Fringe benefits e rimborsi spese ai lavoratori: trattamento fiscale

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1 Fringe benefits e rimborsi spese ai lavoratori: trattamento fiscale Mauro Porcelli 1

2 I fringe benefits sono emolumenti aggiuntivi della retribuzione costituiscono vantaggi accessori servono a motivare il lavoratore o a infondergli maggiore sicurezza 2

3 I fringe benefits Alcune categorie di fringe benefits: benefici di natura assicurativa e previdenziale agevolazioni finanziarie autovetture abitazione benefici volti a migliorare la qualità della vita benefici rivolti al nucleo familiare premi, indennità, rimborsi spese speciali 3

4 Determinazione del reddito di lavoro dipendente Art. 51, c. 1, Tuir (DPR 917/1986) Il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d imposta anche sotto forma di erogazioni liberali in relazione al rapporto di lavoro somme = denaro valori = beni o servizi 4

5 Determinazione del reddito di lavoro dipendente Art. 51, c. 3, Tuir: determinazione in denaro dei valori: Si considera il valore normale dei beni o servizi (rinvio all'art. 9 Tuir) Art. 9, comma 3: valore normale = il prezzo o corrispettivo mediamente praticato per i beni e servizi della stessa specie o similari in condizioni di libera concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui i beni o servizi sono stati acquisiti o prestati (in mancanza: nel tempo e luogo più prossimi) Art. 9, comma 4: criteri speciali per determinare il valore normale di azioni e obbligazioni 5

6 Determinazione del reddito di lavoro dipendente Art. 51, c. 3, Tuir: determinazione in denaro dei valori Il valore normale dei generi in natura prodotti dall'azienda (datore di lavoro) e ceduti ai dipendenti è determinato in misura pari al prezzo mediamente praticato nella stessa azienda nelle cessioni ai grossisti Art. 51, c. 4, Tuir: determinazione in denaro di alcuni valori specifici (veicoli a motore, prestiti, fabbricati, trasporto ferroviario: v. oltre) 6

7 Determinazione del reddito di lavoro dipendente Art. 51, c. 3, Tuir: determinazione in denaro dei valori Non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d'imposta, a euro 258,23. Se il valore dei beni o servizi è complessivamente superiore a euro 258,23, l'intero valore costituisce reddito Esempio beni ceduti per complessivi euro 200: imponibile 0 beni ceduti per complessivi euro 300: imponibile 300 7

8 Fringe benefits che non concorrono a formare il reddito (= non imponibili) contributi previdenziali e assistenziali versati dal datore di lavoro o dal lavoratore in ottemperanza a disposizioni di legge (art. 51, c. 2, lett. a, prima parte) somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, o in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi (art. 51, c.2, lett. c, prima parte) prestazioni di servizi di trasporto collettivo alla generalità o a categorie di dipendenti, anche se affidate a terzi, compresi gli esercenti servizi pubblici (art. 51, c.2, lett. d) 8

9 Fringe benefits che non concorrono a formare il reddito (= non imponibili) indennità e compensi, percepiti a carico di terzi per incarichi svolti in quanto dipendenti del datore di lavoro, che per legge devono essere riversati allo Stato, o per contratto devono essere riversati al datore di lavoro (art. 51, c. 2, lett. e) indennità, gettoni di presenza e compensi per esercizio di pubbliche funzioni quando per legge devono essere riversati allo Stato (art. 51, c. 2, lett. e) 9

10 Fringe benefits che non concorrono a formare il reddito (= non imponibili) utilizzazione, da parte dei dipendenti e dei familiari a loro carico, delle opere o dei servizi, utilizzati dalla generalità o da categorie di dipendenti, volontariamente pagati dal datore di lavoro per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria, culto (art. 51, c. 2, lett. f) somme erogate dal datore di lavoro alla generalità o a categorie di dipendenti per frequenza di asili nido e colonie climatiche da parte dei familiari a carico dei dipendenti (art. 51, c. 2, lett. f-bis) somme erogate dal datore di lavoro alla generalità o a categorie di dipendenti per borse di studio a favore dei familiari a carico dei dipendenti (art. 51, c. 2, lett. f-bis) 10

11 Fringe benefits che non concorrono a formare il reddito (= non imponibili) somme trattenute al dipendente per oneri deducibili (rinvio all'art. 10) (art. 51, c. 2, lett. h) erogazioni effettuate dal datore di lavoro in conformità a contratti collettivi o ad accordi e regolamenti aziendali a fronte di spese mediche e di assistenza sanitaria specifica sostenute dai soggetti indicati nell'art. 3 della legge 104/1992 (art. 51, c. 2, lett. h) mance percepite dagli impiegati tecnici delle case da gioco (croupiers), direttamente o per effetto del riparto a cura di appositi organismi costituiti all'interno dell'impresa, nei limiti del 25% dell'ammontare percepito nel periodo di imposta (art. 51, c. 2, lett i) 11

12 Prestazioni sostitutive del pasto buoni pasto: imponibili per la parte che eccede l'importo di euro 5,29 al giorno (art. 51, c.2, lett. c, seconda parte) indennità sostitutiva di mensa: imponibile per la parte che eccede l'importo di euro 5,29 al giorno se corrisposta ad addetti a cantieri edili, a strutture a carattere temporaneo o a unità produttive ubicate in zone ove manchino strutture o servizi di ristorazione (art. 51, c.2, lett. c, seconda parte). Negli altri casi è completamente imponibile come già visto, il servizio mensa è invece completamente esente 12

13 Contributi assistenza sanitaria contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore ad enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, in conformità di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, per un importo complessivamente non superiore a euro (art. 51, c. 2, lett a, seconda parte) 13

14 Azioni: 1 azionariato diffuso il valore delle azioni offerte alla generalità dei dipendenti per un importo non superiore complessivamente nel periodo d'imposta a euro 2.065,83, a condizione che non siano cedute prima di tre anni dalla percezione Attenzione: non bisogna confondere queste offerte (piani di azionariato diffuso) con le stock options 14

15 Azioni: 2 stock options Con un piano di stock option una Società per azioni offre, non necessariamente alla generalità dei dipendenti (anzi solitamente a singoli, o a piccoli gruppi: amministratori, dirigenti, oppure lavoratori che si intende premiare) diritti di opzione su azioni proprie o di società dello stesso gruppo È stabilito un periodo entro cui il lavoratore può esercitare l'opzione: esercitando l'opzione il lavoratore potrà acquistare le azioni al prezzo fissato dal piano di opzione 15

16 Azioni: 2 stock options In mancanza di regolamentazione speciale, la differenza tra il valore normale e il prezzo effettivamente pagato dal lavoratore costituisce reddito di lavoro dipendente Il D.Lgs. 505/1999 aveva escluso dall'imponibile tale differenza, alle seguenti condizioni: il prezzo pagato dal lavoratore doveva essere almeno pari al valore normale delle azioni al momento dell'offerta il lavoratore non doveva avere una percentuale di diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria, o di partecipazione al capitale o di partecipazione al patrimonio, superiore al 10% 16

17 Azioni: 2 stock options L'art. 82, c. 23, del decreto legge 112/2008, conv. in legge 133/2008, ha abrogato la lettera g-bis) dell'art. 51, c. 2, del Tuir introdotto dal D.Lgs. 505/1999. La differenza tra il valore delle azioni al momento dell'assegnazione (acquisto) e l'ammontare corrisposto dal lavoratore torna dunque ad essere reddito di lavoro dipendente L'art. 82, c. 24 del dl 112/2008 stabilisce che il comma 23 si applica alle azioni assegnate a partire dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè dal 25 giugno 2008 Si applica perciò anche a piani precedenti, se il lavoratore non ha ancora esercitato l'opzione (acquisto) Questo valore resta non imponibile ai fini previdenziali (art. 82, c. 24bis, legge 133/2008) 17

18 Veicoli a motore a uso promiscuo Per gli autoveicoli indicati nell'articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, costituisce reddito il 30 per cento dell'importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l'automobile Club d'italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d'imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente (art. 51, c. 4, lett a) 18

19 Veicoli a motore a uso promiscuo Modello automezzo Tabelle ACI Nazionali su GU KM. Uso promiscuo - calcolare il 30% Esempio la tabella riporta 0,41 al Km. Per Km = 6.150,00 Il 30% di = 1.859,24 è reddito di lavoro dipendente 19

20 Prestiti in caso di concessione di prestiti costituisce reddito il 50 per cento della differenza tra l'importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di sconto (ora TUR) vigente al termine di ciascun anno e l'importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi. Tale disposizione non si applica per i prestiti stipulati anteriormente al 1 gennaio 1997, per quelli di durata inferiore ai dodici mesi concessi, a seguito di accordi aziendali, dal datore di lavoro ai dipendenti in contratto di solidarietà o in cassa integrazione guadagni o a dipendenti vittime dell'usura ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108, o ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive ai sensi del decreto legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172 (art. 51, c. 4, lett. b) 20

21 Fabbricati per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in comodato, costituisce reddito la differenza tra la rendita catastale del fabbricato aumentata di tutte le spese inerenti il fabbricato stesso, comprese le utenze non a carico dell'utilizzatore, e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato stesso. Per i fabbricati concessi in connessione all'obbligo di dimorare nell'alloggio stesso, si assume il 30 per cento della predetta differenza. Per i fabbricati che non devono essere iscritti nel catasto si assume la differenza tra il valore del canone di locazione determinato in regime vincolistico o, in mancanza, quello determinato in regime di libero mercato, e quanto corrisposto per il godimento del fabbricato (art. 51, c. 4, lett. c) 21

22 Fabbricati Esempio: appartamento di proprietà del datore di lavoro concesso al lavoratore con trattenuta di 200 euro mensili dalla retribuzione. Rendita catastale: 1.000,00 Spese condominiali a carico del datore di lavoro (compresi acqua e riscaldamento): euro 2.000,00 Gas e luce a carico del lavoratore quota che costituisce reddito di lavoro dipendente = (200x12) = =

23 Trasporto ferroviario per i servizi di trasporto ferroviario di persone prestati gratuitamente, costituisce reddito, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti, l'importo corrispondente all'introito medio per passeggero/chilometro, desunto dal Conto nazionale dei trasporti e stabilito con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per una percorrenza media convenzionale, riferita complessivamente ai soggetti di cui al comma 3, di chilometri. Il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti è emanato entro il 31 dicembre di ogni anno ed ha effetto dal periodo di imposta successivo a quello in corso alla data della sua emanazione (art. 51, c. 4, lett. cbis) 23

24 Trasfertisti Le indennità e le maggiorazioni di retribuzione spettanti ai lavoratori tenuti per contratto all'espletamento delle attività lavorative in luoghi sempre variabili e diversi, anche se corrisposte con carattere di continuità, le indennità di navigazione e di volo previste dalla legge o dal contratto collettivo, nonché le indennità di cui all'articolo 133 del decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 1959, n concorrono a formare il reddito nella misura del 50 per cento del loro ammontare. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, possono essere individuate categorie di lavoratori e condizioni di applicabilità della presente disposizione (art. 51, c. 6) 24

25 Trasferimento Le indennità di trasferimento, quelle di prima sistemazione e quelle equipollenti, non concorrono a formare il reddito nella misura del 50 per cento del loro ammontare per un importo complessivo annuo non superiore 1.549,37 euro per i trasferimenti all'interno del territorio nazionale e 4.648,11 euro per quelli fuori dal territorio nazionale o a destinazione in quest'ultimo. Se le indennità in questione, con riferimento allo stesso trasferimento, sono corrisposte per più anni, la presente disposizione si applica solo per le indennità corrisposte per il primo anno. Le spese di viaggio, ivi comprese quelle dei familiari fiscalmente a carico ai sensi dell'articolo 12, e di trasporto delle cose, nonché le spese e gli oneri sostenuti dal dipendente in qualità di conduttore, per recesso dal contratto di locazione in dipendenza dell'avvenuto trasferimento della sede di lavoro, se rimborsate dal datore di lavoro e analiticamente documentate, non concorrono a formare il reddito anche se in caso di contemporanea erogazione delle suddette indennità (art. 51, c. 7) 25

26 Assegni di sede Gli assegni di sede e le altre indennità percepite per servizi prestati all'estero costituiscono reddito nella misura del 50 per cento. Se per i servizi prestati all'estero dai dipendenti delle amministrazioni statali la legge prevede la corresponsione di una indennità base e di maggiorazioni ad esse collegate concorre a formare il reddito la sola indennità base nella misura del 50 per cento. Qualora l'indennità per servizi prestati all'estero comprenda emolumenti spettanti anche con riferimento all'attività prestata nel territorio nazionale, la riduzione compete solo sulla parte eccedente gli emolumenti predetti. L'applicazione di questa disposizione esclude l'applicabilità di quella di cui al comma 5 (art. 51, c. 8) 26

27 Lavoratori dipendenti all'estero In deroga alle disposizioni dei commi da 1 a 8, il reddito di lavoro dipendente, prestato all'estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto da dipendenti che nell'arco di dodici mesi soggiornano nello Stato estero per un periodo superiore a 183 giorni, è determinato sulla base delle retribuzioni convenzionali definite annualmente con il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legge 31 luglio 1987, n. 317, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 ottobre 1987, n. 398 (art. 51, c. 8bis, in vigore dal ) 27

28 Polizze infortuni 1/2 Le assicurazioni contro gli infortuni professionali (ulteriori rispetto all'assicurazione obbligatoria INAIL), non costituiscono reddito per il lavoratore (circ. 326/E del 1997) I premi di assicurazioni contro gli infortuni extraprofessionali pagati dal datore di lavoro invece costituiscono reddito in capo al lavoratore (se il valore complessivo dei benefits erogati nell'anno è superiore a euro 258,23) 28

29 Polizze infortuni 2/2 L'art. 15, comma 1, lettera f) del Testo unico prevede la detrazione dall'imposta lorda di un importo pari al 19% dei «premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente non inferiore al 5 per cento da qualsiasi causa derivante, ovvero di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se l'impresa di assicurazione non ha facoltà di recesso da contratto, per un importo complessivamente non superiore a euro 1.291,14». I premi di cui si tratta sono dunque detraibili nella misura in cui coprano i rischi indicati nel testo normativo. I contratti di assicurazione normalmente specificano la quota di premio destinata a tale copertura, proprio ai fini delle detrazioni fiscali Ai fini del raggiungimento della soglia di euro 1.291,14, il lavoratore nella propria dichiarazione dei redditi dovrà sommare ai premi versati dal datore di lavoro (certificati nel CUD) i premi da lui versati per assicurazioni stipulate al di fuori del rapporto di lavoro 29

30 Polizze sanitarie 1/3 La versione dell'art. 51 del Tuir in vigore dal 1 gennaio 1998 non prevede un regime particolare per le spese sanitarie sostenute dal datore di lavoro in conformità a contratti collettivi, accordi e regolamenti aziendali. In linea generale quindi, in mancanza di disposizioni agevolative specifiche, i premi delle polizze sanitarie pagate dal datore di lavoro a favore dei dipendenti sono da considerare retribuzione in natura sulla base del valore normale e cioè sulla base del prezzo del premio della polizza pagata dal datore di lavoro. 30

31 Polizze sanitarie 2/3 L'applicazione alle polizze sanitarie delle disposizioni relative alle modalità di tassazione dei fringe benefit comporta che, anche nei confronti delle stesse, valga quanto previsto dall'ultimo periodo del comma 3 dell'art. 51 Tuir che prevede che «non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore nel periodo d'imposta a euro 258,23»; tuttavia, se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito. Tale previsione normativa ha infatti carattere del tutto generale ed è quindi applicabile a tutti i beni forniti e ai servizi prestati dal datore di lavoro ai dipendenti. 31

32 Polizze sanitarie 3/3 Conformemente a quanto previsto dall'art. 15 del Tuir (in base al quale si considerano rimaste a carico del contribuente anche le spese sanitarie rimborsate per effetto di contributi o premi di assicurazione che, pur essendo versati da altri, concorrono a formare il suo reddito senza diritto ad alcuna detrazione d'imposta), il dipendente non perde la possibilità di portare in detrazione le spese mediche effettivamente sostenute, anche se rimborsate dalla società di assicurazione, per il solo fatto che il premio pagato dal datore di lavoro, essendo inferiore a euro 258,23, non abbia concorso a formare il suo reddito in ossequio alla norma sopra indicata. Tale affermazione consegue dalla considerazione che, nella diversa ipotesi in cui l'ammontare dei benefit complessivamente corrisposti nel periodo d'imposta fosse superiore a detto limite, anche tale premio concorrerebbe a formare il reddito del dipendente 32

33 Fringe benefits e lavoro parasubordinato Poiché i compensi percepiti dai lavoratori c.d. parasubordinati (titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, con o senza progetto) sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente, la disciplina dei fringe benefits fin qui illustrata si applica integralmente anche a questi rapporti 33

34 Fringe benefits e lavoro autonomo In caso di lavoro autonomo "puro" (liberi professionisti con partita IVA), le esenzioni previste per i redditi di lavoro dipendente e assimilati non sono richiamate. Quindi, ogni benefit erogato dal committente al lavoratore autonomo costituisce compenso 34

35 I rimborsi spese per le trasferte (art. 51, c. 5) Le modalità di rimborso delle spese sostenute dai lavoratori dipendenti e assimilati per le trasferte possono essere diverse: a) Rimborso spese analitico (pié di lista) b) Rimborso spese forfettario (indennità o diaria) c) Rimborso spese misto (indennità + vitto o alloggio) d) Rimborso spese misto (indennità + vitto e alloggio) Le norme che seguono non si applicano alle trasferte nell'ambito del territorio del Comune ove si trova la sede di lavoro del dipendente (c.d. residenza contrattuale), per le quali v. oltre 35

36 Rimborso spese analitico (pié di lista) Al lavoratore sono rimborsate le spese da lui effettivamente sostenute (vitto, alloggio, viaggio, trasporto), dietro presentazione di idonea documentazione (ricevute fiscali, biglietti trasporto etc.) Tali rimborsi non costituiscono reddito in capo al lavoratore Non costituiscono reddito neanche i rimborsi di spese non documentate fino al limite di euro 15,49 al giorno 36

37 Rimborso spese forfettario Al lavoratore è erogata una somma giornaliera (indennità, o diaria) a copertura delle spese. Il lavoratore non deve presentare al datore di lavoro alcuna documentazione. Le indennità non costituiscono reddito entro i seguenti limiti: Euro 46,48 al giorno, per trasferte in Italia Euro 77,47 al giorno, per trasferte all'estero Inoltre, non costituisce reddito l'eventuale ulteriore rimborso delle spese di viaggio 37

38 Rimborso spese misto: combinazione 1 Al lavoratore è erogata una diaria, e in più sono rimborsate le spese di alloggio o di vitto, oppure l'alloggio o il vitto sono forniti gratuitamente. Il rimborso spese di alloggio o vitto non costituisce reddito Le indennità non costituiscono reddito entro i seguenti limiti: Euro 30,99 al giorno, per trasferte in Italia Euro 51,65 al giorno, per trasferte all'estero I limiti della diaria sono cioè ridotti di un terzo rispetto al rimborso forfettario Inoltre, non costituisce reddito l'eventuale ulteriore rimborso delle spese di viaggio 38

39 Rimborso spese misto: combinazione 2 Al lavoratore è erogata una diaria, e in più sono rimborsate sia le spese di alloggio sia quelle di vitto. Il rimborso spese di alloggio e vitto non costituisce reddito Le indennità non costituiscono reddito entro i seguenti limiti: Euro 15,49 al giorno, per trasferte in Italia Euro 25,82 al giorno, per trasferte all'estero I limiti della diaria sono cioè ridotti di due terzi rispetto al rimborso forfettario Inoltre, non costituisce reddito l'eventuale ulteriore rimborso delle spese di viaggio 39

40 Spese di viaggio e trasporto Il rimborso delle spese di viaggio e trasporto per trasferte fuori del territorio comunale non costituisce reddito per il lavoratore, qualunque sia il metodo di rimborso applicato Per i viaggi con mezzi di trasporto pubblico (aerei, ferrovie, ecc.) le spese sono direttamente documentabili con l esibizione dei relativi biglietti Per i viaggi compiuti con i mezzi propri del dipendente/collaboratore, le spese sono rimborsate generalmente con il metodo dell indennità chilometrica: per ogni chilometro percorso è corrisposta una certa somma, concordata tra datore di lavoro e lavoratore, normalmente determinata in base alle tabelle ACI. Se invece il trasporto avviene con l auto aziendale il documento giustificativo da presentare è la carta carburante 40

41 Trasferte nel territorio comunale In caso di trasferta nell'ambito del territorio del Comune ove si trova la sede di lavoro del dipendente, le indennità o i rimborsi costituiscono reddito per il lavoratore, con la sola esclusione dei rimborsi di spese di trasporto comprovate da documenti provenienti dal vettore Perciò se il lavoratore si sposta in ambito comunale con mezzi propri, il rimborso chilometrico costituisce reddito 41

42 Rimborsi spese lavoratori autonomi Le somme erogate al lavoratore autonomo a titolo di rimborso spese costituiscono compensi; sarà poi il lavoratore a dedurre le spese dai compensi in sede di dichiarazione dei redditi. Sono escluse le sole spese sostenute in luogo e per conto del committente, analiticamente documentate. Esempio: il versamento da parte del professionista di un'imposta dovuta dal committente (mod. F24) 42

43 Commenti a sentenze Cass., sez. tributaria sent /2005 Se ed in quanto ( ) l'onere dei premi assicurativi sia stato, invece, sopportato dalla stessa compagnia C. Assicurazioni (al tempo stesso datrice di lavoro ed assicuratrice) in realtà quello che è stato corrisposto al dipendente è appunto l'importo dei premi, questo è l'oggetto del compenso in natura, del benefit, che si aggiungeva alla normale retribuzione (e che andava tassato), mentre l'importo capitale corrisposto dalla compagnia a fine rapporto a titolo di liquidazione della polizza non costituisce l'oggetto del benefit, ma piuttosto l'effetto della sua erogazione. ( ) quello che avrebbe potuto, e dovuto, essere sottoposto a tassazione - aggiungendolo anno per ciascun anno alla normale restituzione - è appunto l'importo dei premi assicurativi che in ciascun anno la compagnia ha versato (sia pure figurativamente, perché a se stessa) sulla polizza in favore del dipendente. Il capitale assicurato invece è esente da imposizione diretta in quanto sottoposto anticipatamente al prelievo alla fonte (sostitutivo di ogni altra imposta) del 12,50 per cento. 43

44 Commenti a sentenze Cass., sez. tributaria sent /2005 Nel caso di specie, un lavoratore di pendente di una compagnia di assicurazioni, al termine del rapporto di lavoro aveva ricevuto la liquidazione del capitale sottoposta a IRPEF, pertanto aveva chiesto il rimborso. L'Amministrazione finanziaria aveva respinto l'istanza, ritenendo che il capitale dovesse essere tassato come il Tfr. La Suprema Corte ha dato ragione al lavoratore: il capitale deve essere assoggettato all'imposta sostitutiva del 12,50%, a nulla rilevando la coincidenza di assicuratore e datore di lavoro. Piuttosto, i soli premi, se fossero rimasti a carico del datore di lavoroassicuratore (cosa non dimostrata nel caso di specie), avrebbero costituito reddito di lavoro dipendente per il lavoratore. 44

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