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1 EQUITALIA CENTRO Modello organizzativo Presentazione alle OO.SS. FIRENZE 24 GIUGNO 2011

2 MODELLO ORGANIZZATIVO Linee generali Il nuovo Modello Organizzativo prevede 2 macro aree funzionali, Corporate e Business, articolate in 4 macro livelli organizzativi Funzioni Livelli organizzativi Corporate Business Amministratore Delegato Direttore Generale Direttore Regionale Responsabile Territoriale Direzione Generale Strutture Territoriali 2

3 MODELLO ORGANIZZATIVO L area funzionale Corporate è relativa alle funzioni che hanno l obiettivo di assicurare il governo, l indirizzo ed il controllo dell azienda: Pianificazione e controllo Tutela e presidio del Patrimonio Internal Audit Amministrazione Acquisti Logistica Risorse Umane Legale Corporate Comunicazione esterna ed interna Organizzazione Sistemi ICT Corporate 3

4 MODELLO ORGANIZZATIVO Corporate L area funzionale Corporate ha gli obiettivi di: definire le modalità di declinazione delle strategie di Gruppo, definite dalla Capogruppo, sui diversi livelli e comparti organizzativi aziendali; stabilire gli obiettivi per le varie aree di responsabilità e monitorare il grado di raggiungimento degli stessi; consuntivare i risultati aziendali; garantire che il sistema di controlli sia adeguato, operante ed efficace, e fronteggi adeguatamente eventuali crisi; garantire la tutela ed il presidio del patrimonio aziendale; garantire omogeneità di contenuti, comportamenti e regole a livello aziendale; garantire standard di qualità adeguati nell erogazione dei diversi servizi interni ed esterni. 4

5 MODELLO ORGANIZZATIVO Corporate L area funzionale Corporate presenta i seguenti aspetti caratterizzanti: Superamento dell attuale frammentazione (7 società, 4 rami d azienda in ed 1 out ) esistente sul territorio attraverso la creazione di una unica struttura di Direzione Generale a servizio di tutte le realtà regionali dell Area; Accentramento Funzionale di tutte le funzioni corporate, con delocalizzazione territoriale delle stesse al fine di valorizzare, il più possibile, il personale e le competenze ove sono già fisicamente allocate; Creazione di Poli di Direzione Generale, tra cui i principali di Bologna, Firenze e Sassari. Nel periodo luglio - dicembre 2011, sarà necessario fare fronte alle esigenze gestionali della Società anche prevedendo il coinvolgimento di risorse e competenze degli Agenti che saranno oggetto di integrazione nell ultimo trimestre dell anno, in linea, ove possibile, con le opportunità di delocalizzazione delle attività. 5

6 MODELLO ORGANIZZATIVO Business L area funzionale Business ha gli obiettivi di: garantire efficacia ed efficienza nel raggiungimento degli obiettivi di riscossione; governare le attività strettamente connesse al core business attraverso le strutture della Direzione Generale e di quelle presenti sul territorio; garantire qualità nel servizio ai contribuenti; pianificare, monitorare e garantire la produzione aziendale nel rispetto della normativa; monitorare i livelli di servizio identificando le iniziative di miglioramento; presidiare le relazioni istituzionali funzionali all operatività aziendale. 6

7 MODELLO ORGANIZZATIVO Business L area funzionale Business è relativa alle funzioni che hanno l obiettivo di assicurare la gestione della riscossione: Direttore Generale: Pianificazione e coordinamento territoriale dell attività di riscossione Relazioni con i contribuenti a livello aziendale Legale istituzione/di riscossione Direzione Regionale: Pianificazione operativa regionale Morosità rilevanti Contenzioso di riscossione Servizio agli Enti Relazione contribuenti Produzione accentrata Attività amministrative accentrate Responsabile Territoriale: Analisi e Procedure sul territorio Incassi e Servizi al contribuente (Filiale e Sportelli) 7

8 MODELLO ORGANIZZATIVO Business L area funzionale Business presenta i seguenti aspetti caratterizzanti: Accentramento funzionale a livello regionale di alcuni processi al fine di assicurare efficienza operativa, specializzazione delle competenze, omogeneizzazione dei comportamenti, compresi i controlli di natura contabile, definiti a livello aziendale; Ricorso a delocalizzazione territoriale delle funzioni accentrate per favorire lo sviluppo dei nuclei di competenze già presenti sul territorio; Analisi e responsabilità di azione sui contribuenti morosi (esclusa morosità rilevante) a livello territoriale; Presidio territoriale concentrato nelle Filiali (Capoluoghi di Provincia) e negli eventuali Sportelli periferici che fanno capo alle Filiali. 8

9 MODELLO ORGANIZZATIVO Organigramma Direzione Generale SICUREZZA E TUTELA PATR. AZIENDALE AMMINISTRATORE DELEGATO Sviluppo Organizzativo Processi, Normativa e Qualità INTERNAL AUDIT ORGANIZZAZIONE PIANIFICAZIONE E CONTROLLO DI GESTIONE Pianificazione e Budgeting Analisi e Reporting Progetti Relazioni Sindacali Legale Corporate RISORSE UMANE Amministrazione, Sviluppo e Budget Comunicazione Segr. di Direzione LEGALE E AFFARI GENERALI Gestione del personale Bilancio Pianificazione Acquisti AMMINISTRAZIONE FINANZA Co. Ge. Approvvigionamenti, gare e contratti Logistica ACQUISTI E LOGISTICA Tesoreria e finanza Produzione Morosità Rilevanti Fiscalità territoriale PIANFICAZIONE E COORDINAMENTO OPERATIVO LEGALE ISTITUZIONALE DIRETTORE GENERALE Pianificazione ICT Gestione Operativa Sistemi Mainframe RELAZIONE CONTRIBUENTI PROCESSI E SISTEMI ICT Sistemi Dipartimentali Tecnologie e TLC DIR. REGIONALE EMILIA ROMAGNA DIR. REGIONALE TOSCANA DIR. REGIONALE UMBRIA DIR. REGIONALE MARCHE DIR. REGIONALE ABRUZZO DIR. REGIONALE SARDEGNA 9

10 MODELLO ORGANIZZATIVO Organigramma Direzioni Regionali e Strutture Territoriali DIRETTORE REGIONALE PIANIFICAZIONE OPERATIVA REGIONALE SEGRETERIA AMM.VA SERVIZIO AGLI ENTI RELAZIONE CONTRIBUENTI PRODUZIONE ACCENTRATA MOROSITA RILEVANTI CONTENZIOSO ESATTORIALE ATTIVITA AMM.VE ACCENTRATE Ruoli, Anagrafica e Notifica Presso Terzi Contabilità di Riscossione Provvedimenti Massive Interventi Versamenti Incassi Ipoteche Esecuzioni Immobiliari Concorsuali Procedure Speciali RESPONSABILE TERRITORIALE Rendicontazioni Conto Fiscale/ Compensazioni ANALISI PROCEDURE SUL TERRITORIO INCASSI E SERVIZI AL CONTRIBUENTE 10

11 Equitalia Centro Situazione di partenza Equitalia - 7 Società Situazione al 31/12/ dipendenti (dato indicativo al 31/12/2010) 11

12 Equitalia Centro Primo step integrazione AO TO CN IM BZ BZ BL UD SO TN PN VB LC VA BG TV GO CO TS BS VI VE BI NO MI VR VC LO CR PD PV MN RO AT PC AL PR RE FE MO BO GE RA SV MS SP LU FC RN PT PO FI PS PI AR AN SI MC LI PG AP AP GR TR TE VT RI PE CH MC Equitalia Centro Situazione al 01/07/ regioni Toscana, Umbria 3 ambiti provinciali Bologna, Modena e L Aquila Totale 15 province RM AQ OT LT FR CB IS CE BN AV NA FG BA 863 dipendenti (dato indicativo al 31/05/2011) SA OR VS CI NU OG CA SA PZ MT CS CZ VV KR TA BR LE L'Aquila; 50 Modena Bologna; 134 TP PA AG CL EN RG CT SR ME RC Umbria; 139 Toscana;

13 Equitalia Centro Secondo step integrazione AO TO CN IM BZ BZ SO TN VB LC VA BG CO BS VI BI NO MI VR VC LO CR PV MN AT PC AL PR RE MO BO GE SV MS SP LU PT PO FI BL PN TV VE PD RO FE RA FC RN UD GO TS Equitalia Centro Situazione al 01/10/ regioni Toscana, Umbria, Abruzzo, Emilia-Romagna PI AR PS AN MC LI SI GR PG MC AP AP Totale 25 province VT TR TE RM RI LT AQ FR PE IS CH CB FG dipendenti (dato indicativo al 31/05/2011) CE BN OT NA AV BA SA OR VS NU OG CA SA PZ CS MT TA BR LE Emilia Romagna; 481 Toscana; 540 CI KR CZ VV RC TP PA AG EN CT ME Abruzzo; 252 Umbria; 139 CL SR RG 13

14 Equitalia Centro Obiettivo di integrazione AO TO CN IM BZ BZ BL UD SO TN PN VB LC VA BG TV GO CO TS BS VI VE BI NO MI VR VC LO CR PD PV MN RO AT PC AL PR RE FE MO BO GE RA SV MS SP LU FC RN PT PO FI PS PI AR AN MC Equitalia Centro Situazione al 01/01/ regioni Toscana, Umbria, Abruzzo, Emilia-Romagna Marche, Sardegna LI GR SI VT PG TR MC AP TE Totale 38 province RI PE CH RM LT FR AQ IS CE CB BN FG dipendenti (dato indicativo al 31/05/2011) OT NA AV BA SA SA PZ MT TA BR NU LE VS CI OR OG CA CS CZ KR Marche; 178 Sardegna; 323 Toscana; 540 VV ME RC Umbria; 139 TP PA AG CL EN RG CT SR Emilia Romagna; 481 Abruzzo;

15 Equitalia Centro Analisi degli organici - Inquadramenti Eq. Cerit + pro vince Gerit Eq. Umbria Eq. Pragma (solo Abruzzo + A quila Gerit) Eq. Emilia Nord + Bologna (Polis) e M odena (Nomos) Eq. Romagna Eq. M arche Eq. Sardegna Situazione al Dirigenti QD AP

16 Equitalia Centro Analisi degli organici - Inquadramenti Toscana Umbria L'Aquila Situazione al 01/07/2011 Bologna e Modena Dirigenti QD AP Toscana Umbria Abruzzo 4 1 Situazione al 01/10/2011 Emilia Romagna 0 Dirigenti QD AP Situazione al 01/01/ Toscana Umbria Abruzzo Emilia Romagna Marche Sardegna Dirigenti QD AP

17 Equitalia Centro Analisi degli organici - Maschi/Femmine Situazione al 01/07/2011 Toscana Umbria 242 L'Aquila Bologna e Modena Maschi Femmine Situazione al 01/01/ Situazione al 01/10/2011 Maschi 154 Toscana Umbria Abruzzo Emilia Romagna Marche Sardegna Femmine Toscana Umbria Abruzzo Emilia Romagna Maschi Femmine 17

18 Equitalia Centro Analisi degli organici - A regime Dirigenti Quadri Direttivi Aree Professionali Maschi Femmine

19 MODELLO ORGANIZZATIVO Impatti su Risorse umane Eccedenze da riorganizzazione Non sono previste eccedenze da riorganizzazione: l efficientamento derivante dall attuazione del modello determinerà un maggior effort sulle attività di produzione al fine di incrementare l efficacia dell azione. L organizzazione della Direzione Generale su Bologna porterà ad un incremento dell organico complessivo di circa risorse. Mobilità Mantenimento, quanto più possibile e coerente con lo sviluppo professionale / disponibilità ai trasferimenti, dell attuale dislocazione delle risorse sul territorio Formazione Prevista la riallocazione di ca. 3 % di risorse dall Area corporate all Area Business Corporate Da 12 % A 9 % Business 88 % 91 % Sono previsti specifici percorsi di formazione e di affiancamento finalizzati alla riconversione e professionalizzazione delle risorse oggi allocate sul Corporate e/o su altre aree di business 19

20 Equitalia Centro Modello organizzativo Impatti sulle Risorse Umane (segue) Armonizzazione contrattuale L operazione in atto, nel perseguire l obiettivo di razionalizzazione ed ottimizzazione dei processi e delle strutture, determina la necessità di giungere, attraverso un confronto con le OO.SS., ad una complessiva ed univoca armonizzazione dei trattamenti ad oggi vigenti a livello di Gruppo. Nell evidenziare la complessità di questo passaggio, l azienda sin da ora ritiene di fissare alcune linee guida: la piena volontà di giungere a soluzioni condivise, valutando l opportunità di garantire temporaneamente l ultrattività dei trattamenti integrativi di provenienza la disponibilità a proseguire il confronto, ove si renda necessario, anche oltre le date di efficacia delle operazioni societarie, al fine di raggiungere le auspicate intese in deroga alla disciplina di legge ex art cc la necessità di verificare insieme quegli istituti a carattere organizzativo la cui omogeneizzazione risulti particolarmente urgente per la corretta operatività aziendale. 20

21 Equitalia Centro Modello Organizzativo - Impatti sulle Risorse Umane Principali istituti normativi da armonizzare Orario di Lavoro Orario di Sportello 21

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