ASSEMBLEA SEZIONE METALMECCANICA, METALLURGICA E COSTRUZIONE MACCHINARI

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1 ASSEMBLEA SEZIONE METALMECCANICA, METALLURGICA E COSTRUZIONE MACCHINARI Nel predisporre le linee guida del prossimo mandato della sezione Metalmeccanica ho ritenuto utile, più che trascrivere un programma dettagliato, proporre uno schema di lavoro sulla base anche dei suggerimenti ricevuti da alcuni colleghi. Sarà uno schema di lavoro sempre aperto ai cambiamenti e/o alle necessità che si presenteranno durante il nostro mandato. Linee programmatiche del candidato alla Presidenza della Sezione, ing. Rudi Bertoli

2 ASSEMBLEA SEZIONE METALMECCANICA, METALLURGICA E COSTRUZIONE MACCHINARI Nel predisporre le linee guida del prossimo mandato della sezione Metalmeccanica ho ritenuto utile, più che trascrivere un programma dettagliato, proporre uno schema di lavoro sulla base anche dei suggerimenti ricevuti da alcuni colleghi. Sarà uno schema di lavoro sempre aperto ai cambiamenti e/o alle necessità che si presenteranno durante il nostro mandato. Le tematiche principali trattate dalla sezione Metalmeccanici hanno riguardato negli anni scorsi prevalentemente le materie di natura contrattualistica e sindacale. Pur ritenendole di importanza vitale per il nostro settore, ritengo che oggi tale materia sia solo una delle tante componenti necessarie al fine di rendere più competitive le nostre aziende. 15 maggio 2012 Nell ultimo decennio si sono create opportunità di nuovi mercati per merci e servizi ma contemporaneamente sono venute meno alcune protezioni del nostro sistema produttivo (dazi alle importazioni, mercati e norme nazionali protettive, svalutazioni competitive, per citarne alcune). I dati della nostra Sezione 142 aziende inquadrate nella sezione dipendenti voti assembleari Le imprese hanno evidenziato una necessità di maggiore attenzione su temi quali: la competitività e flessibilità del costo del lavoro, il costo dell energia elettrica, la 5,7% peso Sezione sul totale voti Unindustria digitalizzazione del territorio, l innovazione di processo e di prodotto, le ricadute finanziarie di Basilea 2 ed ora Basilea 3, la carenza di adeguate infrastrutture, l accesso ai capitali ecc. 1

3 In altre parole: se prima per molte dell aziende italiane, soprattutto metalmeccaniche, il parametro di efficienza si misurava prevalentemente con la produttività della manodopera, ora la competizione si misura sul confronto dei fattori produttivi di altri paesi che godono di vantaggi difficilmente mutuabili a causa di abitudini, culture, welfare diversi (paesi occidentali verso quelli medio e orientali). Tutto questo è avvenuto molto rapidamente ed ha colto impreparate molte aziende grandi e meno grandi, le quali hanno avuto disponibili pochi strumenti di seria e preventiva politica industriale che preparassero o attenuassero tale fenomeno. Ad aggravare questo fenomeno è intervenuta la crisi economica finanziaria di questi ultimi anni che ha colpito anche quelle aziende e quei paesi più virtuosi che finora erano riuscite a dominare i mercati. Richiamiamo qualche dato sull industria metalmeccanica in Italia l industria metalmeccanica riveste un ruolo primario sia quantitativamente, in termini di occupazione, valore aggiunto, scambi internazionali, che per il ruolo strategico che assolve produce la totalità dei beni di investimento in macchine e attrezzature, attraverso i quali trasmette l'innovazione tecnologica a tutti i rami dell'industria e agli altri settori dell'economia. la produzione metalmeccanica è costituita per il 40% da beni di investimento, per il 45% da beni intermedi e per il restante 15% da beni di consumo prevalentemente durevoli il mantenimento dei livelli di competitività dell'intero comparto industriale dipendono dunque in larga misura dalla capacità del settore metalmeccanico di crescere e rinnovarsi perseguendo costantemente la politica dell'innovazione. In Italia, in particolar modo: Il settore industriale metalmeccanico, con l'esclusione quindi delle imprese artigiane, si compone di circa imprese che occupano addetti; la dimensione media di 27 dipendenti evidenzia la forte presenza di imprese medio piccole. 2

4 Le imprese con meno di 200 dipendenti rappresentano il 98,3% del totale ed occupano il 58,9% degli addetti complessivi L'occupazione metalmeccanica rappresenta circa il 9% dell'intera economia ed il 40% dell'industria manifatturiera. Il 60% degli addetti metalmeccanici è costituito da operai ed il restante 40% da impiegati. Passando alle linee guida Vi chiedo di condividere ed eventualmente integrare le seguenti tematiche segue : RAPPORTI ASSOCIATIVI sviluppo associativo, creando una mappa delle aziende metalmeccaniche sul territorio di nostra competenza, favorendo opportunità di reciproca conoscenza ed organizzando visite presso i siti produttivi più significativi. studio sull indotto generato dalle Grandi imprese del settore nei confronti del tessuto delle PMI mirante a creare una sinergia competitiva. Spesso rileviamo che ci sono potenziali subfornitori nelle vicinanze ma manca l informazione. Non è pensabile, che ai nostri tempi manchino questi dati essenziali. iniziative per favorire l attivazione di sinergie nel settore delle subforniture (ipotesi di identificazione di centri acquisti; convenzioni, rete d impresae, informatizzazione delle procedure). raccordo con attività delle altre sezioni di Unindustria per condividere l attività svolta e evitando di lavorare inutilmente sulle stesse tematiche. incontri con una serie di brevi seminari per approfondire particolari tematiche ospitando esperti e testimoni aziendali. INNOVAZIONE Il livello di innovazione del sistema produttivo italiano, salvo alcune eccezioni, è carente rispetto alla media rilevata tra i paese maggiormente industrializzati. Dobbiamo sforzarsi di creare un percorso formativo su come fare innovazione e non solo parlarne. 3

5 Agevolare il passaggio dai centri di ricerca alla fabbrica per nuovi prodotti e per processi sempre più efficenti. Favorire, utilizzando anche le risorse di Confindustria, la realizzazione di un manuale di riferimento organico che renda più agevole la ricerca e l utilizzo di tutti gli strumenti finanziari disponibili. Innovazione vista anche come diversificazione. Alcuni settori quali energie rinnovabili, la costruzione sostenibile, il riciclaggio possono creare interesse di investimento per le aziende metalmeccaniche che volessero diversificare il loro core-business. INTERNAZIONALIZZAZIONE La globalizzazione ha reso necessario per tutte le imprese, direttamente o indirettamente, confrontarsi con i mercati internazionali. Non è più un opzione ma è diventata un necessità. Il nostro tessuto produttivo, costituito prevalentemente da una polverizzazione di piccole aziende, deve crescere attraverso alleanze e sinergie per cogliere queste opportunità, soprattutto nell attuale momento dove il mercato nazionale soffre mentre quelli nei paesi in via di sviluppo mantengono ancora significativi parametri di crescita. Per quanto riguarda il tema dell internazionalizzazione sarà obiettivo della Sezione promuovere e favorire la presenza delle nostre imprese metalmeccaniche nei mercati esteri accrescendo la loro capacità di esportazione e di innovazione. Anche in questo campo dobbiamo divulgare una efficace informazione per dare sostegno, conoscenza e ci auguriamo crescita alle nostre aziende. Sarebbe utile, e ne abbiamo i mezzi, unificare sotto un unico prontuario tutte le norme, le agevolazioni e gli enti preposti a tale tematica per fornire uno strumento completo ed attuale. In particolar modo, la Sezione si impegnerà a lavorare con il Comitato Internazionalizzazione di Unindustria per: sollecitare interventi e sostegni economici per progetti di formazione in materia di internazionalizzazione per le piccole e medie imprese; supportare ed accompagnare le aziende nei processi d'internazionalizzazione organizzando incontri e seminari ad hoc che consentano di incrementare una maggiore apertura ai mercati internazionali; 4

6 rafforzare le relazioni con i mercati dei Paesi Terzi Mediterranei, e supportare azioni miranti a promuovere la collaborazione economica fra le regioni della Russia, dell'europa e del Mediterraneo soprattutto dopo le recenti mutazioni politiche; sostenere la partecipazione a missioni imprenditoriali che possano generare concrete opportunità d'affari originando per alcuni imprenditori significative joint-ventures che garantiscano contatti selezionati e negoziazioni sicure; CONTRATTO DI LAVORO Come richiesto da Federmeccanica, la nostra associazione di categoria nazionale, il prossimo contratto nazionale di lavoro (l attuale scadrà a fine del corrente anno), non potrà non tener conto che la produzione industriale metalmeccanica registra nel 2011 dati inferiori di oltre un quinto rispetto al 2008, l occupazione è diminuita di oltre unità e che la CIGO resta a livelli molto alti. Il nuovo contratto dovrà considerare prioritari alcuni elementi quali: produttività, flessibilità, qualità, controllo dei costi ed equità distributiva. Non sarà facile innestare un nuovo sistema di relazioni nei rapporti di lavoro che possa mediare tra correttezza, equità e competitività nei rapporti azienda/dipendente in un momento in cui, a causa anche della crisi attuale, è difficile rinunciare a qualche rendita di posizione acquisita nel tempo e difesa dalla farraginosità delle norme legislative ma non più compatibile con le esigenze di competitività. Sara anche nostro dovere promuovere una rinnovata cultura del lavoro che possa mediare tra la giusta remunerazione dei nostri collaboratori ma anche con le esigenze economiche aziendali. Quindi massima flessibilità ma anche condivisione dei risultati economici. Ospiteremo degli esperti per illustrare sia le nuove norme legislative che quelle contrattuali in materia di lavoro al fine di renderle più velocemente ed efficacemente possibile applicabili alle nostre aziende. Faccio riferimento alle deroghe contrattuali, agli accordi aziendali, all utilizzo degli straordinari, alle modifiche delle norme legislative che regolano l ingresso e l uscita del lavoro dipendente, dell apprendistato e delle collaborazioni a progetto. 5

7 UNIVERSITA E FORMAZIONE Il Consiglio Europeo ha più volte affermato che il capitale umano è la risorsa più importante per l Europa. Tale affermazione è dettata dalla consapevolezza che un capitale umano adeguatamente formato è componente essenziale di una politica di rilancio della competitività. La necessità di forti investimenti in capitale umano è dunque evidente, e dovrebbe essere una priorità del sistema delle imprese, che potrebbero beneficiare dei guadagni di produttività derivanti da un capitale umano più e meglio formato, degli individui, per i legami esistenti tra livello di istruzione/formazione e reddito vitale, ed infine del decisore pubblico, per le esternalità positive derivanti dai processi formativi. Nel complesso, le evidenze riportate mostrano come l Italia presenti un deficit di competenze che si ripercuotono sulle capacità del sistema produttivo di essere competitivo. Questo deficit di competenze di base si ripercuote a sua volta sull attività di formazione continua, per cui le imprese tendono a investire poco (rispetto alle imprese di altri paesi europei) in quanto considerano l investimento in formazione continua complementare a quello scolastico. Inoltre, l investimento è commisurato al grado di competitività dell impresa, per cui sono solo le imprese più esposte al mercato (tendenzialmente imprese medio-grandi collocate nelle regioni settentrionali) che sono incentivate ad investire in formazione. Per far fronte a tali dinamiche, le politiche pubbliche nazionali ed europee per la formazione possono rompere il circolo vizioso di basso investimento in capitale umano, bassa produttività del lavoro, e ridotta competitività delle imprese italiane contribuendo a ridurre i costi dell investimento da parte di impresa e lavoratore. Con l obiettivo di rendere il meccanismo ancora più efficiente, si è gradualmente passati da un centralismo dell organizzazione e gestione delle attività di formazione dei lavoratori, ad un modello decentrato, dove sono gli attori diversi dallo Stato centrale che gestiscono le politiche per la formazione dei lavoratori. 6

8 Tra questi, una particolare evidenza meritano Fondimpresa e Fondirigenti, nati da specifici accordi sottoscritti da Confindustria con, rispettivamente, CGIl, CISl e UIL e Federmanager, con l obiettivo di fornire uno strumento di sostegno alla formazione continua dei dipendenti più semplice e rapido rispetto agli attuali sistemi di finanziamento propri dei bandi pubblici. Unindustria si impegnerà nella campagna promozionale per incrementare, nel nostro territorio, l utilizzo di questi strumenti. E importante fare comprendere alle aziende che queste risorse, se non investite non potranno facilmente essere recuperate, mentre aderendo ai fondi interprofessionali è possibile utilizzarle in modo mirato per azioni di formazione scelte liberamente dalle stesse aziende senza esborsi di spesa. CONCLUSIONI Lascio all assemblea valutare quanto sopra esposto per condividerne le priorità e mi auguro che possiamo continuare a lavorare in sintonia, apportando, attraverso l esperienza e la professionalità di ognuno di noi, una positiva ricaduta su tutti gli associati. Il nostro direttivo sarà un direttivo sempre aperto a tutti gli interessati al fine di poter produrre ed assimilare più conoscenza possibile per il successo delle nostre aziende e del nostro territorio. Grazie a tutti e buon lavoro 7

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