LA PERCEZIONE DELLA PROFONDITA OVVERO LA RAPPRSENTAZIONE DELLO SPAZIO

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1 LA PERCEZIONE DELLA PROFONDITA OVVERO LA RAPPRSENTAZIONE DELLO SPAZIO LO SPAZIO È CREATO DALLE COSE. PUÒ ESSERE PERCEPITO DAI NOSTRI OCCHI SOLTANTO IN PRESENZA DELLA LUCE. E UN VUOTO CHE CONTIENE presenza di oggetti estensione degli oggetti lo spazio è dato dalla: loro reciproca posizione distanza (vuoto) che li separa Ma cosa succede quando lo spazio tridimensionale viene ridotto su una superficie bidimensionale? Si crea un illusione ottica che inganna il nostro sistema percettivo facendoci vedere la tridimensionalità. Gli elementi che portano il nostro sistema percettivo ad intuire la profondità si chiamano INDIZI DI PROFONDITA INDIZI DI PROFONDITA' LA SOVRAPPOSIZIONE LA GRANDEZZA RELATIVA I GRADIENTI PERCETTIVI DI TESSITURA CROMATICI CHIAROSCURALI LA COLLOCAZIONE L'OBLIQUITA' (DEFORMAZIONE PROSPETTICA) LE OMBRE Se utilizzati contemporaneamente l effetto tridimensionale aumenta. Tuttavia il contesto dell immagine può annullare l effetto 1

2 1 - SOVRAPPOSIZIONE 2 - GRANDEZZA RELATIVA Il nostro cervello sa che i corpi, in genere, sono opachi e quello che sta davanti copre quello che sta dietro (che quindi è più lontano da noi). Il cane sta davanti la donna che sta davanti all uomo. Anche la bambina è davanti all uomo, ma non possiamo dire altrettanto rispetto alla donna e al cane (anche se, come vedremo entrano in gioco altri indizi) Gli angeli di Cimabue stanno sicuramente uno dietro l altro. Altrettanto non è possibile dire per quelli di Duccio di Buoninsegna (anche se, come vedremo entrano in gioco altri indizi). Nel bassorilievo a lato tutto sembra più chiaro. Il nostro cervello, fortemente condizionato dalla visone prospettica del sistema visivo, sa per esperienza che le cose lontane, anche se più grandi, ci appaiono piccole, viceversa le cose vicine, anche se più piccole, ci appaiono grandi. Davanti ad una immagine bidimensionale non ci pensa troppo e automaticamente decide la lontananza e la vicinanza basandosi sulle dimensioni L impianto prospettico del contesto (come nell affresco di Masaccio) amplifica questo effetto, ma anche se mancano le linee di fuga (come nel dipinto di El Greco) l effetto si mantiene 2

3 3 I GRADIENTI PERCETTIVI 3.1) DI DENSITA O DI TESSITURA Consistono nel graduale infittirsi o diradarsi della texture (trama) delle cose. Le foglie in primo piano sono visibili fin quasi nella trama delle venature, gli alberi i campi e le colline in lontananza diventano macchie di colore La texture delle cose lontane si addensa e non è percepibile all occhio, mentre quella degli oggetti vicini si vede nel dettaglio. Lo capì per primo Leonardo da Vinci e inventò lo sfumato 3 - GRADIENTI PERCETTIVI 3.2) CROMATICI Consistono nel graduale aumento o diminuzione della intensità cromatica. I colori vicini sono netti e decisi, quelli lontani più sfumati e indefiniti. Possiamo quindi dire che i colori possiedono una loro determinata spazialità: i colori freddi (più tenui) tendono ad arretrare mentre quelli caldi (più vividi) tendono ad avanzare verso l osservatore. Fu la grande intuizione della pittura tonale veneta rinascimentale (il colorismo veneto) che si oppose al linearismo fiorentino ottenendo l effetto di profondità senza linee di fuga, ma solo con il colore. 3

4 3 - GRADIENTI PERCETTIVI 3.3) CHIAROSCURALI 4 - LA COLLOCAZIONE Consistono nel graduale aumento o diminuzione di intensità chiaroscurale (della luce). Gli oggetti vicini sono più luminosi di quelli lontani i toni chiari tendono quindi ad apparire spazialmente più vicini e quelli scuri più lontani. Dipende dal fenomeno dell irradiazione secondo il quale il colore più chiaro e luminoso tende ad espandersi oltre il limite della forma invadendo un po dello spazio circostante. NB la luminosità di un colore dipende dalla percentuale di bianco in esso presente ed è diverso dal tono (un rosso può essere quindi più luminoso di un giallo) La visione prospettica ci fa vedere le cose lontane collocate più in alto delle cose vicine (cono prospettico). Il nostro cervello legge quindi le cose poste nella parte superiore delle immagini come lontane e viceversa. Il campo di calcio è in primo piano; le bambine giocano oltre il campo di calcio e le case sono ancora più lontane. Ecco allora che anche nella Maestà di Duccio di Buoninsegna la posizione degli angeli indicano una certa spazialità che la sovrapposizione non indicava. 4

5 5 - L OBLIQUITA Il rettangolo è percepito come figura piana. Il trapezio e i due parallelogrammi sono in genere letti come rettangoli disposti prospetticamente nello spazio 6 - LE OMBRE La visione prospettica dispone le cose su linee oblique convergenti in un punto. Quindi se compaiono linee oblique in una immagine questa ci sembra disposta in profondità OMBRA PROPRIA quella che l oggetto proietta su se stesso (per esempio un cubo illuminato da destra proietta la prorpia ombra sulla faccia sinistra). Suggeriscono la tridimensionalità dell oggetto. OMBRA PORTATA quella che l oggetto proietta sull ambiente (sul pavimento, sulle pareti o su un altro oggetto). Contribuiscono a definire la posizione dell oggetto nello spazio. La prima palla sembra collocata più in dietro e più in basso della seconda Con le ombre portate si possono creare effetti strani, come nell immagine nella quale l equilibrista non è affatto sospesa nel vuoto. 5

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