Piano Strategico Aree Gioco Urbane RELAZIONE ILLUSTRATIVA

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1 Piano Strategico Aree Gioco Urbane RELAZIONE ILLUSTRATIVA PROGETTO DEFINITIVO Ottobre 2009 Coordinamento progettuale Laboratorio Città Sostenibile Pier Giorgio Turi Responsabile Settore Gestione Verde Gabriele Bovo Gruppo di lavoro Laboratorio Città Sostenibile Maria Bucci Annamaria Ventura Collaborazione Settore Gestione Verde Luca Valperga Collaborazione Laboratorio Città Sostenibile Architetti Tutor

2 PIANO STRATEGICO DELLE AREE GIOCO URBANE RELAZIONE ILLUSTRATIVA PROGETTO DEFINITIVO Ottobre Perché un Piano per le aree gioco? L idea di elaborare un Piano per le aree gioco nasce nel 2004 all interno della collaborazione tra il Laboratorio Città Sostenibile ed il Settore Gestione Verde con l obiettivo di fornire una risposta concreta ai circa 5000 bambini e ragazzi delle scuole cittadine coinvolti nel progetto Torino, Città in Gioco. Un ampio percorso di lavoro sul tema della città dove è emerso con forza il tema del ripensare la natura e la qualità degli spazi urbani dedicati al gioco e alla socializzazione, destando molta attenzione da parte dei bambini e dei ragazzi e su cui si sono concentrate molte richieste. Questa esigenza di nuova qualità urbana riscontrata dal Laboratorio Città Sostenibile si è incrociata con la contestuale esigenza del Settore Gestione Verde di definire rinnovati strumenti per la pianificazione e la gestione delle aree gioco. Un obiettivo dettato dalla presenza sull intero territorio comunale ad ottobre 2009 di 269 aree attrezzate, per una superficie complessiva pari a circa metri quadrati, a cui vanno aggiunte le aree ancora in corso di realizzazione o in fase di progettazione per convenzioni in atto con operatori pubblici e privati. Una condizione strutturale che determina la presenza di attrezzature gioco in carico all Amministrazione e che impegna notevoli risorse destinate alla loro gestione. Da queste premesse, che non possono essere sottovalutate anche per le ricadute economicosociali determinate dalla vastità del fenomeno, e nata così l esigenza di condividere nuove strategie tra i diversi settori dell Amministrazione coinvolti per competenza al fine di poter programmare, progettare e intervenire in forma coordinata sul consistente parco delle aree gioco oggi di competenza comunale rispondendo, nel contempo, ad un ampia fascia di cittadini che richiede di migliorare la qualità di spazi molto diffusi ed utilizzati sul territorio. 2. Luoghi urbani a misura di bambino: una città sostenibile per tutti Per offrire una risposta strutturata al tema delle aree attrezzate al gioco il piano strategico per le aree gioco urbane si è configurato come un azione a carattere interdisciplinare nella quale sono confluiti un insieme di riflessioni per coniugare i diversi aspetti di natura tecnica, culturale, educativa e partecipativa legati al tema del gioco in città. L obiettivo principale perseguito è stato il dotarsi di uno strumento innovativo di pianificazione, nel quale siano ricompresi spazi pubblici ed aree di pertinenza scolastica, in grado di predisporre

3 le basi per la creazione di un sistema delle aree gioco urbane nel quale accogliere l esigenza di razionalizzare tutti gli interventi con adeguate garanzie di sicurezza strutturale e sociale, anche attraverso scelte coerenti con le necessità espresse dai principali fruitori di questi spazi urbani: i bambini, i ragazzi e le loro famiglie. Un piano strategico che, per la sua natura di strumento orientato a definire nuove modalità di gestione urbana, può essere anche una delle opportunità di sviluppo sostenibile coinvolgendo le competenze dei principali attori che ruotano intorno alla dimensione progettuale degli spazi gioco: i decisori, gli educatori, i tecnici e le numerose aziende che operano nel settore. In particolare uno dei concetti sul quale si fonda il piano strategico sullo spazio gioco in città è l assunzione di un modello urbanistico decisamente innovativo: assumere come parametro di qualità urbana le esigenze del cittadino bambino. Un modello ormai ampiamente condiviso dalla comunità scientifica più sensibile ai temi della sostenibilità urbana e che sta alla base delle azioni promosse dalla Città di Torino attraverso il Laboratorio Città Sostenibile, sperimentando azioni concrete di un urbanistica di prossimità frutto dell incrocio tra percorsi educativi, forme di pianificazione partecipata e disciplina urbanistica. Da questa specifica esperienza e in armonia con le numerose esperienze progettuali sperimentate a livello nazionale ed internazionale su nuove forme di organizzazione di spazi urbani a misura di bambino, nascono le linee guida ed i criteri d indirizzo che hanno orientato tutto il percorso per l estensione di un vero e proprio piano urbanistico dedicato agli spazi gioco. 3. La struttura del Piano per le aree gioco urbane La costruzione del Piano si è strutturata secondo diverse fasi che costituiscono il ciclo completo di pianificazione e delle azioni ad essa collegate: 3.1. Definizione degli indicatori di riferimento e prototipo di rilevazione In questa fase di avvio si è consolidato il metodo che ha permesso di definire la griglia degli indicatori che sono stati il sostegno per tutta la campagna di rilevazione partendo e interpretando le indicazioni contenute nella normativa europea UNI Gli indicatori sono stati individuati e selezionati per rilevare i diversi aspetti della qualità di un area urbana: la situazione ambientale, il livello di giocabilità, la percezione della sicurezza sociale, la qualità del contesto urbano. Le azioni realizzate in questa prima fase hanno consentito di definire la matrice, gli strumenti di rilevazione e il metodo di valutazione delle aree, che sono stati successivamente sperimentati sul campo per valutare l efficacia della metodologia di rilevazione e di valutazione della qualità percepita per i singoli spazi, che hanno portato alla messa a punto della scheda e degli strumenti da utilizzarsi nella campagna di rilevazione: 1. Identificazione dell area codice area; circoscrizione di appartenenza; nome assegnato; localizzazione toponomastica 2. Dimensionamento e caratteristiche generali dell area in base alle norme UNI art. 4.6 superficie area attrezzata; estratto cartografico dei limiti dell area verde e del perimetro recintato o dello spazio destinato al gioco attrezzato; superficie complessiva dell area verde in cui è ospitata l area gioco

4 3. Tipologia area sulla base della Tabella E del Regolamento del Verde di isolato (area verde sino a mq; area gioco non inferiore a 350 mq); di quartiere (area verde da a mq; area gioco non inferiore a 500 mq); di circoscrizione (area verde da a mq; area gioco non inferiore a 750 mq); urbana (area verde superiore a mq; area gioco non inferiore a mq) 4. Accessibilità e sicurezza dell area gioco in base alle norme UNI art. 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 6.2. valutazione delle caratteristiche degli accessi pedonali per raggiungere l area gioco; valutazione delle caratteristiche degli accessi ciclabili collocati sulle strade che costeggiano l area gioco; barriere architettoniche con rilevazione del livello di fruizione dell area e delle attrezzature gioco da parte di un utenza ampliata (adulti e bambini diversamente abili, adulti con passeggini ); presenza e tipologia delle recinzioni, presenza e tipologia della segnaletica; connessione con altre aree e livello di inserimento dell area nel più ampio sistema verde/gioco ed il possibile collegamento con altri spazi. 5. Giocabilità: spazi e attrezzature in base alle norme UNI art. 4.7, 4.8, 4.9, 4.10, 5 fascia di età a cui sono rivolte le attrezzature e soluzioni di gioco presenti all interno dell area; possibilità di gioco libero; numero e tipologia delle attrezzature gioco; situazioni di gioco alternativo alle attrezzature; superfici di impatto; qualità dello schema compositivo delle attrezzature gioco; presenza di spazi o di attrezzature sportive. 6. Spazi di socializzazione in base alle norme UNI art. 4.9, 4.11, 4.12, 4.13 Gli indicatori rilevano presenza, disposizione e caratteristiche degli elementi di arredo e dei servizi attinenti alle attività di sosta e socializzazione presso l area. 7. Qualità ambientale in base alle norme UNI art. 4.5, 5.1, 5.8 presenza, varietà e ricchezza degli elementi naturali presenti nell area; presenza di movimentazione del terreno; ombreggiature rispetto alla disposizione reciproca di elementi di gioco/arredo ed elementi arborei. 8. Qualità urbana Indicazione del contesto urbano e della presenza di elementi d importanza dal punto di vista storico/architettonico 9. Traffico veicolare livello del traffico veicolare nelle immediate vicinanze dell area gioco; presenza di altre fonti di inquinamento non dipese dal traffico veicolare 10. Fattori sociali mix sociale presente; livello di frequenza; percezione del livello di sicurezza sociale osservato durante la fase di rilievo o segnalato dai fruitori dell area. 11. Manutenzione in base alle norme UNI art. 7 indicatori del livello di manutenzione degli spazi e delle attrezzature presenti nell area 3.2. La campagna di rilevazione a scala urbana degli spazi dedicati al gioco Questa è stata la parte più impegnativa e consistente di tutto il percorso di estensione del Piano Strategico. Una fase durata tre anni, che ha coinvolto numerosi tecnici e che ha comportato una lettura diretta da parte dei rilevatori di tutte le aree attrezzate per il gioco, molte delle quali non cartografate o catalogate con precisione.

5 Sono state rilevate le 258 aree dislocate su tutto il territorio, per ognuna delle quali è disponibile la scheda di rilevazione, le immagini fotografiche panoramiche e di dettaglio, lo schema compositivo dell area e il numero di attrezzature presenti. Complessivamente sono state individuate 1313 attrezzature gioco e segnalate le dotazioni di arredo urbano o di altre attrezzature presenti su ogni area. Il risultato di questo lungo percorso è sintetizzato nelle schede e nelle tavole del Piano dedicate alla valutazione della qualità percepita : un analisi territoriale di dettaglio sullo stato complessivo delle aree gioco, classificate secondo un punteggio che pesa i diversi indicatori e li traduce in una scala di qualità dell area: ottima, buona, sufficiente, critica e molto critica. Premesso che la scala di giudizio è stata costruita in modo molto severo, dove per area ottima si intende uno spazio che somma una qualità molto alta di indicatori, di fatto già pensati in un ottica di valutazione futura delle aree, gli esiti a scala urbana possono ritenersi comunque soddisfacenti sullo stato complessivo delle aree: Aree rilevate 258 Di cui: Aree giudicate molto critiche Aree inadatte o da adeguare ai 4 requisiti PSAG Aree giudicate critiche Aree inadatte o da adeguare ai 82 requisiti PSAG Aree giudicate sufficienti Aree di livello Standard 113 Aree giudicate buone Aree adeguate ai requisiti PSAG 55 Aree giudicate ottime Casi esempio 4 Invece le tavole Localizzazione delle Aree riportano il censimento aggiornato ad ottobre 2009 di tutte le aree attrezzate per il gioco oggi attive e sottoposte a programmi di manutenzione ordinaria e straordinaria: Totale aree censite (ottobre 2009): Le 120 osservazioni al PSAG Come anticipato nel Progetto Preliminare le proposte del PSAG sono state presentate e sottoposte alle osservazioni dei civici settori competenti e delle Circoscrizioni. Gli esiti di questo articolato percorso sono state 112 osservazioni pervenute su questioni legate a scelte o indicazioni proposte dal Piano e 18 note di natura tecnica. Le 112 osservazioni sono state tutte controdedotte (vedi Report allegato)e quelle accolte hanno portato ad una complessiva revisione del Progetto Preliminare con l introduzione di nuove classificazioni, con un sistematico aggiornamento del patrimonio esistente e con l inserimento di tutte le aree oggi in fase di programmazione. 5. Le indicazioni del Piano Sulla base della valutazione qualitativa di ogni singola area, della sua posizione territoriale, della morfologia e delle caratteristiche ambientali, del contesto urbano e sociale nella quale è collocata, dei collegamenti ciclo-pedonali presenti e della vicinanza con punti sociali sensibili (scuole, centri collettivi, punti di aggregazione sociale, ecc.) e delle osservazioni raccolte, è stato costruito lo strumento di pianificazione per la riqualificazione, lo sviluppo e la manutenzione delle aree gioco urbane.

6 Gli esiti di questa fase sono raccolte nelle schede e nelle tavole di Piano che definiscono la proposta espressa per ogni singola area sia essa da realizzare, mantenere, riqualificare, potenziare, rilocalizzare o dismettere. Pertanto le indicazioni del Piano, nella stesura in forma definitiva, coinvolgono complessivamente 322 spazi, di cui 288 aree gioco e 34 cortili scolastici, per i quali è stato proposta un livello d intervento e una classificazione secondo diverse tipologie: 5.1. Tipologia di Piano Tipologia Area di Nuovo Impianto Area in Ambito Unitario NI Area in Ambito Unitario Area di Intervento Strategico Area di Intervento Prioritario Area di Intervento Secondario Area con Intervento Vincolato Area Consolidata Area in Rilocalizzazione Area Dismissibile o Temporanea Verde scolastico strategico Quantità Descrizione 19 Area inserita in programmi di realizzazione o proposta di nuova area di completamento 2 Area di Nuovo Impianto inserita in un ambito d intervento unitario con altre aree limitrofe 19 Area esistente inserita in un ambito d intervento unitario con altre aree limitrofe 11 Intervento ritenuto di particolare importanza per le particolari condizioni in cui versa l area o per le potenzialità ambientali e territoriali che possiede 27 Area ritenuta significativa per le sue caratteristiche morfologiche ed urbane con previsione di interventi integrati di riqualificazione di una certa entità 76 Area che necessita di interventi di non elevata entità (es. aggiungere o sostituire attrezzature, migliorare l arredo urbano, arricchire il sistema del verde) 11 Area che presenta livelli di criticità e la cui compatibilità ad una destinazione per l infanzia e l adolescenza è vincolata ad interventi di moderazione delle pressioni ambientali 103 Area che è stata oggetto di interventi recenti o che non presenta particolari esigenze d intervento 5 Area ritenuta inadatta ad accogliere un area gioco per aspetti dimensionali, ambientali o urbanistici e di cui si consiglia una rilocalizzazione in un ambito urbano limitrofo 15 Area ritenuta inadatta ad accogliere un area gioco per aspetti dimensionali, ambientali o urbanistici e di cui si consiglia una graduale dismissione 4 Struttura da inserirsi nelle realizzazioni previste nel quadro del progetto d intervento sui cortili scolatici con potenzialità per essere aperte al pubblico in forma controllata

7 Verde scolastico consolidato Totale aree PSAG Struttura già realizzata o inserita negli interventi previsti nel quadro del progetto sui cortili scolatici con potenzialità per essere aperte al pubblico in forma controllata 5.2. Tipologia Urbana Tipologia Quantità Descrizione Area di isolato 214 Dedicata prevalentemente ad un utenza residenziale e di prossimità Area di quartiere 27 Con potenzialità adatte ad accogliere un bacino d utenza a scala di quartiere Area di circoscrizione 12 Con vocazione ad assumere un ruolo urbano di rilevanza all interno della dimensione circoscrizionale Area di interesse urbano 11 Area con caratteristiche di interesse e di capacità attrattiva a scala urbana Area temporanea 12 Area con funzione temporanea in attesa di un intervento vincolato, di una sua rilocalizzazione o dismissione Area dismissibile 12 Area con proposta di dismissione Cortili scolastici 34 Verde scolastico consolidato e strategico Totale 322 In base ai risultati dell estensione preliminare del Piano rispetto all attuale stato di fatto, che comprende complessivamente 269 aree con una superficie attrezzata di metri quadrati, il Piano propone un sistema complessivo a chiusura della sua attuazione con 275 aree attrezzate (se non si calcolano le proposte di dismissione), con una superficie di progetto pari a metri quadrati. L intero sistema delle aree destinate al gioco, alla socializzazione comprende invece complessivamente 322 spazi tra aree gioco e cortili scolatici ritenuti strategici per un apertura pubblica controllata. Dal punto di vista statistico l attuale dotazione di metri quadrati per abitante con età compresa tra 0 e 14 anni (complessivamente ) pari a si passerebbe dagli attuali 2,41 metri quadri per abitante a 2,42 metri quadri per abitante in progetto, riequilibrando però gli standards nelle singole circoscrizioni (vedi allegato 6) 6. La definizione delle Norme di Attuazione del Piano Per rendere praticabile l attuazione del futura del Piano diventa essenziale produrre delle Norme di Attuazione che potrebbero confluire nella revisione del Regolamento del Verde Pubblico e Privato della Città di Torino, modificando e integrando quanto già definito dall articolo 65 Criteri per la progettazione e l allestimento di parchi e aree gioco. Gli elementi sui quali intervenire all interno del Regolamento possono essere così riepilogati:

8 Verifica e revisione della tabella E sulle dimensioni di riferimento per le aree gioco. Definire con maggiore chiarezza il tema delle recinzioni delle aree gioco e del loro rapporto con le recinzione delle aree verdi nelle quali sono inserite valutandone gli aspetti metodologici, normativi, funzionali, progettuali e dimensionali. Indicare le tipologie consigliate per la realizzazione delle superfici d impatto a seconda delle specificità dei diversi luoghi. Necessità di integrare nel progetto degli spazi ludici anche interventi di arredo urbano, di accessibilità pedonale/ciclabile e di qualificazione del sistema del verde. Incentivo all uso nella progettazione di materiali eco-compatibili o con caratteristiche ecoattive. Definizione di fasce di rispetto o di interventi di mitigazione per garantire requisiti minimi ambientali rispetto ad assi veicolari ad alta percorrenza o fonti di inquinamento elettromagnetico o acustico. Individuare caratteristiche e requisiti minimi del sistema di accessibilità urbana delle aree. Definire un piano triennale d intervento per l attuazione del piano. Modalità di presentazione e di approvazione dei progetti delle aree ludiche attrezzate. 7. Dal progetto definitivo all adozione Il Piano Strategico della Aree Gioco non è un obbligo normativo ma bensì una scelta dell Amministrazione di dotarsi di uno strumento di supporto alle decisioni. Pertanto non esiste una procedura consolidata da seguire per la sua approvazione. Ma resta comunque l esigenza di produrre un piano condiviso nelle sue principali scelte con gli attori istituzionali che ne dovranno fare uso, a tal fine l ipotesi di iter da seguire per l approvazione del progetto definitivo potrebbe essere la seguente: 1. Il Progetto Definitivo viene approvato dalla Giunta Comunale; 2. Il Progetto Definitivo entra in vigore e viene consegnato alle Circoscrizioni ed ai civici Settori competenti. 3. Viene istituito un Gruppo Tecnico a cui partecipano i Settori Civici competenti e i Settori Tecnici circoscrizionali che periodicamente (ogni sei mesi) verifica l attuazione e aggiorna le scelte del Piano. Conclusa la fase di procedura istituzionale, in coerenza con lo spirito che ha guidato l estensione del Piano, si aprirà una fase di presentazione pubblica dello strumento e degli esiti ottenuti proprio a partire dagli utenti principali, bambini e ragazzi, per i quali verrà avviato un percorso di coinvolgimento con forme di presentazione all interno delle Scuole. Contestualmente s intende avviare anche forme di incentivazione alla qualità progettuale delle aree ludiche e degli spazi dedicati all infanzia e all adolescenza in collaborazione con gli Ordini professionali e valutando, in alcuni casi, anche l uso del piccolo concorso di progettazione che privilegi la partecipazione di giovani progettisti. Infine le esperienze maturate potranno contribuire ad una campagna di sensibilizzazione su questi temi dedicata ad amministratori, tecnici ed operatori del settore.

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