computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate"

Transcript

1 MERCATO DEL LAVORO: ADEMPIMENTI E INCENTIVI ALL occupazione 9 computo dell organico aziendale e assunzioni agevolate a cura di Alberto Bosco e Cristian Valsiglio IN COLLABORAZIONE CON

2 LA RIFORMA DEL LAVORO COMPUTO DELL ORGANICO AZIENDALE E ASSUNZIONI AGEVOLATE 9

3 LA RIFORMA DEL LAVORO continua ONLINE Il Sole 24 ORE riserva ai lettori di «La riforma del lavoro» l opportunità di approfondire online i temi trattati in questo volume. È sufficiente collegarsi all indirizzo registrarsi gratuitamente e inserire il seguente codice di attivazione: 37O21U64 Una volta entrati nell area riservata è possibile: consultare la normativa di riferimento; reperire le circolari applicative approfondire i contenuti del volume con articoli tratti dalle Riviste Professionali del Gruppo 24 Ore. I Manuali del Sole 24 ORE Reg. Trib. di Milano n. 376 del Direttore responsabile: Roberto Napoletano Il Sole 24 ORE S.p.A. Via Monte Rosa, Milano Settimanale - N. 9/2012 Volume 9 Compito dell organico aziendale e assunzioni agevolate Il Sole 24 ORE a cura dell Area Tax&Legal Direttore: Paolo Poggi Redazione: Claudio Pagliara - Ermanno Salvini Progetto grafico copertine: Marco Pennisi & C. Tutti i diritti di copyright sono riservati. Ogni violazione sarà perseguita a termini di legge. Finito di stampare nel mese di novembre 2012 presso: Grafica Veneta Via Malcanton, Trebaseleghe (PD)

4 COMPUTO DELL ORGANICO AZIENDALE E ASSUNZIONI AGEVOLATE di Alberto Bosco e Cristian Valsiglio INDICE GENERALE PARTE PRIMA Capitolo 1 Nozione di lavoratore dipendente, impresa e unità produttiva Nozione di lavoratore dipendente Nozione di impresa Nozione di datore di lavoro Nozione di gruppo di imprese Nozione di unità produttiva...8 Capitolo 2 Computo dei lavoratori disabili Datori di lavoro obbligati Prospetto informativo Soggetti beneficiari Calcolo dell organico aziendale...12 Capitolo 3 Computo dei dipendenti e licenziamento individuale Prova del requisito dimensionale Casi di applicabilità della tutela ex art Casi di applicabilità della tutela obbligatoria Momento del computo Lavoratori integralmente computabili nell organico Lavoratori parzialmente computabili nell organico Lavoratori non computabili nell organico...24 Capitolo 4 Computo dei dipendenti e apprendistato Casi di computo degli apprendisti nell organico aziendale Benefici contributivi per le nuove pag. pag. assunzioni in apprendistato Criteri di computo dei lavoratori...32 Capitolo 5 Computo dei lavoratori e contratto a tempo determinato Criteri di computo Contratti a termine di durata inferiore o pari ai 6 mesi Contratti a termine di durata inferiore o pari ai 9 mesi Contratti a termine per ragioni sostitutive ex art. 1 D.Lgs. 368/ Capitolo 6 Computo dei lavoratori part time, ripartiti e intermittenti Computo dei lavoratori part time Lavoratore part-time e sicurezza sul lavoro Computo dei lavoratori con contratto di lavoro ripartito Computo dei lavoratori con contratto di lavoro intermittente Contratti di lavoro intermittente conclusi sino al 17 luglio Disciplina vigente a decorrere dal 18 luglio Criteri di computo Lavoratore intermittente e obblighi in materia di igiene e sicurezza...46 Capitolo 7 Computo dei lavoratori in somministrazione, a progetto e associati in partecipazione Computo dei lavoratori in

5 IV segue INDICE GENERALE pag. somministrazione Computo dei collaboratori a progetto Computo degli associati in partecipazione...51 Capitolo 8 Computo dei lavoratori in regime di telelavoro e dei lavoratori a domicilio Computo dei lavoratori dipendenti in telelavoro Computo dei lavoratori a domicilio...54 Capitolo 9 Criteri di computo per gli obblighi di igiene e sicurezza sul lavoro Individuazione del limite dimensionale..58 Capitolo 10 Criteri di computo per l esercizio dei diritti sindacali e di informazione ai lavoratori Esercizio dei diritti sindacali Dato occupazionale da unita produttiva e impresa Arco temporale sulla verifica del dato occupazionale Lavoratori presenti nel computo aziendale Esclusione dal computo dell organico aziendale Obblighi di informazione e consultazione Computo dell organico aziendale...67 Capitolo 11 Parità uomo-donna e obbligo di redazione del rapporto biennale Requisiti aziendali...71 Capitolo 12 Licenziamenti collettivi e computo dei dipendenti Procedura attivata durante o al termine della CIGS Procedura per riduzione di personale Procedura per riduzione di personale: computo dei lavoratori Indennità di mobilità: computo dei lavoratori...79 Capitolo 13 Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria CIG ordinaria...81 pag Lavoratori da computare Lavoratori esclusi dal computo CIG straordinaria Imprese industriali ed edili con più di 15 dipendenti Imprese industriali ed edili con più di 15 dipendenti: lavoratori computabili Imprese industriali ed edili con più di 15 dipendenti: lavoratori non computabili Imprese commerciali con più di 200 dipendenti Imprese commerciali con più di 200 dipendenti: lavoratori computabili Imprese commerciali con più di 200 dipendenti: lavoratori non computabili Computo dei dipendenti ai fini del contributo addizionale...87 Capitolo 14 Computo dell organico e trasferimento d azienda Determinazione dell organico aziendale...89 Capitolo 15 Computo dei lavoratori e obbligo di versamento del TFR all INPS Datori di lavoro interessati Momento in cui va verificato l organico aziendale Lavoratori computabili Lavoratori esclusi dal computo...97 PARTE SECONDA Capitolo 16 Assunzione di lavoratori in CIGS o di soggetti disoccupati Assunzione di lavoratori in CIGS o di soggetti disoccupati da almeno 24 mesi Norme di riferimento e soggetti interessati Incentivi Assunzione di lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi di aziende in

6 V segue INDICE GENERALE pag. CIGS dal almeno 6 mesi Norme di riferimento e soggetti interessati Incentivi Capitolo 17 Assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ex L. 223/ Assunzione a tempo indeterminato, anche part time Norme di riferimento e soggetti interessati Incentivo Assunzioni a tempo determinato, anche part time Norme di riferimento e soggetti interessati Trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine Norme di riferimento e soggetti interessati Incentivo Contributo ai datori che assumono lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ex L. 223/1991 in fruizione del relativo trattamento Definizione, norme di riferimento e soggetti interessati Incentivo Capitolo 18 Assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ex L. 52/ Assunzioni a tempo indeterminato, anche part-time pag NORME di RIFERIMENTO e soggetti interessati Incentivo Assunzioni a tempo determinato, anche part-time Norme di riferimento e soggetti beneficiari Incentivo Trasformazione a tempo indeterminato di rapporti a termine NORME di RIFERIMENTO e soggetti interessati Incentivo Capitolo 19 Nuove assunzioni agevolate Assunzione di giovani e donne Personale altamente qualificato Assunzioni nella c.d. green economy Incentivi alla assunzione di giovani genitori Assunzioni agevolate - Agevolazione assunzione ricercatori.163 Capitolo 20 Credito imposta nuove assunzioni in aree svantaggiate Norme di riferimento e soggetti interessati Incremento occupazionale Beneficio Capitolo 21 Lavoratori rientranti in Italia Norme di riferimento e soggetti interessati Incentivi...181

7

8 Parte prima COMPUTO DELL ORGANICO AZIENDALE

9

10 Capitolo 1 NOZIONE DI LAVORATORE DIPENDENTE, IMPRESA E UNITÀ PRODUTTIVA Nel caso in cui si voglia analizzare la disciplina giuslavoristica applicabile al datore di lavoro in base al numero dei dipendenti, bisogna preliminarmente chiarire che cosa si intenda per datore di lavoro e quali soggetti rientrino nella generale nozione di lavoratori dipendenti. Nelle pagine che seguono, pertanto, si cercherà di tracciare in modo schematico i contorni e i contenuti di tali nozioni, che nel corso della pubblicazione verranno più volte utilizzati e richiamati. 1.1 Nozione di lavoratore dipendente L individuazione dell esatto contenuto della nozione di lavoratore dipendente, ai fini della presente pubblicazione, è condizione necessaria per una corretta determinazione dell organico aziendale. In merito all applicazione della normativa giuslavoristica e previdenziale, l organico dell impresa, salvo i casi in cui la legge espressamente stabilisce in modo diverso, non è composto da tutte le tipologie di collaboratori dell imprenditore, ma solo dai collaboratori espressamente indicati dal codice civile il cui art dispone, infatti, che è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell imprenditore. A tale definizione fa eco quella contenuta nell art stesso codice, a mente della quale l imprenditore è il capo dell impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori. Alla luce delle citate norme quindi, il lavoratore dipendente, o più precisamente e tecnicamente il lavoratore subordinato, è definibile come una figura di lavoratore che si obbliga, dietro riconoscimento di un compenso fisso (ossia la retribuzione), a rendere una prestazione lavorativa secondo la tempistica, le direttive, le condizioni e le modalità che vengono allo stesso impartite dall imprenditore nell esercizio del proprio potere gerarchico. A completamento della definizione il codice precisa che i prestatori di lavoro subordinato si distinguono in dirigenti, quadri, impiegati ed operai (art. 2095, comma 1, c.c.). Sono questi collaboratori dell impresa, appunto i prestatori di lavoratori subordinati (o, più comunemente, i lavoratori dipendenti) a comporre l organico aziendale da prendere come riferimento per l applicabilità o meno di una determinata disciplina, restando invece escluse, salvo diversa disposizione di legge, tutte quelle figure di lavoratori, che pur collaborando nei modi più vari con l impresa, non ne sono parte integrante ai sensi della ricordata disciplina codicistica. Sulla computabilità di norma dei soli lavoratori subordinati si veda per esempio Cass. Sez. Lav. 3 settembre 2008, n (relativa alla determinazione dell organico aziendale necessario per il campo di applicazione del regime di tutela in caso di licenziamento).

11 4 Capitolo 1 - Nozione di lavoratore dipendente, impresa e unità produttiva Aiuti comunitari - La necessità di computare soltanto i lavoratori dipendenti è stata ribadita, in tema di aiuti comunitari alle attività produttive previsti per le piccole e medie imprese (rispettivamente al di sotto dei 50 e dei 250 occupati), anche dal D.M , il quale stabilisce che, nella determinazione dell organico aziendale al di sotto del quale l impresa ha diritto alla concessione di aiuti (meno di 250 occupati), devono essere conteggiati tutti i dipendenti dell impresa a tempo determinato o indeterminato ( ) legati all impresa da forme contrattuali che prevedono il vincolo di dipendenza (art. 2, co. 5, lett. c). Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) - Si muove invece in senso diverso il D.M (entrato in vigore il 14 gennaio 2010, in attuazione dell art. 189 del D.Lgs. n. 152/2006 e dell art. 14-bis del D.L. n. 78/2009, convertito con modificazioni in legge n. 102/2009), che in tema di operatività del nuovo Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (cd. SISTRI), stabilisce - seppur indirettamente - che ai fini delle soglie dimensionali (+ di 10 ovvero + di 50 dipendenti) deve essere evidenziato il personale che opera a qualsiasi titolo e con qualsiasi forma contrattuale (art. 5, co. 1, D.M e note di compilazione nell Allegato III del medesimo Decreto). Lavoratori esclusi dall organico aziendale - Alla luce delle sopra ricordate previsioni normative, non rientrano nella categoria lavoratori dipendenti e pertanto non sono computabili nell organico aziendale (salva difforme previsione di legge e dato per scontato che il rapporto contrattuale autonomo rivesta i caratteri della genuinità ): i collaboratori coordinati e continuativi o a progetto, che si caratterizzano proprio per la mancanza di subordinazione nei confronti del proprio committente e la sostanziale autonomia nello svolgimento della propria); gli associati in partecipazione, che, pur potendo talvolta prestare attività lavorativa secondo le direttive dell associante, non sono soggetti al vincolo di subordinazione né hanno diritto a una retribuzione, dovendo invece partecipare agli utili di impresa o dell affare e, salvo patto contrario, anche alle relative perdite; i lavoratori dell impresa familiare, i quali, salvo che non sia configurabile uno specifico rapporto di lavoro, si caratterizzano per la mancanza di subordinazione e per il particolare diritto al mantenimento in sostituzione di quello alla retribuzione; i soci lavoratori, che pur partecipando alla società attraverso una prestazione di lavoro sono titolari - salvo deroghe - dei poteri sociali e quindi esclusi dal vincolo tipico della subordinazione e dal diritto alla retribuzione proprio dei lavoratori dipendenti. 1.2 Nozione di impresa La seconda nozione che risulta necessario chiarire più in dettaglio è quella di impresa. Quando infatti si parla di diritti e obblighi aziendali in base al numero di dipendenti è fondamentale comprendere se nella determinazione dell organico aziendale si debba sempre far riferimento ai dipendenti dell intera impresa o più semplicemente ai dipendenti di una determinata unità produttiva o ancora, in caso di gruppo di imprese, al numero di lavoratori subordinati di tutte le imprese che lo compongono. Sul punto, premesso che è indispensabile fare riferimento di volta in volta a quanto espressamente stabilisce la legge (che talvolta richiede la verifica dell organico aziendale nella singola unità produttiva, talvolta in relazione all impresa nel suo complesso), si ritiene opportuno approfondire alcuni concetti

12 Capitolo 1 - Nozione di lavoratore dipendente, impresa e unità produttiva 5 che risultano essenziali per l esatta determinazione dell organico aziendale. È questo il caso della tutela contro i licenziamenti individuali ex art. 18 legge , n Il codice civile non contiene una definizione di impresa, ma si limita a definire la figura di imprenditore come colui che esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi (art c.c.) e a chiarire che l azienda è il complesso dei beni organizzati dall imprenditore per l esercizio dell impresa (art c.c.). Si può quindi affermare che l impresa è costituita dal complesso dei beni (stabilimento, uffici, macchinari, utensili) che l imprenditore organizza al fine di esercitare, insieme ai propri collaboratori, un attività economica destinata alla produzione o al commercio di beni e servizi. Ai fini che qui interessano, pertanto, qualora si renda necessario procedere alla determinazione dell organico aziendale dell impresa, si dovrà preliminarmente individuare l esatta configurazione della stessa alla luce della disciplina codicistica sopra descritta e successivamente computare i lavoratori subordinati (individuati secondo i criteri ricordati sopra) che con l imprenditore collaborano al fine dello svolgimento della attività economica a cui l impresa medesima è finalizzata. Occorre ricordare che, talvolta, nella disciplina giuslavoristica in luogo del termine impresa viene utilizzato il termine azienda (così, ad esempio, in tema di obbligo di redigere il rapporto biennale sulla parità uomo-donna, ovvero ancora nell ambito della disciplina relativa al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza). Poiché tuttavia ai sensi della ricordata disciplina codicistica (art. 2555) l azienda è soltanto il complesso di beni per l esercizio dell impresa, è chiaro che ai fini della determinazione dell organico aziendale si dovrà comunque sempre far riferimento alla nozione di impresa. Il complesso di beni infatti, assume rilievo soltanto in relazione all attività economica per la cui realizzazione l imprenditore li organizza, cioè l impresa, la cui nozione appunto permette di individuare l attività economica effettivamente svolta e di comprendere quali siano i collaboratori che con l imprenditore e alle dipendenze dello stesso agiscono per la sua realizzazione. 1.3 Nozione di datore di lavoro In taluni casi infine, la legge, nel disciplinare alcuni istituti in materia di lavoro, fa riferimento non al concetto di impresa o di azienda, ma più genericamente a quello di datore di lavoro (ad esempio nel disciplinare il regime di tutela per le ipotesi di licenziamento senza giusta causa e/o giustificato motivo). Con il termine datori di lavoro si intendono non solo gli imprenditori ai sensi dell art c.c., ma anche qualunque altra persona fisica o giuridica - pubblica o privata - che abbia posto in essere un rapporto di lavoro, anche senza perseguire uno scopo di lucro (in questo senso Corte di Giustizia Europea, seconda sezione, sentenza , causa C-32/02). Si tratta in sostanza di quei soggetti che, secondo quanto previsto dal codice civile, non possono definirsi imprenditori: a titolo esemplificativo si possono ricordare i comitati, le associazioni o fondazioni di carattere sportivo, assistenziale o ricreativo, gli esercenti le professioni intellettuali per le quali è richiesta l iscrizione in appositi albi od elenchi nonché i soggetti che svolgono senza fini di lucro attività di natura politica (partiti), sindacale, culturale, di istruzione ovvero di

13 6 Capitolo 1 - Nozione di lavoratore dipendente, impresa e unità produttiva religione o di culto (cd. organizzazioni di tendenza).per quanto qui di interesse, peraltro, va evidenziato che qualora si renda necessario procedere alla determinazione del numero di dipendenti che collaborano con il datore di lavoro non imprenditore, dovranno computarsi comunque sempre e soltanto i collaboratori individuati nel precedente paragrafo. 1.4 Nozione di gruppo di imprese Per il codice civile e la legislazione successiva il gruppo di imprese esiste in presenza di un gruppo formato da un impresa controllante e dalle imprese da questa controllate (art c.c.; art. 2 D.Lgs. 74/2002; D.M ), nel quale cioè una impresa (cd. controllante) sia in grado di controllarne un altra (cd impresa controllata) attraverso il possesso della maggioranza dei voti esercitabili nell assemblea ordinaria ovvero sia in grado di esercitare un influenza dominante sulla stessa. Nella prassi invece, soprattutto in materia di diritto del lavoro, si parla di gruppo di imprese quando un insieme di imprese, pur conservando ciascuna la propria autonomia giuridica, si uniscono, anche temporaneamente e indipendentemente dalla regola civilistica del controllo, per adottare strategie operative e di mercato comuni o coordinate, attraverso una sinergia di mezzi, idee, risorse e forza lavoro. Non a caso nell ambito della normativa lavoristica, l esistenza di un gruppo di imprese di fatto, cioè a prescindere dalla sussistenza di un controllo ai sensi dell art c.c., è spesso valutata al fine di garantire l effettività delle tutele previste dalla normativa del lavoro e per individuare il reale centro di imputazione cui ricollegare diritti e responsabilità rispetto a momenti particolarmente sensibili del rapporto di lavoro. Significative, in proposito, sono le disposizioni contenute in alcune direttive comunitarie (Art. 7, n. 4 dir. n. 2001/23/CE; art. 2 n. 4 dir. n. 98/59/CEE) in cui si prescrive che alcuni obblighi (ad esempio, in materia di informazione e consultazione sindacale) si applicano indipendentemente dal fatto che la decisione riguardante il trasferimento d azienda, o i licenziamenti collettivi, sia presa dal datore di lavoro, o da un impresa che esercita il controllo. Così egualmente significativo è l art. 8, comma 4-bis, legge 223/1991, che esclude dai benefici contributivi le imprese che, pur riassumendo lavoratori licenziati a seguito di procedura di mobilità abbiano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti, che, cioè, si trovino in una situazione che - pur in presenza di qualche differenziazione nella composizione del capitale sociale o nella ripartizione delle quote - faccia presumere la presenza di un comune nucleo proprietario, in grado di ideare e fare attuare un operazione coordinata di ristrutturazione comportante il licenziamento di taluni dipendenti da un azienda e l assunzione da parte dell altra. A prescindere comunque dalla definizione data al gruppo di imprese, ciò che è importante sottolineare è il fatto che, nel nostro ordinamento, lo stesso non ha una rilevanza giuridica a sé stante, nel senso che non viene riconosciuto come autonomo centro di imputazione di diritti od obblighi, in quanto ciascuna delle imprese che lo costituisce preserva la propria autonomia giuridica e la titolarità degli stessi. Fa eccezione, oltre alla normativa fiscale, il D.Lgs. 276/2003 che ha attribuito ai gruppi di impresa, individuati appunto ai sensi dell art c.c. e dell art. 2 D.Lgs. n. 74/2002, la facoltà di delegare alla capogruppo lo svolgimento degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti (art. 31 D.Lgs. 276/2003): questo significa che l impresa controllante potrà svolgere tali adempimenti per conto di tutte le società controllate e collegate, ferma restando la titola-

14 Capitolo 1 - Nozione di lavoratore dipendente, impresa e unità produttiva 7 - SEGUE - rità delle obbligazioni contrattuali e legislative in capo alle singole società datrici di lavoro. Questa facoltà di accentramento delle funzioni in capo alla controllante era stata per esempio riconosciuta dall INPS in relazione all invio telematico del 2008 delle domande di ammissione allo sgravio sui premi di risultato previsti dalla contrattazione di secondo livello, stabilendo che le aziende capogruppo, ove delegate, potessero presentare la domanda anche per tutte le società controllate o collegate (INPS, msg. n /2008). Questo comporta, in relazione alla tematica trattata in queste pagine, che ciascuna delle imprese facenti parte del gruppo rimane titolare dei rapporti di lavoro con i propri dipendenti e quindi dovrà determinare l organico aziendale facendo esclusivo riferimento ai propri collaboratori, senza che abbia rilievo il numero di dipendenti occupati dalle altre imprese del gruppo. Unica eccezione a questo criterio di calcolo è quella prevista dall articolo 20 della legge 7 agosto 1997, n. 266, in tema di agevolazioni per le imprese con meno di 250 dipendenti che assumono personale con qualifica di dirigente privo di occupazione. Nella determinazione dell organico aziendale necessario per poter accedere alle agevolazioni in questione infatti, vanno tenuti in considerazione tutti i dipendenti dell impresa o, in caso di gruppo o consorzi costituiti fra imprese il complesso di dipendenti del gruppo o del consorzio. Tuttavia, come ha avuto modo più volte di ribadire la Corte di Cassazione, l autonomia delle singole imprese che compongono il gruppo non sussiste quando viene provato che un attività economica di per sé unica e riferibile ad un unico centro di imputazione (cioè ad un unica impresa) è stata frazionata tra più imprese in frode alla legge, per eludere l insorgenza di determinati obblighi o l applicazione di determinate normative (ad esempio per mantenere ciascuna impresa sotto la soglia dimensionale prevista per l applicabilità delle tutele previste dall art. 18, legge n. 300/1970). Secondo l orientamento pressoché univoco della Corte di Cassazione ( , n ; , n. 8809; , n ), indici presuntivi di tale situazione sono i seguenti elementi: unicità della struttura organizzativa; integrazione della varie attività svolte dalle imprese facenti parte del gruppo, con correlato interesse univoco o comune; esistenza di un coordinamento tecnico, amministrativo e finanziario tale da individuare un unico soggetto direttivo in grado di far confluire le diverse attività delle singole imprese verso uno scopo comune; utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa da parte delle imprese del gruppo, che si verifica quando il lavoratore, formalmente dipendente di una determinata impresa del gruppo, presta in realtà contemporaneamente ed in modo indifferenziato la propria attività lavorativa a favore dei diversi imprenditori. In presenza di questi requisiti quindi, secondo la Cassazione, si ritiene possibile la sussistenza di una simulazione in frode alla legge del frazionamento di un unica attività tra varie imprese e quindi viene riconosciuto il gruppo di imprese stesso come unico centro di imputazione dei rapporti di lavoro che formalmente dovrebbero essere imputati alle singole imprese: questo è particolarmente rilevante ai fini della tematica trattata nella presente pubblicazione, in quanto comporta che l organico aziendale dovrà essere determinato facendo riferimento al gruppo nella sua interezza, computando quindi tutti i dipendenti delle diverse imprese che lo compongono con conseguente applicazione delle norme previste per le imprese con un requisito dimensionale maggiore.

15 8 Capitolo 1 - Nozione di lavoratore dipendente, impresa e unità produttiva 1.5 Nozione di unità produttiva L ultima nozione di rilievo ai fini della tematica trattata nella presente pubblicazione è quella di unità produttiva. Si tratta di un concetto che viene più volte richiamato nell ambito della disciplina del diritto del lavoro quale elemento di riferimento per l insorgenza di particolari obblighi e/o diritti: ciò accade per esempio in tema di applicazione del regime di tutela previsto dall art. 18 legge 300/1970 (che la legge riserva solo alle unità produttive che occupino più di 15 dipendenti) o ancora per la determinazione del campo di applicazione dei diritti di libertà sindacale nei luoghi di lavoro previsti nel Titolo III della legge n. 300/1970 (che l art. 35 della medesima legge riserva solo «alla sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo che occupa più di 15 dipendenti».). Una definizione di unità produttiva è oggi contenuta nell art. 2, comma 1, lett. t) D.Lgs , n. 81, secondo il quale hanno tale natura lo stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all erogazione di servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale. Il concetto di unità produttiva indicato nell art. 2 citato è pressoché coincidente con quello nel tempo enucleato dalla giurisprudenza. La definizione adottata dal legislatore del Testo Unico sulla sicurezza è a ben vedere più ristretta di quella enucleata dalla giurisprudenza con riferimento all art. 35 della legge 300/1970 dal momento che per potersi parlare di unità produttiva viene richiesta non una semplice situazione di indipendenza tecnica e amministrativa, ma la sussistenza di una vera e propria autonomia finanziaria. In mancanza di previsioni normative specifiche infatti, la giurisprudenza di merito e di legittimità è più volte intervenuta in passato nel tentativo di delineare l esatto contenuto della definizione di unità produttiva, soprattutto con riferimento alla disciplina in tema di licenziamenti contenuta nell art. 18 legge 300/1970. Secondo l orientamento oramai consolidatosi, per unità produttiva deve intendersi qualsiasi entità aziendale (sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto) funzionalmente autonoma - cioè caratterizzata per la sua sostanziale indipendenza tecnica e amministrativa - in cui si svolga e si concluda il ciclo relativo ad una frazione o ad un momento essenziale dell attività produttiva aziendale (Cass , n. 9558; , n. 6117; , n ). L orientamento giurisprudenziale riportato è stato accolto anche dal Ministero del lavoro (interpello , Prot. n. 25/I/ ) secondo cui l unità produttiva si sostanzia in «qualsiasi articolazione autonoma dell impresa, che sia idonea ad espletare, in tutto o in parte, l attività di produzione di bene o di servizi costituente l oggetto sociale aziendale e quindi che risulti dotata, oltre che della necessaria autonomia, anche di tutti gli strumenti sufficienti e necessari allo svolgimento della funzione produttiva dell impresa». Questo significa che non possono essere considerate unità produttiva quei minori organismi che, seppur dotati di una certa autonomia, siano destinati a scopi meramente strumentali rispetto ai fini produttivi dell impresa, quali i magazzini e i depositi.

16 Capitolo 2 COMPUTO DEI LAVORATORI DISABILI La Riforma del mercato del lavoro (L , n. 92) ha apportato significative modifiche: esaminiamo quindi la nuova normativa e la prassi, al fine di ricostruire un preciso quadro di riferimento circa i criteri di computo dell organico in tema di assunzione dei lavoratori disabili 2.1 Datori di lavoro obbligati La norma di riferimento è costituita dall art. 3 L. 68/1999, secondo il quale i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all art. 1 nelle seguenti misure: a) 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dip. (più l 1% per vedove, orfani e profughi, ai sensi dell art. 18, comma 2, L. 68/1999): b) 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dip.; c) 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dip. (in questo caso, l obbligo scatta solo in caso di nuove assunzioni); d) nessun obbligo di legge per le imprese fino a 14 dip. TELELAVORO Va segnalato che l art. 22 L , n. 183, al comma 5, lett. b), prevede che al fine di facilitare l inserimento dei lavoratori disabili mediante il telelavoro, gli obblighi di cui al comma l dell art. 3 L. 68/1999, in tema di assunzioni obbligatorie e quote di riserva possono essere adempiuti anche utilizzando la modalità del telelavoro ; la successiva lett. c) aggiunge che ai medesimi fini di cui alla lett. h) (leggasi lett. b), n.d.a.), fra le modalità di assunzioni che possono costituire oggetto delle convenzioni e delle convenzioni di integrazione lavorativa di cui all art. 11 L. 68/1999, sono incluse le assunzioni con contratto di telelavoro. Per i partiti politici, le organizzazioni sindacali e le organizzazioni che, senza scopo di lucro, operano nel campo della solidarietà sociale, dell assistenza e della riabilitazione, la quota di riserva si computa esclusivamente con riferimento al personale tecnico-esecutivo e svolgente funzioni amministrative e l obbligo di cui sopra insorge solo in caso di nuova assunzione (art. 3, comma 3, L. 68/1999). Per i servizi di polizia e della protezione civile, il collocamento dei disabili è previsto nei soli servizi amministrativi (art. 3, comma 4, L. 68/1999); tale norma è applicabile anche agli agenti di polizia municipale e ai soggetti impiegati in attività di vigilanza dipendenti da Istituti di vigilanza.

17 10 Capitolo 2 - Computo dei lavoratori disabili In virtù della nuova formulazione del comma 2 dell art. 5 L. 68/1999, si applicano inoltre le seguenti disposizioni: 1) datori di lavoro pubblici e privati che operano nel settore del trasporto aereo, marittimo e terrestre: non sono tenuti, per quanto concerne il personale viaggiante e navigante, all osservanza dell obbligo di cui all articolo 3 (assunzioni obbligatorie e quote di riserva) (art. 5, comma 2, L. 68/1999); 2) datori di lavoro pubblici e privati del solo settore degli impianti a fune: sono altresì esentati dall obbligo di assumere soggetti appartenenti alle categorie protette i datori di lavoro pubblici e privati, in relazione al personale direttamente adibito alle aree operative di esercizio e regolarità dell attività di trasporto (art. 5, comma 2, L. 68/1999); 3) datori di lavoro dell autotrasporto: al fine di consentire al comparto dell autotrasporto nazionale di evolvere verso modalità di servizio più evolute e competitive e per favorire un maggiore grado di sicurezza nella circolazione stradale di mezzi, ai sensi del comma 1 dell art. 1 L , n. 454 i datori di lavoro pubblici e privati che operano nel settore dell autotrasporto non sono tenuti, per quanto concerne il personale viaggiante, all osservanza dell obbligo di cui all art. 3 (art. 5, comma 2, L. 68/1999, come modificato dall art. 2-bis D.L , n. 484, convertito in L , n. 27). Il Ministero del lavoro, con nota , n. 57, ha precisato che i lavoratori svolgenti attività di trasporto o di autista nell ambito di aziende appartenenti al settore terziario, ovvero non rientranti nel settore del trasporto, dell autotrasporto, né tantomeno in quello dell edilizia, devono necessariamente essere compresi nel computo della base occupazionale ai fini della determinazione della quota ex art. 3. Con riferimento alle imprese che svolgono raccolta e trasporto di rifiuti, ai fini della fruizione di un esenzione parziale, si veda quanto precisato dal Ministero del lavoro, con nota , n. 1; 4) datori di lavoro del settore edile: non sono tenuti all osservanza dell obbligo di cui all art. 3 per quanto concerne il personale di cantiere e gli addetti al trasporto del settore. Indipendentemente dall inquadramento previdenziale dei lavoratori è considerato personale di cantiere anche quello direttamente operante nei montaggi industriali o impiantistici e nelle relative opere di manutenzione svolte in cantiere (art. 5, comma 2, L. 68/1999). Il Ministero del lavoro (nota , n. 36, ha precisato che... i lavoratori occupati in aziende del settore laterizi addetti alla fabbricazione di manufatti in cemento armato non possano essere esclusi dal computo della base occupazionale ai fini del calcolo della quota di riserva in quanto non presentano i requisiti dettati dall art. 5, comma 2, della L. 68/1999. In altri termini, pur svolgendo attività afferenti alla produzione di manufatti per il settore dell edilizia stradale, gli stessi non possono rientrare nella definizione di personale di cantiere, né tanto meno svolgono attività all interno del cantiere ; 5) fermo restando l obbligo del versamento del contributo di cui al comma 3 al Fondo regionale per l occupazione dei disabili, per le aziende che occupano addetti impegnati in lavorazioni che comportano il pagamento di un tasso di premio ai fini INAIL pari o superiore al 60%, la procedura di esonero prevista dal presente articolo è sostituita da un autocertificazione del datore di lavoro che attesta l esclusione dei lavoratori interessati dalla base di computo; 6) nel caso di passaggio di appalto e di conseguente incremento del personale occupato alle dirette di pendenze dell impresa subentrante, il numero dei lavoratori acquisito non è considerato ai fini del computo della quota d obbligo di lavoratori disabili. Pertanto, la copertura dovrà essere assicurata calcolando la riserva sulla base dell organico già in servizio presso l impresa medesima al momento dell acquisizione dell appalto, ferma restando, com è evidente, la permanenza in servizio dei disabili eccedenti provenienti dall impresa cessata, a norma di legge (Min. lav., circ , n. 77); continua

18 Capitolo 2 - Computo dei lavoratori disabili 11 - segue - 7) gli obblighi di assunzione sono sospesi nei confronti delle imprese in crisi. Ai sensi del comma 5, art. 3, L. 68/1999, gli obblighi di assunzione di cui al presente articolo sono sospesi nei confronti delle imprese che versano in una delle situazioni previste dagli artt. 1 e 3 L. 223/1991 e successive modif., ovvero dall art. 1 D.L. 726/1984, convertito, con modif., dalla L. 863/1984; gli obblighi sono sospesi per la durata dei programmi contenuti nella relativa richiesta di intervento, in proporzione all attività lavorativa effettivamente sospesa e per il singolo ambito provinciale. Gli obblighi sono sospesi inoltre per la durata della procedura di mobilità disciplinata dagli artt. 4 e 24 L. 223/1991 e successive modificazioni, e, nel caso in cui la procedura si concluda con almeno cinque licenziamenti, per il periodo in cui permane il diritto di precedenza all assunzione previsto dall art. 8, comma 1, della stessa legge. Da ultimo va ricordato anche quanto disposto dall art. 18 D.L. 5/2012 (L. 35/2012), in base al quale, ai fini delle sospensioni degli obblighi occupazionali per le imprese interessate da interventi di integrazione salariale, le relative comunicazioni in tutti i casi in cui il datore di lavoro abbia unità produttive ubicate in più province sono effettuate direttamente al Ministero del lavoro(in questo senso anche Min. lav., circ , n. 2); 8) il Ministero del lavoro (risposta a interpello , n. 10) ha precisato che, anche se la normativa fa riferimento alla sola Cassa integrazione guadagni straordinaria, si deve ritenere che la sospensione degli obblighi occupazionali di cui alla L. 68/ stante la ratio della normativa in questione - trovi applicazione anche nei casi di attivazione della Cassa integrazione straordinaria in deroga (esclusa invece la CIGO in deroga). A tal fine, le aziende che siano già in possesso del provvedimento che autorizza la CIGS in deroga potranno beneficiare della sospensione dell obbligo di assunzione effettuando apposita comunicazione; quelle invece che siano ancora in attesa del provvedimento potranno presentare domanda per ottenere la sospensione temporanea per un periodo pari a tre mesi (si ricorda che tale domanda è rinnovabile una sola volta), purché nei limiti temporali connessi alla durata del piano di risanamento aziendale. 2.2 Prospetto informativo In base a quanto previsto dal comma 6 dell art. 9 L. 68/1999, i datori soggetti alle norme in materia di collocamento dei disabili devono inviare in via telematica agli uffici competenti un prospetto informativo dal quale risultino il numero complessivo dei lavoratori dipendenti, il numero e i nominativi dei lavoratori computabili nella quota di riserva di cui all articolo 3, nonché i posti di lavoro e le mansioni disponibili per i lavoratori di cui all articolo 1. Il prospetto rappresenta una sorta di fotografia dell organico aziendale al 31 dicembre dell anno precedente e deve essere inviato solamente nel caso in cui si siano verificati, nell organico aziendale, cambiamenti tali da modificare gli obblighi di assunzione o da incidere sul calcolo della quota di riserva. Infatti, ad avviso del Ministero del lavoro (circ. 2/2010), i datori di lavoro che, rispetto all ultimo prospetto annuale inviato, non hanno subito cambiamenti nella situazione occupazionale tali da modificare l obbligo o da incidere sul computo della quota di riserva, non sono tenuti all invio del prospetto informativo... (così anche Min. lav., circ. n. 66 del ).

19 12 Capitolo 2 - Computo dei lavoratori disabili 2.3 Soggetti beneficiari In base all art. 1 L. 68/1999, le norme in questione riguardano: 1) gli invalidi civili, ossia le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e i portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell invalidità civile. La riduzione della capacità lavorativa deve essere accertata in conformità alla tabella indicativa delle percentuali di invalidità per minorazioni e malattie invalidanti approvata, ai sensi dell art. 2 D.Lgs , n. 509, dal Ministero della sanità sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dall Organizzazione mondiale della sanità; 2) gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità derivante dall attività lavorativa superiore al 33%, accertata dall INAIL; 3) le persone non vedenti o sordomute, di cui alla L , n. 382, e successive modificazioni, e alla L , n. 381, e successive modificazioni; 4) le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all ottava categoria di cui alle tabelle annesse al D.P.R , n. 915 e successive modificazioni; 5) i soggetti divenuti invalidi in costanza di rapporto di lavoro nel settore privato, a causa di infortunio sul lavoro o malattia purché: 1) sia stato dichiarato inabile a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto; 2) tale inabilità non sia stata causata da inadempimento imputabile al datore di lavoro; 3) la riduzione della capacità lavorativa sia almeno pari al 60%; 6) gli appartenenti alle cd. categorie protette: a) orfani, coniugi superstiti e soggetti equiparati di soggetti deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio ovvero in conseguenza dell aggravarsi dell invalidità riportata per tali cause; b) coniugi e figli di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro; c) profughi italiani rimpatriati a cui sia stato riconosciuto tale status; d) centralinisti telefonici non vedenti, massaggiatori e massofisioterapisti non vedenti, terapisti della riabilitazione non vedenti, insegnanti non vedenti; e) vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, loro coniugi e figli superstiti, fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti dei soggetti deceduti o resi permanentemente invalidi. Tutte le tipologie di soggetti sopra elencate fanno parte della cd. quota di riserva, ossia del numero di soggetti tutelati che il datore di lavoro deve obbligatoriamente impiegare in ragione della consistenza del proprio organico. 2.4 Calcolo dell organico aziendale La norma su quali lavoratori debbano essere computati nell organico aziendale al fine di stabilire il numero dei soggetti disabili da assumere è costituita dal comma 1 dell art. 4 L. 68/1999, nel testo vigente dopo le sostanziali modifiche apportate dapprima da parte dell art. 4, comma 27, lett. a), L , n. 92 e poco dopo con l art. 46-bis D.L , n. 83, così come modificato dall allegato alla legge di conversione , n. 134, con decorrenza dal Stante il principio generale, in base al quale agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere, sono computati di norma tra i dipendenti tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, la norma prevede poi una serie di figure che viceversa non devono essere incluse nel computo dell organico. Allo stato attuale della

20 Capitolo 2 - Computo dei lavoratori disabili 13 disciplina, nella determinazione dell organico aziendale dal computo devono essere esclusi (19) i seguenti dipendenti: 1) lavoratori assunti ai sensi della stessa L. 68/1999, per espressa previsione del comma 1 dell art. 4; 2) lavoratori assunti con contratto a tempo determinato di durata non superiore a 6 mesi (comma 1, art. 4, L. 68/1999). Poiché la norma si riferisce, in maniera generica, ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, si deve ritenere che l esclusione dal computo riguardi sia gli assunti ai sensi del D.Lgs. 368/2001, sia i lavoratori collocati in mobilità ai sensi del comma 2 dell art. 8 L , n Per i datori di lavoro che svolgono attività stagionale, sono esclusi dalla base di computo per la determinazione della quota di riserva i lavoratori che abbiano prestato attività lavorativa, nell arco dell anno solare, anche se non continuativamente, per un periodo complessivo calcolato sulla base delle corrispondenti giornate lavorative (Ministero del lavoro, circolare , n. 4); 3) soci di cooperative di produzione e lavoro (art. 4, comma 1, L. 68/1999); 4) dirigenti, anch essi per espressa previsione del comma 1 dell art. 4, L. 68/1999; 5) lavoratori assunti con contratto a tempo parziale, per la quota di orario effettivamente svolto (art. 4, comma 2, L. 68/1999), con arrotondamento all unità superiore delle eventuali frazioni superiori al 50%; 6) lavoratori assunti con contratto di inserimento; 7) lavoratori assunti con contratto di apprendistato (art. 7, comma 3, D.Lgs , n. 167); 8) lavoratori disabili dipendenti occupati a domicilio o con modalità di telelavoro, ai quali l imprenditore affida una quantità di lavoro atta a procurare loro una prestazione continuativa corrispondente all orario normale di lavoro applicato in azienda; 9) lavoratori impiegati con contratto di somministrazione presso l utilizzatore, a tempo determinato o indeterminato. Ai sensi dell art. 22, comma 5, D.Lgs , n. 276, infatti, in caso di contratto di somministrazione, il prestatore di lavoro non è computato nell organico dell utilizzatore ai fini dell applicazione di normative di legge o di contratto collettivo, fatta eccezione per quelle relative alla materia dell igiene e della sicurezza sul lavoro ; 10) tirocinanti e stagisti, nei cui confronti non si instaura un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato (in questo senso si veda l art. 1 D.M , n. 142); 11) i soggetti impegnati in lavori socialmente utili assunti ai sensi dell art. 7 D.Lgs , n. 81(Ministero del lavoro, circolare , n. 2); 12) lavoratori assunti per attività lavorativa da svolgersi esclusivamente all estero, per la durata di tale attività (art. 4, comma 1, L. 68/1999). 13) in base ai principi generali espressi dalla giurisprudenza (v. Cass , n. 6165, pur se con riferimento al tema della tutela contro i licenziamenti), i lavoratori assunti in sostituzione di altri dipendenti assenti aventi diritto alla conservazione del posto di lavoro, a prescindere dalla causa dell assenza: malattia, maternità, aspettativa, permessi e così via; 14) lavoratori che siano divenuti inabili nel corso del rapporto di lavoro a causa di infortunio o malattia, a condizione che: a) sia accertata con visita medica la riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%; b) tale riduzione non sia dovuta a inadempimento da parte del datore (accertato in sede giudiziale) delle norme in materia di igiene e sicurezza del lavoro; 15) lavoratori che si sono invalidati successivamente all assunzione per infortunio sul lavoro o malattia professionale... qualora abbiano acquisito un grado di invalidità superiore al 33% (art. 3, comma 4, D.P.R , n. 333), e sempre a condizione che il datore di lavoro non venga ritenuto responsabile dell accaduto; 16) lavoratori riconosciuti disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro e assunti al di fuori delle procedure del collocamento obbligatorio (Ministero del lavoro, circolare , n. 2). Nella circolare 10 luglio 2001, n. 66, il Ministero aveva precisato quanto segue:... si ritiene che, in analogia con la disciplina di cui all articolo 4, comma 4, della legge n. 68 (che poggia continua

Circolare N. 11 del 22 Gennaio 2015

Circolare N. 11 del 22 Gennaio 2015 Circolare N. 11 del 22 Gennaio 2015 Assunzioni obbligatorie e categorie protette - quando sono costretto ad assumere? Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che il Ministero del Lavoro,

Dettagli

PROSPETTO INFORMATIVO DEL PERSONALE IN SERVIZIO (ART.9 L.12/3/99 N.68 D.M. 22 NOVEMBRE 1999) QUADRO1

PROSPETTO INFORMATIVO DEL PERSONALE IN SERVIZIO (ART.9 L.12/3/99 N.68 D.M. 22 NOVEMBRE 1999) QUADRO1 PROSPETTO INFORMATIVO DEL PERSONALE IN SERVIZIO (ART.9 L.12/3/99 N.68 D.M. 22 NOVEMBRE 1999) QUADRO1 AL SERVIZIO PROVINCIALE DI FORLI P.ZZA G. B. MORGAGNI N. 9 DENOMINAZIONE DEL DATORE DI LAVORO PUBBLICO/PRIVATO:...

Dettagli

Legge 12 marzo 1999, n. 68

Legge 12 marzo 1999, n. 68 Progetto Servizi innovativi per l incontro tra domanda e offerta di lavoro 2 PON Governance e Azioni di Sistema - Obiettivo Convergenza 2007-2013 (FSE) Legge 12 marzo 1999, n. 68 Norme per il diritto al

Dettagli

NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO

NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO La nuova legge n. 68 del 12/03/1999 Norme per il diritto al lavoro dei disabili risponde alla necessità di creare maggiori ed innovative opportunità per un collocamento

Dettagli

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO In ambienti di lavoro che occupano più di 15 dipendenti, i datori di lavoro sono obbligati ad assumere un numero di dipendenti appartenenti alle categorie protette in base al

Dettagli

L art. 1 del Decreto Legislativo n. 181 del 2000 definisce lo stato di disoccupazione come la condizione del soggetto:

L art. 1 del Decreto Legislativo n. 181 del 2000 definisce lo stato di disoccupazione come la condizione del soggetto: INCENTIVI DONNE E OVER 50: REQUISITI E PROCEDURE OPERATIVE INPS Stante l abrogazione del contratto di inserimento lavorativo, a partire dal 1 gennaio 2013 non è più possibile stipulare questo contratto

Dettagli

L ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015

L ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015 L ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015 di 1 Con il comma 118 e ss. della Legge di Stabilità 2015 2, al fine di promuovere forme di occupazione stabile, viene introdotto

Dettagli

COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) Regolamento per l assunzione dei disabili ai sensi della legge n. 68/1999 e D.P.R. n.

COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) Regolamento per l assunzione dei disabili ai sensi della legge n. 68/1999 e D.P.R. n. COMUNE DI FIUMICINO (Provincia di Roma) Regolamento per l assunzione dei disabili ai sensi della legge n. 68/1999 e D.P.R. n. 333/2000 Approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. 68 del 27 febbraio

Dettagli

Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici

Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici Lavoro & Previdenza La circolare su temi previdenziali e giurislavoristici N. 95 12.05.2014 Disabili: chiarimenti sulla base di computo I contratti a termine di durata pari a 6 mesi non sono computabili

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi

Le Circolari della Fondazione Studi ANNO 2014 CIRCOLARE NUMERO 10 Le Circolari della Fondazione Studi n. 10 del 30.04.2014 PROSPETTO INFORMATIVO DISABILI: BASE DI COMPUTO A decorrere dal 18 luglio 2012, la Riforma del lavoro ha stabilito

Dettagli

INFORMATIVA LEGGE 68/99

INFORMATIVA LEGGE 68/99 INFORMATIVA LEGGE 68/99 OBBLIGHI PER LE AZIENDE Con il sistema del collocamento obbligatorio viene imposto alle imprese sia pubbliche che private, di determinate dimensioni, l'obbligo di assumere una percentuale

Dettagli

5B -5C - 5D - 5F - 5G

5B -5C - 5D - 5F - 5G Cod Dal Al 5A CODICI 5 IMPRESA ARTIGIANA CON FAMILIARI COADIUTORI E/O SOCI. Il numero di tali lavoratori, iscritti nella Gestione speciale artigiani, deve essere inserito nel campo del mod. DM72 o del

Dettagli

IL COLLOCAMENTO MIRATO DEI LAVORATORI DISABILI DOPO LA RIFORMA FORNERO.

IL COLLOCAMENTO MIRATO DEI LAVORATORI DISABILI DOPO LA RIFORMA FORNERO. IL COLLOCAMENTO MIRATO DEI LAVORATORI DISABILI DOPO LA RIFORMA FORNERO. Debhorah Di Rosa Anche quest anno è stato prorogato il termine per l invio, esclusivamente telematico, del prospetto informativo

Dettagli

PRINCIPALI STRUMENTI PREVISTI DALLA LEGGE PER GESTIRE UNA CRISI AZIENDALE

PRINCIPALI STRUMENTI PREVISTI DALLA LEGGE PER GESTIRE UNA CRISI AZIENDALE la Cassa integrazione guadagni straordinaria; la Cassa integrazione guadagni in deroga; le procedure di licenziamento collettivo con indennità di mobilità - oppure ASPI. Breve premessa: A ) Aziende che

Dettagli

PROVINCIA DI PORDENONE Servizio Politiche del Lavoro

PROVINCIA DI PORDENONE Servizio Politiche del Lavoro PROVINCIA DI PORDENONE Servizio Politiche del Lavoro IL COLLOCAMENTO DISABILI ex lege 68/1999 Parlare di COLLOCAMENTO MIRATO non significa che non vi sia più obbligo da parte dei datori di lavoro di assumere

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.2 del 13.03.2013. Legge n. 68/1999, le novità dopo le recenti riforme

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.2 del 13.03.2013. Legge n. 68/1999, le novità dopo le recenti riforme Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.2 del 13.03.2013 Legge n. 68/1999, le novità dopo le recenti riforme Nel corso dell ultimo periodo la materia del collocamento obbligatorio ha

Dettagli

Confprofessionilavoro pubblica una tabella con gli incentivi - attualmente in vigore - in materia di assunzione.

Confprofessionilavoro pubblica una tabella con gli incentivi - attualmente in vigore - in materia di assunzione. Confprofessionilavoro pubblica una tabella con gli incentivi - attualmente in vigore - in materia di assunzione. INCENTIVO DESTINATARI Giovani (l.99/2013) L incentivo è pari: -ad 1/3 della retribuzione

Dettagli

Circolare Informativa n 30/2013. Collocamento obbligatorio e Riforma del lavoro

Circolare Informativa n 30/2013. Collocamento obbligatorio e Riforma del lavoro Circolare Informativa n 30/2013 Collocamento obbligatorio e Riforma del lavoro e-mail: info@cafassoefigli.it - www.cafassoefigli.it Pagina 1 di 5 INDICE Premessa pag.3 1) Collocamento disabili e disciplina

Dettagli

Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali.

Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali. Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali Roma, 05/11/2014 Circolare n. 137 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili

Dettagli

INPS Apprendistato: chiarimenti sui profili contributivi

INPS Apprendistato: chiarimenti sui profili contributivi n 43 del 16 novembre 2012 circolare n 695 del 15 novembre 2012 referente GRANDI/af INPS Apprendistato: chiarimenti sui profili contributivi L INPS, con circolare n.128 del 2 novembre 2012 (allegata alla

Dettagli

Piacenza, 2 febbraio 2015 Alle Cooperative in indirizzo. Oggetto: Incentivi alle assunzioni 2015: Circolare INPS n. 17 del 29 gennaio 2015

Piacenza, 2 febbraio 2015 Alle Cooperative in indirizzo. Oggetto: Incentivi alle assunzioni 2015: Circolare INPS n. 17 del 29 gennaio 2015 SERVIZIO SINDACALE Piacenza, 2 febbraio 2015 Alle Cooperative in indirizzo Prot. n. 20 Oggetto: Incentivi alle assunzioni 2015: Circolare INPS n. 17 del 29 gennaio 2015 Con la circolare in oggetto, l INPS

Dettagli

LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI

LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI LA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI Nel corso del rapporto lavorativo può accadere che il datore di lavoro si trovi impossibilitato, soprattutto per oggettivi motivi economici e di mancanza di lavoro, a ricevere

Dettagli

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO GLI INCENTIVI PER L OCCUPAZIONE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA

WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO GLI INCENTIVI PER L OCCUPAZIONE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA WWW.SARDEGNAIMPRESA.EU GUIDA DI APPROFONDIMENTO GLI INCENTIVI PER L OCCUPAZIONE A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1 SOMMARIO PREMESSA... 3 INCENTIVI PER I LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI ORDINARIA

Dettagli

Proroghe a termini in scadenza per il Ministero del lavoro

Proroghe a termini in scadenza per il Ministero del lavoro N. 157 del 13.04.2011 La Memory A cura di Roberto Camera Funzionario della DPL Modena (1) Proroghe a termini in scadenza per il Ministero del lavoro Il Governo, al fine di sostenere il reddito delle famiglie

Dettagli

I RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO DOPO LE ULTIME MODIFICHE NORMATIVE (aggiornata a luglio 2015)

I RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO DOPO LE ULTIME MODIFICHE NORMATIVE (aggiornata a luglio 2015) I RAPPORTI DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO DOPO LE ULTIME MODIFICHE NORMATIVE (aggiornata a luglio 2015) La legge n. 78/2014, di conversione del D.L. 34/14, ha apportato le ultime modifiche al D.Lgs 368/2001,

Dettagli

Esonero contributivo triennale. Nuova Assicurazione Sociale per l Impiego - NASPI

Esonero contributivo triennale. Nuova Assicurazione Sociale per l Impiego - NASPI Esonero contributivo triennale Nuova Assicurazione Sociale per l Impiego - NASPI API Torino 5 marzo 2015 Beniamino Gallo Esonero triennale per le assunzioni a tempo indeterminato Il legislatore si è posto

Dettagli

Prospetto disabili: novità e modalità di presentazione dopo le modifiche delle manovre estive

Prospetto disabili: novità e modalità di presentazione dopo le modifiche delle manovre estive Prospetto disabili: novità e modalità di presentazione dopo le modifiche delle manovre estive La Direzione Generale per le Politiche dei Servizi per il Lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche

Dettagli

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali INTERPELLO N. 65/2009 Roma, 31 luglio 2009 Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali DIREZIONE GENERALE PER L ATTIVITÀ ISPETTIVA Al Consiglio Nazionale dell Ordine dei Consulenti del

Dettagli

Esonero contributivo triennale assunti a tempo indeterminato

Esonero contributivo triennale assunti a tempo indeterminato OBIETTIVO: Al fine di promuovere forme di occupazione stabile Incentivo all occupazione DESTINATARI: Datori di lavoro privati e, sub condicione, agricoli. imprenditori, non imprenditori (Associazioni,

Dettagli

Direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro

Direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro Direzione generale per le Politiche attive e passive del lavoro Prot. 40/26120 del 25/07/2013 Agli indirizzi in allegato OGGETTO: Applicazione delle agevolazioni contributive e assicurative riconoscibili

Dettagli

JOBS ACT: IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI: CAMPO DI APPLICAZIONE.

JOBS ACT: IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI: CAMPO DI APPLICAZIONE. DIPARTIMENTO DIRITTO DEL LAVORO APRILE 2015 JOBS ACT: IL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A TUTELE CRESCENTI: CAMPO DI APPLICAZIONE. Il 20 febbraio u.s. il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva

Dettagli

ASSUNZIONI AGEVOLATE 2015: sgravi contributivi per chi assume a tempo indeterminato (Legge n. 190 del 23.12.2014)

ASSUNZIONI AGEVOLATE 2015: sgravi contributivi per chi assume a tempo indeterminato (Legge n. 190 del 23.12.2014) CIRCOLARE INFORMATIVA N. 2 FEBBRAIO 2015 ASSUNZIONI AGEVOLATE 2015: sgravi contributivi per chi assume a tempo indeterminato (Legge n. 190 del 23.12.2014) Gentile Cliente, con la presente desideriamo informarla

Dettagli

Ivrea, 15 aprile 2014

Ivrea, 15 aprile 2014 Ivrea, 15 aprile 2014 Il Decreto Legge 34/2014 ha apportato alcune importanti modifiche alla legge 368/2001: Eliminazione della causalità. Introduzione del tetto massimo all utilizzo del contratto a termine.

Dettagli

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Scheda tecnica

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Scheda tecnica Apprendistato di alta formazione e ricerca Scheda tecnica L apprendistato di alta formazione e ricerca è un contratto di lavoro a tempo indeterminato, finalizzato alla formazione e all occupazione dei

Dettagli

La nuova disciplina del contratto a termine e del contratto di apprendistato

La nuova disciplina del contratto a termine e del contratto di apprendistato Focus on...jobs Act: : il primo passo La nuova disciplina del contratto a termine e del contratto di apprendistato dott. Elisa Eracli Consulente del Lavoro Studio Integra Commercialisti Avvocati Consulenti

Dettagli

Circolare N.57 del 16 Aprile 2014

Circolare N.57 del 16 Aprile 2014 Circolare N.57 del 16 Aprile 2014 Contratti a termine e assunzioni agevolate per sostituzione maternità. Rimane la causale. Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che con il DL n. 34 del

Dettagli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali INTERPELLO N. 24/2010 Roma, 9 giugno 2010 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali DIREZIONE GENERALE PER L ATTIVITÀ ISPETTIVA Alla CONFAPI Via della Colonna Antonina n. 52 00186 Roma Prot. 25/I/0010267

Dettagli

INTRODUZIONE. Il Prospetto Informativo Aziendale

INTRODUZIONE. Il Prospetto Informativo Aziendale INTRODUZIONE Il Prospetto Informativo Aziendale La disciplina sul diritto al lavoro dei disabili, legge 12 marzo 1999, n. 68, recante Norme per il diritto al lavoro dei disabili, prevede che tutti i datori

Dettagli

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO. dott.ssa S. Lombardi

COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO. dott.ssa S. Lombardi COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO dott.ssa S. Lombardi COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO NORMATIVA: L. n 68 del 12 marzo 1999 recante il titolo Norme per il diritto al lavoro dei disabili ; entrata in vigore il 18 gennaio

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO LE COOPERATIVE I SOCI LAVORATORI. Torino 18 novembre 2014. Luisella Fontanella

CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO LE COOPERATIVE I SOCI LAVORATORI. Torino 18 novembre 2014. Luisella Fontanella CORSO DI FORMAZIONE ED AGGIORNAMENTO LE COOPERATIVE I SOCI LAVORATORI Torino 18 novembre 2014 Luisella Fontanella Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino Il socio lavoratore l

Dettagli

Incentivi alle assunzioni

Incentivi alle assunzioni Incentivi alle assunzioni Principali incentivi alle assunzioni Esonero contributivo Legge Stabilità 2015 Bonus Garanzia Giovani Incentivo donne e over 50 Incentivo iscritti liste mobilità indennizzata

Dettagli

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO INDAGINE TRIMESTRALE SUI POSTI DI LAVORO VACANTI E LE ORE LAVORATE

GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO INDAGINE TRIMESTRALE SUI POSTI DI LAVORO VACANTI E LE ORE LAVORATE GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO INDAGINE TRIMESTRALE SUI POSTI DI LAVORO VACANTI E LE ORE LAVORATE Il questionario deve essere compilato con i dati relativi all intera impresa indicata nella Sezione

Dettagli

MESSAGGIO INPS n. 016771 del 16/10/2012

MESSAGGIO INPS n. 016771 del 16/10/2012 MESSAGGIO INPS n. 016771 del 16/10/2012 Oggetto: Indennità di mobilità ordinaria per i lavoratori del Gruppo Alitalia spa art. 1-bis del D.L. 5 ottobre 2004, n. 249 convertito, con modificazioni, dalla

Dettagli

Circolare N.124 del 21 settembre. Banca dati per l occupazione dei giovani genitori. Via agli incentivi per le imprese che assumono

Circolare N.124 del 21 settembre. Banca dati per l occupazione dei giovani genitori. Via agli incentivi per le imprese che assumono Circolare N.124 del 21 settembre Banca dati per l occupazione dei giovani genitori. Via agli incentivi per le imprese che assumono Banca dati per l occupazione dei giovani genitori: via agli incentivi

Dettagli

[CIRCOLARE MENSILE ] PICCOLA MOBILITA. [Dicembre 2013] (INPS, Messaggio n. 18639 del 18.11.2013)

[CIRCOLARE MENSILE ] PICCOLA MOBILITA. [Dicembre 2013] (INPS, Messaggio n. 18639 del 18.11.2013) [CIRCOLARE MENSILE ] [Dicembre 2013] PICCOLA MOBILITA (INPS, Messaggio n. 18639 del 18.11.2013) Ad integrazione delle indicazioni già fornite con la circolare n. 150 del 25 ottobre 2013 (vedasi precedente

Dettagli

Studio Brigliadoro. [CIRCOLARE MENSILE ] [Dicembre 2013]

Studio Brigliadoro. [CIRCOLARE MENSILE ] [Dicembre 2013] A tutti i clienti in indirizzo [CIRCOLARE MENSILE ] [Dicembre 2013] PICCOLA MOBILITA (INPS, Messaggio n. 18639 del 18.11.2013) Ad integrazione delle indicazioni già fornite con la circolare n. 150 del

Dettagli

Gli aspetti di maggiore rilievo di tale normativa, ai fini della presente circolare, possono essere così riepilogati:

Gli aspetti di maggiore rilievo di tale normativa, ai fini della presente circolare, possono essere così riepilogati: DIREZIONE GENERALE AI DIRIGENTI GENERALI COMPARTIMENTALI istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell amministrazione pubblica CIRCOLARE N. 66 DEL 10 DICEMBRE 2004 AI DIRETTORI DEGLI UFFICI PROVINCIALI

Dettagli

TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE

TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE E il momento di scegliere A cura della Struttura di Comparto Scuola non statale DESTINARE IL TFR COS E IL TFR? Il trattamento di fine rapporto (anche conosciuto come liquidazione

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013

CIRCOLARE N. 34/E. Roma, 21 novembre 2013 CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Normativa Roma, 21 novembre 2013 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi erogati da amministrazioni pubbliche - Criteri generali per la definizione

Dettagli

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Guida informativa

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Guida informativa Apprendistato di alta formazione e ricerca Guida informativa Cos è l apprendistato di alta formazione e di ricerca Il contratto di apprendistato per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria

Dettagli

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa

TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa TITOLO X Tempo parziale (Part Time) Premessa Le parti, nel ritenere che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere mezzo idoneo ad agevolare l incontro fra domanda e offerta di lavoro, ne confermano

Dettagli

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Guida informativa

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Guida informativa Apprendistato di alta formazione e ricerca Guida informativa Cos è l apprendistato di alta formazione e di ricerca Il contratto di apprendistato per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria

Dettagli

DECRETO «LAVORO» (D.L. 34/2014) NOVITÀ della LEGGE di CONVERSIONE (L. 78/2014)

DECRETO «LAVORO» (D.L. 34/2014) NOVITÀ della LEGGE di CONVERSIONE (L. 78/2014) Via Riboli, 15 16145 Genova 010 587323 www.studiodapelo.it DECRETO «LAVORO» (D.L. 34/2014) NOVITÀ della LEGGE di CONVERSIONE (L. 78/2014) 1. Contratto di lavoro a tempo determinato 2. Somministrazione

Dettagli

L INDENNITA DI MOBILITA. Patronato INCA 1 05/02/09

L INDENNITA DI MOBILITA. Patronato INCA 1 05/02/09 L INDENNITA DI MOBILITA Patronato INCA 1 AMBITO DI APPLICAZIONE I lavoratori licenziati da imprese, con più di 15 dipendenti nel semestre precedente l avvio della procedura di mobilità, che rientrano nel

Dettagli

Circolare n. 32. del 10 ottobre 2013

Circolare n. 32. del 10 ottobre 2013 Circolare n. 32 del 10 ottobre 2013 Responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i debiti retributivi e contributivi - Novità del DL 28.6.2013 n. 76 conv. L. 9.8.2013 n. 99

Dettagli

Circolare n. 100 del 2 settembre 2014. Fondo di solidarietà residuale. Definizione ambito di applicazione e chiarimenti.

Circolare n. 100 del 2 settembre 2014. Fondo di solidarietà residuale. Definizione ambito di applicazione e chiarimenti. Direzione Centrale Entrate Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici Roma, 12-11-2014 Messaggio n. 8673 Allegati n.1 OGGETTO: Circolare n. 100 del 2 settembre 2014. Fondo di solidarietà residuale.

Dettagli

Esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato nel 2015

Esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato nel 2015 STUDIO DUCOLI - BRENO (BS) DOTTORI COMMERCIALISTI REVISORI LEGALI DEI CONTI Dott.Giacomo Ducoli Via Aldo Moro n.5-25043 Breno (Bs) - Telefono 0364/21265-320487 - Fax 0364320487 Internet Email: infostudio@studioducoli.it

Dettagli

1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione.

1. Il licenziamento collettivo prima della modifica dell art.24 della L.223/91: nozione e ambito di applicazione. DOTT. SABRINA PAGANI - PARTNER AVV. ROBERTO RESPINTI - PARTNER Milano, 4 Dicembre 2014 Licenziamenti collettivi e Dirigenti: novità in vigore dal 25.11.2014. (Legge 30 Ottobre 2014 n. 161 che estende l

Dettagli

Camera dei Deputati 185 Commissioni in sede legislativa 17

Camera dei Deputati 185 Commissioni in sede legislativa 17 Camera dei Deputati 185 Commissioni in sede legislativa 17 2. I disabili che abbiano conseguito le idoneità nei concorsi pubblici possono essere assunti, ai fini dell adempimento dell obbligo di cui all

Dettagli

Sommario. Sgravio totale per apprendisti 3

Sommario. Sgravio totale per apprendisti 3 Sommario Sgravio totale per apprendisti 3 Dichiarazione «de minimis» 4 Cosa fare quando si assume un nuovo apprendista 6 Cosa fare per gli apprendisti già assunti nel 2012 7 Come compilare la dichiarazione

Dettagli

DOCUMENTO INFORMATIVO

DOCUMENTO INFORMATIVO DOCUMENTO INFORMATIVO 1. IL CONTRATTO DI APPRENDISTATO IN ITALIA L'apprendistato ha assunto in Italia un ruolo centrale nelle politiche occupazionali e nel quadro degli interventi formativi, rappresentando

Dettagli

Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro

Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro www.bollettinoadapt.it, 11 gennaio 2013 Interpelli in sintesi: lavoratori svantaggiati, fondi di solidarietà bilaterale, successione somministrazione e contratto a termine, contributo addizionale Inps

Dettagli

SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO

SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO ARTT. 30 40 D.LGS 81/2015 IL CONTRATTO DI È IL CONTRATTO, A TEMPO INDETERMINATO O DETERMINATO, CON IL QUALE UN AGENZIA DI AUTORIZZATA METTE A DISPOSIZIONE DI UN UTILIZZATORE UNO O PIÙ LAVORATORI SUOI DIPENDENTI,

Dettagli

Collocamento obbligatorio delle persone con disabilità. Raccolta di leggi, decreti e circolari

Collocamento obbligatorio delle persone con disabilità. Raccolta di leggi, decreti e circolari Collocamento obbligatorio delle persone con disabilità Raccolta di leggi, decreti e circolari 1 Questa pubblicazione è stata realizzata dall ATI CK Associati, Istituto Pilota e Consorzio I.S.F.I.Ma. nell

Dettagli

L.R. 18/2005, art. 37, c. 2, lett. b) B.U.R. 27/7/2011, n. 30

L.R. 18/2005, art. 37, c. 2, lett. b) B.U.R. 27/7/2011, n. 30 L.R. 18/2005, art. 37, c. 2, lett. b) B.U.R. 27/7/2011, n. 30 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 13 luglio 2011, n. 0163/Pres. Regolamento recante criteri e modalità per la concessione di incentivi all

Dettagli

COME CAMBIA IL DIRITTO DEL LAVORO

COME CAMBIA IL DIRITTO DEL LAVORO COME CAMBIA IL DIRITTO DEL LAVORO DALLA LEGGE FORNERO ALLE TUTELE CRESCENTI Redatto da Ufficio Legale Dopo la Riforma del Lavoro del Governo Monti (elaborata dal Ministro Fornero) e le successive modifiche

Dettagli

CONVENZIONE DI TIROCINIO DI FORMAZIONE E ORIENTAMENTO. Premesso che

CONVENZIONE DI TIROCINIO DI FORMAZIONE E ORIENTAMENTO. Premesso che Allegato n. 3 CONVENZIONE DI TIROCINIO DI FORMAZIONE E ORIENTAMENTO ai sensi dell art. 4 bis della legge provinciale 16 giugno 1983, n. 19 Premesso che - la Provincia autonoma di Trento, per favorire le

Dettagli

Studio Campasso Associati Corso Marconi 38, 10125 Torino Telefono 0116698083 Fax 0116698132 e-mail

Studio Campasso Associati Corso Marconi 38, 10125 Torino Telefono 0116698083 Fax 0116698132 e-mail Studio Campasso Associati Corso Marconi 38, 10125 Torino Telefono 0116698083 Fax 0116698132 e-mail info@studiocampasso.it www.studiocampasso.it Informativa n. 5 del 12 gennaio 2010 Legge Finanziaria 2010

Dettagli

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali CIRCOLARE N. 36/2013 Roma, 6 settembre 2013 Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione generale per l Attività Ispettiva Prot. 37/0015563 Agli indirizzi in allegato Oggetto: art. 31 del D.L.

Dettagli

ALESSIO BERTAGNIN & ASSOCIATI s.a.s. Società tra Professionisti

ALESSIO BERTAGNIN & ASSOCIATI s.a.s. Società tra Professionisti Padova, 3 febbraio 2015 Circolare n 6/2015 Alla Spett.le Clientela IMPORTANTE!!! Oggetto: Esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato nel 2015. Gentili Clienti, la

Dettagli

Direzione Centrale Pensioni Direzione Centrale Previdenza (Gestione Dipendenti Pubblici) Coordinamento Generale Medico Legale.

Direzione Centrale Pensioni Direzione Centrale Previdenza (Gestione Dipendenti Pubblici) Coordinamento Generale Medico Legale. Direzione Centrale Pensioni Direzione Centrale Previdenza (Gestione Dipendenti Pubblici) Coordinamento Generale Medico Legale Roma, 03/10/2013 Circolare n. 140 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili

Dettagli

Direzione Centrale Entrate. Roma, 18/02/2013

Direzione Centrale Entrate. Roma, 18/02/2013 Direzione Centrale Entrate Roma, 18/02/2013 Circolare n. 28 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

PRESTAZIONI LAVORATIVE CON ASSOCIAZIONI E SOCIETA SPORTIVE DILETTANTISTICHE

PRESTAZIONI LAVORATIVE CON ASSOCIAZIONI E SOCIETA SPORTIVE DILETTANTISTICHE PRESTAZIONI LAVORATIVE CON ASSOCIAZIONI E SOCIETA SPORTIVE DILETTANTISTICHE Malgrado che nel linguaggio comune accade sovente che l associazione viene identificata con la società e viceversa, con un uso

Dettagli

Disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni (DLgs 81/2015)

Disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni (DLgs 81/2015) Disciplina organica dei contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni (DLgs 81/2015) Nonostante l'enfasi "riformatrice" adottata in sede di presentazione, in questo decreto vengono

Dettagli

Consulenza del Lavoro Sede Legale: Via San Francesco, 3 00030 Bellegra (Rm) Partita Iva 09759431001 Codice Fiscale: MRS VLR 81R21 H501J

Consulenza del Lavoro Sede Legale: Via San Francesco, 3 00030 Bellegra (Rm) Partita Iva 09759431001 Codice Fiscale: MRS VLR 81R21 H501J A tutti i clienti in indirizzo [CIRCOLARE MENSILE ] [Gennaio 2009] MANOVRA ANTICRISI (Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185) Facendo seguito alla nostra circolare dello scorso mese di dicembre riteniamo

Dettagli

OGGETTO: Contributi dovuti dalle aziende agricole per gli operai a tempo determinato e a tempo indeterminato per l anno 2007.

OGGETTO: Contributi dovuti dalle aziende agricole per gli operai a tempo determinato e a tempo indeterminato per l anno 2007. Presidio Unificato Previdenza Agricola Roma, 6 Marzo 2007 Circolare n. 52 Allegati 1 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Direttori delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami

Dettagli

01 CONCETTI BASE. Infatti, il concetto di trasferta comporta la sussistenza di due requisiti:

01 CONCETTI BASE. Infatti, il concetto di trasferta comporta la sussistenza di due requisiti: 1.1 TRASFERTA O MISSIONE 01 CONCETTI BASE Si intende per trasferta lo spostamento provvisorio e temporaneo del lavoratore in una sede diversa da quella da cui gerarchicamente e funzionalmente dipende,

Dettagli

INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI In Pillole

INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI In Pillole INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI In Pillole Clicca sull incentivo di tuo interesse: Giovani 18-29 anni; Apprendistato; Fruitori di ASPI; Lavoratori disoccupati o sospesi da almeno 24 mesi; Donne e over 50; Ricercatori

Dettagli

Decreto Legislativo n. 151/2015

Decreto Legislativo n. 151/2015 Decreto Legislativo n. 151/2015 DISPOSIZIONI DI RAZIONALIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE E DEGLI ADEMPIMENTI A CARICO DI CITTADINI E IMPRESE E ALTRE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAPPORTO DI LAVORO

Dettagli

Circolare N. 103 del 14 Luglio 2015

Circolare N. 103 del 14 Luglio 2015 Circolare N. 103 del 14 Luglio 2015 Da ASPI a NASPI: come cambiano contributi e incentivi per il datore di lavoro? Gentile cliente con la presente intendiamo informarla che l INPS, con il messaggio n.

Dettagli

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Guida informativa

Apprendistato di alta formazione e ricerca. Guida informativa Apprendistato di alta formazione e ricerca Guida informativa Cos è l apprendistato di alta formazione e di ricerca Il contratto di apprendistato per il conseguimento di un diploma di istruzione secondaria

Dettagli

Legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) - Principali novità in materia di lavoro e previdenza

Legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) - Principali novità in materia di lavoro e previdenza CIRCOLARE Febbraio 2014 Legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) - Principali novità in materia di lavoro e previdenza Gentili clienti! Con la presente circolare vorremmo portarla a conoscenza delle

Dettagli

L'esonero contributivo triennale per l'assunzione. a tempo indeterminato;

L'esonero contributivo triennale per l'assunzione. a tempo indeterminato; MAP L'esonero contributivo triennale per l'assunzione A cura di Luca Furfaro Consulente del lavoro in Torino Analizzeremo l esonero contributivo triennale per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate

Dettagli

ALCUNE RIFLESSIONI SULLA CIRCOLARE N. 51/E DEL 28 NOVEMBRE 2011 DELL AGENZIA DELLE ENTRATE

ALCUNE RIFLESSIONI SULLA CIRCOLARE N. 51/E DEL 28 NOVEMBRE 2011 DELL AGENZIA DELLE ENTRATE ALCUNE RIFLESSIONI SULLA CIRCOLARE N. 51/E DEL 28 NOVEMBRE 2011 DELL AGENZIA DELLE ENTRATE E di pochi giorni fa la circolare n. 51/E emessa dall Agenzia delle Entrate, con la quale si chiariscono i requisiti

Dettagli

ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE NUOVE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO EFFETTUATE NEL 2015. Raggruppamento Schio-Thiene 11 febbraio 2015

ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE NUOVE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO EFFETTUATE NEL 2015. Raggruppamento Schio-Thiene 11 febbraio 2015 ESONERO CONTRIBUTIVO PER LE NUOVE ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO EFFETTUATE NEL 2015 Raggruppamento Schio-Thiene 11 febbraio 2015 LE FONTI NORMATIVE ED AMMINISTRATIVE Legge 23 dicembre 2014 n.190 (Legge

Dettagli

Scopo della presente nota è quello di individuare le principali novità introdotte.

Scopo della presente nota è quello di individuare le principali novità introdotte. Nota informativa Negri-Clementi Studio Legale Associato Milano, 20 settembre 2013 LE NOVITÀ INTRODOTTE DAL DECRETO LAVORO Il D.L. 28 giugno 2013 n. 76 (c.d. Decreto lavoro ) recante Primi interventi urgenti

Dettagli

Gli Approfondimenti della Fondazione Studi

Gli Approfondimenti della Fondazione Studi ANNO 2015 Gli Approfondimenti della Fondazione Studi Approfondimento del 04.06.2015 ESONERO CONTRIBUTIVO E CUMULABILITÀ CON IL PROGRAMMA GARANZIA GIOVANI La Legge di Stabilità, per l anno 2015, ha introdotto,

Dettagli

ESONERO CONTRIBUTIVO 2016. A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Città Metropolitana di Torino 1 gennaio 2016

ESONERO CONTRIBUTIVO 2016. A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Città Metropolitana di Torino 1 gennaio 2016 ESONERO CONTRIBUTIVO 2016 A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Città Metropolitana di Torino 1 gennaio 2016 INTRODUZIONE Il Servizio Coordinamento Centri per l'impiego pubblica

Dettagli

Il collocamento obbligatorio

Il collocamento obbligatorio Vantaggi, convenzioni, obblighi e procedure Il collocamento obbligatorio Il collocamento obbligatorio ha come disposizione cardine la L.68 del 12 marzo 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale serie generale

Dettagli

Le scritture contabili per la rilevazione del TFR al 31 dicembre 2007

Le scritture contabili per la rilevazione del TFR al 31 dicembre 2007 ACERBI & ASSOCIATI CONSULENZA TRIBUTARIA, AZIENDALE, SOCIETARIA E LEGALE NAZIONALE E INTERNAZIONALE CIRCOLARE N. 12 17 MARZO 2008 Le scritture contabili per la rilevazione del TFR al 31 dicembre 2007 Copyright

Dettagli

SINTESI DELLE PRINCIPALI NOVITA INTRODOTTE DALLA LEGGE 92/2012 LA RIFORMA DEL LAVORO

SINTESI DELLE PRINCIPALI NOVITA INTRODOTTE DALLA LEGGE 92/2012 LA RIFORMA DEL LAVORO SINTESI DELLE PRINCIPALI NOVITA INTRODOTTE DALLA LEGGE 92/2012 LA RIFORMA DEL LAVORO IN VIGORE DAL 18 LUGLIO 2012 1 MERCATO DEL LAVORO L articolo 1 della riforma del mercato del lavoro si fonda principalmente

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

SCHEDA N. 3 3.B APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE

SCHEDA N. 3 3.B APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE SCHEDA N. 3 CONTRATTO DI APPRENDISTATO D. Lgs. 167/2011, aggiornato alla L. 92/2012 (riforma Fornero), alla L. 99/2013 di conversione del D.L. 76/2013 e alla L. 78/2014 di conversione del D.L. 34/2014

Dettagli

Incentivi all occupazione

Incentivi all occupazione Incentivi all occupazione a cura di Michelino De Carlo [*] Organizzato dalla Consigliera Regionale di Parità del Friuli-Venezia Giulia, si è tenuto a Udine il 7 aprile 2014 un seminario formativo dal titolo

Dettagli

NORMATIVA PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI

NORMATIVA PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI Provincia della Spezia Medaglia d Oro al Valor Militare PROVINCIA DELLA SPEZIA Settore Politiche del Lavoro e della Formazione Professionale NORMATIVA PER IL DIRITTO AL LAVORO DEI DISABILI La Legge n.

Dettagli

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA LICENZIAMENTO COLLETTIVO E PROCEDURA DI MOBILITA Uno degli aspetti più problematici connessi alla crisi dell impresa riguarda la gestione dei rapporti di lavoro. L imprenditore in crisi dispone di diversi

Dettagli

Legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) - Principali novità in materia di lavoro e previdenza

Legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) - Principali novità in materia di lavoro e previdenza Informativa - ONB Legge di stabilità 2014 (L. 27.12.2013 n. 147) - Principali novità in materia di lavoro e previdenza INDICE 1 Premessa... 2 2 Sintesi delle principali novità in materia di lavoro e previdenza...

Dettagli

TRIENNALE PER NEOASSUNTI A

TRIENNALE PER NEOASSUNTI A ESONERO CONTRIBUTIVO TRIENNALE PER NEOASSUNTI A TEMPO INDETERMINATO NEL 2015 (legge di stabilità 2015 Circ. Inps 17/2015) DEFINIZIONE - Incentivo all occupazione per i contratti indeterminati - Non costituisce

Dettagli

1) Piccola mobilità: dall INPS nuovi chiarimenti sugli incentivi per l assunzione

1) Piccola mobilità: dall INPS nuovi chiarimenti sugli incentivi per l assunzione Notizie Lavoro Flash SOMMARIO 1) Piccola mobilità: dall INPS nuovi chiarimenti sugli incentivi per l assunzione L INPS, con la circolare n. 150 del 25 ottobre 2013, torna su un tema delicato quale le agevolazioni

Dettagli

L INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE CON DISABILITA IN ITALIA Premessa

L INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE CON DISABILITA IN ITALIA Premessa L INSERIMENTO LAVORATIVO DELLE PERSONE CON DISABILITA IN ITALIA Premessa Promuovere l occupazione delle persone disabili significa accrescere il benessere socio-economico dell intera collettività. Su questo

Dettagli