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3 Abbiamo visto la velocità di otturazione t 3

4 Abbiamo visto L uso dei diaframmi f 4

5 Abbiamo definito LA CORRETTA ESPOSIZIONE 5

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11 La luce, o meglio, una giusta illuminazione, è alla base di una buona fotografia Una giusta illuminazione può evidenziare un dettaglio importante, mascherare un difetto del soggetto, esaltare una trama, aggiungere enfasi o drammaticità 11

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13 Oggi approfondiremo: L esposizione L esposimetro La luce naturale La luce artificiale Misurazione empirica qualitativa della luce PASM 13

14 Dobbiamo sempre tenere presente il : ESPOSIZIONE 14

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16 Con il termine Esposizione indichiamo la quantità di luce riflessa dall oggetto che intendiamo fotografare e rifratta dalle lenti dell obiettivo che colpisce il piano focale su cui si trova il sensore della fotocamera 16

17 L esposizione, è legata a due parametri: il foro attraverso cui la luce passa (il diaframma, la cui funzione è quella di ridurre o aumentare la quantità di luce) e il tempo che la luce colpisce il sensore (l otturatore, la cui funzione è quella di ridurre o aumentare il tempo in cui la luce incide sull elemento fotosensibile) 17

18 La regola di reciprocità ci dice che diaframma di esposizione e tempo di esposizione sono inversamente proporzionali tra di loro: se raddoppiamo uno dei parametri e dimezziamo il secondo, il risultato è immutato 18

19 Per misurare la luce abbiamo l esposimetro 19

20 Abbiamo visto un esposimetro esterno ma utilizzeremo esclusivamente l esposimetro interno alla macchina fotografica 20

21 le fotocamere hanno esposimetri integrati che leggono attraverso l obiettivo essendo in grado di misurare con precisione la luce entro un campo di misurazione molto preciso Gli esposimetri integrati sono in grado di leggere la luce che viene riflessa dalla scena inquadrata e quindi fanno funzione di esposimetri a luce riflessa 21

22 Gli esposimetri esterni sono apparati indipendenti dalla fotocamera e hanno la possibilità di funzionare sia come esposimetri a luce riflessa, che come esposimetri a luce incidente 22

23 Misurazione della luce riflessa ( esp.interno) Si punta l' esposimetro dalla fotocamera verso il soggetto SI MISURA LA LUCE CHE IL SOGGETTO RIFLETTE 23

24 Misurazione della luce incidente Si punta l'esposimetro dal soggetto verso la fotocamera, SI MISURA LA LUCE CHE INCIDE SUL SOGGETTO 24

25 Misurare in luce incidente equivale a misurare il cartoncino Kodak grigio 18% illuminato dalla stessa luce che investe il soggetto Si basa sul principio dei colori complementari. I colori complementari sono dei colori che, sommandosi, si annullano (quindi tendono al bianco o meglio al grigio 18%) 25

26 Gli esposimetri a luce riflessa 26

27 media a centro L'esposimetro legge la luce su tutto il campo inquadrato dando molto più "peso" alla zona centrale del fotogramma (ossia eseguendo una media ponderata) rispetto ai bordi 27

28 Matrix Sempre nel caso di quelli integrati In questo caso il campo inquadrato viene suddiviso in tanti settori o zone di lettura e l'esposimetro rileva l'intensità della luce in ognuno di essi. Le diverse letture sono poi confrontate con una serie di situazioni memorizzate dal produttore nei circuiti della fotocamera. In base all'analisi risultante viene selezionata la corretta coppia tempo/diaframma 28

29 Spot: In questo tipo di misurazione, si esegue la lettura solo nella zona desiderata dell'inquadratura, in un area molto ristretta È un sistema molto preciso, deve essere usato con una certa pratica e consapevolezza in special modo quando nel campo ripreso dall'obiettivo sono compresi due o più soggetti illuminati con intensità differenti 29

30 Lettura della luce riflessa con esposimetro spot (importante) Se saputa utilizzare correttamente, è la lettura che permette i risultati migliori, in particolare quando si riprendono scene ad alto contrasto, o quando si vogliono effettuare esposizioni particolari, per cogliere determinati momenti espressivi Con l utilizzo dell esposimetro SPOT il fotografo è in grado di effettuare misurazioni estremamente precise, che daranno luogo a esposizioni perfette 30

31 Per capire come utilizzare al meglio l esposimetro SPOT, è necessario accennare sinteticamente alla teoria base dell esposizione zonale (inventata e perfezionata da Ansel Adams (San Francisco, 20 febbraio 1902 Carmel-by-the-Sea, 22 aprile 1984) 31

32 Ansel Adams il maestro del bianco e nero a colori 32

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44 LE 11 ZONE DEL SISTEMA ZONALE Zona 0 Nero pieno nella stampa; base della pellicola più il velo Zona I Nero non strutturato: soglia di esposizione del negativo Zona II Nero strutturato Zona III Tessuto nero in cui siano visibili le pieghe Zona IV Ombre nei paesaggi illuminati dal sole e nei ritratti; fogliame scuro 0 Zona V Grigio medio: cartoncino grigio neutro al 18% Zona VI Toni della pelle bianca media; ombre sulla neve illuminata dal sole Zona VII Pelle chiarissima; neve in luce radente Zona VIII Toni chiari ancora differenziati Zona IX Bianco non strutturato. Sulla stampa può apparire indistinguibile dalla zona X Zona X Bianco assoluto: base della carta fotografica 44

45 L esposizione zonale divide l intervallo tra il bianco assoluto e il nero assoluto in 11 Si parte dallla zona 0 che corrisponde al nero assoluto, si sale di 1 zona (= 1 diaframma) alla volta (= un grigio più chiaro per ogni zona superiore), si passa a metà scala dalla zona V (grigio medio 18%) e si arriva alla Zona X che corrisponde al bianco assoluto 45

46 Zona 0 - corrisponde al nero. Nessuna trama distinguibile. Corrisponde al valore 0 degli istogrammi digitali. Zona 1 - Piccolo cambio di tonalità rispetto alla zona precedente ma ancora nessuna trama distinguibile. Corrisponde al valore 26 degli istogrammi digitali. Zona 2 - Levi tracce di trama. Corrisponde al valore 51 degli istogrammi digitali. Zona 3 - Zona corrispondente a materiali scuri o poco riflettenti. I soggetti cominciano a presentare buone forme di dettaglio. Corrisponde al valore 76 degli istogrammi digitali. Zona 4 - Fogliame scuro, pietre scure, o zone in ombra. Corrisponde al valore 103 degli istogrammi digitali. Zona 5 - Grigio medio (cartoncino Kodak di riferimento riflettanza al 18%), paragonabile a carnagioni scure o pietre grigie. Corrisponde al valore 128 degli istogrammi digitali. Zona 6 - Valore medio della pelle delle popolazioni europee, pietre chiare. Corrisponde al valore 152 degli istogrammi digitali. Zona 7 - Carnagione molto chiara, neve liscia con illuminazione laterale. Corrisponde al valore 178 degli istogrammi digitali. Zona 8 - Bianchi con trama e sfumature delicate, neve con tracce superficiali, alte luci su pelle normale. (ultima zona utile al fine compositivo) Corrisponde al valore 205 degli istogrammi digitali. Zona 9 - Bianco senza trama superficiale, ultima differenza con il bianco puro. Corrisponde al valore 230 degli istogrammi digitali. Zona 10 - Bianco puro, nessuna trama. Corrisponde al valore 255 degli istogrammi digitali. 46

47 Ogni intervallo di una zona corrisponde all intervallo di 1 diaframma e corrisponde a un livello di grigio 47

48 Lettura zonale 0 48

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50 Il Sistema Zonale Si basa sulla capacità dell occhio umano di vedere le luci e sulla sua latitudine di posa pari a circa 12 stop, appena uno più di quanto definito dalla scala di Ansel Adams 50

51 Il sistema zonale permette di controllare l'esposizione prevedendo, prima dello scatto, attraverso l'uso dell'esposimetro, la densità degli annerimenti ottenibili dalle varie parti fotografate del soggetto Si tratta di sviluppare la capacità di visualizzare mentalmente le possibili fotografie realizzabili, in termini di densità degli annerimenti Ben prima dello sviluppo dei sistemi digitali, lo sguardo e l'esposimetro hanno dato certezza del risultato sviluppato e stampato prima dello scatto 51

52 A questo punto, è importante definire che cosa desideriamo restituire con pieno dettaglio, cosa con meno dettaglio, quali parti, invece, devono, sostanzialmente, risultare senza dettaglio 52

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54 La luce è una sensazione del nostro cervello Che viene stimolata da una reazione fotochimica nella retina, che attiva la sensazione cerebrale che puo ricomparire anche durante la notte al buio durante il sogno, attivata in tal caso da processi mnemonici 54

55 LA LUCE Il termine luce (dal latino lux) si riferisce alla porzione dello spettro elettromagnetico visibile dall'occhio umano, ed è approssimativamente compresa tra 400 e 700 nanometri di lunghezza d'onda 55

56 Spettro visibile 56

57 Lo spettro visibile è quella parte dello spettro elettromagnetico che cade tra il rosso e il violetto includendo tutti i colori percepibili dall'occhio umano 57

58 I limiti dello spettro visibile all'occhio umano non sono uguali per tutte le persone, ma variano soggettivamente e possono raggiungere i 730 nanometri, avvicinandosi agli infrarossi, e i 380 nanometri avvicinandosi agli ultravioletti La presenza contemporanea di tutte le lunghezze d'onda visibili, forma la luce bianca Andiamo a definire il concetto di Temperatura di colore 58

59 Temperatura di colore luce bianca 6000k Luce di una candela circa K cielo di colore azzurro intenso K 59

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61 La luce è l elemento predominante nella fotografia durante la giornata non è costante varia con il trascorrere delle ore, modificando l intensità e la tonalità: di mattina presto e nel tardo pomeriggio la luce solare ha tonalità calde, per il resto della giornata assume tonalità più fredde 61

62 Questo cambiamento è dovuto alla dispersione della luce solare, causata dalle particelle di polvere e di acqua sospese nella nostra atmosfera e che sono in grado di rifrangere o riflettere determinate lunghezze d onda in differenti quantità e modalità. Con i raggi luminosi che cadono a picco sulla terra (con il sole allo zenit o quasi) la luce solare assume il suo colore originale, tendente al bianco-blu 62

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64 Nell immagine viene riportata la scala dei colori della luce solare, espressa in gradi Kelvin. le luci calde hanno una radiazione inferiore ai 3200 K. le luci fredde si intendono quelle la cui radiazione cade nella parte alta della scala con valori maggiori di 6500K e la luce tende al blu/azzurro (la neve) 64

65 Di sera il sole è all orizzonte e l atmosfera da attraversare è maggiore i fenomeni di diffrazione/dispersione sono maggiori L atmosfera terrestre Incidere di più sulle lunghezze d onda lunghe rispetto alle corte ne deriva che a subire il massimo influsso sono le componenti del blu La luce serale sarà più rossastra, ovvero, in gergo, più calda 65

66 La luce serale è percepita dall occhio con una particolarità: il cervello elabora le immagini ricevute e apporta delle correzioni cromatiche all immagine facendoci vedere la scena più fredda (di sera) o più calda (di giorno) Il Sensore privo di questa intelligenza riprende le luci come realmente sono: ne deriva, sulla foto una predominante eccessiva di luci fredde o luci calde rispetto a quanto siamo abituati a vedere E questo fa si che la foto finale risulta essere surreale 66

67 temperatura del colore ci si riferisce a quelle tonalità di colore caratteristiche della luce alle varie lunghezze d onda Noi percepiamo la luce solare come bianca solamente nelle ore centrali del giorno All alba e al tramonto, gli oggetti assumono una colorazione più calda e gradevole, comunque diversa dalle tonalità normali 67

68 La temperatura di 5500K è luce neutra: si tratta della luce bianca (quindi tutte le lunghezze d onda visibili giungono al nostro occhio) ed è la luce emessa dal sole allo zenith nonché dai lampeggiatori flash 68

69 Il lato EMOZIONALE della luce le luci calde fanno si che un immagine sia più accattivante, più romantica e distensiva: fate caso che le immagini dei tramonti o dei fuochi vengono spesso usate negli screensaver, nelle situazioni in cui si vuole ridurre lo stress Al contrario, le immagini di sport sono spesso ritratte con luci fredde che comunicano una maggiore energia e vitalità 69

70 Durante la giornata, la luce solare (senza nuvole) varia da 2500K dell alba ai 5500K a mezzogiorno al tramonto nuovamente ai 2500K Ne deriva che le ore ideali per scattare foto calde sono principalmente all alba e, in seconda battuta, subito dopo il tramonto 70

71 Perché l alba piuttosto del tramonto? minore pulviscolo e minore presenza umana ci permette di ottenere delle foto più pulite Attenzione: se non si tara bene la fotocamera, otterrete uno scatto Surreale avremo colori diversi da quelli che il nostro cervello interpreta prima di scattare, porre la massima attenzione sul bilanciamento del bianco: rendere nella maniera corretta il bianco (come la vede il nostro occhio) e di conseguenza tutti gli altri colori presenti nella scena 71

72 il bilanciamento del bianco e del colore? Si basa sul principio dei colori complementari. I colori complementari sono dei colori che, sommandosi, si annullano (quindi tendono al bianco o meglio al grigio 18%). L arancione è complementare del blu così come il rosso al verde ed il giallo al viola 72

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74 il nostro sistema visivo si adatta rapidamente alle varie condizioni di illuminazione sia all intensità che alla qualità della luce Ma il sensore? 74

75 BILANCIAMENTO DEL BIANCO bilanciamento del bianco mira a individuare gli oggetti bianchi nella scena e a farli apparire completamente neutri, senza dominanti rossastre, bluastre o giallastre Una volta che si è corretto il bianco, anche tutti gli altri colori appariranno naturali 75

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91 Divertirsi con i colori il bilanciamento dei colori permette di apprezzare uno degli aspetti più piacevoli e divertenti della fotografia creativa Impostando Fluorescente o Nuvoloso otteniamo tonalità di arancione e violetto che conferiscono magiche atmosfere alla foto di un tramonto, anche se tali colori sono assenti nella realtà 91

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93 Bilanciamento del bianco: luce del giorno 93

94 Bilanciamento del bianco: giornata nuvolosa 94

95 Bilanciamento del bianco: ombra 95

96 Bilanciamento del bianco: tungsteno 96

97 Bilanciamento del bianco: fluorescente 97

98 Bilanciamento del bianco: flash 98

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103 Illuminazione mista Quando la scena è illuminata da fonti luminose con diverse temperature di colore, la camera calcola una temperatura media per l intera scena e la usa come punto neutro Questo produce risultati quasi sempre accettabili, però spesso il software tende a stimare la differenza di temperatura di colore delle singole sorgenti di luce, più grande di come la percepiscono i nostri occhi Nei casi più difficili è sempre buona norma scattare alcune foto con diverse impostazioni 103

104 Abbiamo visto La materia base della fotografia è la luce Essa è una forma di energia che irradia dalle sorgenti luminose (naturali o artificiali), e da esse si propaga in tutte le direzioni con una velocità di km/s 104

105 il sensore viene colpito dai raggi luminosi provenienti dagli oggetti circostanti che ricevono luce (dal sole o da sorgenti artificiali) e la riflettono in tutte le direzioni 105

106 La luce in due categorie: luce dura e luce morbida Una luce dura, come ad esempio quella del sole allo zenit produce ombre nette e forte contrasto, è sconsigliata nelle fotografie di ritratto ma rende molto bene la solidità degli oggetti Al contrario una luce morbida, presente nelle giornate nuvolose, appiattisce i contrasti cromatici della scena e non produce ombre ed addolcisce le forme 106

107 Parlando di "illuminazione" dobbiamo distinguere subito quella naturale e quella artificiale 107

108 La luce naturale, quella del sole (o in qualche caso della luna) è molto diversa in base all'orario del giorno e in base alle condizioni atmosferiche L'illuminazione artificiale è quella più facile da controllare in quanto siamo noi a poterne dosare l'intensità 108

109 Il Sole di Mezzanotte in Norvegia Il Sole di Mezzanotte è uno spettacolo incredibile e assolutamente da vedere almeno una volta nella vita. Bisogna spingersi fino a oltre il Circolo Polare Artico per essere testimoni di questo evento astronomico assolutamente unico al mondo 109

110 Sole a mezzanotte 110

111 Sole di Mezzanotte in Groenlandia Il Sole di Mezzanotte ha bisogno di una particolare condizione per potersi verificare, essere a una latitudine superiore ai 62 33'. Ecco perchè può verificarsi solo in alcune zone della Russia, del Canada, della Groenlandia, dell'alaska, della Norvegia e dell'islanda 111

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114 Nella Norvegia del nord, in estate, il sole non tramonta mai: è un fenomeno che accade a causa dell'inclinazione dell'asse di rotazione della Terra, per cui il sole non scende mai sotto la linea dell'orizzonte e la notte non arriva 114

115 La notte polare La notte polare è un fenomeno astronomico che si verifica a latitudini elevate, cioè sopra il Circolo Polare Artico o sotto il Circolo Polare Antartico. Succede in inverno quando il sole, per l'inclinazione dell'asse terrestre, non riesce mai a salire sopra la linea dell'orizzonte 115

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118 . Le modalità P/A/S/M 118

119 La sigla significa: P = Program, A = Aperture Priority, S = Shutter Priority, M = Manual 119

120 Diversamente dalla modalità Auto, che affida ad un algoritmo la scelta dei parametri di ripresa le modalità P/A/S/M lasciano al fotografo un certo controllo sul processo di cattura dell'immagine 120

121 Modalità Programma (P) La modalità Programma è molto simile alla modalità Auto, Ambedue lasciano alla camera la scelta dell'apertura del diaframma e della velocità dell'otturatore, però la modalità P permette di intervenire su varie altre regolazioni come il bilanciamento del bianco, la compensazione dell'esposizione, misurazione esposimetrica 121

122 Priorità di apertura (A) questa modalità lascia al fotografo la scelta del diaframma, mentre la camera calcola il tempo di esposizione più adatto. Controllare l'apertura significa controllare la profondità di campo dell'immagine La regola è la seguente: grande apertura (basso valore f) = minore profondità di campo, piccola apertura (alto valore f), = grande profondità di campo. 122

123 Tipico utilizzo: La priorità di diaframma è utile quando si desidera avere lo sfondo sfocato (bassa profondità di campo) Selezionando la massima apertura possibile (f2.8) e stabilizzando la camera, diminuisce la profondità di campo permettendoci di ottenere un soggetto perfettamente a fuoco sullo sfondo sfocato Inoltre, la priorità di diaframma viene utilizzata nella ritrattistica. Selezionando un'ampia apertura si ottiene uno sfondo leggermente sfocato sul quale il soggetto risalterà meglio 123

124 Priorità dei tempi di posa (S) La priorità del tempo di posa è l'esatto opposto della priorità di apertura lasciandoci la scelta del tempo di posa mentre la camera calcola la corrispondente apertura del diaframma. In questo modo possiamo scegliere se bloccare un soggetto in movimento, o ottenere un soggetto sfocato con la scia. A seconda del tempo selezionato, l'immagine avrà una minore o maggiore profondità di campo in funzione dell'apertura adottata dalla camera 124

125 Tipico utilizzo La priorità del tempo di posa è perfetta nella ripresa di scene di sport, oppure quando si tenta di ottenere immagini chiare di bambini o animali iperattivi Tuttavia ciò risulta possibile solo se abbiamo a disposizione molta luce, perché tempi veloci richiedono aperture piuttosto ampie per consentire a quanta più luce possibile di entrare nella camera in un breve tempo 125

126 Modalità Manuale (M) Modalità Manuale significa pieno controllo, scelta manuale sia dell'apertura che della velocità di scatto, guidati dall esposimetro per poter avere una corretta esposizione 126

127 Questa modalità è ideale per catturare fotografie di notte o per ottenere effetti speciali come sovraesposizioni o sottoesposizioni 127

128 Tipico utilizzo la modalità Manuale è ideale per lunghe esposizioni e per la fotografia notturna Poiché sia l'apertura che la velocità di scatto sono controllate dal fotografo, le foto potranno essere più o meno luminose di quanto la fotocamera avrebbe altrimenti prodotto automaticamente 128

129 Conclusione Comprendere bene la funzione e l'uso delle modalità P/A/S/M consente al fotografo quella flessibilità che non è permessa dalle modalità preimpostate, per quanto queste possano essere ben realizzate 129

130 Con la pratica frequente ed una comprensione più completa di come funziona una camera, le soddisfazioni non tarderanno a venire 130

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