Comune di SAN ROCCO AL PORTO Provincia di LODI

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1 Comune di SAN ROCCO AL PORTO Provincia di LODI STUDIO PER L INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE E REGOLAMENTO PER LE ATTIVITÀ DI GESTIONE E TRASFORMAZIONE DEL DEMANIO IDRICO E DEL SUOLO IN FREGIO AI CORPI IDRICI RELAZIONE GENERALE e RIFERIMENTI Novembre 2010 dott. Marco Daguati GEOLOGO via A. Diaz, Codogno (Lo) tel e fax portatile

2 1.0 - PREMESSA Per effetto dell art. 1 della L. 36/94 e del successivo regolamento di applicazione (DPR 238/99), il concetto di acqua pubblica è stato innovato rispetto al vecchio T.U. n. 1775/1933, introducendo nell ordinamento il principio di pubblicità di tutte le acque superficiali e sotterranee. Successivamente la L.R. 1/2000, in attuazione del D.Lgs. n. 112/98, ha previsto l obbligo di individuare il reticolo principale sul quale la Regione stessa continua a svolgere le funzioni di polizia idraulica (ex R.D. n. 523/1904), trasferendo ai comuni e ai consorzi le competenze sul reticolo idrico minore e su quello di bonifica. Considerati i riflessi di natura urbanistica derivanti dall applicazione delle norme citate, in fase di stesura del proprio Piano di Governo del Territorio e del relativo Studio geologico, idrogeologico e sismico (previsto dall art. 57 della L.R. 12/05), il Comune di San Rocco al Porto ha affidato allo scrivente il compito di predisporre gli elaborati tecnici e cartografici richiesti dalla specifica disciplina della Regione Lombardia. Sulla base della D.G.R. n. 7/7868 del Determinazione del reticolo idrico principale e delle successive modifiche con D.G.R. n. 7/13950/2003 e con DGR 8/8127/2008, pertanto, sono stati redatti i presenti elaborati costituiti da: 1. una Relazione generale, nella quale vengono illustrati i criteri utilizzati per la definizione del reticolo unitamente a una sintetica raccolta contenente la principale normativa di riferimento per una agevole consultazione della stessa in caso di necessità; 2. un Regolamento per le attività di gestione e trasformazione del demanio idrico e del suolo in fregio ai corpi idrici; 3. Tavola 1: Carta del reticolo idrico (redatta sulla base cartografica della C.T.R. in scala 1:10.000), nella quale viene evidenziato tutto il reticolo idrico; 4. Tavola 2: Perimetrazione delle fasce di rispetto dei corpi idrici superficiali, redatta in scala 1:5.000 su base derivata da rilievo aerofotogrammetrico.

3 2.0 - INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLATO IDROGRAFICO Nella Tavola 1 è stato individuato l intero reticolo idrografico sulla base delle disposizioni dalla D.G.R. n. 7/7868 del e s.m.i.. Per l individuazione del reticolo idrico, oltre che a un rilievo diretto eseguito a piano campagna, sono state utilizzate le mappe del catasto terreni (N.C.T.) disponibili presso gli uffici del Comune di San Rocco al Porto. Definendo e cartografando la rete idrografica è stata operata una logica semplificazione, escludendo da qualsiasi reticolo i canali funzionali ai singoli fondi agricoli (canali aziendali) all interno dei quali la presenza d acqua è solo saltuaria (stagione irrigua) o occasionale (eventi meteorici). Il reticolo idrico presente sul territorio comunale può essere sinteticamente definito (in funzione della relativa competenza) nei seguenti elenchi: Elenco 1 RETICOLO PRINCIPALE di COMPETENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA (allegato A della DGRL n. 8/8127) Codice LO001 LO006 Denominazione Fiume Po Colatore Mortizza Elenco 2 RETICOLO IDRICO di COMPETENZA DEL CONSORZIO MUZZA BASSA LODIGIANA (DGRL n. 7/20552, modificata dalla DGR 8/8127/2008) Codice BF008 BF053 BF055 BF054 BF052 BF009 BF010 CB010 BF007 BF019 Denominazione Albarelle Arioli Cantaranella Disasio Dossarelli Firla Mezzana S. Sisto Colatore Valloria Zappellone

4 RETICOLO MINORE di COMPETENZA DEL COMUNE DI SAN ROCCO AL PORTO ASSENTE Nonostante l assenza di un reticolo idrico minore, nel corso dello studio sono stati evidenziati due tipologie di canali (non facenti parti del reticolo principale nè di quello di bonifica) aventi specifica funzionalità idraulica e idrogeologica e rilevante valore paesistico-ambientale, successivamente sottoposti a tutela; in particolare: 1. I canali di piena presenti in golena del F. Po, occasionalmente o localmente caratterizzati da emergenza di falda. Non si tratta di veri e propri corsi d acqua, ma di strutture canaliformi la cui funzionalità idraulica è quella dello smaltimento delle acque di piena. Molto spesso, detti canali ripercorrono la traccia di un antico alveo fluviale e, come tali, assumono particolare valenza paesistico-ambientale (in quanto elementi evocativi del paesaggio fluviale originario); trattandosi di strutture morfologicamente depresse, al loro interno affiora talora una falda in equilibrio con il livello idrometrico del vicino fiume Po, costituendo così delle zone umide di particolare pregio ecosistemico. 2. I colatori minori presenti nella piana alluvionale extra-golenale; affluenti generalmente del reticolo di bonifica gestito dal Consorzio della Muzza-Bassa Lodigiana, detti colatori sono generalmente privi di deflusso e presentano esili dimensioni, ma assolvono la funzione di drenaggio di aree morfologicamente depresse in occasione di eventi meteorici significativi o durante le principali piene del Po (eventi che producono fenomeni di innalzamento piezometrico). Il Comune di San Rocco al Porto ha definito per i canali sopra indicati (meglio rappresentanti nelle tavole allegate) una norma di tutela con l obiettivo di disciplinare qualsiasi attività di trasformazione del suolo e preservarne la funzionalità idraulica e il valore paesisticoambientale. Per perseguire tale obiettivo, sui predetti canali viene definita una fascia di rispetto all interno della quale qualsiasi attività edificatoria, urbanistica e di trasformazione del suolo viene assoggettata a specifica autorizzazione da parte del Comune stesso, necessaria per garantire anche l attività di manutenzione ordinaria e straordinaria.

5 Allegato 1 RIFERIMENTI Il presente elaborato è una raccolta realizzata con il semplice obiettivo di favorire una immediata consultazione delle principali norme di riferimento. La raccolta, da considerarsi solamente uno stralcio della ben più vasta disciplina vigente sul territorio nazionale e regionale, è costituita da: D.G.R. 1 Agosto 2003, n. 7/ Allegato C: Canoni di polizia idraulica D.G.R. 2 Agosto 2007, n. 7/5324: Linee guida di polizia idraulica D.G.R. 31 Ottobre 2007, n. 7/5774: Introduzione del canone ricognitorio per i fondi interclusi e del canone per uso agricolo R.D. 25 luglio 1904, n. 523 (estratto) R.D. 8 maggio 1904, n. 368 (estratto) Regolamento Regionale 8 febbraio 2010, n. 3: Regolamento di polizia idraulica ai sensi dell art. 85, comma 5, della l.r , n. 31. Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.): Norme di Attuazione Piano stralcio per l Assetto Idrogeologico (P.A.I.): Direttive di Piano

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