La verità è che siamo colorati

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1 La verità è che siamo colorati Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Benedetta Schiaffino, VD Liceo Artistico Cardarelli - La Spezia Esame di Stato - a.s

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3 La verità è che siamo colorati Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Benedetta Schiaffino, VD Liceo Artistico Cardarelli - La Spezia a.s

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5 Voglio dedicare questo mio lavoro Ai ragazzi del Centro Assistenza Disabili Associazione ONLUS G.I.S.A.L. Devo ai loro grandi insegnamenti, molto di ciò che sono io oggi. Non potrò mai ringraziarli abbastanza per avermi mostrato quanto la vita, con le sue difficoltà e le sue gioie, sia ricca. Ricca di quei colori che, giorno dopo giorno, rendono ogni momento magico. A GB, Daniele, Barbarella, Ivo, Gabry, Samy, Richy e Andrea

6 La verità è che siamo colorati

7 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori In breve Questo lavoro analizza, toccando gli studi teorici di grandi scienziati e artisti del passato a partire da Newton, Goethe e Kandinskij, la funzione del colore sull animo umano. Il percorso si sviluppa attraverso le basi scientifiche newtoniane, passando per quelle di Goethe che ne studia il potenziale espressivo concludendosi nel mondo di Kandinskij tra le emozioni e la persuasione de colori sull animo come potenti suoni musicali. Il potenziale intrinseco del colore non si ferma comunque a semplici teorie, diventando per questo un elemento curativo attraverso la cromoterapia. Vedremo in seguito come le straordinarie scoperte dei punti di energia e le conseguenze psichiche e fisiche dovuto all azione del colore sulla mente umana, vennero usate dalla propaganda fascista italiana con l obiettivo di identificare gli uomini in quanto massa. In ultimo vedremo la sua applicazione sull architettura di interni e di grandi strutture pubbliche per migliorare il benessere psicofisico individuale.

8 La verità è che siamo colorati La fisica del colore il colore è un elemento fondamentale della grammatica visiva, che facilita la percezione della realtà e costituisce per l artista uno strumento espressivo importantissimo. Sul colore esistono numerosi studi e teorie (alcuni dei quali assai complessi) che lo analizzano da punti di vista differenti: fisico, fisiologico, chimico, psicologico, percettivo ed espressivo. Il colore e la luce La fisica ci spiega che il colore non potrebbe esistere senza luce. Esso infatti deriva dalla sua scomposizione e viene misurato in lunghezze d onda. Sono molte le teorie che hanno cercato di spiegare il fenomeno della percezione del colore, ma alcuni suoi aspetti non sono ancora del tutto chiari; cerchiamo di esporre qui in sintesi come essa avviene.

9 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Il raggio di luce colpisce l oggetto in metallo evidenziandone una parte in luce più chiara, ed una parte in ombra tendente al nero. L oggetto non ha un colore definito, ma ciò dipende dal raggio di luce.

10 10 La verità è che siamo colorati La percezione del colore ha origine dalla luce bianca. essa colpisce le superfici degli oggetti, che hanno la proprietà di riflettere tutta o in parte la luce che ricevono; più precisamente, la superficie di un oggetto trattiene alcune frequenze luminose e ne riflette altre. Sono queste ultime a determinare il colore: una superficie appare gialla perché riflette solo le lunghezze d onda medie e lunghe che corrispondono al colore giallo. La luce riflessa dalle superfici raggiunge la retina, all interno dell occhio, sulla quale sono disposti recettori sensibili a tre diverse lunghezze d onda. Secondo la teoria di molti studiosi dell 800, i recettori reagiscono alla lunghezza d onda dei colori blu-viola, a quella dei verdi e a quella dei rossi. Le diverse onde luminose stimolano quindi i recettori disposti sulla retina che inviano gli impulsi al cervello, dove, attraverso complesse operazioni di rielaborazione, vengono tradotti in colori: possiamo pertanto affermare che è il nostro sistema percettivo a creare il colore. L effetto della luce sull oggetto ne codifica così la forma, il rapporto chiaro-scuro e, ovviamente, il colore. Un raggio luminoso è una configurazione di campi elettrici e magnetici in moto, cioè un onda elettro-magnetica. Questa teoria è dovuta a Maxwell, che colloca la luce all interno dell elettromagnetismo. Tutte le onde però sono caratterizzate da una serie di grandezze fondamentali: la lunghezza d onda, la frequenza e la velocità di propagazione della luce. Queste grandezze sono fondamentali in quanto l occhio umano percepisce solo una parte della lunghezza d onda dello spettro luminoso. Ogni onda viene originata da una sorgente; l onda luminosa si espande attraverso il fenomeno dell irraggiamento e possiamo approssimare il suo cammino con una linea retta: l ottica geometrica. Con questa approssimazione è possibile valutare il comportamento della luce quando incontra un ostacolo. ONDA ELETTRO-MAGNETICA: le onde sono di due tipi: meccaniche (come il suono), cioè perturbazioni all interno di un mezzo di propagazione; quelle elettromagnetiche invece non richiedono un mezzo di propagazione e possono propagarsi anche nel vuoto. IRRAGGIAMENTO: si intende il trasferimento di energia tra due corpi per mezzo di onde elettromagnetiche. OTTICA GEOMETRICA: è la più antica branca dell ottica: essa studia i fenomeni ottici assumendo che la luce si propaghi mediante raggi rettilinei. Dal punto di vista dell ottica ondulatoria essa è valida quando la luce interagisce solo con oggetti di dimensioni molto maggiori della sua lunghezza d onda. Con questa condizione, gli unici fenomeni rilevanti sono la propagazione rettilinea, la riflessione e la rifrazione ed è possibile dare una spiegazione approssimata, ma sufficiente in molti casi, del funzionamento di specchi, prismi, lenti e dei sistemi ottici costruiti con essi.

11 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori I fenomeni sono: la riflessione (la luce incontra un ostacolo e viene riflessa con un angolo pari all angolo di incidenza), la rifrazione (la luce attraversa la superficie di separazione tra i due mezzi provocando una variazione del raggio di incidenza) e la dispersione (fenomeno per cui quando la luce bianca incontra un particolare mezzo, le sue componenti di lunghezza d onda diverse vendono rifratte con angoli diversi e quindi scompare la luce nelle sue componenti colorate. La lunghezza d onda λ è definita come LUNGHEZZA D ONDA: distanza tra i due massimi FREQUENZA: numero di oscillazioni nell unità di tempo dove, al numeratore, è la velocità di propagazione e, al denominatore, la frequenza dell onda. La frequenza si calcola come: Dove T esprime il periodo. L origine dell irradiazione elettromagnetica dei corpi per effetto macroscopico della temperatura T va ricercata a livello microscopico come conseguenza del moto roto-vibrazionale molecolare e quindi delle correnti elettriche variabili nel tempo degli elementi portatori di carica elettrica (protoni ed elettroni) in accordo con le leggi base dell Elettrodinamica classica ovvero le Equazioni di Maxwell. La frequenza f e l intensità l dei fotoni emessi ovvero dell onda elettromagnetica aumenta all aumentare della temperatura T in conseguenza dell aumentato moto di agitazione molecolare ovvero delle correnti elettriche atomico-molecolari. La scoperta di Newton Lo studio del colore ha interessato generazioni di studiosi. Da Platone a tutto il Medioevo le ipotesi e le teorie si sono moltiplicate, ma il fondatore della moderna scienza del colore è considerato l inglese Isaac Newton ( ). Il primo importante concetto introdotto da Newton riguarda il fatto che è sempre necessario distinguere tra mondo fisico (dove tutto è oggettivo e misurabile) e mondo della percezione (dove tutto è soggettivo e non misurabile). L idea non

12 12 La verità è che siamo colorati è nuova, ma Newton l ha precisata e l ha messa alla base della propria teoria sul colore. La seconda importante osservazione di Newton è che la luce (del sole ma anche qualunque altra sorgente) che noi vediamo bianca, è in realtà composta dai sette colori dello spettro solare: rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Per giungere a questa conclusione fece un esperimento: fece passare un raggio di luce attraverso un prisma di cristallo, proiettando la luce che ne fuoriusciva su uno schermo bianco. Il raggio si scompose così nei sette colori dell arcobaleno, che egli definì spettro della luce. Successivamente, Newton fece passare il raggio di luce scomposto attraverso una lente e ottenne di nuovo la radiazione luminosa bianca, dimostrando che il bianco è la somma di quei colori. Una cosa simile accade nell arcobaleno: la luce che passa attraverso le piccole gocce d acqua sospese nell aria dopo la pioggia, si scompone nei sette colori dello spettro. Dal suo esperimento con il prisma deriva che l oggetto che riflette tutte le onde luminose appare bianco (bianco = somma di tutti i colori), mentre l oggetto che assorbe tutte le onde, senza restituirle ai nostri occhi, viene visto nero (nero = assenza di colori). Per questa ragione alcuni artisti come gli Impressionisti, definiscono il bianco e il nero non colori, perché somma e assenza di tutti i colori.

13 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori L oggetto che assorbe tutte le radiazioni tranne una, ha il colore corrispondente a quell unica onda. Dopo questa scoperta, la luce del sole non venne più considerata come una sostanza semplice ed omogenea che poteva essere in qualche modo manipolata o trasformata meccanicamente per ottenere i colori. Essa era vista adesso come una mescolanza composta ed eterogenea di raggi con diverse proprietà. Alcuni di questi raggi, essendo stati separati dal prisma, non potevano essere suddivisi in unità più piccole mediante un interiore rifrazione o riflessione. Essi furono messi in relazione da Newton con specifici effetti cromatici: non potendosi scomporre ulteriormente attraverso il trattamento ottico, vennero considerati come colori primari (rosso, arancione, giallo,verde, blu, indaco, viola).

14 14 La verità è che siamo colorati Questi potevano essere ricombinati e riseparati senza che le loro caratteristiche potessero essere alterate. Questa teoria del colore combinava un intuizione brillante con una base sperimentale in modo più rigoroso ed esteso di quanto non fosse mai stato compiuto in precedenza. L analisi di Goethe Nei decenni successivi agli esperimenti di Newton, diversi scienziati si interessarono allo studio del colore, ma si dovrà aspettare fino al 1810 quando venne pubblicata l opera The theory of colours, per ottenere una teoria considerata antagonista rispetto a quella di Newton : la teoria di Wolfgang Goethe ( ). a ciò si deve aggiungere che un grande matematico (cioè Newton) si è fatta un idea completamente erronea dell origine fisica delle luce, legittimando per lungo tempo coi suoi grandi meriti da geometra, dinanzi a un mondo sempre prigioniero di pregiudizi, gli errori da lui commessi come scienziato della natura. Così l anti-newtoniano Goethe criticò le scoperte del suo predecessore. Egli infatti sosteneva l inammissibilità dei colori come puro effetto fisico ma, al contrario, come qualcosa di vivo e umano che ha origine nelle manifestazioni naturali, ma trova la loro composizione nell occhio e nell animo dell osservatore. L occhio viene descritto come un mezzo che capta i fenomeni colorati e luminosi, per questo la teoria dei colori viene dimostrata come analisi dell attività dell occhio.

15 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori I colori sono prodotti da questa attività. Essi non possono essere spiegati con una teoria solo meccanica ma devono trovare spiegazione anche nella poetica, estetica,psicologia e fisiologia. Nella 4 sezione dell opera Goethe esplicita che il pittore ha quindi motivo di assumere 3 colori fondamentali (giallo, rosso e azzurro) componendo da questi tutti gli altri. Goethe pose i tre colori puri su ogni angolo di un triangolo equilatero, che corrisponde sia come figura geometrica che come figura armonica alla triade nella musica. Mescolando questi colori in parti uguali si ottengono i colori composti del primo ordine. Il rosso e il giallo danno l arancione, il giallo e il blu danno il verde, il blu e il rosso danno il violetto. Le corrispondenze di colore sono per lui imperniate su due poli, positivo e negativo: al primo corrisponde il giallo, mentre il secondo è identificato con l azzurro. Sotto questi poli è sistemata una serie di polarità correlate: + - Giallo azzurro Azione privazione Luce ombra Chiaro scuro forza debolezza caldo freddo vicinanza lontananza respingere attrarre

16 16 La verità è che siamo colorati Inoltre all interno dell ampia classificazione dei colori caldi e freddi egli assegnò specifici effetti individuali ad ognuno di essi. Il giallo puro è sereno, gaio, dolcemente eccitante; il giallo-rosso è piacevole è magnifico; il rosso-giallo è fortemente eccitante; l azzurro è fortemente negativo; l azzurro-rosso dà senso di inquietudine; il rosso-azzurro disturba; il rosso puro denota gravità e dignità, mentre quando è chiaro e rarefatto suggerisce clemenza e grazia. Il verde infine si addice alla posizione intermedia: riflette equilibrio ed uguaglianza. E interessante osservare come Goethe stabilisca il rapporto tra colore e musica. Già un secolo prima dell astrattista Kandinskij, egli dedicò un capitolo al rapporto che lega suono e colore, spiegando però come questi non possano essere paragonati tra loro ma semplicemente analizzati come due elementi in sintonia. Ecco come Goethe analizza questo rapporto: colore e suono non si possono in alcun modo paragonare. Entrambi possono però essere riferiti a una formula superiore e da questa essere derivati, sebbene separatamente. Colore e suono sono come due fiumi che nascono da un unica montagna, ma che scorrono in condizioni del tutto diverse, in due regioni che nulla hanno di simile, cosicché nessun tratto dei due corsi può essere confrontato con l altro (Goethe, La teoria dei colori, pag 185 n. 748).

17 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori In Azione sensibile e morale del colore (sezione sesta), l analisi dell artista opera attentamente sul potenziale espressivo del colore nell uomo. Quando questo si presenta singolarmente agli occhi, costituisce una azione specifica, mentre se è combinato con altre tonalità cromatiche, il suo effetto sarà caratterizzato dall esperienza del soggetto in quel determinato momento. Ma perchè l uomo ha così bisogno del colore? Nel testo, Goethe afferma che l occhio ha bisogno del colore come ha bisogno della luce. Si ricordi il sollievo che si prova quando, in una giornata di foschia il sole splende su qualche tratto di paesaggio rendendone visibile così i colori. L attribuzione di particolari virtù terapeutiche del colore può essere spiegata dalla profondità di questo inesprimibile piacere. Nel corso della storia vennero fatti molti altri studi sui colori e le loro caratteristiche. Ma colui che dettò le nuove leggi del colore e ne fece vibrare la vera potenza come sensazione e nota musicale, fu l astrattista Vasilij Kandinskij.

18 18 La verità è che siamo colorati JOSEPH M. W. TURNER: LUCE E COLORE IL MATTINO DOPO IL DILUVIO Olio su tela, 78,7x78,7 cm Il rosso, il giallo e le loro combinazioni creano un vortice di movimento caotico e roteante che vuol evidenziare il potere creatore e vivificante della luce. Turner aveva letto la traduzione inglese dell opera La teoria dei colori di Ghoete, e proprio in questo dipinto pare concordare con lo scrittore tedesco circa la capacità del rosso e del giallo di provocare sentimenti positivi. Il mattino dopo il diluvio è infatti il giorno della rinascita, l ottimismo dell inizio, la speranza di un nuovo ordine di cose. Il colore enfatizza lo stato aurorale del momento narrato, Mosè che seduto scrive la Genesi, e ne enfatizza il valore. Il diluvio è un tema molto diffuso tra gli artisti, ma in Turner vive un momento di gloriosa esaltazione, prima che Composizione IV raffigurato da Kandinskij sul medesimo soggetto,lo proponga in una condizione spirituale, liberando del tutto e definitivamente il colore dalla prigionia della forma.

19 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori SI SA CHE IL GIALLO, L ARANCIONE E IL ROSSO ISPIRANO E RAPPRESENTANO UN IDEA DI GIOIA, DI RICCHEZZA (Delocroix)

20 20 La verità è che siamo colorati L analisi di Kandinskij Due foto di Kandinskij, sullo sfondo della sua opera Giallo, rosso, blu, 1925 Vasilij Kandinskij, nel capitolo dedicato all effetto del colore tratto da Lo spirituale nell arte, analizza la reazione dell osservatore davanti all opera secondo un effetto puramente fisico, superficiale e secondo un effetto più profondo. Attraverso quest ultimo emerge la vera forza psichica del colore che fa emozionare l anima.

21 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Vasilij Kandinskij, Composizione VI, Olio su tela, 195x300 cm. San Pietroburgo, Ermitage. Poiché l anima è strettamente legata al corpo, Kandinskij ipotizza una associazione tra l emozione che l anima registra e il suo effetto sul corpo. L esempio riportato dall artista è il seguente: il rosso, essendo il colore della fiamma, potrebbe provocare un emozione mentale simile alla fiamma. Il rosso fiamma ha un effetto eccitante che può perfino provocare sofferenza, forse perché assomiglia al sangue. In questo caso risveglia il ricordo di un elemento fisico che indubbiamente fa soffrire. Se poi decidiamo di aprire la nostra anima ai colori e di osservarli come qualcosa di più profondo andando oltre l apparenza, possiamo vedere come alcuni di questi abbiano un aspetto ruvido, pungente, mentre altri ricordino la morbidezza vellutata come ad esempio il blu oltremare.

22 22 La verità è che siamo colorati Alcuni colori sembrano liquidi come la lacca di garanza, mentre verde cobalto e ossido verde-azzurro appaiono estremamente compatti.

23 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Già qui possiamo vedere come il mero colore sia entrato in contatto con gli altri sensi o, come meglio racconta l artista, il colore è il tasto. L occhio è il martelletto. L anima è un pianoforte con molte corde. L artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l anima.[ ] E chiaro che l armonia dei colori è fondata solo su un principio: l efficace contatto con l anima, definito principio della necessità interiore. Partendo però già solo dal semplice colore sulla tavolozza, possiamo capire il suo suono interiore attraverso una breve osservazione. Innanzi tutto un colore può essere caldo o freddo o anche scuro o chiaro. Generalmente si associa al caldo il giallo e al blu il freddo. Il giallo in sé, proprio per la sua caratteristica di emanare calore e gioia, se osservato attentamente sembra avvicinarsi allo spettatore; il blu, suo opposto, se ne allontana. Questi due colori essendo opposti, se mischiati si frenano a vicenda creando un nuovo colore come equilibrio delle due forze: otteniamo così l appagante e quieto verde. Attraverso questa associazione possiamo così ottenere le diverse qualità attribuite ai vari colori. L energia sovrabbondante e l assenza di profonde emozioni del giallo; la forza passionale del rosso; la nostalgia e la profondità del blu; la calma bloccata e opulenta del verde dentro cui si nasconde noia e indifferenza; la sicurezza dell arancione e

24 24 La verità è che siamo colorati la tristezza malata del viola; l immobilità e il silenzio senza speranza di cambiamento del grigio; il silenzio assoluto del bianco e l ultimo silenzio del nero. Dopo aver collegato ciascun colore ad un emozione precisa, un profumo, un ricordo o un suono musicale, l artista afferma che proprio grazie alle sue risonanze interiori, ogni colore produce un effetto particolare sull anima. Vasilij Kandinskij, Impressione III (Concerto), Olio su tela, 77,5x100 cm. Monaco, Stadtische Galerie im Lenbachhaus. Il suo modo di associare il colore e di viverlo nei suoi mille modi, era una qualità che andava oltre alle analisi di Goethe, Schopenhauer, Turner, Delacroix, alle equivalenze tra vocali e colori di Rimbaud o a quel suono del colore che l orecchio di Mallarmè sapeva riconoscere. Kandinskij aveva un attitudine che gli faceva associare con immediatezza colori e suoni e possedeva una sensibilità acutissima che lo portava ad immaginare gli oggetti e le loro proprietà e a percepire enfaticamente il mondo attorno.

25 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Vasilij Kandinskij, Improvvisazione 7, 1910

26 26 La verità è che siamo colorati Da sempre i colori risuonavano in lui con una forza enorme, come creature dotate di vita propria. Verso i 13 anni, con i miei pochi soldi comprai una cassetta di colori ad olio. Quella sensazione di allora, l esperienza viva del colore che esce dal tubetto, la provo ancora oggi: una pressione della dita ed ecco, festosamente, con esultanza [ ] con caparbio dominio di sé, con delicata instabilità di equilibrio, ecco l emergere l uno dopo l altro di questi esseri singolari che si chiamano colori, vivi ciascuno in sé, autonomamente dotati di tutte le qualità necessarie a un ulteriore vita autonoma, e pronti in ogni momento [ ] a mescolarsi tra di loro e a creare una serie infinita di mondi nuovi. In sintesi, ciò che Kandinskij rivoluziona col suo testo teorico, nel mondo dell arte delle forme e dei colori del primo 900, può essere riassunto nei seguenti punti: la liberazione definitiva dalla necessità di rappresentare il mondo (sovvertendo il principio della mimesis, su cui l arte occidentale si fondava da millenni) l abbandono di una raffigurazione concreta, per dar forma alla dimensione spirituale l elevazione delle linee, forme e colori che non sono più mezzi destinati ad una rappresentazione, ma esse stesse ne divengono protagoniste linee, forme e colori liberano il loro potere espressivo e instaurano una comunicazione con la nostra interiorità la comunicazione avviene attraverso una analogia tra forme/colori e musica, quest ultima ritenuta la prima arte astratta perche in grado di toccare le corde dell animo pur non presentando oggetti ai nostri occhi Così il dipinto e il suo componimento armonico di forme e colori, diventa una specie di talismano in grado di comunicare con l animo.

27 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Vasilij Kandinskij, Primo acquerello astratto, Matita, acquerello e inchiostro di china su carta, 49,6x64,8 cm. Parigi, Musée National d Art Moderne, Centre Georges Pompidou.

28 28 La verità è che siamo colorati

29 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori IL COLORE E L ESPRESSIONE DI UNA VIRTU NASCOSTA. (Marguerite Yourcenar)

30 30 La verità è che siamo colorati La cromoterapia Il colore però non è stato solo il protagonista di un trattati scientifici o artistici, ma è diventato l elemento fondamentale di una medicina alternativa: la cromoterapia. Questa infatti utilizza i colori come terapia per la cura delle malattie e la sua pratica è regolata da principi comuni analoghi a quelli che portano a scegliere i colori dell abito da indossare o la tinta dei capelli. Secondo la cromoterapia infatti, i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio e avrebbero effetti psichici in grado di stimolare il corpo e calmare certi sintomi. Le origini delle pratiche cromo terapeutiche erano note fin dall antico Egitto. Ogni colore ricavato da minerali o unguenti colorati aveva un nome che ne identificava un potenziale, cioè la funzionalità: il nero (Kem) simbolo di fertilità; il giallo (Kenit) sinonimo di oro e simbolo di divinità; il rosso (Desher) simbolo di sangue e fuoco. Anche i Greci associavano i colori agli elementi fondamentali (aria, fuoco,acqua,terra)e ai quattro fluidi del corpo (la bile gialla, il sangue rosso, il flegma bianco e la bile nera)situati in milza, cuore,fegato e cervello.

31 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori La salute era considerata risultante dall equilibrio di questi elementi, mentre la malattia ne era lo sbilanciamento. Con l avvento dell illuminismo la cromoterapia, che non possedeva riscontri scientifici, fu declassata a pseudoscienza, anche se le terapie ad essa legate continuarono ad essere praticate. Iniziarono così studi sul colore e le sue proprietà, a partire da J. Pleasauton che, nel 1871 pubblicò il libro The influence oh the blue ray of the sun light and the blue color of the sky (l influenza del raggio blu del sole e del colore blu del cielo): qui egli sosteneva che la luce del sole, filtrata attraverso vetri blu, acquistava proprietà curative (il libro stesso fu stampato su carta blu). luce filtrata attreverso una sfera di vetri blu Inoltre anche l italiano Antonio Sciascia e il danese Niels Finsen, entrambi medici e scienziati, nel 1892 e 1893, informarono il mondo accademico che l esposizione alla luce curava le cicatrici da vaiolo e da tubercolosi. L assenza, comunque, di sicure prove scientifiche, portò a considerare queste teorie solo come ipotesi e, anche se i colori possono avere effetti sullo stato psicologico di un individuo, l estensione di questi effetti alla pratica terapeutica non è ancora riconosciuta. Vediamo ora più nel dettaglio come funziona questa pratica in cromoterapia in cui ogni colore viene associato a caratteristiche psichiche e spirituali dell individuo.

32 32 La verità è che siamo colorati Nel seguito vengono riportati alcuni esempi basati sulle teorie del settore: ROSSO associato alla forza, alla salute e alla vitalità, rappresenta il fuoco, la gioia, la festa, l eccitazione sessuale, il sangue e le passioni violente. ARANCIONE avrebbe un azione liberatoria sulle funzioni fisiche e mentali e un grosso effetto di integrazione e di distribuzione dell energia, inducendo serenità, entusiasmo, allegria, voglia di vivere, ottimismo, positività dei sentimenti, sinergia fisica e mentale. GIALLO ha effetti di stimolazione e aiuto nello studio, è associato alla felicità, alla saggezza e alla immaginazione, è generatore di buon umore, sia che si indossino indumenti di tale colore sia come tinteggiatura per le pareti. VERDE è il colore dell armonia: simboleggia la speranza, l equilibrio, la pace e il rinnovamento. È il colore neutro, rilassante, favorisce la riflessione, la calma, la concentrazione. BLU è un colore calmante e rinfrescante. Per le teorie di settore, è un colore che calma e modera e che fa dimenticare i problemi di tutti i giorni.

33 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori Spesso chi pratica cromoterapia come tecnica della medicina è solito abbinare i colori ai chakra, i presunti punti di energia che sarebbero posti in corrispondenza di diverse ghiandole endocrine. Le energie dei chakra sarebbero collegate con il sistema nervoso e con la regolarizzazione degli ormoni. I chakra sono sette, divisi in tre superiori e quattro inferiori. Ognuno di questi corrisponderebbe a uno dei sette colori dell arcobaleno (più il bianco) e influirebbe, secondo tali teorie, su un particolare organo o su una delle principali ghiandole del nostro corpo.

34 34 La verità è che siamo colorati La seguente tabella riporta alcune delle ipotetiche proprietà di ogni chakra e del colore ad esso associato: La cromoterapia è dunque una pratica che dimostra l utilità dei colori a fini psichici e psicofisici per il benessere e la cura. Ciò che aveva iniziato a concepire l antinewtoniano Goethe attraverso l idea del colore non più come effetto fisico ma come qualcosa di vivo e umano, viene successivamente teorizzato dall artista Kandinskij. Egli ne libera il vero potere intrinseco studiandone la forza persuasiva sull animo umano, e gli effetti che questo ha sull individuo. Abbiamo infine osservato come le reazioni scaturite dalle infinite tonalità cromatiche, prima collegate unicamente da un aspetto psicologico, siano adesso l elemento curativo per eccellenza che agisce sui punti di energia del corpo, favorendo un miglioramento psichico e fisico. Tutto questo ci ha mostrato la vera potenza contenuta all interno di un elemento che tanto ci circonda ma che spesso consideriamo con poca attenzione; il colore. Vedremo adesso come l influenza sul comportamento e la psiche umana vennero usati nella storia e ancora oggi per finalità persuasive e di benessere interiore.

35 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori CURIOSITA Gli accordi cromatici soggettivi La preferenza che ciascuno di noi sviluppa verso determinate gamme di colori dipende in buona parte alla sensibilità e al gusto personale. Negli anni Venti del Novecento Itten, con l aiuto dei suoi studenti della scuola della Bauhaus, ha compiuto una serie di esperimenti sugli accordi cromatici soggettivi, che hanno dimostrato che esiste un collegamento tra gli accordi cromatici preferiti dai singoli individui e alcuni tratti della loro personalità o addirittura del loro aspetto fisico. Secondo queste ricerche, si è dedotto che gli individui con occhi azzurri e capelli chiari prediligono colori puri in contrasto tra di loro. La vivacità delle tonalità invece rispecchia la personalità: se questa sarà estroversa preferirà colori vivaci, mentre una persona timida preferirà tonalità opache. Ovviamente al loro opposto si troveranno individui dai capelli neri, pelle scusa e occhi marroni. Il nero qui entra in gioco con i colori puri, risuonando fortemente nelle mescolanze. Il giallo intenso si circonda di viola, verde scuro, marrone, rosso porpora Queste forti tonalità evidenziano una personalità molto forte ma altrettanto profonda e sensibile.

36 36 La verità è che siamo colorati

37 Alla ricerca di noi stessi nel mondo dei colori LA PROPAGANDA E UN ARMA TERRIBILE IN MANI ESPERTE (Adolf Hitler)

38 38 La verità è che siamo colorati Uso di colori e immagini nei manifesti propagandistici dei regimi totalitari Come detto prima, l uso dei colori e i vari accostamenti di tonalità, non rappresenta solamente una scelta estetica, ma un vero mezzo di persuasione e memorizzazione dell immagine attraverso l occhio e la mente. L esempio più lampante è l uso dei colori nei manifesti pubblicitari. I grafici di tutto il mondo si avvalgono delle diverse gradazioni di colore, luce e immagini che garantiscono una facile comprensione e veloce memorizzazione del prodotto. Perché, come sappiamo, lo scopo primario è la sua commercializzazione. Campagna pubblicitaria contro il fumo Maggio 2004

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