorché le parti, al termine della prima udienza di trattazione, abbiano concordemente richiesto la fissazione dell udienza di cui all art. 184 c.p.c., il giudice istruttore, nell accogliere siffatta istanza, ben può immediatamente assegnare alle parti medesime i termini perentori previsti dal citato art. 184, rinviando la causa ad un udienza posteriore alla scadenza di siffatti termini; in tal caso sono tardive ed inammissibili le richieste istruttorie formulate per la prima volta in tale successiva udienza. 5

6 Ove si aderisca a tale tesi, dovrebbe ritenersi che, a seguito dell esaurimento delle attività previste dall art. 183, 1, 2, 3 e 4 comma, c.p.c., qualora nessuna delle parti abbia richiesto i termini previsti dal 5 comma del citato articolo (c.d. appendice scritta): 1) il Giudice (fatta salva l applicazione dell art. 187 c.p.c. ) debba pronunciarsi senz altro sull ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova eventualmente proposti dalle parti (con Ordinanza pronunciata direttamente in udienza oppure fuori udienza qualora si sia riservato ai sensi dell art. 186 c.p.c. ). 2) il Giudice (fatta salva l applicazione dell art. 187 c.p.c.) debba invece, se vi è l espressa istanza di parte, rinviare ad un udienza successiva, assegnando un termine perentorio entro il quale le parti possono produrre documenti e indicare nuovi mezzi di prova, nonché altro termine perentorio per l eventuale indicazione di prova contraria (cfr. art. 184, 1 e 2 comma, c.p.c.). In sintesi, in base a tale tesi, il passaggio dall udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c. ad altra e diversa udienza dovrebbe avvenire unicamente nel caso in cui le parti abbiano chiesto i termini di cui al 5 comma del citato articolo (c.d. appendice scritta) oppure i termini previsti dal 1 comma dell art. 184 c.p.c.. Ove nessuna di tali richieste venga avanzata, il Giudice Istruttore dovrebbe quindi provvedere già all esito dell udienza di trattazione sulle deduzioni istruttorie avanzate dalle parti (evidentemente, negli atti introduttivi o a verbale di udienza ex art. 183 c.p.c.) o ai sensi dell art. 187 c.p.c.. La mancata richiesta del termine di cui all art. 183, 5 comma, o di cui all art. 184, 1 comma, determina, infatti, la definitiva preclusione dei poteri processuali istruttori delle parti già all esito dell udienza di trattazione, con la conseguente possibilità di ammissione solo delle prove precedentemente indicate negli atti introduttivi o nel corso dell udienza ex art. 183 c.p.c. (2). In particolare, successivamente (ad esempio, dopo l espletamento di una C.T.U. disposta all udienza di trattazione) le parti non potranno più né dedurre ulteriori mezzi di prova né richiedere la fissazione dell udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. (ossia, la c.d. prima udienza ex art. 184 c.p.c. ) né i termini previsti dall art. 184, 1 comma, c.p.c.. In giurisprudenza, oltre a Pretura Firenze, 18 maggio 1998 (in Foro it. 1998, I, 2585) citata poc anzi, può richiamarsi Tribunale Brindisi, 26 maggio 1997 (in Foro it. 1998, I, 2585 ): Nella prima udienza di trattazione, qualora le parti non chiedano né un termine per il deposito di memorie ai sensi dell art. 183 comma 5 c.p.c., né un termine per la produzione di documenti e l indicazione di nuovi mezzi di prova, il giudice istruttore può immediatamente esaminare le richieste istruttorie già avanzate; in tal caso non è ammessa la successiva produzione di nuovi documenti o la richiesta di nuovi mezzi di prova (nella specie, la concessione di termine perentorio per ulteriori deduzioni istruttorie ovvero la fissazione dell udienza di cui all'art. 184 c.p.c. erano state invocate dopo l espletamento della consulenza tecnica disposta dal giudice nella stessa prima udienza di trattazione). 6

7 In senso diverso si è, invece, espressa altra parte della dottrina (3), secondo cui ritenere che la mancata richiesta del termine di cui all art. 183, 5 comma, o di cui all art. 184, 1 comma, determini la definitiva preclusione dei poteri processuali istruttori delle parti già all esito dell udienza di trattazione, varrebbe a creare una preclusione non prevista dalla legge, in contrasto con i diritti di azione e di difesa costituzionalmente garantiti (cfr. art. 24 Cost.), mentre la preclusione di cui all art. 184 si dovrebbe produrre piuttosto soltanto all udienza in cui il giudice istruttore, esaurita l attività di trattazione prevista nell art. 183, passi in concreto ad esaminare le deduzioni istruttorie delle parti ovvero, ritenendo la causa matura per la decisione, ordini l immediata precisazione delle conclusioni. Occorre aggiungere che alle suddette alternative sembra potersene aggiungere un altra, del resto diffusa nella prassi: quella in cui le parti, sempre all esito dell udienza di trattazione, chiedano la fissazione dell udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. senza contestuale richiesta dei termini di cui all ult. comma dell art. 183 c.p.c. o di cui al 1 comma dell art. 184 c.p.c.. In tal caso, il sistema delle preclusioni istruttorie sarà diverso, a seconda che si ammetta o meno la suddetta alternativa: 1) Invero, nel caso in cui si neghi la possibilità di fissare (sia pure su espressa istanza delle parti) l udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. senza contestuale richiesta e concessione dei termini di cui all ult. comma dell art. 183 c.p.c. o di cui al 1 comma dell art. 184 c.p.c., il giudice istruttore dovrebbe senz altro provvedere sui mezzi di prova eventualmente già dedotti dalle parti oppure invitare le stesse a precisare le conclusioni, analogamente, cioè, a quanto si è detto poc anzi per il caso in cui le parti non avanzino alcuna richiesta. 2) Invece, nel caso in cui si ammetta una tale possibilità, il giudice istruttore dovrebbe limitarsi a fissare l udienza per i provvedimenti di cui all art. 184, senza contestuale concessione dei termini di cui all ult. comma dell art. 183 c.p.c. o di cui al 1 comma dell art. 184 c.p.c., non potendo certo concedere d ufficio termini che, secondo le citate norme, possono essere assegnati soltanto su espressa richiesta delle parti. Ad avviso di chi scrive, può seguirsi una soluzione intermedia, consistente nel suggerire alle parti (che chiedono fissarsi l udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. senza contestuale assegnazione dei termini previsti dall art. 183, ult. comma o dall art. 184, 1 comma) di richiedere gli uni o gli altri dei suddetti termini oppure, in alternativa, di rinunciare espressamente ai termini previsti dall ultimo comma dell art. 183, il tutto in applicazione dell art. 175, 1 comma, c.p.c., ai sensi del quale i poteri del Giudice Istruttore devono essere intesi, tra l altro, al più leale svolgimento del processo. 7

8 5. Tesi che ammette la fissazione per saltum dell udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c.: Conseguenze in punto preclusioni istruttorie. Secondo una tesi, seguita anche da alcuni giudici di merito, sarebbe possibile, sia pure sull accordo delle parti, la fissazione per saltum dell udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c., ossia direttamente dall udienza di prima comparizione ex art. 180 c.p.c., rinunciando all udienza di trattazione. In giurisprudenza, cfr. Pretura Verona, 22 settembre 1998 (in Giur. merito 1999, 712 con nota di ASPRELLA ): È ammessa la fissazione per saltum dell udienza per le deduzioni istruttorie ex art. 184 c.p.c. senza il previo esperimento delle attività proprie della prima udienza di trattazione di cui all art. 183 c.p.c. Personalmente non condivido tale tesi, sia per la centralità delle attività previste dall art. 183 c.p.c. nel rito rinovellato (a cominciare dal tentativo di conciliazione), sia per l espressa previsione, contenuta nell art. 180, di fissazione in ogni caso dell udienza di trattazione. E vero che l art. 80 bis disp. attuaz. c.p.c. prevede che la rimessione in decisione, a norma dell art. 187, può essere disposta dal giudice istruttore anche nell udienza destinata esclusivamente alla prima comparizione delle parti, ma occorre considerare che probabilmente siffatta norma non è stata coordinata con lo sdoppiamento tra udienza di prima comparizione ex art.180 ed udienza di trattazione ex art. 183 introdotto con il D.L. n. 238/1995, reiterato dal D.L. n. 432/1995, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 534/1995. In ogni caso, aderendo alla tesi della rinunciabilità dell udienza di trattazione, si dovrebbe coerentemente ammettere che, a seguito dell esaurimento delle attività previste dall art. 180 c.p.c., in alternativa alla fissazione dell udienza per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c., il Giudice (fatta salva l applicazione dell art. 187 c.p.c. ): 1) possa pronunciarsi già all esito dell udienza di prima comparizione sull ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova eventualmente proposti dalle parti (con Ordinanza pronunciata direttamente in udienza oppure fuori udienza qualora si sia riservato ai sensi dell art. 186 c.p.c. ); 2) se vi è l espressa istanza di parte, debba invece rinviare ad un udienza successiva, assegnando un termine perentorio entro il quale le parti possono produrre documenti e indicare nuovi mezzi di prova, nonché altro termine perentorio per l eventuale indicazione di prova contraria (cfr. art. 184, 1 e 2 comma, c.p.c.). 6. Riepilogo sul momento in cui si verificano le preclusioni istruttorie. Riepilogando quanto si è venuto dicendo, riterrei che le preclusioni istruttorie debbano farsi scattare, esclusa l ipotesi da ultimo indicata (al paragrafo n. 5) perché non condivisa dal sottoscritto, e fatte salve alcune deroghe che saranno esaminate in seguito: 8

9 1) all esito dell udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c., nel caso in cui le parti non richiedano né i termini di cui all ult. comma dell art. 183 c.p.c. né quelli di cui al 1 comma dell art. 184 c.p.c. ; 2) all esito dell udienza ex art. 184 c.p.c. (fissata a seguito della richiesta dei termini di cui all ult. comma dell art. 183 c.p.c. o -sempre che si ammetta una tale possibilitàdella mera richiesta di fissazione di udienza ex art. 184 c.p.c.), nel caso in cui le parti non richiedano i termini di cui al 1 comma dell art. 184 c.p.c. ; 3) alla scadenza dei termini perentori previsti dall art. 184 c.p.c., nel caso di rinvio ad altra udienza (la c.d. seconda udienza ex art. 184 c.p.c.) a seguito dell istanza di assegnazione dei suddetti termini avanzata all esito dell udienza di trattazione o all esito della c.d. prima udienza ex art. 184 c.p.c.. Da quanto si è detto sembra doversi allora riconoscere che l attività istruttoria non abbia una propria sede elettiva, nel senso che non esiste un udienza specificamente destinata alla richiesta di ammissione dei mezzi di prova. Vi sono, piuttosto, distinte attività, l ultima delle quali è rappresentata da quella istruttoria. 7. Preclusioni istruttorie nei rapporti tra artt. 163, 3 comma, n. 5) 167, 1 comma, c.p.c. ed art. 184 c.p.c. Altra questione rilevante nella tematica delle preclusioni istruttorie è data dal raccordo tra il citato art. 184, 1 comma, c.p.c., ai sensi del quale il Giudice, su istanza di parte, rinvia ad altra udienza, assegnando un termine entro il quale le parti possono produrre documenti e indicare nuovi mezzi di prova, nonché altro termine per l eventuale indicazione di prova contraria e gli artt. : - 163, 3 comma, n. 5) c.p.c., ai sensi del quale L atto di citazione deve contenere l indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l attore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione ; - 167, 1 comma, c.p.c., il quale dispone che Nella comparsa di risposta il convenuto deve indicare i mezzi di prova di cui intende valersi e i documenti che offre in comunicazione. Invero, secondo una tesi particolarmente restrittiva (4): - i mezzi di prova (diversi dai documenti) potrebbero essere dedotti dalle parti liberamente unicamente negli atti introduttivi; - la disposizione di cui all art. 184, 1 comma, c.p.c., secondo cui il Giudice Istruttore se ritiene che siano ammissibili e rilevanti, ammette i mezzi di prova proposti, si riferirebbe soltanto alle prove già dedotte dalle parti nei rispettivi atti introduttivi; - i nuovi mezzi di prova che le parti possono indicare entro il primo termine perentorio previsto dal primo comma dell art. 184 sarebbero ammissibili solo in due casi: 1) per integrare una precedente richiesta istruttoria già dedotta nell atto introduttivo; 2) oppure se la necessità della prova sia sorta dalle deduzioni di merito formulate dalla controparte nei termini di cui all art. 180, 2 comma, c.p.c. o all udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c. oppure entro i termini previsti da quest ultimo al 5 comma; 9

10 - la parte che non formuli alcuna istanza istruttoria nell atto introduttivo decadrebbe, al di fuori dei limiti enunciati, dalla possibilità di farlo successivamente. Siffatta tesi ha avuto un certo seguito in giurisprudenza: - cfr. Tribunale Lucca, 7 aprile 2000 (in Giur. merito 2000, 809): La previsione dell art. 184 comma 1 c.p.c. va intesa nel senso che dopo la prima udienza di trattazione, su istanza di parte il giudice rinvia la causa ad altra udienza assegnando termine perché le parti indichino nuovi mezzi di prova ulteriori rispetto a quelli già prospettati a norma degli art. 163 n. 5 e 167 comma 1 c.p.c., essendo altrimenti preclusa l indicazione di mezzi di prova esposta per la prima volta ai sensi dell art. 184 c.p.c. - cfr. Tribunale Roma, 6 ottobre 1997 (in Giust. civ. 1998, I, 256 con osservazione di IZZO): Poiché, nella ricostruzione sistematica dell impianto processuale introdotto dalla novella, lo svolgimento delle previste attività nelle delineate scansioni procedimentali è da credere posto, in via di principio e pur in difetto di una espressa previsione, preclusivamente, il termine di cui all'art. 184 c.p.c. è concedibile non per deduzioni istruttorie che le parti non abbiano tempestivamente formulato in relazione al definito thema decidendum, bensì solamente - come si desume dalla loro aggettivazione come nuove - per le istanze istruttorie che si pongano in necessaria relazione di dipendenza dall avvenuta dilatazione del thema in forza del comma 4 dell art. 183 c.p.c. - cfr. Tribunale Roma, 19 giugno 1998 (in Foro it. 2000, I, 687): È inammissibile la richiesta di mezzi di prova formulata dalla parte per la prima volta all 'udienza di cui all'art. 183 c.p.c. quando, non essendo intervenuta alcuna modificazione del thema decidendum, tale richiesta avrebbe potuto essere svolta sin dagli atti introduttivi. - cfr. Tribunale Pescara, 7 marzo 1998 (in PQM 1999, f. 2, 32 con nota di CASTELLANO): L udienza ex art. 184 c.p.c. è riservata al giudice per ammettere i mezzi istruttori già proposti; mentre lo stesso giudice può, su istanza di parte, rinviare ad altra udienza assegnando termine perentorio per produrre documenti ed indicare nuovi mezzi di prova, nel presupposto che già vi sia stata una precedente formulazione di prova e che la nuova prova sia imposta da successive deduzioni e precisazioni. - cfr. Tribunale Roma, 14 luglio 1997 (in Giust. civ. 1998, I, 2957 con nota di SANTAGADA; VACCARELLA): Le nuove deduzioni di prove costituende possono essere effettuate all udienza di cui all'art. 183 comma 5 c.p.c., o nel termine assegnato dal giudice ai sensi dell art. 184 comma 1 c.p.c., quando siano state effettuate precisazioni e/o modificazioni delle domande ed eccezioni ai sensi dell'art. 183 comma 4 c.p.c, ovvero siano stati allegati fatti nuovi. L opinione di gran lunga prevalente è invece orientata a ritenere che a carico delle parti non vi sia alcun onere sanzionato in termini di preclusione di dedurre mezzi di prova negli atti introduttivi e che i mezzi di prova possano essere richiesti liberamente all esito dell udienza di trattazione e/o all udienza fissata per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. e/o entro i termini perentori ivi previsti, ancorché non preceduti da altre richieste istruttorie formulate negli atti introduttivi (5). In altre parole, il riferimento ai nuovi mezzi di prova contenuto nel primo comma dell art. 184 c.p.c. va interpretato con riferimento non soltanto alle deduzioni istruttorie 10

11 nuove rispetto a quelle formulate negli atti introduttivi, bensì anche a quelle avanzate per la prima volta in un momento successivo. A sostegno di questa tesi è stato giustamente osservato che: - nessuna sanzione di nullità o di decadenza è prevista per il caso di mancata indicazione dei mezzi di prova negli atti introduttivi (a differenza, ad esempio, della mancata esposizione dei fatti o della omissione od assoluta incertezza della cosa oggetto della domanda cfr. art. 164, 4 comma, c.p.c. e, relativamente alla domanda riconvenzionale, l art. 167, 2 comma, c.p.c.); - mentre nel rito del lavoro l art. 420, 5 comma, c.p.c. specifica che le parti all udienza possono indicare solo i nuovi mezzi di prova che non abbiano potuto proporre prima, nell art. 184 c.p.c. tale restrizione non sussiste; - del resto, l esegesi minoritaria sopra riportata non trova riscontro nei lavori preparatori della Riforma, da cui anzi parrebbe evincersi che nessuna preclusione istruttoria voleva ricollegarsi alla formulazione degli atti introduttivi (6); - non vi sarebbe alcuna ragione per anticipare agli atti introduttivi il momento preclusivo per le prove costituende (per le quali soltanto l art. 184, 1 comma, prevede espressamente il carattere di novità ) e non anche per le prove precostituite, pacificamente producibili entro il primo termine perentorio di cui all art. 184, 1 comma, c.p.c., anche ove l atto introduttivo non sia accompagnato da alcuna produzione e non ne contenga l indicazione. Naturalmente, logica impone che, se il rinvio a successiva udienza può essere richiesto per formulare nuovi mezzi di prova, sebbene svincolati dalle esigenze probatorie emerse in sede di trattazione, a maggior ragione esse deve ritenersi concedibile per l integrazione o la riformulazione di prove già articolate (7). In definitiva, sia i documenti che i nuovi mezzi di prova possono essere, rispettivamente, prodotti e dedotti fino al verificarsi delle preclusioni, senza alcuna possibilità di valutazione in capo al giudice sulla disponibilità dei mezzi, sin dall inizio del processo, o sulle esigenze probatorie sorte dalle allegazioni formulate nel corso della fase preparatoria (8). Pare utile aggiungere che in tal senso si è espressa la maggioranza dei giudici del settore civile nella risposta data al questionario diffuso dall Associazione nazionale magistrati nel 1997 (infatti, alla domanda: ex art. 184, 1 comma, c.p.c. è possibile dedurre mezzi di prova anche se negli atti introduttivi non ne sia stato chiesto alcuno l 80% degli interpellati ha dato risposta positiva, mentre alla domanda: ex art. 184, 1 comma, c.p.c. è possibile dedurre solo mezzi di prova relativi a fatti sopravvenuti rispetto agli atti introduttivi l 80% degli interpellati ha dato risposta negativa). Per la giurisprudenza favorevole alla tesi in esame, possono richiamarsi le seguenti massime: - cfr. Tribunale Chieti, 1 febbraio 2000: L inosservanza dell onere di allegazione probatoria negli scritti difensivi costitutivi (citazione e comparsa di risposta) non è in alcun modo sanzionata, nonostante l uso del verbo deve contenuto negli artt. 163 e 167 c.p.c. 11

12 - cfr. Tribunale Milano, 3 febbraio 1999 (in Giur. merito 1999, 711 ): La facoltà della parte di chiedere l assegnazione di termini ex art. 184 c.p.c. per l indicazione di mezzi istruttori non trova ostacolo nella circostanza che detta parte non abbia formulato istanze istruttorie nell atto introduttivo e che tali istanze non siano giustificate da dilatazione del thema decidendum sopravvenuta nella prima udienza di trattazione. - cfr. Tribunale Firenze, 8 gennaio 1999 (in Foro it. 2000, I, 687): Dev essere ammessa la richiesta di un termine per la presentazione di memorie istruttorie ex art. 184 c.p.c., nonostante si tratti di prove che potevano essere formulate in atto di citazione, in assenza di un espressa sanzione di decadenza che colpisca la mancata indicazione delle prove negli atti introduttivi. - cfr. Pretura Roma, 21 maggio 1998 (in Foro it. 2000, I, 687): Dev essere ammessa la richiesta di fissazione di un termine ai sensi dell'art. 184 c.p.c. per la formulazione di istanze istruttorie che non siano state svolte negli atti introduttivi, anche se non sia intervenuta alcuna modificazione del thema decidendum. - cfr. Tribunale Firenze, 6 marzo 1998 (in Foro it. 1999, I, 375): La parte, che non ha provveduto a dedurre alcuna istanza istruttoria prima dell udienza ex art. 184 c.p.c., può formulare in tale udienza la richiesta di termini per la produzione di documenti e l indicazione di nuovi mezzi di prova prevista dalla norma in questione. - cfr. Tribunale Roma, 3 gennaio 1998 (in Giur. it. 1999, 55 con nota di SANTAGADA): Il (doppio) termine di cui all'art. 184 comma 1 c.p.c., deve essere assegnato dal giudice per formulare altri e diversi mezzi istruttori rispetto a quelli già indicati negli atti introduttivi e per riformulare quelli già articolati, anche se non sono state effettuate nuove allegazioni di fatto. Occorre peraltro chiedersi se le parti possano dedurre per la prima volta nuovi mezzi di prova, oltre che nelle memorie depositate entro i termini previsti dall art. 184, 1 comma, c.p.c., anche direttamente in udienza ex art. 184 c.p.c.. La questione si pone in quanto: - dalla lettura del primo comma citato sembrerebbe che le prove nuove non possano richiedersi se non attraverso la concessione del termine da parte del giudice. - inoltre, vi è una differenza formale con l art. 183 c.p.c., nel quale è espressamente prevista la possibilità per le parti di precisare e modificare domande, eccezioni e conclusioni anche in udienza, oltre che nel termine concesso ai sensi dell ult. comma. In realtà, i suddetti rilievi non sembrano decisivi per escludere la deducibilità di nuovi mezzi di prova all udienza ex art. 184, in quanto quest ultimo parla sì di ammissione all udienza di mezzi di prova proposti, ma senza specificare che detti mezzi di prova debbano essere proposti solo ed unicamente negli atti introduttivi, piuttosto che nella stessa udienza. 12

13 8. Mezzi di prova proposti all udienza di prima comparizione e/o nelle memorie depositate ai sensi dell art. 180, 2 comma, c.p.c. e/o all udienza di trattazione e/o nelle memorie depositate ai sensi dell art. 183, ult. comma, c.p.c.. I suddetti rilievi dovrebbero portare a ritenere ammissibile, per quanto inopportuna ai fini dell ordinato svolgimento del processo, la deducibilità di richieste istruttorie (siano esse del tutto nuove o meramente integrative di mezzi di prova già proposti negli atti introduttivi): - all udienza di prima comparizione ex art. 180 c.p.c.; - nelle memorie depositate ai sensi dell art. 180, 2 comma, c.p.c.; - all udienza di trattazione ex art. 183 c.p.c.; - nelle memorie depositate ai sensi dell ultimo comma dell art. 183 c.p.c.. Sul punto, merita di essere segnalata un interessante pronuncia del Tribunale di Milano: - Tribunale Milano, 5 marzo 1997 (in Giur. it. 1997, I,2, 704): La preclusione conseguente al tardivo deposito delle memorie autorizzate dal giudice istruttore all esito della prima udienza di trattazione si riflette solo sulle nuove allegazioni che non si sono potute articolare all udienza stessa e non sul diverso contenuto di tali memorie, sì che, qualora la memoria tardivamente depositata abbia contenuto anche richieste istruttorie, la decadenza dovrà riferirsi soltanto all'introduzione di nuove domande o nuove eccezioni e non può invece afferire al contenuto "eventuale" della memoria medesima. 9. Vi è un onere a carico delle parti di chiedere espressamente all udienza di cui all art. 184 l ammissione dei mezzi istruttori, già ritualmente dedotti in precedenza? Secondo una tesi, prospettata in giurisprudenza, le parti avrebbero non soltanto l onere di dedurre tempestivamente i mezzi di prova, ma anche di richiedere espressamente all udienza di cui all art. 184 l ammissione dei mezzi di prova stessi, già ritualmente dedotti negli atti introduttivi (o nelle udienze precedenti), dovendosi gli stessi altrimenti intendere come implicitamente rinunziati: In tal senso si è espresso Tribunale Milano, 2 marzo 1998 (in Giur. it. 1998, 2300 con nota di CONSOLO ): Le parti del giudizio hanno l onere di chiedere espressamente nella udienza di cui all art. 184 l ammissione dei mezzi istruttori seppur già dedotti negli atti o nelle udienze precedenti, dovendosi gli stessi altrimenti intendere come implicitamente rinunziati (ove l attore aderisca, come nella specie, alla fissazione dell udienza di p.c.). Tale richiesta ovvero nuove produzioni di documenti non possono essere più svolte dopo l udienza fissata, a norma dell art. 183 comma ultimo c.p.c., appositamente per l esame e l eventuale ammissione dei mezzi di prova già proposti. 13

14 Nella fattispecie (per quanto è dato capire), parte attrice aveva dedotto mezzi di prova già nell atto di citazione, ribadendole all udienza di trattazione, benché in via subordinata (verosimilmente per il caso di eventuale contestazione avversaria); all udienza ex art. 184 c.p.c. parte attrice non avrebbe richiesto espressamente l ammissione di tali mezzi di prova, aderendo alla richiesta avversaria di fissazione di udienza di precisazione conclusioni; all udienza così fissata, poi, parte attrice avrebbe richiesto l ammissione dei mezzi di prova dedotti in precedenza. Il giudice istruttore aveva rimesso la causa al collegio per la decisione. Il Collegio aveva quindi deciso la causa rigettando le domande attoree per mancato superamento dell onere della prova ex art c.c., non ammettendo le prove dedotte in base al principio espresso nella massima. In motivazione, il Tribunale di Milano ha rilevato che: - all udienza fissata per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. le parti hanno l onere di richiedere espressamente a verbale l ammissione dei mezzi dedotti, che devono altrimenti intendersi come implicitamente rinunciati; - per un verso, infatti, il giudice istruttore non ha alcun potere di decidere d ufficio dell ammissibilità e rilevanza dei mezzi di prova; - sotto altro profilo, poi, atteso il regime delle preclusioni introdotto col nuovo rito, deve escludersi che la decisione del G.I. sulle prove articolate possa essere richiesta per la prima volta, anziché all udienza a tal fine appositamente fissata, ad un udienza ad essa successiva e sino a quando la causa non sia stata rimessa in decisione; - nel sistema processuale delineato dall odierno legislatore, infatti, la rimessione in istruttoria della causa già introitata in decisione deve ritenersi consentita solo a seguito di un ripensamento del decidente (che reputi ammissibili prove non ammesse nel corso del giudizio, ancorché tempestivamente indicate e sottoposte al suo esame) e non già per effetto dell inerzia di una delle parti, posto che la fissazione dell udienza di precisazione conclusioni presuppone che il giudice, proprio sulla scorta di quanto dedotto ed allegato dalle parti e da lui compiutamente valutato, abbia ritenuto conclusa o superflua la fase istruttoria; - del resto, negare che vi sia un preciso onere per la parte non solo di deduzione, ma anche di richiesta di ammissione dei mezzi di prova entro il termine medesimo indicato dall art. 184 c.p.c. significherebbe, all evidenza, favorire tattiche processuali dilatorie e porterebbe di fatto alla restaurazione del precedente sistema processuale, in cui non erano infrequenti i casi di rimessione in istruttoria della causa già spedita a sentenza al fine di espletare prove orali la cui ammissione era stata richiesta dalla parte, per la prima volta, all udienza di precisazione delle conclusioni. I suddetti principi non sembrano del tutto fondati. Invero, come correttamente osservato da CONSOLO nella nota critica alla suddetta decisione, le preclusioni istruttorie concernono solo ed esclusivamente la deduzione dei mezzi di prova, e non anche la richiesta dei mezzi di prova stessi già ritualmente dedotti negli atti introduttivi o, comunque, prima del verificarsi delle preclusioni. 14

15 Peraltro, nel caso in cui all udienza fissata per i provvedimenti di cui all art. 184 c.p.c. (o, comunque, prima del verificarsi delle preclusioni istruttorie) la parte non formuli espressa richiesta di ammissione dei mezzi di prova tempestivamente dedotti (nell atto introduttivo o all udienza di trattazione), e chieda fissarsi udienza per la precisazione delle conclusioni, probabilmente occorrerebbe distinguere a seconda che, all udienza così fissata: 1) la parte stessa ne chieda la previa ammissione oppure precisi le conclusioni richiamando anche i mezzi di prova dedotti, nel qual caso, contrariamente a quanto sostenuto dal Tribunale di Milano, il giudice istruttore o il Tribunale (in composizione collegiale o monocratica) in fase di decisione dovrà tenerne conto, senza poter ritenere che la parte vi abbia implicitamente rinunziato (ciò che, ovviamente, non esclude la possibilità di un giudizio di inammissibilità e/o irrilevanza di tali mezzi di prova per altre ragioni); 2) la parte non ne chieda la previa ammissione e precisi le conclusioni senza richiamare anche i mezzi di prova dedotti, nel qual caso, invece, sarei propenso a ritenere che la parte vi abbia implicitamente rinunziato (analogamente, del resto, a quanto avviene per le domande non espressamente riproposte nelle conclusioni definitive). 10. La sollecitazione alla riformulazione di prove inammissibili. Nel codice di rito rinnovellato sembra doversi escludere la possibilità di configurare un potere generale del Giudice di invitare le parti a riformulare le prove dedotte che appaiano inammissibili (ad esempio, perché generiche o per la mancata indicazione dei testi: su cui si rinvia al paragrafo che segue). Invero, come si è detto in precedenza (cfr. paragrafo n. 3) l art. 89, 1 comma, Legge n. 353/1990 ha abrogato l ultimo comma dell art. 244 c.p.c. che, in materia di prova testimoniale, prevedeva la possibilità per il giudice, secondo le circostanze, di assegnare un termine perentorio alle parti per formulare o integrare le persone da interrogare ed i fatti sui quali dovevano essere interrogate. Inoltre, è stato anche abrogato il previgente art. 316 c.p.c., che consentiva al Pretore o al conciliatore di indicare alle parti in ogni momento le lacune che ravvisasse nell istruzione e le irregolarità degli atti e dei documenti che potevano essere riparate, assegnando un termine per provvedervi. Ora, con l abrogazione di siffatte disposizioni, sembra doversi escludersi che il Giudice possa invitare le parti a riformulare le prove dedotte che appaiano inammissibili. Del resto, tale conclusione appare coerente con il dettato del primo comma dell art. 184 c.p.c., nel senso che nel nuovo rito l esercizio dello ius variandi in materia di prova può esercitarsi solo su istanza di parte attraverso la concessione del (primo) termine ivi previsto. 15

16 Parte della dottrina (9), peraltro, ha sostenuto che il Giudice istruttore, pur in mancanza di istanza, avvalendosi dei potersi previsti dall art. 175 c.p.c., potrebbe suggerire alle parti di richiedere il termine di cui all art. 184 c.p.c. per riformulare od integrare le deduzioni istruttorie, sempre che, ovviamente, le parti non abbiano già usufruito del termine stesso (come nel caso in cui abbiano formulato le istanze istruttorie già negli atti introduttivi). Qualunque posizione si preferisca assumere sul punto, è certo che, nell ipotesi in cui le parti abbiano formulato le deduzioni istruttorie per la prima volta nelle memorie di cui all art. 184, 1 comma, c.p.c., i profili di inammissibilità non potranno in alcun modo essere emendati a causa della intervenuta preclusione. In tal caso, l unica possibilità per sopperire alle esigenze prima soddisfatte dagli abrogati artt. 244, 3 comma e 316 c.p.c. potrà essere rappresentato dal ricorso all istituto della rimessione in termini di cui all art. 184 bis c.p.c., sempre che, ovviamente, ne ricorrano i presupposti. 11. La mancata o tardiva indicazione dei testimoni. Un particolare profilo di inammissibilità, già anticipato al paragrafo precedente, concerne la mancata o tardiva indicazione dei testimoni. Secondo la tesi preferibile, in seguito alla Novella, anche la deduzione della prova testimoniale con le modalità di cui all art comma c.p.c. è soggetta al regime delle preclusioni previsto dall art. 184 c.p.c. Infatti, come si è detto, l art. 89 della Legge n. 353/1990 ha abrogato il comma 3 dell art. 244 c.p.c., che consentiva al giudice di assegnare un termine perentorio alle parti per formulare o integrare le indicazioni di cui al 1 comma, ossia, tra l altro, la deduzione della prova mediante indicazione specifica delle persone da interrogare. In tal senso si è espressa parte della dottrina (10) e la giurisprudenza prevalente: - cfr. Pretura Firenze, 18 maggio 1998 (in Foro it. 1998, I, 2586 ): In conseguenza dell abrogazione dei commi 2 e 3 dell'art. 244 c.p.c., ad opera dell'art. 89 l. 26 novembre 1990 n. 353, la parte che chieda l ammissione di prova per testimoni contraria deve provvedere all'indicazione specifica delle persone da interrogare, a pena di decadenza, entro il termine perentorio assegnato dal giudice a norma del novellato art. 184 c.p.c. - cfr. Pretura Bari, 6 marzo 1997 (in Foro it. 1998, I,1694): L omessa o generica indicazione dei testi nel termine perentorio assegnato dal giudice determina la decadenza della parte dal potere di richiedere la prova. 16

17 12. Le preclusioni relative alle produzioni documentali. Questione dibattuta è se le preclusioni istruttorie concernano o meno anche le produzioni documentali. Apparentemente, la soluzione positiva sembrerebbe intuitiva, tenuto conto della chiara formulazione del primo comma dell art. 184 c.p.c.. Senonché, va rilevato che nel rito del lavoro, la giurisprudenza, partendo dal rilievo che in tale rito, nel grado di appello, i documenti (quali prove precostituite) non sono menzionati dall art. 437 c.p.c. (ai sensi del quale non sono ammessi nuovi mezzi di prova, tranne il giuramento estimatorio, salvo che il collegio, anche d ufficio, li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa ), ha ammesso le nuove produzioni documentali in secondo grado. La giurisprudenza ha considerato altresì che siffatte produzioni non comportano alcun dispendio di attività processuale, per cui, anche se compiute successivamente al maturare delle preclusioni per le altre prove, non determina alcun ritardo sui tempi della decisione. Con l entrata in vigore della Novella, la dottrina prevalente (11) ha sostenuto che anche nel rito ordinario possano essere liberamente prodotti nuovi documenti in grado di appello, tenuto conto che: - per il rito ordinario l art. 345, 3 comma, c.p.c. (ai sensi del quale non sono ammessi nuovi mezzi di prova, tranne il giuramento estimatorio, salvo che il collegio non li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa ovvero che la parte dimostri di non aver potuto proporli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile ) detta una norma sostanzialmente analoga a quella dell art. 437, per cui può richiamarsi l elaborazione giurisprudenziale del rito del lavoro in grado di appello; - l art. 345, 3 comma, c.p.c. tace del tutto quanto alla produzione di documenti, ed il significato di tale silenzio è univoco in considerazione dei lavori parlamentari, con riguardo all abolizione dell inciso non possono prodursi documenti contenuto nell art. 345, 3 comma del disegno di legge Vassalli del Potrebbe allora dedursi che, se la produzione di nuovi documenti è liberamente consentita in appello, a maggior ragione essa debba ritenersi consentita durante l intero corso del giudizio di primo grado. E, in effetti, in tal senso si è espressa parte della giurisprudenza di merito: - cfr. Tribunale Chieti, 1 febbraio 2000: I termini perentori assegnati dal giudice alle parti ex art. 184 c.p.c., per la produzione di documenti e per la indicazione di nuovi messi di prova sono riferibili solo alle prove c.d. storico ricostruttive (testimonianza, interrogatorio formale) e non anche alle prove attestative o costituite (contenute nei documenti). - cfr. Tribunale Chieti, 27 maggio 1999: Le deduzioni di prove costituende possono essere formulate entro il termine perentorio assegnato dal giudice, su richiesta delle 17

18 parti, ex art. 184 c.p.c., anche se non sono state effettuate nuove allegazioni di fatto. I documenti possono essere prodotti in ogni momento del processo. - cfr. Tribunale Roma, 6 ottobre 1997 (in Giust. civ. 1998, I, 256 con osservazione di IZZO): La disciplina della produzione probatoria documentale esula - in quanto prova precostituita e non caratterizzata normativamente dalla novità - dal rigido schema delle preclusioni istruttorie, sottraendosi la richiesta del termine per provvedervi alla verifica del nesso di consequenzialità rispetto alle novità introdotte nel thema decidendum. - cfr. Tribunale Roma, 14 luglio 1997 (in Giust. civ. 1998, I, 2957 con nota di SANTAGADA; VACCARELLA): I documenti possono essere prodotti nel processo fino all udienza per l espletamento delle prove costituende. Sul punto, è stata anche sollevata questione di legittimità costituzionale dell art. 184 c.p.c. dal Tribunale di Cagliari, con riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., per il fatto che non consente ulteriori produzioni documentali, una volta decorsi i termini assegnati dal giudice per le deduzioni istruttorie e per l eventuale prova contraria, salvi i casi in cui sia possibile ottenere la rimessione in termini, ex art. 184 bis c.p.c., contrariamente a quanto accade nel processo del lavoro, dove, secondo la Cassazione, i documenti possono essere prodotti anche una volta maturate le preclusioni per le prove costituende, sino al udienza fissata per la discussione orale, ed anche in appello; La Corte costituzionale, con ordinanza 28 luglio 2000, n. 401(in Giur. cost. 2000, 2813 ed in Giur.it pag. 677 ), ha dichiarato la manifesta infondatezza della questione ( È manifestamente infondata, con riferimento agli art. 3 e 24 cost., la questione di legittimità costituzionale dell art. 184 c.p.c., nella parte in cui considera inammissibili produzioni documentali una volta decorsi i termini assegnati dal giudice per le deduzioni istruttorie e le relative repliche (salva l ipotesi in cui la parte che vi sia incorsa possa invocare le rimessione in termini ex art. 184 bis c.p.c.), mentre nel processo del lavoro, secondo la Corte di Cassazione, le prove documentali possono essere prodotte in qualsiasi momento del giudizio di primo grado, sino a quando non si sia aperta la discussione orale, nonché in appello ), in base ai seguenti rilievi: - non esiste un principio costituzionale di necessaria uniformità di regolamentazione tra diversi tipi di processo, ferma l intrinseca ragionevolezza della disciplina di ognuno (cfr. Corte cost. sent. 31 maggio 2000 n. 165; Corte cost. sent. 21 gennaio 2000 n. 18; Corte cost. sent. 19 marzo 1996 n. 82); -pertanto, non è possibile assumere l uno dei due riti processuali a modello, cui l altro debba adeguarsi a pena di incostituzionalità, per la diversità di caratteristiche strutturali e procedimentali; - ciò vale anche dopo le recenti riforme, introduttive del principio di preclusione nel rito ordinario,imperniato, a differenza di quello del lavoro, su una netta distinzione fra la fase di fissazione del thema decidendum e quella di fissazione del thema probandum; - in particolare, la possibilità che un attività probatoria rimasta preclusa in primo grado sia esperibile in appello (indipendentemente dalla plausibilità dell interpretazione data dal rimettente al nuovo art. 345 c.p.c.), per cui l instaurazione del secondo grado sia l unico mezzo attraverso il quale quell attività possa essere svolta, non è di per sé irragionevole: in questa prospettiva assume rilievo l esigenza di assicurare priorità al giudizio di primo grado (che ha ispirato le riforme, manifestandosi anche 18

19 nell introduzione dell immediata esecutività della sentenza), mirante a scongiurare che i tempi della sua effettuazione siano procrastinati nel prolungare il giudizio, mentre la previsione della producibilità in secondo grado costituisce un temperamento disposto dal legislatore sulla base di una scelta discrezionale, come tale insindacabile; - né in tal modo può ravvisarsi violazione dell art. 24 cost., sotto il profilo della costrizione alla instaurazione del giudizio di secondo grado per produrre il documento non prodotto tempestivamente in primo grado, non potendosi ipotizzare lesione del diritto di difesa laddove il condizionamento al suo esercizio dipenda da una libera scelta della parte che, pur potendo produrre il documento entro il termine ex art. 184 c.p.c., non lo ha fatto. Tenuto anche conto della suddetta pronuncia della Corte cost., sembra preferibile la tesi, sostenuta dalla dottrina prevalente, secondo cui le prove precostituite soggiacciono alle medesime preclusioni previste per le prove costituende e, dunque, non possono più essere prodotte una volta scaduti i termini ex art. 184, 1 comma, c.p.c. oppure, in assenza di richiesta di tali termini, una volta che il giudice si sia pronunciato sull ammissibilità dei mezzi di prova proposti (12). In dottrina si è sottolineato in particolar modo il fine del legislatore di assicurare la rivalutazione del significato del giudizio di primo grado, in cui la parte viene stimolata proprio dalla decadenza a produrre tempestivamente i documenti necessari, tenuto conto anche del deterrente della sentenza provvisoriamente esecutiva. Pare utile aggiungere che in tal senso si è espressa la maggioranza dei giudici del settore civile che hanno risposto al questionario diffuso dall Associazione nazionale magistrati nel 1997 (infatti, alla domanda: la produzione di documenti è possibile dopo il termine fissato ex art. 184, c.p.c. il 78,3% degli interpellati ha dato risposta negativa). Per la giurisprudenza favorevole a questa tesi, si veda: - cfr. Tribunale Trani, 24 luglio 2000 (in Giur. merito 2001, 648 ): La preclusione relativa ai mezzi istruttori ex art. 184 c.p.c. concerne anche le prove documentali, stante la natura del termine indicato dalla norma per ragioni di interesse pubblico di concentrazione del processo. Pertanto, la violazione della suddetta preclusione ad opera di una parte, la quale inserisca documenti oltre il suddetto termine perentorio può essere rilevata d ufficio. - cfr. Tribunale Salerno, 6 Luglio 2000 (in Giur. merito 2001, 25): La produzione dei documenti nel giudizio di cognizione di primo grado non può, al pari della deduzione delle istanze probatorie, avvenire successivamente alla scadenza dei termini perentori previsti dall art. 184 comma 1 c.p.c. Quando il documento sia stato oggetto di ordine di esibizione richiesto tempestivamente, rispetto ai suddetti termini perentori, dalla parte onerata, è consentita la produzione del documento stesso in tempo successivo alla scadenza dei termini ed in conseguenza della sua acquisizione in ottemperanza all ordine di esibizione poi emesso dal giudice. - cfr. Tribunale Milano, 6 marzo 2000 (in Giur. milanese 2000, 291): Il Ctu può effettuare la sua valutazione solo in base a documenti che risultino ritualmente prodotti in giudizio nei termini assegnati ex art. 184 c.p.c. 19

20 - cfr. Tribunale Trani, 1 dicembre 1999 (in Giur. merito 2000, 556): La preclusione concernente la proposizione dei mezzi istruttori ai sensi dell'art. 184 c.p.c., riguarda anche le produzioni documentali; pertanto, verificatasi la decadenza, la parte interessata può tardivamente produrre documenti soltanto a mente dell'art. 184 bis c.p.c., invocando la rimessione in termini e allegando l'impedimento che non le ha consentito la produzione tempestiva ; - cfr. Pretura Torino, 11 ottobre 1997 (in Nuova giur. civ. commentata 1998, I, 577 con nota di DALMOTTO ed in Giur. it. 1998, 2308) infra citata. Singolare è la seguente massima del Tribunale di Genova: - Tribunale Genova, 13 aprile 1997 (in Foro padano 2000, I, 64 con nota di BRUZZONE, CURTI): Non costituisce violazione del termine perentorio previsto dall art. 184 c.p.c. la produzione di un documento che costituisca precisazione di quanto affermato da un teste nell ambito della sua deposizione. Invece, giova ribadirlo, possono essere prodotti in appello non solo i documenti creati od acquisiti in epoca successiva alla conclusione del primo giudizio, ma anche quelli di cui le parti avevano la disponibilità in epoca pregressa e finanche quelli irritualmente o tardivamente prodotti in primo grado (invero, la produzione in appello comporta la rinnovazione del precedente atto istruttorio nullo). Naturalmente, nel giudizio di primo grado potrà ammettersi la produzione documentale tardiva attraverso l istituto della rimessione in termini di cui all art. 184 bis c.p.c., in presenza dei presupposti (ad esempio, a sostegno di un fatto sopravvenuto, come la quietanza di un pagamento effettuato in corso di causa) (in giurisprudenza, si veda la citata Tribunale Trani, 1 dicembre 1999 in Giur. merito 2000, 556) ovvero in replica all esercizio del potere istruttorio d ufficio di cui all art. 184 ult. comma c.p.c.. Va poi sottolineato come, con riguardo ai documenti, non si ponga un problema di ammissibilità e rilevanza ex art. 184, 1 comma, c.p.c., nel senso che non esiste un potere del giudice istruttore di impedire la produzione di un documento e/o di ordinarne l espunzione dal fascicolo di parte, anche laddove detto documento risulti palesemente irrilevante: la questione si porrà, infatti, soltanto in sede decisionale. Ciò si spiega agevolmente considerando che la produzione di documenti non comporta, a differenza dell assunzione delle prove costituende, alcun dispendio di energie processuali. Naturalmente, diverso è il caso in cui una parte avanzi istanza di esibizione ex art. 210 c.p.c., nel quale caso il giudice istruttore è tenuto a dare un giudizio preventivo sulla rilevanza del documento. A seguito del giudizio di decadenza concernente la prova precostituita, il giudice pronuncerà la tardività ed inutilizzabilità del documento ai fini decisori, e non il divieto della produzione o l espunzione dal fascicolo di parte. Infatti, la produzione (tardiva) del documento consentirà l eventuale controllo sulla decisione del giudice istruttore sia in sede decisoria sia in sede di impugnazione. 20

Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento

Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento Una corsa contro il tempo per decidere in tre gradi (più uno) i ricorsi contro il licenziamento di Pierluigi Rausei * La Sezione III del Capo III del DDL, contenente gli artt. da 16 a 21 del DDL, è interamente

Dettagli

LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici

LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE Prof. Mariacarla Giorgetti Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici fondamentali, strettamente collegate: il principio della

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

PROTOCOLLO SUL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE ELABORATO DALL OSSERVATORIO DI REGGIO EMILIA

PROTOCOLLO SUL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE ELABORATO DALL OSSERVATORIO DI REGGIO EMILIA PROTOCOLLO SUL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE ELABORATO DALL OSSERVATORIO DI REGGIO EMILIA Il presente protocollo recepisce le indicazioni emerse all interno del gruppo di lavoro istituito all interno

Dettagli

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO

IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO IL PROCEDIMENTO GIUDIZIALE SPECIFICO: IL CD. RITO FORNERO La Riforma Fornero (L. n. 92/2012) introduce importanti novità in tema di licenziamenti e del processo del lavoro, delineando all art. 1 commi

Dettagli

INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO

INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO INDAGINI DIFENSIVE e GIUDIZIO ABBREVIATO La Corte costituzionale riaffronta il tema delle indagini difensive nel rito abbreviato. Con l ordinanza n. 245 del 2005 la Corte aveva dichiarato manifestamente

Dettagli

6.2. Il recente orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent. 3 marzo 2005, n. 8203)

6.2. Il recente orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent. 3 marzo 2005, n. 8203) 36 6.2. Il recente orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sent. 3 marzo 2005, n. 8203) Di recente, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sent. 3 marzo 2005, n. 8203 47, ha ribadito

Dettagli

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000)

IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) IL PROCESSO AMMINISTRATIVO (aggiornato alla L. 205/2000) LA GIURISDIZIONE CFR. CORTE COSTITUZIONALE, 6 LUGLIO 2004, N. 204 (reperibile su www.cortecostituzionale.it ): illegittimità costituzionale dell

Dettagli

Tribunale Civile e Penale di Bologna. Seconda Sezione Civile

Tribunale Civile e Penale di Bologna. Seconda Sezione Civile Tribunale Civile e Penale di Bologna Seconda Sezione Civile Verbale dell udienza del 20 gennaio 2015 della causa iscritta al numero affari contenziosi del 2013, pendente del ruolo generale degli tra A.

Dettagli

OSSERVATORIO VALORE PRASSI VERONA PROTOCOLLO DELL UDIENZA CIVILE AVANTI L UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE

OSSERVATORIO VALORE PRASSI VERONA PROTOCOLLO DELL UDIENZA CIVILE AVANTI L UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE OSSERVATORIO VALORE PRASSI VERONA PROTOCOLLO DELL UDIENZA CIVILE AVANTI L UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE 1 PARTE I^ 1) PRIMA UDIENZA 1) L assegnazione delle cause ai giudici e la fissazione dell udienza di

Dettagli

Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace. Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera)

Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace. Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera) Sul giudizio di equità dinanzi al giudice di Pace Trib. Milano, sez. X civ., sentenza 6 febbraio 2014 (est. Damiano Spera) GIUDICE DI PACE PRONUNCIA SECONDO EQUITÀ CAUSE DI VALORE NON SUPERIORE AD EURO

Dettagli

LeggeMania ~ Quos ego

LeggeMania ~ Quos ego LeggeMania ~ Quos ego L AZIONE RISARCITORIA NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il codice del processo amministrativo ha inciso in modo consistente sull azione di condanna al risarcimento del danno. Prima dell

Dettagli

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale

Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale Ipoteche e fermi amministrativi dei concessionari di riscossione: giurisdizione e competenza nela tutela giurisdizionale di Francesco Mingiardi e Luigi Patricelli Sommario: 1. La Giurisdizione - 2. La

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE Esaminati gli atti del procedimento iscritto al n. 344/2007 R.G., sciogliendo la riserva che precede; OSSERVA Va, innanzitutto,

Dettagli

PARERI di CONGRUITA PARCELLE

PARERI di CONGRUITA PARCELLE RACCOLTA DELIBERE E MASSIME del Consiglio dell Ordine di Sassari dal 01.02.2010 aggiornata al 26.02.2014 a cura del Consigliere Segretario avv. Silvio Zicconi in Tema di : PARERI di CONGRUITA PARCELLE

Dettagli

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009

CIRCOLARE N. 46/E. Roma, 3 novembre 2009 CIRCOLARE N. 46/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 3 novembre 2009 OGGETTO: Deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente

Dettagli

Lezione 16 novembre 2015. Modulo di Diritto e Procedura Civile

Lezione 16 novembre 2015. Modulo di Diritto e Procedura Civile Lezione 16 novembre 2015 Modulo di Diritto e Procedura Civile PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE introdotto dalla legge 69/09 (che ha aggiunto nel c.p.c. tre articoli dal 702 bis al quater) Procedimento

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

OSSERVATORIO SULLA GIUSTIZIA CIVILE DI FIRENZE GRUPPO LOCAZIONI PROPOSTA DI REGOLE DI PROTOCOLLO SUL PROCESSO

OSSERVATORIO SULLA GIUSTIZIA CIVILE DI FIRENZE GRUPPO LOCAZIONI PROPOSTA DI REGOLE DI PROTOCOLLO SUL PROCESSO OSSERVATORIO SULLA GIUSTIZIA CIVILE DI FIRENZE GRUPPO LOCAZIONI PROPOSTA DI REGOLE DI PROTOCOLLO SUL PROCESSO IL GIUDIZIO DI COGNIZIONE: 1) L AVVIO DEL PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI SFRATTO LA FASE SOMMARIA

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte, riunita in camera di consiglio in persona dei magistrati - dott. Ettore NESTI presidente - dott. Rocco

Dettagli

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto

Anna Teresa Paciotti. Presidente Canevari Relatore Coletti De Cesare. Ritenuto in fatto Redditi percepiti per lo svolgimento di attività connesse all esercizio della libera professione.sono soggetti alla imposizione contributiva delle Casse di previdenza Corte di Cassazione Sentenza n. 14684/2012

Dettagli

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità

L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità L illegittimità costituzionale dell art. 445 bis c.p.c. in materia di invalidità civile, handicap e disabilità Nelle controversie in materia di invalidità, cecità, sordità civili, nonché di handicap, disabilità,

Dettagli

Roma, 12 aprile 2012. Prot. n. 2012/55377. OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative

Roma, 12 aprile 2012. Prot. n. 2012/55377. OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative CIRCOLARE N.12/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 aprile 2012 Prot. n. 2012/55377 OGGETTO: Contenzioso tributario - Giudizi concernenti atti della riscossione - Istruzioni operative

Dettagli

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali) 7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso

Dettagli

INDICE SOMMARIO. pag. Prefazione alla settima edizione... Prefazione alla prima edizione...

INDICE SOMMARIO. pag. Prefazione alla settima edizione... Prefazione alla prima edizione... INDICE SOMMARIO Prefazione alla settima edizione............................ Prefazione alla prima edizione............................. pag. VII IX 1. IL PROCESSO DEL LAVORO: L AMBITO DI APPLICAZIONE

Dettagli

L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67.

L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67. L assenza dell imputato nel processo penale, dopo la legge 28 aprile 2014, n. 67. di G. MAZZI (Intervento al Corso avvocati presso Il Tribunale militare di Roma il 20 novembre 2014) 1. Considerazioni generali.

Dettagli

Tribunale di Torino, 1 aprile 2014. Estensore Edoardo Di Capua.

Tribunale di Torino, 1 aprile 2014. Estensore Edoardo Di Capua. Nullità e annullabilità delle delibere condominiali e sostituzione della delibera impugnata con altra legittima. Cessazione della materia del contendere, liquidazione delle spese e soccombenza virtuale

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio

Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio Pluralità di parti nel processo: il litisconsorzio Prof.ssa Elisa Esposito Obiettivi In questa lezione ci occuperemo del processo con pluralità di parti, in particolare, del litisconsorzio. Definizione

Dettagli

DIFENDERE L AZIENDA IN TRIBUNALE

DIFENDERE L AZIENDA IN TRIBUNALE DIFENDERE L AZIENDA IN TRIBUNALE COME AFFRONTARE L UDIENZA DI LAVORO Milano, 6 maggio 2013 Avv. Giorgio Scherini, partner Inquadramento e Principi Generali Il Diritto di Difesa e il Diritto al Giusto Processo

Dettagli

Roma, 11 settembre 2009

Roma, 11 settembre 2009 PCIciicER CIRCOLARE POSTA ELETTRONICA N. 41/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 11 settembre 2009 OGGETTO: Decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39 - Eventi sismici che hanno colpito l Abruzzo

Dettagli

A rischio inammissibilità l intervento volontario del terzo nel processo civile.

A rischio inammissibilità l intervento volontario del terzo nel processo civile. A rischio inammissibilità l intervento volontario del terzo nel processo civile. Gli interventi principale e litisconsortile, con cui il terzo propone sempre una domanda nuova, devono ritenersi soggetti

Dettagli

Tribunale di Udine. - sezione civile -

Tribunale di Udine. - sezione civile - Tribunale di Udine - sezione civile - Verbale d udienza Successivamente oggi, 13.1.2014, alle ore 12.00, davanti al giudice istruttore dott. Andrea Zuliani, nella causa iscritta al n 2998/12 R.A.C.C.,

Dettagli

RISOLUZIONE N. 195/E

RISOLUZIONE N. 195/E RISOLUZIONE N. 195/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 16 maggio 2008 OGGETTO: Istanza di interpello - ART.11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Modalità di esercizio delle variazioni IVA in

Dettagli

A seguito della proroga della sospensione dei termini processuali disposta dall art.1 comma 13 quater della Legge 213/12 che ha convertito il D.L.

A seguito della proroga della sospensione dei termini processuali disposta dall art.1 comma 13 quater della Legge 213/12 che ha convertito il D.L. A seguito della proroga della sospensione dei termini processuali disposta dall art.1 comma 13 quater della Legge 213/12 che ha convertito il D.L. 174/12, all esito di un incontro con i Magistrati del

Dettagli

L accertamento tecnico preventivo obbligatorio nelle cause di invalidità (ex art. 445-bis C.p.c.)

L accertamento tecnico preventivo obbligatorio nelle cause di invalidità (ex art. 445-bis C.p.c.) L accertamento tecnico preventivo obbligatorio nelle cause di invalidità (ex art. 445-bis C.p.c.) - Dall 01.01.2012 è in vigore nel nostro ordinamento giuridico l Accertamento Tecnico Preventivo obbligatorio

Dettagli

Allegazione dei fatti e principio di non contestazione nel processo civile.

Allegazione dei fatti e principio di non contestazione nel processo civile. Allegazione dei fatti e principio di non contestazione nel processo civile. SOMMARIO: 1. Premessa. 2. L individuazione dei fatti principali. 3. Il momento ultimo della allegazione dei fatti principali.

Dettagli

Domande e risposte sul Decreto Legge n. 34/2014 come convertito dalla Legge n. 78/2014. Sommario

Domande e risposte sul Decreto Legge n. 34/2014 come convertito dalla Legge n. 78/2014. Sommario Domande e risposte sul Decreto Legge n. 34/2014 come convertito dalla Legge n. 78/2014 Sommario Contratto a tempo determinato...2 a) Limite percentuale alle assunzioni (art. 1, comma 1 del D. Lgs. n. 368/2001):...2

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO Seconda Sezione Civile

TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO Seconda Sezione Civile TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO Seconda Sezione Civile Direttiva numero 4 del 21 maggio 2012 Al Presidente della Commissione Studi Procedure Concorsuali dell Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti

Dettagli

Invalidità civile Azione di mero accertamento Inammissibilità Accertamento gravità della minorazione Ammissibilità.

Invalidità civile Azione di mero accertamento Inammissibilità Accertamento gravità della minorazione Ammissibilità. Invalidità civile Azione di mero accertamento Inammissibilità Accertamento gravità della minorazione Ammissibilità. Tribunale di Roma 27.09.2010 n. 14015 Dott.ssa Marrocco Z.E. (Avv. Maciejak) - INPS In

Dettagli

TRIBUNALE di ROMA Sez.XIII

TRIBUNALE di ROMA Sez.XIII RG. n. 78377 12 TRIBUNALE di ROMA Sez.XIII Il Giudice, ORDINANZA dott. Massimo Moriconi, letti gli atti, l'attore ha dedotto la responsabilità professionale e l'inadempimento del medico odontoiatra, lamentando

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. La Corte di Appello di Trento Sezione per le CONTROVERSIE DI

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. La Corte di Appello di Trento Sezione per le CONTROVERSIE DI REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte di Appello di Trento Sezione per le CONTROVERSIE DI LAVORO riunita in Camera di Consiglio nelle persone dei Signori Magistrati: 1. DOTT. MARIA GRAZIA

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

--www.minoriefamiglia.it -

--www.minoriefamiglia.it - &RUWHGLFDVVD]LRQHSULPDVH]LRQHFLYLOHVHQWHQ]DQGHOO 6YROJLPHQWRGHOSURFHVVR P.G. in data 27 settembre 2000, con il consenso della moglie, chiese al Tribunale per i minorenni di Roma l autorizzazione ad inserire

Dettagli

LA COMPARSA DI RISPOSTA E LA COSTITUZIONE DEL CONVENUTO. L INTERVENTO DI TERZI E LA CHIAMATA DI UN TERZO IN CAUSA(*)

LA COMPARSA DI RISPOSTA E LA COSTITUZIONE DEL CONVENUTO. L INTERVENTO DI TERZI E LA CHIAMATA DI UN TERZO IN CAUSA(*) LA COMPARSA DI RISPOSTA E LA COSTITUZIONE DEL CONVENUTO. L INTERVENTO DI TERZI E LA CHIAMATA DI UN TERZO IN CAUSA(*) Relatore: prof. Giuseppe trisorio liuzzi associato di teoria generale del processo nell

Dettagli

PROCESSO TRIBUTARIO NUOVI TERMINI

PROCESSO TRIBUTARIO NUOVI TERMINI PROCESSO TRIBUTARIO NUOVI TERMINI La riforma del processo civile (Legge n. 69 del 18 giugno 2009, in S.O. n. 95/L alla G.U. del 19 giugno 2009 n. 140), entrata in vigore sabato 04 luglio 2009, ha modificato

Dettagli

Sezione Lavoro. Sentenza n. 21833 del 12 ottobre 2006. (Presidente S. Mattone Relatore V. Di Nubila)

Sezione Lavoro. Sentenza n. 21833 del 12 ottobre 2006. (Presidente S. Mattone Relatore V. Di Nubila) Studio Legale Celotti www.studiolegalecelotti.it CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sezione Lavoro Sentenza n. 21833 del 12 ottobre 2006 (Presidente S. Mattone Relatore V. Di Nubila) SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Dettagli

Tribunale di Torino Sezione Terza Civile Sentenza 8 11 dicembre 2007, n. 7797 Giudice Di Capua Ricorrente Dagati

Tribunale di Torino Sezione Terza Civile Sentenza 8 11 dicembre 2007, n. 7797 Giudice Di Capua Ricorrente Dagati Tribunale di Torino Sezione Terza Civile Sentenza 8 11 dicembre 2007, n. 7797 Giudice Di Capua Ricorrente Dagati Svolgimento del processo ed esposizione dei fatti Con atto di citazione in opposizione datato

Dettagli

I vizi lamentati per la loro classicità e molteplicità possono essere assunti ad un caso di scuola:

I vizi lamentati per la loro classicità e molteplicità possono essere assunti ad un caso di scuola: IMPUGNAZIONE DELIBERA ASSEMBLEA CONDOMINIALE MOTIVI VIZI INSUSSISTENZA RIGETTO [Tribunale di Napoli, Sezione XII, Civile sentenza 24 gennaio 2013 commento e testo (Nota a cura dell Avv. Rodolfo Cusano)

Dettagli

Tribunale di Pavia - 09.02.2009 n. 492 - Dott. Tarantola - P.A. srl (Avv.ti Di Giorgi, Maggi, Tozzoli) - INPS (Avv. De Maestri)

Tribunale di Pavia - 09.02.2009 n. 492 - Dott. Tarantola - P.A. srl (Avv.ti Di Giorgi, Maggi, Tozzoli) - INPS (Avv. De Maestri) Danno (Risarcimento del) - Assenza per malattia del lavoratore - Richieste reiterate del datore di lavoro all'inps di visita medico-legale di controllo - Omesso riscontro di talune richieste - Danno per

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI VARESE PRIMA SEZIONE CIVILE IN FATTO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI VARESE PRIMA SEZIONE CIVILE IN FATTO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI VARESE PRIMA SEZIONE CIVILE IN FATTO Con ricorso per decreto ingiuntivo del 2 agosto 2011, la Banca (Omissis) deduceva di avere sottoscritto

Dettagli

L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima

L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima L adesione del consumatore (a cura dell Avv. Fabrizio Cipollaro) Le adesioni dei consumatori all azione collettiva possono essere manifestate prima dell atto introduttivo del giudizio, perché le azioni

Dettagli

IL TRIBUNALE DI PALERMO TERZA SEZIONE CIVILE

IL TRIBUNALE DI PALERMO TERZA SEZIONE CIVILE IL TRIBUNALE DI PALERMO TERZA SEZIONE CIVILE in composizione monocratica, nella persona del giudice Giuseppe Rini, sciogliendo la riserva assunta all udienza del 28 novembre 2013, ha pronunciato la seguente

Dettagli

La Corte, riunita in camera di consiglio in persona dei magistrati

La Corte, riunita in camera di consiglio in persona dei magistrati REPUBBLICA ITALIANA CORTE DI APPELLO DI POTENZA SEZIONE CIVILE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO La Corte, riunita in camera di consiglio in persona dei magistrati -dott. Ettore NESTI -dott. Rocco PAVESE -dott.

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Tribunale di Verona Sentenza 6.6.2014 (Composizione monocratica Giudice LANNI) REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI VERONA SEZIONE I nella persona del dott. Pier

Dettagli

PREMESSA TRIBUNALE CIRCONDARIALE DI SIRACUSA SEZIONE DISTACCATA DI AUGUSTA COMPARSA DI COSTITUZIONE E DI RISPOSTA

PREMESSA TRIBUNALE CIRCONDARIALE DI SIRACUSA SEZIONE DISTACCATA DI AUGUSTA COMPARSA DI COSTITUZIONE E DI RISPOSTA PREMESSA Ai sensi dell art. 166 c.p.c., il convenuto si costituisce in giudizio mediante deposito in cancelleria della comparsa di risposta, della copia della citazione notificata, della procura e dei

Dettagli

NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE

NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE NOTIFICA AL DIFENSORE DEL DECRETO DI CITAZIONE A GIUDIZIO VIZI RIMEDI - CONSEGUENZE Il Caso La Procura della Repubblica notificava, ai sensi dell art. 415 bis c.p.p., l avviso di conclusione delle indagini

Dettagli

Sentenza. del 23 ottobre 2013 - e. coniugi e consumati

Sentenza. del 23 ottobre 2013 - e. coniugi e consumati Conto corrente cointestato tra coniugi e disciplina della comunione de residuo TRIBUNALE DI BARI - Sentenza del 23 ottobre 2013 - e massima a cura dell Avv. Daniela Angelini Sono esclusi dalla comunione

Dettagli

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO

NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO NULLITA DEL CONTRATTO PER MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL LEGALE RAPPRESENTANTE DELL INTERMEDIARIO FINANZIARIO Trib. Rimini 2.2.2012 commento e testo Giovanni FRANCHI P&D.IT Questa volta è stato il Tribunale

Dettagli

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO CORSO BASE SULLE PROCEDURE GIUDIZIARIE DELL AUTUNNO 2006 LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO AVV. ALESSANDRO CAINELLI INDICE PREMESSA p. 3 I. LA NULLITÀ DELLA RELAZIONE p. 4 1. Cause di nullità formale

Dettagli

Capitolo V Criteri generali per la liquidazione

Capitolo V Criteri generali per la liquidazione Capitolo V Criteri generali per la liquidazione Sommario: 1. Liquidazione onorari a carico del soccombente - 2. Cause di particolare importanza - 3. Liquidazione onorari a carico del cliente. Prestazione

Dettagli

Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero

Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero Controversie relative al licenziamento: applicabilità del rito Fornero A cura di CDL Roberto Cristofaro Lo speciale rito Fornero è istituito dalla riforma del lavoro per l utilizzo nelle controversie relative

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N.

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N. SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE I SENTENZA 13 GENNAIO 2014, N. 487 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE PRIMA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri

Dettagli

ORDINE DEGLI AVVOCATI

ORDINE DEGLI AVVOCATI TRIBUNALE DI MONZA CAMERA PENALE ORDINE DEGLI AVVOCATI DI MONZA DI MONZA Aggiornamento del prontuario per la liquidazione degli onorari ai difensori dei cittadini non abbienti ammessi al patrocinio a spese

Dettagli

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI Studio n. 100/2003/T DECADENZA DALLE C.D. AGEVOLAZIONI PRIMA CASA Approvato dalla Commissione studi tributari il 19 dicembre 2003. 1. Introduzione Con il comma 5 dell art. 41

Dettagli

ORDINANZA N. 62 ANNO 2007 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Franco BILE Presidente -

ORDINANZA N. 62 ANNO 2007 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Franco BILE Presidente - ORDINANZA N. 62 ANNO 2007 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE composta dai signori: - Franco BILE Presidente - Giovanni Maria FLICK Giudice - Francesco AMIRANTE " -

Dettagli

Diritto e processo.com. Cassazione, sez. Unite Civili, 1 febbraio 2012, n. 1418. (Estratto da Diritto e Processo formazione n.4/2012) QUESTIO IURIS

Diritto e processo.com. Cassazione, sez. Unite Civili, 1 febbraio 2012, n. 1418. (Estratto da Diritto e Processo formazione n.4/2012) QUESTIO IURIS Il ritiro della notifica è atto processuale? E se coincide con il sabato è prorogato al primo giorno seguente non festivo? notifica e compiuta giacenza di Elena Loghà Diritto e processo.com Cassazione,

Dettagli

MEDIAZIONE E CONCILIAZIONE

MEDIAZIONE E CONCILIAZIONE MEDIAZIONE E CONCILIAZIONE Strumento non giurisdizionale di risoluzione delle controversie mediazione > attività svolta per raggiungere un accordo tra le parti conciliazione > il risultato di siffatta

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO IL GIUDICE UNICO DELLE PENSIONI

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO IL GIUDICE UNICO DELLE PENSIONI Sent.517/2013 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE DEI CONTI SEZIONE GIURISDIZIONALE PER LA REGIONE LAZIO IL GIUDICE UNICO DELLE PENSIONI dott. Luigi IMPECIATI nella pubblica udienza

Dettagli

L INGIUNZIONE DI PAGAMENTO EUROPEA (I.P.E.) Regolamento CE n. 1896/2006

L INGIUNZIONE DI PAGAMENTO EUROPEA (I.P.E.) Regolamento CE n. 1896/2006 IL DECRETO INGIUNTIVO ITALIANO ED EUROPEO: PROFILI APPLICATIVI E QUESTIONI INTERPRETATIVE L INGIUNZIONE DI PAGAMENTO EUROPEA (I.P.E.) Regolamento CE n. 1896/2006 Stefano Bastianon Università degli Studi

Dettagli

REGOLAMENTO ARBITRATO ADR

REGOLAMENTO ARBITRATO ADR REGOLAMENTO ARBITRATO ADR Articolo 1 PRINCIPI E AMBITO DI APPLICAZIONE 1.1 Lo scopo principale della procedura di Arbitrato Adr della Fondazione Aequitas Adr è di offrire alle parti un arbitrato rituale

Dettagli

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 16 luglio 5 novembre 2015, n. 22627 Svolgimento del processo 1. La Corte d Appello di Milano, con la sentenza n. 1018/14, depositata il 6 novembre 2014,

Dettagli

CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA DEL 22 GIUGNO 2011, N. 13642

CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA DEL 22 GIUGNO 2011, N. 13642 CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA DEL 22 GIUGNO 2011, N. 13642 Svolgimento del Processo La controversia concerne l impugnazione da parte del contribuente del silenzio rifiuto opposto dall amministrazione ad

Dettagli

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio.

3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Conseguenze dell istanza Conseguenze dell istanza 3. Conseguenze dell istanza. 3.1. Chiamata in giudizio e costituzione in giudizio. Le conseguenze della presentazione dell istanza di mediazione possono

Dettagli

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO

AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO AUTOTUTELA TRIBUTARIA E DECADENZA DEI TERMINI DI ACCERTAMENTO a cura Cosimo Turrisi L autotutela tributaria è un procedimento amministrativo di secondo grado che consente, in ossequio ai principi di cui

Dettagli

Oggetto: Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Recupero delle spese nelle ipotesi previste dall art. 134 del D.P.R. n. 115/2002.

Oggetto: Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Recupero delle spese nelle ipotesi previste dall art. 134 del D.P.R. n. 115/2002. Al Sig. Presidente del Tribunale di Patti Oggetto: Patrocinio a spese dello Stato nel processo civile. Recupero delle spese nelle ipotesi previste dall art. 134 del D.P.R. n. 115/2002. I seguenti quesiti,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Sezione Terza Civile SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Sezione Terza Civile SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI TORINO Sezione Terza Civile in funzione di Giudice di Appello in composizione monocratica ha pronunciato la seguente: SENTENZA nella causa

Dettagli

TRIBUNALE DI PALERMO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI PALERMO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO TRIBUNALE DI PALERMO REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale in composizione monocratica, nella persona del G.O.T. Dott.ssa Chiara Francesca Maria Spiaggia, della III Sezione Civile,

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati:

TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: TRIBUNALE ORDINARIO DI BRESCIA Sezione Fallimentare e Commerciale Il Tribunale, riunito in camera di consiglio in persona dei seguenti magistrati: dott. Antonio Cumin, presidente dott. Giovanni Frangipane,

Dettagli

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale

CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale CONDOMINIO- La legittimazione a impugnare la delibera condominiale Alle ipotesi codicistiche originarie del condomino assente o dissenziente la legge di riforma del condominio ha aggiunto la legittimazione

Dettagli

LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Ufficio legale Civitanova Marche 12/10/2012

LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA. Ufficio legale Civitanova Marche 12/10/2012 AGENZIA DELLE ENTRATE Direzione Regionale delle Marche LA MEDIAZIONE TRIBUTARIA Ufficio legale Civitanova Marche 12/10/2012 1 LA NORMA La mediazione ( Il reclamo e la mediazione ) è stata inserita nel

Dettagli

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DECRETO 20 LUGLIO 2012, N. 140 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate

Dettagli

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012. DIREZIONE SERVIZI TRIBUTARI Anno 2012 Circ. n. 31 28.03.2012-31/GPF/FS/om TITOLO: Mediazione tributaria - Chiarimenti e istruzioni operative - Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 9/E del 16 marzo 2012.

Dettagli

ULTIMISSIMI CODICI di Roberto GAROFOLI

ULTIMISSIMI CODICI di Roberto GAROFOLI ULTIMISSIMI CODICI di Roberto GAROFOLI a cura di Valerio de GIOIA Giovanna SPIRITO CODICE DI PROCEDURA CIVILE annotato con la giurisprudenza più recente e significativa 2014-2015 SOMMARIO CODICE PROCEDURA

Dettagli

Le nuove regole in materia di giurisdizione e competenza

Le nuove regole in materia di giurisdizione e competenza Le nuove regole in materia di giurisdizione e competenza Ampliamento della competenza del Giudice di Pace L art. 45, co. 1, della legge n. 69/09, oltre ad aumentare considerevolmente la competenza per

Dettagli

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna

CIRCOLARE N. 8/2007. DESTINATARI: Direzioni Centrali, Direzioni Regionali, Uffici Provinciali CIRCOLARI DELL ENTE MODIFICATE: nessuna CIRCOLARE N. 8/2007 PROT. n. 49031 ENTE EMITTENTE: Direzione Agenzia del Territorio. OGGETTO: Contenzioso tributario - Riassunzione del giudizio a seguito di sentenze della Corte di Cassazione - Effetti

Dettagli

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ.

APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. APPELLO CIVILE - APPELLABILITÀ - SENTENZE SECONDO EQUITÀ. CASS. CIV., SEZ. III, 11 GIUGNO 2012, N. 9432. Ai fini della ammissibilità dell'appello per le sentenze pronunciate dal giudice di pace secondo

Dettagli

Diritto Processuale Civile. L Appello

Diritto Processuale Civile. L Appello Diritto Processuale Civile L Appello L'appello nell'ordinamento civile è un mezzo di impugnazione ordinario, disciplinato dagli Artt. 339 e ss c.p.c,, e costituisce il più ampio mezzo di impugnazione,

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

Trattazione in camera di consiglio e in pubblica udienza

Trattazione in camera di consiglio e in pubblica udienza La trattazione 289 Trattazione in camera di consiglio e in pubblica udienza 6. L art. 33 prevede come modalità ordinaria per la trattazione della controversia la camera di consiglio, a meno che una delle

Dettagli

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE

ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Paolo Biavati ARGOMENTI DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE Ag g i o r na m e n t o n. 4 31 luglio 2012 L editore mette a disposizione sul sito nella sezione download i materiali e le schede di aggiornamento

Dettagli

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE

RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE Con ricorso, depositato in data 3.2.2012, C chiedeva a questo Tribunale di dichiarare la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario contratto

Dettagli

TRIBUNALE ORDINARIO di FIRENZE. Sezione lavoro ORDINANZA. contro. Avv. DE ANGELIS RAFFAELLA

TRIBUNALE ORDINARIO di FIRENZE. Sezione lavoro ORDINANZA. contro. Avv. DE ANGELIS RAFFAELLA TRIBUNALE ORDINARIO di FIRENZE Sezione lavoro ORDINANZA R.G. n. 2013 / 2679 ASSOCIAZIONE STUDI GIURIDICI SULL IMMIGRAZIONE Avv. CONSOLI DANIELA UNIVERSITA DEGLI STUDI DI FIRENZE Avv. DE ANGELIS RAFFAELLA

Dettagli

L udienza di discussione della causa (art. 420 c.p.c.)

L udienza di discussione della causa (art. 420 c.p.c.) Parte XX - Il processo del lavoro nullità derivante dalla mancata fissazione della nuova udienza, nella prima difesa successiva al fatto o alla notizia di esso (C., Sez. lav., 4.10.2004, n. 19834). Altresì,

Dettagli

Il consulente tecnico d ufficio e di parte nel processo civile

Il consulente tecnico d ufficio e di parte nel processo civile S.A.F. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE LUIGI MARTINO Il consulente tecnico d ufficio e di parte nel processo civile L attività del Consulente Tecnico di Parte nelle operazioni peritali Dott. Marco Capra 20 maggio

Dettagli

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Terza) SENTENZA

R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Terza) SENTENZA N. 01922/2014REG.PROV.COLL. N. 02907/2010 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) ha pronunciato la presente

Dettagli

Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo

Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo Separazione cointestazione del conto corrente Sentenza n. 19115/2012 commento e testo Studio legale law.it La documentazione in possesso della banca può dimostrare il contrario Nel corso di un giudizio

Dettagli

COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico

COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico COMUNE DI FAENZA Settore Sviluppo economico Analisi del procedimento di variante urbanistica accelerata di Claudio Facchini, dirigente del Settore Sviluppo economico del Comune di Faenza Edizione 1/CF/cf/11.04.2011

Dettagli