Progetto 30. Riflessioni sulla crescita della popolazione e del costo delle materie prime. Agosto 2013 v1

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1 Progetto 30 Riflessioni sulla crescita della popolazione e del costo delle materie prime Agosto 2013 v1

2 Quali prospettive in un futuro a bassa crescita? L economia europea e quella italiana in particolare si trova alle prese con due problemi fondamentali: o aumentare le dimensioni della ricchezza o ridistribuirla in modo più equo Abbiamo spesso sentito indicare nella crescita la via maestra per l uscita dallo stallo economico, l ancora di salvezza del generale declino materiale, la provvidenziale risoluzione delle tensioni sociali che dall Agosto 2007 stanno progressivamente agitando l Europa e non solo. Forse di questo termine si è abusato E se la crescita del mondo occidentale, alla quale la storia degli ultimi sessant anni ci aveva abituato, non ritornasse più ai tassi sostenuti che ne avevano caratterizzato lo sviluppo alla fine del Novecento? Se un area del pianeta nella quale la quasi totalità dei cittadini ha la fortuna di poter integralmente soddisfare i propri bisogni materiali primari e discrezionali rimanesse con prospettive di crescita economica limitate o stazionarie, quali sarebbero le modalità di risoluzione dei problemi di cui sopra?

3 Il grafico e la tabella mostrano un analisi dell evoluzione del PIL pro capite reale a prezzi costanti (dunque depurato dall inflazione) di alcune delle principali economie negli ultimi sessant anni, dividendoli in tre sotto periodi di venti anni ciascuno. Il tasso di crescita diminuisce progressivamente tra il periodo , e per tutti i Paesi considerati. In assenza di nuove rivoluzioni tecnologiche è quindi possibile che il mondo occidentale viva un periodo di espansione limitata o di lenta contrazione della ricchezza, all interno di un quadro internazionale dove il baricentro politico, economico e militare si sta spostando verso aree fino a ieri indicate come emergenti. Evoluzione PIL reale pro capite a prezzi costanti Dati su base indice (1950 = 100) Fonte : elaborazione su dati Penn World Table 7.0 PIL reale procapite (tasso di crescita) Italia Francia UK USA Giappone ,1% 4,0% 2,1% 2,3% 8,0% ,8% 2,5% 2,2% 2,2% 3,3% ,6% 1,0% 1,7% 1,4% 0,5%

4 Un tema che si sposa perfettamente con il dubbio di un futuro a crescita zero è il consumo delle risorse naturali. Secondo il Global Footprint Network, ente internazionale di ricerca sull impatto ambientale, dagli anni Ottanta l umanità ha iniziato a consumare annualmente più risorse di quante il nostro pianeta sia in grado di rigenerare autonomamente, producendo dunque un saldo negativo che si accresce costantemente (e pericolosamente) con l allineamento dei nuovi consumatori asiatici agli stili di vita occidentali. Dati in ettari di terreno per abitante Fonte : Global Footprint Network 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 Consumo di risorse naturali Il grafico riporta la sintesi di questo studio confrontando il consumo di risorse (misurato in termini di ettari di suolo) con il tasso di rigenerazione delle stesse. 0, Consumo risorse Biocapacità

5 Giova a questo scopo ricordare anche i dati sul consumo energetico mondiale: secondo l Agenzia Internazionale dell Energia, la domanda primaria di energia a livello globale è raddoppiata tra il 1973 ed il 2008 ed è previsto un ulteriore +45% entro il 2030 nel cosiddetto scenario di riferimento da confrontarsi con uno scenario più «ottimistico» in cui il consumo rimane più o meno in linea con quello del 2008 e che presuppone maggiori investimenti a livello mondiale per circa 2400 miliardi di dollari nei biennio per l introduzione di nuove tecnologie energetiche. Domanda di energia primaria Dati in milioni di tonnellate (Gt) di CO2 Fonte : Agenzia Internazionale per l energia, World Energy Outlook ,9 28,8 34,5 40,2 30,7 26,4 Rifer Ottim Rifer Ottim

6 Aumento del prezzo delle materie prime 1) Dati su base indice (2005 = 100) Fonte : FMI % annuo 2) % annuo + 7% annuo + 2 annuo Dati su base indice (2005 = 100) Fonte : Camera di Commercio di Milano

7 Prezzi dei prodotti agricoli (1) Dati in dollari per tonnellata Fonte : FAO Crop prospect Marzo 2011 Prezzi dei prodotti agricoli (2) Dati su base indice (2002/04=100) Fonte : FAO Food Outlook Novembre 2010 Il rally delle quotazioni di prodotti alimentari negli ultimi anni, in buona parte dovuti alla speculazione finanziaria internazionale che sposta facilmente grandi capitali sul mercato dei metalli preziosi come su quello dei beni agricoli, ha prodotto una volatilità dei prezzi che ha sconvolto gli equilibri economici delle famiglie di molti Paesi in via di sviluppo Qual è l utilità economica del trading finanziario sulle materie prime, specie quelle agricole? E se venissero vietate le transazioni speculative su materie prime nelle borse valori?

8 Gli argomenti che stiamo affrontando non sono certo una novità: già verso la fine del Settecento Thomas Malthus aveva ipotizzato sbagliandosi che le risorse agricole non sarebbero state sufficienti per garantire il sostentamento alimentare della crescente popolazione nel XIX secolo. Economisti neo-maltusiani hanno anche caratterizzato la seconda metà del Novecento, profetizzando catastrofi alimentari che non si sono verificate grazie alla «Rivoluzione Verde» che negli anni Sessanta e Settanta portò all utilizzo massiccio di fertilizzanti, pesticidi e nuove sementi che incrementarono significativamente la resa agricola. Tuttavia il rischio di trovarsi nel mezzo di una nuova «trappola malthusiana» ovvero in cui le materie prime diventano sempre più scarse in rapporto alla domanda può essere assai reale a seguito del costante aumento della popolazione mondiale con stili di vita «occidentali». Dopo le spinte propulsive della ricostruzione post-bellica, dell urbanizzazione moderna, della produzione industriale in serie, del boom dell automobile, del consumismo, della pubblicità televisiva ed infine della New Economy, può darsi che le leve per continuare a diffondere nuovo benessere non si concretizzino tanto nella ricerca di nuovi prodotti o mercati quanto nella capacità di recuperare le inefficienze che questo processo di crescita economica ha lasciato dietro di sé. La strada di uno sviluppo ecologicamente sostenibile passerà giocoforza attraverso una ricerca tecnologica finalizzata primariamente a minimizzare l impiego di risorse nei processi produttivi, come del resto è avvenuto finora. Ma questo forse non basterà: oltre a stimolare l efficienza industriale, sarà necessario affiancare in qualche misura un mix di diminuzione demografica e di abbattimento del consumo procapite, ovvero delle due variabili fondamentali alla base di qualunque consumo di risorse naturali.

9 Stima storica della popolazione Dati in miliardi di abitanti Fonte : US Census Bureau Aumento della popolazione Dati in miliardi di abitanti Fonte : US Census Bureau La prima variabile l evoluzione demografica rischia di essere la principale sfida all umanità del secolo in corso. Dobbiamo interrogarci seriamente sull impatto sociale, economico ed ambientale che avrà la demografia umana nel nuovo secolo, poiché qualunque attuale problema legato all approvvigionamento energetico, alla scarsità alimentare o all inquinamento atmosferico non esisterebbe se oggi noi non fossimo 7 miliardi di individui in costante aumento e con prospettive di vita sempre più lunghe.

10 La seconda variabile il consumo procapite pone seri interrogativi sulla sostenibilità dello stile di vita occidentale che abbiamo conosciuto fino ad oggi, e che già negli ultimi vent anni ha visto progressivi cambiamenti a favore di una rivoluzione verde mirata alla diminuzione del nostro impatto ambientale Evoluzione popolazione e consumo energetico Dati su base indice (1965 = 100) Fonte : US Census Bureau (popolazione); British Petroleum statistical review of world Energy 2010 (energia) Ad ogni modo, non tutti i Paesi del mondo hanno il medesimo consumo per abitante: gli Stati Uniti sono notoriamente il Paese con il maggior consumo procapite di energia (e di emissioni di CO2) al mondo, che ancora nel 2005 era ben dieci volte superiore a quello di cinesi ed indiani messi assieme. Ovvero un cittadino americano medio utilizzava dieci volte l energia consumata da cinese ed un indiano insieme! Popolazione mondiale Consumo energia primaria

11 Ma soprattutto torniamo all interrogativo iniziale: quali sarebbero le modalità di risoluzione delle tensioni sociali in Italia ed in Europa in uno scenario di crescita economica limitata o stazionaria? Riprendendo il tema presentato in apertura dell articolo, ci sembra che nel mondo cosiddetto sviluppato la torta difficilmente potrà tornare a crescere se contemporaneamente non si agisce su una sua più equa ripartizione, sia su scala locale all interno di ciascun Paese, che su scala internazionale tra diverse aree del mondo. Il rischio più grande rimane quello che, a causa del costante aumento della popolazione mondiale con uno standard di vita «occidentale», l aumento della domanda di materie prime (agricole, energetiche, industriali) sia causa di un costante incremento del loro prezzo relativo. Mentre infatti cresce la domanda di materie prime per l aumento della popolazione, non si può dire altrettanto dell offerta, meno variabile quando non del tutto stazionaria. A differenza della produzione di beni industriali, che si può variare con una semplice decisione aziendale, non si può fare altrettanto, ad esempio, con la coltivazione del grano : il grano deve avere il tempo di crescere e potrebbero non essere facilmente disponibili altri suoli adatti alla sua coltivazione. Allo stesso modo una miniera di rame una volta esaurita non si ricostituisce. Il ragionamento porta a ritenere assai probabile un costante aumento del prezzo delle materie prime, inteso come ragione di scambio sottesa alla legge della domanda e dell offerta. Questo può avere effetti molto significativi poiché le materie prime compongono, in misura variabile, tutti i beni che acquistiamo, determinando il rischio di un aumento generalizzato dei prezzi - e dunque del costo della vita - in Italia come nel resto del mondo, che andrebbe a detrimento soprattutto dei ceti meno abbienti.

12 Il rischio di un aumento generalizzato del costo della vita dovuto alla sovrappopolazione, a danno prevalentemente dei meno abbienti, in uno scenario di crescita economica bassa o nulla, richiama la necessità di redistribuire la ricchezza generata nel mondo con la globalizzazione economica degli ultimi anni come unico mezzo efficace per evitare che intere fasce sociali scivolino nell indigenza tanto in Occidente quanto in paesi di nuova industrializzazione

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