ASSEMBLEA PARLAMENTARE PARITETICA ACP-UE. 25 giugno 2003 ACP-UE 3587/B/03. sui diritti dei bambini e in particolare dei bambini soldato

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1 Traduzione esterna ASSEMBLEA PARLAMENTARE PARETICA ACP-UE 25 giugno 2003 ACP-UE 3587/B/03 RELAZIONE sui diritti dei bambini e in particolare dei bambini soldato Commissione per gli affari politici Relatori: Vitaliano Gemelli Ephraïm Kamuntu (Uganda) RR\ doc APP/3587/B

2 MOTIVAZIONE Seicento milioni di bambini nel mondo vivono in situazione di estrema povertà. Milioni di bambini muoiono ogni anno per malattie facilmente curabili (principalmente diarrea, morbillo, infezioni respiratorie, malaria e malnutrizione). Oltre i 2/3 dei bambini che muoiono ogni anno in Africa sono neonati, la copertura vaccinica per i bambini africani è diminuita dal milioni di bambini nel mondo sono sottoalimentati. Più di 10 milioni di bambini in Africa sono stati resi orfani dall'hiv/aids e rappresentano il 95% degli orfani a causa dell HIV/AIDS del mondo. Due milioni di bambine nel mondo rischiano ogni anno di subire mutilazioni genitali. Contrariamente ai bambini delle altre regioni del mondo la cui speranza di vita continua ad aumentare, i bambini dell Africa subsahariana hanno una speranza di vita inferiore a quella dei loro nonni. 125 milioni di bambini in età per frequentare la scuola elementare non sono scolarizzati, oltre 40 milioni di loro vivono nell Africa subsahariana e la maggior parte è costituita da ragazze. Altri 150 milioni di bambini lasciano la scuola elementare prima di avere imparato a leggere e scrivere e l analfabetismo interessa 860 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo. Il tasso di scolarizzazione elementare in Africa subsahariana resta tra i più bassi di tutte le regioni del mondo. Il numero di bambini vittime di conflitti armati continua ad aumentare, il loro utilizzo si è generalizzato con lo sviluppo delle armi leggere, oggi bambini nel mondo sono impiegati come soldati dalle forze governative e dai gruppi di opposizione armati, in particolare in diversi paesi africani quali l Uganda settentrionale, la Liberia, la Repubblica democratica del Congo, il Burundi, la Costa d Avorio e la Somalia. Dal 1990, oltre 2 milioni di bambini sono stati uccisi e 6 milioni gravemente feriti nel corso di conflitti milioni di bambini dai 5 ai 14 anni lavorano, tra cui milioni in condizioni pericolose, disumane, inammissibili 2, bambini schiavi domestici, bambini impiegati in piantagioni o fabbriche, bambini venduti per riscattare un debito, spesso non dichiarati alla nascita, privati di qualsiasi contatto con la famiglia, non scolarizzati, condannati 3. Ogni anno tra e 2 milioni di donne e bambini sono oggetto di traffico internazionale transfrontaliero. 120 milioni di bambini vivono in strada, talvolta dall età di 3 o 4 anni, una vita terrificante di violenza, pericoli e derive che sono loro spesso fatali. Oltre la metà degli sfollati e rifugiati nel mondo ha meno di 18 anni e l 80% è rappresentato da donne e bambini. Moltissimi bambini sono separati dalla loro famiglia, privati del diritto all istruzione, espulsi dai paesi nei quali hanno cercato rifugio, rinchiusi in centri 4. I figli di 1 Nazioni Unite, Consiglio di sicurezza, Relazione del Segretario Generale sui bambini e i conflitti armati, 26 novembre Olara Otunnu, Dichiarazione presso il Consiglio di sicurezza dell ONU, Dibattito aperto sui bambini e i conflitti armati, 14 gennaio Human Rights Watch, Rapimento e reclutamento in Uganda settentrionale, marzo B, L azione del IPEC contro il lavoro minorile fatti salienti 2002; B, Perché una nuova convenzione dell OIL sul lavoro minorile? 3 Children s Rights: Una seconda opportunità, Save the Children Alliance Rete dell UE di esperti indipendenti in materia di diritti fondamentali, Relazione sulla situazione dei diritti APP/3587/B 2/6 RR\ doc

3 cittadini di paesi terzi nell Unione europea si vedono spesso negare qualsiasi diritto all istruzione perché gli Stati moltiplicano gli assilli amministrativi nei loro confronti 1, che siano richiedenti asilo, immigrati, apolidi o immigrati privi di documenti 2. La violenza familiare e istituzionale nei confronti dei bambini rimane diffusa e troppo spesso impunita. La pornografia rappresentante minori e lo sfruttamento sessuale 3 dei minori conoscono uno sviluppo inquietante a causa in particolare dello sviluppo delle nuove tecnologie di comunicazione e dell apertura delle frontiere europee 4. I. Il quadro giuridico 1. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo Si è dovuto attendere il 1989 affinché le norme giuridiche relative alla tutela dei minori fossero raggruppate in un unico strumento, la Convenzione sui diritti del fanciullo, approvata da tutta la comunità internazionale e che proclama senza ambiguità i diritti che ciascun bambino deve poter esercitare, indipendentemente dal luogo di nascita e dall identità dei genitori, nonché da qualsiasi considerazione relativa al sesso, alla religione o all estrazione sociale... Oggi, tutti i paesi del mondo tranne gli Stati Uniti hanno ratificato la Convenzione sui diritti del fanciullo e sono numerosi gli Stati partecipanti alla Convenzione che hanno ritirato le riserve iniziali. Nessuno strumento relativo ai diritti umani ha mai suscitato un tale sostegno in un lasso di tempo tanto breve. La Convenzione ha contribuito all elaborazione di altri strumenti internazionali relativi ai Diritti umani, tra cui due protocolli relativi il primo al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e l altro alla vendita, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori, nonché nuove norme in materia di adozione internazionale, lavoro minorile e giustizia minorile. A livello nazionale molte nuove costituzioni hanno previsto disposizioni che garantiscono esplicitamente i diritti dei bambini mentre le costituzioni esistenti sono state emendate in modo da menzionare espressamente i diritti dei bambini, in tutti i paesi sono state avviate riforme per allineare legislazioni e ordinamenti nazionali ai principi e alle disposizioni della Convenzione sui diritti del fanciullo. La Convenzione sui diritti del fanciullo fa obbligo agli Stati aderenti di promuovere e incoraggiare la cooperazione internazionale al fine di ottenere gradualmente la completa attuazione dei diritti del bambino e di sostenere i paesi cui fanno difetto le risorse e la capacità per ottemperare a tali obblighi 5. In tale ottica, occorre tenere conto in particolare delle necessità dei paesi in via di sviluppo. Quattro degli obiettivi di sviluppo del Millennio si riferiscono specificamente ai bambini, il fondamentali nell UE e nei suoi Stati membri nel 2002, marzo APP ACP-UE, risoluzione sul nuovo partenariato per lo sviluppo dell Africa, Brazzaville, 3 aprile Human Rights Watch, I diritti dei bambini, rapporto mondiale UNICEF, 2 congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini a fini commerciali, Yokohama, dicembre Nazioni Unite, relazione annuale del Relatore speciale sulla vendita di bambini, la prostituzione minorile e la pornografia rappresentante minori, 11 aprile Articoli 4, 24 e 28 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo RR\ doc 3/6 APP/3587/B

4 che si è tradotto in un forte incentivo a favore dei bambini in termini di creazione di un quadro per una serie di politiche di sviluppo incentrate sui bambini 1. Con la dichiarazione e il piano d'azione «Un mondo a misura di bambino", approvati nel corso della Sessione speciale sull'infanzia dell'assemblea generale delle Nazioni Unite del maggio , 190 paesi hanno impegnato i propri governi su una serie di obiettivi specifici, vincolati a scadenze, in favore di bambini e giovani, ponendo particolarmente l'accento sulla promozione della salute, un'istruzione di qualità, la lotta contro lo sfruttamento, la violenza e l'hiv/aids I progressi regionali Importanti progressi sono stati compiuti anche sul piano regionale poiché nel 1990 l OUA ha approvato la Carta africana per i diritti e il benessere del fanciullo africano, primo strumento regionale di questo tipo, entrata in vigore nel L'Accordo di Cotonou fa specifico riferimento alla Convenzione sui diritti del fanciullo. L'Articolo 26 dichiara che la cooperazione nel quadro dell'accordo "sostiene politiche, misure e azioni intese a tutelare i diritti dei giovani e dei bambini e in special modo delle bambine". I bambini sono altresì menzionati specificamente all'articolo 11 relativo alle politiche di consolidamento della pace, di prevenzione e risoluzione dei conflitti, nonché all'articolo 70 sul commercio e le norme di lavoro. Nonostante queste evoluzioni positive, la ratifica degli strumenti internazionali di tutela dei minori e la loro attuazione sono ben lungi dall essere completate sia a livello degli Stati membri dell'ue che degli Stati ACP. 3. Progressi specifici per i bambini soldato Oggi, dall America all Africa, dall Europa al Medio Oriente all Asia, nessuna categoria di bambini si trova ad essere così tanto vulnerabile come i bambini coinvolti in conflitti armati. Circa ragazze e ragazzi di meno di 18 anni sono attualmente arruolati come bambini soldato nelle forze armate governative e nei gruppi armati di opposizione in più di 30 paesi nel mondo. I bambini vengono uccisi e mutilati, si ritrovano orfani e separati dalla propria famiglia, sfollati e traumatizzati, impossibilitati a frequentare la scuola, senza accesso alle cure sanitarie, vittime di rapimenti e abusi sessuali, mutilati da mine, sfruttati come bambini soldati, segnati da profondi traumi e ferite emotive. Nei contesti bellici e post-bellici i bambini sono ancor più oggetto di fenomeni gravi quali tratta, sfruttamento sessuale, mancanza di istruzione e di assistenza sanitaria. Negli anni 90, più di 2 milioni di bambini sono morti a causa di conflitti armati; più di 1 milione è rimasto orfano; più di 6 milioni sono stati gravemente feriti o resi permanentemente disabili; e oltre 10 milioni hanno riportato gravi traumi psicologici. Moltissimi minori, soprattutto ragazze, sono stati vittime di stupro e altre forme di violenza sessuale utilizzati come deliberato strumento di guerra. Oggi, più di 20 milioni di bambini sono sfollati a causa 1 UNICEF, gli Obiettivi di sviluppo del millennio Si tratta dei bambini - NY, Nazioni Unite, Assemblea generale, Piano di campagna per l attuazione della Dichiarazione del Millennio, 6 settembre 2001, A/S6/326 2 UNICEF, "Noi bambini: esame di fine decennio sul seguito dato al Vertice Mondiale per l infanzia", 2001 e aggiornamento 3 UNICEF, "Un anno dopo, i bambini attendono ancora che i leader politici si pronuncino, gli obiettivi concordati da tutte le nazioni nel maggio 2002 si realizzano lentamente, maggio APP/3587/B 4/6 RR\ doc

5 di guerre nel proprio paese o all estero e ogni mese circa 800 bambini vengono uccisi o rimangono mutilati dalle mine. I bambini vengono reclutati come carne da cannone e utilizzati per sminare i terreni. Anche la produzione e la facile reperibilità di armi leggere a basso costo hanno contribuito ad esacerbare il problema aumentando il numero di bambini che diventano bambini soldato. Anche un ragazzino di dieci anni può smontare e riassemblare queste armi leggere e di facile impiego. Progressi Grazie a importanti campagne internazionali condotte negli anni scorsi, sono state aggiunte nuove e fondamentali norme internazionali al quadro della tutela dei bambini vittime di guerra: Il Protocollo opzionale alla Convenzione dei diritti del fanciullo concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, che fissa a 18 anni il limite di età per il reclutamento obbligatorio e la partecipazione diretta alle ostilità e richiede agli Stati aderenti di innalzare l età minima per il reclutamento volontario ad almeno 16 anni; Lo Statuto di Roma che istituisce il Tribunale penale internazionale e che definisce come crimini di guerra sia la coscrizione, l arruolamento e l utilizzo in ostilità di bambini di meno di 15 anni sia gli attacchi alle scuole e agli ospedali o gli atti gravi di violenza sessuale; La Convenzione dell OIL n. 182, entrata in vigore nel novembre 2000, che definisce l utilizzo dei bambini come soldati una delle peggiori forme di lavoro minorile e stabilisce a 18 anni l età minima per il reclutamento obbligatorio o coatto; La Carta Africana per i diritti e il benessere del fanciullo, il primo trattato regionale che stabilisce a 18 anni l età minima per tutte le forme di reclutamento e partecipazione ad ostilità, entrata in vigore nel novembre 1999; L inserimento della questione dei bambini vittime di conflitti armati nel programma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Con una iniziativa storica, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha formalmente affermato che la protezione e la sicurezza dei bambini coinvolti in ostilità costituisce un tema inerente alla pace e alla sicurezza che come tale rientra quindi legittimamente nel proprio programma; ha definito misure specifiche e mirate nelle proprie risoluzioni; e ha ora stabilito la pratica di una revisione e un dibattito annuale sul tema. Inoltre, il Consiglio di sicurezza ha assunto una posizione significativa sulla questione dello sfruttamento dei bambini come soldati. Nella risoluzione 1379 (2001), il Consiglio ha richiesto al Segretario Generale di fornire un elenco per il proprio programma delle parti che reclutano o adoperano i bambini in situazioni di conflitto. Questo elenco è il primo del suo genere in quanto per la prima volta una relazione ufficiale ha designato e elencato nello specifico i responsabili degli abusi sui bambini in situazioni di conflitto. Richiedendo l approntamento dell elenco, il Consiglio di sicurezza ha mandato un messaggio politico forte a chi viola i diritti dei bambini nei conflitti armati affermando che i responsabili non possono agire rimanendo impuniti e che saranno chiamati a rispondere delle loro azioni. L impunità non deve mai prevalere. L impegno alla responsabilità e al rispetto delle norme giuridiche e di quelle sancite dallo Statuto di Roma che istituiscono il Tribunale penale internazionale riveste un significato storico per la tutela dei bambini vittime di conflitti armati. E inoltre necessario sottolineare le conseguenze sui bambini della proliferazione e del RR\ doc 5/6 APP/3587/B

6 traffico di armi leggere e artiglieria leggera. I bambini sono coinvolti direttamente in quanto partecipano ai conflitti come soldati. Le conseguenze negative delle armi leggere e dell artiglieria leggera sui bambini nella società bellica e post-bellica sono particolarmente gravi oggigiorno poiché la diffusione delle guerre civili e dei conflitti condotti da attori non statali, milizie e eserciti informali espone un numero crescente di bambini al rischio di partecipare, volontariamente o coattivamente, a tali forme non regolate di violenza. La Risoluzione 1460 (2003) del Consiglio di Sicurezza chiede agli Stati membri, conformemente al Programma di azione delle Nazioni Unite sulle armi leggere e l artiglieria leggera di prevenire, combattere e sradicare il traffico illecito di armi leggere e artiglieria leggera, di adottare azioni efficaci tramite anche la risoluzione dei conflitti e lo sviluppo e l attuazione di una legislazione nazionale, coerentemente con le responsabilità esistenti degli Stati ai sensi della legislazione internazionale in materia, per controllare il traffico illecito di armi leggere verso le parti coinvolte in conflitti armati che non rispettano pienamente le disposizioni della legislazione internazionale in materia relativamente ai diritti e alla protezione dei minori coinvolti in conflitti armati e chiede inoltre una valutazione delle violazioni dei diritti e degli abusi di cui sono vittima i bambini durante i conflitti armati, compreso nello sfruttamento e traffico illegale di risorse naturali e nel traffico illegale di armi leggere nelle zone in conflitto. II. La volontà politica La Dichiarazione politica dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sui diritti dei bambini La povertà rimane il maggiore ostacolo da superare affinché i diritti del fanciullo possano cominciare ad essere rispettati. Eppure, le risorse necessarie per rispondere alle esigenze essenziali dei bambini sono modeste 1. L'ostacolo principale non è la mancanza di risorse bensì l assenza di volontà politica per collocare i diritti dei bambini al centro delle priorità. La violenza e in particolare la violenza che subiscono i bambini direttamente o indirettamente coinvolti in conflitti armati costituisce una violazione estrema dei diritti dell infanzia. Operare per la costruzione della pace deve essere uno dei nostri obiettivi primari. Come Assemblea parlamentare paritetica, ci impegniamo a esercitare pressioni sui nostri governi, parlamenti e istanze internazionali di cui facciamo parte affinché i diritti dei bambini divengano finalmente la nostra priorità comune e in particolare la lotta contro la povertà e le diverse forme di violenza. 1 Il costo dell accesso universale ai servizi sanitari, di istruzione, approvvigionamento idrico e bonifica rappresenta soltanto ulteriori miliardi di dollari l anno secondo le stime della Banca mondiale e dell'onu. Ebbene, i paesi ACP hanno in genere stanziato una quota più rilevante del proprio budget alla difesa rispetto all'insegnamento di base o alle cure sanitarie primarie, i paesi europei hanno stanziato per la difesa risorse dieci volte superiori rispetto all ammontare degli aiuti statali allo sviluppo (fonti: Banca mondiale, OCSE, UNDP, UNICEF) APP/3587/B 6/6 RR\ doc

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