La donna che si baciava con i lupi

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1 guido catalano La donna che si baciava con i lupi 2010 LeBolleBlu Edizioni 2014 Miraggi Edizioni Progetto grafico Miraggi Il disegno sulla copertina è di Gipi Finito di stampare a Città di Castello nel mese di aprile 2014 da CDC Artigrafiche per conto di Miraggi Edizioni su carta Palatina 85 gr delle Cartiere Milani Fabriano SpA realizzata secondo principi ecosostenibili e a basso impatto ambientale isbn Miraggi Edizioni

2 Prefazione Gipi Ad Annamaria e Soter senza i quali quantomeno non sarei Non so farlo. Non so scrivere una prefazione ad un libro di poesie. Non so farlo, e non vorrei farlo, perché scrivere le prefazioni fa sentire vecchi. Si scrivono le prefazioni quando si scrivono poche storie. Perché, se così non fosse, starei a scrivere una storia, non una prefazione. Se fossi poeta, ad esempio, scriverei una poesia. La prima volta che ho letto una poesia di Guido mi si è rotto un muro. Mi è crollato. Io credevo che le poesie fossero quelle cose noiose che avevano provato ad impartirmi da piccino. C erano cose che non capivo, frasi che non capivo in quelle robe. Cavalline vecchie. Tutto, come diciamo da me, aveva un vago sapore d armadio. Così sono cresciuto pensando che le poesie avessero questo sapore d armadio: di armadio di nonna. Magari dopo che è morta e si vanno a svuotare i cassettoni e c è quell odore lì. Che poi magari ti commuove pure, quell odore, ma è odore di armadio di nonna e non si vede l ora di chiuderne le ante. Un giorno un amico mi ha detto: leggi una poesia di questo qua. Questo qua era Guido Catalano. Ai tempi moderni si fa presto. Si leggono le cose con un dito, non ci si deve neppure alzare dalla seggiola. Sullo schermo del computer ho letto la prima poesia di Catalano Guido. Una cosa strana allora è successa. La poesia parlava di un cuore che faceva bum. C era nel racconto un tipo che mi- 5

3 surava il suo amore in umberti echi. Il mio cuore lo aveva fatto spesso. Lo riconoscevo quel bum. E risi. E mi commossi. Se si scrive così. Io immaginavo che ci si potesse commuovere davanti a una poesia, ma non che si potesse ridere. Non lo sapevo. Magari ci sono altri mille poeti che ti commuovono e ti fanno ridere, ma io non li conosco. Non li conoscevo. Ero ignorante. Lo sono ancora. La cavallina non mi aveva mai fatto ridere, ed era talmente distante da essere solo parole. Non mi commuoveva neppure il fatto che portasse colui che non ritorna. Cuore di pietra. di un locale dove si balla e si beve. Lo immaginate? Giovinastri in cerca di accoppiamento selvaggio che si mettono ad ascoltare le poesie, ve lo immaginate? Solo un poeta, Catalano, potrebbe fare questo: stare davanti a un pubblico così e non prendersi gatti morti nel viso. Insomma, ho letto questa poesia. Io l ho capito al telefono che non mi amavi più ho detto, ed era l ultima frase. E ci avevo le lacrime agli occhi. Ed era tutto vero. Ho cercato allora altre poesie di Guido. Le ho trovate. Le ho lette. Sempre senza muovermi da casa. Senza dargli un centesimo. Mi piaceva il metodo. E continuavo a commuovermi, e a ridere, a sorridere. E mi riflettevo. Così ho pensato di dirglielo, a questa persona che non sapevo proprio chi fosse. Si fa presto, nei tempi moderni, a scrivere a qualcuno. Basta un dito. Non serve neppure il francobollo. Gli ho scritto qualcosa che ora non ricordo, ma credo fosse una roba tipo: io non lo sapevo che la poesia poteva essere questo. Non sapevo che potesse essere così. Nel senso di raccontare questi giorni qui e questi sentimenti qui, quelli contemporanei, che in tanti dicono essere quasi irraccontabili. Lei lo fa, signor Catalano. Lei mi ha raccontato cose che pensavo irraccontabili, con uno sguardo che pensavo non ci fosse proprio. Il mio cuore, fa bum sulla stessa scala dorica del suo, signor Catalano. Credo di avergli scritto una cosa del genere. Se non l ho fatto, ho sbagliato. Un giorno ho letto una poesia di Guido dal vivo. Perché Guido le sue poesie le legge dal vivo e quel giorno c ero anch io con lui e me ne ha fatta leggere una. Una poesia davanti al pubblico 6 7

4 bum bum bum uno Faccenda d amore quanto t amo secondo te quanto? in chili quanto t amo? in litri quanto t amo? quanto t amo in metri? quanto, dimmi quanto secondo te quanto in iarde? (una iarda è 0,9144 metri) quindi quanto t amo in iarde secondo te? e secondo te quanto t amo in megatoni? in mele? in api? in camions? ma secondo te è possibile amarti in cani? in cani ad esempio quanto t amo in cani? in fuchi? in biglie? in polpastrelli? in delta di fiumi? quanti delta di fiumi abbisogniamo per esprimere quanto io t amo? in presidenti della repubblica italiana? lo so, ti sembra strano ma è plausibile esprimere quanto t amo in presidenti della repubblica italiana de nicola einaudi gronchi segni saragat leone pertini cossiga 9

5 scalfaro ciampi napolitano napolitano solo undici! no almeno altri cinquecento anni di presidenti almeno in umberto eco? quanti umberti echi ci vorrebbero per stabilire quanto t amo? impossibile dirai tu infatti ce n è uno solo ma immagina che uno possa moltiplicare umberto eco quindi quanti echi quanti secondo te quanti? è inutile lo so non esiste un unità di misura valevole per calcolare quanto t amo apparte il vecchio vecchio bum bum bum del mio cuore aritmico bum bum bum quando ti vedo che mi cammini verso fuor di metafora volevo salir su su nel cielo su pigliarti una stella come diceva il Cocciantone volevo fare in modo, come diceva il Cocciantone che tu al risveglio non mi potessi più scordare cazzo, il Cocciantone parlava al sole alla luna faceva un sacco di cose per lei faceva delle robe pazzesche per lei colorava i muri costruiva silenzi secchiate di vernice dappertutto svegliava tutti gli amanti faceva un sacco di robe il Cocciantone non ho capito perché svegliava tutti gli amanti che tra l altro dormivano, gli amanti ma tutto il resto è grandioso correva ballava gioia, amore secchi di vernice fiori primavera dappertutto allora mi son detto be alcune cose ce la posso fare altre no salire su nel cielo e pigliarti una stella sarebbe grandioso 10 11

6 cioè, io se fossi Margherita se uno mi scrive una canzone così io sbiello giuro sbiello poi non so se Margherita esiste sia mai esistita ma Margherita tu sei una delle ragazze più fortunate al mondo spero tu te ne sia resa conto ai tempi di Margherita Margherita una stella è una palla di fuoco e gas, Cocciantone una stella è una roba spaventosa praticamente una stella è una bomba atomica perenne noi la vediamo come un puntolino luminoso tremolante ma non puoi, non puoi, ti giuro andare su nel cielo andare su nel cielo puoi ma prenderle una stella no è pericolosissimo è pericolosissimo stai pronta prima sentirai un gran vento poi vedrai una gran luce poi ti poserò un gran bacio sulle labbra infine saremo nucleosintetizzati in un orgia di fuoco atomico di corpi di me dentro di te 12 faccenda d amore essa fin da piccina s era accorta che se inseriva qualcosa nella sua vagina il qualcosa in questione scompariva come che si disintegrava tipicamente non poteva usare gli assorbenti interni o i vibratori il problema però fu quando fece la prima volta all amore con un uomo egli infilò il suo coso nella sua cosa disse oibò ho come una sensazione di aver perso qualcosa! il portafoglio? chiese lei no, disse lui mi sa che il mio pene è scomparso poi svenne il suo ginecologo dopo aver perso molti strumenti del mestiere chiamò un astrofisico l astrofisico dopo aver perso una mano chiamò un filosofo il filosofo perse il naso e se ne andò piuttosto innervosito la ragazza entrò in una fase di tristezza infinita nessuno voleva fare all amore con lei piangeva molto e molto si disperava poi arrivò un giovane uomo le disse io voglio lei disse ma sei sicuro? lui disse certo che sì 13

7 non hai paura che ti scompare il pene? sì che ho paura, ma tu mi piaci anche tu mi piaci anche tu anche tu poi fecero all amore per quarantanove ore alla cinquantesima lui uscì da lei col pene e tutto erano molto stanchi ed anche assai felici come mai? chiese lei non lo so disse lui secondo me disse lei è faccenda d amore in effetti, era sì c era un uomo c era una donna c era un pozzo la donna chiese all uomo m ami? l uomo disse t amo sì che t amo disse la donna non ci credo come fai a sapere che non ci credi? disse l uomo me lo sento dentro nel mio intimo di donna la donna disse te lo proverò disse lui come mai farai? chiese lei vedi quel pozzo? chiese lui e certo che lo vedo, qui siamo solo io e te e il pozzo disse lei ecco, lui disse, io mi ci butterò dentro nella sua infinità paurosa se tu lo vorrai ma io non vorrò! e perché mai? perché mi sembra una cretinata in effetti fu allora che il pozzo prese parola scusate, se non avete bisogno di me, andrei disse per me va bene disse lei per me va benissimo disse lui il pozzo se ne andò l uomo e la donna rimasero soli è così bianco qui, è tutto così bianco disse lei hai paura? le chiese sì rispose proviamo a baciarci? sì 14 15

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