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1 Un Progetto per la Coesione Sociale dare voce a chi non ne ha Nota riguardante la Prima Fase Finanziato tramite il Bando Volontariato

2 INTRODUZIONE Per la Consulta delle Organizzazioni del Volontariato di Ostiglia il Bando promosso nell autunno del 2008 dalla Fondazione CARIPLO 1, insieme ai CSV della Lombardia ed al Comitato di gestione del Fondo speciale per il Volontariato in Lombardia, costituisce un importante banco di prova. In effetti per la nostra giovanissima Associazione - siamo nati nel il tema da un lato è subito apparso di grande interesse, dall altro le modalità di attuazione (aggregazione in rete delle realtà locali, ecc.) costituiscono una sfida molto impegnativa, vista anche la scarsa esperienza per tali modi di operare presente sul nostro territorio e l elevato frazionamento delle organizzazioni di volontariato esistenti. Dopo una attenta valutazione sugli impegni che ne potevano derivare e sui benefici attesi, sia per il Volontariato nel suo complesso che per le aree sociali individuate dal predetto bando, è prevalsa in tutti i membri del Consiglio esecutivo della Consulta la determinazione ad accogliere la sfida. Senza ulteriori tentennamenti, il Consiglio si è impegnato, come richiesto dal bando stesso, nella progettazione di una serie di azioni concrete volte a promuovere la coesione sociale ed a contrastare le cause che generano fragilità, disagio e frammentazione. Oltre alla fase progettuale, contemporaneamente è partita la ricerca e la sensibilizzazione dei possibili partner e la diffusione dei temi del Bando e delle occasioni che questo offriva. A tale attività è conseguita una risposta di grande livello e, nei pochissimi mesi a disposizione, si è potuto aggregare un insieme di ben 17 tra Istituzioni, Enti e Associazioni. Numero che successivamente si è ulteriormente accresciuto. Entro i tempi prescritti, anche con l aiuto del CSVM, il Progetto è stato predisposto e presentato e la successiva positiva accoglienza del comitato di valutazione, che ha deciso il finanziamento del Progetto, è per noi motivo di orgoglio e di ulteriore forte impegno per la massima resa delle azioni da intraprendere. Ci è sembrato necessario dividere le azioni in due fasi. La prima prevede una indagine a livello scientifico nel territorio per individuare le cause di difficoltà per una corretta partecipazione alla vita sociale e, nel limite del possibile, le aree di intervento per alleviare gli ostacoli. Per tale ricerca abbiamo ottenuto l appoggio e la supervisione del prof. Maurizio Ambrosini del Dipartimento di Scienze Politiche dell Università di Milano che ha aderito prontamente e gratuitamente alla nostra proposta e la collaborazione del prof. Sergio Splendore, ricercatore presso lo stesso Istituto. La seconda fase, che si protrarrà fino al 31 agosto del 2010, partendo dalle evidenze individuate durante la ricerca iniziale, porrà in essere tutte le azioni possibili ripartendone la responsabilità sulle varie Associazioni partner del Progetto, in accordo con le Istituzioni che pure hanno risposto prontamente al nostro invito a collaborare. Anche la sensibilizzazione dell opinione pubblica rientra in modo altrettanto importante nei nostri obiettivi ed a questo dedicheremo ogni sforzo di informazione sul progredire dei lavori. Non mi resta che ringraziare quanti hanno fattivamente collaborato fin dall inizio per la riuscita dell iniziativa e che, ne sono certo, continueranno ad impegnarsi per il suo successo: in primo luogo il prof. Maurizio Ambrosini ed il prof. Sergio Splendore dell Università di Milano, le Istituzioni, gli Enti e le Organizzazioni di Volontariato, il CSVM con i suoi esperti che costituiscono riferimenti essenziali per molte questioni, i consiglieri della Consulta che con me collaborano intensamente nonché la giovane Giorgia Losi che all incarico di effettuare le interviste della prima fase ha risposto con impegno e capacità. 1 Il Bando Volontariato 2008 è reperibile sul sito 2

3 Prima di entrare nel vivo del lavoro svolto durante questa prima fase, ritengo utile svolgere una brevissima riflessione sul tema della COESIONE SOCIALE. Innanzitutto una premessa lessicale. Il termine coesione (derivante dal latino cohaesus, participio passato di cohaerere = essere unito, connesso) viene usato in fisica per definire quella forza che si esercita fra le molecole di un corpo, opponendosi alla loro separazione e determinando lo stato di aggregazione caratteristico del corpo stesso. Estensivamente ed in modo figurativo viene impiegato per definire la saldezza di un legame organizzativo o morale, la concordanza fra le parti di un tutto 2. L oggetto del nostro Progetto. Il termine coesione ha un posto di rilievo in sociologia dove l espressione coesione sociale identifica un campo che, soprattutto negli ultimi decenni, è diventato oggetto di studi e ricerche empiriche, utilizzato spesso con diverse angolature e molteplici accezioni. Secondo Ivo Colozzi 3 possono essere individuate due definizioni, a seconda del campo cui si rivolgono le osservazioni: nel livello micro (cioè nelle comunità locali) la coesione sociale si identifica con l intensità dei rapporti interpersonali e con la forza delle reti primarie e secondarie (famiglie, reti parentali) nonché con la solidità delle reti amicali, di vicinato e simili e con la diffusione delle reti associative: in pratica con la diffusione del Terzo settore. In tale accezione coesione sociale e capitale sociale acquistano significati analoghi ed entrambi indicano e misurano il livello di fiducia nelle reti familiari, di vicinato, associative ed il senso di appartenenza alla stessa collettività. nel livello macro (cioè a livello della società nazionale o trans-nazionale) la coesione sociale è ciò che caratterizza le società in cui vengono messe in atto politiche pubbliche finalizzate a garantire pari opportunità e a prevenire fenomeni di esclusione sociale. In questa definizione, la coesione sociale coincide fondamentalmente col modello di welfare state e si sostanzia nei diritti che lo Stato riconosce ed aiuta a realizzare. Oggi la coesione sociale è un valore in grave crisi. Nel suo rapporto annuale sulla situazione del Paese uscito a fine 2007, il Censis, descrivendo la situazione della società italiana 4, ha usato espressioni dure: al termine poltiglia di massa si può ( ) sostituire il termine più impressivo di mucillaggine, quasi un insieme inconcludente di elementi individuali e di ritagli personali tenuti insieme da un sociale di bassa lega, e senza alcuna funzione di coesione da parte delle istituzioni ( ). La frammentazione progressiva di tutte le forme di coesione e appartenenza collettiva ha creato una molecolarità ( ) che sta creando dei coriandoli i quali stanno insieme (meglio sarebbe dire accanto?) per pura inerzia. Come dunque affrontare il nostro Progetto? Date le premesse, si potrebbe arrivare alla triste conclusione che il compito è troppo grande per le risorse disponibili e che, nella situazione attuale di disgregazione politica, sociale, dei sistemi di informazione e della morale in cui versa la nostra Italia, è velleitario tentare passi di contrasto alla deriva ormai imperante e di recupero verso situazioni che noi più anziani conosciamo per esperienza vissuta. A tale approccio pessimistico occorre però reagire con forza: se anche non siamo in grado di influire sensibilmente sui grandi sistemi e quindi sulla coesione sociale della nazione o su quella specifica del campo politico o di quello economico, possiamo però rivolgerci alla società civile ed operare con impegno nel nostro contesto sociale per inoculare quel lievito capace di trasformare quella poltiglia informe di cui parlava il Censis in una pasta amalgamata, in una società vivibile, supportata da principi, dove le persone (tutte le persone) vengano riconosciute come tali e godano di pari opportunità e possano in ogni caso soddisfare i propri bisogni primari Cfr. la voce coesione in Dizionario di italiano L Enciclopedia Biblioteca di Repubblica (vol. 21). I. Colozzi (a cura): La coesione sociale: che cos è e come si misura, pag. 6 F. Angeli Ed. Milano, Riportato da I. Colozzi, op. cit., pag. 5. 3

4 Dobbiamo tener conto che ogni azione, anche se circoscritta nel tempo e nelle possibilità operative, che sia diretta a ricostituire la coesione può innescare cicli virtuosi, tali da svegliare altre risorse e rimettere in moto una società verso tale sistema. Almeno due sono i campi certamente a nostra portata: la famiglia con i legami che la rendono unita e le difficoltà che ne minano la coesione e la società civile con il sentimento di tolleranza e l impegno di sussidiarietà (partecipazione associativa). Alle istituzioni dobbiamo chiedere 5 di creare il terreno favorevole con politiche sociali che si pongano l obiettivo prioritario di un incremento della partecipazione associativa della cittadinanza e della solidarietà familiare, senza scaricare le responsabilità pubbliche sulla società civile o sulle famiglie, ma promuovendo e accrescendo le capacità di autonomia culturale e organizzativa di questi due sotto-sistemi sociali in un ottica di welfare societario. Io credo che la risposta che voi tutti avete dato prontamente all invito di partecipare in rete a questo progetto, costituisca un punto di partenza di grande rilievo e possa diventare, opportunamente divulgata e con azioni di formazione adeguate, il metodo principe per cercare, anche in futuro, soluzioni ai problemi piccoli e grandi che ci accompagneranno sempre. Nella consapevolezza, come scriveva l indimenticabile maestro, Giuseppe Lazzati 6, che una città, capace di realizzare il bene comune dei suoi cittadini, si darà nella misura in cui essi avranno coscienza che la via del dialogo è l unica che, sia pure attraverso le difficoltà che comporta e la pazienza che esige, assicura il raggiungimento del fine che le è proprio in quanto «città dell uomo». Non mi resta che ricordare gli obiettivi del bando 7 che sono stati all origine del nostro Progetto e che continueranno ad orientare le attività operative che stiamo per mettere in atto: Promuovere e rafforzare il volontariato e quindi l attitudine delle persone a farsi carico dei bisogni della comunità locale e partecipare attivamente e responsabilmente alle attività e alle organizzazioni che affrontano tali bisogni; Ridurre le fragilità delle comunità locali potenziando il sistema delle relazioni tra gli abitanti; Rafforzare iniziative a carattere aggregativo e animativo in ambito sociale, culturale e ambientale. A tutti gli amici che condividono questi scopi, alle Istituzioni che per tali scopi operano e che hanno deciso di aiutarci in questa strada, un sentito ringraziamento ed un augurio di sempre maggiore efficacia ed unità di intenti. Vittorio Movia Presidente della Consulta delle Organizzazioni di Volontariato - Ostiglia Cfr. Annapaola Camozzi Coesione sociale: definizioni e metodologie di misurazione a confronto in I. Colozzi op. cit. (pag.51). Cfr. Giuseppe Lazzati La città dell uomo, pag AVE Roma, Cfr. slides Guida alla rendicontazione del Bando volontariato 2008, pag

5 LE INTERVISTE DELLA PRIMA FASE Dopo la fase di individuazione e di contatti preliminari per l incarico ad una persona esperta e competente riguardo l indagine da effettuare sul territorio, si è arrivati alla disponibilità del prof. Maurizio Ambrosini, noto per il suo impegno negli studi riguardanti le minoranze etniche e su diversi aspetti del Volontariato e della sua utilità sociale e del suo collaboratore Sergio Splendore, ricercatore presso lo stesso Istituto. Anche l incarico per le interviste si è potuto assegnare senza problemi ad una giovane laureanda che ha ricevuto presso l Università di Milano le indicazioni necessarie per il lavoro. Dopo la pubblicazione dei risultati del bando (27 luglio 2009) si è iniziato subito a preordinare un agenda di interviste con operatori esperti nei vari campi riguardanti le aree deboli della nostra società. Complessivamente sono state effettuate tra il 2 ottobre e il 6 novembre ben 15 interviste, i cui testi sono stati registrati ed integralmente trascritti. L enorme massa di informazioni, considerazioni, attese e speranze che ne è emersa ha richiesto un grande lavoro di sintesi che ha consentito al prof. Splendore di trarre le considerazioni e le conclusioni che ci permettiamo di ritenere un patrimonio di elevato valore da offrire alle Istituzioni, al mondo del volontariato ed alla società civile del nostro paese. Ora tali indicazioni, insieme ai partner del Progetto, dovranno essere tradotte in linee operative che contribuiscano ad alleviare l emarginazione e l isolamento delle frange deboli presenti anche nella nostra comunità. Le interviste: Associazione P. G. Frassati Associazione L Arcobaleno Associazione Orizzonti Associazione ANFFAS Servizi alla Persona del Comune di Ostiglia Associazione Namaste Centro per anziani Luciana Leoni Servizio assistenza ginecologica ASL di Ostiglia Associazione Auser CPS Centro diurno di Ostiglia - Osp. C. Poma p. Andrei per la Comunità Romena Associazione El Amal Parrocchia di Ostiglia Ufficio del Piano di Zona Residenza protetta per anziani Fondazione G. Belfanti Al lavoro dell intervistatrice, incaricata anche della trascrizione del materiale raccolto tramite registrazione fonica, è seguito il complesso lavoro di analisi affidato al prof. Sergio Splendore, ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia politica presso l Università Statale di Milano, sotto la supervisione del prof. Maurizio Ambrosini, docente nella medesima Facoltà 8. L obiettivo di questa ricerca è stato duplice: da una parte fotografare il complesso delle iniziative e delle attività che vengono svolte in questo territorio e dall altra identificare quali aeree sono scoperte da questi interventi e quali attività potrebbero renderli più efficaci. 8 Il testo completo del Report predisposto dal prof. Sergio Splendore è rintracciabile sul sito della Consulta O.d.V. di Ostiglia: In tale sito saranno rintracciabili anche notizie sulle attività in fase di effettuazione. 5

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