Il Servizio Sociale nelle Aziende Ospedaliere della Regione Lombardia

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1 Il Servizio Sociale nelle Aziende Ospedaliere della Regione Lombardia indagine relativa all anno 2006

2 Il presente lavoro è stato curato, per conto del Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali della Lombardia, dalle assistenti sociali Livia Corsi ed Elena Manzoni, referenti del gruppo di lavoro, con la consulenza degli assistenti sociali Ombretta Okely e Vittorio Zanon. Staff di progetto: Claudia Antoni, Antonella Bregantin, Donatella Broggi, Anna Maria Canestrari, Livia Corsi, Anna Ciani Passeri, Michela Imperial, Elena Manzoni, Giulia Minora, Mariagrazia Pariset e Carla Pugnoli, assistenti sociali. Le immagini della Lombardia utilizzate nella Presentazione e nel Capitolo 2 sono tratte dal sito della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia - Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali Lombardia via Stampa MILANO telefono: fax: sito internet: Milano - settembre

3 Indice Prefazione...4 Presentazione...6 Il progetto... 6 Il gruppo di lavoro... 7 La scheda di rilevazione: uno strumento di lavoro del progetto di ricerca Un po di storia Il Servizio Sociale e gli assistenti sociali in Ospedale Istituzione del Servizio Sociale negli Ospedali Il Servizio Sociale nei servizi di Salute Mentale e i luoghi dell intervento: dall ospedale psichiatrico al territorio A proposito di altre strutture: le Fondazioni ospedaliere Ambito dell indagine Uno sguardo d insieme La mappatura complessiva Dati relativi alle Aziende Ospedaliere Numero posti letto dei Presidi Numero pazienti in carico nei DSM Dati relativi agli assistenti sociali Gli assistenti sociali per ASL e per tipologia di servizio Anni di presenza nel servizio, anzianità di servizio e presenze orarie L organizzazione del lavoro Vari livelli di dipendenza La suddivisione del lavoro Tipologie degli interventi Manuale di qualità e procedure Un modello organizzativo: l esperienza della Azienda Ospedaliera Sant Anna di Como Rapporto di lavoro Livelli e tipologia contrattuale Situazione dei coordinatori Riflessioni conclusive Fonti Riferimenti normativi nazionali Riferimenti normativi regionali Testi di riferimento Articoli su riviste specializzate Siti Internet Appendice Siglario dei termini Scheda di rilevazione di riferimento Legge Regionale 12 marzo 2008, n

4 Prefazione La ricerca che andiamo a presentare Il Servizio Sociale nelle Aziende Ospedaliere della Regione Lombardia è frutto del lavoro di un gruppo di professionisti realizzata nel corso del 4 mandato consiliare ( ) del nostro Ordine professionale e costituisce l eccellente risultato di un modo di interpretare le finalità delle professioni ordinate che ci piace mettere in premessa. L istituzione ordinistica ha il compito principale di garantire un professionista di qualità al cittadino che ad esso si rivolge; come raggiungere questo obiettivo? L assetto organizzativo che ci siamo dati per tutelare i cittadini e promuovere l immagine professionale si articola su due livelli: attività istituzionali di monitoraggio del comportamento deontologico degli assistenti sociali (tenuta dell albo, competenza disciplinare, formazione di base e formazione continua) e attività di promozione dell immagine e del profilo professionale. A partire dalla riflessione auto ed eterodiretta sulle conoscenze e competenze richieste nei diversi ambiti di intervento e sui valori che guidano le scelte operative, i gruppi di lavoro avviati dall attuale Consiglio Regionale sono lo strumento cardine della promozione professionale; è per questo che sono caratterizzati da una maggior flessibilità ed autonomia nell individuare obiettivi, condurre analisi, fare ricerca, elaborare riflessioni e proposte che mettano il Consiglio Regionale in grado di cogliere le tante e diverse realtà dei Servizi Sociali, creando un circolo virtuoso che ha come scopo finale quello di contribuire al miglioramento della rete del welfare lombardo e italiano. Le professioni sociali (l assistente sociale è inserita tra queste a livello europeo e internazionale) e le professioni sanitarie devono il senso della loro esistenza ad una capacità di stare nel mondo, assumendosi funzioni che si ridefiniscono storicamente all interno dei cambiamenti che avvengono nei mondi vitali. La relazione di aiuto e di cura dell Altro che la nostra professione rappresenta è il supporto alle persone quando, nell affrontare i nodi problematici delle diverse fasi della vita, individuano all esterno della rete primaria e delle relazioni amicali un riferimento competente di fiducia. La più recente definizione internazionale di Servizio Sociale professionale 1, elaborata congiuntamente dall International Association of Schools of Social Work e dall International Federation of Social Workers, approvata al Congresso di Copenhagen nel 2001, conferma e convalida il valore sociale della nostra professione, che in Italia ha già avuto il riconoscimento giuridico con la Legge 84/1993. Le conclusioni che la ricerca ci consegna sono condivise dalla nostra collettività professionale proprio perché sono generate da un percorso partecipato e ora costituiscono un riferimento di 1 DIOMEDE CANEVINI Milena, NEVE Elisabetta (2005) Servizio sociale in DAL PRA PONTICELLI, Maria (diretto da) (2005) Dizionario di Servizio Sociale Carocci Faber, Roma, pp

5 pensiero e di azione comune 2. La presenza storica dell assistente sociale nella cittadella dell intervento sanitario, l ospedale, è caratterizzata da un forte senso di appartenenza al mandato istituzionale delle Aziende Sanitarie ospedaliere, che sembrano invece scarsamente orientate a dare una forma adeguata alla presenza, pur significativa, del gruppo professionale degli assistenti sociali. La rilevanza della dimensione organizzativa e di integrazione nei servizi ospedalieri è materia sulla quale vogliamo aprire un dialogo interlocutorio con le aziende ospedaliere che hanno riconosciuto l opportunità di formazione continua di cui la ricerca è testimonianza. Rivolgiamo un sincero apprezzamento alle colleghe e colleghi che hanno partecipato alla ricerca per l impegno e lo sforzo di analisi delle complesse realtà in cui sono inseriti, allo staff di progetto per la capacità di condurre e facilitare l articolato disegno, a Livia Corsi e Lella Manzoni per aver saputo interpretare esigenze e aspettative del gruppo di lavoro, a Ombretta Okely per la competenza metodologica ed empatia, a Vittorio Zanon per il supporto informatico. Ringraziamo sentitamente i Direttori e Dirigenti delle Aziende Ospedaliere lombarde per la disponibilità concretamente dimostrata; auspichiamo anche di proseguire il confronto avviato a partire dagli elementi messi in rilievo dalla ricerca. Renata Ghisalberti Presidente Ordine degli Assistenti Sociali Regionale Lombardia 2 GUI Luigi (2004) Le sfide teoriche del servizio sociale. I fondamenti scientifici di una disciplina Carocci Faber, Roma, pp.160 5

6 Presentazione Il progetto Nell ambito dell attività programmatica dell Ordine Professionale degli Assistenti Sociali della Lombardia si è previsto di organizzare un gruppo di lavoro sull intervento professionale degli assistenti sociali nelle Aziende Ospedaliere, impegnati sia nell ambito dei presidi che dei servizi psichiatrici, al fine di approfondire aspetti organizzativi e metodologici, anche in riferimento ai cambiamenti della normativa vigente 3 e agli orientamenti espressi nel Piano Socio Sanitario Regionale. Questo approfondimento era stato sollecitato dai colleghi in quanto da un lato l organizzazione che le Aziende Ospedaliere avevano creato con riferimento ai livelli di dipendenza professionale aveva modificato gli assetti precedenti e dall altro, la presenza di assistenti sociali in un'unica azienda, ma impegnati in ambiti lavorativi diversi (psichiatria e presidio), meritava un confronto su contenuti e modelli operativi. Il confronto, la riflessione, la messa a punto e la realizzazione dell indagine hanno dunque avuto origine dall esperienza diretta di assistenti sociali che, nel Presidio come nei servizi psichiatrici dell Azienda Ospedaliera, hanno confrontato analogie, differenze e la comune appartenenza lavorativa ad un ambito sanitario, dedicato in modo specifico, al tema della cura. A differenza delle altre regioni, in Lombardia tutti gli assistenti sociali afferenti alla psichiatria e quelli operanti nel Presidio ospedaliero sono dipendenti dalla stessa azienda, ma con variabili e differenze gestionali, organizzative e tecniche che influenzano profondamente i modelli di riferimento culturale, le modalità operative e le strategie professionali. Nuovo scenario Azienda Ospedaliera assistenti sociali DSM? assistenti sociali presidio 3 Al momento della stesura del report la Legge Regionale 11 luglio 1997 n.31 Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attività dei servizi sociali" è stata modificata con l emanazione da parte della Regione Lombardia della Legge Regionale 12 marzo 2008 n.3 Governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona in ambito sociale e socio sanitario, che è riportata in appendice. 6

7 Appariva importante che queste tematiche venissero affrontate in modo collettivo affinché fosse possibile raggiungere alcuni obiettivi: - verificare ed interpretare il disagio creatosi nella pratica quotidiana, ridefinendo la risorsa del lavoro sociale all interno della mission di aziende a prevalenza sanitarie; - avviare e costruire una rete di confronto e supporto fra Servizi Sociali delle Aziende Ospedaliere; - individuare e formulare un ipotesi organizzativa più soddisfacente per gli assistenti sociali, ma ugualmente rispettosa dell organizzazione aziendale; - rendere visibile il Servizio Sociale professionale come valore aggiunto nella pratica quotidiana e all interno della organizzazione. Una prima azione è stata pertanto quella di progettare una indagine che coinvolgesse gli assistenti sociali delle Aziende Ospedaliere in un confronto e in una riflessione comune, allo scopo di facilitare il costituirsi di una rete progettuale e di supporto professionale che consentisse di sviluppare un reale contributo alla mission delle aziende, approfondendo la specificità degli assistenti sociali operanti nei diversi servizi. Il gruppo di lavoro Il progetto è stato condotto e coordinato dalle assistenti sociali Livia Corsi consigliere del CROAS 4 e coordinatore del Servizio Sociale della Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano, ed Elena Manzoni, già consigliere del CROAS e assistente sociale del DSM di Niguarda (fino all ottobre 2006). Lo staff di progetto è stato costituito attraverso autocandidature selezionate per favorire la presenza di colleghi di Aziende Ospedaliere presenti sul tutto il territorio lombardo, interessati al tema e che avessero la possibilità di mantenere un impegno di lavoro prolungato nel tempo. Sei le Aziende Ospedaliere rappresentate da dieci assistenti sociali. Si è scelto quindi di mantenere stabilmente questo gruppo in attesa di definire meglio le tematiche da affrontare su tutto il territorio lombardo. Per dare uniformità di rilevazione, in un primo momento, non vennero considerati gli IRCCS 5 e le Fondazioni, in seguito il forte interesse suscitato tra i colleghi ha preso in considerazione alcune realtà disponibili e più facilmente raggiungibili che hanno collaborato alla ricerca. Ritenendo che il lavoro potesse rivestire interesse anche per le aziende, si è scelto di coinvolgerle attraverso una lettera della Presidente del CROAS, che chiedeva l autorizzazione alla partecipazione dei colleghi in orario di servizio, avviando in questo modo un primo riconoscimento formale della attività di ricerca con la costituzione di un gruppo di lavoro specifico. 4 Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali 5 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico 7

8 STAFF DI PROGETTO Claudia Antoni Antonella Bregantin Donatella Broggi Anna Maria Canestrari Anna Ciani Passeri Livia Corsi referente Michela Imperial Elena Manzoni referente Giulia Minora Mariagrazia Pariset Carla Pugnoli A.O. S. Anna Como A.O. S. Gerardo Monza - DSM A.O. S. Gerardo Monza Fondazione Policlinico A.O. Niguarda A.O. Luigi Sacco A.O. Sesto San Giovanni A.O. Niguarda DSM A.O. Garbagnate A.O. S. Anna Como A.O. Luigi Sacco DSM CONSULENTI Ombretta Okely Vittorio Zanon Nonostante fossero rappresentate solo sei Aziende Ospedaliere la co-presenza di assistenti sociali ospedalieri e assistenti sociali dell area psichiatrica ha inizialmente creato un rallentamento nel lavoro di progettazione in quanto la cultura professionale, le tradizioni di servizio e i percorsi professionali risultavano diversi. I colleghi dei DSM 6 apparivano legati alla loro cultura e tradizione territoriale connotata dal lavoro di équipe interdisciplinare e poco coinvolti nel passaggio alla diversa organizzazione aziendale, mentre i colleghi dei Presidi apparivano statici nelle posizioni acquisite nel corso del tempo nei rispettivi ospedali. Questa differenza è stata anche occasione di stimolo per un approfondimento delle tematiche organizzative e di contenuto professionale e ha consentito l elaborazione di una scheda (allegata in appendice) da proporre ai Servizi Sociali e/o assistenti sociali delle aziende lombarde, che permettesse di fotografare e rilevare la situazione esistente. Il gruppo di lavoro è stato arricchito dall apporto metodologico e di analisi dei dati di Ombretta Okely e dall elaborazione, sistematizzazione e stesura informatica di Vittorio Zanon, che ha saputo integrare la sua competenza informatica con quella tecnica in Servizio Sociale. Un grazie al collega Franco Vernò la cui competenza ha permesso di meglio focalizzare gli obiettivi iniziali della ricerca. Per facilitare la raccolta dei dati relativi ai Servizi Sociali delle Aziende Ospedaliere lombarde, si è costituito uno staff di ricerca formato da assistenti sociali referenti, che collaborassero alla compilazione della scheda. Lo staff di ricerca è stato quindi coinvolto per la compilazione della scheda e per chiarimenti successivi alla compilazione. 6 Dipartimento Salute Mentale 8

9 Nel corso del lavoro sono stati creati dei sottogruppi su aree tematiche rilevanti, utili ad una prima analisi, elaborazione e interpretazione dei dati offerti dalla ricerca. STAFF OPERATIVO DI RICERCA Silvia Accanti Claudia Antoni Silvia Bettega Antonella Bregantin Donatella Broggi Anna Maria Canestrari Giovanna Casiraghi Franco Caspani Anna Ciani Passeri Livia Corsi referente Paola Curioni Ornella Della Valle Sabrina Dolcini Maddalena Fadini Rosaria Fidelio Giannina Fiorani Rita Gianni Michela Imperial Chiara Laratta Losi Chiara Elena Manzoni referente Monica Mazzoni Giulia Minora Laura Morazzoni Lorena Nicetto Gianna Oldani Elisanna Panero Maria Grazia Pariset Silvia Pertici Simona Pezzali Carla Pugnoli Carmela Rauso Giuseppe Ricca Ilaria Ripamonti Stefania Rizzo Donatella Salvi Marta Sardi Francesca Spada Alessandra Spinelli Nicoletta Squartini Sabrina Trevisiol Patrizia Zambon A. O. San Paolo Milano A.O. S. Anna - Como Istituto Tumori - Milano A.O. San Gerardo de Tintori DSM - Monza A.O. San Gerardo de Tintori - Monza Fondazione Policlinico - Milano Istituto Tumori - Milano COF Lanzo d Intelvi - Como A.O. Niguarda - Milano A.O. Luigi Sacco - Milano A.O. Melegnano DSM A.O. Valtellina - Sondalo A.O. San Paolo - DSM Milano A.O. Garbagnate Milanese - DSM Istituto Clinico Santa Rita - Milano A. O. Pavia A.O. Busto Arsizio H. Saronno A.O. Sesto San Giovanni A.O. Legnano DSM - Legnano A.O. Lodi A.O. Niguarda DSM Milano A.O. C. Poma DSM Mantova A.O. Garbagnate Milanese A.O. Niguarda DSM Milano A.O. Fatebenefratelli Milano A.O. Gallarate Brescia A.O. S. Anna - Como Ematologia Pediatrica A.O. San Gerardo de Tintori Monza A.O. C. Poma DSM - Mantova A.O. Luigi Sacco DSM Milano A. O. Istituti Ospedalieri - Cremona A.O. Brescia Ematologia Pediatrica A.O. San Gerardo de Tintori Monza A.O. S.Carlo DSM - Milano A.O. Riuniti Bergamo IRCCS Ospedale San Raffaele - Milano A.O. Melegnano - DSM Fondazione Policlinico - Milano Fondazione Don Carlo Gnocchi Milano Garbagnate Milanese A.O. Busto Arsizio H. Saronno Alcune Aziende e Servizi, pur contattati, non hanno risposto al questionario e non sono quindi compresi nella ricerca, come raffigurato nell Immagine 1. 9

10 Immagine 1 Aziende Ospedaliere rilevate LEGENDA LEGENDA Azienda Azienda Ospedaliera Ospedaliera non non rilevata rilevata La scheda di rilevazione: uno strumento di lavoro del progetto di ricerca A fronte di differenti esperienze professionali degli assistenti sociali dovute alle diverse appartenenze aziendali, la scheda di rilevazione ha permesso di avviare un indagine approfondita sulla condizione e sul legame esistente tra assistenti sociali, Servizi Sociali e contesti organizzativi. In fase di elaborazione delle domande da porre ai colleghi sono emersi diversi quesiti innanzitutto rispetto all istituzione, riconoscimento e valorizzazione del Servizio Sociale di Presidio che ha visto prevalere le esperienze precedenti dei vari direttori generali e/o sanitari, piuttosto che un attento studio dei problemi socio-sanitari e aziendali con l ascolto dei diretti interessati. Interrogativi che hanno attraversato il percorso di ricerca, sono stati: la metodologia di Servizio Sociale, arricchita da esperienze significative, rappresenta un miglioramento della qualità aziendale? Quale è il valore aggiunto che il Servizio Sociale professionale porta all interno dell ospedale, con quale visibilità, con quali riferimenti culturali, storici e normativi? Quali ipotesi organizzative e metodologiche sono possibili e realistiche tra assistenti sociali della stessa azienda ma di diversi servizi? E necessario avere un coordinatore/dirigente di Servizio Sociale e quali sono le funzioni da attribuirgli? Alla luce di queste prime riflessioni si è optato per una scheda 7 di rilevazione i cui capitoli hanno inteso affrontare le seguenti aree: - l Azienda Ospedaliera e le sue caratteristiche; 7 Riportata in appendice 10

11 - gli assistenti sociali presenti, livelli contrattuali e riconoscimenti professionali; - livelli di dipendenza dei Servizi Sociali e degli assistenti sociali; - organizzazione e qualità del lavoro negli interventi sociali. La ricerca condotta ha presentato una notevole varietà e complessità di dati 8, che sono stati analizzati ed aggregati in base all interesse e agli obiettivi del progetto di ricerca. Principale obiettivo è stato l analisi del Servizio Sociale all interno delle Aziende Ospedaliere, con particolare attenzione alle differenze e alle contiguità del Servizio Sociale nelle due differenti esperienze organizzative: presidio e psichiatria. Si sono, inoltre, rilevati i dati riguardanti altre strutture sanitarie (non Aziende Ospedaliere) nelle quali sono presenti Servizi Sociali e/o assistenti sociali. Nel lavoro di raccolta e rielaborazione, si è cercato di riproporre i dati sia in maniera disaggregata in modo da mantenere una rappresentazione che più si avvicini alle differenti realtà (presentando i singoli dati relativi ai Presidi delle Aziende Ospedaliere, ai Dipartimenti di Salute Mentale e ai Presidi delle altre strutture non Aziende Ospedaliere), sia aggregando i dati tra loro (tra Aziende Ospedaliere e non Aziende Ospedaliere o, trasversalmente, tra Presidi e Dipartimenti di Salute Mentale). In Appendice si è inserita una tabella con sigle utilizzate nel documento e/o individuate nel corso della ricerca. I dati riferiti alle strutture non Aziende Ospedaliere, sono indicati indifferentemente con le seguenti diciture: Altre Strutture, Altre Strutture non Aziende Ospedaliere, non Aziende Ospedaliere. 8 Si ringrazia Franco Caspani della COF Lanzo d Intelvi che ha contribuito all approfondimento dei dati. 11

12 1. Un po di storia Il Servizio Sociale e gli assistenti sociali in Ospedale 1. Prima del 1968 Il Servizio Sociale viene istituito, negli ospedali della Regione Lombardia, a partire dal 1955, il primo è a Milano presso Ospedale Regina Elena, seguito nel 1958 dal Servizio Sociale presso l Ospedale Policlinico sempre a Milano. Seguono gli Ospedali di Monza, Varese, Lecco e Busto Arsizio. Vengono istituiti per volontà delle singole amministrazioni con delibere ad hoc, e restano sotto il controllo di organi amministrativi (Consiglio degli istituti ospitalieri). Il Servizio Sociale è chiamato a coadiuvare il lavoro di cure sanitarie e si colloca nell area di intervento relativa al post dimissione (reinserimento dei pazienti nel normale ambiente di vita, ricerca di altro ricovero, ricoveri in cronicario ). 2. Dal 1968 al 1997 Con la Legge 132/1968 Enti ospedalieri e assistenza ospedaliera, e il successivo DPR 128/1969, il Servizio Sociale trova la sua collocazione nella Direzione Sanitaria come Ufficio di Assistenza Sociale. L articolo 43 del DPR 128/69 ridefinisce, ampliandolo, il mandato istituzionale e professionale dell assistente sociale ospedaliero: L attività dell assistente sociale è rivolta a trattare, in collaborazione con il personale sanitario,con il personale di assistenza diretta e con gli altri servizi ospedalieri, i problemi psico-sociali degli assistiti. Legittimato e riconosciuto dalla normativa il Servizio Sociale si diffonde soprattutto negli ospedali con un alto numero di posti letto, non solo a Milano e Provincia, ma anche nelle province di Como, Bergamo, Varese, Cremona, Brescia e Sondrio. La Legge 833/1978, ma soprattutto l istituzione delle USSL (Unità Socio Sanitarie Locali) nella Regione Lombardia delinea l integrazione tra il sociale e il sanitario di cui l istituzione del Servizio Sociale ospedaliero è stato un timido inizio. La Tabella 1.a evidenzia come la maggior parte dei Servizi Sociali Ospedalieri ha iniziato la propria attività negli anni dal 1968 al Dal 1997 La Legge Regionale 31/1997, istituendo le Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere, abroga tutta la normativa precedente, in particolare quella relativa alla struttura organizzativa e di funzionamento degli ospedali regionali. Il Servizio Sociale ospedaliero non viene nemmeno citato e non è contemplato nei Piani di Organizzazione Funzionale Aziendale (P.O.F.A.) o Piani Organizzativi Aziendali (P.O.A.), che definiscono la mission e la vision aziendale. Contemporaneamente, con il passaggio dei servizi psichiatrici territoriali alle Aziende Ospedaliere, 12

13 tutti gli assistenti sociali operanti nei Centri Psicosociali, divengono dipendenti dell Azienda Ospedaliera andando ad implementare la presenza di professionisti di Servizio Sociale già operanti nei Presidi ospedalieri. Questo dato di realtà apre nuove problematiche, sia di tipo organizzativo e burocratico amministrativo, che tecnico professionale. A questo proposito (vedi Tabella 1.a) si contraddistinguono le situazioni di due Aziende Ospedaliere (S. Anna di Como e Spedali Civili di Brescia), dove nel 2006 è stato istituito il Servizio Sociale Aziendale, al quale afferiscono sia il Servizio Sociale ospedaliero che quello del DSM. 4. Il Servizio Sociale professionale nelle Aziende Ospedalieri oggi: mission e funzioni Oggi a quasi cinquanta anni dalla nascita dei primi Uffici di Servizio Sociale negli ospedali possiamo individuare la mission perseguita dagli assistenti sociali attraverso la specificità del proprio lavoro professionale. Una mission che, riaffermando la centralità della persona e la necessità di integrare le risorse nel concorrere al suo benessere, si declina nell attuazione di progetti di intervento e di sostegno sociale a favore della persona malata attivando o supportando tutte le sue risorse personali, familiari e della comunità, e nella messa in rete di risorse pubbliche e di privato sociale, garantendo interventi integrati e sinergici. Questa metodologia di lavoro propria dell assistente sociale concorre a promuove all interno dell Azienda Ospedaliera l integrazione tra competenze sociali e sanitarie sino al partecipare alla realizzazione di progetti sociali e socio-sanitari a favore di particolari aree di utenza (anziani, persone disabili o con patologie cronico-degenerative, stranieri ) nell ottica della continuità delle cure e delle dimissioni protette concordate con altri Enti quali Comuni, ASL o realtà del Terzo Settore. Oltre a svolgere un servizio che aumenta la qualità della cura e dell assistenza offerta dall Azienda Ospedaliera, gli assistenti sociali attuano una importante funzione di informazione e orientamento al paziente e ai suoi familiari sull utilizzo delle risorse sociali e socio-sanitarie extraospedaliere, sui requisiti di fruibilità delle stesse e le relative procedure di accesso. Laddove si presentano situazioni di particolare vulnerabilità o emarginazione sociale in cui alla gravità della patologia si assomma la totale assenza di reti primarie, vengono attivati dall assistente sociale interventi di accompagnamento sociale con la collaborazione di operatori degli enti locali, di reti informali e di associazioni del Terzo Settore, o di protezione talvolta su mandato dell Autorità Giudiziaria. La complessità della domanda di cura oggi e la molteplicità e differenziazione dei soggetti che la portano o ne sono coinvolti, richiedono al professionista assistente sociale di impegnare tutta la sua capacità di autonomia tecnico professionale e di giudizio in tutte le fasi dell intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di 13

14 bisogno e di disagio 9 ; questo dato di realtà ripropone ancora una volta l interrogativo sulla pertinenza di una sua dipendenza nelle Aziende Ospedaliere da un servizio che gestisce personale prevalentemente infermieristico e sanitario così come emerge dai risultati della ricerca. Istituzione del Servizio Sociale negli Ospedali Ad integrazione di quanto riportato più sopra, ci è parso interessante documentare la nascita del servizio Sociale negli ospedali rilevandone, dove possibile, la data della delibera di istituzione. Rispetto agli anni di istituzione del Servizio Sociale ospedaliero e alla eventuale presenza di delibere di istituzione, risulta che delle 19 Aziende Ospedaliere con Servizio Sociale nei Presidi, sono 16 quelle che hanno indicato l anno di istituzione del Servizio Sociale. Dalla Tabella 1.a si osserva che l Azienda Ospedaliera con la presenza più vecchia di Servizio Sociale, è l Azienda Ospedaliera Niguarda Ca Granda, con data di istituzione al 1958, mentre la più recente data di istituzione va riferita alla Azienda Ospedaliera San Paolo (1988) 10. Se si considerano anche le altre strutture non Aziende Ospedaliere (vedi Tabella 1.b), la prima istituzione del Servizio Sociale nel Presidio risale al 1955, con la Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena di Milano, mentre la più recente è del 1989 con l IRCCS San Raffaele di Milano. Tabella 1.a Anno di istituzione del Servizio Sociale all interno dei Presidi delle Aziende Ospedaliere con delibera di istituzione del servizio denominazione A.O. comune ASL anno Niguarda Ca' Granda Milano (MI) Città di Milano 1958 San Gerardo dei Tintori Monza (MI) Milano Fondazione Macchi Varese (VA) Varese 1960 Ospedale di Lecco Lecco (LC) Lecco 1967 Ospedale di Circolo di Busto Arsizio Busto Arsizio (VA) Varese 1968 Sant'Anna Como (CO) Como 1969/2006* Istituti Clinici di Perfezionamento Milano (MI) Città di Milano 1969 G. Salvini Garbagnate Milanese (MI) Milano Fatebenefratelli Milano (MI) Città di Milano 1972 Ospedali Riuniti di Bergamo Bergamo Bergamo 1973 Sant'Antonio Abate Gallarate Varese 1973 Istituti Ospitalieri di Cremona Cremona Cremona 1974 Luigi Sacco Milano Città di Milano 1975 Ospedale Civile di Vimercate Vimercate Milano Spedali Civili di Brescia Brescia Brescia 1977/2006** San Paolo Milano Città di Milano 1988 Ospedale di Circolo di Melegnano Melegnano Milano 2 NR San Carlo Borromeo Milano Città di Milano NR Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna Sondrio Sondrio NR * nel luglio 2006 è stato istituito con delibera il Servizio Sociale Aziendale al quale afferiscono il servizio sociale ospedaliero e quello del DSM ** nel 2006 è stato istituito il Servizio Sociale Aziendale 9 Articolo 1 della Legge 23 marzo 1993, n.84 Ordinamento della professione di assistente sociale e istituzione dell'albo professionale 10 Non si considerano però in questo caso le istituzioni del Servizio Sociale Aziendale che hanno accorpato il Servizio Sociale Ospedaliero e il Servizio Sociale del DSM, che sono avvenute nel 2006 in due Aziende Ospedaliere (Sant Anna di Como e Spedali Civili di Brescia). 14

15 Tabella 1.b Anno di istituzione del Servizio Sociale all interno del Presidio nelle Altre Strutture con delibera di istituzione del servizio denominazione A.O. comune ASL anno Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena Milano (MI) Città di Milano 1955 Fondazione IRCCS San Matteo Pavia (PV) Pavia 1973 Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS IRCCS Santa Maria Nascente Milano (MI) Città di Milano 197_* COF - Lanzo Hospital Lanzo Intelvi (CO) Como 1986 IRCCS San Raffaele Milano (MI) Città di Milano 1989 Istituto Clinico Santa Rita Milano (MI) Città di Milano NR Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Milano (MI) Città di Milano NR * non specificato anno, ma indicato comunque anni 70 Il Servizio Sociale nei servizi di Salute Mentale e i luoghi dell intervento: dall ospedale psichiatrico al territorio La legge 36/1904 Disposizione sui manicomi e sugli alienati che normava la vita in queste istituzioni, definendone processi di ammissione e a chi erano destinate, non conteneva indicazioni sul personale che doveva essere impiegato negli Istituti di cura. Una maggiore presenza degli assistenti sociali in queste strutture viene rilevata intorno agli anni 50 quando la professione comincia ad affermarsi in Italia. I compiti del Servizio Sociale all interno degli ospedali psichiatrici in questi anni consistevano in attività di segretariato di reparto (stesura relazioni, inchieste sociali) e di burocrazia varia. Gli assistenti sociali tenevano i contatti con la famiglia del malato, approfondendone la storia socio-familiare. Nel rapporto con il malato dovevano lavorare per favorire il suo adattamento all istituzione, cercando di attivarlo e riducendone l isolamento e l apatia. Gli assistenti sociali, in contrasto con la loro formazione professionale, si confrontano in questi anni con una logica estremamente ospedalocentrica e con poche possibilità di reale lavoro nel territorio. Negli anni successivi il mandato istituzionale inizia a cambiare (sfoltimento delle persone ricoverate negli ospedali) e all assistente sociale viene richiesto di iniziare a lavorare per le dimissioni dei malati, individuando nel territorio le risorse necessarie. Cominciano a nascere in alcune province i primi Centri di Igiene Mentale, con l obiettivo di dare assistenza prima e dopo il ricovero in ospedale psichiatrico. Con la Legge 431/1968 Provvidenze per l assistenza psichiatrica tali obiettivi vengono rafforzati anche attraverso la definizione in dotazione organica di personale sia negli ospedali stessi che nei centri di igiene mentale: l assistente sociale è previsto come membro dell equipe multiprofessionale. Prevedere la presenza delle diverse figure professionali ha ufficialmente riconosciuto la necessità di comprendere, riabilitare e reinserire i malati aprendo spazi di intervento al lavoro degli assistenti sociali. Il definitivo cambiamento di approccio è segnato (e preparato negli anni precedenti) dall entrata in 15

16 vigore della Legge 180/78 che identifica nel territorio il luogo degli interventi terapeutici. Compito del Servizio Sociale, in linea con il mandato professionale, è quello di reperire, stimolare, facilitare le risorse dell ambiente con una funzione di mediazione tra le risorse stesse (istituzionali e non) e i diversi bisogni portati dal singolo o dai gruppi. L assistente sociale dei servizi psichiatrici lavora nell attualità in equipe con un ruolo preciso di collegamento, di tessitura di legami tra interno ed esterno (servizio e territorio-comunità di appartenenza). Tale attività di linking può essere realizzata secondo differenti modalità: - sostenendo reti sovraccariche ma che continuano a svolgere un ruolo di supporto; - sostituendo reti non funzionanti; - inserendo il soggetto in reti artificiali; - creando reti o attivandone di potenziali. Esempi di attività di linking nei servizi psichiatrici, di cui si occupa l assistente sociale con l equipe di riferimento della persona interessata, sono: - gli interventi di allontanamento temporaneo dalla famiglia del soggetto non autosufficiente, nel momento in cui il carico assistenziale non è tollerabile; - le informazioni sui servizi di sostegno attivabili per alleviare il carico assistenziale quando la rete, seppur a fatica, continua a funzionare; - gli interventi diretti di sostegno economico temporaneo, in attesa che la rete si organizzi; - le informazioni previdenziali; - l inserimento della persona in una struttura diurna; l attivazione di risorse di volontariato; - il sostegno a chi si fa carico delle attività di cura anche attraverso l attivazione di gruppi multifamiliari. Proprio l assistente sociale, per le caratteristiche specifiche del suo ruolo e della sua formazione, può assumere il compito di individuare e coordinare le risorse del territorio favorendo la programmazione degli interventi, leggendo i fenomeni e i problemi sociali in un ottica di rete. In questo ruolo di catalizzatore delle risorse formali ed informali l assistente sociale si rivolge al soggetto portatore di una domanda riconoscendogli una personale competenza nella soluzione del problema stesso. Anche nelle situazioni più complesse dove la relazione può essere più tormentata a causa di un importante disturbo psichico, l assistente sociale può tendere alla condivisione dell intervento proposto, recuperando tutte le risorse personali presenti e potenziando le capacità residue, in un circuito relazionale di aiuto con la persona e non sulla persona. I comportamenti di sostegno sociale individuale e collettivo stimolano la promozione di interventi orientati al cambiamento, che possono identificarsi con interventi di empowerment ossia un processo individuale e organizzativo attraverso il quale le persone, a partire da qualche condizione di svantaggio e di dipendenza non emancipante, vengono rese potenti (empowered), ovvero rafforzando la propria capacità di scelta, autodeterminazione e autoregolazione, sviluppando parallelamente il sentimento del proprio valore e del controllo sulla situazione di lavoro, la propria autostima ed autoefficacia, riducendo parimenti i sentimenti di impotenza, sfiducia e paura, l ansietà, la tensione negativa e l alienazione ZINI Maria, Teresa MIODINI Stefania (1995) Il Gruppo Carocci Editore, Roma, pp

17 L idea affermata è quella di interventi che tendano al rafforzamento e potenziamento della comunità e di ogni singolo componente, che stimolino la presa di coscienza di problemi e insieme del potere di fronteggiarli. In quest ottica le linee d intervento vanno nella direzione di riconoscere e valorizzare le competenze del portatore del problema, promuovere le reti informali esistenti e la loro estensione attivando nuovi soggetti formali ed informali. Il Centro Psico Sociale si collocava più ampiamente fino agli anni 90 nelle USSL, poi trasformatesi in ASL. L applicazione della L.R. 31/97 ha trasferito l afferenza del Servizio Psichiatrico dalla ASL all Azienda Ospedaliera. Questo ha determinato il passaggio di un servizio tradizionalmente multidisciplinare e territoriale, caratterizzato da una rilevante componente sociale, ad una organizzazione sanitaria. Questa trasformazione organizzativa, avvenuta dal 1998 in poi con l applicazione della L.R. 31/97, è stata particolarmente complessa e controversa per le figure sociali. A differenza dei Presidi, per l area dei servizi psichiatrici non si può parlare di delibera che sancisce la presenza dell assistente sociale ma di inserimento della professione prima negli Ospedali psichiatrici (vedi note storiche) e successivamente nei servizi psichiatrici territoriali post Legge Basaglia 12 seguito dal primo Piano Obiettivo Salute Mentale del Dal 1997 la presenza dell assistente sociale, insieme ad altre figure professionali, è prevista per l accreditamento secondo la L.R.31/97. Si è verificato un passaggio dal Servizio V della ASL, luogo di coordinamento gerarchico e di riferimento professionale per assistenti sociali, Educatori e Psicologi, alla competenza delle Aziende Ospedaliere dove le figure sociali sono confluite nell ambito organizzativo/contrattuale del comparto all interno del quale le figure apicali sono di formazione infermieristica. Quindi, all interno del servizio territoriale dove operano gli assistenti sociali, ovvero i Centri Psico Sociali, il riferimento gerarchico era rappresentato dalla figura del caposala. Tale dipendenza ha creato situazioni organizzative diversificate, dove la determinante è stata condizionata dalle caratteristiche personali di chi ricopriva questo ruolo organizzativo. In alcuni casi l ingerenza della figura sanitaria nell autonomia professionale dell assistente sociale ha creato malumori, se non conflitti. Non a caso l Ordine Professionale è stato investito di numerosi quesiti anche deontologici su questa situazione, considerata anomala ed ingiusta. È proprio da queste considerazioni che in alcuni assistenti sociali si faceva largo l idea che fosse opportuno verificare il significato della presenza degli assistenti sociali nelle Aziende Ospedaliere includendo in questa riflessione anche i colleghi operanti nei Presidi. A proposito di altre strutture: le Fondazioni ospedaliere La Legge Regionale n.3/2003 che fa riferimento al Piano Sanitario Nazionale (P.S.N.), sancisce la possibilità di trasformare l Azienda ospedaliera in Fondazione ospedaliera, garantendo negli organi di indirizzo la presenza maggioritaria di membri designati da soggetti pubblici. Negli 17

18 intenti del legislatore non si tratta di privatizzare gli ospedali, ma di adottare un modello di gestione che, perseguendo sempre i fini garantiti dalla Costituzione Italiana, consenta maggiore flessibilità, efficienza ed economicità. Le Fondazioni di partecipazione I.R.C.C.S. come l Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena fanno riferimento alla normativa nazionale e generalmente si realizzano per reperire risorse private in particolar modo per il sostegno alla ricerca. Il consiglio di amministrazione prevede la presenza di rappresentanti dell istituzione, ossia Ministero della Salute, Regione Lombardia e Comune, ed identifica la presenza degli Enti Locali con una funzione strategicodecisionale in modo particolare per le attività sanitarie e di ricerca. Fanno parte comunque del consiglio di amministrazione anche finanziatori privati come le Fondazioni Bancarie o, come nel caso del Policlinico, l Ente Fiera Milano, che possono apportare capitali, fermo restando la natura pubblica degli Enti. Ad oggi non è chiaro quanto la presenza come finanziatori di privati, anche se minoritari, influisca sulle scelte strategiche delle Fondazioni stesse. Per quanto riguarda invece il personale dipendente, questo tipo di fondazioni ha adottato il contratto di lavoro di diritto pubblico disciplinato dagli accordi collettivi nazionali. Anche gli assistenti sociali sia come inquadramento contrattuale che come mandato istituzionale sono assimilabili al tipo di dipendenza e alla qualità di lavoro svolto dal Servizio Sociale all interno delle Aziende Ospedaliere. Alcune altre esperienze di Fondazioni di partecipazione sono collegate invece ad una normativa di carattere regionale, la DGR VII/18575 del 5 Agosto che disciplina le proposte di sperimentazione gestionali, cioè le esperienze di gestione mista di attività di diagnosi e cura e la collaborazione tra Aziende Sanitarie pubbliche e soggetti privati. In genere vengono attuate per esigenza degli Enti Locali di reperire fondi privati per salvare e consolidare gli ospedali presenti sul proprio territorio. Risulta difficile capire al momento attuale gli aspetti positivi e le aree critiche che le Fondazioni ospedaliere pongono, in primo luogo perché le poche esperienze presenti sono molto recenti ed un giudizio sarebbe del tutto prematuro. In particolare è difficile capire se e quanto la gestione strategica sarà condizionata dalla presenza di soggetti privati, che potrebbero interferire sulla necessità di dare prioritariamente risposte adeguate al bisogno di salute e di cura della popolazione. 12 Legge 13 maggio 1978, n Deliberazione di Giunta Regionale VII/18575 del 5 Agosto 2004 Linee Guida per l attivazione di collaborazioni tra Aziende Sanitarie pubbliche e soggetti privati 18

19 2. Ambito dell indagine Uno sguardo d insieme L ambito dell indagine evidenzia la complessità e l intreccio della tipologia dei dati che si sono raccolti: si sono rilevati ed analizzati gli assistenti sociali della Regione Lombardia presenti nei Presidi e nei Dipartimenti di Salute Mentale sia delle Aziende Ospedaliere che di alcune Altre Strutture non Aziende Ospedaliere. Nello specifico si sono rilevati con la ricerca i seguenti dati: - le Aziende Ospedaliere raggiunte sono 25, mentre le Altre Strutture non Aziende Ospedaliere sono 7; - i Presidi con la presenza di assistenti sociali rilevati sono 19 nelle Aziende Ospedaliere e 7 nelle Altre Strutture; - i Dipartimenti di Salute Mentale sono 23 nelle Aziende Ospedaliere e 1 nelle Altre Strutture; - gli assistenti sociali sono complessivamente 236: 208 inseriti nelle Aziende Ospedaliere e 28 nelle Altre Strutture; la loro collocazione operativa risulta essere di 146 nei Dipartimenti di Salute Mentale e 87 nei Presidi (2 operano a scavalco tra Presidi e Dipartimenti di Salute Mentale e 1 non è stato rilevato). - per quanto riguarda l Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione delle Stiviere (AO Carlo Poma di Mantova), vista la particolarità della struttura (rispetto a modalità di accesso, tipologia di utenza, vincoli e rapporti con Autorità Giudiziaria ecc.), si è valutato, in sede di analisi dei dati, di non includere nella rielaborazione finale la scheda che si riferisce all OPG. Va quindi tenuto presente che le tabelle ed i grafici non si riferiscono all OPG. Si precisa comunque che in tale Presidio, che è stato istituito nel 1969 ed ha una capienza di 370 posti letto complessivi, operano 3 assistenti sociali. Addentrandoci nella lettura dei dati raccolti e osservando la Tabella 2.a le Aziende Ospedaliere che non hanno dato una restituzione al questionario sono indicate con il carattere corsivo e sono 4 sulle 29 totali: 2 sono Aziende Ospedaliere nell ASL di Bergamo, 1 nell ASL di Cremona ed 1 nell ASL della Città di Milano. Lo studio quindi si riferisce alle 25 Aziende Ospedaliere che hanno risposto alla rilevazione. La ricerca ha raccolto dati da tutte le 14 ASL lombarde in cui sono presenti Aziende Ospedaliere; si è rilevato che nella ASL Vallecamonica Sebino non sono presenti Aziende Ospedaliere. La presenza del Servizio Sociale, o comunque della figura dell assistente sociale, è stata rilevata all interno di 19 Presidi ospedalieri. Per quanto riguarda la presenza del Servizio Sociale all interno dei Dipartimenti di Salute Mentale, la rilevazione si riferisce a 23 Aziende Ospedaliere, in quanto in un caso non è presente il DSM (Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano), mentre in un altro caso la scheda è stata restituita compilata solo per quanto riguarda la parte relativa al Servizio Sociale del Presidio (Fondazione Macchi di Varese]. Nella Tabella 2.a è indicato il numero degli assistenti sociali rilevati. Come meglio dettagliato nel capitolo 4, il dato si riferisce agli assistenti sociali di ruolo e non di ruolo, con diversa presenza oraria nel servizio. Sono inoltre riportati la media dei posti letto dell anno 2006 di ciascuna Azienda Ospedaliera (estrapolati dai dati della Regione Lombardia) e il numero dei pazienti dei DSM (come rilevato dalla ricerca). 19

20 Tabella 2.a Numero assistenti sociali nelle Aziende Ospedaliere rilevati, per ASL, con presenza del Servizio Sociale all interno di Presidi e DSM Azienda Ospedaliera Comune ASL Presidio DSM a.s. Media letti+ a.s. Pazienti++ Ospedali Riuniti di Bergamo Bergamo (BG) Bergamo Bolognini Seriate (BG) Bergamo 774 Ospedale Treviglio Caravaggio Treviglio (BG) Bergamo 739 Mellino Mellini Chiari (BS) Brescia Spedali Civili di Brescia Brescia (BS) Brescia NR Desenzano del Garda Desenzano del Garda (BS) Brescia Sant'Anna * Como (CO) Como Ospedale Maggiore Crema (CR) Cremona 768 Istituti Ospitalieri di Cremona Cremona (CR) Cremona Ospedale di Lecco Lecco (LC) Lecco Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi Lodi (LO) Lodi NR Istituti Ospitalieri "C. Poma" ** Mantova (MN) Mantova Fatebenefratelli Milano (MI) Città di Milano G. Pini Milano (MI) Città di Milano 432 Istituti Clinici di Perfezionamento Milano (MI) Città di Milano L. Sacco Milano (MI) Città di Milano Niguarda Ca' Granda Milano (MI) Città di Milano San Carlo Borromeo Milano (MI) Città di Milano San Paolo Milano (MI) Città di Milano G. Salvini Garbagnate Milanese (MI) Milano Ospedale Civile di Legnano Legnano (MI) Milano Ospedale di Circolo di Melegnano Melegnano (MI) Milano San Gerardo dei Tintori Monza (MI) Milano Ospedale Civile di Vimercate Vimercate (MI) Milano Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia Pavia (PV) Pavia Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Valchiavenna Sondrio (SO) Sondrio Sant'Antonio Abate *** Gallarate (VA) Varese Ospedale di Circolo di Busto Arsizio Busto Arsizio (VA) Varese Fondazione Macchi Varese (VA) Varese rilevate su 29 esistenti**** (su 14)**** 19 (11 ASL ) 23 (14 ASL) * non sono indicati 2 assistenti sociali che lavorano sia nel Presidio che nel DSM ** non sono indicati i 3 assistenti sociali del Presidio dell OPG di Castigliane delle Stiviere *** non è riportato 1 assistente sociale per il quale non è stato indicato se è inserito presso il Presidio o il DSM **** non esistono Aziende Ospedaliere nell ASL Vallecamonica Sebino NB numero totale di assistenti sociali in servizio con varie tipologie di contratto e diverso monte ore settimanale + media da dati regionali ++ numero dei pazienti del DSM rilevati nella ricerca 20

21 La Tabella 2.b si riferisce invece alle altre tipologie di strutture rilevate non Aziende Ospedaliere (Case di Cura Private Accreditate, Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico privati e Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico pubblici), che sono state inserite grazie al coinvolgimento nel gruppo di lavoro di colleghi assistenti sociali che non appartengono alle Aziende Ospedaliere. In questo caso non è stata fatta una ricognizione a tappeto su tutte le realtà presenti in Lombardia, ma ci si è limitati a raccogliere i dati di alcune di esse; pertanto, pur essendo limitata e parziale, la rappresentazione prodotta non potrà essere considerata che una prima parziale raffigurazione di una realtà da approfondire ulteriormente, specialmente come presenza del Servizio Sociale ospedaliero. Nel caso di queste strutture il Servizio Sociale è presente come era anche prevedibile in maniera quasi esclusiva all interno dei Presidi, infatti in un solo caso rispetto alle 7 strutture contattate è presente anche il Dipartimento di Salute Mentale. Tabella 2.b Numero assistenti sociali nelle Altre Strutture rilevate, per ASL, con presenza di Servizio Sociale all interno di Presidi e DSM Nominativo Comune ASL Presidio DSM a.s. Media letti+ a.s. Pazienti++ C.O.F. - Lanzo Hospital Lanzo Intelvi (CO) Como Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS IRCCS Santa Maria Nascente Milano (MI) Milano Istituto Clinico Santa Rita Milano (MI) Milano IRCCS San Raffaele Milano (MI) Milano Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Fondazione Policlinico Mangiagalli Regina Elena Milano (MI) Milano Milano (MI) Milano Fondazione IRCCS San Matteo Pavia (PV) Pavia (su 11) media da dati regionali ++ numero dei pazienti del DSM rilevati nella ricerca La mappatura complessiva Nella Regione Lombardia esistono 29 Aziende Ospedaliere, presenti in tutte le ASL ad eccezione della ASL Vallecamonica Sebino. Sul totale delle 29 Aziende Ospedaliere presenti in Regione, ne sono state rilevate 25, come raffigurato nella Immagine 2. 21

22 Immagine 2 Aziende Ospedaliere rilevate sulle esistenti LEGENDA LEGENDA A.O. rilevate A.O. rilevate A.O. A.O. esistenti esistenti Sono state rilevate complessivamente 32 differenti organizzazioni (25 Aziende Ospedaliere e 7 non Aziende Ospedaliere), con la presenza di assistenti sociali in 24 DSM (23 di Aziende Ospedaliere e 1 non Aziende Ospedaliere) e in 26 Presidi ospedalieri (19 di Aziende Ospedaliere e 7 non Aziende Ospedaliere). Si riportano infine alcune immagini che aiutano a raffigurare la distribuzione dei servizi rilevati nel territorio regionale. Vengono indicati con il colore azzurro e verde le Aziende Ospedaliere e con il colore rosso e rosa le altre strutture non Aziende Ospedaliere. Per quanto riguarda il Servizio Sociale nei DSM, sono stati rilevati in tutte le ASL della Regione, come visivamente raffigurato nella Immagine 3. 22

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