Osservatorio Tariffe e Tributi Locali

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1 Regione Umbria Giunta Regionale Direzione regionale Risorsa Umbria. Federalismo, risorse finanziarie, umane e strumentali Servizio Commercio e Tutela dei Consumatori Associazioni dei Consumatori Regione Umbria Agenzia Umbria Ricerche Osservatorio Tariffe e Tributi Locali Rapporto 2010 settembre 2012

2 Gruppo di lavoro Aur Meri Ripalvella (coordinamento, gestione archivio, metodologia ed elaborazione dati) Eleonora D Urzo (elaborazione dati, stesura testi) Ringraziamenti Si ringraziano Chiara Vivoli, per l implementazione della piattaforma digitale e l assistenza tecnica ai Comuni; i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori, partner del programma, per l attività di supporto all adesione dei Comuni al progetto; i funzionari degli Ati e degli uffici dei Comuni che hanno messo a disposizione le informazioni richieste. Referenti Regione Umbria Antonella Tiranti, Dirigente Servizio Commercio e tutela dei consumatori Pietro Spadoni, Responsabile del Programma

3 Indice Presentazione I Introduzione 5 L addizionale comunale IRPEF 7 L Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) 15 L occupazione del suolo pubblico: Tosap e Cosap 29 Il servizio di nettezza urbana: Tarsu e Tia 47 Il Servizio Idrico Integrato 65 Gli asili nido 83 Le mense scolastiche 95 I trasporti scolastici 103 Il trasporto pubblico locale 111 Appendice metodologica 119

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5 PRESENTAZIONE La tutela dei consumatori è tra le finalità Statutarie della Regione Umbria. Si tratta di una scelta coerente con un impegno sviluppatosi nel tempo da quando, nel 1987, fu approvata la legge regionale in materia. Legge allora fortemente innovativa e anticipatrice di tutta la legislazione successiva, che oggi nel nuovo scenario nazionale è in fase di revisione per meglio adeguarsi alla crescente importanza che la cittadinanza attiva ha assunto nella tutela dei cittadini utenti. La continuità nell impegno è un grande valore che permette di vedere le tendenze di fondo e di costruire percorsi duraturi oltre l effimero della congiuntura. Il movimento dei consumatori, rappresentato dalle diverse Associazioni, oggi è notevolmente cresciuto. Questa crescita risponde ad un forte bisogno sociale di nuove forme di rappresentanza e di promozione attiva dei diritti dei cittadini su tematiche sempre più ampie e complesse, che dai prezzi si estendono alla tutela della salute, ai trasporti, ai servizi privati e pubblici. Questa rilevazione annuale è dedicata al tema delle tariffe e dei tributi locali. E svolta con continuità e precisione grazie alle informazioni rese disponibili dai Comuni, raccolte dalle Associazioni dei Consumatori ed elaborate e commentate dall Agenzia Umbria Ricerche, che qui tutti vogliamo ringraziare per il proficuo lavoro svolto. Parte delle risorse necessarie per la sua realizzazione proviene dai fondi costituiti dalle sanzioni anti-trust e destinate alle Associazioni dei Consumatori, le quali hanno concordato di dedicarle all iniziativa nell ambito di un progetto specifico definito, approvato e cofinanziato dalla Regione. Tariffe e tributi locali è un tema di grande rilievo per l incidenza crescente che queste hanno sui bilanci familiari. Anche in Umbria c è un difficile equilibrio tra l esigenza di qualità e di diffusione dei servizi stessi e la criticità della finanza locale. Infatti per la grave crisi e per la continua riduzione dei trasferimenti statali, gli enti locali e le aziende di servizi sono costretti a gravare sempre più sugli utenti e/o a ridurre le prestazioni, in un momento in cui i processi di impoverimento realizzatisi in questi anni e le trasformazioni degli stili di vita imposte dalla crisi, accrescono l esigenza di servizi, spesso a supporto fondamentale alle difficoltà quotidiane e comunque elementi portanti della coesione sociale. Una risposta possibile è accrescere la trasparenza anche come leva della produttività, proprio per contenere i costi ed evitare l esplosione tariffaria, la contrazione delle attività e per consentire, allo stesso tempo, un reale controllo da parte dei cittadini. L attività della Regione e l intesa con le Associazioni dei Consumatori e l ANCI, intende proprio favorire una conoscenza obiettiva della situazione e auspicabilmente favorire un azione concordata che contenga la dinamica tariffaria grazie a qualità ed efficienza e opportune economie di scala. Fabrizio Bracco Assessore alla Cultura, Turismo, Commercio e tutela dei consumatori della Regione Umbria I

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7 Introduzione La quinta edizione del Rapporto Osservatorio Tariffe e Tributi Locali, curata dall Agenzia Umbria Ricerche, aggiorna al 2010 l analisi dei dati relativi al sistema di imposte e tasse comunali e dei principali servizi (individuali e a rete) erogati a livello locale. Il progetto Osservatorio Tariffe e Tributi, afferente alle iniziative della Regione Umbria a vantaggio dei consumatori, denominato Informazione ed assistenza ai consumatori ed agli utenti (Programma generale di intervento 2010) e realizzato con i fondi del Ministero dello Sviluppo Economico, si pone oramai da anni l obiettivo di indagare ed informare cittadini, utenti ma anche le stesse amministrazioni comunali su alcuni temi fondamentali nei quali oggi è articolato il complesso intervento pubblico nella vita sociale della Regione. Le realtà esaminate riguardano, infatti, servizi e tributi, tipicamente comunali, che assumono un ruolo di fondamentale importanza nella qualità della vita sociale della comunità. Come nelle precedenti edizioni, il Rapporto si occupa di ampliare la conoscenza relativa ad alcuni dei principali oneri a carico del cittadino, seguendo il principio di trasparenza e informazione nei suoi rapporti con le Amministrazioni Locali. L approccio analitico seguito nella realizzazione dell Osservatorio, di conseguenza, è quello di fornire, partendo da una database oramai consolidato, un quadro omogeneo di dati che possano evidenziare le principali differenze in termini di tassazione e tariffazione esistenti tra i vari municipi umbri. In continuità con le precedenti edizioni, il Rapporto 2010 segue il percorso di indagine e le applicazioni analitiche dei precedenti facendo ricorso ad uno strumento di rilevazione informatizzato ideato ad hoc per il progetto (la piattaforma digitale per la raccolta dei dati comunali) ed alla differenziazione delle fonti dei dati (Comuni ed Ambiti Territoriali Integrati). La presente edizione prevede un particolare approfondimento per alcune sezioni di indagine: il servizio di nettezza urbana, il Servizio Idrico Integrato, il servizio degli asili nido e l addizionale comunale Irpef. I capitoli inerenti tali tematiche, difatti, affrontano uno studio su un più lungo arco temporale ( ); per le altre sezioni, invece, l esame verterà, come consuetudine, sui dati relativi alla più recente annualità (2010) che sarà tuttavia confrontata con la situazione dell anno precedente. La costituzione di un database particolarmente articolato e la disponibilità di una serie storica di dati, ha portato alla volontà di modificare l assetto storico del Rapporto inserendo in questo lavoro un analisi di più lungo periodo per quelle sezioni i cui dati, per maggiore omogeneità ovvero per migliore completezza delle informazioni rese, permettevano di ottenere un quadro chiaro di quanto è accaduto nel quinquennio Le elaborazioni contenute nel Rapporto sono, spesso, indicatori sintetici e spesso si basano su ipotesi di studio necessarie a rendere omogenei dati altrimenti non confrontabili. La non immediata comparabilità dei dati elementari rilevati dall Osservatorio (a parte il caso dell addizionale comunale Irpef, tutti gli altri temi trattati non danno luogo, come si vedrà, a possibili confronti immediati) caratterizza le scelte di 5

8 analisi del Rapporto. In ogni sezione, si analizzano, in primo luogo, i dati elementari che però, spesso, essendo eterogenei non consentono confronti intercomunali; per tale motivo, in un secondo momento, i dati elementari vengono elaborati per individuare grandezze complesse più significative (funzioni di spesa, simulazioni su ipotesi tipo,.) ai fini delle interpretazioni finali di ciascun argomento esaminato. Si raccomanda estrema prudenza nella lettura delle differenze territoriali emerse poiché, si rammenta, che le analisi contenute nel Rapporto sono di natura prettamente quantitativa e, più specificatamente, riguardano gli oneri a carico del contribuente/utente. Un maggior onere, in realtà, potrebbe scaturire da una maggiore qualità dei servizi ovvero dalle decisioni dell ente municipale che, applicando la propria discrezionalità nelle politiche fiscali e di governo, utilizza tariffe e tributi come strumenti di intervento sul contesto economico, sociale e demografico del territorio spesso per limitare forme di sperequazione derivanti da differenti condizioni socio economiche della propria cittadinanza. 6

9 L addizionale comunale IRPEF Nelle precedenti edizioni di questo rapporto si è più volte sottolineato come i municipi umbri avessero ampliamente usufruito dello sblocco delle addizionali comunali Irpef avvenuto in seguito alla legge finanziaria per il 2007, quando quasi la metà dei comuni aveva deliberato un aumento dell addizionale 1. Questa sezione del Rapporto, oltre a confrontare le aliquote in vigore nella regione nel 2010 fornirà una breve panoramica anche di quelle che sono state le modifiche occorse tra il 2005 e il 2010 sia alle aliquote stesse che alle scelte di esenzione dal tributo operate dai singoli municipi. Le aliquote in vigore nel 2010 Le aliquote dell addizionale comunale Irpef applicate dai vari municipi umbri nel 2010 mostrano un elevata variabilità; si passa, infatti, dal valore minimo del 1 (a Preci) a quello massimo consentito dell 8 (nei comuni di Acquasparta, Amelia, Bettona, Castiglione del Lago, Orvieto, Otricoli e Parrano). Tuttavia la distribuzione regionale delle aliquote sembra addensarsi nei valori centrali, infatti, la maggior parte dei comuni (26 in tutto) opta per l aliquota del 5 seguita dal 6 e dal 4 (19 e 14 municipi, rispettivamente). Sono 10 i comuni che decidono di non applicare l addizionale comunale Irpef (tab. 1). Dalla distribuzione delle aliquote Irpef per classe dimensionale dei comuni (tab. 3) appare subito evidente che dei 10 comuni in cui non si applica l imposta ben 8 sono di piccolissime dimensioni (sotto abitanti). Tale evidenza potrebbe erroneamente portarci a concludere che in questi comuni vi sia una minore propensione al ricorso all addizionale mentre, in realtà, da una più attenta lettura dei dati emerge che oltre il 60% dei comuni della prima classe dimensionale applica un aliquota tra il 4 e il 6 (tab.2). Ciò che accomuna gli 8 piccoli centri che non applicano il tributo non è dunque la dimensione, ma con ogni probabilità, la collocazione geografica, trattandosi, infatti, di comuni contigui della zona della Valnerina. Nei comuni dai ai abitanti, si tende a preferire un aliquota tra il 5 e il 6 (52% dei casi), anche se una quota importante di questi centri fa ricorso alle aliquote più alte in assoluto (il 16% applica oltre il 7 ); vi è, infine, un 13% che opta per un aliquota del 4. 1 Per quanto riguarda l autonomia tributaria dei comuni in materia di addizionale comunale Irpef, ricordiamo che se a partire dal 2000 i municipi avevano potuto esercitare una certa discrezionalità che consisteva sostanzialmente nella facoltà di introdurre il tributo scegliendo un aliquota entro un range prefissato dal legislatore (0-5 ), la legge finanziaria per il 2003 aveva, poi, di fatto impedito ai comuni ogni aumento di aliquote (le delibere comunali di introduzione o di aumento del tributo successive al 29 settembre 2002 erano state dichiarate inefficaci). Tale blocco delle addizionali è rimasto in vigore fino a tutto il 2006, solo un piccolo spazio di manovra era stato concesso dalla finanziaria per il 2005 che prevedeva la possibilità, solo per enti che fino a quel momento non avevano introdotto la suddetta addizionale, di un aumento dello 0,1 complessivamente per il triennio La legge finanziaria per il 2007 (L.296/2006) ha rimosso il suddetto blocco e, per di più, ha anche aumentato il tetto massimo di definizione dell aliquota, portandolo dal 5 all 8. 7

10 I comuni di medie dimensioni ( abitanti) si concentrano in maniera prevalentemente su un aliquota pari al 5 (50%); due i centri di questa classe dimensionale che scelgono l aliquota massima consentita (Amelia e Castiglione del Lago). Nella successiva classe dimensionale ( abitanti), le scelte dei comuni appaiono diversificate: 3 di essi questi optano per il 6, 2 scelgono la più contenuta aliquota del 4, anche se bisogna precisare che la quasi totalità dei comuni appartenenti a questa classe delibera per un aliquota tra il 3 e il 6 (il solo comune di Orvieto applica la massima consentita mentre, all opposto, Assisi delibera per l esenzione dall imposta). Tra i due capoluoghi, Terni continua ad applicare un coefficiente più contenuto di quello di Perugia (5 contro 7 ). Tab. 1 Aliquota dell addizionale comunale Irpef nei comuni umbri dal 2005 al 2010 (valori per mille) Acquasparta 5,0 5,0 8,0 8,0 8,0 8,0 Allerona 5,0 5,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Alviano 2,0 2,0 3,0 6,0 6,0 6,0 Amelia 4,0 4,0 8,0 8,0 8,0 8,0 Arrone 4,0 4,0 7,0 7,0 7,0 7,0 Assisi 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Attigliano 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 Avigliano Umbro 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Baschi 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Bastia Umbra 4,0 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 Bettona 4,0 4,0 8,0 8,0 8,0 8,0 Bevagna 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Calvi dell'umbria 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Campello sul Clitunno 2,0 2,0 3,0 3,0 3,0 3,0 Cannara 2,0 2,0 3,0 3,0 3,0 3,0 Cascia 2,0* 2,0* 4,0 4,0 4,0 4,0 Castel Giorgio 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Castel Ritaldi 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Castel Viscardo 4,0 4,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Castiglione del Lago 5,0 5,0 5,0 8,0 8,0 8,0 Cerreto di Spoleto 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Citerna 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 Città della Pieve 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Città di Castello 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Collazzone 2,0 2,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Corciano 2,0 2,0 2,0 4,0 4,0 4,0 Costacciaro 2,9 2,9 2,9 6,0 6,0 6,0 Deruta 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Fabro 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Ferentillo 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Ficulle 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 Foligno 3,0 3,0 3,0 3,0 3,0 3,0 Fossato di Vico 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Fratta Todina 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Giano dell'umbria 2,0 2,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Giove 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Gualdo Cattaneo 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Gualdo Tadino 2,0 2,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Guardea 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Gubbio 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Lisciano Niccone 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Lugnano in Teverina 2,0 2,0 4,0 6,0 6,0 6,0 Magione 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Marsciano 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Massa Martana 2,0 2,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Monte Castello di Vibio 5,0 5,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Monte Santa Maria Tiberina 5,0 5,0 6,0 6,0 6,0 6,0 8 segue

11 Montecastrilli 4,0 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 Montecchio 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Montefalco 5,0 5,0 7,0 7,0 7,0 7,0 Montefranco 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Montegabbione 3,0 3,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Monteleone di Spoleto 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Monteleone d'orvieto 4,0 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 Montone 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Narni 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Nocera Umbra 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 Norcia 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 Orvieto 5,0 5,0 8,0 8,0 8,0 8,0 Otricoli 5,0 5,0 8,0 8,0 8,0 8,0 Paciano 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Panicale 5,0 5,0 6,0 6,0 6,0 6,0 Parrano 2,0 2,0 2,0 8,0 8,0 8,0 Passignano sul Trasimeno 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Penna in Teverina 3,0 3,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Perugia 1,0 1,0 7,0 7,0 7,0 7,0 Piegaro 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Pietralunga 2,0 2,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Poggiodomo 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Polino 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Porano 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Preci 1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 1,0 San Gemini 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 San Giustino 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 6,0 San Venanzo 5,0 5,0 7,0 7,0 7,0 7,0 Sant'Anatolia di Narco 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Scheggia e Pascelupo 3,0 3,0 3,0 3,0 3,0 3,0 Scheggino 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Sellano 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Sigillo 4,0 4,0 4,0 6,0 6,0 6,0 Spello 4,0 4,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Spoleto 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Stroncone 4,0 4,0 7,0 7,0 7,0 7,0 Terni 2,0 2,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Todi 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 4,0 Torgiano 4,0 4,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Trevi 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 2,0 Tuoro sul Trasimeno 4,0 4,0 4,0 5,0 5,0 5,0 Umbertide 2,0 2,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Valfabbrica 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Vallo di Nera 0,0 0,0 0,0 0* 0* 0* Valtopina 1,0 1,0 5,0 5,0 5,0 5,0 Fonti: elaborazioni su dati Ministero dell'economia e delle Finanze Tab. 2 Addizionale comunale Irpef nei comuni umbri per classe dimensionale. Valori assoluti e percentuali (2010). aliquote (%) classe dimensionale comuni (residenti) fino oltre Totale complessivo v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % ,1 1 3, , , , , ,3 3 9,7 1 8, , ,6 2 6, , , ,8 4 12,9 2 16,7 2 22, , , ,5 6 50,0 1 11, , ,3 5 16,1 1 8,3 3 33, , ,6 3 9, , ,3 2 6,5 2 16,7 1 11, ,6 Totale Fonti: elaborazioni su dati Ministero dell'economia e delle Finanze 9

12 Gli interventi dei municipi umbri sulle aliquote ( ) Nelle precedenti edizioni del Rapporto avevamo osservato che, a seguito delle disposizioni contenute nella legge finanziaria per il 2007, ben 39 comuni umbri avevano deliberato incrementi delle aliquote dell addizionale comunale Irpef. Tali incrementi, nella maggior parte dei casi di modesta entità (tra l 1 e il 2 ), avevano raggiunto valori ben più alti in alcuni comuni 2. Nel quinquennio esaminato ( ) la situazione si presenta sinteticamente nei seguenti termini (tab.3): nel 2006, nel 2009 e nel 2010 nessun centro ha deliberato aumenti dell aliquota irpef; nel 2007 sono stati, come precedentemente anticipato, 39 i comuni che hanno deliberato un aumento dell aliquota; nel 2008 solo 11 municipi hanno deliberato aumenti dell aliquota, la quasi totalità dei quali non l aveva fatto l anno precedente ad eccezione dei comuni di Alviano e Lugnano in Teverina che hanno deliberato incrementi dell imposta per due anni consecutivi (l incremento totale e di quattro punti millesimali); Tra il 2005 e il 2010, in definitiva, ben 48 comuni hanno deliberato un aumento dell aliquota irpef che, in questo lasso temporale, mostra una crescita media di 2,4 punti millesimali anche se nella maggior parte dei casi, gli aumenti sono stati di 2. Nei comuni di Allerona, Campello sul Clitunno, Cannara, Castel Viscardo, Monte Castello di Vibio, Monte Santa Maria Tiberina, Panicale, Spello, Torgiano e Tuoro sul Trasimeno si registra l aumento minimo pari all 1 mentre nei comuni di Parrano e Perugia quello massimo pari al 6 (tab. 3). Tab. 3 Variazioni assolute dell aliquota dell addizionale comunale Irpef nei comuni umbri dal 2005 al Valori per mille Acquasparta 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Allerona 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Alviano 0,0 1,0 3,0 0,0 0,0 4,0 Amelia 0,0 4,0 0,0 0,0 0,0 4,0 Arrone 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Assisi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Attigliano 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Avigliano Umbro 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Baschi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Bastia Umbra 0,0 0,0 2,0 0,0 0,0 2,0 Bettona 0,0 4,0 0,0 0,0 0,0 4,0 Bevagna 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Calvi dell'umbria 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Campello sul Clitunno 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Cannara 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Cascia 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Castel Giorgio 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Castel Ritaldi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Castel Viscardo 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Castiglione del Lago 0,0 0,0 3,0 0,0 0,0 3,0 segue 2 in 11 comuni il rialzo è consistito in 0,3 punti percentuali e in ben 4 casi ha raggiunto lo 0,4% (Amelia, Bettona, Cascia e Valtopina). Il ritocco più eclatante è comunque quello del comune di Perugia dove, tra il 2006 e il 2007, si è passati da un aliquota dell 1 ad una del 7.. (cfr. Osservatorio Tariffe e Tributi Locali. Rapporto 2007, pag.15). 10

13 Cerreto di Spoleto 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Citerna 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Città della Pieve 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Città di Castello 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Collazzone 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Corciano 0,0 0,0 2,0 0,0 0,0 2,0 Costacciaro 0,0 0,0 3,1 0,0 0,0 3,1 Deruta 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Fabro 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Ferentillo 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Ficulle 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Foligno 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Fossato di Vico 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Fratta Todina 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Giano dell'umbria 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Giove 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Gualdo Cattaneo 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Gualdo Tadino 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Guardea 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Gubbio 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Lisciano Niccone 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Lugnano in Teverina 0,0 2,0 2,0 0,0 0,0 4,0 Magione 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Marsciano 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Massa Martana 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Monte Castello di Vibio 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Monte Santa Maria Tiberina 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Montecastrilli 0,0 0,0 2,0 0,0 0,0 2,0 Montecchio 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Montefalco 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Montefranco 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Montegabbione 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Monteleone di Spoleto 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Monteleone d'orvieto 0,0 0,0 2,0 0,0 0,0 2,0 Montone 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Narni 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Nocera Umbra 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Norcia 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Orvieto 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Otricoli 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Paciano 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Panicale 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Parrano 0,0 0,0 6,0 0,0 0,0 6,0 Passignano sul Trasimeno 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Penna in Teverina 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Perugia 0,0 6,0 0,0 0,0 0,0 6,0 Piegaro 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Pietralunga 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Poggiodomo 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Polino 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Porano 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Preci 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 San Gemini 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 San Giustino 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 San Venanzo 0,0 2,0 0,0 0,0 0,0 2,0 Sant'Anatolia di Narco 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Scheggia e Pascelupo 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Scheggino 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Sellano 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Sigillo 0,0 0,0 2,0 0,0 0,0 2,0 Spello 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Spoleto 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Stroncone 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Terni 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Todi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Torgiano 0,0 1,0 0,0 0,0 0,0 1,0 Trevi 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Tuoro sul Trasimeno 0,0 0,0 1,0 0,0 0,0 1,0 Umbertide 0,0 3,0 0,0 0,0 0,0 3,0 Valfabbrica 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Vallo di Nera 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 Valtopina 0,0 4,0 0,0 0,0 0,0 4,0 Fonti: elaborazioni su dati Ministero dell'economia e delle Finanze 11

14 Le esenzioni Un altra importante novità entrata in vigore con la legge finanziaria per il 2007 (art. 1 c.142/b) consiste nella facoltà data ai comuni di decidere se esentare dall applicazione di questo tributo i cittadini che presentino specifici requisiti reddituali. Fino al 2006 le regole per l esenzione erano definite dal governo centrale in modo uniforme per tutto il territorio nazionale: di fatto i contribuenti esentati dall addizionale comunale erano coloro che non erano tenuti al pagamento dell Irpef base nazionale, secondo i meccanismi definiti di anno in anno dal Ministero dell Economia (base imponibile, deduzioni e detrazioni). Dal 2007, pur rimanendo efficace questa regola di fondo, i singoli comuni possono scegliere di indicare una propria soglia di esenzione che consenta di individuare i soggetti meno abbienti sui quali non far pesare l addizionale. Questa nuova disposizione permette il verificarsi di situazioni decisamente differenti a seconda di dove si risieda, infatti, due cittadini, con stessa capacità contributiva ma che vivono in comuni diversi, anche a parità di aliquota deliberata, si possono trovare ad affrontare un diverso carico fiscale: è sufficiente, infatti, che uno dei due comuni fissi la soglia di esenzione oltre il livello di reddito dei soggetti in questione. In questo paragrafo si mostrerà la situazione delle esenzioni dal 2007 al Nel 2008, il numero dei comuni umbri che prevede proprie soglie di esenzione sale a 22: nel 2007 erano 17 i centri che avevano sicuramente usufruito di questa facoltà 3. La maggior parte dei comuni considerati prevede l esenzione dal tributo per redditi che vanno da e euro: la scelta più frequente è stata esonerare dall addizionale comunale i redditi al di sotto degli (4 comuni), dei (5 centri) ovvero dei (4 municipi). Da segnalare il caso di Lugnano in Teverina che prevede l esonero per condizioni di reddito estremamente basse (al di sotto dei euro (tab. 4). Nel corso del 2008, inoltre, vi sono state variazioni in aumento delle soglie deliberate nel 2007 nei comuni di Città di Castello, Terni (la soglia cresce in entrambi i casi di ), Perugia (l incremento della soglia è di ) e San Giustino (dove il valore massimo del reddito oltre il quale non si può beneficiare dell esenzione cresce di 500 ). Nel 2009 e nel 2010, limitatamente ai comuni pervenuti, si nota che le soglie di esenzione non sono state più ritoccate. 3 Non si può stabilire se i 5 comuni (Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Corciano, Gualdo Tadino, Marsciano) che prevedono l esenzione dall Irpef comunale nel 2008, abbiano deciso di avvalersi di questa opportunità a partire dal tale anno ovvero questa fosse già in vigore nel 2007 dato che non si dispone delle informazioni necessarie per effettuare tale valutazione. 12

15 Tab. 4 - Comuni che hanno deliberato l'esenzione* dall'addizionale comunale Irpef per redditi inferiori ad una determinata soglia ( ) Comune soglia reddito per esenzione ( correnti) Bastia Umbra np Cannara Castiglione del Lago np Città di Castello Corciano np Gualdo Tadino np Gubbio Marsciano np np Massa Martana Montone Panicale Perugia np Pietralunga np San Giustino np Umbertide np Amelia Arrone Giove Lugnano in Teverina Montefranco Penna in Teverina np Terni np (*) L 'esenzione è prevista se il reddito è inferiore o uguale alla soglia di esenzione. Np = dato non pervenuto Fonti: elaborazioni su dati Ministero dell'economia e delle Finanze 13

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17 L Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) L imposta comunale sugli immobili (ICI), che già dal 2008 era stata oggetto di modifiche introdotte dal Decreto Legge n. 93 del 27 maggio 2008 (Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d acquisto delle famiglie), è stata recentemente sostituita dall Imposta Municipale Propria che è nata come Imposta Municipale Unica (IMU) sulla componente immobiliare, destinata ad accorpare in un'unica tassa l'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, l'imposta comunale sugli immobili (ICI), nonché altri tributi municipali (come imposta sulla pubblicità, Cosap e Tosap, a partire dal 2014). L IMU è una nuova imposta comunale. L originario D. Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011 (artt. 7, 8 e 9) che ne stabiliva l'introduzione a partire dal 2014 limitatamente agli immobili diversi dall'abitazione principale (art. 8 comma 2) ha subito, successivamente, importanti variazioni mediante il Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre Tale decreto, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici (noto come "manovra Salva Italia") poi convertito, con modificazioni, in Legge (n. 214 del 22 dicembre 2011), ha apportato delle modifiche sostanziali alla natura dell'imposta rendendola di fatto una nuova ICI sulle abitazioni principali ed anticipandone l'introduzione, in via sperimentale, a partire dal 2012 per poi essere applicata a regime a partire dal Nella presente sezione del Rapporto, non saranno esaminate le novità inerenti all introduzione di questa nuova imposta 4 ma ci si soffermerà sull analisi delle aliquote adottate per il 2010 sugli immobili detenuti ai fini abitativi (l aliquota ordinaria applicata alle seconde case) e alle altre tipologie di cespiti (altri fabbricati, immobili industriali, terreni edificabili, terreni agricoli); tali aliquote saranno confrontate con quelle in uso nel In seguito saranno illustrate le modalità di riscossione dell imposta e termineremo con l analisi degli interventi (modifiche all attribuzione delle categorie catastali e definizioni di tariffari per i terreni edificabili) posti in essere dai comuni umbri nel corso sia del 2009 che del L aliquota ordinaria per i fabbricati L analisi delle aliquote è effettuata a partire dalle scelte dei coefficienti ordinari per i fabbricati: per tale tipologia di immobili il 64,6%, dei 65 comuni aderenti alla rilevazione nel 2010, applica un aliquota superiore al 6,5 ; all estremo opposto, tra i municipi meno onerosi vi sono solo Acquasparta e Sellano che applicano un aliquota pari al 5,0. Il 13,8% dei comuni appartengono alla classe di aliquota tra 6,00 e 6,50 mentre il 10,8% a quella immediatamente precedente; il rimanente 7,7% si riferisce alla classe 5,00-5,50 (tab 1). 4 L IMU sarà argomento del Rapporto relativo all anno Ricordiamo, infatti, che il presente Rapporto si riferisce alle rilevazioni effettuate per l anno 2010 quando ancora l Imposta Municipale Unica non esisteva. 15

18 La situazione del 2009 presenta delle similitudini con quella più recente (2010): su 66 comuni aderenti alla rilevazione (alcuni diversi da quelli che hanno partecipato nel 2010), il 63,6% adotta le aliquote massime mentre il solo 4,5% applica quella minima (Acquasparta e Sellano 5,00 ; la minima a Campello sul Clitunno che aveva deliberato per il 4,8 ); il 7,6% si trovava nella classe d aliquota tra 5,00 e 5,50. Nel 2009, tuttavia, la seconda classe di aliquota che si presentava con maggiore frequenza, dopo la classe modale (che abbiamo visto essere la più onerosa), è quella che va da 5,50 a 6,00 e comprendeva il 13,6% dei comuni considerati nell analisi (graf. 1). Tab. 1 - Distribuzione dei comuni umbri per classe dimensionale e per classe di aliquota ordinaria. Valori assoluti e percentuali (2010) classi di aliquota (valori )* classi dimensionali fino oltre totale v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % fino a 5,00 1 4,0 1 4, ,1 da 5,00 a 5, ,0 2 8, ,7 da 5,50 a 6, ,0 2 8, , ,8 da 6,00 a 6, ,0 4 16, , ,8 oltre 6, , , ,0 4 66, , ,6 Totale comuni , , , , , ,0 * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT Graf. 1 - Distribuzione dei comuni umbri per classe dimensionale e per classe di aliquota ordinaria (2009) valori percentuali fino a 5,00 da 5,00 a 5,50 da 5,50 a 6,00 da 6,00 a 6,50 oltre 6,50 56,5 57,7 63,6 71,4 87,5 100,0 8,7 15,4 10,6 17,4 11,5 14,3 13,6 13,0 7,7 12,5 14,3 7,6 4,3 7,7 4,5 fino oltre totale classi dimensionali comuni * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT 16

19 La propensione a deliberare aliquote più alte accomuna i centri di tutte le classi dimensionali, sia nel 2009 che nel 2010, infatti, indipendentemente dall ampiezza dei comuni, la classe modale è sempre oltre 6,5. L essere un piccolo o un grande centro sembra comunque influire sull aliquota applicata: nonostante la maggioranza dei comuni opti per quella appartenente alla classe più elevata, si osservi come nel 2010 l aliquota media cresca all aumentare della dimensione comunale (tab. 4), fatta eccezione per i comuni medio - grandi che presentano un aliquota meno elevata di quella della terza fascia demografica (6,64 contro il 7,00 ). Entrambi i capoluoghi applicano il valore massimo (7,00 ). L aliquota per i fabbricati industriali e per gli altri fabbricati Uno degli argomenti di maggiore interesse nell ambito del dibattito sulle aliquote per i fabbricati è legato alla verifica del trattamento riservato dai comuni ad una specifica categoria di immobili quali i fabbricati industriali. Osservando i dati raccolti nel 2010, si evince che solo pochi municipi hanno deliberato per questi cespiti un aliquota diversa da quella ordinaria, in alcuni casi maggiorandola come nei casi di Acquasparta (+2 ), Lisciano Niccone (+1,5 ), Preci (+0,5 ), Stroncone e Scheggia e Pascelupo (+1,5 ), e, in altri, presumibilmente per incentivare le attività produttive nel proprio territorio, riducendola: l ICI sulle attività industriali è più bassa rispetto al resto dei fabbricati a Guardea (-2 ) a Magione e a Spoleto (-0,5 ). Nel 2009 la situazione era identica a quella più recente (2010), eccezion fatta per il comune di Campello sul Clitunno che presentava un aliquota ICI sui fabbricati industriali maggiorata del 2,2 rispetto a quella ordinaria (tab. 5). Data la forte similitudine tra i coefficienti per l industria e per i fabbricati generici, gli effetti sulle aliquote delle diverse fasce dimensionali dei comuni sono simili a quelli evidenziati per le aliquote ordinarie, vale a dire che, sia per il 2009 (graf. 2) che per il 2010 (tab.2), i comuni più grandi presentano coefficienti più elevati rispetto a quelli più piccoli, fatta eccezione per i comuni medio - grandi che presentano un aliquota meno elevata rispetto a quelli facenti parte della terza fascia demografica. Tab. 2 - Distribuzione dei comuni umbri per classe dimensionale e fasce di aliquota per fabbricati industriali. Valori assoluti e percentuali (2010) classi dimensionali fino oltre totale classi di aliquota (valori )* v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % fino a 5,00 2 8, ,1 da 5,00 a 5, , ,5 da 5,50 a 6, ,0 2 8, , ,3 da 6,00 a 6, ,0 4 16,0 1 14,3 2 33, ,9 oltre 6, , ,0 6 85,7 3 50, , ,2 Totale comuni , , , , , ,0 * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT 17

20 Graf. 2 - Distribuzione dei comuni umbri per classi dimensionali e fasce di aliquota per fabbricati industriali (2009) valori percentuali fino a 5,00 da 5,00 a 5,50 da 5,50 a 6,00 da 6,00 a 6,50 oltre 6,50 60,9 57,1 69,2 68,2 87,5 100,0 8,7 28,6 21,7 19,2 15,2 8,7 7,7 12,1 12,5 14,3 3,8 3,0 fino oltre totale 1,5 * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT classi dimensionali comuni Oltre a quella ordinaria e a quella sui fabbricati industriali, vi sono 7 comuni umbri che prevedono un ulteriore coefficiente per gli immobili classificati come altri fabbricati. Tale categoria di cespiti, di carattere residuale, è riservata agli immobili che hanno destinazione diversa da quella industriale e abitativa. In 6 dei 7 comuni considerati, l aliquota per gli altri fabbricati è maggiore di quella ordinaria (Assisi, Montefalco e Preci), a Corciano, invece, è minore; i municipi di Guardea e Magione adottano per tale categoria residuale un aliquota identica a quella ordinaria. Relativamente al 2009, erano 12 i comuni che prevedono un aliquota per la categoria altri fabbricati diversa da quella ordinaria. Solamente il comune di Corciano, come per il 2010, presenta un coefficiente minore di quello ordinario (tab. 5). Anche per gli altri fabbricati, come già osservato per l aliquota ordinaria, la prevalenza dei comuni sceglie di applicare il coefficiente più alto tra quelli possibili: il 70,8% dei municipi umbri rilevati si colloca, infatti, nell ultima classe di aliquota tanto nel 2010 (tab. 3) quanto nel 2009 (graf. 3). Tale caratteristica accomuna tutti i centri indipendentemente dalla fascia demografica a cui appartengono; l aliquota media per la categoria altri fabbricati, che è pari a 6,75, cresce al crescere della dimensione comunale fatta eccezione per la classe demografica abitanti che si comporta esattamente come già descritto per le altre tipologie di fabbricati (tab. 4). Considerando le aliquote mediamente applicate dai comuni umbri alle tre diverse categorie di fabbricati considerate finora, si osserva che generalmente, tanto nel 2010 (tab. 4) quanto nel 2009 (graf. 4), la categoria a cui sono associati coefficienti più alti è quella degli altri fabbricati, seguita dai fabbricati industriali e da quella ordinaria. Queste relazioni sono rispettate anche quando si analizzano 18

21 separatamente le medie delle singole classi dimensionali; fanno eccezione i due capoluoghi che prevedono la stessa aliquota per tutti gli immobili. Tab. 3 - Distribuzione dei comuni umbri per classe dimensionale e fasce di aliquota per altri fabbricati. Valori assoluti e percentuali (2010) classi di aliquota (valori )* classi dimensionali fino oltre totale v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % fino a 5,50 1 4,0 1 4, ,1 da 5,50 a 6, ,0 2 8, , ,8 da 6,00 a 6, ,0 4 16, , ,4 oltre 6, , , ,0 3 50, , ,8 Totale comuni , , , , , ,0 * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT Graf. 3 - Distribuzione dei comuni umbri per classi dimensionali e fasce di aliquota per altri fabbricati* (2009) valori percentuali fino a 5,50 da 5,50 a 6,00 da 6,00 a 6,50 oltre 6,50 57,1 69,6 69,2 72,7 100,0 100,0 8,7 28,6 19,2 13,6 17,4 4,3 7,7 14,3 10,6 3,8 3,0 fino oltre totale * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT classi dimensionali comuni Tab. 4 - Valori medi delle aliquote per classi dimensionali dei comuni umbri. Valori per mille (2010) classi dimensionali comuni ordinaria fabbricati industriali altri fabbricati aree fabbricabili fino ,48 6,54 6,66 6, ,62 6,76 6,77 6, ,00 6,93 7,00 6, ,64 6,56 6,60 6,79 oltre ,00 7,00 7,00 7,00 totale 6,62 6,68 6,75 6,77, ISTAT 19

22 Graf. 4 - Valori medi delle aliquote per classi dimensionali dei comuni umbri. Valori per mille (2009) valori per mille 7,5 7,0 6,5 ordinaria fabbricati industriali altri fabbricati aree fabbricabili 6,48 6,55 6,68 6,72 6,51 6,75 6,76 6,78 6,88 6,94 7,00 7,00 6,69 6,62 6,94 6,82 7,00 7,00 7,00 7,00 6,58 6,70 6,79 6,80 6,0 5,5 5,0 4,5 4,0 fino oltre totale classi dimensionali comuni, ISTAT Al fine di valutare le variazioni rispetto all anno precedente, abbiamo considerato le variazioni delle aliquote applicate alle diverse tipologie di fabbricati, ne segue una sostanziale staticità: la situazione nel 2010 è pressoché immutata rispetto al 2009 dal momento che il solo comune di Campello sul Clitunno ha deliberato un incremento del 2,2 della sola aliquota ordinaria (tab. 5). Tab. 5 - Comuni umbri ed aliquote fabbricati. Valori per mille (2009, 2010) ordinaria fabbricati industriali altri fabbricati Comuni diff ( ) diff ( ) diff ( ) Acquasparta 5,00 5,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Allerona 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 Alviano 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Arrone n.p 7,00 n.d n.p 7,00 n.d n.p 7,00 n.d Assisi 5,75 5,75 5,75 5,75 6,50 6,50 Attigliano 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Avigliano Umbro 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Baschi 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Bastia Umbra 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Bevagna 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Calvi dell'umbria 6,80 6,80 6,80 6,80 6,80 6,80 Campello sul Clitunno 4,80 7,00 2,20 7,00 7,00 7,00 7,00 Cannara 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Cascia 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Castel Ritaldi 5,50 5,50 5,50 5,50 5,50 5,50 Castel Viscardo 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 Castiglione del Lago 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Cerreto di Spoleto 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 Città della Pieve 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Città di Castello 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Corciano 7,00 7,00 7,00 7,00 6,00 6,00 Costacciaro n.p 6,50 n.d n.p 6,50 n.d n.p 6,50 n.d 20 segue

23 Comuni ordinaria fabbricati industriali altri fabbricati diff ( ) diff ( ) diff ( ) Fabro 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 Ferentillo 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Foligno 6,10 6,10 6,10 6,10 6,10 6,10 Fossato di Vico 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 Fratta Todina 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Giano dell'umbria 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Giove 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 Gualdo Cattaneo 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Gualdo Tadino 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Guardea 7,00 7,00 5,00 5,00 7,00 7,00 Lisciano Niccone 5,50 5,50 7,00 7,00 7,00 7,00 Lugnano in Teverina 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 Magione 7,00 7,00 6,50 6,50 7,00 7,00 Marsciano 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Monte Santa Maria Tiberina 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 6,00 Montecastrilli 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Montefalco 6,80 6,80 6,80 6,80 7,00 7,00 Montegabbione 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Monteleone di Spoleto n.p 6,00 n.d n.p 6,00 n.d n.p 6,00 n.d Monteleone d'orvieto n.p 7,00 n.d n.p 7,00 n.d n.p 7,00 n.d Montone 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Norcia 6,25 6,25 6,25 6,25 6,25 6,25 Paciano 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Panicale 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Passignano sul Trasimeno 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Penna in Teverina n.p 6,50 n.d n.p 6,50 n.d n.p 6,50 n.d Perugia 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Piegaro 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Pietralunga 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Porano 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Preci 5,50 5,50 6,00 6,00 7,00 7,00 San Gemini 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 San Venanzo 6,80 6,80 6,80 6,80 6,80 6,80 Scheggia e Pascelupo 5,50 5,50 7,00 7,00 7,00 7,00 Sellano 5,00 5,00 5,00 5,00 5,00 5,00 Spoleto 7,00 7,00 6,50 6,50 7,00 7,00 Stroncone 5,50 5,50 7,00 7,00 7,00 7,00 Terni 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Torgiano 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 Trevi 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Tuoro sul Trasimeno 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 6,50 Umbertide 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 Valfabbrica 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 7,00 n.p. = dato non pervenuto n.d. = dato non disponibile L aliquota per le aree fabbricabili La tipologia di cespiti alla quale i comuni riserva aliquote medie più alte in assoluto è quella delle aree fabbricabili (6,77 nel 2010; tab. 4). Dei 65 comuni rilevati nel 2010, quasi il 74% applica a tale tipologia di cespiti un aliquota superiore al 6,50 (tab. 6): circa il 71% delibera l aliquota massima del 7,0 mentre il valore minimo (5,0 ) lo si rileva solo nel comune di Sellano (tab. 7). Nel 2009, erano 21

24 oltre il 77% dei municipi umbri a ricadere nella classe d aliquota più elevata per tale tipologia di cespiti (graf. 5); nello specifico: ben il 68% dei comuni umbri applicava l aliquota massima del 7,0 con ancora a Sellano il valore minimo (tab. 7). Rispetto al 2009, l aliquota applicata alle aree fabbricabili muta solo in 10 dei 65 centri considerati (tab. 7): aumenta a Castel Ritaldi (di 1,5 ), Lugnano in Teverina (1,0 ); Collazzone e Torgiano (0,5 ); si contrae a Gualdo Tadino (-1,0 ), Assisi (-0,75 ), Cascia, Castel Ritaldi e Castel Viscardo (-0,5 ). Tab. 6 - Distribuzione dei comuni umbri per classe dimensionale e fasce di aliquota per aree fabbricabili. Valori assoluti e percentuali (2010) classi dimensionali fino oltre totale classi di aliquota (valori )* v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % v.a. % fino a 5,50 1 4,0 1 4, ,1 da 5,50 a 6, ,0 1 4,0 1 14,3 1 16, ,2 da 6,00 a 6, ,0 5 20, ,8 oltre 6, , ,0 6 85,7 5 83, , ,8 Totale comuni , , , , , ,0 * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT Graf. 5 - Distribuzione dei comuni umbri per classe dimensionale e fasce di aliquota per aree fabbricabili (2009) 100 fino a 5,50 da 5,50 a 6,00 da 6,00 a 6,50 oltre 6,50 valori percentuali ,9 69,2 100,0 85,7 100,0 77, ,7 23,1 12,1 13,0 3,8 14,3 7,6 4,3 3,8 3,0 fino oltre totale * ciascuna delle classi individuate include il margine superiore, ISTAT classi dimensionali comuni 22

25 Tab. 7 - Comuni umbri e aliquote per aree fabbricabili e per terreni agricoli (2009, 2010) Comuni aree fabbricabili terreni agricoli diff ( ) diff ( ) Acquasparta 7,00 7,00 0,00 0,00 Allerona 6,00 6,00 0,00 0,00 Alviano 7,00 7,00 0,00 0,00 Arrone n.p 7,00 n.p 0,00 Assisi 6,50 5,75-0,75 0,00 0,00 Attigliano 7,00 7,00 0,00 0,00 Avigliano Umbro 7,00 7,00 0,00 0,00 Baschi 7,00 7,00 0,00 0,00 Bastia Umbra 7,00 7,00 7,00 7,00 Bevagna 7,00 7,00 7,00 7,00 Calvi dell'umbria 6,80 6,80 0,00 0,00 Campello sul Clitunno 7,00 7,00 0,00 0,00 Cannara 7,00 6,50-0,50 0,00 0,00 Cascia 7,00 6,50-0,50 0,00 0,00 Castel Ritaldi 5,50 7,00 1,50 0,00 0,00 Castel Viscardo 6,00 5,50-0,50 0,00 0,00 Castiglione del Lago 7,00 7,00 7,00 7,00 Cerreto di Spoleto 6,50 6,50 0,00 0,00 Città della Pieve 7,00 7,00 0,00 0,00 Città di Castello 7,00 7,00 7,00 7,00 Collazzone 6,50 7,00 0,50 0,00 0,00 Costacciaro n.p 6,50 n.p 0,00 Fabro 6,50 6,50 0,00 6,50 6,50 Ferentillo 7,00 7,00 0,00 0,00 Foligno 6,10 7,00 0,90 0,00 0,00 Fossato di Vico 6,00 6,00 0,00 0,00 Fratta Todina 7,00 7,00 0,00 0,00 Giano dell'umbria 7,00 7,00 0,00 0,00 Giove 6,50 6,50 0,00 0,00 Gualdo Cattaneo 7,00 7,00 0,00 0,00 Gualdo Tadino 7,00 6,00-1,00 0,00 0,00 Guardea 7,00 7,00 0,00 0,00 Lisciano Niccone 7,00 7,00 7,00 7,00 Lugnano in Teverina 6,00 7,00 1,00 0,00 0,00 Magione 7,00 7,00 0,00 0,00 Marsciano 7,00 7,00 0,00 0,00 Monte Santa Maria Tiberina 6,00 6,00 0,00 0,00 Montecastrilli 7,00 7,00 0,00 0,00 Montefalco 7,00 7,00 0,00 0,00 Montegabbione 7,00 7,00 0,00 0,00 Monteleone di Spoleto n.p 6,00 n.p 6,00 Monteleone d'orvieto n.p 7,00 n.p 0,00 Montone 7,00 7,00 0,00 0,00 Norcia 6,25 6,25 0,00 0,00 Paciano 7,00 7,00 0,00 0,00 Panicale 7,00 7,00 0,00 0,00 Passignano sul Trasimeno 7,00 7,00 0,00 0,00 Penna in Teverina n.p 6,50 n.p 0,00 Perugia 7,00 7,00 7,00 7,00 Piegaro 7,00 7,00 0,00 0,00 Pietralunga 7,00 7,00 0,00 0,00 Porano 7,00 7,00 0,00 0,00 Preci 7,00 7,00 0,00 0,00 San Gemini 7,00 7,00 0,00 0,00 San Venanzo 6,80 6,80 0,00 0,00 Scheggia e Pascelupo 7,00 7,00 0,00 0,00 23 segue

26 Comuni aree fabbricabili terreni agricoli diff ( ) diff ( ) Sellano 5,00 5,00 0,00 0,00 Spoleto 7,00 7,00 0,00 0,00 Stroncone 7,00 7,00 0,00 0,00 Terni 7,00 7,00 0,00 0,00 Torgiano 6,50 7,00 0,50 0,00 0,00 Trevi 7,00 7,00 0,00 0,00 Tuoro sul Trasimeno 6,50 6,50 0,00 0,00 Umbertide 7,00 7,00 0,00 0,00 Valfabbrica 7,00 7,00 0,00 0,00 (*) I parametri sono calcolati sui dati dei comuni che hanno aderito alla rilevazione per entrambi gli anni (2009, 2010). n.p. = dato non pervenuto n.d. = dato non disponibile La singolarità delle aree edificabili sta nel fatto che la base imponibile ai fini ICI è diversa da quella degli altri cespiti: le aliquote, infatti, non si applicano alle rendite catastali ma al loro valore venale. Per tale motivo ai comuni spetta il compito di definire i tariffari propri che dovrebbero essere aggiornati in base all andamento del mercato immobiliare della propria zona. Dal 2007, l Osservatorio Tariffe e Tributi Locali si occupa di rilevare se e in quale anno i comuni umbri hanno stilato un nuovo tariffario. Nel 2010, il 43,1% dei comuni rilevati ha provveduto ad aggiornare il valore venale delle proprie aree edificabili: in particolare, sono i comuni di piccole dimensioni ( ab.) a caratterizzarsi per la maggiore presenza di nuovi piani tariffari. Entrambi i capoluoghi di provincia, invece, non hanno apportato modifiche al valore commerciale di tale categoria di cespiti (tab. 8). Le revisioni tariffarie per le aree edificabili sono avvenute soprattutto negli anni più recenti: circa il 79% delle stesse sono state effettuate tra il 2008 e il 2011 (il 53,6% solo nel 2010; tab. 9). Tab. 8 - Comuni umbri classificati in base alla classe dimensionale e alla presenza di un nuovo tariffario per il valore venale delle aree edificabili. Valori assoluti e percentuali (2010) classi dimensionali comuni No Si totale fino v.a % 72,0 28,0 100, v.a % 36,0 64,0 100, v.a % 71,4 28,6 100, v.a % 50,0 50,0 100,0 oltre v.a. 2-2 % 100,0-100,0 totale v.a % 56,9 43,1 100,0, Istat 24

27 Tab. 9 - Anno in cui è stato stilato un nuovo tariffario per il valore venale delle aree edificabili nei comuni umbri. Valori assoluti e percentuali (2010) anno v.a. % , , , , , , ,6 totale ,0 Si fornisce, di seguito, il dettaglio comunale delle revisioni effettuate e dell anno in cui sono state compiute, in modo tale da dare ai lettori la possibilità di conoscere le modifiche che hanno interessato il proprio territorio di appartenenza. Tab Comuni umbri per anno in cui è stato stilato un nuovo tariffario per il valore venale delle aree edificabili (anno 2010) comuni * anno Montecastrilli 2003 Giano dell'umbria 2006 Gualdo Cattaneo 2006 Monte Santa Maria Tiberina 2006 Castel Ritaldi 2007 Valfabbrica 2007 Baschi 2008 Ferentillo 2008 Giove 2008 Cascia 2009 Marsciano 2009 Torgiano 2009 Acquasparta 2010 Allerona 2010 Bevagna 2010 Cannara 2010 Castel Viscardo 2010 Castiglione del Lago 2010 Città di Castello 2010 Corciano 2010 Fossato di Vico 2010 Lugnano in Teverina 2010 Montegabbione 2010 Paciano 2010 Panicale 2010 Passignano sul Trasimeno 2010 Tuoro sul Trasimeno 2010 Spoleto 2011 (*) sono presenti i soli comuni che hanno stilato un nuovo tariffario; l'ordine dei comuni è crescente in base all'anno di stipula del nuovo tariffario L aliquota per i terreni agricoli L ICI viene applicata ai terreni agricoli da un esiguo numero di comuni: nel 2010 sono solo 8, ovvero il 12,3% dei partecipanti alla rilevazione, i municipi che scelgono di far gravare l imposta su tali cespiti (6 nel 2009). In quasi tutti i casi di aliquota positiva la scelta ricade sul 7,00, eccezion fatta per 25

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