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1 Divisione Ricerche Claudio Dematté Small & Medium Enterprises Knowledge center Osservatorio sulla competitività delle PMI 10 luglio 2014

2 Lo schema di riferimento dell Osservatorio Nel periodo Identificando 11 macro-settori + 11 settori del manifatturiero LE PERFORMANCE ECONOMICO-FINANZIARIE DELLE PMI ITALIANE ( imprese con fatturato compreso tra 5 e 50 mln ) Distinguendo per dimensione, età e concentrazione della proprietà Distinguendo le aziende di successo e quelle che invece mancano all appello 2

3 Indice I. La popolazione di riferimento II. Le PMI italiane che ce l hanno fatta a. Le performance economico-finanziarie b. La dimensione aziendale c. La struttura proprietaria d. Il bilancio somma III. Un focus sul manifatturiero IV. Le PMI di successo 3

4 La popolazione di riferimento Dall inizio della crisi ad oggi ha smesso di operare il 16% delle PMI 4

5 La popolazione di riferimento La popolazione di partenza delle PMI italiane (ossia in vita al 1 gennaio 2007) è costituita da imprese. Di queste: (84,1%) sono ancora attive alla fine del 2013; (15,9%) sono diventate inattive tra il 2007 e il ,1% Aziende Inattive 15,9% Aziende Attive Rientrano nell aggregato delle imprese inattive quelle che: hanno cessato la propria esistenza (o quasi), ossia che sono entrate in una procedura concorsuale (liquidazione, fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria, ecc); ovvero sono state incorporate in altre realtà (confluite in altre aziende del gruppo a seguito di un processo di riorganizzazione aziendale oppure oggetto di acquisizione e fusione da parte di aziende terze). 5

6 Le aziende inattive A partire dal 2009 la crisi ha notevolmente aumentato il numero di aziende che non ce l hanno fatta. Considerando il bilancio dell ultimo anno disponibile, sono andati in fumo circa 120 miliardi di euro di fatturato e sono stati persi posti di lavoro. 30,0% 27,5% 25,0% 20,0% 15,6% 16,4% 19,0% 16,2% 15,0% 10,0% 5,0% 2,0% 3,3% 0,0%

7 Le aziende attive La popolazione di riferimento rappresenta una larga parte del tessuto produttivo italiano. Infatti, considerando tutte le aziende italiane, emerge come le aziende monitorate dall Osservatorio OPMI: rappresentino il 6,1% delle imprese italiane occupino 2,291 milioni di addetti producano il 39% del PIL italiano * 6,1% 0,9% con fatturato < 5 mln con fatturato compreso tra 5 e 50 mln 93,0% con fatturato > 50 mln (*) Calcolato come fatturato complessivamente generato nel 2012 sul PIL a valori correnti del 2012 (fonte: Istat). 7

8 a. Le performance economico-finanziarie Una buona redditività e un debito non sostenibile se aumentano i tassi di interesse 8

9 Il trend di crescita (1/2) Il trend di crescita del fatturato delle PMI è stato positivo nel periodo : nonostante la battuta d arresto subita nel 2009, hanno registrato un CAGR pari al 4,8%. Inoltre, il confronto con l Osservatorio AUB mette in luce una maggiore capacità di ripresa nel 2012 rispetto alle aziende di maggiori dimensioni (con fatturato superiore a 50 milioni di euro).* 130 Crescita Cumulata ** PMI Familiari AUB PMI 6,8% -5,3% 12,2% 9,6% 1,6% Familiari AUB 6,0% -9,0% 14,5% 10,5% -2,8% (*) L Osservatorio AUB analizza tutte le società familiari italiane con fatturato superiore ai 50 milioni di euro. (**) Crescita cumulata non deflazionata dei ricavi di vendita (2007=100). 9

10 Il trend di crescita (2/2) Dopo un significativo incremento nel 2009 delle imprese con crescita negativa (pari al 61,5%), oltre due terzi delle aziende sono tornate nel biennio a registrare tassi di crescita positivi. Nel 2012 una azienda su due ha ridotto il proprio fatturato ,2% 26,1% 24,4% 11,3% 14,0% ,0% 18,1% 27,9% 17,8% 24,2% Crescita < -10% Tra -10% e 0% ,2% 15,9% 25,0% 17,3% 29,6% Tra 0% e 10% ,2% 20,3% 18,3% 8,7% 11,5% Tra 10% e 20% ,7% 21,5% 27,5% 15,4% 19,9% Crescita > 20% ,9% 14,5% 29,2% 21,2% 26,2% 10

11 Il trend del ROI (1/2) Nonostante la difficile congiuntura economica, anche dal punto di vista della redditività operativa le PMI italiane hanno registrato buone performance: il ROI medio nel periodo è stato pari al 7,6%. 10,0 8,0 9,4 8,2 6,5 7,3 7,4 6,5 ROI * 6,0 4,0 2,0 0, (*) ROI: Reddito Operativo / Capitale Investito. 11

12 Il trend del ROI (2/2) Con la crisi del 2009 la percentuale di aziende con un ROI alto (compreso tra il 10 e il 20%) o molto alto (superiore al 20%) si è strutturalmente ridotta ,7% 28,6% 24,4% 21,1% 9,2% ,5% 27,8% 25,8% 22,8% 10,1% ROI < 0% ,4% 29,7% 24,9% 22,3% 9,7% Tra 0% e 5% Tra 5% e 10% ,9% 27,7% 23,7% 21,3% 9,4% Tra 10% e 20% ,2% 21,9% 27,4% 26,6% 10,9% ROI > 20% ,1% 18,2% 26,8% 30,5% 13,4% (*) ROI: Reddito Operativo / Capitale Investito. 12

13 Il trend del Debt/Equity ratio Nonostante tra il 2007 e il 2012 si evidenzi un rafforzamento della solidità patrimoniale (il Debt/Equity ratio si è ridotto di 0,5 punti), le PMI presentano ancora un leverage abbastanza elevato: per ogni euro di capitale proprio, 2,4 euro vengono forniti da terzi a titolo di capitale di debito. 2,9 3,0 2,5 2,4 2,4 2,5 2,4 2,5 Debt / Equity* 2,0 1,5 1,0 0,5 0, (*) Debt/Equity ratio: Totale Debiti / Patrimonio Netto. 13

14 Le aziende con PFN ed EBITDA negativo Circa un terzo delle PMI Aziende con PFN negativa * italiane presenta una Posizione Finanziaria Netta negativa 33,6% (disponibilità liquide superiori ai debiti finanziari).* Tale percentuale di aziende (con PFN negativa) è rimasta complessivamente stabile nel periodo ,7% 34,3% 34,5% 34,5% 33,4% Aziende con EBITDA negativo 6,8% 7,8% 10,0% 7,2% 7,2% 9,5% La percentuale di aziende con EBITDA negativo è passata dal 6,8% nel 2007 al 9,5% nel 2012, raggiungendo il picco nel 2009 (10,0%) (*) PFN negativa = Disponibilità liquide > Debiti finanziari 14

15 La capacità di ripagare il debito (1/2) Misurata in termini di PFN/EBITDA, la capacità di ripagare il debito delle PMI italiane sembra essersi deteriorata nel triennio (+1,6 punti in 3 anni). Inoltre, il confronto con l Osservatorio AUB mette in luce come la capacità di ripagare il debito delle PMI non sia diversa da quella di aziende di maggiori dimensioni (con fatturato superiore a 50 milioni di euro).* PFN/EBITDA ,0 5,6 4,8 5,1 6,6 6,0 6,4 6,1 6,4 6,5 6,0 6, PMI Familiari AUB (*) L Osservatorio AUB analizza tutte le società familiari italiane con fatturato superiore ai 50 milioni di euro. PFN/EBITDA: sono state considerate le sole aziende con PFN ed EBITDA positivi. 15

16 La capacità di ripagare il debito (2/2) A partire dal 2009 si è ridotta la percentuale di aziende con una ottima capacità di ripagare il debito (PFN/EBITDA inferiore a 1,5), e nella stessa misura è aumentata la percentuale di aziende in difficoltà finanziaria (PFN/EBITDA superiore a 7,5) ,3% 16,8% 18,7% 16,9% 26,3% ,2% 17,0% 18,4% 16,7% 25,7% Tra 0 e 1, ,0% 17,1% 18,7% 16,2% 26,0% Tra 1,5 e ,1% 17,6% 18,6% 16,0% 25,7% Tra 3 e ,7% 19,2% 21,1% 16,3% 19,7% Tra 5 e 7, ,7% 20,7% 20,4% 15,1% 17,1% > 7,5 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% (*) PFN/EBITDA: sono state considerate le sole aziende con PFN ed EBITDA positivi. 16

17 L incidenza degli oneri finanziari Dopo il picco del 2008, il costo degli oneri finanziari (in termini di incidenza sul fatturato) si è ridotto molto a partire dal 2009, beneficiando della caduta dei tassi di interesse. Il costo medio del denaro ha infatti registrato un andamento simile a quello dell incidenza Oneri Finanziari / Fatturato.* 4,5 6,5 4 3,5 3 5,5 4,5 2,5 2 1,5 1 0,5 1,9 2,1 1,7 1,4 1,5 1,5 3,5 2,5 1,5 0, ,5 Oneri Finanziari / Fatturato Tasso medio sugli impieghi bancari alle società non finanziarie (*) Fonte: Le imprese milanesi: struttura e dinamica reddituale. Periodo , Rapporto Osservatorio Assolombarda, Bocconi, Prometeia (2014). 17

18 b. La dimensione aziendale Le aziende più piccole sono molto redditizie, ma con una struttura patrimoniale da rafforzare 18

19 La dimensione aziendale e le performance Esiste una relazione negativa tra la dimensione aziendale e la redditività operativa. ROI ,0 6,0 4,0 2,0 6,8 6,3 6,2 0,0 [5 ; 10] milioni di euro [10 ; 25] milioni di euro [25 ; 50] milioni di euro Debt / Equity 3,0 2,0 1,0 0,0 2,6 [5 ; 10] milioni di euro 2,2 [10 ; 25] milioni di euro 2,0 [25 ; 50] milioni di euro Esiste una relazione positiva tra la dimensione aziendale e la solidità dell impresa. Al crescere delle dimensioni aziendali si riduce il rapporto Oneri Finanziari su Fatturato. Oneri finanziari /Fatturato (%) 2,0 1,0 0,0 1,6 [5 ; 10] milioni di euro 1,5 [10 ; 25] milioni di euro 1,3 [25 ; 50] milioni di euro 19

20 c. La struttura proprietaria Una proprietà più concentrata sembra uno stimolo per la crescita 20

21 La concentrazione della proprietà Il 60% delle PMI presenta una elevata concentrazione proprietaria (un singolo azionista detiene un controllo diretto superiore al 50%).* 80% 60% 40% 20% 0% 7,5% Proprietà Frammentata 32,5% Proprietà Concentrata 60,0% Proprietà Molto Concentrata e le PMI con una proprietà più concentrata sono nel nord del Paese Sud e Isole 9,3% 36,5% 54,2% Centro 7,5% 33,6% 58,9% Proprietà Frammentata Proprietà Concentrata Nord Est 7,6% 32,3% 60,1% Proprietà Molto Concentrata Nord Ovest 6,6% 30,6% 62,8% (*) Il grado di concentrazione proprietaria è stato calcolato a partire dall indice di indipendenza proprietaria (fonte: Aida). Per maggiori informazioni si veda la Nota Metodologica. 21

22 La concentrazione della proprietà e il trend di crescita Le PMI con una proprietà molto concentrata sono quelle che hanno mostrato i tassi di crescita più elevati in tutto il periodo analizzato Proprietà Frammentata Proprietà Concentrata Proprietà Molto Concentrata Concentrazione proprietà Proprietà Frammentata 11,1% 5,8% -6,8% 10,7% 8,8% 0,8% Proprietà Concentrata 11,9% 6,6% -6,3% 12,8% 9,9% 1,3% Proprietà Molto Concentrata 11,6% 6,7% -5,1% 12,4% 9,5% 1,6% 22

23 d. Il bilancio somma * Dopo anni di crisi si iniziano a tagliare gli investimenti per ridurre i debiti (*) Dati calcolati sulle aziende con tutti i bilanci disponibili nel periodo analizzato. Per maggiori informazioni si veda la nota metodologica. 23

24 La composizione dell Attivo Valori Assoluti (Mld ) Poste dell Attivo Crediti verso Soci 5,9 6,2 6,1 6,3 6,7 6,8 Immobilizzazioni Immateriali 18,0 20,3 20,4 21,1 21,4 21,9 Immobilizzazioni Materiali 113,2 153,3 159,6 163,7 168,1 167,4 Immobilizzazioni Finanziarie 74,2 76,4 81,7 87,5 91,2 93,9 Totale immobilizzazioni 205,4 249,9 261,7 272,3 280,8 283,2 Rimanenze 92,5 100,1 97,0 105,2 113,0 109,3 Crediti 193,6 198,7 195,6 211,8 225,8 226,3 Attività Finanziarie 6,1 6,2 5,6 6,7 6,3 6,3 Disponibilità liquide 31,7 31,7 34,7 35,8 35,4 36,8 Attivo Corrente 324,0 336,7 332,8 359,5 380,6 378,7 Totale Attivo 535,3 592,9 600,7 638,2 668,1 668,6 24

25 La variazione delle principali componenti dell Attivo Tra il 31/12/2007 e il 31/12/2012 le Immobilizzazioni sono cresciute del 38% circa, ma buona parte di tale incremento è legato alle rivalutazioni avvenute nel 2008.* Se si escludono tali rivalutazioni, il valore delle immobilizzazioni è aumentato in modo marginale, sintomo di investimenti limitati prevalentemente al rinnovo dello stock esistente. 25,0% 20,0% 21,7% Totale Immobilizzazioni Attivo Circolante 15,0% 10,0% 5,0% 3,9% 4,7% 8,0% 4,1% 3,1% 5,8% 0,9% 0,0% -5,0% -1,2% -0,5% -10,0% 2007/ / / / /12 (*) L art. 15 del D.L. 185/2008 (anche noto come Decreto anti-crisi) ha introdotto la possibilità di rivalutare i beni immobili risultanti dal bilancio in corso delle imprese al

26 La composizione del Passivo e Netto Valori Assoluti (Mld ) Passività e Netto Totale Debiti 329,4 349,8 348,8 377,1 400,8 394,1 Debiti vs Banche 111,6 122,7 124,6 134,7 144,1 140,3 Debiti vs altri Finanziatori 9,3 9,3 8,5 8,2 9,1 9,3 Debiti vs Fornitori 106,0 104,0 99,5 109,4 118,0 112,8 Altri Debiti 102,5 113,9 116,2 124,8 129,5 131,7 (di cui) Debiti a Breve 259,0 267,7 258,7 278,2 297,8 293,8 (di cui) Debiti a Lungo 70,4 82,1 90,1 99,0 103,0 100,3 Patrimonio Netto 172,7 206,6 214,1 221,8 226,7 233,0 Fondo Rischi ed Oneri 9,2 11,6 12,4 12,8 13,1 13,7 TFR 15,3 15,3 15,5 15,8 16,2 16,8 Ratei e Risconti Passivi 8,8 9,6 9,8 10,6 11,3 11,1 Totale Passivo e Netto 535,3 592,9 600,7 638,2 668,1 668,6 * Il grado d incidenza del Capitale Sociale sul Totale Passivo è di circa il 10%. 26

27 La variazione delle principali componenti del Passivo e Netto Tra il 31/12/2007 e il 31/12/2012 è possibile rilevare una crescita del Patrimonio Netto pari al 35% circa (contro il 20% circa dei Debiti). Tale incremento è il frutto anche di ricapitalizzazioni effettuate dai soci (+12,3% l aumento complessivo del capitale sociale). 20,0% 19,6% Totale Debiti Patrimonio Netto Capitale Sociale 15,0% 10,0% 6,2% 8,1% 6,3% 5,0% 3,6% 3,6% 2,2% 2,8% 0,0% -0,3% -1,7% -5,0% 2007/ / / / /12 27

28 La variazione delle principali componenti dell Attivo (2/2) 40,0% 30,0% 35,4% Variazioni delle Immobilizzazioni Imm. Immateriali Imm. Materiali Imm. Finanziarie 20,0% 10,0% 4,2% 2,6% 2,7% 0,0% -10,0% -0,4% 2007/ / / / /12 Variazione delle poste dell'attivo Circolante 10,0% 5,0% 8,2% 9,4% 8,5% 3,0% 7,4% 3,8% 0,0% -5,0% -10,0% -0,1% -1,0% -3,1% -3,3% Rimanenze Crediti Disponibilità Liquide 2007/ / / / /12 28

29 Un focus sul manifatturiero Alcuni settori tipici del Made in Italy sono ripartiti, altri no 29

30 L industria manifatturiera Nell industria manifatturiera i settori con la più alta numerosità di PMI sono quelli dei Prodotti in metallo e della Meccanica; poco numerose le PMI attive nei settori del Legno-Carta e dei Mezzi di trasporto. % Prodotti metallo ,3% Meccanico ,2% Sistema Moda Alimentari e Bevande ,6% 12,4% Altro Manifatturiero ,7% Elettrico Gomma e Plastica Chimico e Farmaceutico Mobile ed arredo ,7% 6,6% 5,9% 5,4% Legno e carta 719 4,2% Mezzi di Trasporto 511 3,0% * Per i criteri d individuazione degli undici settori operativi si veda l Appendice. 30

31 Il trend di crescita All interno dell industria manifatturiera: alcuni settori (Sistema Moda e Meccanica su tutti) sembrano aver sofferto la crisi, ma sono ripartiti; altri settori (Mobile-Arredo su tutti) sono ancora alla ricerca di una via d uscita dalla crisi Media Alimentari e Bevande 12,1% 9,6% 0,5% 7,6% 11,5% 4,9% +7,7% Meccanica 14,5% 6,9% -15,8% 13,1% 13,1% 3,9% +6,0% Chimico-Farmaceutico 9,4% 4,8% -4,8% 14,3% 8,8% 1,2% +5,6% Sistema Moda 9,2% 0,9% -9,8% 17,6% 14,6% 0,6% +5,5% Prodotti in Metallo 15,4% 5,0% -22,2% 20,0% 14,4% -1,0% +5,3% Gomma-Plastica 11,4% 3,5% -13,5% 19,4% 10,4% -0,6% +5,1% Elettrico 13,2% 3,9% -13,2% 19,1% 8,5% -2,2% +4,9% Legno-Carta 11,6% 3,3% -6,6% 13,2% 8,2% -0,7% +4,8% Mezzi di Trasporto 14,0% 5,9% -13,9% 11,6% 9,2% -0,3% +4,4% Altro Manifatturiero 10,7% 4,2% -8,9% 8,8% 8,4% -0,7% +3,7% Mobile-Arredo 12,9% 2,7% -12,2% 7,9% 6,2% -0,4% +2,8% 31

32 Il trend del ROI Tutti i settori dell industria manifatturiera non hanno ancora recuperato i livelli di redditività operativa pre-crisi. La Meccanica e il Chimico-Farmaceutico sono tra i settori con i maggiori tassi di redditività nel ROI (%) Delta Chimico-Farmaceutico 9,1 7,5 7,3 8,3 7,8 7,7-1,3 Alimentari e Bevande 7,2 6,4 6,7 6,3 5,9 5,8-1,4 Sistema Moda 8,9 7,3 4,9 6,8 7,8 6,9-2,0 Gomma-Plastica 9,0 7,5 6,4 7,2 7,3 6,6-2,4 Legno-Carta 9,1 7,3 6,2 6,6 6,6 6,0-3,1 Elettrico 10,8 9,5 5,6 7,8 8,2 7,4-3,4 Meccanica 11,9 10,1 6,2 7,9 8,6 8,4-3,6 Mezzi di Trasporto 9,6 8,0 3,8 6,2 6,3 5,7-3,8 Altro Manifatturiero 9,6 7,6 5,8 5,8 6,0 5,0-4,7 Prodotti in Metallo 11,7 9,3 4,6 6,9 7,7 6,7-5,1 Mobile-Arredo 9,7 7,2 4,4 4,6 4,9 3,6-6,1 32

33 Il Debt/Equity ratio I settori più capitalizzati sono il Chimico-Farmaceutico e la Meccanica. Nonostante un rapporto Debt/Equity ratio abbastanza elevato, l alimentare e bevande è il settore caratterizzato da una maggiore riduzione di tale rapporto tra la fine del 2007 e del Delta Alimentari e Bevande 3,3 2,5 2,6 2,5 2,5 2,4-0,9 Mobile-Arredo 3,1 2,3 2,3 2,2 2,4 2,3-0,8 Elettrico 2,3 2,0 1,8 1,9 1,9 1,6-0,8 Chimico-Farmaceutico 2,2 2,0 1,6 1,6 1,5 1,5-0,7 Sistema Moda 2,6 2,2 2,1 2,2 2,2 2,0-0,6 Gomma-Plastica 2,5 2,1 1,9 2,0 2,0 1,9-0,6 Prodotti in Metallo 2,6 2,0 2,1 2,1 2,1 2,0-0,6 Mezzi di Trasporto 2,4 1,9 1,9 1,8 2,0 1,8-0,5 Legno-Carta 2,7 2,0 2,1 2,0 2,3 2,2-0,4 Meccanica 1,8 1,5 1,5 1,4 1,5 1,5-0,4 Altro Manifatturiero 2,2 1,9 1,8 1,8 2,1 2,1-0,1 33

34 Le PMI di successo Poche quelle di successo, molte quelle che avrebbero le carte per diventarlo 34

35 Il processo di selezione Le PMI di successo sono state selezionate sulla base di tre profili di eccellenza, tra loro strettamente interconnessi. Profilo di crescita Profilo di redditività Profilo di solidità finanziaria Criterio 1: Tasso di crescita positivo nel periodo Criterio 2: ROI superiore alla media (in ciascun anno) per l intero periodo analizzato Criterio 3: Buona struttura patrimoniale nel 2012 (superiore alla media) 35

36 I risultati del processo di selezione PMI con un fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro al : Popolazione complessiva 100% PMI con tasso di crescita positivo nel periodo : PMI che soddisfano il primo criterio 50,5% ROI superiore alla media per l intero periodo : PMI che soddisfano il secondo criterio 3,2% Debt/Equity ratio inferiore alla media nel 2012: PMI che soddisfano il terzo criterio 2,5% 36

37 La localizzazione e l età delle PMI di successo 40,0% 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% 39,0% 38,3% Totale PMI 33,4% 27,5% PMI "di successo" 19,1% 15,6% 15,1% 12,0% Nord Ovest Nord Est Centro Sud ed Isole Le PMI di successo si concentrano in misura superiore nel Nord-Est del Paese Le regioni con la maggiore incidenza di PMI di successo sono il Veneto, l Emilia Romagna, il Piemonte e la Liguria. Le PMI di successo sembrano avere una 50,0% maggiore storia alle spalle 40,0% (soltanto il 5,6% delle PMI 30,0% di successo è stato 20,0% costituito da meno di 10 anni) 10,0% 0,0% Totale PMI PMI "di successo" 43,3% 44,5% 37,4% 32,9% 24,1% 5,6% 5,5% 6,7% Molto giovani Giovani Adulte Longeve * Incidenza delle PMI di successo sul totale dellle PMI della regione 37

38 I tassi di crescita e di redditività Totale PMI PMI "di successo" Totale PMI Le PMI di successo hanno conseguito un tasso medio di crescita del fatturato pari al 12,4%, contro il 5,0% dell intera popolazione di PMI. PMI "di successo" Le PMI di successo hanno registrato una maggiore redditività operativa durante l intero periodo analizzato (pari, in media, al 16,2%). ROI 20,0 15,0 10,0 5,0 9,4 17,8 8,2 16,5 6,5 15,8 15,9 16,1 7,3 7,4 6,5 14,9 0,

39 Le PMI da sostenere Se da un lato il numero delle PMI di successo è abbastanza contenuto, dall altro esiste un sotto-insieme di circa PMI che ha i requisiti per diventarlo, con: una struttura finanziaria molto solida; con performance reddituali superiori alla media delle PMI; Si tratta di aziende che negli ultimi 3 anni hanno registrato tassi di crescita più bassi rispetto alla media (2,9% vs 6,1% del totale delle PMI). 12,0 10,0 8,0 9,4 10,6 8,2 9,3 6,5 8,4 Totale PMI 9,2 8,9 7,3 7,4 PMI "da sostenere" 6,5 7,6 ROI 6,0 4,0 2,0 0,

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