PIANO ORGANIZZATIVO E PROCEDURE PER EMERGENZA UNIVERSITA MILANO-BICOCCA

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1 PIANO ORGANIZZATIVO E PROCEDURE PER EMERGENZA UNIVERSITA MILANO-BICOCCA IL RETTORE LA RESPONSABILE SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO 1

2 INTRODUZIONE Il piano di emergenza costituisce tutta la raccolta di tutte le istruzioni, delle procedure da seguire e dei comportamenti da tenere da parte del personale presente in Ateneo in caso di incidenti, con particolare riferimento ai casi di lotta all incendio e di evacuazione. Lo scopo del piano è ridurre le conseguenze di un incidente, mediante l uso razionale delle risorse umane e materiali disponibili. Gli obiettivi primari sono : 1- la salvaguardia della vita umana; 2-la protezione dei beni materiali 3- la tutela dell ambiente. Ne derivano altri obiettivi che sono : -interrompere o limitare l escalation dell incidente, -attivare con tempestività i presidi antincendio, -limitare i danni alle persone e prevenirne ulteriori, -limitare i danni agli impianti e servizi, -soccorrere le persone coinvolte nell emergenza; -consentire una ordinata evacuazione; -il coordinamento con i servizi di emergenza esterni; -consentire il corretto flusso delle informazioni da e per il luogo dell incidente, -conservare la registrazione dei fatti e degli eventi; -isolare l area interessata. PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA IL SISTEMA DELL INTERVENTO IN EMERGENZA E SOGGETTO A MODIFICHE DA EFFETTUARSI OGNIQUALVOLTA SI RITENGA UTILE FARLO (MODIFICHE STRUTTURALI, IMPIANTISTICHE, NUMERO DI DIPENDENTI AUMENTATO O DIMINUITO IN MANIERA RILEVANTE) ED OBBLIGATORIAMENTE SE DURANTE LE PROVE DI EVACUAZIONE SI RILEVASSERO ANOMALIE DI FUNZIONAMENTO O INCONGRUENZE IN GENERALE DEL SISTEMA. 2

3 Norme di riferimento: D.P.R. 547/55 Norme di prevenzione infortuni D.P.R. 303/56 Norme generali per l igiene del lavoro D.P.R. 577/82 Regolamento per l espletamento dei servizi di prevenzione e vigilanza D.M. 16/02/1982 Modificazioni del D.M. 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi L. 818/84 Attività soggette a controllo dei vigili del fuoco L. 46/90 Norme per la sicurezza degli impianti D.Lgs. 277/91 Attuazione delle Direttive n.80/1107/cee, 82/605/CEE, 83/477/CEE, 86/188/CEE, 88//642/CEE in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell art.7 della legge 30 luglio 1990, n.212 D.M. 26/8/1992 Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica D.Lgs. 475/92 Attuazione Direttiva CEE 89/686 (dpi) D.Lgs. 626/94 Attuazione direttive 89/391/CEE,89/654/CEE,89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE,90/394/CEE,90/679/CEE D.Lgs. 230/95 Attuazione direttive Euratom 80/836,84/467, 84/446, 89/618,90/641, 92/3. D.Lgs. 493/96 Attuazione Direttiva 92/58/CEE concernente prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o salute sul luogo di lavoro. D.L.512/96 conv. Disposizioni urgenti concernenti incremento e ripianamento L.609/96 dell organico dei ruoli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ecc. Lettera-Circolare Direttive sui corsi di formazione e modalità di accertamento Ministero interno dell idoneità tecnica del personale incaricato di svolgere, nei luoghi di 12/3/1997 prot. N. lavoro, mansioni di addetto alla prevenzione incendi, lotta antincendio 770/6104 e gestione delle emergenze. D.M. 10/3/1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro. D.M. 363/98 Regolamento recante norme per l individuazione dei particolari esigenze delle Università e degli istituti di istruzione universitaria ai fini delle norme contenute nel D.Lgs. 626/94 e succ.mod. e int. INTR.1 Definizioni: EMERGENZA : Evento improvviso, talvolta difficilmente prevedibile, e tale da mettere in condizioni di pericolo reale o potenziale le persone o i beni materiali. 3

4 INTR.2 PRESUPPOSTI DEL PIANO DI EMERGENZA INTERNA 1) INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO DI TUTTI GLI OPERATORI E MASSIMO COINVOLGIMENTO ANCHE DI TUTTE LE PERSONE NORMALMENTE PRESENTI IN ATENEO:STUDENTI, UTENTI, ECC. (ALLEGATO ELENCO SQUADRE ADDETTI ALL EMERGENZA); 2) ORGANIZZAZIONE INTEGRATA, ANCHE AI FINI DELLA SICUREZZA TRA LE VARIE LINEE, DIREZIONI E SERVIZI CON LA DIREZIONE DI ATENEO E L AREA DI MANAGEMENT(DIRIGENTI); 3) SISTEMA DI SUPERVISIONE SUGLI STRUMENTI DI GESTIONE DELL EMERGENZA (SOTTOELENCATI); 4) PIANIFICAZIONE E CONTROLLI DELLA MANUTENZIONE (ALLEGATO REGISTRO CONTROLLI PERIODICI); 5) DESIGNAZIONE DEI COMPITI DELLE FIGURE CHIAVE (UNITA PER EMERGENZE D ATENEO) CHE DOVRANNO REALIZZARE IL COORDINAMENTO OPERATIVO IN PERFETTA SINERGIA. INTR.3 SISTEMI DI GESTIONE A DISPOSIZIONE DELL EMERGENZA: 1) Sistema di monitoraggio sulle persone e sulle situazioni (Impianti di rivelazione e controllo ambienti installati, sistemi informatizzati di rilevazione presenze ) 2) Sistemi di comunicazione: telefoni e centri di comunicazione delle portinerie, interfoni ai piani e in interrati; 3) Sistemi di segnalazione: Allarmi ; 4) Sistema di intervento tecnico: procedure e strumenti cartografici e informatici per gli impianti, programmazione della messa in sicurezza degli impianti conseguente alla valutazione rischi in atto), 5) Sistema di intervento sanitario: squadre pronto Soccorso, telefoni Pronto Intervento. 6) Sistema di evacuazione: squadre Addetti e strutture, segnaletica, ecc.ecc. 7) Sistema di informazione, formazione ed addestramento e esercitazioni (parzialmente attivato con corsi di formazione) 8) Sistema di audit e analisi feed-back: in atto (riunioni con Security, Ufficio Disabili, Relazioni su incendi e incidenti). 4

5 INTR.4 OBBLIGHI DI IDENTIFICAZIONE E VALUTAZIONE AREE A PARTICOLARE RISCHIO INCENDIO /ESPLOSIONE. Ogni Preside di Facoltà, Direttore di Dipartimento e Responsabile di Servizio o Area dovrà opportunamente segnalare e identificare con una comunicazione al Servizio di Prevenzione e Protezione le seguenti aree di lavoro: 1) LABORATORI DIDATTICI E DI RICERCA DOVE SI UTILIZZANO GAS INFIAMMABILI; 2) LABORATORI DIDATTICI E DI RICERCA DOVE SI UTILIZZANO SOSTANZE INFIAMMABILI (ETICHETTATURA F- F+); 3) LABORATORI IN INTERRATO PER PROBLEMI DI EVACUAZIONE E DI PRESENZA FUMO DA COMBUSTIONE; 4) LABORATORI DOVE SI UTILIZZANO RADIONUCLIDI PER EFFETTI DERIVANTI DALLA DISPERSIONE DEGLI STESSI; 5) AULE DOVE E IN ATTO UN AFFOLLAMENTO PARTICOLARE: ESAMI, CONVEGNI, SEMINARI; 6) AULE DOVE GLI ARREDI SONO PROBLEMATICI AI FINI DELL EVACUAZIONE: ES. BANCHI DA PIU PERSONE; 7) DEPOSITI DI SOSTANZE INFIAMMABILI E DI REAGENTI ; 8) DEPOSITI DI GRANDI QUANTITA DI CARTA O IMBALLAGGI. INTR.5 IDENTIFICAZIONE DI PERSONE ESPOSTE A RISCHIO INCENDIO A) STUDENTI; B) PUBBLICO OCCASIONALE PER CONVEGNI E MEETING; C) PERSONE DIVERSAMENTE ABILI; D) PERSONE CHE FREQUENTANO I LABORATORI:VISITING PROFESSOR, TIROCINANTI, ECC. E) MANUTENTORI IN AREE INTERRATE ED ISOLATE; 5

6 F) OPERATORI DI LABORATORI CHE FREQUENTANO I DEPOSITI DEI MATERIALI. INTR.6 DIVIETI SPECIFICI PER RISCHIO INCENDIO - E VIETATO EFFETTUARE OPERAZIONI DI TAGLIO, SALDATURA O ALTRO CON FIAMME LIBERE O COMUNQUE CON POSSIBILE PRESENZA DI SCINTILLE: per lavori specifici occorre chiedere autorizzazione al Servizio di Prevenzione e Protezione; - E VIETATO TENERE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO E NEI LABORATORI SOSTANZE INSTABILI E REATTIVE (PEROSSIDI ECC.) IN QUANTITA SUPERIORE A QUELLA DI USO GIORNALIERO; - E VIETATO UTILIZZARE GAS INFIAMMABILI (METANO, IDROGENO, OSSIGENO, ECC.) IN BOMBOLE PORTATILI: UTILIZZARE SEMPRE GAS DA RAMPA; - NEI CASI IN CUI IL GAS INFIAMMABILE SIA NECESSARIO E NON SIA FORNITO SU RAMPE DI APPROVVIGIONAMENTO SI DOVRA CHIEDERE PARERE PREVENTIVO SULLE MODALITA AL SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE. ALLEGATI 1) ELENCO NOMINATIVI REFERENTI SQUADRE PER EDIFICIO(in corso di preparazione); 2) ELENCO NOMINATIVI ADDETTI SQUADRE PER EDIFICIO; 3) ELENCO NOMINATIVO ADDETTI PRONTO SOCCORSO; 4) NUMERI TELEFONICI UTILI; 5) NORME DI COMPORTAMENTO PER STUDENTI; 6) NORME DI COMPORTAMENTO PER TUTTI; 7) REGISTRO CONTROLLI PERIODICI IMPIANTI D EMERGENZA ED ANTINCENDIO; 8) MODULO PER ESERCITAZIONI 9) PLANIMETRIE SPECIFICHE E PIANI DI EVACUAZIONE PER ADDETTI; 10) COPIA COMUNICAZIONE PIRELLI REALESTATE; 11) PROCEDURE GENERALI PER PERSONE DIVERSAMENTE ABILI. 6

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