IL DECRETO INTERNAZIONALIZZAZIONE (D. Lgs. n. 147/2015)

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1 IL DECRETO INTERNAZIONALIZZAZIONE (D. Lgs. n. 147/2015) a cura del dott. Umberto Zagarese 5 maggio

2 Introduzione Il decreto legislativo n. 147/2015 su internazionalizzazione e crescita delle imprese è un provvedimento che mira a rendere più certe le regole tributarie per le imprese che esercitano un attività internazionale. L obiettivo prioritario è quello di aumentare la competitività delle imprese italiane. 2

3 1. Le operazioni straordinarie transfrontaliere Le operazioni transfrontaliere vengono disciplinate: dal punto di vista civilistico, dal D. Lgs. 108/2008, che ha recepito la direttiva comunitaria n. 2005/56/CE, relativa alle fusioni transfrontaliere delle società di capitali; dalla Direttiva Comunitaria 2009/133/Ce, riguardante il regime fiscale comune da applicare alle fusioni, alle scissioni, alle scissioni parziali,aiconferimentid attivoedagliscambid azioniconcernenti società di Stati membri diversi e al trasferimento della sede sociale di una SE e di una SCE tra Stati membri fiscalmente, dagli articoli da 178 a 181 del Tuir. Si tratta di fusioni, scissioni, conferimenti aziendali, anche riguardanti stabili organizzazioni in Italia, e scambi di partecipazioni, relativi a soggetti UE, ma appartenenti a Stati differenti. 3

4 1. Regime di sospensione d imposta per le operazioni straordinarie transfrontaliere L art. 11 del DLgs. 147/2015 estende il regime di sospensione d imposta previsto dall art. 166 co. 2 quater deltuirincasodi trasferimento della residenza in Stati dell Unione europea o dello Spazio economico europeo appartenenti alla white list, alle seguenti fattispecie: ai trasferimenti che avvengono a seguito di fusioni, scissioni o conferimenti, comprese le operazioni verso Stati aderenti all Accordo sullo Spazio economico europeo; ai trasferimenti, effettuati da un impresa non residente, di una parte o della totalità degli attivi collegati ad una stabile organizzazione italiana, aventi ad oggetto un azienda o un ramo d azienda, verso altro Stato appartenente all Unione Europea ovvero aderente allo Spazio economico europeo. 4

5 1. Regime di sospensione d imposta per le operazioni straordinarie transfrontaliere Il decreto internazionalizzazione ha introdotto la sospensione del prelievo (tax deferral) nel caso in cui i beni non confluiscano in una stabile organizzazione nazionale, anche nei trasferimenti di residenza derivanti dalle fusioni, scissioni e conferimenti aziendali transfrontalieri parificandoli ai trasferimenti in base all articolo 166, comma 2 quater del Tuir. 5

6 2. CFC novità La disciplina delle CFC è rivolta ai soggetti residenti che detengono direttamente o indirettamente, anche tramite società fiduciarie o per interposta persona, il controllo di un impresa, di una società o di altro ente, residente o localizzato in Stati o territori con regime fiscale privilegiato. Fino al 2015 Dal 2016 Nell individuazione di un paese con regime fiscale privilegiato, si fa riferimento all elenco degli stati «black list» che erano individuati con appositi decreti (DM 21 novembre 2001 modif. da DM 30 marzo 2015). Si considerano privilegiati i regimi fiscali, anche speciali, ove il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50% di quello applicabile in Italia. 6

7 2. Revisione delle Black list L art. 10 del DLgs. 147/2015 abroga l art. 168 bis del TUIR (mai oggetto di attuazione), con il conseguente venir meno della previsione di due white list volte ad individuare rispettivamente: gli Stati o territori che consentono un adeguato scambio di informazioni (co. 1); gli Stati o territori che, allo stesso tempo, consentono un adeguato scambio di informazioni e abbiano un livello di tassazione non sensibilmente inferiore a quello applicato in Italia (co. 2). Le suddette liste, mai emanate, erano finalizzate a sostituire le c.d. black list vigenti e recanti l elenco dei Paesi a fiscalità privilegiata. 7

8 2. CFC novità Fino al 2014 Dal 2015 Interpello obbligatorio Interpello facoltativo (la prova può essere fornita in sede di controllo) Nessuna indicazione separata delle partecipazioni nel modello UNICO Determinazione del reddito della CFC in base alle norme del TUIR Regime CFC anche per le società estere collegate Indicazione separata nel modello UNICO delle partecipazioni (fatti salvi i casi nei quali viene presentato l interpello) Determinazione del reddito della CFC in base alle norme del reddito d impresa Regime CFC solo per le società estere controllate (apposito regime transitorio per le collegate) Introduzione di un contraddittorio anticipato in caso di contestazione di maggiori redditi derivanti dall applicazione del regime CFC Introduzione di criteri semplificati di determinazione del «tax rate» effettivo ai fini della verifica del presupposto di applicazione della disciplina CFC ai soggetti esteri non black list. 8

9 2. CFC Obbligo di contraddittorio «anticipato» Una delle novità consiste nel fatto che, prima di procedere all emissione dell avviso di accertamento d imposta o di maggiore imposta per l applicazione dell art. 167 del TUIR, l Amministrazione finanziaria deve notificare un apposito avviso, con il quale viene concessa al contribuente la possibilità di fornire, nel termine di 90 giorni, le prove per la disapplicazione delle disposizioni CFC. Nel corso di tale contraddittorio, il contribuente/controllante può fornire la dimostrazione delle esimenti dall applicazione del regime di cui ai co. 5 (per le controllate black list) e8 ter (per le controllate non black list) dell art. 167 del TUIR. 9

10 3. Branch exemption L articolo 14 del DLgs 147/2015 introduce per le imprese residenti la possibilità di escludere da tassazione in Italia i redditi prodotti all estero tramite stabili organizzazioni. L opzione deve riguardare tutte le stabili organizzazioni estere ed è irrevocabile (c.d. all in all out ). L esenzione del reddito delle branch estere non si applica nei casi in cui la stabile organizzazione sia in un Paese black e/o white list, con prevalenza di passive income (dividendi e altri proventi connessi alla detenzione o all investimento in partecipazioni, crediti e altre attività finanziarie, royalties, prestazioni infragruppo) e con un livello di tassazione inferiore al 50% di quello italiano, ed in entrambe le fattispecie prive delle esimenti richieste dalla disciplina CFC (articolo 167, comma 5, lettere a) o b) del TUIR). 10

11 3. Branch exemption esempio Reddito prodotto in Italia: 0 Reddito prodotto all estero dalla stabile organizzazione = euro Imposta pagata all estero (16,5%) = OPZIONE REGIME ORDINARIO BRANCH EXEMPTION Imponibile (Italia) = IRES lorda x 27,5% = IRES netta = Totale imposta (Italia + estero) =

12 4. Accordi con il Fisco rivisitazione della disciplina del ruling internazionale Attraverso l inserimento del nuovo articolo 31 ter nel DPR 600/1973, si è reso sistematico l istituto del ruling di standard internazionale. Si tratta di una procedura che si realizza in contraddittorio con l Amministrazione finanziaria, fino a raggiungere un accordo su operazioni a carattere transnazionale di particolare complessità. Alle imprese con attività internazionale viene offerta la possibilità di stipulare accordi preventivi con l Amministrazione finanziaria, da un lato attraverso un ampliamento, rispetto al passato, delle materie oggetto di accordo e, dall altro, grazie a nuove regole di durata e vigenza degli accordi sottoscritti. 12

13 4. Accordi con il Fisco rivisitazione della disciplina del ruling internazionale Il precedente ruling poteva avere ad oggetto i prezzi di trasferimento, gli interessi, i dividendi e le royalties. Gli accordi preventivi sono applicabili, a seguito delle modifiche normative, anche in questi ambiti: disciplina dei prezzi infragruppo (Transfer Price); valori in entrata/uscita per trasferimento della residenza; utili/perdite alle stabili organizzazioni; erogazione/percezione di componenti reddituali a/da soggetti non residenti; valutazione del possesso dei requisiti configuranti la stabile organizzazione. I nuovi accordi preventivi risultano validi sino al quarto periodo di imposta successivo a quello di sottoscrizione. 13

14 5. Costi black list L articolo 5 del Decreto Internazionalizzazione ha modificato la disciplina riguardante la deducibilità dei costi derivanti da operazioni intercorse con soggetti residenti ovvero localizzati in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati; da una presunzione di indeducibilità del costo, salva la dimostrazione di una delle due circostanze esimenti previste dalla norma, si passa alla deducibilità nei limiti del valore normale, determinato ai sensi dell articolo 9, del Tuir, senza alcuna necessità di dimostrare l esistenza di almeno una delle predette esimenti. 14

15 5. I costi black list FINO AL 2014 DAL 2015 Indeducibilità, salvo la dimostrazione: dello svolgimento, da parte della società estera, di un effettiva attività industriale o commerciale; dell effettivo interesse economico dell operazione e della sua concreta esecuzione Obbligo di indicazione separata dei costi nel modello UNICO Deducibilità sempre garantita nel limite del valore normale. Per i costi che eccedono il valore normale, necessaria la dimostrazione dell effettivo interesse economico dell operazione. Obbligo di indicazione separata dei costi nel modello UNICO. L indicazione separata dei costi in UNICO rimane un obbligo generalizzato (anche per i costi inferiori al valore normale). 15

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