ASL TO1 Autismo Modelli e Strategie di intervento

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "ASL TO1 Autismo Modelli e Strategie di intervento"

Transcript

1 ASL TO1 Autismo Modelli e Strategie di intervento Geninatti Neni Giovanni, NPI Bazzini Stefania, NPSM Bertolotto Irene, Log Camilli Meletani Fiorenza, Educatrice Ferrando Enrica, NPSM Santo Sara, Log S.C. NPI ASL TO1 EST Torino 7 Febbraio 8 Maggio 2012 Contributo slides: M.Gandione (OIRM Torino)

2 Fonte: ANGSA

3

4

5

6 Come si presenta il bambino con disturbo dello spettro autistico non comunica sguardo difficile da agganciare, deviato, laterale uso degli oggetti scarsamente strutturato, stereotipato gioco povero e frammentato e/o ripetitivo il gioco simbolico assente e, quando presente, poco creativo, ripetizione di scene vissute o particolarmente attraenti sul piano sensoriale assenza di attenzione congiunta movimenti ripetitivi, stereotipati posture bizzarre scarsa regolazione dell umore

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17 L'Autismo Infantile è una sindrome comportamentale complessa, a comparsa precoce (entro i primi tre anni di vita) caratterizzata da una marcata compromissione dell interazione e della comunicazione sociale il cui fenotipo comportamentale è quanto mai vario (si preferisce quindi parlare di Disturbi dello Spettro Autistico) si configura come una disabilità permanente che accompagna il soggetto per l intero ciclo vitale, con una espressività variabile nel tempo

18 La Classificazione della O.M.S. (ICD-10) Sindromi da alterazione globale dello sviluppo psicologico L autismo è una sindrome definita dalla presenza di una compromissione dello sviluppo che si rende manifesta prima dei tre anni, e da un tipo caratteristico di funzionamento anomalo nelle aree dell interazione sociale, della comunicazione e del comportamento, che è limitato, e ripetitivo.

19 Autismo - DSA DPS Disturbi Pervasivi dello Sviluppo DGS Disturbi Generalizzati dello Sviluppo Sn. da alterazione globale dello sviluppo psicologico F84

20 Compromissione relazione sociale Assenza di non verbale: ( diretto e interpretato): sguardo,espressione mimica, posture corporee e gesti della relazione (sguardo, abbraccio, sorriso, saluto) Assenza attenzione congiunta: non prestare o richiamare attenzione su sé, persone o oggetti Assenza di reciprocità sociale ed emotiva: isolamento,rifiuto, passività,coinvolgimento dell'altro come aiuto"meccanico, indifferenza alle separazioni,non condivisione di affetto, dolori e punizione, non gioco sociale con coetanei, no controllo emotivo sociale, no norme sociali

21 Compromissione comunicazione sociale Ritardo o totale mancanza dello sviluppo del linguaggio parlato ( non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso alternative) In presenza di linguaggio adeguato incapacità di iniziare o sostenere la conversazione Uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo o linguaggio eccentrico; difficoltà prosodiche, ecolalia, inversione pronominale, comprensione letterale, difficoltà per metafore

22

23

24

25 Comportamenti, interessi, attività ristretti, ripetitivi, stereotipati, no gioco simbolico Dedizione ad interessi ristretti e stereotipati date, numeri di telefono, frequenze di trasmissioni radiofoniche,date di nascita, targhe e modelli auto, mimare in modo ripetitivo i gesti-parole di un attore della televisione Sottomissione rigida ad inutili abitudini o rituali di spazio ed oggetti reazioni catastrofiche a piccoli cambiamenti nell'ambiente, una risistemazione dei mobili o l'uso di nuove posate Sottomissione rigida ad abitudini rituali percorrere ogni giorno la stessa strada per recarsi a scuola, lavarsi le mani.

26 Interesse per parti di oggetto o per alcuni di essi: oggetti in movimento (per es. ruote di giocattoli che girano, porte che si aprono e chiudono, le pale dei ventilatori elettrici lavatrice o altri oggetti che ruotano rapidamente). Può essere presente attaccamento intenso ad oggetti inanimati (per es. un pezzo di spago o un elastico) Stereotipie motorie autolesive e non: altalena,le mani (corpo ed oggetti), andatura ipo-ipertonica, la testa, le smorfie Assenza di gioco simbolico: Mancanza di immaginazione e finzione (impersonare ruoli adulti, personaggi di fantasia, animali, ecc.)

27 Problemi associati allo spettro autistico 1.Ritardo Mentale Nella maggior parte dei casi è presente ritardo mentale variabile in un range da lieve a grave. Le capacità verbali tipicamente più deboli delle capacità non-verbali.

28

29 FUNZIONE INTELLETTIVA - 40 % : Q.I.sotto dei % : Q. I. tra i % : Q. I. dai 70 su

30 Caratteristiche cognitive Quoziente Intellettivo a picchi Capacità di performance > capacità verbali Pensiero visivo Deficit specifico nella memoria di sequenze Buona memoria visiva e a breve termine Tendenza a sistematizzare e a classificare

31 2.Problemi sensoriali Nei Disturbi dello Spettro Autistico il cervello sembra incapace di bilanciare i sensi in modo appropriato. Se la percezione è alterata lo è anche la relazione con realtà Elusione degli stimoli,iperselettività degli stimoli Soglia del dolore elevata, ipersensibilità al suono o al tatto

32 - Alcuni trovano quasi insopportabile il contatto dei vestiti sulla pelle. - Certi rumori - l aspirapolvere, il telefono, uno scoppio improvviso, provoca in questi bambini la reazione immediata di coprirsi le orecchie e urlare. - Alcuni bambini con ASD sono insensibili al dolore o al freddo pungente. - Altri non esitano a battere ripetutamente la testa contro il muro, mentre un tocco leggero sulla spalla li fa urlare di paura

33 3. Altri problemi associati Iperattività, tempi di attenzione brevi, impulsività, aggressività, autolesionismo, e, specialmente nei bambini piccoli, crisi di collera Anomalie dell'alimentazione restrizioni dietetiche a pochi alimenti, Picacismo, anomalie del sonno con risvegli notturni ricorrenti con dondolamenti Anomalie dell'umore o dell'affettività,ridacchiare o piagnucolare apparentemente senza motivo, apparente assenza di reazioni emotive

34 No reazioni di paura a pericoli reali, in presenza di timore eccessivo nei confronti di oggetti innocui 1 bambino su 4 ha crisi epilettiche, con perdita ci conoscenza, convulsioni, assenze. Non sonno o febbre alta provocano la crisi Eterogeneità dei profili

35 Autistico dotto : Isole di Abilità o problemi associati? Iperlessia: un soggetto di 4 anni può essere capace di "decodificare" un testo scritto con una comprensione estremamente limitata del significato di ciò che sta leggendo Abilità di calcolo: bambino di 10 anni può possedere abilità straordinarie nel calcolare somme o date

36 Memoria a lungo termine orari ferroviari, le date storiche, le formule chimiche o ricordare esattamente le parole di una canzone sentita anni prima eccellenti, le informazioni tendono ad essere ripetute più e più volte, a prescindere da quanto siano appropriate alcontesto sociale Abilità visivo-spaziali: puzzle, individuare figure geometriche, disegno

37

38 La Classificazione della O.M.S. (ICD-10) Sindromi da alterazione globale dello sviluppo psicologico L autismo è una sindrome definita dalla presenza di una compromissione dello sviluppo che si rende manifesta prima dei tre anni, e da un tipo caratteristico di funzionamento anomalo nelle aree dell interazione sociale, della comunicazione e del comportamento, che è limitato, e ripetitivo.

39 Compromissione Qualitativa dell INTERAZIONE SOCIALE Il termine qualitativo, vuole indicare la necessità di non limitarsi a considerare la semplice presenza/assenza di un comportamento, quanto piuttosto di tener conto del reale piacere da parte del soggetto di condividere con l altro esperienze, affetti ed interessi

40 Nel corso del primo anno di vita sguardo sfuggente assenza di sorriso sociale mancanza di atteggiamenti anticipatori quando si cerca di prenderlo in braccio (tendere le braccia) atipie del dialogo tonico (difficoltà a tenerlo in braccio) inadeguatezza dell attenzione congiunta (difficoltà di richiamare la sua attenzione su un oggetto o un evento interessante)

41 Fra il secondo e il quinto anno di vita il bambino si aggira fra gli altri come se non esistessero tende ad isolarsi quando chiamato non risponde non richiede la partecipazione dell altro nelle sue attività, né lo rende partecipe delle sue attività (richiamando, ad esempio, l attenzione dell altro su oggetti o eventi interessanti, ovvero portando o mostrando oggetti) utilizza l altro in maniera strumentale per l appagamento delle esigenze del momento Rapporto non assente ( richiesta ma non condivisione )

42 In epoche ancora successive (dal sesto anno di vita in poi) la compromissione dell interazione sociale può continuare ad esprimersi con i comportamenti su accennati ovvero, in relazione al conseguimento di un adattamento formale all ambiente, può assumere forme meno esplicite a fronte di un apparente adeguamento alle regole sociali, persiste uno scarso investimento della relazione con mancata individuazione dell altro come figura privilegiata per condividere esperienze, interessi ed attività.

43 Compromissione Qualitativa della COMUNICAZIONE

44 A. la capacità di capire (in ricezione) e di utilizzare (in espressione) quei codici comunicativi che permettono all individuo di entrare in un interscambio con l altro B. la capacità di accedere a giochi di finzione; la capacità, cioè, di riproporre in chiave ludica situazioni sociali vissute e mentalmente rielaborate.

45 A) Non solo linguaggio verbale, ma anche componente posturo-cinetica (posture, sguardo, atteggiamenti mimici, gesti) e alla componente non verbale del linguaggio (intonazione, prosodia, pause) Il deficit del padroneggiamento dei codici della comunicazione investe sia il versante ricettivo sia quello espressivo: il bambino autistico non riesce a capire quello che gli altri vogliono comunicargli e, nello stesso tempo, non riesce a farsi capire

46 Nel corso dei primi anni di vita mancato uso del linguaggio verbale disattenzione nei confronti del linguaggio verbale degli altri ( non ci chiama per nome, non si volta quando chiamato per nome, non usa le parole per chiedere o indicare, non sta a sentire quando gli si chiede di fare qualcosa ). (non compensato da modalità alternative di comunicazione come gesti o mimica) I bambini che cominciano ad accedere a produzioni verbali, mettono comunque in evidenza atipie espressive rappresentate da gergolalie, ecolalia immediata, ecolalia differita, inversioni pronominali, stereotipie verbali

47 Dopo il sesto anno di vita, il 50% dei casi riesce ad accedere al linguaggio verbale, qualitativamente inadeguato (mancato riconoscimento dell altro come partner conversazionale, argomenti favoriti) frequente è l uso di frasi bizzarre, spesso associate in maniera illogica ad alcuni eventi (espressioni idiosincratiche) raramente vengono usati gesti e quelle pantomime sul piano del linguaggio di comprensione, vengono segnalati alcuni deficit molto particolari, quali l incapacità di riconoscere i motti di spirito, i doppi sensi, le metafore. Ne deriva una comprensione cosiddetta letterale. (Pragmatica: linguaggio in rapporto a scopi, bisogni,intenzioni,ruoli)

48 Il gioco di finzione, anche normalmente, non segue un carattere del tutto-o-niente ma se in parte presente questa attività sarà sempre atipica, in quanto: ipostrutturata rispetto alla normalità; limitata a solo alcune azioni, riprodotte peraltro in maniera meccanica e ripetitiva; priva di un reale piacere di condivisione con l altro In alcuni bambini autistici si rileva un intensa attività immaginativa, espressa dalla riproposizione di scene vissute o viste in TV, che vengono mimate in tutti i dettagli (ripetitività). B)

49 Modalità di Comportamento, Interessi e Attività Ristretti, Ripetitivi e STEREOTIPATI

50 Il bambino autistico presenta un interesse assorbente e perseverante che può riguardare diversi aspetti della realtà: raccolta di stimoli provenienti dal proprio corpo (per esempio, guardarsi le mani) o osservazione di particolari oggetti ed eventi o anche esecuzione di determinate attività più o meno elaborate e mentalizzate (scene film mimate).

51 Ritualizzazione di alcune abituali routine quotidiane, quali il mangiare, il lavarsi, l uscire, che devono svolgersi secondo sequenze rigide ed immutabili. Bisogno di immutabilità - riferito dai genitori come espressione di un carattere abitudinario - si verifica anche nel gioco, nella disposizione degli oggetti nella sua stanza, nei percorsi da seguire nelle uscite o nell attaccamento esasperato ad oggetti insoliti. Due aspetti particolari caratterizzano questo tipo di comportamenti: l abilità del bambino di cogliere anche minime variazioni del set percettivo e le reazioni di profondo disagio quando ciò avviene.

52 Preoccupazioni legate allo sviluppo sociale "Non sorride quando gli si sorride o quando si gioca con lui "Evita o presenta scarso contatto di sguardo "Sembra vivere in un suo mondo "Si comporta come se non fosse consapevole della presenza e degli spostamenti degli altri "Sembra escludere gli altri e gli avvenimenti esterni "E' eccessivamente indipendente "Non è interessato agli altri bambini "Preferisce giocare da solo "Tiene le cose per se stesso e non ama condividerle con gli altri"

53 Preoccupazioni legate allo sviluppo della comunicazione non verbale e verbale: "Non dirige l'attenzione a qualcosa che gli viene indicato "Non fa ciao-ciao "A volte sembra sordo "Qualche volta sembra ascoltare, altre volte no "Non risponde quando lo si chiama per nome "Il linguaggio è ritardato "Non chiede ciò che vuole "Prima diceva alcune parole, ma ora non lo fa più"

54 Preoccupazioni legate al modo di comportarsi "Non gioca con i giocattoli come gli altri bambini "Odora o lecca i giocattoli "Resta attaccato ad un'attività in maniera ripetitiva "Presenta un attaccamento esagerato ad un oggetto "Si fissa su alcuni particolari "Mette in fila le cose "Cammina sulle punte "Presenta movimenti bizzarri come dondolarsi o agitare le mani "E' ipersensibile nei confronti di alcuni suoni e/o altri stimoli "Si mostra insensibile a ustioni o contusioni "Ha delle esplosioni di ira senza apparente motivo "E' iperattivo, poco collaborante o francamente oppositivo"

55 Sensorialità Nella maggioranza dei casi i bambini con Disturbo Autistico non emergono disturbi sensoriali attraverso i comuni esami diagnostici. Sono peraltro evidenti risposte comportamentali insolite a stimoli sensoriali. La presenza di queste atipicità non rappresenta attualmente un criterio necessario ai fini diagnostici (era stato introdotto con il DSM-III), malgrado genitori e riportino frequentemente anomalie in questo ambito

56 Le Atipicità sensoriali rivestono un ruolo importante nella vita delle persone autistiche, accanto alle difficoltà comunicative e sociali. I sistemi sensoriali di cui siamo forniti ci permettono di acquisire le informazioni necessarie per agire, interagire e comprendere il mondo esterno e sono alla base dell'apprendimento. Alcune delle difficoltà delle persone autistiche ad inserirsi nel contesto che li circonda possono essere ascritte, oltre che alle difficoltà di comunicazione, anche a sovra e sottostimolazioni dei vari sistemi sensoriali (per es. un suono debole avvertito con particolare intensità o un tocco, una carezza sperimentati come la pressione esercitata da carta vetrata).

57 Le atipicità sensoriali possono riguardare : ipo e iper sensibilità agli stimoli ambientali che spesso fluttua tra i due poli; tali stimoli possono essere di natura uditiva, olfattiva e tattile. Conseguentemente una persona con autismo può annusare, ricercare il contatto in maniera eccessiva, fino all'autolesione, oppure può rifiutare le fonti di rumori, di odori e di contatti. In alcuni casi può essere utile lasciare che sia la persona autistica ad iniziare il contatto, poiché in tal modo ha il tempo di percepire ed elaborare le sensazioni da esso derivanti. Ricerca di autostimolazione sensoriale specifica Dispercezioni: ad esempio la profondità può essere percepita erroneamente oppure oggetti immobili possono essere percepiti in movimento.

58 Sovraccarico percettivo: generalmente le situazioni caratterizzate da un eccesso di stimoli visivi o uditivi, possono suscitare disagio e insofferenza con conseguenti reazioni di rabbia e di aggressività. Difficoltà nell'elaborare informazioni provenienti da più canali contemporaneamente ( Multichannel perception": per es. la percezione di un suono può anche provocare la visione di colori o la percezione di odori.)

59 Iperselettività degli stimoli: le persone autistiche hanno la tendenza a focalizzare l'attenzione su una fonte stimolante o su dettagli o aspetti insoliti e irrilevanti di uno stimolo, trascurando l'insieme e il contesto. Forte abilità discriminativa visuo-spaziale: la tendenza a concentrarsi sui dettagli consente alla persona autistica di mostrare abilità percettive nello spazio, come la memoria di posizioni e forme, la discriminazione di immagini e forme, la capacità di costruire puzzles, incastri, ecc.

60 Le atipicità sensoriali possono, di conseguenza, generare elevati livelli di angoscia, paura, ansia, condizionando negativamente la vita quotidiana e il funzionamento sociale delle persone autistiche. Inoltre esistono differenze individuali e ciò che può risultare fastidioso per una persona, può essere indifferente o addirittura piacevole per un'altra, e la stessa persona può essere infastidita da una serie di stimoli, mentre può ricercarne altri, anche in maniera eccessiva, come fonte di piacere e di sicurezza.

61 sembrava che io avessi più sensibilità nei denti che nel resto del corpo, dove avvertivo le sensazioni in modo vago. Il mio cervello percepiva solo informazioni confuse dal resto del corpo e io dovevo utilizzare la vista per capire bene cosa stesse accadendo. Tanto più una parte del corpo era lontana dal cervello, tanto più le sensazioni erano indistinte. Gunilla Gerland

62 Il pensiero visivo Io penso in immagini. Le parole sono come una seconda lingua per me. Io traduco le parole in filmati a colori, completi di suono, che scorrono come una videocassetta nella mia mente. Temple Grandin

63 Per esempio il mio concetto di cane è inscindibilmente connesso ad ogni cane che ho incontrato. E come se avessi un catalogo a schede dei cani che ho visto, completo di fotografie, che cresce continuamente via via che aggiungo nuovi esempi alla mia biblioteca video. Temple Grandin

64 Non capivo perché tutti quei bambini dovessero stare nella mia casa, nel mio giardino e giocare insieme durante il giorno del mio compleanno. Non potevo partecipare ai loro giochi. A me bastava che fossero in tre o quattro, affinché non diventassero un ammasso informe di braccia, gambe voci e risate. Questo mi spaventava e mi stancava. Era come essere chiusi in una stanza piena di palle pazze in costante movimento. Gunilla Gerland

65 Trovo molto difficile capire le situazioni sociali e posso superare tale problema solo se ogni minimo passo, regola e idea mi vengono scritti e numerati in sequenza, in una colonna che devo guardare e riguardare molte volte per impararla tutta. Ma anche così non ho alcuna garanzia di sapere sempre come, quando, e dove applicare le regole, perché il contesto, che è sempre diverso da quello in cui le ho imparate, mi confonde... La vita è sconcertante, una confusa interazione fra una massa di persone, fatti, cose e luoghi senza alcun confine. La vita sociale è difficile perché non sembra seguire uno schema Jim Sinclair

66 Temple Grandin Pensare con il linguaggio e le parole mi è estraneo. Io penso interamente per immagini. E come guardare nella mia immaginazione una serie di videocassette sullo schermo di un video registratore. Ero convinta che tutto il mondo pensasse per immagini prima di interrogare moltissime persone sui loro meccanismi di pensiero. Per recuperare un informazione che mi è stata comunicata verbalmente devo ripassare la videocassetta della persona mentre parla.

67 Therese Joliffe Se persone normali si trovassero su un altro pianeta con creature aliene, probabilmente si sentirebbero spaventate, non saprebbero cosa fare per adattarvisi e avrebbero sicuramente difficoltà a capire che cosa pensano, sentono e vogliono gli alieni e a rispondere correttamente a tutto questo. L autismo è così. Se su questo pianeta, dovesse improvvisamente cambiare tutto,una persona normale si preoccuperebbe, soprattutto, soprattutto se non capisse il significato di questo cambiamento. Così si sente l autistico quando le cose cambiano. Ciò di cui ho bisogno è di un manuale di orientamento per extraterrestri

68 Autismo infantile Autismo atipico Sindrome di Rett Sindrome disintegrativa dell infanzia di altro tipo Sindrome iperattiva associata a ritardo mentale e movimenti stereotipati Sindrome di Asperger Sindrome non specificata da alterazione globale dello sviluppo psicologico Altre sindromi da alterazione globale dello sviluppo psicologico

69 Disturbo autistico Disturbo di Asperger Disturbo disintegrativo della fanciullezza Disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato Disturbo di Rett

70 DPS/DGS 1. Autismo classico o Disturbo Autistico (Tipico/Atipico) F84.0, F Disturbo Disintegrativo Infantile F Sindrome di Rett F Sindrome Asperger F Disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato F84.8,F84.9

71 Disturbo Disintegrativo Infantile Disturbo molto raro ( 2 su 100mila) Presenta un quadro caratteristico di regressione dello sviluppo dopo almeno 2 anni di sviluppo normale. I bambini con D. D. I. inoltre mostrano ungrado elevato di Ritardo Mentale e di compromissione del linguaggio. Sviluppo normale tra 2-10 anni Non controllo sfinterico, epilessia, maschi

72 Sindrome di Rett Rara ( 1 su 15mila) Genetica, solo femmine, Sviluppo normale fino 6/ 18 mesi, regressione generale: perdita di abilità manuali acquisite e comparsa di andatura e movimenti del tronco scarsamente coordinati. Ritardo mentale e compromissione del linguaggio e della comunicazione. Rallentamento della crescita del cranio, non controllo piedi, contorsioni delle mani, ipersudorazione

73 Sindrome di Asperger Rara. Diagnosticato più frequentemente nei maschi che nelle femmine. Anomalie nelle relazioni,interessi ristretti, ma intelligenza e linguaggio sono nella norma Gravi e persistenti compromissioni dell interazione sociale Nell'infanzia non si osserva ritardo clinicamente significativo dello sviluppo cognitivo o di capacità di auto-aiuto appropriate all'età, della curiosità per l'ambiente Compromissione nell'uso dei molteplici comportamenti non verbali

74 Compromessione della capacità di stabilire relazioni con i coetanei adeguata al livello di sviluppo che può assumere connotazioni diverse a seconda dell'età. I più giovani possono essere scarsamente o per nulla interessati a fare amicizia. I più grandi possono essere interessati all'amicizia, ma non comprendere le convenzioni delle interazioni sociali. Assenza di reciprocità sociale o emotiva (per esempio, mancanza di partecipazione a giochi o divertimenti semplici, preferire attività solitarie.

75 Approccio verso gli altri eccentrico e unilaterale (p.es. insistendo su un argomento di conversazione senza tener conto delle reazioni altrui ) piuttosto che con indifferenza sociale ed emotiva. Interessi ripetitivi e ristretti, sviluppo di attenzione esclusiva per un argomento o un interesse circoscritto, sul quale il soggetto può raccogliere una grande quantità di fatti e informazioni Non c'è ritardo del linguaggio anche se il linguaggio può risultare insolito in termini di preoccupazione del soggetto per certi argomenti e per la sua verbosità.

76 Variabilità del funzionamento cognitivo, con punti di forza nelle aree di capacità verbali ( per es., vocabolario, memoria uditiva meccanica) e punti deboli in aree non verbali ( capacità visuomotorie o visuo-spaziali) Goffaggine e impaccio motorio, generalmente di grado lieve, sebbene le difficoltà motoriepossano contribuire al rifiuto da parte dei coetanei e all'isolamento sociale (per es. l'incapacità di partecipare a sport di gruppo).

77 Disturbo Pervasivo Generalizzato non altrimenti specificato/ Autismo Atipico Non sono pienamente soddisfatti i criteri per una diagnosi specifica di Disturbo Pervasivo Questa categoria include l'autismo atipico, quadri che non soddisfano i criteri per il Disturbo Autistico per l'età di insorgenza, la sintomatologia atipica o subliminare, o tutti questi motivi insieme.

78 Epidemiologia E stato riscontrato in tutte le popolazioni del mondo di ogni razza o ambiente sociale Colpisce i maschi 3-4 volte più frequentemente delle femmine

79

80

81

82

83 L ampiamento dei criteri diagnostici ha determinato l incremento della prevalenza intorno a 34/ bambini per l Autismo e a 60/ per DSA nos (Chakrabarti S, Fombonne, 2008) La letteratura internazionale stima attualmente la nascita di 1 bambino con disturbi dello spettro autistico ogni 150 nati Gli studi epidemiologici condotti sia negli Stati Uniti sia in Europa, nell ultimo decennio, riportano una prevalenza fino a 8 su del complesso dei DPS (Istituto Superiore di Sanità, 2009)

84 In Italia, non esistono dati nazionali sulla frequenza dell autismo nella popolazione Le stime disponibili (Osservatorio autismo della Regione Lombardia) indicano una prevalenza minima di 4,5 casi per In Piemonte è stato accertato un dato di prevalenza in età evolutiva (0-18 anni) di circa 2.5 soggetti su mille, con una punta di 3.7 su mille nella fascia 6-10 anni.

85 in realtà parliamo di bambini diagnosticati Non possiamo parlare di bambini che non accedono ai servizi e che quindi non possono essere diagnosticati

86 Oggi è condivisa l origine biologica dell autismo anche se resta sconosciuta la causa e non esiste alcun trattamento che ne assicuri la guarigione Trattamenti intensivi e precoci consentono importanti miglioramenti Necessità di approccio multidisciplinare e multiprofessionale

87 Infermiere Pediatra Logopedista Terapista della NPEE Insegnante Educatore Neuropsichiatra Infantile Psicologo

88 interazione sociale: difficoltà ad instaurare relazioni sociali Triade delle compromissioni comunicazione sociale: difficoltà nella comunicazione verbale e nonverbale immaginazione: difficoltà nello sviluppo del gioco e dell'immaginazione

89 Componente genetica geni che regolano lo sviluppo del SNC Componente ambientale Relazionale Sociale Componente biologica Alterazioni funzionali e strutturali del SNC e/o malformazioni note

90 Autismo e Ritardo Mentale Circa il 60% dei pazienti autistici presenta ritardo mentale. Una frequenza così elevata di comorbilità ha da sempre sollevato notevoli discussioni. E' difficile stabilire se alcuni comportamenti atipici siano riferibili all'autismo o al ritardo mentale comunque presente

91

92

93

94

95

96 Prognosi La prognosi in genere è severa In particolare, per il Disturbo Autistico si stima che solo nell 1-2% dei casi viene raggiunta la normalità nel % i pazienti raggiungono una discreta autonomia dalla famiglia nel 25-30% i soggetti necessitano costante assistenza

97 La Clinica

98 Insorgenza Il disturbo autistico presenta modalità di esordio subdole e mal definite Vengono classicamente riconosciute forme progressive e regressive, forme lowfunctioning e highfunctioning. Tuttavia la maggioranza dei genitori, retrospettivamente riferisce nei primi 24 mesi di vita del figlio la comparsa dei sintomi.

99 Il D.P.S. deve essere, per definizione, presente entro i 3 anni (ICD10 e DSM IV). La massima espressione sintomatologica, tuttavia, si osserva tra i 4 e i 5 anni, soprattutto nei casi con più alto funzionamento.

100 L intersoggettività primaria (diadica) è la capacità del bambino di entrare in una relazione diretta di tipo espressivo, emotivo e corporeo con la persona che si occupa di lui (baby talking) L intersoggettività secondaria (triadica) riguarda la capacità del bambino di entrare in relazione con l altro condividendo con lui l interesse per una terza cosa o persona. Implica quindi la capacità di attenzione condivisa.

101

102

103 La letteratura scientifica ha dimostrato che interventi precoci e intensivi migliorano il quadro sintomatologico e il livello di sviluppo del bambino. L anticipazione dell invio del bambino ad un servizio specialistico rappresenta pertanto una precondizione per avviare interventi efficaci. I professionisti che si occupano di bambini molto piccoli, come i medici pediatri, hanno un ruolo fondamentale come interlocutori primari delle preoccupazioni dei genitori e come osservatori privilegiati del bambino nei primi anni di vita

104 Le linee di indirizzo della

105 Obiettivi specifici per l Autismo Assicurare una diagnosi accurata, precoce e tempestiva Migliorare la qualità dei piani terapeutici nei primi anni di vita Identificare e sviluppare competenze distintive in tema di autismo Ricorso ad accordi interaziendali quando necessario Assicurare l integrazione scolastica dei pazienti con DPS

106 Il Percorso obiettivo si articola in 8 episodi Sospetto diagnostico Valutazione funzionale Trattamento Accoglienza Restituzione della diagnosi ai genitori Passaggio dai servizi per l età evolutiva ai servizi per l età adulta nell ASL di residenza Valutazione clinica NPI Valutazione psicodiagnostica

107 AUTISMO E DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO PROGRAMMA DI GOVERNO CLINICO PER I DISTURBI NEUROPSICHIATRICI IN ETÀ EVOLUTIVA ASSESSORATO ALLA SANITÀ - REGIONE PIEMONTE Le figure professionali prevalentemente coinvolte, per le strutture citate, sono neuropsichiatri infantili, psicologi, fisiatri, logopedisti, fisioterapisti e terapisti della neuropsicomotricità in età evolutiva (TNPEE), educatori professionali.

108 Sospetto diagnostico Di solito è formulato dal Pediatra di Libera Scelta o dal Medico di Medicina Generale sulla base della presenza di ritardo del linguaggio, disturbo del comportamento, eventuale positività alla CHAT Invio al Centro Territoriale specialistico per iniziare l iter diagnostico-terapeutico previsto Ogni 3 anni i DPS dovrebbero rientrare nell aggiornamento obbligatorio dei Pediatri

109 Valutazione clinica NPI Esame obiettivo e neurologico Cariotipo - X fragile PEU e/o esame audiometrico RM cerebrale (se non escluso RM) EEG (studio regressione e sospetta epilessia).

110 Valutazione Psicodiagnostica Anamnesi approfondita Compilazione di una scala o utilizzo di uno strumento standardizzato specifico (CARS, GARS, ECA, ABC, ADOS e ADI) Se possibile, acquisizione di osservazioni da parte della scuola e di altre figure professionali in accordo con i genitori Se possibile, videoregistrazione del bambino e eventuale acquisizione di filmati amatoriali dei genitori Valutazione del livello cognitivo e/o dello sviluppo a seconda dell età Rilevazione diagnosi di ritardo mentale

111 AUTISMO E DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO PROGRAMMA DI GOVERNO CLINICO PER I DISTURBI NEUROPSICHIATRICI IN ETÀ EVOLUTIVA ASSESSORATO ALLA SANITÀ - REGIONE PIEMONTE Valutazione psicodiagnostica La valutazione psicodiagnostica prevede: Anamnesi approfondita; Osservazione di gioco libero e strutturato, se possibile videoregistrate; Compilazione di una scala o utilizzo di uno strumento standardizzato specifico (ad esempio CARS, GARS, ECA, ABC, ADOS/G e ADR); Valutazione del livello cognitivo e/o dello sviluppo a seconda dell età; Rilevazione diagnosi di ritardo mentale; Se possibile, videoregistrazione del bambino e eventuale acquisizione di filmati amatoriali dei genitori/familiari. Se possibile, acquisizione di osservazioni da parte della scuola e di altre figure professionali in accordo con i genitori/familiari.

112 diagnosi in tempi brevi Restituzione della diagnosi ai genitori approccio multiprofessionale I soggetti di età <24 mesi, o con quadri non conclamati possono richiedere un percorso di valutazione più lungo con necessità di follow up ravvicinati (frequenza minima di una ogni 3 mesi).

113 Criteri per la diagnosi La diagnosi è fatta sulla base dei criteri diagnostici DSM IV, e codificata nel sistema informativo secondo i criteri ICD X. La restituzione è fatta dal neuropsichiatra infantile e/o psicologo del centro territoriale, anche in forma scritta Alla restituzione, o in un opportuno momento successivo, va garantita l informazione sui diritti previsti dalla legge per la disabilità.

114 Valutazione funzionale Utilizzo del PEP-3 o PEP-R Annuale fino a 6 anni, poi ai passaggi di scuola e ulteriori a necessità Valutazione del comportamento adattivo almeno ai passaggi di scuola con scala Vineland Intersoggettività: osservazione e videoregistrazione Valutazione logopedica Valutazione neuropsicomotoria Eventuale utilizzo di checklist di valutazione funzionale SC (Portage). NPI ASL TO 1 Est

115 Valutazione Individuale

116 VALUTAZIONE Valutazione delle abilità sociali del soggetto Valutazione di punti deboli e punti di forza in tutti gli ambiti Valutazione delle risorse disponibili Valutazione dei fattori che interferiscono con la partecipazione sociale Scelta degli obiettivi (priorità, effetti collaterali) Scelta delle strategie (come sfruttiamo i punti di forza del soggetto?)

117 Cosa otterrò alla fine della valutazione funzionale? abilità acquisite abilita emergenti (ovvero quello che la persona fa con aiuto) abilità non acquisite obiettivi dell intervento

118 Differenze individuali Profili di funzionamento diverso richiedono approcci diversi di intervento (gradi diversi) Le differenze individuali si collocano in molteplici aree di funzionamento che possono avere un impatto nel funzionamento sociale

119 Quali strumenti?

120 Profilo neuropsicomotorio Il contributo del terapista della neuropsicomotricità nell ambito diagnostico multidisciplinare è finalizzato a definire il profilo neuropsicomotorio del bambino con sospetto Disturbo Pervasivo dello Sviluppo

121 con lo scopo di 1-individuare 2-evidenziare 3-valutare 4-progettare le aree di competenza neuropsicomotorie le eventuali dis-funzioni neuropsicomotorie l influenza delle dis-funzioni neuropsicomotorie sui segni specifici il miglior percorso educativo e/o terapeutico

122 1 2 attraverso la valutazione e l osservazione degli schemi di azione relativi alle modalità di utilizzo degli spazi degli schemi di azione relativi alle modalità di utilizzo degli oggetti 3 della comunicazione non verbale e del linguaggio del corpo 4 del gioco nel setting neuropsicomotorio

123 la Prima Parte compilando una Scheda di Valutazione valuta la capacità del bambino di risolvere compiti proposti dall osservatore la Seconda parte osserva le modalità comunicative e relazionali del bambino rispetto all ambiente e agli oggetti

124 la Prima Parte valuta il tono d azione le acquisizioni motorie globali e settoriali le abilità prassiche e grafomotorie la strutturazione dello schema corporeo le abilità visuo-percettive l organizzazione spazio-temporale

125 la Seconda Parte osserva Le modalità comunicative e di relazione con l ambiente con l Altro con se stesso con gli oggetti nel gioco La funzionalità sensoriale vista udito tatto

126 Profilo logopedico PERCORSI DI CURA INTEGRATI MULTIPROFESSIONALI NEI DISTURBI PERVASIVI DELLO SVILUPPO N.P.I. - A.S.L. 1 - TORINO Dipartimento di Scienze Pediatriche e dell Adolescenza Sezione di N.P.I. A.S.O.-O.I.R.M.-S. ANNA

127 Comunicazione Scambio di messaggi fra due o più persone mediante uno o più canali comunicativi (pragmatico/analogico/digitale) con l uso di segni costituenti codici comunicativi in rapporto a diverse variabili (socioculturali/ambientali ecc.) in conseguenza di un desiderio o necessità

128 Soggetti con Autismo o DPS Compromesso il livello di: Comprensione Pragmatica Performativo Particolarità espressive

129 Pragmatica Componente posturo-cinetica Componente non verbale

130 Performativo Intenzionalità comunicativa: Verbale-non verbale Richiestiva e dichiarativa

131 Particolarità espressive Gergolalie Ecolalia Stereotipie Frasi bizzarre Stereotipie verbali

132 In sintesi Difficoltà di riconoscimento dell altro come partner conversazionale

133 Competenze linguistiche 3 componenti: Fono-articolatoria Semantico-lessicale Morfosintattica

134 Scheda di valutazione logopedica La valutazione logopedica all interno del percorso diagnostico multidisciplinare ha lo scopo di definire il profilo comunicativo e, laddove presente il linguaggio verbale, lo sviluppo linguistico del bambino con sospetto Disturbo Pervasivo dello Sviluppo

135 Precursori ai performativi Intenzionalità comunicativa Guardare l oggetto desiderato Usare l adulto per ottenerlo La triangolazione Il pointing I performativi richiestivi I performativi dichiarativi

136 Abilità fono-articolatorie Funzionali Esame obbiettivo della muscolatura fonoarticolatoria Prassiche Esame delle prassie verbali-fonatorie non fonemiche

137 Competenze verbali in comprensione e competenze verbali in produzione Pragmatico Fonetico-fonologico Semantico-lessicale Morfo-sintattico

138 Atipicità verbali Ecolalia Simultanea Differita Particolarità espressive Emissioni vocali e sillabiche particolari Stereotipie verbali Neologismi o frasi bizzarre

139 Altri parametri logopedici Percezione uditiva Memoria verbale Prerequisiti ed abilità di letto-scrittura

140 Materiali e metodi 4 sedute di osservazione-valutazione Gradazione dal gioco al setting più strutturato Materiale ludico Test logopedici standardizzanti

141 Modelli di intervento Terapia di gruppo Terapia logopedica CAA

142 Terapia logopedica Linguaggio gestuale convenzionale Comunicazione visiva LIS Linguaggio scritto Linguaggio verbale Educazione della buccalità

143 CAA Comunicazione aumentativa e alternativa: Sistema multimodale Opportunità di comunicazione Modalità di insegnamento pragmatica e concreta Modellamento

144 VALUTAZIONE EDUCATIVA PARTE DELLA VALUTAZIONE FUNZIONALE MULTIPROFESSIONALE APPROFONDIMENTO EDUCATIVO quando viene attivato l intervento specifico dell educatore professionale

145 LA VALUTAZIONE EDUCATIVA COME PARTE DELLA VALUTAZIONE FUNZIONALE MULTIPROFESSIONALE - Contributo alla diagnosi differenziale, al profilo di funzionamento del bambino, alla definizione degli obiettivi - Nell ambulatorio dei distretti 1-8, parallela alla valutazione npi e logopedica - Uso delle checklist Portage

146 APPROFONDIMENTO EDUCATIVO OSSERVAZIONE IN CONTESTI NATURALI a casa, a scuola (osservazione partecipata) DEFINIZIONE DEL PROGETTO INDIVIDUALE

147 OSSERVAZIONE IN CONTESTI NATURALI - PORTAGE: confronto tra i diversi contesti - RETE DI RELAZIONI: familiari, compagni, insegnanti e operatori di scuola, affidatari - ORGANIZZAZIONE DELLA SETTIMANA - ROUTINE GIORNALIERA familiare, scolastica - PREFERENZE alimentari, giochi, attività, posti - PRIORITA dei familiari, PEI della scuola

148 RETE DI RELAZIONI Sog getto rapp. quot Inco ntri setti man. Inco ntri men sili Inco ntri bi/tri sett.

149 ORGANIZZAZIONE DELLA SETTIMANA FEBBRAIO 2012 LUNEDì MARTEDì MERCOLEDì GIOVEDì VENERDì SABATO DOMENICA

150 DEFINIZIONE DEL PROGETTO INDIVIDUALE OBIETTIVI capacità e performance emerse nella valutazione multiprofessionale e nel Portage (emergenti/vs riusciti e non riusciti/vs emergenti) espressi seguendo la terminologia della classificazione ICF obiettivi del PEI scuola priorità dei genitori

151 DEFINIZIONE DEL PROGETTO INDIVIDUALE INTERVENTI - sanitari: Ciclo neuropsicomotricità, logopedia, educazione strutturata, rieducazione cognitiva, Piccolo Gruppo, intervento educativo domiciliare, scolastico, parent training in PG, trattamenti presso sedi convenzionate, coordinamento operativo e verifica obiettivi e metodi - Rete socio-educativo-assistenziale: CESM, SSER, CED, affido diurno, OOS/ADEST - eventuali interventi privati già attivi

152 DEFINIZIONE DEL PROGETTO INDIVIDUALE METODI - Riferimenti alla programmazione TEAACH - CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) - PECS (Picture Exchange Comunication Symbols) - DIR-Floortime

153 DEFINIZIONE DEL PROGETTO INDIVIDUALE VERIFICA - Verifiche operative obiettivi e metodi: mensili / a 3 mesi / a 6 mesi / a 9 mesi - Verifiche plenarie: èquipe, npi referente di distretto, genitori, servizio sociale, insegnanti - Ipotesi Rivalutazione Funzionale

154 INTERVENTO EDUCATIVO A SCUOLA informazione e consulenza agli insegnanti sui diversi approcci educativi con i bambini con DPS, su riferimenti bibliografici, siti e risorse didattiche collaborazione alla definizione e realizzazione del programma educativo individuale adattamento dell ambiente, attraverso la strutturazione spazio-temporale, la chiarificazione e la prevedibilità del compito e delle richieste che vengono rivolte al bambino preparazione di materiale strutturato per le attività di lavoro individuale, mirate al raggiungimento di obiettivi nelle diverse aree di sviluppo (imitazione, percezione, motricità globale, motricità fine, coordinamento oculo-manuale, sviluppo cognitivo e verbale), e nelle diverse aree funzionali (comunicazione, attività sociali, autonomia, attività del tempo libero) generalizzazione delle acquisizioni del bambino nei diversi contesti (scuola, ambiente familiare, ambulatorio, attività del tempo libero)

155 Approfondimenti

156 INTERVENTI RICHIESTI Una formazione di base di tutti gli operatori del territorio in tema di DPS, che si prevede possa essere attuata con gradualità nel corso di un triennio La possibilità di ricorso a centri di riferimento con valenza regionale, che rispondano a specifici requisiti di competenza e qualità, in continuità con il percorso che alcune strutture hanno già avviato

157 TRATTAMENTO Intervento precoce e intensivo, che parta da una diagnosi certa posta il più precocemente possibile Un indicatore di processo con forte valenza circa gli esiti dell intervento riguarderà l età di diagnosi e di avvio dei progetti di trattamento basati su approcci evidence based. È richiesto che sia sviluppata capacità di offerta rispetto ai trattamenti che dispongano di valutazione degli esiti e/o siano contenuti in linee guida scientifiche internazionali. I trattamenti cognitivo comportamentali sono considerati di prima SC NPI ASL scelta TO 1 Est

158 ORIENTAMENTI IN RAGIONE DELLE DIVERSE FASCE DI ETÀ: 2-6 anni interventi multimodali e intensivi (psicomotricità, logopedia, interventi psicoeducativi, parent & caregiver training) 6-11 anni interventi psicoeducativi (scuola) e abilitativi delle competenze (psicomotricità, altri interventi) dagli 11 anni interventi psicoeducativi a minore intensità, più interventi assistenziali.

159 Continuità nella presa in carico Incontri (almeno 3 annui) tra operatori che hanno in carico il paziente Contatti periodici con i genitori Sotto ai 6 anni almeno una volta ogni 2 mesi Dai 6 ai 14 almeno una volta ogni 4 mesi Dai 14 almeno una volta all anno.

160 Il monitoraggio delle caratteristiche dei trattamenti, della loro evoluzione e del rispetto degli obiettivi indicati avverrà annualmente su di un campione significativo definito dalla Regione e con la collaborazione delle strutture per la rilevazione dei dati (attraverso l applicativo regionale NPI.NET).

161 Modelli di intervento Terapia neuropsicomotoria Terapia logopedica Intervento psicoeducativo sedute individuali o di piccolo gruppo

162 Dalla valutazione al progetto riabilitativo neuropsicomotorio Attraverso la scheda di valutazione presentata si individuano aree di abilità/disabilità del repertorio neuropsicomotorio di ciascun bambino in base alle quali si definisce il piano di trattamento che: è inserito nel progetto terapeutico dell equipe multidisciplinare è soggetto a verifiche e rielaborazioni periodiche

163 L INTERVENTO RIABILITATIVO NEUROPSICOMOTORIO E MIRATO : all arricchimento delle competenze espressive e conoscitive del corpo all arricchimento delle competenze neuropsicomotorie per favorire una maggior conoscenza ed interazione del bambino con il proprio corpo, gli oggetti, lo spazio a facilitare la percezione e la conoscenza delle modalità comunicative, affettive e relazionali nel rapporto con l altro NEL SETTING NEUROPSICOMOTORIO

164 IL SETTING NEUROPSICOMOTORIO individuazion e e strutturazion e degli spazi nella stanza Scelta degli oggetti di terapia disposizione strategica della stanza di terapia individuazione degli spazi occupati dal terapista individuazione delle posture del terapista numero limitato e semplicità delle proposte oggetti che favoriscano la motricità globale e le coordinazioni cinetiche oggetti che inducano la sperimentazione conoscitiva e le competenze prassiche Modalità Comunicative e relazionali utilizzo di modalità comunicative motorio-corporeo proprie della formazione del Tnpee comunicazione personalizzata ricerca dello sguardo e dell attenzione condivisione delle attività sequenzialità delle attività

165 OBIETTIVI MOTORIO-PRASSICI usare gli oggetti secondo le loro funzioni in modo costruttivo e combinatorio, migliorando il processo di conoscenza e la costruzione del reale utilizzare meglio l imitazione, con l obiettivo di interiorizzare nuovi schemi senso-motori arricchire la conoscenza del corpo proprio e dell altro arricchire l esplorazione e la conoscenza dello spazio per scopi adattivi

166 PROGETTO INDIVIDUALE OBIETTIVI capacità e performance emerse nella valutazione multiprofessionale e nel Portage (emergenti/vs riusciti e non riusciti/vs emergenti) espressi seguendo la terminologia della classificazione ICF obiettivi del PEI scuola priorità dei genitori

167 PROGETTO INDIVIDUALE INTERVENTI - sanitari: Ciclo neuropsicomotricità, logopedia, educazione strutturata, rieducazione cognitiva, Piccolo Gruppo, intervento educativo domiciliare, scolastico, parent training individuale, in coppia, in druppo, trattamenti presso sedi convenzionate, coordinamento operativo e verifica obiettivi e metodi in rete - risorse da progetto UVM : CESM, SSER, CED, affido diurno, assistenza domiciliare - eventuali interventi privati già attivi - eventuali ausili, anche informatici

168 PROGETTO INDIVIDUALE METODI - PORTAGE checklist e schede di attività - Riferimenti alla programmazione TEAACH - CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) - DIR-Floortime - PECS (Picture Exchange Comunication Symbols)

169 PROGETTO INDIVIDUALE VERIFICA - Verifiche operative obiettivi e metodi: mensili / a 3 mesi / a 6 mesi / a 9 mesi (quaderno-ponte, diario del bambino) - Verifiche plenarie: èquipe, npi referente di distretto, genitori, insegnanti, servizio sociale... - Aggiornamento UVM - Ipotesi Rivalutazione Funzionale

170 INTERVENTO EDUCATIVO A SCUOLA informazione e consulenza agli insegnanti sui diversi approcci educativi con i bambini con DPS, su riferimenti bibliografici, siti e risorse didattiche collaborazione alla definizione e realizzazione del programma educativo individuale, continuità educativa nei passaggi sc. o grado adattamento dell ambiente, attraverso la strutturazione spazio-temporale, la chiarificazione e la prevedibilità del compito e delle richieste che vengono rivolte al bambino preparazione di materiale strutturato per le attività di lavoro individuale, mirate al raggiungimento di obiettivi nelle diverse aree di sviluppo (imitazione, percezione, motricità globale, motricità fine, coordinamento oculo-manuale, sviluppo cognitivo e verbale), e nelle diverse aree funzionali (comunicazione, attività sociali, autonomia, attività del tempo libero) generalizzazione delle acquisizioni del bambino nei diversi contesti (scuola, ambiente familiare, ambulatorio, attività del tempo libero)

171 Intervento logopedico Pianificazione individualizzata Flessibilità. L utilizzo di una scelta non esclude le altre possibilità Aggiornamento periodico

172 Il potere della comunicazione Un gesto, una parola, un oggetto, una foto diventano un mezzo comprensibile a tutti che può influenzare e modificare l ambiente

173 Funzioni comunicative Chiedere qualcosa Richiedere attenzione Chiedere informazioni Rifiutare Commentare Dare informazioni Comunicare emozioni

174 Terapia logopedica Linguaggio gestuale convenzionale Comunicazione visiva LIS Linguaggio scritto Linguaggio verbale Educazione della buccalità

175 Linguaggio gestuale Gesti convenzionali, qualche segno Facilmente appreso, iconico Limitato, numero ridotto di atti comunicativi Primi scambi comunicativi richiestivi

176 Comunicazione visiva Richiama l attenzione, è facilmente comprensibile, chiarifica il messaggio verbale Assolve numerosi atti comunicativi Condivisione Scuola-Famiglia Libertà di integrare diverse forme comunicative

177 Linguaggio scritto Forte supporto visivo Integrazione di altri canali Stringhe grafiche con modalità globale; funzionale In ingresso, supporto visivo per la comprensione del linguaggio

178 Linguaggio verbale Canale comunicativo più ambito e più economico Non sempre il bambino autistico verbale è più comunicativo di quello non verbale

179 Caratteristiche particolari Vocabolario limitato Enfatizzazione della sintassi rispetto al contenuto semantico Compromissione del linguaggio socialmente utile e/o comunicativo Difficoltà di comprensione di sintassi complesse e/o concetti astratti

180 Lavoro sui tre versanti Fonetico-fonologico Semantico-lessicale Grammaticale-sintattico Livelli impressivo ed espressivo

181 Lavoro personalizzato Lessico: vocabolario utile agli ambienti frequentati Regole sociali, es. salutare, chiedere permesso Linguaggio funzionale per le situazioni complesse

182 Educazione della buccalità Funzione alimentare Funzione esplorativa Funzione comunicativa ( verbale e non ) Funzione ludica

183 Rieducazione La rieducazione delle prassie e delle abilità buccali deve tener conto dell eventuale disturbo del comportamento, delle eventuali rigidità alimentari, della scarsa abilità di imitazione e di esecuzione volontaria

184 Rieducazione Desensibilizzazione al contatto fisico Trattamento: esercizi passivi e attivi Educazione delle abilità alimentari anche di tipo sociale

185 Attività di piccolo gruppo Conduzione multiprofessionale: educatore, psicomotricista, logopedista Destinatari: fino a 5 bambini, tra i 3 e i 6 anni Tipologia: omogenei per età e livello di sviluppo

186 Metodologia di intervento Insegnamento strutturato Organizzazione e prevedibilità dell ambiente Scansione precisa delle attività Adeguatezza e chiarezza delle richieste Concretezza e stabilità dei messaggi Ausili visivi

187 Obiettivi Potenziamento delle autonomie Miglioramento delle qualità sociali Regolazione del comportamento Comunicazione e linguaggio Ampliamento degli interessi Generalizzazione degli apprendimenti

188 CAA Comunicazione aumentativa e alternativa: Sistema multimodale Opportunità di comunicazione Modalità di insegnamento pragmatica e concreta Modellamento

189 PASSAGGIO DAI SERVIZI PER L ETÀ EVOLUTIVA AI SERVIZI PER L ETÀ ADULTA Le ASL dovranno individuare le modalità attraverso cui attuare il passaggio, ai 18 anni, della presa in carico di soggetti con DPS dai servizi per l'età evolutiva a quelli per l'età adulta, passaggio che deve garantire la continuità del percorso sanitario-educativoassistenziale.

Metodologie di comunicazione con persone disabili

Metodologie di comunicazione con persone disabili Metodologie di comunicazione con persone disabili Eleonora Castagna Terapista della Neuropsicomotricità dell Età Evolutiva Antonia Castelnuovo Psicomotricista Villa Santa Maria, Tavernerio Polo Territoriale

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

UNA GUIDA PER GLI OPERATORI DEGLI ASILI NIDO

UNA GUIDA PER GLI OPERATORI DEGLI ASILI NIDO DIPARTIMENTO DI PSICOLOGIA IDENTIFICAZIONE PRECOCE DEI DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO UNA GUIDA PER GLI OPERATORI DEGLI ASILI NIDO A CURA DI Lorenza Latoni Giuseppe Maurizio Arduino Daniela Bulgarelli

Dettagli

Definizione e struttura della comunicazione

Definizione e struttura della comunicazione Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un

Dettagli

IL BAMBINO TRA i 3 e i 6 ANNI

IL BAMBINO TRA i 3 e i 6 ANNI IL BAMBINO TRA i 3 e i 6 ANNI Ottobre 2012. CONOSCERE lo SVILUPPO TIPICO Per effettuare una programmazione didattica che - stimoli l acquisizione delle competenze tipiche delle varie età - fornisca i prerequisiti

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3

CAMPO DI ESPERIENZA IL SE E L ALTRO SCUOLA DELL INFANZIA ANNI 3 IL SE E L ALTRO ANNI 3 Si separa facilmente dalla famiglia. Vive serenamente tutti i momenti della giornata scolastica. E autonomo. Stabilisce una relazione con gli adulti e i compagni. Conosce il nome

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni

Dettagli

AUTISMO E SPORT: ASPETTI LUDICI ED EDUCATIVI. Dott.ssa Sara Ambrosetto Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

AUTISMO E SPORT: ASPETTI LUDICI ED EDUCATIVI. Dott.ssa Sara Ambrosetto Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale AUTISMO E SPORT: ASPETTI LUDICI ED EDUCATIVI Dott.ssa Sara Ambrosetto Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Che cos è lo sport? Lo sport viene definito come l'insieme delle attività, individuali

Dettagli

Presentazione di un caso

Presentazione di un caso Presentazione di un caso Corso Tutor per l autismo (Vr) Roberta Luteriani Direzione Didattica (BS) Caso: Giorgio 8 anni! Giorgio è un bambino autistico verbalizzato inserito in seconda elementare. Più

Dettagli

GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI

GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI INGRESSO Si mostra sereno Ricerca gli altri bambini Porta gli oggetti a scuola SERVIZI IGIENICI Ha il controllo sfinterico

Dettagli

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico

Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico IRCCS Burlo Garofolo U.O. Neuropsichiatria Infantile Trieste Disgrafia-Disortografia, un inquadramento diagnostico Dott.ssa Isabella Lonciari Bolzano, 28 Febbraio 2008 Disortografia Aspetti linguistici

Dettagli

Che cos è un emozione?

Che cos è un emozione? Che cos è un emozione? Definizione Emozione: Stato psichico affettivo e momentaneo che consiste nella reazione opposta all organismo a percezioni o rappresentazioni che ne turbano l equilibrio (Devoto

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE. Docente: S. De Stasio PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO E DELL EDUCAZIONE SVILUPPO MORALE E SESSUALE Docente: S. De Stasio Diverse dimensioni delle norme morali L acquisizione di una norma morale è un processo che contiene diverse

Dettagli

Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche nel bambino dai 3 ai 5 anni.

Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche nel bambino dai 3 ai 5 anni. Lo sviluppo delle funzioni neuropsicologiche nel bambino dai 3 ai 5 anni. Dott.ssa Irene Arcolini Provincia di Monza e Brianza LA SCUOLA DIFRONTE AI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO, LA DISLESSIA. LO

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi

Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi Oggetto: Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività Premessa In considerazione della sempre maggiore e segnalata

Dettagli

LA VALUTAZIONE COGNITIVA NELL AUTISMO

LA VALUTAZIONE COGNITIVA NELL AUTISMO LA VALUTAZIONE COGNITIVA NELL AUTISMO Risultati di una ricerca su un campione di 135 bambini Massimiliano Petrillo Magda Di Renzo CAMPIONE DI RICERCA 135 bambini (106 M / 29 F) Età compresa tra 2,5-16,5

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

Che caratteristiche presenta La persona con disturbo autistico

Che caratteristiche presenta La persona con disturbo autistico Che caratteristiche presenta La persona con disturbo autistico L autismo rappresenta sicuramente una delle sindromi più angoscianti e difficilmente spiegabili dell età evolutiva. La sua fenomenologia,

Dettagli

A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri. La documentazione. Dall ICF alla DF al PDF al PEI

A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri. La documentazione. Dall ICF alla DF al PDF al PEI A cura dei Supervisori SSIS-Sostegno Modena. E.Tarracchini V.Bocchini A.Barbieri La documentazione Dall ICF alla DF al PDF al PEI La Diagnosi Funzionale (DF) 1. Utilizzo degli items di ICF nella definizione

Dettagli

PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE

PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE PROGETTO EDUCATIVO SULL'INTEGRAZIONE E LA PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELL'ABBANDONO SCOLASTICO PRECOCE PREMESSA La Dispersione Scolastica è un fenomeno complesso che riunisce in sé: ripetenze, bocciature,

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute TAVOLO NAZIONALE DI LAVORO SULL AUTISMO RELAZIONE FINALE Il Tavolo di lavoro sulle problematiche dell autismo, istituito su indicazione del Ministro della Salute, composto da rappresentanti

Dettagli

Psicopatologia della DI, QdC, QdV

Psicopatologia della DI, QdC, QdV La psicopatologia nella disabilità intellettiva Dr. Luigi Croce psichiatra, docente all Università Cattolica di Brescia Ravenna 09/03/2012 Luigi Croce Università Cattolica Brescia croce.luigi@tin.it Disabilità,

Dettagli

SOCIETA ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA

SOCIETA ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA SOCIETA ITALIANA DI NEUROPSICHIATRIA DELL INFANZIA E DELL ADOLESCENZA LINEE GUIDA PER L AUTISMO RACCOMANDAZIONI TECNICHE-OPERATIVE PER I SERVIZI DI NEUROPSICHIATRIA DELL ETA EVOLUTIVA COORDINATORE GABRIEL

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Che cosa provoca una commozione cerebrale?

Che cosa provoca una commozione cerebrale? INFORMAZIONI SULLE COMMOZIONI CEREBRALI Una commozione cerebrale è un trauma cranico. Tutte le commozioni cerebrali sono serie. Le commozioni cerebrali possono verificarsi senza la perdita di conoscenza.

Dettagli

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA

Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di BORGORICCO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO SUGGERIMENTI PER LA COMPILAZIONE DEL P.D.P. PER ALUNNI CON DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Il documento va compilato in forma digitale per poter ampliare gli spazi dello schema (ove necessario) e togliere

Dettagli

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Enrico Ghidoni Arcispedale S.Maria Nuova, UOC Neurologia, Laboratorio di Neuropsicologia, Reggio Emilia La situazione psicologica dei bambini

Dettagli

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013

CTI della provincia di Verona. Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli

Dettagli

L'AUTISMO VISTO DAL DI DENTRO

L'AUTISMO VISTO DAL DI DENTRO L'AUTISMO VISTO DAL DI DENTRO La descrizione fin qui sviluppata sulle caratteristiche dell autismo infantile si è incentrata soprattutto su sperimentazioni ed osservazioni condotte da ricercatori, educatori

Dettagli

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13

Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13 INDICE Le tante facce della documentazione Pag.3 Il progetto per lo sviluppo e l apprendimento

Dettagli

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu Collaboriamo con i pazienti, le famiglie e i professionisti sanitari per offrire assistenza e informazioni sulla sincope e sulle convulsioni anossiche riflesse Soffre di episodi inspiegati di Lista di

Dettagli

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA

ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA L allievo partecipa a scambi comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni e insegnanti

Dettagli

La didattica personalizzata: utopia o realtà?

La didattica personalizzata: utopia o realtà? La didattica personalizzata: utopia o realtà? L integrazione di qualità è anche la qualità positiva per tutti gli attori coinvolti nei processi di integrazione, non solo per l alunno in difficoltà. Se

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

SCHIZOFRENIA. 3. Eloquio disorganizzato( per es. deragliamento o incoerenza) 4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico

SCHIZOFRENIA. 3. Eloquio disorganizzato( per es. deragliamento o incoerenza) 4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico DSM-V DISTURBO DELLO SPETTRO DELLA SCHIZOFRENIA E ALTRI DITURBI PSICOTICI SCHIZOFRENIA A. Due o più dei seguenti sintomi, presente per una parte di tempo significativa durante il periodo di un mese. Almeno

Dettagli

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO

Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO 1. Il bambino sviluppa il senso dell identità personale, è consapevole delle proprie esigenze e dei propri sentimenti, sa controllarli ed esprimerli in modo adeguato

Dettagli

I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale

I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale Sezione di Treviso I DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO: inquadramento generale Treviso, 27.2.2009 Dr.ssa Gabriella Trevisi SCHEMA DELLA RELAZIONE 1. Alcune caratteristiche generali dei DSA

Dettagli

Disprassia verbale. DVE CAS Valutazione e trattamento Corso di alta formazione

Disprassia verbale. DVE CAS Valutazione e trattamento Corso di alta formazione Disprassia verbale. DVE CAS Valutazione e trattamento Corso di alta formazione Responsabile del corso: Prof.ssa Letizia Sabbadini Razionale La disprassia verbale evolutiva. La disprassia verbale evolutiva

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità.

Questi effetti variano da una persona ad un altra e dipendono dalla specifica natura della lesione cerebrale e dalla sua gravità. Gli effetti delle lesioni cerebrali Dato che il cervello è coinvolto in tutto ciò che facciamo, le lesioni cerebrali possono provocare una vasta serie di effetti. Questi effetti variano da una persona

Dettagli

DOMANDE SULL AUTISMO

DOMANDE SULL AUTISMO DOMANDE SULL AUTISMO Romeo Lucioni Tutte queste domande meriterebbero una ricerca ad hoc e, quindi, risulta impossibile rispondere ampiamente a tutte. Cercherò di essere conciso e preciso, lasciando ad

Dettagli

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis

Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Stadio della socializzazione, identità e immaginazione (3-6 anni) Dott.ssa Maria Cristina Theis Obiettivo dell incontro - Descrivere la fase evolutiva del bambino (fase 3-6 anni). - Attivare un confronto

Dettagli

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO

CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni)

presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni) presenta: CUCCIOLI SPRINT (progetto di attività cognitivo-motoria per bambini dai 20 mesi ai tre anni) Premessa: Sportivissimo a.s.d. è un associazione affiliata all ACSI e al CONI che intende promuovere

Dettagli

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI: LA PROSPETTIVA IN BASE AL MODELLO ICF LA NORMATIVA SULL INCLUSIONE SCOLASTICA: LA RISPOSTA DELLA SCUOLA AI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Ins. Stefania Pisano CTS I.C. Aristide

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

Sindromi da scarso Sé 1

Sindromi da scarso Sé 1 Roberto Carlo Russo* Sindromi da scarso Sé 1 È frequente il riscontro, di norma all inizio delle elementari, di segnalazioni da parte degli insegnanti di bambini timidi, particolarmente riservati, richiedenti

Dettagli

DSA e EES ESIGENZE EDUCATIVE DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO SPECIALI

DSA e EES ESIGENZE EDUCATIVE DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO SPECIALI DSA e EES DISTURBI SPECIFICI DELL APPRENDIMENTO ESIGENZE EDUCATIVE SPECIALI DISTURBI SPECIFICI dell APPRENDIMENTO Interessano alcune specifiche abilità dell apprendimento scolastico in un contesto di funzionamento

Dettagli

Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio

Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio Scuola aperta 2015 Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio alla scoperta dell Asilo di Follina... l Asilo di Follina: LINEE PEDAGOGICO EDUCATIVE IL PROGETTO EDUCATIVO DIDATTICO. Il curricolo della scuola

Dettagli

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA

IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA IL CURRICOLO D ITALIANO COME LINGUA STARNIERA INDICE INTRODUZIONE scuola media obiettivo generale linee di fondo : mete educative e mete specifiche le abilità da sviluppare durante le sei sessioni alcune

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA DI GELLO PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE. Anno scolastico 2012-2013

SCUOLA DELL INFANZIA DI GELLO PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE. Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA DELL INFANZIA DI GELLO PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE Anno scolastico 2012-2013 INSEGNANTI Clagluna Alessandra Corvitto Giovanna De Gaetanis Antonella Ficicchia Valeria Giuliani Cristina

Dettagli

Oggetto: reciproche interazioni tra organismo e ambiente. Metodo: scientifico-sperimentale

Oggetto: reciproche interazioni tra organismo e ambiente. Metodo: scientifico-sperimentale Università degli Studi di Parma Facoltà di Psicologia Dipartimento di Psicologia Analisi del Comportamento (Behavior Analysis) Skinner (1904-1990) Approccio Comportamentale alla Psicologia dell Educazione

Dettagli

RITARDO PRIMARIO DI LINGUAGGIO

RITARDO PRIMARIO DI LINGUAGGIO LAVORO DELLA PERCEZIONE UDITIVA NEL LINGUAGGIO Identificazione e rafforzamento delle caratteristiche fonemiche della lingua e, contemporaneamente, inibizione delle caratteristiche che le sono estranee

Dettagli

Introduzione ai Libri su misura

Introduzione ai Libri su misura COSTRUIAMO UN LIBRO PER TE Introduzione ai Libri su misura Antonella Costantino, Veruscha Ubbiali, Marisa Adobati, Nora Bergamaschi*, Laura Bernasconi, Daniela Biffi, Debora Bonacina *, Caterina dall Olmo*,

Dettagli

La transizione all'età adulta: strumenti per identificare obiettivi di insegnamento

La transizione all'età adulta: strumenti per identificare obiettivi di insegnamento La transizione all'età adulta: strumenti per identificare obiettivi di insegnamento Percorso di Formazione Dall autismo all integrazione socio-lavorativa Organizzato da: AGSAV ONLUS Associazione Genitori

Dettagli

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE VIII Convegno IL CONTRIBUTO DELLE UNITA VALUTAZIONE ALZHEIMER NELL ASSISTENZA DEI PAZIENTI CON DEMENZA LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA

Dettagli

Raccolta dati a cura di Stefano Comi. Fonti internet: Animali e personaggi da favola sono stati disegnati da F. C., bambina affetta da autismo,

Raccolta dati a cura di Stefano Comi. Fonti internet: Animali e personaggi da favola sono stati disegnati da F. C., bambina affetta da autismo, Raccolta dati a cura di Stefano Comi Fonti internet: Associazione Nazionale Genitori Soggetti Artistici Lombardia onlus Animali e personaggi da favola sono stati disegnati da F. C., bambina affetta da

Dettagli

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI PREMESSO CHE Nel 2001 è stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme

Dettagli

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO

VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Fondamenti teorici Vygotskji Zona di Sviluppo Prossimale Feuerstein VALUTAZIONE DINAMICA DEL POTENZIALE DI APPRENDIMENTO IN UN BAMBINO CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO Esperienza di Apprendimento Mediato

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO N.1

ISTITUTO COMPRENSIVO N.1 PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE ANNO SCOLASTICO 2013-2013 Sommario PIANO ANNUALE PER L INCLUSIONE... 1 Bisogni educativi speciali... 2 Sezione 1. Definizioni condivise... 3 I B.E.S. non sono una categoria...

Dettagli

darioianes.itit 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it

darioianes.itit 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it Lavoro di rete e equipe educativa Nuove alleanze per il Piano Educativo Individualizzato e il Progetto di Vita Dario Ianes Centro Studi Erickson, Trento Università di Bolzano www.darioianes darioianes.itit

Dettagli

PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008. A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana

PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008. A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana PERCORSO di SENSIBILIZZAZIONE ALLA LETTURA cl. seconda e terza a.s. 2007-2008 A cura delle Dott.sse nonché Maestre Giuditta Pina e Barzaghi Eliana LA LETTURA COME BISOGNO CULTURALE PER CRESCERE Il desiderio

Dettagli

Routine per l Ora della Nanna

Routine per l Ora della Nanna SCHEDA Routine per l Ora della Nanna Non voglio andare a letto! Ho sete! Devo andare al bagno! Ho paura del buio! Se hai mai sentito il tuo bambino ripetere queste frasi notte dopo notte, con ogni probabilità

Dettagli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli ESPERIENZE MATEMATICHE A PARTIRE DA TRE ANNI QUALI COMPETENZE? L avventura della matematica

Dettagli

Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia

Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia Lo Sviluppo del Linguaggio (e della Comunicazione) GLI AMBITI CLASSICI DELLO SVILUPPO SV. FISICO-CEREBRALE SV. SENSORIALE-PERCETTIVO SV. MOTORIO SVILUPPO COGNITIVO SVILUPPO COMUNICATIVO E LINGUISTICO SV.

Dettagli

I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS

I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS I DEFICIT COGNITIVI NELL ICTUS Manuale informativo per il paziente e la sua famiglia INTRODUZIONE L'ictus colpisce in Italia 194.000 soggetti ogni anno e di questi 80% sono primi episodi ed il 20% recidive.

Dettagli

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO

TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO TEORIA DEL SÉ E CICLO DEL CONTATTO di Sergio Mazzei Direttore dell Istituto Gestalt e Body Work TEORIA DEL SÉ Per organismo nella psicoterapia della Gestalt si intende l individuo che è in relazione con

Dettagli

Comunicazione e Linguaggio nei Disturbi dello Sviluppo

Comunicazione e Linguaggio nei Disturbi dello Sviluppo Parma, 15 Dicembre 2009 Comunicazione e Linguaggio nei Disturbi dello Sviluppo Dott.ssa Erica Santelli Disturbo Autistico L Autismo è definito come una Sindrome comportamentale causata da un disordine

Dettagli

Kaufman Assessment Battery for Children Second Edition

Kaufman Assessment Battery for Children Second Edition Kaufman Assessment Battery for Children Second Edition Autori Alan S. Kaufman e Nadeen L. Kaufman Data di pubblicazione 2011 Range di età Da 3 anni a 18 anni e 11 mesi Tempo di somministrazione Subtest

Dettagli

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti

Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate

Dettagli

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING

STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING STRUMENTI DI ANALISI E DI INTERPRETAZIONE DEI PROBLEMI: LE TECNICHE DI PROBLEM SOLVING Gianna Maria Agnelli Psicologa Clinica e Psicoterapeuta Clinica del Lavoro "Luigi Devoto Fondazione IRCCS Ospedale

Dettagli

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti

Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente)

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

Sono Rosalba, socio-volontaria

Sono Rosalba, socio-volontaria PRIMAVERA 86 E PROGETTO CSERDI Rosalba Mancinelli Socia fondatrice e consigliere di amministrazione dell Organizzazione di volontariato Primavera 86. Pedagogista e insegnante Sono Rosalba, socio-volontaria

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

"Ogni persona, indipendentemente dal grado di. disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare

Ogni persona, indipendentemente dal grado di. disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare "Ogni persona, indipendentemente dal grado di disabilità, ha il diritto fondamentale di influenzare mediante la comunicazione le condizioni della sua vita". Questo è l'incipit della Carta dei Diritti della

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE IN ETA' PRESCOLARE.

LA COMUNICAZIONE NON VERBALE IN ETA' PRESCOLARE. Dipartimento di studi umanistici Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria Modulo di Elementi di Psicometria applicata alla didattica IV infanzia A.A. 2013/2014 LA COMUNICAZIONE NON VERBALE

Dettagli

STILI DI APPRENDIMENTO NEI DSA PROPOSTE OPERATIVE PER UN BUON METODO DI STUDIO E DI INSEGNAMENTO

STILI DI APPRENDIMENTO NEI DSA PROPOSTE OPERATIVE PER UN BUON METODO DI STUDIO E DI INSEGNAMENTO STILI DI APPRENDIMENTO NEI DSA PROPOSTE OPERATIVE PER UN BUON METODO DI STUDIO E DI INSEGNAMENTO FONTE: MARIANI L. 2000. PORTFOLIO. STRUMENTI PER DOCUMENTARE E VALUTARE COSA SI IMPARA E COME SI IMPARA.ZANICHELLI,

Dettagli

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali L Istituto Leopoldo Pirelli si propone di potenziare la cultura dell inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di

Dettagli

LA DISPRASSIA EVOLUTIVA VERBALE

LA DISPRASSIA EVOLUTIVA VERBALE LA DISPRASSIA EVOLUTIVA VERBALE Rapporti tra DVE e CAS Valutazione e trattamento Irina Podda A.F.A. Centro REUL Genova UNIVERSITA DEGLI STUDI Genova Roma, 29-30 gennaio 2012 III Convegno Nazionale AIDEE

Dettagli

Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo

Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo Dal PEI al Progetto di Vita L ovvietà delle sigle, la routine delle pratiche Il potere delle procedure di progettazione individualizzata Porsi domande

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Come moltiplicare l intelligenza del tuo bimbo da 0 a 3 anni.

Come moltiplicare l intelligenza del tuo bimbo da 0 a 3 anni. Come moltiplicare l intelligenza del tuo bimbo da 0 a 3 anni. Ebook gratuito A cura della D.ssa Liliana Jaramillo, Psicologa ed esperta in stimolazione infantile http://www.bimbifelicionline.it Copyright

Dettagli

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con:

La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA

Dettagli

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE

PROGRAMMA DI STUDIO. SALUTE in AUTOGESTIONE PROGRAMMA DI STUDIO SALUTE in AUTOGESTIONE 2013 1 This project has been funded with support from the European Commission. Indice dei contenuti 1. DESTINATARI. 3 2. CARICO DI LAVORO.3 3. ento/insegnamento

Dettagli

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE

DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE DALL INTEGRAZIONE ALL INCLUSIONE IL PASSAGGIO da INTEGRAZIONE a INCLUSIONE NON si basa sulla misurazione della distanza da normalità/standard ma sul processo di piena partecipazione e sul concetto di EQUITA.

Dettagli

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica IDI IRCCS Roma CRESCERE con l EB Elisabetta Andreoli Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica EB: patologia organica che interessa l ambito fisico e solo indirettamente quello psicologico

Dettagli

Breve descrizione dell alunno

Breve descrizione dell alunno Breve descrizione dell alunno M.F. è un bambino di 11 anni che frequenta la classe prima della scuola secondaria di I grado G. Mompiani. È affetto da Encefalopatia mitocondriale, una grave patologia progressiva

Dettagli

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile INFORMAZIONI PERSONALI Nome Attilio Vercelloni Data di nascita 28/01/1960 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio dirigente medico ASL DI VERCELLI Staff - S.C. Neuropsichiatria

Dettagli

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015

Progetto di collaborazione Scuola Elementare di Piangipane con JAJO Sport Associazione Dilettantistica 2014-2015 Con la collaborazione di: EDUCAZIONE ATTRAVERSO IL MOVIMENTO Le abilità di movimento sono conquiste tangibili che contribuiscono alla formazione di un immagine di sé positiva. Progetto di collaborazione

Dettagli