A cura di Gerardo Guzzo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "www.ildirittoamministrativo.it A cura di Gerardo Guzzo"

Transcript

1 Le società partecipate nella Legge di Stabilità 2015: tra esigenze di razionalizzazione e prorogatio (la spending review può attendere). A cura di Gerardo Guzzo Sommario: 1. Introduzione. 2. L articolo 34 del d.l. n. 179/2012, come modificato dalla legge n. 15/ L articolo 43 del d.d.l. riguardante la Legge di Stabilità per l anno Considerazioni finali. 1. Introduzione Le società partecipate rappresentano un capitolo di spesa particolarmente ostico da affrontare considerate le varie criticità di ordine socio-politico-previdenziale insite in qualsiasi piano di razionalizzazione e riduzione che le riguardi. A fronte di tali evidenze, è sotto gli occhi di tutti la fatica del Parlamento a smantellare il rovinoso sistema clientelare messo in piedi negli anni dagli Enti Locali attraverso la fittizia costituzione di moduli societari partecipati che, in taluni casi, si sono rivelati utili esclusivamente per i pochissimi dipendenti assunti. Non si sottrae a questo pericoloso trend legislativo il d.d.l. avente ad oggetto la Legge di Stabilità per l anno 2015, attualmente al vaglio del Parlamento, che, nonostante l impietosa istantanea scattata dal Commissario nominato ad hoc, resa nota lo scorso 7 agosto 2014, sembra aver trovato il modo per introdurre un ulteriore slittamento dei termini di cessazione delle società pubbliche, oggi fissato al 31 dicembre 2014, differendolo al 31 dicembre Le ragioni di quest ennesimo ritardo risiedono, formalmente, nella necessità di incidere, con cautela, su aspetti sociali e previdenziali - fisiologici in ogni processo di razionalizzazione e riduzione che si sostanziano nel problema di come assorbire i costi del personale in esubero messo in mobilità. Tuttavia, in disparte questa seppur comprensibile preoccupazione, si ha la netta sensazione che la politica non riesca a trovare il coraggio di tagliare gli sprechi resi tanto più evidenti ed odiosi dalla chiarissima ed impietosa relazione vergata dal Commissario per la spending review. In altre parole, i tagli alla spesa possono attendere, almeno fino al prossimo restyling legislativo annunciato per il

2 2. L articolo 34 del d.l. n. 179/2012, come modificato dalla legge n. 15/2014 Com è noto, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 4 ottobre 2012, licenziò un nuovo decreto sviluppo 2, poi pubblicato sulla G.U., n. 245, S.O. n. 194, del 19 ottobre 2012, rubricato n. 179/2012, entrato in vigore il 20 ottobre 2012 e successivamente convertito nella legge n. 221/2012 1, all'interno del quale furono inserite alcune norme dedicate ai SPL di rilevanza economica. L'articolo 34 del d.l. n. 179/2012 ne costituiva il paradigma. Infatti, al comma 20, prevedeva che per i servizi pubblici locali di rilevanza economica: ( ) al fine di assicurare il rispetto della disciplina europea, la parità tra gli operatori, l'economicità della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettività di riferimento, l'affidamento del servizio è effettuato sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet dell'ente affidante, che dà conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall'ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e che definisce i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche se previste ( ). La norma, evidentemente attraversata da una condivisibile scelta di trasparenza, subordinava, allora come ora, l'affidamento diretto di un SPL di rilevanza economica sia alla stesura di una relazione ad hoc, dalla quale ricavare le ragioni che inducono l'ente verso tale scelta in luogo dell'interpello del mercato, che alla sussistenza dei requisiti previsti dall'ordinamento europeo (controllo analogo e prevalenza dell'attività in favore dell'ente costituente). Il successivo comma 21, a sua volta, aggiungeva che: ( ) in relazione agli affidamenti in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto, la relazione prevista al comma 20 deve essere pubblicata entro la data del 31 dicembre Per gli affidamenti per i quali non è prevista una data di scadenza, gli enti competenti provvedono contestualmente ad inserire nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto un termine di scadenza dell'affidamento, pena la cessazione dell'affidamento medesimo alla data del 31 dicembre 2013 ( ). Il precetto contenuto nella norma sollevava qualche perplessità. Infatti, da un lato, si pretendeva che la relazione esplicativa delle ragioni che inducevano l'ente pubblico ad un affidamento diretto del servizio già in essere e della sussistenza dei requisiti venisse pubblicata entro il 31 dicembre 2013 e, dall'altro, che non venisse irrogata alcuna sanzione in caso di inosservanza dell'obbligo con conseguente pacifica durata delle società fino alla scadenza prevista da contratto. Al contrario, nella seconda ipotesi prevista dal medesimo comma 21, che si riferiva ai casi di affidamento di servizio 1 Per il testo integrale della legge di conversione si rinvia a G.U. n. 294 del Suppl. Ordinario n

3 per i quali non fosse prevista alcuna scadenza, l'inadempimento dell'ente pubblico determinava la cessazione dell'affidamento. In tali ipotesi, il Legislatore imponeva agli enti competenti di inserire nel contratto di servizio un termine di scadenza, pena la cessazione dell'affidamento alla data del 31 dicembre Il successivo comma 22, invece, si riferiva alle società quotate in borsa. Al riguardo esso stabiliva che: ( ) gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1 ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica già quotate in borsa a tale data, e a quelle da esse controllate ai sensi dell'articolo 2359 del Codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessità di apposita deliberazione dell'ente affidante, il 31 dicembre 2020 ( ). Così facendo, il Legislatore calendarizzava la cessazione delle società pubbliche quotate in borsa spostando al 2020 la data ultima di sopravvivenza. Infine, il comma 23 dell'articolo 34 introduceva, dopo il comma 1 dell'articolo 3-bis, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n , il comma 1-bis, a tenore del quale: ( ) le procedure per il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica sono effettuate unicamente per ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei di cui al comma 1 del presente articolo dagli enti di governo istituiti o designati ai sensi del medesimo comma ( ). Il Legislatore, al fine di razionalizzare l erogazione dei servizi e i relativi costi, ha ritenuto opportuno che l'affidamento avesse luogo per ambiti o bacini territoriali ottimali o omogenei. In conclusione, dal testo in commento scompariva, opportunamente, ogni riferimento al limite massimo dei euro annui di valore del servizio da affidarsi senza gara e venivano calendarizzate le date di cessazione degli affidamenti diretti, rispettivamente, per il 31 dicembre 2013, se non era inserita alcuna data di scadenza nel contratto di servizio già in corso, e del 31 dicembre 2020, per le società quotate in borsa, a patto che il contratto di servizio non prevedesse, parimenti, alcuna data. Senonché, il testo di legge in discorso ha subito delle modifiche nel tempo, limitatamente ai commi 21 e 23 dell articolo 34, per effetto, rispettivamente, dell articolo 13 d.l. n. 150/2013 (cd. decreto legge mille proroghe ), convertito, con modifiche, nella legge n. 15 del 27 febbraio e, de iure condendo, dell articolo 43, comma 5, della legge di stabilità per l anno 2015 di cui si dirà nel corso dell odierno studio. In particolare, l articolo 13, nella versione definitiva approvata dalla legge di conversione n. 15/2014, è intervenuto sull articolo 34 del d.l. 2 Per un approfondimento sul tema si rinvia a G. Guzzo, I SPL di rilevanza economica dopo il restyling del d.l. n. 138/2011: nuove regole e vecchie questioni ; in n. 7-8/ Per una completa lettura del testo di legge riportato si rinvia a G.U. n. 49 del

4 n. 179/2012 che, come cennato, imponeva agli enti affidanti di adeguare gli affidamenti in essere, ove non conformi, alla normativa comunitaria, pubblicando una apposita relazione in assenza della quale gli stessi sarebbero cessati al Più nel dettaglio, la novella del 2014 ha inciso sul comma 21 del citato articolo 34 introducendo una deroga al sistema delle cessazioni già regolamentato. In sostanza, il decreto milleproroghe, al fine di salvare dalla cessazione i numerosi affidamenti non conformi e non suscettibili di adeguamento, ha inteso derogare al citato articolo 34, pur senza limitarsi a prorogare, sic et simpliciter, al il termine in origine previsto al per la cessazione di dette società. Infatti, il Legislatore, evitando accuratamente di introdurre una facile proroga, ha licenziato alcune disposizioni che attraversano la preesistente disciplina in materia di A.T.O. codificando una sostanziale deroga a quanto previsto dal comma 21 dell articolo 34 del d.l. n. 179/2012. La norma in parola, infatti, stabilisce che: ( ) in deroga a quanto previsto dall'articolo 34, comma 21, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, al fine di garantire la continuità del servizio, laddove l ente di governo dell ambito o bacino territoriale ottimale e omogeneo abbia già avviato le procedure di affidamento, il servizio è espletato dal gestore o dai gestori già operanti fino al subentro del nuovo gestore e comunque non oltre il 31 dicembre 2014 (comma 1). La mancata istituzione o designazione dell ente di governo dell ambito territoriale ottimale ai sensi del comma 1 dell articolo 3-bis del decreto-legge del 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, ovvero la mancata deliberazione dell affidamento entro il termine del 30 giugno 2014, comportano l esercizio dei poteri sostitutivi da parte del Prefetto competente per territorio, le cui spese sono a carico dell ente inadempiente, che provvede agli adempimenti necessari al completamento della procedura di affidamento entro il 31 dicembre 2014 (comma 2). Il mancato rispetto dei termini di cui ai commi 1 e 2 comporta la cessazione degli affidamenti non conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea alla data del 31 dicembre 2014 (comma 3). Il presente articolo non si applica ai servizi di cui all articolo 34, comma 25, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 (comma 4). Così facendo, di fatto, si è astrattamente consentito lo slittamento al 31 dicembre 2014 della cessazione ex lege degli affidamenti non conformi di cui al comma 21 dell articolo 34, utilizzando il sistema della deroga piuttosto che quello della proroga a condizione, però, che non si sia proceduto alla istituzione o designazione dell ente di governo dell A.T.O. ovvero non sia stato deliberato l affidamento entro il 30 giugno Pare opportuno sottolineare che l istituto della prorogatio, applicato alla prosecuzione della gestione del servizio da parte del gestore già operante, ha un carattere eccezionale e, comunque, non potrebbe proiettarsi oltre il 31 dicembre 2014, anche 4

5 nell ipotesi in cui fossero già state avviate le procedure di affidamento entro il 30 giugno Questo significa che se le procedure di affidamento non saranno state ultimate entro il si verificherà, in ogni caso, la cessazione degli affidamenti non conformi alla disciplina europea. Del resto, la stessa AGCM, con proprio parere del 14 aprile 2014, pubblicato sul Bollettino n. 16 del , ha avuto modo di chiarire che: ( ) l art. 34 del D.L. n. 179/12 e l art. 13 del D.L. n. 150/13, lungi dall autorizzare ulteriori proroghe degli affidamenti di servizi pubblici locali non conformi al quadro normativo comunitario, impongono alle amministrazioni dei precisi obblighi di fare, consistenti nell adozione di provvedimenti finalizzati a regolarizzare (se del caso anche liberalizzando) le forme di gestione dei servizi in un ottica di progressivo efficientamento delle gestioni. In tale contesto, l utilizzo dell istituto della proroga dei contratti di servizio pubblico dovrebbe essere circoscritto a quelle situazioni realmente emergenziali e non prevedibili, in cui sia in pericolo la prosecuzione del servizio. In altri termini, la proroga non può prestarsi ad un utilizzo distorto, legittimando il perdurare di affidamenti non conformi, per lo più riconducibili come nel caso di specie ad una precisa strategia dilatoria dell amministrazione, volta ad eludere il dettato normativo approfittando di qualsiasi finestra che consenta di prolungare il più possibile il mantenimento dello status quo ( ). La norma in parola, nonostante il monito dell AGCM, rischia di essere nuovamente novellata per mano della Legge di Stabilità per l anno 2015, al pari del successivo comma 23 dell articolo 34 del d.l. n. 179/ L articolo 43 del d.d.l. riguardante la Legge di Stabilità per l anno 2015 Il quadro normativo così delineato sembra destinato a durare il tempo di una stagione. Infatti, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 ottobre scorso, ha approvato il testo del disegno della Legge di Stabilità 2015, attualmente all esame del Parlamento. L impalcatura del d.d.l. sembra costruita su una evidente esigenza di taglio alla spesa pubblica all interno della quale trovano cittadinanza anche delle norme mirate che riguardano da vicino le società partecipate. In particolare, l articolo 43, rubricato razionalizzazione delle società partecipate locali, contiene delle interessanti novità mutuate da alcune indicazioni fornite dal Commissario della revisione della spesa (spending review), C.C., contenute nel documento del 7 agosto la cui rubrica, non a caso, reca la stessa dicitura del titolo dell articolo del disegno di legge in parola. I risparmi previsti dal Commissario nell esercizio 2015 dovrebbero ammontare a circa cinquecento milioni di euro, con un incremento fino a due miliardi nel triennio 2015/2017. Per traguardare 4 Per una consultazione del testo integrale del parere si rinvia al sito istituzionale 5 Per la consultazione integrale della relazione si rinvia al sito istituzionale revisionedellaspesa.gov.it 5

6 questo obiettivo di risparmio, il numero delle partecipate dovrebbe essere ridotto di circa duemila unità per attestarsi intorno a circa seimila unità l anno prossimo. Dalla relazione del suddetto Commissario emergono dei dati significativi che spetterà alla Legge di Stabilità razionalizzare. In particolare, emerge che oltre milletrecento società hanno un fatturato inferiore a centomila euro ed oltre duemilaseicento hanno un fatturato con meno di 1 milione di euro. Sono state censite oltre tremila partecipate senza o con pochi dipendenti (meno di sei) ed in molti casi il numero dei dipendenti è inferiore a quello dei componenti dei consigli di amministrazione. Non è marginale, inoltre, che in diversi casi le partecipate diano corpo a scatole vuote che gestiscono affidamenti in house esclusivamente attraverso subappalti. Infine, circa il sedici per cento delle partecipate, pari ad oltre milleduecento, o hanno già cessato l attività, oppure sono in liquidazione volontaria, oppure soggette a procedure concorsuali. La criticità, in casi del genere, si specifica nella lentezza del processo di liquidazione che, pertanto, andrebbe velocizzato anche in ragione del fatto che per circa il quaranta per cento esso è iniziato prima del Questo il quadro generale all interno del quale si colloca l articolo 43 del d.d.l. della Legge di Stabilità per l anno Non a caso, la norma in parola è scomponibile in due blocchi di prescrizioni: il primo prevede un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente ed indirettamente possedute; il secondo interviene sulla disciplina dell organizzazione delle gestioni dei servizi pubblici locali a rilevanza economica e a rete, incidendo l articolo 3 bis del d.l. 138/2011. La norma è indirizzata alle Regioni, Province, Comuni, Camere di Commercio, Università, Istituti di istruzione universitaria pubblici e Autorità portuali. Restano fuori dal fuoco di applicazione della stessa le amministrazioni centrali dello Stato e il parastato. Per conseguenza, gli effetti delle disposizioni contenute nell articolo 43 del d.d.l. in esame colpiscono le società e le partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute da tali soggetti pubblici. Trattandosi di una previsione normativa orientata alla riduzione di un cospicuo numero di società partecipate, gli strumenti utilizzati dal Legislatore sono diversi: 1. la cancellazione delle società e delle partecipazioni societarie non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali, anche mediante la messa in liquidazione o la cessione; 2. l eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività analoghe o similari a quelle svolte da altre società partecipate o da enti pubblici strumentali, anche mediante operazioni di fusione o di internalizzazione delle funzioni; 3. l aggregazione di società di servizi pubblici locali di rilevanza economica; 4. il contenimento dei costi di funzionamento, anche per il tramite di una riorganizzazione degli organi amministrativi e di controllo e delle strutture aziendali, nonché attraverso la riduzione delle relative remunerazioni. Il 6

7 termine ultimo entro il quale razionalizzare viene individuato nel 31 dicembre 2015, cioè viene posticipato di un anno rispetto all attuale previsione normativa. Il percorso da seguirsi prevede la predisposizione di un piano operativo di razionalizzazione che deve contenere le modalità e i tempi di attuazione, nonché il dettaglio dei risparmi da conseguire. L articolo 43 stabilisce che il piano operativo di razionalizzazione sia supportato da una relazione tecnica che dovrà necessariamente indicare: a) le società e le partecipazioni societarie oggetto della razionalizzazione. L ente locale avvalendosi della delibera di ricognizione delle società e degli organismi partecipati individua le società oggetto della razionalizzazione; b) I tempi di attuazione del piano di razionalizzazione. E la norma stessa a fissare il cronoprogramma: entro il 31 marzo 2015 la predisposizione del piano operativo di razionalizzazione, entro 31 dicembre 2015 la ultimazione del processo di razionalizzazione ed, infine, entro il 15 marzo 2016, la predisposizione di una relazione sull attuazione e sui risultati conseguiti dal piano operativo; c) le modalità di attuazione della razionalizzazione. Per ogni singola società o partecipazione azionaria deve essere indicata la modalità di razionalizzazione del ventaglio societario (la dismissione, la fusione, l aggregazione fra società o l internalizzazione dei servizi). Il controllo sull attuazione del piano operativo è demandato alla Corte dei Conti. Infatti, il piano di razionalizzazione e la relazione di attuazione, una volta adottati, devono essere trasmessi alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti. Inoltre, il piano, la relazione tecnica e la relazione di attuazione debbono essere pubblicati sul sito internet istituzionale dell ente, nella sezione trasparenza, in quanto tale obbligo di pubblicità è imposto sulla base delle disposizioni del decreto legislativo 14 marzo 2013, n Per quanto concerne la disciplina della procedura di scioglimento, di liquidazione o di dismissione delle società costituite o partecipate essa è demandata esclusivamente alla normativa civilistica in materia di società. Viene escluso, quindi, qualsiasi riferimento alla normativa specifica dettata per le società partecipate in materia di razionalizzazione. La norma prevede, in più, alcuni incentivi volti ad incoraggiare il processo di razionalizzazione. Al riguardo, vengono riconfermati: 1. gli incentivi fiscali per le operazioni di scioglimento o alienazione 7 ; 2. le procedure di mobilità del personale per 6 Si tratta del testo di legge rubricato Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, pubblicato in G.U. n. 80 del 5 aprile Al riguardo, la legge 147/2013, all articolo 1, comma 568-bis, stabilisce che: Le pubbliche amministrazioni locali indicate nell elenco di cui all articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e le società da esse controllate direttamente o indirettamente possono procedere: a) allo scioglimento della società controllata direttamente o indirettamente. Se lo scioglimento e in corso ovvero e deliberato non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, gli atti e le 7

8 le società che si sciolgono 8 ; 3. l esclusione dal Patto di stabilità dei proventi derivanti dalle dismissioni o di quotazione di aziende di servizi pubblici locali, a condizione che le entrate operazioni posti in essere in favore di pubbliche amministrazioni in seguito allo scioglimento della società sono esenti da imposizione fiscale, incluse le imposte sui redditi e l imposta regionale sulle attività produttive, ad eccezione dell imposta sul valore aggiunto. Le imposte di registro, ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. In tal caso i dipendenti in forza alla data di entrata in vigore della presente disposizione sono ammessi di diritto alle procedure di cui ai commi da 563 a 568 del presente articolo. Ove lo scioglimento riguardi una società controllata indirettamente, le plusvalenze realizzate in capo alla società controllante non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono deducibili nell esercizio in cui sono realizzate e nei quattro successivi; b) all alienazione, a condizione che questa avvenga con procedura a evidenza pubblica deliberata non oltre dodici mesi ovvero sia in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione, delle partecipazioni detenute alla data di entrata in vigore della presente disposizione e alla contestuale assegnazione del servizio per cinque anni a decorrere dal 1º gennaio In caso di società mista, al socio privato detentore di una quota di almeno il 30 per cento alla data di entrata in vigore della presente disposizione deve essere riconosciuto il diritto di prelazione. Ai fini delle imposte sui redditi e dell imposta regionale sulle attività produttive, le plusvalenze non concorrono alla formazione del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono deducibili nell esercizio in cui sono realizzate e nei quattro successivi. 8 La legge 147/2013, all articolo 1, commi , dispone che: Le società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni di cui all articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, o dai loro enti strumentali, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati e delle società dalle stesse controllate, anche al di fuori delle ipotesi previste dall articolo 31 del medesimo decreto legislativo n. 165 del 2001, possono, sulla base di un accordo tra di esse, realizzare, senza necessità del consenso del lavoratore, processi di mobilità di personale anche in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, in relazione al proprio fabbisogno e per le finalità dei commi 564 e 565, previa informativa alle rappresentanze sindacali operanti presso la società e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo dalla stessa applicato, in coerenza con il rispettivo ordinamento professionale e senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. Si applicano i commi primo e terzo dell articolo 2112 del codice civile. La mobilità non può comunque avvenire tra le società di cui al presente comma e le pubbliche amministrazioni Gli enti che controllano le società di cui al comma 563 adottano, in relazione ad esigenze di riorganizzazione delle funzioni e dei servizi esternalizzati, nonché di razionalizzazione delle spese e di risanamento economico-finanziario secondo appositi piani industriali, atti di indirizzo volti a favorire, prima di avviare nuove procedure di reclutamento di risorse umane da parte delle medesime società, l acquisizione di personale mediante le procedure di mobilita di cui al medesimo comma Le società di cui al comma 563, che rilevino eccedenze di personale, in relazione alle esigenze funzionali o ai casi di cui al comma 564, nonché nell ipotesi in cui l incidenza delle spese di personale sia pari o superiore al 50 per cento delle spese correnti, inviano alle rappresentanze sindacali operanti presso la società e alle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto collettivo dalla stessa applicato un informativa preventiva in cui sono individuati il numero, la collocazione aziendale e i profili professionali del personale in eccedenza. Tali informazioni sono comunicate anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri Dipartimento della funzione pubblica. Le posizioni dichiarate eccedentarie non possono essere ripristinate nella dotazione di personale neanche mediante nuove assunzioni. Si applicano le disposizioni dell articolo 14, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n Entro dieci giorni dal ricevimento dell informativa di cui al comma 565, si procede, a cura dell ente controllante, alla riallocazione totale o parziale del personale in eccedenza nell ambito della stessa società mediante il ricorso a forme flessibili di gestione del tempo di lavoro, ovvero presso altre società controllate dal medesimo ente o dai suoi enti strumentali con le modalità previste dal comma 563. Si applica l articolo 3, comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni Per la gestione delle eccedenze 8

9 vengano utilizzate per gli investimenti. Non pare aspetto di poco momento la previsione contenuta nel comma 5 dell articolo 43 dedicata alla promozione dei processi di aggregazione e di rafforzamento della gestione industriale dei servizi pubblici locali a rete. In sostanza, la norma introduce una serie di modifiche all articolo 3 bis della legge n. 148/2011. Il dato che emerge dalla relazione sulla revisione della spesa mostra che le dimensioni ridotte delle partecipate che operano nei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica impediscono di sfruttare sufficientemente i rendimenti di scala. Di quì la necessità di incentivare la spinta verso l aggregazione delle imprese e la crescita dimensionale che potrebbero portare nel tempo a una riduzione del numero degli operatori di circa l per cento. L obiettivo potrebbe essere raggiunto mediante l organizzazione dell affidamento del servizio su aree territoriali piuttosto ampie in modo tale da rendere sostanzialmente impossibile alle piccole imprese la formulazione dell offerta senza che ciò faccia perdere di vista le specificità del servizio. Gli enti locali potrebbero essere spinti verso una logica di scala con la leva degli incentivi economici collegati alla dismissione o fusione delle società partecipate. E in quest ottica che il d.d.l. della legge di stabilità va inquadrato nella parte in cui, intervenendo sul citato articolo 3 bis della legge n. 148/2011, sottolinea l importanza degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), costituiti per consentire economie di scala tese a ottimizzare l efficienza del servizio. Sarebbe un grave errore, però, tarare l estensione degli ATO sulle dimensioni territoriali delle Province atteso che le esigenze dei territori, in termini di fabbisogno di servizi pubblici, variano da area ad area anche all interno delle singole Province. Ciò che è assolutamente condivisibile è che essi, una volta istituiti dalle Regioni, obblighino gli Enti Locali ad aderirvi. In ogni caso, viene fatto salva l ipotesi in cui disposizioni normative statali o regionali di settore riguardanti servizi di rilevanza economica prevedano l attribuzione di funzioni di di cui al comma 566, gli enti controllanti e le società partecipate di cui al comma 563 possono concludere accordi collettivi con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative finalizzati alla realizzazione, ai sensi del medesimo comma 563, di forme di trasferimento in mobilità dei dipendenti in esubero presso altre società dello stesso tipo operanti anche al di fuori del territorio della regione ove hanno sede le società interessate da eccedenze di personale. 567-bis. Le procedure di cui ai commi 566 e 567 si concludono rispettivamente entro 60 e 90 giorni dall avvio. Entro 15 giorni dalla conclusione delle suddette procedure il personale può presentare istanza alla società da cui e dipendente o all amministrazione controllante per una ricollocazione, in via subordinata, in una qualifica inferiore nella stessa società o in altra società Al fine di favorire le forme di mobilità, le società di cui al comma 563 possono farsi carico, per un periodo massimo di tre anni, di una quota parte non superiore al 30 per cento del trattamento economico del personale interessato dalla mobilità, nell ambito delle proprie disponibilità di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le somme a tal fine corrisposte dalla società cedente alla società cessionaria non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito e dell imposta regionale sulle attività produttive. 9

Mobilità di personale nelle società partecipate

Mobilità di personale nelle società partecipate Mobilità di personale nelle società partecipate di Gesuele Bellini funzionario del Ministero dell Interno e docente di diritto amministrativo del lavoro presso l Università dell Insubria Il quadro di difficoltà

Dettagli

LEGGE DI STABILITÀ 2015 NORME DI INTERESSE PER GLI ENTI LOCALI

LEGGE DI STABILITÀ 2015 NORME DI INTERESSE PER GLI ENTI LOCALI LEGGE DI STABILITÀ 2015 NORME DI INTERESSE PER GLI ENTI LOCALI CONTENIMENTO DELLA SPESA PER LE PROVINCE E LE CITTA METROPOLITANE Commi 418 e 419: Riduzione della spesa corrente 2015 2016 2017 1 milione

Dettagli

Razionalizzazione delle società partecipate

Razionalizzazione delle società partecipate Razionalizzazione delle società partecipate Nuovo quadro normativo e riflessi sugli Enti Locali Relatori: Lorenzo Brocca Fabrizio Toscano Data: 26 Novembre 2014 Razionalizzazione delle società partecipate

Dettagli

Piano di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014)

Piano di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) C O M U N E d i S A N T O S T E F A N O D I C A M A S TRA Provincia di Messina C I T T A D E L L E C E R A M I C H E Piano di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie

Dettagli

RELAZIONE TECNICA AL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DEL COMUNE DI CARPIANO

RELAZIONE TECNICA AL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DEL COMUNE DI CARPIANO RELAZIONE TECNICA AL PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DEL COMUNE DI CARPIANO PREMESSA Dopo il Piano Cottarelli, il documento dell agosto 2014 con il quale l allora commissario straordinario

Dettagli

Razionalizzazione delle società e partecipazioni

Razionalizzazione delle società e partecipazioni Razionalizzazione delle società e partecipazioni I commi 611 e seguenti della legge 190/2014, obbligano gli enti locali, ferma restando l eliminazione delle partecipazioni non indispensabili (art.3 commi

Dettagli

Piano di razionalizzazione delle società partecipate

Piano di razionalizzazione delle società partecipate COMUNE DI Gaggio Montano (Provincia di Bologna) Piazza A.Brasa 1 Gaggio Montano Tel. 0534.38003 FAX 0534.37666 C.F. 01042740371 P.IVA 00530281203 PEC:comune.gaggiomontano @cert.provincia.bo.it http://www.comune.gaggiomontano.bo.it

Dettagli

1. PREMESSA. I criteri generali cui si deve ispirare il processo di razionalizzazione sono i seguenti:

1. PREMESSA. I criteri generali cui si deve ispirare il processo di razionalizzazione sono i seguenti: Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie (Articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) 1. PREMESSA La L. 23.12.2014, n. 190 (Legge di stabilità

Dettagli

Piano di razionalizzazione delle società Partecipate (articolo 1, commi 611, e seguenti della legge 190/2014)

Piano di razionalizzazione delle società Partecipate (articolo 1, commi 611, e seguenti della legge 190/2014) COMUNE DI PONT CANAVESE Allegato alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 6 del 29.04.2015 Il Segretario Comunale Piano di razionalizzazione delle società Partecipate (articolo 1, commi 611, e seguenti

Dettagli

PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE

PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE (Art. 1 comma 611 Legge n. 190/2014) RELAZIONE TECNICA PREMESSA Il coordinamento della finanza pubblica, il contenimento della spesa, il buon

Dettagli

Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie

Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie COMUNE DI CELLA MONTE Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie (Articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) Pag. 1 di 6 INDICE 1. Premessa

Dettagli

COMUNE DI PIANO DI SORRENTO

COMUNE DI PIANO DI SORRENTO COMUNE DI PIANO DI SORRENTO Provincia di Napoli Piano di razionalizzazione delle società partecipate (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) Introduzione generale 1. Premessa Dopo il "Piano

Dettagli

Piano Operativo di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune di Umbertide

Piano Operativo di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune di Umbertide Piano Operativo di razionalizzazione delle società partecipate dal Comune di Umbertide 1 Il quadro normativo di riferimento Il primo provvedimento normativo recente in tema di razionalizzazione delle società

Dettagli

COMUNE VAIE. Piano di razionalizzazione delle società partecipate (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014)

COMUNE VAIE. Piano di razionalizzazione delle società partecipate (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) COMUNE VAIE Piano di razionalizzazione delle società partecipate (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) I Introduzione generale 1. Premessa Dopo il Piano Cottarelli, il documento dell agosto

Dettagli

PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE (Art. 1 comma 611 Legge n. 190/2014)

PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE (Art. 1 comma 611 Legge n. 190/2014) PIANO OPERATIVO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ PARTECIPATE (Art. 1 comma 611 Legge n. 190/2014) RELAZIONE TECNICA PREMESSA Il coordinamento della finanza pubblica, il contenimento della spesa, il buon

Dettagli

Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale

Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale Divieti di assunzioni e controllo sui costi del personale 13 febbraio 2014 Avv. Matteo Pollaroli Partner LABLAW Studio Legale SCALETTA DELL INTERVENTO 1. Ricostruzione della normativa in materia di assunzione

Dettagli

RELAZIONE ILLUSTRATIVA

RELAZIONE ILLUSTRATIVA RELAZIONE ILLUSTRATIVA Nel quadro della più ampia delega al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, il Parlamento, con l articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124, ha

Dettagli

PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ E DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE

PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ E DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE ALLEGATO ALLA DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO N. 7 DEL 23-4-2015 CITTÀ DI AVIGLIANO (Provincia di Potenza) PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETÀ E DELLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE (art. 1, commi 611-614,

Dettagli

SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO VIGENTE IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO VIGENTE IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE SINTESI DEL QUADRO NORMATIVO VIGENTE IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE L EVOLUZIONE STORICA Successivamente alla entrata in vigore del D.lgs. 19 novembre 1997, n. 422, molteplici sono stati i provvedimenti

Dettagli

*** Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate COMUNE DI

*** Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate COMUNE DI Proposta di assistenza e supporto operativo per redazione di un piano di razionalizzazione e riorganizzazione delle società partecipate *** COMUNE DI QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO L approvazione della

Dettagli

LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI

LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI LA GESTIONE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA: LA SCELTA DEGLI ENTI LOCALI NELLE MORE DELLA REALIZZAZIONE DELLA GESTIONE IN AMBITI TERRITORIALI OTTIMALI di Viviana Cavarra Avvocato in Milano Il quadro normativo

Dettagli

Alle Autorità d ambito del servizio idrico integrato Ai Comuni piemontesi Ai Gestori del servizio idrico integrato

Alle Autorità d ambito del servizio idrico integrato Ai Comuni piemontesi Ai Gestori del servizio idrico integrato REGIONE PIEMONTE BU11S1 19/03/2015 Circolare del Presidente della Giunta regionale 16 marzo 2015, n. 2/AMB Affidamento del servizio idrico integrato alla luce delle novità introdotte dal d.l. 133/2014

Dettagli

Contenimento del ricorso a forme di lavoro flessibile

Contenimento del ricorso a forme di lavoro flessibile 30-1-2007 Speciale Finanziaria 2008 Legge 24 dicembre 2007, n. 244 II Pubblico impiego a cura di IGOR GIUSSANI E TOMMASO PIZZO Le disposizioni in materia di pubblico impiego contenute nella Finanziaria

Dettagli

LA QUESTIONE DELL INCREMENTO DEL CANONE DI

LA QUESTIONE DELL INCREMENTO DEL CANONE DI LA QUESTIONE DELL INCREMENTO DEL CANONE DI DISTRIBUZIONE (Avv. Daniela Anselmi) Milano, 21-22 novembre 2013 La disciplina del tema oggetto del presente contributo è contenuta innanzitutto al quarto comma

Dettagli

Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie (Art. 1 commi 611 e seguenti della Legge di Stabilità per il 2015)

Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie (Art. 1 commi 611 e seguenti della Legge di Stabilità per il 2015) Settore Servizi Amministrativi Ufficio Partecipate Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie (Art. 1 commi 611 e seguenti della Legge di Stabilità per il 2015) 1. PREMESSA Il

Dettagli

Comune di QUARTO D'ALTINO Provincia di Venezia

Comune di QUARTO D'ALTINO Provincia di Venezia SULL'AFFIDAMENTO DELLA CONCESSIONE DELLE LAMPADE VOTIVE Verifica conformità ai requisiti dell'ordinamento europeo e definizione degli obblighi di \\srv-pdc\areadoc\tecnico\bilancio S3\ARTICOLO 34\LAMPADA

Dettagli

TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014

TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 TESTO ESAMINATO ED APPROVATO, ALL UNANIMITA, DALLE COMMISSIONI I E III NELLA SEDUTA DEL 29 OTTOBRE 2014 D.D.L. n. 367: Disciplina delle Aziende pubbliche di servizi alla persona e fondazioni derivanti

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 32 7 DICEMBRE 2012 INTERVENTI URGENTI PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE IL CONSIGLIO REGIONALE. Ha approvato

LEGGE REGIONALE N. 32 7 DICEMBRE 2012 INTERVENTI URGENTI PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE IL CONSIGLIO REGIONALE. Ha approvato LEGGE REGIONALE N. 32 7 DICEMBRE 2012 INTERVENTI URGENTI PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE IL CONSIGLIO REGIONALE Ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA La seguente legge: Art. 1 Disposizioni

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/342/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Giancarlo Astegiano dott.ssa Laura

Dettagli

FORMAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2016 2018. a cura del Dipartimento Finanza Locale

FORMAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2016 2018. a cura del Dipartimento Finanza Locale FORMAZIONE BILANCIO DI PREVISIONE 2016 2018 a cura del Dipartimento Finanza Locale Il disegno di legge di stabilità 2016 contiene le seguenti principali disposizioni concernenti gli enti locali: 1) Soppressione

Dettagli

Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV

Dipartimento Salute e Servizi Sociali. Art. 21 (Fondazioni ex IPAB privatizzate ai sensi del D.P.C.M. 16 febbraio 1990) Capo IV 1. Ai dipendenti delle ex IPAB e delle ASP che si sono trasformate in associazioni o fondazioni si applicano le disposizioni di cui all articolo 4 comma 2 del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito

Dettagli

Il personale nella legge di stabilità 2015 (legge 190/2014): A cura del dott. Arturo Bianco

Il personale nella legge di stabilità 2015 (legge 190/2014): A cura del dott. Arturo Bianco Il personale nella legge di stabilità 2015 (legge 190/2014): A cura del dott. Arturo Bianco 1 dott. Arturo Bianco Esperto in gestione delle risorse umane Già presidente Anci Sicilia, già componente la

Dettagli

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione

Il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e, in particolare, l articolo 30, comma 2, che demanda a un decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa consultazione

Dettagli

D.L. 12 settembre 2014 n. 133

D.L. 12 settembre 2014 n. 133 D.L. 12 settembre 2014 n. 133 Misure urgenti per l apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l emergenza del dissesto

Dettagli

2. referto semestrale sulla regolarità ed efficacia del sistema dei controlli interni

2. referto semestrale sulla regolarità ed efficacia del sistema dei controlli interni I CONTROLLI SUGLI ORGANISMI PARTECIPATI Sommario 1. i controlli interni sulle società non quotate 2. referto semestrale sulla regolarità ed efficacia del sistema dei controlli interni 3. riconoscimento

Dettagli

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 14 aprile 2011

CIRCOLARE N. 15/E. Roma, 14 aprile 2011 CIRCOLARE N. 15/E Roma, 14 aprile 2011 Direzione Centrale Normativa Oggetto: Articolo 42, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 Reti di imprese

Dettagli

Piano di razionalizzazione delle società partecipate

Piano di razionalizzazione delle società partecipate COMUNE DI BIANZONE (Provincia di Sondrio) Piano di razionalizzazione delle società partecipate (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) I Introduzione generale 1. Premessa Dopo il Piano Cottarelli,

Dettagli

Il servizio di distribuzione del gas alla luce delle prossime scadenze normative

Il servizio di distribuzione del gas alla luce delle prossime scadenze normative Il servizio di distribuzione del gas alla luce delle prossime scadenze normative Milano, 24 novembre 2010 Avv. Sergio Cesare Cereda partner dello studio legale Radice & Cereda www.uninetlex.com 1 La normativa

Dettagli

3. Gli atti di trasformazione e di 3. Identico.

3. Gli atti di trasformazione e di 3. Identico. Pag. 142-143 Decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, pubblicato nel supplemento ordinario n. 152/L alla Gazzetta Ufficiale n. 147 del 25 giugno 2008. Testo del decreto-legge Testo del decreto-legge comprendente

Dettagli

4.1 La disciplina del patto di stabilità per il triennio 2009/2011

4.1 La disciplina del patto di stabilità per il triennio 2009/2011 4.1 La disciplina del patto di stabilità per il triennio 2009/2011 Il testo normativo vigente in materia di patto di stabilità discende dall art. 77 bis del D.L. 112/2008, convertito in L. 133/2008 e s.m.i.

Dettagli

A proposito di Beni Culturali e Spending Review

A proposito di Beni Culturali e Spending Review Dipartimento Ambiente e Territorio A proposito di Beni Culturali e Spending Review Titolo II - Riduzione della spesa delle Amministrazioni statali degli Enti non Territoriali Art.12 A proposito di Beni

Dettagli

Contenuto legge di stabilità 2014 e problematiche interpretative e applicative

Contenuto legge di stabilità 2014 e problematiche interpretative e applicative Contenuto legge di stabilità 2014 e problematiche interpretative e applicative Legge di stabilità per il 2014 - norme di principio sulle società partecipate da enti pubblici e sulle aziende speciali Articolo

Dettagli

RASSEGNA PERIODICA DI LEGISLAZIONE* novembre 2006

RASSEGNA PERIODICA DI LEGISLAZIONE* novembre 2006 RASSEGNA PERIODICA DI LEGISLAZIONE* novembre 2006 Comunicato n. 111/2006 Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri- 25 settembre 2006 Individuazione dell autorità centrale per la ricezione delle

Dettagli

COMUNE DI BAGNATICA. Provincia di Bergamo DECRETO SINDACALE. n 5 del 31/03/2015 OGGETTO SOGGETTI DESTINATARI

COMUNE DI BAGNATICA. Provincia di Bergamo DECRETO SINDACALE. n 5 del 31/03/2015 OGGETTO SOGGETTI DESTINATARI COMUNE DI BAGNATICA Provincia di Bergamo DECRETO SINDACALE n 5 del 31/03/2015 PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE OGGETTO CITTADINANZA SOGGETTI DESTINATARI CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE ALL'ALBO PRETORIO COMUNALE

Dettagli

Segnalazione ai sensi dell art. 6, comma 7, lettera f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Atto di segnalazione n. 1 del 27 marzo 2013

Segnalazione ai sensi dell art. 6, comma 7, lettera f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Atto di segnalazione n. 1 del 27 marzo 2013 Segnalazione ai sensi dell art. 6, comma 7, lettera f), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Atto di segnalazione n. 1 del 27 marzo 2013 Pubblicazione cartacea degli avvisi e dei bandi ex art.

Dettagli

D.L. 31-8-2013 n. 101

D.L. 31-8-2013 n. 101 D.L. 31-8-2013 n. 101 (convertito in legge dalla legge 125/2013) Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Omissis Misure in materia ambientale

Dettagli

IN VIGORE DECRETO LEGGE EFFICIENTAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE AMMINISTRAZIONI FINANZIARIE Colaci.it

IN VIGORE DECRETO LEGGE EFFICIENTAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE AMMINISTRAZIONI FINANZIARIE Colaci.it IN VIGORE DECRETO LEGGE EFFICIENTAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE AMMINISTRAZIONI FINANZIARIE Colaci.it Sulla Gazzetta Ufficiale n.148 del 27.6.2012 risulta pubblicato il decreto legge n.87/2012 contenente misure

Dettagli

Determinazione n. 3 del 23/04/2014

Determinazione n. 3 del 23/04/2014 Determinazione n. 3 del 23/04/2014 Criteri interpretativi in ordine alle disposizioni contenute nell art. 38, comma 1, lett. a) del D.Lgs. n. 163/2006 afferenti alle procedure di concordato preventivo

Dettagli

Audizione sugli Atti di Governo

Audizione sugli Atti di Governo CAMERA DEI DEPUTATI 11ª Commissione (Commissione Lavoro pubblico e privato) Audizione sugli Atti di Governo Schema di Decreto Legislativo recante disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle

Dettagli

Le novità in materia di appalti pubblici d interesse per le cooperative sociali e loro consorzi

Le novità in materia di appalti pubblici d interesse per le cooperative sociali e loro consorzi Le novità in materia di appalti pubblici d interesse per le cooperative sociali e loro consorzi Negli ultimi mesi si sono susseguiti una serie di provvedimenti normativi variamenti collegati al processo

Dettagli

REVISIONE DEI RAPPORTI FINANZIARI TRA LO STATO, LA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

REVISIONE DEI RAPPORTI FINANZIARI TRA LO STATO, LA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO REVISIONE DEI RAPPORTI FINANZIARI TRA LO STATO, LA REGIONE TRENTINO ALTO ADIGE E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO 17 ottobre 2014 REVISIONE DEI RAPPORTI FINANZIARI TRA LO STATO, LA REGIONE TRENTINO

Dettagli

L'emendamento del Governo 1.2000 a fronte del testo approvato dalla Commissione

L'emendamento del Governo 1.2000 a fronte del testo approvato dalla Commissione XIV legislatura Disegno di legge A.S. n. 3223-A Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2005) L'emendamento del Governo 1.2000 a fronte del testo

Dettagli

Illuminazione pubblica quale infrastruttura per lo sviluppo della smart city. Inquadramento giuridico della pubblica illuminazione

Illuminazione pubblica quale infrastruttura per lo sviluppo della smart city. Inquadramento giuridico della pubblica illuminazione Con il patrocinio di Illuminazione pubblica quale infrastruttura per lo sviluppo della smart city Inquadramento giuridico della pubblica illuminazione Avv. Pasquale Cristiano M2M Forum 2014 Milano c/o

Dettagli

IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ENTE LOCALE

IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ENTE LOCALE IL BILANCIO CONSOLIDATO DELL ENTE LOCALE Ambito di applicazione 1. La redazione del bilancio consolidato non rappresenta un obbligo di legge ma costituisce comunque un elemento necessario ai fini di una

Dettagli

Decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2012 (c.d. Cresci Italia )

Decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2012 (c.d. Cresci Italia ) DIREZIONE AFFARI ECONOMICI E CENTRO STUDI Decreto legge n. 1 del 24 gennaio 2012 (c.d. Cresci Italia ) Commento alle norme economicofinanziarie di interesse per il settore delle costruzioni Aggiornato

Dettagli

DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 101

DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n. 101 DECRETO-LEGGE 31 agosto 2013, n 101 Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni (GU Serie Generale n204 del 31-8-2013) (Entrata in vigore

Dettagli

COMUNE DI CESANO BOSCONE

COMUNE DI CESANO BOSCONE COMUNE DI CESANO BOSCONE SETTORE TERRITORIO E AMBIENTE RELAZIONE SULL AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PUBBLICA ILLUMINAZIONE E REALIZZAZIONE DEI RELATIVI INVESTIMENTI (art. 34, comma 13 D.L. 179/2012, ora

Dettagli

Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444. Emendamenti

Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444. Emendamenti Disegno di Legge di stabilità 2016 A.C. 3444 Emendamenti 26 novembre 2015 BILANCIO AUTORIZZATORIO SOLO ANNUALE 2016 UTILIZZO AVANZO LIBERO E DESTINATO ARTICOLO 1, COMMA 389 Dopo il comma 389 è inserito

Dettagli

Esiti consultazione telematica Commissione. Roma, 9 luglio 2014

Esiti consultazione telematica Commissione. Roma, 9 luglio 2014 Esiti consultazione telematica Commissione Roma, 9 luglio 2014 La Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del Territorio, a seguito di consultazione svolta per via telematica, si è pronunciata sul

Dettagli

Piano di razionalizzazione delle società partecipate. (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014)

Piano di razionalizzazione delle società partecipate. (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) Piano di razionalizzazione delle società partecipate (articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) 1. Premessa I Introduzione generale Dopo il Piano Cottarelli, il documento dell agosto 2014 con

Dettagli

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI

COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI COMMISSIONE STUDI TRIBUTARI Studio n. 100/2003/T DECADENZA DALLE C.D. AGEVOLAZIONI PRIMA CASA Approvato dalla Commissione studi tributari il 19 dicembre 2003. 1. Introduzione Con il comma 5 dell art. 41

Dettagli

COMUNE DI VIGANO PROVINCIA DI LECCO

COMUNE DI VIGANO PROVINCIA DI LECCO COMUNE DI VIGANO PROVINCIA DI LECCO RELAZIONE SULL AFFIDAMENTO E SULLA GESTIONE DEL SERVIZIO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA (AI SENSI DELL ART. 34, CC. 20 E 21 DEL D.L. N. 179/2012 E S.M.I.) Al fine di ottemperare

Dettagli

COMUNE DI BARI SARDO PROVINCIA OGLIASTRA SERVIZIO AMMINISTRATIVO

COMUNE DI BARI SARDO PROVINCIA OGLIASTRA SERVIZIO AMMINISTRATIVO COMUNE DI BARI SARDO PROVINCIA OGLIASTRA SERVIZIO AMMINISTRATIVO DETERMINAZIONE N. 198 DEL 11.11.2013 OGGETTO: Deliberazione Giunta Comunale nr. 117 del 04.11.2013. Modifica dotazione organica e integrazione

Dettagli

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 22 luglio 2009

CIRCOLARE N. 37/E. Roma, 22 luglio 2009 CIRCOLARE N. 37/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 22 luglio 2009 OGGETTO: Modifiche alla disciplina della deducibilità degli interessi passivi dal reddito di impresa Articolo 96 del TUIR.

Dettagli

LEGGE 27 DICEMBRE 2013, N. 147 DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE DI STABILITÀ 2014)

LEGGE 27 DICEMBRE 2013, N. 147 DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE DI STABILITÀ 2014) ISTITUTO PER L INNOVAZIONE E TRASPARENZA DEGLI APPALTI E LA COMPATIBILITA AMBIENTALE LEGGE 27 DICEMBRE 2013, N. 147 DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE

Dettagli

COPIA TRATTA DAL SITO WEB ASLBAT.IT

COPIA TRATTA DAL SITO WEB ASLBAT.IT SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE REGIONE PUGLIA AZIENDA SANITARIA LOCALE BT (Andria Barletta Bisceglie Canosa Margherita di S. - Minervino S. Ferdinando di P. - Spinazzola Trani - Trinitapoli) 76123 A N D

Dettagli

PRINCIPIO CONTABILE APPLICATO CONCERNENTE IL BILANCIO CONSOLIDATO

PRINCIPIO CONTABILE APPLICATO CONCERNENTE IL BILANCIO CONSOLIDATO Allegato A/4 Allegato n. 4/4 al D.Lgs 118/2011 PRINCIPIO CONTABILE APPLICATO CONCERNENTE IL BILANCIO CONSOLIDATO 1. Definizione e funzione del bilancio consolidato del gruppo amministrazione pubblica Il

Dettagli

Oggetto: Novità introdotte dalla Legge di stabilità 2016 e Milleproroghe in materia di appalti di lavori, servizi e forniture

Oggetto: Novità introdotte dalla Legge di stabilità 2016 e Milleproroghe in materia di appalti di lavori, servizi e forniture USG 246 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI GENOVA AREA APPROVVIGIONAMENTI E PATRIMONIO Servizio negoziale Settore supporto e consulenza all'attività dei RUP Via Balbi, 5-16126 Genova tel. 010/20951631 e-mail: supportorup@unige.it

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE. della Regione Puglia. Leggi e Regolamenti regionali

REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE. della Regione Puglia. Leggi e Regolamenti regionali 2015.11. 02 13:21:48 +01'00' REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Puglia ANNO XLVI BARI, 2 NOVEMBRE 2015 Leggi e Regolamenti regionali n. 142 Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia

Dettagli

Articolo 7. (Patrimonio dello Stato S.p.a.) Articolo 8. (Società per il finanziamento delle infrastrutture)

Articolo 7. (Patrimonio dello Stato S.p.a.) Articolo 8. (Società per il finanziamento delle infrastrutture) SENATO DELLA REPUBBLICA XIV LEGISLATURA N. 1425 DISEGNO DI LEGGE presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri (BERLUSCONI) e dal Ministro dell economia e delle finanze (TREMONTI) di concerto col

Dettagli

Rilancio dei project bond, Pf per l edilizia carceraria e nuove regole per il subentro

Rilancio dei project bond, Pf per l edilizia carceraria e nuove regole per il subentro 6 n 5 2012 Dopo il decreto Salva-Italia anche il Dl sulle liberalizzazioni interviene sulla disciplina del project financing. Altre novità riguardano le norme sulla progettazione, quelle sulle concessioni

Dettagli

CIRCOLARE N. 3/DF. Roma, 11 novembre 2010 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE AI COMUNI LORO SEDI

CIRCOLARE N. 3/DF. Roma, 11 novembre 2010 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE AI COMUNI LORO SEDI CIRCOLARE N. 3/DF MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE Roma, 11 novembre 2010 DIPARTIMENTO DELLE FINANZE IL DIRETTORE GENERALE DELLE FINANZE PROT. 23148 AI COMUNI LORO SEDI ALL ASSOCIAZIONE NAZIONALE

Dettagli

CIRCOLARE N. 14/E. OGGETTO: Legge 30 dicembre 2010, n. 238 - Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia - Chiarimenti interpretativi

CIRCOLARE N. 14/E. OGGETTO: Legge 30 dicembre 2010, n. 238 - Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia - Chiarimenti interpretativi CIRCOLARE N. 14/E Direzione Centrale Normativa Settore Imposte sui Redditi e sulle Attività Produttive Ufficio Redditi Fondiari e di Lavoro Roma, 04 maggio 2012 Alle Direzioni regionali e provinciali Agli

Dettagli

Riforma della Pubblica Amministrazione

Riforma della Pubblica Amministrazione Segnalazioni Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio agosto 2015 Riforma della Pubblica Amministrazione I processi di cambiamento, avvenuti sul piano economico e sociale, hanno modificato lo

Dettagli

AUTORITA D AMBITO DELL A.T.O. n 3 Lazio centrale Rieti Via Salaria per L Aquila, 3 - Rieti. Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province

AUTORITA D AMBITO DELL A.T.O. n 3 Lazio centrale Rieti Via Salaria per L Aquila, 3 - Rieti. Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province AUTORITA D AMBITO DELL A.T.O. n 3 Lazio centrale Rieti Via Salaria per L Aquila, 3 - Rieti Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province Decisione n. 9 del 11.12.2015 OGGETTO: Adempimenti Decreto

Dettagli

PARCO NATURALE REGIONALE DELLE ALPI LIGURI (Provincia Imperia) REGOLAMENTO DI CONTABILITA ECONOMICO-PATRIMONIALE

PARCO NATURALE REGIONALE DELLE ALPI LIGURI (Provincia Imperia) REGOLAMENTO DI CONTABILITA ECONOMICO-PATRIMONIALE REGOLAMENTO DI CONTABILITA ECONOMICO-PATRIMONIALE TITOLO I DOCUMENTI CONTABILI E GESTIONE DEL BILANCIO Articolo 1 Contabilità economico-patrimoniale L Ente Parco adotta, quale sistema di rilevazione dei

Dettagli

R E L A Z I O N E. Dunque lo schema di decreto legislativo:

R E L A Z I O N E. Dunque lo schema di decreto legislativo: DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISCIPLINA SANZIONATORIA PER LE VIOLAZIONI DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1371/2007, RELATIVO AI DIRITTI E AGLI OBBLIGHI DEI PASSEGGERI NEL TRASPORTO FERROVIARIO.

Dettagli

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di

CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI E SOCIETA A PARTECIPAZIONE PUBBLICA acquisto di beni e servizi assunzione personale consulenze ABSTRACT Il quadro di riferimento normativo In questi ultimi anni gli acquisti

Dettagli

COORDINAMENTO DELLE REGIONI E P.A. PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE

COORDINAMENTO DELLE REGIONI E P.A. PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE COORDINAMENTO DELLE REGIONI E P.A. PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE Roma, 2 luglio 2003 OSSERVAZIONI DELLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO APPROVATO DAL CONSIGLIO

Dettagli

CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE

CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE CORTE DEI CONTI SEZIONE DELLE AUTONOMIE LINEE GUIDA PER LE RELAZIONI DEI REVISORI DEI CONTI SUI BILANCI DI PREVISIONE DELLE REGIONI PER L ANNO 2015, SECONDO LE PROCEDURE DI CUI ALL ART. 1, COMMI 166 E

Dettagli

CIRCOLARE N. 61/E. Roma, 03 novembre 2008

CIRCOLARE N. 61/E. Roma, 03 novembre 2008 CIRCOLARE N. 61/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 03 novembre 2008 OGGETTO: Modifiche alla disciplina dei fondi immobiliari. Articolo 82, commi da 17 a 22, del decreto-legge 25 giugno

Dettagli

Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie

Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie Piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e delle partecipazioni societarie (Articolo 1 commi 611 e seguenti della legge 190/2014) I N D I C E 1. Premessa 2. Piano operativo. Rendicontazione.

Dettagli

CITTÀ DI ALGHERO Provincia di Sassari

CITTÀ DI ALGHERO Provincia di Sassari CITTÀ DI ALGHERO Provincia di Sassari Allegato A Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie (articolo 1, commi 611 e seguenti legge 23 dicembre 2014, n. 190) 1

Dettagli

Il difficile percorso per la riforma del trasporto pubblico locale. Giovanna Pizzanelli

Il difficile percorso per la riforma del trasporto pubblico locale. Giovanna Pizzanelli Il difficile percorso per la riforma del trasporto pubblico locale Giovanna Pizzanelli Nel 1997 è stata avviata in Italia un tentativo di riforma del trasporto pubblico locale nell obiettivo di incrementarne

Dettagli

CORSO BASE LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI

CORSO BASE LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI CORSO BASE LA REVISIONE NEGLI ENTI LOCALI I CONTROLLI SULLA SPESA DEL PERSONALE QUARTA GIORNATA - 12 LUGLIO 2013 DEFINIZIONE Il Legislatore, pur prevedendo numerosi vincoli in materia di spesa per il personale,

Dettagli

D.L. N. 133/2014: NUOVE NORME PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E IL RIMBORSO AL GESTORE USCENTE

D.L. N. 133/2014: NUOVE NORME PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E IL RIMBORSO AL GESTORE USCENTE Ottobre 2014 D.L. N. 133/2014: NUOVE NORME PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO E IL RIMBORSO AL GESTORE USCENTE Il d.l. 12 settembre 2014, n. 133 (c.d. Sblocca Italia, di seguito anche il Decreto

Dettagli

Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. (L. 190/2014 art. 1 commi 611-614)

Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. (L. 190/2014 art. 1 commi 611-614) Allegato alla deliberazione consiliare nr. 13 dd. 07.04.2015 Il Segretario comunale dott. Alessandro Svaldi Piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie. (L. 190/2014

Dettagli

La trasformazione delle imposte anticipate in crediti di imposta dopo l intervento della Manovra Monti

La trasformazione delle imposte anticipate in crediti di imposta dopo l intervento della Manovra Monti Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Fabio Giommoni * La trasformazione delle imposte anticipate in crediti di imposta dopo l intervento della Manovra Monti Il presente contributo

Dettagli

Finanziamenti bancari e strumenti di finanziamento alternativi alle imprese I minibond e le cambiali finanziarie

Finanziamenti bancari e strumenti di finanziamento alternativi alle imprese I minibond e le cambiali finanziarie Finanziamenti bancari e strumenti di finanziamento alternativi alle imprese I minibond e le cambiali finanziarie Università Bocconi di Milano Milano, 25 novembre 2014 RENZO PARISOTTO PREMESSE: il sistema

Dettagli

L emissione dei titoli di debito da parte delle S.r.l. anche alla luce del cd. «Decreto Sviluppo» (D.L. 83/2012)

L emissione dei titoli di debito da parte delle S.r.l. anche alla luce del cd. «Decreto Sviluppo» (D.L. 83/2012) Dott. Gianluca Cristofori L emissione dei titoli di debito da parte delle S.r.l. anche alla luce del cd. «Decreto Sviluppo» (D.L. 83/2012) 1 Profili civilistici relativi all emissione di titoli di debito

Dettagli

Oggetto: Cooperative sociali e collocamento obbligatorio nel decreto-legge

Oggetto: Cooperative sociali e collocamento obbligatorio nel decreto-legge Ufficio Politiche della disabilità /ufficiohandicap ufficiohandicap@mail.cgil.it Roma, 28 giugno 2008 Prot. n.: Cod. n.: Cgil regionali Federazioni Nazionali di categoria Camere del lavoro Territoriali

Dettagli

Regione Siciliana. Presidenza. L Assessore

Regione Siciliana. Presidenza. L Assessore Regione Siciliana Presidenza L Assessore DISEGNO DI LEGGE Disciplina dell impiego presso l amministrazione regionale ART. 1 (Ordinamento del personale dell Amministrazione regionale) 1. Il personale dei

Dettagli

tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001

tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 UFFICIO PERSONALE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DFP-0020266-30/04/2008-1.2.3.3 CIRCOLARE N.6/08 A Alle tutte le Amministrazioni pubbliche di cui all art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 Autorità amministrative

Dettagli

COMUNE DI MONTEPULCIANO (Provincia di Siena) Settore AA.GG.

COMUNE DI MONTEPULCIANO (Provincia di Siena) Settore AA.GG. Settore AA.GG. Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie (Art. 1 commi 611 e seguenti della Legge di Stabilità per il 2015) 1. LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO RELAZIONE La Legge

Dettagli

L.R. 1/2005, art. 2, c. 58 e 59 B.U.R. 30/3/2005, n, 13. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 22 marzo 2005, n. 077/Pres.

L.R. 1/2005, art. 2, c. 58 e 59 B.U.R. 30/3/2005, n, 13. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 22 marzo 2005, n. 077/Pres. L.R. 1/2005, art. 2, c. 58 e 59 B.U.R. 30/3/2005, n, 13 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 22 marzo 2005, n. 077/Pres. Regolamento per la determinazione dei criteri e delle modalità per il concorso delle

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI

REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI Deliberazione n. 18/2015/VSG REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE DI CONTROLLO PER IL TRENTINO-ALTO ADIGE/SÜDTIROL SEDE DI TRENTO composta dai Magistrati: Diodoro VALENTE Gianfranco POSTAL Massimo

Dettagli

Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali.

Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali. Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali Roma, 05/11/2014 Circolare n. 137 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili

Dettagli

Gli Organismi di Previdenza Complementare

Gli Organismi di Previdenza Complementare Gli Organismi di Previdenza Complementare Gli organismi di previdenza complementare, o fondi pensione, sono stati introdotti nell ordinamento italiano attraverso le disposizioni del Decreto legislativo

Dettagli