In senato per un giorno Conversione in legge di un decreto-legge

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1 In senato per un giorno Conversione in legge di un decreto-legge

2 Come nasce una legge: Dalla presentazione all approvazione definitiva Presentazione L iter di una legge inizia con la presentazione, al Senato o alla Camera, di un progetto di legge; tale potere è attribuito dalla Costituzione a ogni singolo parlamentare, al governo, al popolo (con la firma di almeno cinquantamila elettori), a ciascuna regione e, su determinate materie, al Consiglio nazionale dell economia e del lavoro (CNEL). I progetti di legge, che al Senato si chiamano disegni di legge, devono avere un titolo e contenere una relazione e una parte normativa redatta in articoli. Assegnazione I disegni di legge vengono quindi assegnati a una delle 14 commissioni permanenti, ciascuna competente in una diversa materia. Commissioni speciali possono inoltre essere costituite, su decisione dell Assemblea, per l esame di particolari disegni di legge. All atto dell assegnazione, il Presidente stabilisce anche i modi in cui la commissione può esaminare il disegno di legge, vale a dire: in sede referente; in sede redigente; in sede deliberante. Un disegno di legge può anche essere affidato a una commissione perché esprima su di esso un parere; in questo caso la commissione opera in sede consultiva. Discussione e approvazione Se il disegno di legge è esaminato dalla commissione in sede referente, viene discusso, eventualmente modificato e approvato, per essere poi sottoposto in tutte le sue parti al dibattito e all approvazione dell Assemblea. Se la commissione opera invece in sede redigente, oltre a esaminare il disegno di legge, ne delibera anche i singoli articoli. In questo caso in assemblea si svolgeranno unicamente le dichiarazioni di voto e il voto finale. Se poi la commissione opera in sede deliberante, dopo l approvazione dei singoli articoli vota anche il disegno di legge nel suo complesso. In questo caso, dunque, non sarà necessario l esame del provvedimento in Assemblea. Se invece la commissione opera in sede consultiva, si limita a esprimere un parere sul disegno di legge, destinato alla commissione che esamina quel provvedimento nel merito. 2 Il percorso di una legge

3 Approvazione definitiva e pubblicazione Per diventare definitivo, il disegno di legge deve essere approvato dall altra Camera nello stesso testo: se l altro ramo del Parlamento introduce anche una sola piccola modifica, il progetto deve essere riesaminato dalla Camera che l ha approvata per prima. Questa è una di quelle conseguenze di quel bicameralismo perfetto, che caratterizza il nostro sistema parlamentare. La legge viene infine promulgata dal Presidente della Repubblica e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Governo Parlamento un parlamentare o un gruppo di parlamentari Popolo 50 mila elettori Consigli regionali CNEL Consiglio Nazionale dell Economia e del Lavoro Ritorna all altro ramo del Parlamento Se è modificato Disegno di legge È presentato a una delle due camere è assegnato alla commissione parlamentare competente è esaminato, eventualmente modificato È trasmesso all aula è esaminato, eventualmente modificato È trasmesso all altra camera è assegnato alla commissione parlamentare competente è esaminato, eventualmente modificato È trasmesso all aula è esaminato La legge è promulgata dal Presidente della Repubblica ed è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Se è approvato nel testo già approvato dalla camera che lo ha esaminato per prima Il percorso di una legge 3

4 Il disegno di legge: La conversione in legge dei decreti-legge L articolo 77 della Costituzione stabilisce che il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Tuttavia il Governo ha la facoltà di adottare, in casi straordinari di necessità e di urgenza e sotto la propria responsabilità, dei decreti provvisori aventi forza di legge, ma è tenuto a presentarli il giorno stesso alle Camere per la conversione. Le Camere poi, anche se sciolte, sono appositamente convocate per esaminare i disegni di legge di conversione di decreti-legge e devono riunirsi entro cinque giorni. L ultimo comma dell articolo 77, infine, prevede che i decreti-legge perdano efficacia sin dall inizio se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione, ma concede al contempo alle Camere il potere di regolare, con legge, i rapporti giuridici sorti sulla base di decreti non convertiti. Il disegno di legge discusso nelle sedute dell Assemblea del Senato n. 643, n. 645 e n. 647 rispettivamente dei giorni 22, 26 e 27 luglio 2004 è appunto un disegno di legge di conversione di un decerto-legge. Si tratta in particolare del decreto-legge n. 160 del 24 giugno 2004 recante proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali. 4 La scheda sul DDL di conversione

5 In Senato per un giorno: Simulazione di una seduta del Senato Discussione su un disegno di legge È qui riportato, a scopo di dimostrazione didattica, un adattamento - estremamente sintetico - dei resoconti delle sedute dell Assemblea del Senato n. 643, n.645 e n.647 rispettivamente dei giorni 22, 26 e 27 luglio Questo documento viene utilizzato nelle simulazioni di seduta, ideate per conoscere ai ragazzi, in modo semplice e partecipato, le modalità di approvazione delle leggi. Sigle dei gruppi parlamentari Alleanza Nazionale: AN Democratici di Sinistra-l Ulivo: DS-U Forza Italia: FI Lega Padana: LP Margherita-DL-l Ulivo: Mar-DL-U Per le Autonomie: Aut Unione Democristiana e di Centro: UDC Verdi-l Ulivo: Verdi-U Misto: Misto Misto-Comunisti italiani: Misto-Com Misto-Indipendente della Casa delle Libertà: Misto-Ind-CdL Misto-Lega per l Autonomia lombarda: Misto-LAL Misto-Libertà e giustizia per l Ulivo: Misto-LGU Misto-Movimento territorio lombardo: Misto-MTL Misto-MSI-Fiamma Tricolore: Misto-MSI-Fiamma Misto-Nuovo PSI: Misto-NPSI Misto-Partito repubblicano italiano: Misto-PRI Misto-Rifondazione Comunista: Misto-RC Misto-Socialisti democratici italiani-sdi: Misto-SDI Misto-Alleanza popolare-udeur: Misto-AP-Udeur 5

6 Discussione sul disegno di legge: (3040) CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL DECRETO-LEGGE 24 GIUGNO 2004, N. 160, recante proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali (Approvato dalla Camera dei deputati). PRESIDENTE: L ordine del giorno reca la discussione sul disegno di legge n. 3040, già approvato dalla Camera dei deputati. Ha facoltà di parlare il Presidente delle Commissioni riunite 3 a e 4 a, senatore Contestabile. CONTESTABILE (FI): Signor Presidente, sul merito, la questione è nota ed è già stata dibattuta in questa autorevolissima Aula. Non siamo una nazione belligerante, siamo in Iraq per una missione di pace. In tempi assai più brevi del previsto all Iraq verrà restituita piena sovranità. Di ciò siamo assai lieti. Invito, perciò, all espressione di un voto favorevole. Presentazione della questione pregiudiziale di costituzionalità ZANCAN (VERDI-U): Domando di parlare. ZANCAN (VERDI-U): Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la proroga della partecipazione italiana in Iraq siamo in presenza di una violazione manifesta e palese dei principi costituzionali. Per queste ragioni sollevo eccezione di costituzionalità del decreto-legge 24 giugno 2004, n. 160, per violazione parziale, sostanziale e integrale della Carta costituzionale. PRESIDENTE: Ricordo che sulla questione pregiudiziale può prendere la parola non più di un rappresentante per Gruppo per non più di dieci minuti. PELLICINI (AN): Domando di parlare. PELLICINI (AN): Signor Presidente, signori senatori, i nostri soldati sono là per fare case, ospedali, scuole, portare viveri alla popolazione, medicinali, assistere la Croce Rossa in questi compiti difficilissimi. Questa è una missione di pace, non di guerra, pertanto, non si pone il problema della costituzionalità. Conseguentemente, chiedo che la richiesta del senatore Zancan venga respinta. MARINO (Misto-Com): Domando di parlare. MARINO (Misto-Com): Signor Presidente, questa guerra era e resta illegittima e immorale. Perché ci sia un Mediterraneo di pace occorre che venga posta fine alla disastrosa tragedia dell Iraq, con un ruolo dell ONU che sia riconosciuto 6

7 e credibile da parte delle popolazioni interessate, che soffrono da tanti decenni. Noi non difendiamo certamente il regime dispotico di Saddam, ma se si dovessero scatenare guerre solamente per eliminare un dittatore, ce ne sarebbero da scatenare ancora un centinaio. Noi voteremo a favore della pregiudiziale di costituzionalità. PERUZZOTTI (LP): Domando di parlare. PERUZZOTTI (LP): Signor Presidente, anche la NATO ha deciso di elevare il profilo della propria presenza in Iraq e a questo coinvolgimento hanno dato il proprio consenso anche la Germania e la Francia. Ritengo, per questo, che le presunte questioni di costituzionalità, eccepite per impedire che il provvedimento sia approvato dal Parlamento, rappresentino soltanto un modo per creare marasma politico. Votazione della questione pregiudiziale di costituzionalità PRESIDENTE: Passiamo alla votazione della questione pregiudiziale di costituzionalità. Non è approvata. Discussione generale del disegno di legge n PRESIDENTE: Dichiaro aperta la discussione generale. È iscritto a parlare il senatore Nieddu. Ne ha facoltà. NIEDDU (DS-U): Signor Presidente, la nostra posizione potrà essere rivista solo a condizione di un impegno diverso in Iraq, di un rilancio della dimensione umanitaria e di un ruolo determinante delle Nazioni Unite, per garantire una sicurezza delle quali un nostro impegno sarebbe doveroso. Invece, al di là della continuità dell impegno militare, nell attuale situazione non esistono ancora le condizioni minime di agibilità per una presenza dell ONU in Iraq. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Danieli. Ne ha facoltà. DANIELI (Mar-DL-U): Signor Presidente, oggi il contesto è sicuramente diverso, ma gli interrogativi sul ruolo del nostro Paese sono ancora molti. Per questo motivo, pur nello sforzo di individuare strumenti di superamento della situazione attuale, non mutiamo il nostro orientamento. Esprimiamo in modo netto il nostro no alla permanenza delle truppe italiane in Iraq. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Cossiga. Ne ha facoltà. COSSIGA (Aut): Signor Presidente, in quest Aula, nella seduta del 25 settembre 2002, presi la parola e votai contro l invio di unità militari italiane in Iraq, esclusivamente perché non riscontravo nella situazione reale e concreta i presupposti di urgenza e di autodifesa. Oggi, invece, a motivo della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, io credo 7

8 che occorre, nell interesse anche della pace e della sicurezza internazionale, che l Italia prosegua la sua presenza militare. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Pascarella. Ne ha facoltà. PASCARELLA (DS-U): Signor Presidente, colleghi e senatori, questa guerra ha liberato l Iraq da un dittatore ma non ha raggiunto gli obiettivi desiderati. L Italia si trova così a condividere un conflitto che non ha eliminato il terrorismo e ha causato una rottura politica ed istituzionale. Continuo per questo a ritenere che la scelta di prorogare la presenza italiana in Iraq sia del tutto sbagliata. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Collino. Ne ha facoltà. COLLINO (AN): Signor Presidente, credo sarebbe necessario sostenere convintamente e con calore la difficile azione dei nostri militari in Iraq. Il successo nella stabilizzazione e nella ricostruzione dell Iraq depotenzierebbe in modo probabilmente decisivo l integralismo islamico che alimenta il terrorismo ovunque. Il contributo che dà l Italia è pertanto importante e rientra negli interessi nazionali. PRESIDENTE: È iscritta a parlare la senatrice De Petris. Ne ha facoltà. DE PETRIS (Verdi-U): Signor Presidente, onorevoli colleghi, l Italia ha deciso di partecipare a questa missione colorandola con la dicitura di "umanitaria", ma sappiamo benissimo che così non è. Noi diciamo no a questa deriva irresponsabile e pericolosa e continuiamo a ritenere che l unica strada per la pace sia la fine di questa missione e il ritorno immediato delle truppe. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Forcieri. Ne ha facoltà. FORCIERI (DS-U): Signor Presidente, signor rappresentante del governo, onorevoli colleghi, credo che non ci si debba meravigliare se su questo argomento permangono posizioni e sensibilità diverse. Oggi siamo di fronte ad una situazione che non ci fa dire che il mondo è più sicuro e che il terrorismo ha subito un colpo forte; anzi, l Iraq, che non era teatro di azioni terroristiche internazionali, dopo l intervento lo è diventato. Noi diciamo no alla proroga di questa missione. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Sodano. Ne ha facoltà. SODANO (UDC): Signor Presidente, non possiamo abbandonare oggi un Paese che ha bisogno del sostegno della comunità internazionale, dell Europa, della NATO, dell ONU. Ha bisogno, oserei dire, della civiltà occidentale. La presenza umanitaria italiana nel mondo è importante non soltanto sul piano umano ma anche sul piano politico. PRESIDENTE: È iscritto a parlare il senatore Manfredi. Ne ha facoltà. MANFREDI (FI): Signor Presidente, la missione è ben lungi dall essere conclusa e rappresenta un contributo importante per la pacificazione, la democratizzazione e la ricostruzione dell Iraq. Noi voteremo con convinzione a favore della sua proroga. 8

9 Intervento del rappresentante del Governo PRESIDENTE: Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo. BERSELLI, sottosegretario di Stato per la difesa: Signor Presidente, alla luce e sulla scorta di quel che abbiamo fatto altrove, siamo in Iraq per aiutare, non contro la loro volontà, le popolazioni locali. Se non mantenessimo fede agli impegni assunti nei confronti dei nostri alleati ci daremmo da soli la patente di inaffidabilità, a discapito di quel ruolo che faticosamente abbiamo costruito. Il Senato approva gli articoli 1 e 2 Dichiarazione di voto prima della votazione del disegno di legge nel suo complesso PRESIDENTE: Passiamo alla votazione del disegno di legge nel suo complesso. DE PAOLI (Misto-LAL): Domando di parlare per dichiarazione di voto. DE PAOLI (Misto-LAL): Signor Presidente, è sempre più chiaro che la guerra aveva il solo scopo di derubare il popolo iracheno del suo potenziale energetico ed economico. È inammissibile che i militari italiani partecipino a questa rapina. Eravamo e siamo convinti che la missione italiana non abbia ragione di esistere, per questo ribadiamo la necessità che i nostri militari lascino immediatamente il territorio iracheno. MALABARBA (Misto-RC): Domando di parlare per dichiarazione di voto. MALABARBA (Misto-RC): Signor Presidente, la guerra continua, anzi siamo di fronte ad un avanzata militare che ci coinvolge sempre più e ci espone a ritorsione. Rifondazione Comunista è contraria alla missione militare in Iraq e chiede l immediato ritiro delle truppe. DE ZULUETA (Misto): Domando di parlare per dichiarazione di voto. DE ZULUETA (Misto): Signor Presidente, è passato un anno da quando l Italia mandò il proprio contingente in Iraq, ma la guerriglia e il terrore continuano a devastare il Paese. In questo contesto, è in nome dello spirito e della lettera della nostra Costituzione che noi voteremo contro il rinnovo della missione militare in Iraq. FABRIS (Misto-AP-Udeur): Domando di parlare per dichiarazione di voto. 9

10 FABRIS (Misto-AP-Udeur): Signor Presidente, riteniamo che sia sbagliato sostenere che nulla è cambiato in Iraq. La risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha già prodotto alcuni fatti concreti e non è possibile negarlo. Si possono comunque condividere tutte le critiche e le perplessità su questo decreto, per questo annuncio che noi senatori di Alleanza Popolare-Udeur non parteciperemo alla votazione. MELELEO (UDC): Domando di parlare per dichiarazione di voto. MELELEO (UDC): Signor Presidente, penso che all inizio della discussa campagna in Iraq potevano avere anche una ragione le varie opinioni e posizioni, ma oggi non è più così: non si può interrompere l intervento. Per questo, esprimiamo il voto convinto e favorevole dell UDC. PALOMBO (AN): Domando di parlare per dichiarazione di voto. PALOMBO (AN): Signor Presidente, Alleanza Nazionale dichiara il suo voto favorevole alla prosecuzione della missione in Iraq e sottolinea a tutti gli italiani il ruolo eccezionalmente rilevante che le nostre Forze armate stanno svolgendo. Votazione del disegno di legge nel suo complesso PRESIDENTE: Metto ai voti il disegno di legge nel suo complesso. È approvato. La pubblicazione è stata curata dal Servizio dei resoconti e della comunicazione istituzionale 2005 Senato della Repubblica - Edi. Srl Realizzazione editoriale: Società Editrice Edi.V. Srl via dgli Astri, Roma tel Stampato in Italia, aprile

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