PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

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1 PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale impegno è stato confermato dal DPEF che individua come obiettivo principale della strategia delle riforme quello di muovere dal declino verso lo sviluppo precisando come lo sviluppo interessa, congiuntamente e positivamente, tanto il settore privato quanto quello pubblico ; che, sempre nel programma di Governo e nel DPEF, uno degli obiettivi prioritari è quello di realizzare un nuovo modello di pubblica amministrazione, più efficiente, più snella, più veloce, più accessibile e trasparente e al servizio dei cittadini e delle imprese, in grado di contribuire alla competitività dell economia e al suo sviluppo; che per dare concretezza a tali impegni del Governo il Dipartimento della funzione pubblica sta predisponendo un ampia gamma di iniziative tese al miglioramento della qualità dei servizi e dei livelli di efficienza ed efficacia delle Pubbliche Amministrazioni, tra cui particolarmente rilevanti sono quelle relative allo scambio di esperienze di lavoro e formative tra pubblico e privato, nonché quelle riguardanti l introduzione, con gli opportuni adattamenti, di modelli gestionali d impostazione aziendalistica nella Pubblica Amministrazione; cha tali iniziative sono poi confermate e rafforzate dalle norme del disegno di legge finanziaria per l anno 2002 (A.S. n. 699) le quali prevedono una serie di interventi diretti ad accelerare il rinnovamento dell amministrazione pubblica, nonché dal disegno di legge governativo per la riforma della dirigenza statale;

2 che la modernizzazione della Pubblica Amministrazione, oltre che corrispondere ad interessi del Paese, assume un particolare rilievo per il sistema delle imprese il cui concorso e coinvolgimento per il raggiungimento degli obiettivi fissati in tale contesto è di particolare importanza; che negli anni passati sono già stati stipulati alcuni protocolli d intesa tra il Dipartimento della funzione pubblica e Confindustria al fine di attivare iniziative di collaborazione per migliorare l efficienza della Pubblica Amministrazione; il Dipartimento della funzione pubblica e Confindustria, di seguito denominate Parti, convengono di riprendere e approfondire un articolato piano di collaborazione e di stipulare il seguente Protocollo d intesa per svolgere azioni comuni per l efficienza e la qualità delle Pubbliche Amministrazioni Titolo I OGGETTO E ORGANI Articolo 1 Oggetto 1. Con il presente Protocollo d intesa le Parti si impegnano ad instaurare un rapporto di collaborazione proficua e sistematica nell intento di ridurre il costo e migliorare l efficienza della Pubblica Amministrazione nonché di incrementare la qualità dei servizi resi, coerentemente con i principi della sussidiarietà orizzontale e verticale. 2. In particolare le Parti si impegnano a collaborare per l individuazione, la diffusione e l applicazione di soluzioni per il raggiungimento delle seguenti finalità: a) miglioramento delle tecniche gestionali delle amministrazioni pubbliche; b) semplificazione normativa; c) esternalizzazione di attività e funzioni pubbliche anche nel campo dei servizi. 3. Le Parti convengono inoltre sull opportunità che, nel rispetto delle autonomie e delle specificità di ciascuno, siano adottati meccanismi idonei a valorizzare, nelle forme appropriate, i comportamenti individuali ed organizzativi coerenti con gli obiettivi del Protocollo. 2

3 Articolo 2 Organi di attuazione del protocollo 1. L attuazione del presente Protocollo sarà assicurata da un Comitato di indirizzo e controllo, con il supporto di una struttura di assistenza tecnica. 2. Il Comitato è costituito in modo paritetico da rappresentanti del Dipartimento Funzione Pubblica e della Confindustria, con il compito, tra l altro, di : a) predisporre i programmi attuativi per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente Protocollo; b) favorire il trasferimento delle migliori pratiche tra le differenti Amministrazioni e tra sistema delle imprese e pubbliche amministrazioni; c) svolgere ogni altra azione necessaria al perseguimento degli obiettivi indicati. 3. Il Comitato di indirizzo e controllo potrà istituire appositi gruppi di lavoro tematici per l approfondimento istruttorio di specifici dossier. 4. La struttura di Assistenza Tecnica è composta da funzionari ed esperti del Dipartimento della funzione pubblica e delle strutture ad esso collegate, della Confindustria, del suo Sistema Associativo e strutture collegate. Titolo II AREE DI INTERVENTO Articolo 3 Tecniche gestionali 1. Al fine di dare un contributo operativo al raggiungimento degli obiettivi di cui all articolo 1, si seguirà un approccio pragmatico con interventi mirati che affrontino tematiche specifiche aventi un impatto diffuso nella generalità delle amministrazioni. 2. L intento è quello di individuare e/o mettere a disposizione della Amministrazione Centrale e periferica dello Stato, e delle altre Amministrazioni pubbliche, soluzioni innovative o già sperimentate positivamente presso le stesse Amministrazioni o nel sistema privato. 3. Le aree prioritarie di intervento sono: controllo di gestione; modelli organizzativi; 3

4 valutazione delle prestazioni; certificazione di qualità; gestione delle risorse umane; logistica; global service; contrattualistica. 4. Per la prima fase di operatività vengono individuati i seguenti ambiti d intervento: a) sistemi di pagamento, al fine di accelerare i tempi, dare trasparenza e certezza agli operatori, ridurre i tempi di esecuzione delle procedure nonché i costi di gestione delle operazioni, proporre alcune modifiche alla normativa vigente in materia di contabilità di Stato; b) capitolati per forniture e servizi, funzionali a garantire all amministrazione committente il risultato della prestazione, la qualità della stessa, le modalità di realizzazione ed il rispetto dei tempi; c) strumenti assicurativi, quali il performance bond, a garanzia del risultato delle attività affidate all esecuzione di terzi anche mediante bandi di gara. Articolo 4 Semplificazione delle norme e dei procedimenti 1. Per ridurre il peso delle procedure burocratiche a carico delle imprese e per semplificare il carico degli adempimenti per l Amministrazione, si opererà per: a) individuare gli ambiti d intervento di rilevanza per il sistema delle imprese che dovranno formare oggetto di semplificazione e di riassetto normativo ed i relativi criteri attuativi; b) proporre le soluzioni più idonee per realizzare una effettiva razionalizzazione delle competenze della Pubblica Amministrazione, la semplificazione del quadro legislativo e del rapporto tra Pubblica Amministrazione e imprese con priorità per i settori della sicurezza, dell ambiente, dell urbanistica e della sanità. Un primo ambito di intervento sarà costituito dalla predisposizione dei Testi Unici e dei regolamenti in attuazione delle deleghe legislative; c) migliorare o individuare modelli alternativi per la valutazione dell impatto delle regolamentazioni adottate ai diversi livelli di governo. 2. Comune obiettivo per le parti è il superamento di ostacoli e barriere di ordine burocratico tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. Lo Sportello Unico delle Attività Produttive può rappresentare per le Parti un obiettivo intermedio rispetto al quale si 4

5 conviene di adottare le iniziative più appropriate, anche in campo formativo, per valorizzarne l efficacia ed il funzionamento e diffonderne maggiormente l operatività sull intero territorio, rafforzando la cooperazione tra il Sistema Associativo Confederale e le Amministrazioni a livello locale. Articolo 5 Outsourcing di servizi e funzioni 1. La riduzione dei costi ed il miglioramento della qualità dei servizi pubblici offerti implicano l adozione di iniziative per accelerare l apertura dei mercati e la privatizzazione dei servizi, la cui gestione pubblica non sia strettamente indispensabile, in coerenza con il principio di sussidiarietà orizzontale. 2. Appositi modelli di esternalizzazione di attività dal pubblico al privato, che indichino apposite soluzioni anche in ordine alla problematica connessa al sistema di regolazione dei rapporti di lavoro, saranno resi disponibili ai fini dell adozione da parte delle amministrazioni centrali e locali. Per la messa a punto di tali modelli saranno coinvolte le Organizzazioni rappresentative delle imprese dei settori interessati nonché le Amministrazioni che hanno effettuato le esperienze più significative. Titolo III AZIONI DI SUPPORTO E MISURE ATTUATIVE Articolo 6 Formazione 1. Le Parti, anche al fine di sviluppare un percorso di formazione della dirigenza pubblica che tenga conto del contributo che la P.A. può dare allo sviluppo economico, convengono sulla necessità di collaborare per la definizione di metodologie e contenuti formativi a carattere innovativo. In tale ambito troveranno collocazione sia tematiche afferenti alla gestione delle risorse umane, sia tematiche inerenti agli strumenti di programmazione ed al controllo di gestione, sia infine contenuti formativi ed informativi sulle tematiche che incidono sulla competitività del tessuto produttivo, quali ad esempio l ambiente, la sicurezza, la sanità e l urbanistica, anche con riguardo alle competenze delle istituzioni europee in materia. 2. Le Parti, inoltre, promuoveranno la messa a punto di progetti di formazione orientati ad applicazioni manageriali delle nuove normative in materia di bilancio che, anche su 5

6 richiesta delle regioni interessate, saranno destinati congiuntamente a funzionari delle amministrazioni pubbliche e a funzionari delle associazioni imprenditoriali, al fine di favorire la costruzione di linguaggi comuni e la condivisione di tecniche e strumenti di gestione propri dei due sistemi. 3. Saranno inoltre attivate apposite iniziative a supporto della introduzione e della diffusione delle innovazioni scaturenti dall attuazione degli articoli 3, 4 e 5 del presente Protocollo. Articolo 7 Azioni di monitoraggio 1. Ai fini di una compiuta rilevazione dell attuazione dei provvedimenti di interesse delle imprese, le Parti assicureranno, attraverso i rispettivi canali, la realizzazione di un azione di monitoraggio per la rilevazione delle migliori pratiche, secondo la metodologia del benchmarking, nelle materie oggetto del presente Protocollo. Articolo 8 Risorse 1. Le risorse necessarie alla gestione ed attuazione del presente Protocollo verranno definite dal Comitato di indirizzo e controllo con riferimento ad ogni specifica iniziativa e nel rispetto del principio della compartecipazione alle spese. Articolo 9 Durata 1. Il presente Protocollo ha una durata di trentasei mesi decorrenti dalla data di insediamento del Comitato di indirizzo e controllo. I contenuti potranno essere periodicamente aggiornati alla luce dei risultati che emergeranno. Articolo 10 Prospettive di sviluppo del protocollo 1. Il Dipartimento della Funzione Pubblica e la Confindustria si impegnano a diffondere il presente Protocollo, ciascuno nell ambito di rispettiva competenza, alle diverse Amministrazioni ed alle Organizzazioni Confederate. 6

7 2. Le Parti auspicano che la cooperazione instaurata con il presente Protocollo possa estendersi ad altre aree di intervento anche con il coinvolgimento dei diversi livelli di governo e di altre Amministrazioni interessate e con riguardo ai temi ed agli istituti di democrazia economica previsti nell ambito delle autonomie territoriali. 3. Le Parti auspicano in particolare che Regioni ed Autonomie locali, nel condividere spirito, finalità e ricadute operative del presente Protocollo, ne estendano l applicazione ai rispettivi livelli, partecipando in tal modo al processo di modernizzazione dell intera Pubblica Amministrazione in un quadro di partenariato tra sistema pubblico e sistema privato. Letto, approvato e sottoscritto a Roma, Il Ministro per la Funzione Pubblica e il Coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza Il Presidente di Confindustria 7

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