Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO»

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1 Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO» ROMA SOCIETÀ EDITRICE DEL «FORO ITALIANO» 1969 (2014)

2 Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO» I. FORMULAZIONE DELLE MASSIME 1. - Preliminare è la integrale lettura della sentenza da preparare: svolgimento del processo (impropriamente chiamato fatto) e motivi della decisione (impropriamente chiamati diritto). Se trattasi di sentenza di merito, non va pretermessa la lettura delle conclusioni delle parti in materia civile e dei capi d'imputazione in materia penale; se trattasi di sentenza di Cassazione o di Consiglio di Stato, si debbono considerare i motivi dei ricorrenti come primo, ma non esclusivo, criterio di orientamento. Sol se questa delicata e complessa operazione viene condotta con paziente intelligenza e con spirito alieno da pericolosi apriorismi, la soluzione delle questioni di diritto, rilevanti per la decisione della controversia, può essere adeguatamente riassunta nella massima, senza incorrere in astratte enunciazioni ovvero in mere descrizioni dei casi concreti: due estremismi da evitare La massima deve essere formulata soltanto sulla questione di diritto che il giudice era direttamente chiamato a decidere e ha deciso e non anche sulle argomentazioni giuridiche da cui egli ha tratto il proprio convincimento, né sulle questioni, siano pure di diritto, preliminari o collaterali che abbia creduto opportuno esaminare, per esposizione storica o in tesi astratta, onde giungere alla decisione di quella che forma il vero oggetto della controversia. Quando la sentenza ha direttamente deciso più questioni di diritto diverse e distinte, che formano tutte oggetto della controversia, si deve formulare per ciascuna di esse una propria e distinta massima. Le massime sulle questioni di diritto debbono esprimere nel modo più chiaro e completo, ma conciso, la tesi giuridica che la sentenza ha accolto. Se per maggior chiarezza o per altra importante ragione si ritenga opportuno di dare notizia anche del caso concreto a cui la tesi generica è stata applicata, si può far

3 seguire in frase parentetica l indicazione della fattispecie concreta di applicazione, introducendola con la formula: nella specie. Nelle sentenze poi in cui non viene enunciata una precisa tesi giuridica, che possa essere distaccata dal caso specifico e generalizzata, anche la massima deve essere formulata con attinenza al caso specifico. In ciascuna sentenza ad ogni massima deve seguire tra parentesi un numero in ordine progressivo, che serve a richiamare la nota di pari numero, corrispondente alla massima. Nella formulazione delle massime, occorre, per quanto è possibile, evitare di citare disposizioni di legge senza riassumerne il contenuto. II. SOMMARIO DELLE MASSIME (NERETTI) Il sommario di ogni massima è costituito dal sunto della massima stessa. La prima parola di esso deve indicare la materia a cui la massima si riferisce e per tale indicazione deve sempre adoperarsi la voce che è usata nel Repertorio per indicare la materia di cui si tratta (particolarmente utile può essere, per la esatta individuazione delle voci, riferentisi a materie trattate nei codici e nelle leggi speciali, l'indice per articoli fisso, che correda il Repertorio; non del pari consigliabile è l utilizzazione dell'indice per articoli variabile). Seguono poi altre parole o espressioni separate fra loro da lineette che valgano a costituire il sunto della massima. Anche per esse vanno preferibilmente adoperate le parole usate al riguardo nel Repertorio. Dette espressioni debbono assumere, finché è possibile, forme di sostantivi a- stratti (con le necessarie specificazioni) anziché forme verbali (es. ammissibilità anziché: è ammissibile); non debbono essere citati articoli di legge nel neretto vero e proprio. In fondo a ciascun sommario debbono essere indicati gli articoli di legge a cui la massima si riferisce. In tali indicazioni la Costituzione e i trattati dell Unione hanno la precedenza sui codici, i quali, a loro volta, hanno precedenza rispetto alle leggi, se queste vi sono; se le leggi sono più, vengono indicate in ordine cronologico partendo dalla più remota per giungere alla più recente. Le leggi debbono essere indicate con il tipo (leggi; decreti legislativi; decreti legge; regi decreti; leggi regionali, ecc.), la data di pubblicazione e il numero relativo e il

4 titolo. Gli articoli dei codici e delle leggi debbono essere indicati in ordine progressivo ascendente, anche se il contenuto della massima suggerirebbe un ordine diverso. Se la stessa legge è riportata in più sommari, relativi alla medesima sentenza, il titolo della legge va riportato solo nel primo sommario. III. NOTE ALLE SENTENZE A) NORME GENERALI Di regola, ogni massima deve avere una propria nota portante il numero della massima a cui si riferisce. Ciò è strettamente necessario, quando le massime riguardano materie diverse, e anche quando, pur riferendosi a una stessa materia, sono fra loro nettamente distinte e separate. Quando però più massime sono dipendenti e conseguenziali l'una dall'altra o fra loro strettamente collegate, si può redigere per esse un'unica nota (portante i numeri raggruppati delle diverse massime), con i richiami di giurisprudenza e di dottrina che riguardino il complesso delle massime raggruppate e ove ne sia il caso con gli speciali riferimenti a ciascuna delle massime raggruppate. B) RICERCHE DI GIURISPRUDENZA E DI DOTTRINA Le ricerche debbono essere eseguite solo dopo aver formulato, in modo completo ed esatto, la massima cui si riferiscono: e ciò per evitare possibili equivoci e deviazioni nelle ricerche stesse (senza che il perfezionamento della ricerca possa portare alla modificazione della massima o del neretto). Tali ricerche debbono iniziarsi sui fascicoli dell'anno in corso, tanto del Foro Italiano, quanto del Massimario del Foro Italiano, nel quale, come è noto, sono riprodotte le massime dell'ufficio Massimario della Cassazione. Se il Repertorio dell'anno precedente non è ancora pubblicato, le ricerche relative a tale anno debbono esser svolte nei rispettivi volumi del Foro e del Massimario. Poi si proseguono nei Repertori, a cominciare dall'ultimo e procedendo indietro sino a che si trovi una sentenza pubblicata in un volume del Foro che abbia deciso direttamente la questione che forma oggetto della ricerca. Trovata tale sentenza, le

5 ricerche si arrestano e basta fare richiamo alla relativa nota per gli anteriori precedenti di giurisprudenza e di dottrina. Per il periodo posteriore alla pubblicazione dell'ultimo Repertorio, le ricerche di dottrina saranno altresì fatte direttamente sui periodici giudiziari, sia quelli generali, sia gli altri che più specialmente si occupano della materia a cui appartiene la questione per cui si fanno le ricerche. Data la frequente differenza strutturale tra massime Foro e massime dell'ufficio Massimario Cassazione, e dato che nel Repertorio sono riportate, in aggiunta a quelle delle sentenze pubblicate nel volume del Foro, le massime estratte a cura delle redazioni di altre Riviste, che non sempre seguono i criteri di estrazione che il Foro ritiene preferibili, è necessario risalire alla motivazione della sentenza, cui si riferisce la massima e, ove ciò non sia possibile per essere la sentenza inedita, far constatare la valutazione di conformità o di difformità che ha per termine da un lato la massima ufficiale, di cui non è stato possibile verificare l'aderenza alla motivazione, e dall'altro lato la motivazione della sentenza in preparazione e la massima, che se ne è estratta. Questo delicato lavoro di controllo, che va compiuto anche quando sentenze della Cassazione siano menzionate come conformi o difformi nella motivazione di quella in preparazione, impegna al massimo grado la responsabilità del ricercatore, il quale non deve dimenticare che gli orientamenti della giurisprudenza si ricostruiscono dalle sentenze e non dalle massime, cui deve riconoscersi soltanto il valore di espediente mnemonico o euristico che dir si voglia. A maggior ragione, tale direttiva di ricerca deve essere rispettata per le sentenze di merito: nel campo penale, stante la preminenza delle specifiche caratteristiche del caso concreto, assai più che nel campo civile. Se nel fare le ricerche si rinvengono sentenze che decisero questioni strettamente collegate con quella che forma oggetto della massima da annotarsi, esse vanno indicate in fondo alla nota. Si debbono però evitare riferimenti a sentenze su questioni, che, pure essendo attinenti, non siano direttamente collegate con quelle in esame. Se le questioni preliminari o collaterali esaminate in motivazione per esposizione storica o in tesi astratta (i c.d. obiter dicta) al fine di giungere al vero e proprio decisum, oggetto delle controversie e riassunto nelle massime, hanno ricevuto ampiezza e profondità di trattazione tali da farlo stimare necessario, esse dovranno essere enunciate nelle note dopo i richiami propri delle massime, ed a loro volta corredate, di seguito, dei rispettivi richiami, compiuti secondo i medesimi criteri indicati. Se facendo le ricerche al completo (e cioè sino alla entrata in vigore della dispo-

6 sizione di legge da cui è sorta la questione per la quale si fanno le ricerche o della disposizione che, pur essendo stata abrogata dalla successiva, abbia lo stesso contenuto di questa) non si trova alcun precedente, si deve dichiararlo. Anche in questo caso però, ed anzi con maggiore larghezza, vanno ricordate le sentenze che hanno deciso questioni che abbiano connessione, riferimento o analogia con quella senza precedenti. Sono in ogni caso da evitare i richiami generici o d'istituto. C) ORDINAMENTO FORMALE DELLE NOTE Ciascuna nota deve contenere, nel modo più completo, i richiami di giurisprudenza e di dottrina sulla questione a cui si riferisce. I richiami di giurisprudenza debbono precedere quelli di dottrina e i primi debbono essere separati dai secondi con un a capo. In ambedue i richiami debbono pure essere specificati e distinti quelli in senso favorevole o analogo alla sentenza annotata da quelli in senso contrario o difforme. Se vi sono sentenze o scritti di autori che facciano distinzioni, restrizioni, estensioni, ecc., sulla questione in esame, deve farsene speciale indicazione. Se fra le sentenze richiamate nella nota ve ne siano alcune invocate anche nel testo della sentenza annotata, deve farsi menzione di tale invocazione. Qualora debbano farsi richiami a questioni analoghe o connesse a quella in esame, essi debbono essere posti, sia per la giurisprudenza sia per la dottrina, in fondo alla nota. Il redattore deve astenersi dal formulare apprezzamenti personali e dall interpretare il contenuto della sentenza. Se ritiene di addivenire agli uni o procedere all'altra, deve dapprima redigere la nota nel modo che qui si è precisato e separati da * * * far poi seguire apprezzamenti ed interpretazione assumendone la responsabilità. Peraltro, a) non sono ammessi apprezzamenti personali su sentenze di merito, non ancora divenute definitive, b) né quale che sia il giudice, che ha pronunciato la sentenza sono ammessi apprezzamenti personali del collaboratore, che abbia, nella controversia, spiegato funzione di magistrato ovvero opera diretta o indiretta di difensore o di parerista. Il Foro non ospita difese camuffate né pareri, pro veritate o secundum veritatem, di chicchessia.

7 IV. REVISIONE DELLA SENTENZA DA PUBBLICARSI Il fatto o lo svolgimento del processo, esposti nella sentenza, debbono, di regola, essere pubblicati, tranne il caso in cui la conoscenza di esso, in tutto o in parte, non sia necessaria per ben comprendere e chiarire la motivazione di diritto. In tal caso è bene che il redattore, nel riconsegnare la sentenza preparata, avverta della opportunità di pubblicare, in tutto o in parte, il fatto della causa o lo svolgimento del processo. Anche nella motivazione di diritto debbono, di regola, eliminarsi, ma con grande prudenza, le parti della sentenza che non abbiano alcun riferimento con le massime formulate. È bene perciò che il redattore, riesaminando la sentenza dopo aver formulato le massime, e compiuto le relative ricerche, tenendo presente quanto è stato esposto, verifichi se sembri opportuna la eliminazione di qualche parte della sentenza stessa e, in caso affermativo, senza provvedervi direttamente, ne dia indicazione precisa nel riconsegnare la sentenza preparata. Se nel testo della sentenza sono richiamate decisioni giudiziarie, si deve, per ciascuna di esse, ricercare, per mezzo dei Repertori, se la decisione sia stata inserita in un volume del Foro o solo riassunta in un Repertorio, e, secondo il caso, apporre (fra parentesi), a fianco del richiamo fattone nel testo della sentenza da pubblicarsi, la indicazione completa del volume del Foro in cui la decisione richiamata sia stata pubblicata ovvero del Repertorio in cui sia stata riassunta.

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