Valutazione comparativa di applicazioni open source per il Business Process Management

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1 Valutazione comparativa di applicazioni open source per il Business Process Management

2 Abstract Uno dei passi fondamentali della metodologia USBD (Unified Scenario-Based Design) è la modellazione dei processi aziendali; questa è una attività complessa che coinvolge attori diversi (dal business manager al business analyst al system architect) e diverse competenze (aziendali e informatiche) e il cui scopo è ridurre il business-it gap. Il nostro lavoro è stato analizzare alcuni strumenti open source per il business process modelling basati sulla piattaforma Eclipse, esaminandone le caratteristiche principali in termini di concetti modellabili e principali casi d'uso, al fine di valutarne sia l'usabilità da parte delle diverse tipologie di utente (esperti di business e esperti di IT) sia la possibilità di estensione al fine di utilizzarli nell'ambito della metodologia USBD. Lo studio ha evidenziato come gli strumenti open source siano orientati maggiormente al mondo dell'it piuttosto che a quello aziendale; una estensione di tali strumenti è possibile integrando il metamodello di riferimento con concetti tipici del contesto di business e della metodologia USBD e sviluppando casi d'uso che consentano l'esportazione dei business process models al fine di ottenere modelli utilizzabili in applicazioni per il software engineering, e di conseguenza la tracciabilità end-to-end tra tutti i modelli, requisito fondamentale della metodologia USBD.

3 Indice dei contenuti Valutazione comparativa di applicazioni open source per il Business Process Management...1 Abstract...2 Indice dei contenuti...3 Introduzione...4 Lavori correlati...6 jboss jpdl Graphical Designer...7 Descrizione e tipologia di utenti...7 Notazione...7 Serializzazione...7 Importazione/Esportazione...7 Metamodello...7 Casi d'uso...8 STP - SOA Tools Project BPMN Designer...14 Descrizione e tipologia di utenti...14 Notazione...14 Serializzazione...14 Importazione/Esportazione...14 Metamodello...14 Casi d'uso...15 Intalio BPMS Designer...20 Descrizione e tipologia di utenti...20 Notazione...20 Serializzazione...20 Importazione/Esportazione...20 Metamodello...20 Casi d'uso...21 AgilPro Light Modeler...28 Descrizione e tipologia di utenti...28 Notazione...28 Serializzazione...28 Importazione/Esportazione...28 Metamodello...28 Casi d'uso...29 Comparazione e possibilità di estensione...37 Conclusioni...39 Bibliografia...40

4 Introduzione Sono stati valutati alcuni applicativi per il Business Process Modelling al fine di indagare le possibilità di estensione degli stessi per introdurre meccanismi a supporto della metodologia USBD; per tale motivo, si è scelto di prendere in considerazione applicazioni di tipo open source. Tutte le applicazioni prese in esame sono basate sulla piattaforma Eclipse (feature o applicazioni stand alone costruite su Eclipse); esse sono: jboss jpdl Graphical Designer (feature) STP - SOA Tools Project BPMN Designer (feature) AgilPro Light Modeler (applicazione) Altri tools open source basati su Eclipse, come il BPEL Designer o EPC Tools, non sono stati presi in considerazione perché palesemente limitati ad ambiti assai ristretti e troppo lontani dal contesto aziendale; ad esempio, BPEL Designer è uno strumento per la definizione grafica di definizioni di workflow in linguaggio BPEL, mentre EPC Tools ha come scopo la verifica formale di modelli di processo definiti secondo la notazione delle Event-driven Process Chains. È stata effettuata anche una analisi del tool Intalio BPMS Designer, una applicazione basata su Eclipse gratuita ma non (ancora) open source; la tecnologia Intalio è alla base del progetto STP di Eclipse che è però ancora immaturo, non pienamente sviluppato e con alcuni fastidiosi bug: una analisi del software Intalio ci è sembrata utile a comprendere meglio dove potrebbe arrivare il progetto STP. Alcuni degli strumenti esaminati mettono a disposizione un gran numero di funzionalità e/o sono inseriti in framework destinati a coprire, in tutto o in parte, l'area del Business Process Management: dalla modellazione all'analisi, dalla simulazione al re-engineering, all'esecuzione; noi ci siamo limitati ad esaminare le caratteristiche relative alla sola attività di Business Process Modelling, con particolare riferimento a: quali concetti possono essere rappresentati nei modelli (metamodello di riferimento) quale notazione è utilizzata per la modellazione quale linguaggio è utilizzato per la serializzazione dei modelli quali strumenti di importazione ed esportazione sono disponibili, e quali linguaggi di origine/destinazione sono supportati quali sono gli utenti a cui l'applicazione si rivolge e quali casi d'uso sono implementati La valutazione del metamodello di riferimento è fatta in relazione al metamodello utilizzato in [LIST06]; abbiamo riportato tale metamodello in figura 1, evidenziando quali concetti siano pertinenti a ciascuna delle cinque perspectives, effettuando delle scelte nei casi in cui un concetto appartenesse a più perspectives (come nel caso del Software) o mettesse in relazione concetti di viste diverse (come nel caso di alcune associazioni).

5 Figura 1: metamodello di riferimento usato per la valutazione

6 Lavori correlati Alcune ricerche atte a comparare strumenti per il Business Process Modelling sono state sviluppate ma, per quanto siamo riusciti a verificare, nessuna riguarda specificatamente gli aspetti di modellazione in strumenti open source. In [GONZ07], ad esempio, vengono valutati numerosi strumenti per il business process modelling ma solo riguardo agli aspetti relativi allo sviluppo collaborativo, mentre in [PEYR06] sono presi in esame solo le piattaforme commerciali dei top vendors nell'ambito del Business Process Management; in [GART06] viene fornita una classificazione degli strumenti per la Business Process Analysis basata sul cosiddetto Magic Quadrant, ma ancora vengono prese in esame solo suite commerciali di alto livello.

7 jboss jpdl Graphical Designer Descrizione e tipologia di utenti jpdl Graphical Designer è una feature di Eclipse il cui scopo è consentire la modellazione grafica di modelli di processo per il Workflow Management System jpdl Suite di jboss. La filosofia di jpdl può essere sintetizzata con la frase Developing process definitions requires input from -and collaboration between- a business analyst and software developer ; questa affermazione non è certo infondata ma, a nostro avviso, il Designer la estremizza troppo, fino al punto in cui esso può essere utilizzato proficuamente solo dai software developers e si riduce a uno strumento povero se usato senza le necessarie competenze tecniche, essendo la notazione utilizzata assai scarna, poco intuitiva e carente di concetti tipici del contesto aziendale. Ad ogni modo, con le necessarie competenze lo strumento si rivela senza dubbio versatile. Si può quindi affermare che il tool è destinato prevalentemente ad utenti del dominio IT. Notazione Proprietaria (jpdl Notation) Serializzazione Proprietaria (jpdl jboss Process Definition Language) Importazione/Esportazione Il Designer non mette a disposizione alcuna funzionalità per l'import/export di modelli o altre risorse. Metamodello La notazione, e il relativo metamodello, utilizzata nel jpdl Graphical Designer riflette le caratteristiche del workflow engine su cui il processo dovrà essere eseguito; non si trovano quindi delle immediate corrispondenze con i concetti propri del contesto aziendale sintetizzati nel metamodello che abbiamo assunto come riferimento (fig. 1) se non con un piccolo sforzo di deduzione. In fig. 2 abbiamo rappresentato i concetti disponibili nel tool, riproponendo il modello di fig. 1; concetti non rappresentati sono marcati con un punto rosso, con uno verde quelli che invece sono presenti, mentre un punto giallo indica una implementazione parziale del concetto. Si evidenzia come non sia affatto rappresentata la Business Process Context Perspective, mentre le altre perspectives sono rappresentate solo parzialmente; in particolare, la gerarchia organizzativa non è rappresentata pienamente (Organisational Perspective) e i concetti della Informational Perspective sono rappresentati solo riguardo alle risorse afferenti il contesto informatico; infine, non vi è una rappresentazione soddisfacente della gerarchia delle attività nei business processes (Functional Perspective) e il controllo del flusso (Behavioural Perspective) è affidato a un numero ridotto di nodi.

8 Figura 2: concetti del metamodello di riferimento disponibili in jpdl Graphical Designer Casi d'uso In figura 3 sono riportati alcuni screenshots che sintetizzano l'utilizzo del jpdl graphical Designer; per completezza, in figura 3-d è riportata anche una immagine della web-console jbpm che mostra il processo in esecuzione. Di seguito, vengono elencati i principali casi d'uso del tool, i quali sono poi rappresentati nello Use Case Diagram di figura 4; qui e nel seguito, si farà riferimento a due attori, che chiameremo Business Expert e IT Expert, entrambi specializzazione di un attore più generico che chiameremo Modeler. Dove necessario, si considererà anche l'attore System, ad indicare genericamente un Business Process/Workflow Management System.

9 a) il graphical designer con le sue view principali e la finestra di assegnazione di un participant a un task b) la finestra per l'assegnazione di un action handler (software resource) ad una action

10 c) la definizione delle swimlane (process participants) d) l'esecuzione del processo Figura 3: screenshots di jpdl Graphical Designer Set jbpm Preferences Selezionando l'opportuna voce nel menu delle preferenze di Eclipse, l'it Expert può specificare una o più locazioni in cui sono installate versioni della suite jbpm (jbpm Runtime Location) e specificare il server per il deployment dei processi. Create Process Project Il Modeler crea un nuovo progetto, scegliendone il nome e specificando la jbpm Runtime Location; il Modeler può abilitare la creazione di alcuni file di esempio (una semplice definizione di processo, una classe java che implementa un action handler e una classe Java che implementa un test junit

11 mediante il quale testare l'esecuzione del processo); nel progetto è importata la libreria jbpm di classi Java; il progetto creato è un Java Project. Create Process Definition Il Modeler crea una nuova definizione di processo vuota, scegliendone il nome; automaticamente viene avviato un editor multipagina per la modifica della definizione di processo. Modify Process Definition La modifica avviene mediante l'editor multipagina (vedi fig. 3-a) che presenta le seguenti pagine: Diagram, per l'editing grafico Swimlanes, per la creazione e modifica delle swimlanes; è bene specificare che esse non sono rappresentate graficamente Deployment, per il deployment del processo Design, per la modifica della definizione del processo mediante un editor di file xml che presenta una vista ad albero della definizione del processo Source, per la modifica del sorgente xml della definizione del processo Alcune azioni effettuate durante la modifica richiedono specifiche competenze tecniche e quindi saranno svolte dal IT Expert, mentre le altre genericamente dal Modeler, come indicato di seguito. Le diverse pagine destinate all'editing dovrebbero essere sincronizzate (una modifica si riflette immediatamente in ogni pagina) ma tale caratteristica sembra essere affetta da alcuni bugs. Create Swimlane Il Modeler crea una nuova swimlane e ne specifica il nome. Define Swimlane Property L'attore IT Modeler specifica il tipo di assignment per la swimlane, tra expression e handler, e quindi specifica rispettivamente l'espressione da adoperare o la classe che implementa l'handler di assegnazione e il tipo di handler (tra field, bean, constructor e compatibility) (vedi fig. 3-c). Con questa operazione, è possibile specificare il tipo di Process Partecipant rappresentato dalla swimlane, e cioè se è una persona, un gruppo di persone o un artefatto software (vedi metamodello di riferimento). Create Node Il Modeler inserisce un nodo nel diagramma di processo; i nodi disponibili sono: start, end, state, process state, super state, fork, join, task, node, decision. Per la semantica dei diversi tipi di nodo, rimandiamo alla documentazione del tool [JPDLDOC]. Il Modeler, dopo aver creato il nodo, può modificarne il nome. L'inserimento di nodi non ammessi (ad esempio, due nodi di tipo start ) è automaticamente inibito. Osserviamo che i nodi super state e process state sono utilizzati per modellare l'organizzazione gerarchica del processo ma, nella versione del tool che abbiamo valutato, non sembrano essere funzionanti.

12 Create Transition Il Modeler inserisce una transizione fra due nodi e le assegna un nome. L'inserimento di transizioni non ammesse (ad esempio, una transizione in uscita da un nodo end ) è automaticamente inibito. Create Task I nodi di tipo start, state e task possono avere una o più task associate; un task indica una operazione che deve essere compiuta prima che il processo possa proseguire; l'operazione può essere, in generale, compiuta da una persona o da un artefatto software. Il Modeler crea un task associato a un nodo; i task vengono rappresentati nella Outline View ma non hanno una rappresentazione grafica nell'editor. Define Task Generic Properties Un task ha diverse proprietà, che possono essere modificate mediante l'apposita pagina di editing; alcune di queste proprietà hanno carattere prettamente tecnico che il Business Expert probabilmente non è in grado di gestire; abbiamo scelto di evidenziare questa caratteristica suddividendo lo Use Case Define Task Properties in due casi d'uso, il presente e quello che segue. Il Business Expert accede alla pagina delle proprietà di un task e ne sceglie il nome; inoltre, può selezionare la swimlane rappresentante il ruolo che sarà responsabile dell'esecuzione del task; se il task deve essere svolto da un artefatto software, si ricade nello use case seguente. Define Task Technical Properties L'attore IT Expert accede alla pagina di editing delle proprietà di un task; qui può scegliere il tipo di assegnamento per il task; nel caso il task debba essere eseguito da un artefatto software (handler), specifica la classe che implementa l'handler; nel caso il task consista in una semplice espressione (ad esempio, un assegnamento), specifica l'espressione. Inoltre, possono essere specificati dei dati che la persona incaricata dello svolgimento del task dovrà specificare per consentire la prosecuzione del processo e può essere generato automaticamente un form XHTML per l'inserimento di tali dati (Default Form Controller); analogamente, se il task è svolto da un handler può essere specificato un Custom Form Controller, anch'esso implementato da un artefatto software, per il corretto assegnamento dei dati. Create Action and Set Properties Ogni nodo, di qualunque tipo, può avere più actions associate; una action è un handler Java che viene eseguito al verificarsi di un evento nel processo (che può essere node enter, node leave, before signal, after signal); è possibile associare delle actions anche ad eventi a livello di processo o alle transizioni. L'attore IT Expert seleziona l'elemento a cui associare la action, quindi (nella Outline View) seleziona la action e ne modifica le proprietà, ovvero il nome e la classe Java che la implementa (vedi fig. 3-b). Save/Deploy Process Attraverso la scheda Deployment dell'editor, il processo può essere caricato nel workflow engine specificato (vedi Set jbpm Preferences); l'attore IT Expert accede alla scheda, dove può eventualmente cambiare il server per il deployment, quindi avvia il deployment del processo e la definizione del sistema è esportata nel workflow engine specificato (attore System). Nella medesima scheda, il processo può anche essere salvato come archivio ZIP.

13 Figura 4: Use Case Diagram per jpdl Graphical Designer

14 STP - SOA Tools Project BPMN Designer Descrizione e tipologia di utenti Il progetto STP (SOA Tools Project) è un progetto in ambito Eclipse che si propone di costruire un framework e i tools necessari per la realizzazione di software sviluppato secondo una Service Oriented Architecture (SOA); STP si basa sulle specifiche SCA (Service Component Architecture) e si suddivide in numerosi sotto-progetti, tra i quali figura quello relativo al BPMN Designer. Quest'ultimo si propone di realizzare un editor grafico per modellare i processi aziendali con la notazione BPMN e di fornire gli strumenti per la validazione e la generazione automatica di codice (ad es. BPEL) a partire dal modello. Il BPMN Designer non è ancora completo di tutte le funzionalità che si propone, ma lo scopo dovrebbe essere quello di fornire uno strumento utilizzabile tanto da utenti provenienti dal contesto aziendale, quanto da esperti del contesto informatico, secondo la stessa filosofia utilizzata da Intalio (vedi seguito) che ha fornito il codice iniziale del BPMN Designer. In conclusione, quindi, il BPMN Designer del progetto STP è pensato per essere utilizzato tanto dai Business Experts quanto dagli IT Experts, benché allo stato attuale siano state implementate poche funzionalità destinate all'it Expert. Notazione BPMN Serializzazione XMI Importazione/Esportazione Nessuno strumento ancora disponibile. Metamodello Il tool è un editor BPMN e pertanto permette di rappresentare i concetti tipici di questa notazione, e non altri. A conferma di ciò, come raffigurato schematicamente in figura 5, le uniche perspective effettivamente rappresentate sono solo la behavioural e la functional, mentre tutte le altre praticamente non sono rappresentate.

15 Figura 5: concetti del metamodello di riferimento disponibili in STP BPMN Designer Casi d'uso Il BPMN Designer è un semplice editor grafico che consente di modellare processi aziendali utilizzando la notazione BPMN; il tool non è ancora integrato realmente nel framework STP, mancando gli strumenti di integrazione, quale ad esempio una utility per generare codice eseguibile in un workflow engine. I casi d'uso disponibili, quindi, sono semplicemente quelli che consentono la creazione e la modifica di diagrammi di processo; essi sono elencati di seguito e quindi riassunti nello use case diagram di figura 7; in figura 6, invece, sono riportati alcuni screenshots.

16 a) l'editor e la palette b) le proprietà di un task c) un sub-process Figura 6: screenshots di STP BPMN Designer Set General Preferences Lo IT Expert può impostare le preferenze relative al framework STP, specificando ad esempio le locazioni dove sono installati i server per il deployment.

17 Create Project Il Modeler può creare diversi tipi di progetto: jax-ws java, jax-ws wsdl, sca java component, ma i diagrammi BPMN possono essere realizzati anche all'interno di un generico progetto. Create Process Diagram Scegliendo l'opportuna voce dal menu, il Modeler crea un nuovo process diagram all'interno di un progetto e gli assegna un nome. Modify Process Diagram Agendo nell'editor grafico, si può modificare il process diagram. Create Pool Il Modeler seleziona l'apposito tool dalla palette per creare un nuovo Pool; il Modeler assegna il nome al Pool. Create Lane Il Modeler crea una Lane all'interno di un Pool utilizzando l'apposito tool presente nella palette, quindi assegna un nome alla Lane. Create Subprocess Il Modeler crea un nuovo Sub-Process in due modi: utilizzando l'apposito tool nella palette, oppure selezionando un gruppo di elementi nell'editor grafico e clickando sull'apposito pulsante Group Shapes, creando così un nuovo sub-process al quale può assegnare un nome. Define Subprocess Properties Oltre al nome, il Modeler può specificare se il Sub-process deve essere di tipo loop e/o se si tratta di una transazione. Create Task Il Modeler crea un nuovo Task nel processo e gli assegna un nome. Define Task Properties Il Modeler può definire se il task deve essere di tipo loop. Create Event Il Modeler crea un evento di tipo start, intermediate o end, trascinando nel diagramma la relativa icona, quindi può assegnare un'etichetta all'evento. Sono supportati pressoché tutti i tipi di evento previsti dalla specifica BPMN, ivi compresi quelli atti a gestire errori e compensazione. Create Gateway Il Modeler crea un Gateway trascinando nel diagramma la relativa icona, quindi può assegnare un'etichetta al gateway; sono disponibili gateway exclusive/inclusive data-based, exclusive event-

18 based e parallel. Create Sequence Flow Il Modeler, selezionando l'opportuno strumento, definisce le transizioni che regolano il flusso di esecuzione del processo, collegando gli elementi del diagramma. Ad ogni transizione può essere associata un'etichetta e si può specificare se la transizione è quella di default o meno. Create Message Flow Utilizzando l'apposito strumento, il Modeler può tracciare un Message Flow tra elementi in pool diversi. A un message flow può essere quindi assegnata un'etichetta. Create Data Object Il Modeler, mediante l'apposito tool, crea un nuovo elemento di tipo Data, rappresentante un generico artefatto, e gli assegna un nome. Associate Data Object Il Modeler può associare un Data Object ad un task, eventualmente assegnando un nome all'associazione. L'associazione non ha direzione. Validate Diagram Scegliendo l'opzione disponibile nel menu contestuale del file in cui è memorizzato il diagramma, l'it Expert avvia la procedura automatica di validazione del processo; lo strumento non sembra essere funzionante, allo stato attuale.

19 Figura 7: Use Case Diagram di STP BPMN Designer

20 Intalio BPMS Designer Descrizione e tipologia di utenti L'applicazione, basata su Eclipse, permette di definire un business process utilizzando la notazione BPMN; Intalio dichiara di proporsi, con la sua piattaforma per il Business Process Management di cui il designer è parte, a una platea di process analysts e non di non-technical business analysts, sottolineando la necessità di avere delle competenze tecniche per poter utilizzare il prodotto. Allo stesso modo, però, viene sottolineato come ad un process analyst non sia richiesto di avere competenze approfondite nell'ambito software, come potrebbe essere la conoscenza della piattaforma JSEE, e ancora viene evidenziato come all'utente venga messo a disposizione un editor grafico che utilizza la notazione BPMN (più vicina al contesto aziendale) e non un editor BPEL. Infine, si sottolinea come un approccio zero-code writing sia utile ad abbattere realmente il business-it gap [BPM20]. Il Designer in effetti sembra mantenere ciò che viene promesso: l'editor grafico e la notazione BPMN permettono di descrivere il processo in maniera intuitiva e precisa, mentre è possibile specificare proprietà ad un maggiore livello di dettaglio (per cui sono necessarie competenze tecniche maggiori) al fine di ottenere un processo eseguibile. Quindi, può avvalersi del tool sia un Business Expert che un IT Expert, lavorando sul medesimo modello a diversi livelli di dettaglio. Notazione BPMN Serializzazione Proprietaria Importazione/Esportazione Importazione di ARIS Process File; esportazione della definizione di processo in file BPEL e WSDL. Metamodello In figura 8 sono rappresentati i concetti messi a disposizione del tool. Si nota come siano praticamente inesistenti i concetti della Business Process Context Perspective, e come sia limitata la rappresentazione dei concetti della Organizational Perspective e, soprattutto, della Informational Perspective. Si ha invece una piena rappresentazione dei concetti della Behavioural Perspective e una copertura quasi completa dei concetti della Functional Perspective.

21 Figura 8: concetti del metamodello di riferimento disponibili in Intalio BPMS Designer Casi d'uso Il tool mette a disposizione un gran numero di strumenti e numerose viste sul modello; tra queste, le più importanti sono l'editor grafico, la Properties View, la Data Editor View, la Mapper Palette View e la Mapper View, la Palette View e la Controls View. I casi d'uso principali, elencati di seguito, sono rappresentati nello use case diagram di figura 10; in figura 9, invece, vengono riportati alcuni screenshots del tool in azione. Anche in questo caso, abbiamo preso in considerazione i tre attori System (il Process Execution Engine), IT Expert e Business Expert (questi ultimi specializzazioni del generico attore Modeler).

22 a) il workbench con le principali viste e l'editor grafico aperto b) process explorer e data view

23 c) la mapper view: viene definita la condizione per un ramo del gateway d) files generati Figura 9: screenshots di Intalio BPMS Designer

24 Set Process Preferences L'attore IT Expert accede alla pagina delle preferenze, dove può specificare l'url del server per il deployment dei processi (una applicazione esterna), il namespace di default da utilizzare nella definizione dei processi w altre caratteristiche di secondaria importanza. Create Process Project Il Modeler crea un nuovo Business Process Project, assegnandogli un nome; viene creata la cartella del progetto. Create Process Diagram Il Modeler crea, all'interno di un Business Process Project, un nuovo Process Diagram e gli assegna un nome; il file viene creato e viene aperto l'editor grafico. Modify Process Diagram Un Process Diagram può essere modificato in molti modi diversi agendo nell'editor grafico e/o nelle diverse viste; alcune azioni possono essere svolte dal Modeler, mentre altre richiedono competenze informatiche e vengono quindi svolte dall'it Expert. Create Pool Il Modeler trascina l'icona del Pool dalla Palette nell'editor grafico e un nuovo Pool con una Lane viene creato; il Modeler assegna il nome al Pool. Define Pool Properties Dopo aver selezionato il Pool sul quale agire, l'attore IT Expert può modificarne alcune proprietà dalla Properties View; in particolare, può specificare se il Pool deve essere eseguibile o meno, laddove un pool eseguibile definisce in sostanza il processo di workflow che deve essere implementato mentre quelli non eseguibili rappresentano altre entità (ad esempio, persone) che partecipano al workflow; può essere specificato anche un endopoint, con il quale si intende la locazione, sul runtime server, alla quale sarà disponibile il web service che il pool implementa (ovviamente, deve trattarsi di un pool eseguibile). Create Lane Il Modeler trascina l'icona della Lane dalla palette all'interno di un Pool nell'editor grafico, quindi assegna un nome alla nuova lane. Create Subprocess Il Modeler crea un nuovo Sub-Process in due modi: trascinando l'apposita icona dalla Palette, oppure selezionando un gruppo di elementi nell'editor grafico e clickando sull'apposito pulsante Group Shapes (disponibile anche dal menu contestuale), creando così un nuovo sub-process al quale può assegnare un nome. Define Subprocess Properties Oltre al nome, il Modeler può specificare se il Sub-process deve essere di tipo loop e, in quel caso,

25 il tipo di loop. Create Task Il Modeler crea un nuovo Task nel processo e gli assegna un nome. Define Task Properties L'attore IT Expert può definire se il task è di tipo Service, Receive o Send, oppure se non è di alcun tipo specifico. Può inoltre specificare se il task deve essere di tipo loop. Create Event Il Modeler crea un evento di tipo start, intermediate o end, trascinando nel diagramma la relativa icona, quindi può assegnare un'etichetta all'evento. Sono supportati pressoché tutti i tipi di evento previsti dalla specifica BPMN, ivi compresi quelli atti a gestire errori e compensazione. Create Gateway Il Modeler crea un Gateway trascinando nel diagramma la relativa icona, quindi può assegnare un'etichetta al gateway; sono disponibili gateway exclusive/inclusive data-based, inclusive databased e parallel. Define Gateway Conditions Una volta che siano state definite le transizioni in uscita da un gateway (vedi Create Sequence Flow), è possibile specificare le condizioni ad esse relative. Tale compito richiede competenze tecniche inerenti le operazioni di assign tipiche di BPEL ed espresse mediante Xpath, pertanto questo caso d'uso sarà svolto dal IT Expert. La definizione delle condizioni consiste nell'effettuare un mapping come specificato in Define Mapping. Create Sequence Flow Il Modeler, selezionando l'opportuno strumento, definisce le transizioni che regolano il flusso di esecuzione del processo, collegando gli elementi del diagramma. Sono disponibili strumenti per specificare sequence flow semplici e condizionali, e per specificare i flussi condizionali di default. Ad ogni flusso può essere associata un'etichetta. Create Message Flow Utilizzando lo stesso strumento adoperato per i sequence flow, il Modeler può tracciare un Message Flow tra elementi in pool diversi; l'applicazione riconosce automaticamente che si tratta di un Message Flow proprio perché questo tipo di flusso è consentito solo tra elementi di pool diversi, mentre i sequence flows sono consentiti solo tra elementi del medesimo pool. A un message flow può essere quindi assegnata un'etichetta. Assign Type to Message L'attore IT Expert può assegnare un tipo a ciascun messaggio, laddove il tipo è definito per mezzo di un XMLSchema Definition che può essere opportunamente importato nel progetto; l'operazione avviene mediante un semplice drag-and-drop. Inoltre, al fine di poter effettuare correttamente il mapping, ogni messaggio deve avere un nome che, di default, viene posto uguale all'etichetta ma

26 può essere modificato. Infine, l'it Expert definisce se il messaggio deve essere di tipo One-way, Request, Response o Fault. Define Mapping Il mapping consiste nello specificare delle relazioni tra le variabili definite dai messaggi scambiati; l'operazione viene svolta dall'it Expert in quanto richiede competenze tecniche lontane dal contesto aziendale; il mapping viene svolto sia per definire le azioni svolte dai task, sia per definire le condizioni delle transizioni in uscita dai gateway o delle transizioni condizionali in uscita dai task. Nella Mapper View e avvalendosi delle funzioni predefinite disponibili nella Mapper Palette, l'it Modeler crea le opportune relazioni tra variabili (ad esempio, operazioni di assign). Create Xform L'IT Expert crea un form utilizzando l'apposito editor grafico. Create Correlation Set L'IT Expert crea, nel Data Editor, un Correlation Set atto ad assicurare che, a tempo di esecuzione, le variabili del set vengano correttamente associate all'istanza di processo a cui appartengono. Validate Diagram Con un click sull'apposito pulsante, l'it Expert avvia la procedura automatica di validazione del processo; solo i pool definiti come eseguibili vengono validati e la validazione avviene sulla base delle specifiche BPEL, benché il process diagram sia in notazione BPMN. Generate Code (BPEL, WSDL) and Compile (for PXE) Con un click sull'apposito pulsante, l'it Modeler avvia la generazione automatica dei file BPEL, ciascuno contenente la definizione del workflow specificata in un pool eseguibile, dei file WSDL, contenenti le definizioni delle interfacce verso i web services, e dei file necessari al deployment sul Process Engine di Intalio. Deploy Diagram Con un click sull'apposito pulsante, l'it Modeler avvia la procedura di deployment del processo nel process engine (attore System); se non era stato precedentemente generato il codice, esso viene generato automaticamente. A valle di questa operazione, il processo è pronto ad essere eseguito nel process engine. Import ARIS Process File Scegliendo la voce apposita dal menu, il Modeler importare una definizione di processo specificata nel formato proprietario della suite ARIS.

27 Figura 10: Use Case Diagram per Intalio BPMS Designer

28 AgilPro Light Modeler Descrizione e tipologia di utenti AgilPro LiMo è una applicazione basata su Eclipse che consente di creare un business model. Oltre ai business process, è possibile modellare altri aspetti inerenti il contesto aziendale, come ad esempio la gerarchia delle unità organizzative e delle funzioni aziendali e le relazioni con i ruoli (quale unità organizzativa gioca un dato ruolo) e le azioni del business process (quale funzione aziendale è realizzata da una certa azione). Oltre a concetti tipici del contesto aziendale, l'applicazione consente di specificare anche aspetti prettamente tecnici per mezzo delle applications e delle web service applications, che possono essere definite e quindi associate alle azioni del business process; l'applicazione mette a disposizione due differenti view, una business e una technical view, dove la prima nasconde alcune informazioni di carattere tecnico. La notazione, proprietaria, è intuitiva e, a parte qualche problema nell'implementazione di alcuni casi d'uso, lo strumento è complessivamente semplice da utilizzare; appare quindi che AgilPro LiMo sia adatto tanto ad utenti con scarse competenze informatiche quanto da esperti dell'it, che possono proficuamente lavorare sul medesimo modello a diversi livelli di dettaglio. Da segnalare che, per mezzo dell'applicazione AgilPro Simulator (anch'essa basata su Eclipse) e su una serie di adapters che questa mette a disposizione, è possibile simulare l'esecuzione dei processi aziendali definiti con AgilPro LiMo. Purtroppo, tanto LiMo quanto Simulator non sono ricchi di documentazione ed è risultato quindi difficile comprendere a fondo tutte le possibilità messe a disposizione da tali strumenti, nonché la semantica di alcuni concetti. Notazione Proprietaria Serializzazione Proprietaria Importazione/Esportazione Nessuna utilità di importazione/esportazione disponibile. Metamodello Con la solita notazione, in figura 11 sono sintetizzati i concetti messi a disposizione da AgilPro. Si nota come quasi tutte le perspective siano rappresentate in larga parte, ad eccezione della Business Process Context Perspective che risulta carente relativamente ai goal, che non sono rappresentati. In virtù dell'organizzazione in packages che è possibile dare al modello, nulla vieta di organizzare i packages in modo da suddividere i processi in core, support e management, ma tale schematizzazione è evidentemente parziale e, soprattutto, non vi è la possibilità di rappresentare la relazione core process is-supported-by support process. Riguardo alla Behavioural Perspective, osserviamo che non sono disponibili tutti i tipi di gateway. La Functional Perspective è pienamente supportata, e quasi totalmente lo è la Organisational Perspective. Infine, la Informational Perspective è parzialmente rappresentata.

29 Figura 11: concetti del metamodello di riferimento disponibili in AgilPro Light Modeler (LiMo) Casi d'uso L'applicazione permette di modificare un business model per mezzo di un editor multipagina; una pagina dell'editor fornisce una visione d'insieme sugli elementi del business model (ruoli, dati, applicazioni e processi del modello, nonché informazioni generali sul modello quali autore, nome, descrizione testuale); le altre pagine dell'editor consentono la modifica dei business process models relativi ai processi definiti. Oltre all'editor multipagina, e alla classica properties view che consente di visualizzare e modificare le proprietà degli elementi del modello, vi è una structure view che rappresenta tutti gli elementi del modello in un albero e che pure consente di modificare il business

30 model agendo sugli elementi (alcune operazioni, in verità, possono essere eseguite solo agendo su questa view). Come di consueto, riportiamo alcuni screenshots in figura 12, mentre in figura 13 lo use case diagram, nel quale figurano i soliti attori (IT Expert e Business Expert, entrambi specializzazione dell'attore Modeler). a) l'editor, la properties view, la structure view b) la pagina grafica dell'editor e le proprietà di una Action

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