Indice La Struttura Organizzativa Della Pubblica Amministrazione Alla Luce Dei Principi Costituzionali

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Indice La Struttura Organizzativa Della Pubblica Amministrazione Alla Luce Dei Principi Costituzionali --------- 3"

Transcript

1 INSEGNAMENTO DI DIRITTO AMMINISTRATIVO LEZIONE III L ORGANIZZAZIONE AMMINISTRATIVA GLI ENTI PUBBLICI PROF. IVANA MUSIO

2 Indice 1 La Struttura Organizzativa Della Pubblica Amministrazione Alla Luce Dei Principi Costituzionali Gli Enti Pubblici Diversi Dallo Stato Gli Enti Del C.D. Parastato La Capacità Degli Enti Pubblici (Autarchia Autotuela - Autonomia - Autogoverno) Classificazione Degli Enti Pubblici Enti Pubblici E Società Per Azioni A Partecipazione Pubblica Enti Pubblici Economici Gli Enti Privati Di Interesse Pubblico Enti Pubblici E Stato: Forme Di Collegamento Disciplina Degli Enti Pubblici I Controlli Bibliografia di 26

3 1 La struttura organizzativa della pubblica amministrazione alla luce dei principi costituzionali La struttura amministrativa della pubblica amministrazione va esaminata alla luce delle disposizioni costituzionali dettate in materia; in particolare non si può prescindere dal dettato degli artt. 95 e 97 Cost. Lo Stato - amministrazione è un soggetto giuridico che agisce per fini propri, al pari degli altri soggetti pubblici o privati, ed è anch esso vincolato all osservanza delle norme giuridiche vigenti. Lo Stato, tuttavia, non è l unico ente pubblico dell ordinamento italiano, ove, infatti, vige il principio del pluralismo della P.A., per cui, coesistono, accanto allo Stato, altri soggetti che perseguono fini di interesse pubblico. La funzione pubblica viene svolta attraverso una posizione giuridica pubblica che è qualificata: potestà; per potestà amministrativa si intende quel potere di supremazia riconosciuto ad un ente pubblico al fine di raggiungere gli obiettivi individuati da quegli organi che devono individuare l indirizzo politico dell amministrazione. I fini pubblici predeterminati e che l ente pubblico ha il potere-dovere di realizzare sono definiti fini istituzionali dell ente. La struttura pluralistica della P.A. trova riscontro nella stessa Costituzione ed in particolare nell art. 2 e 5 Cost. L art. 2 Cost. parla di formazioni sociali in cui si svolge la personalità dell uomo e la cui esistenza è riconosciuta e garantita dallo Stato. L art. 5 Cost. stabilisce che la Repubblica, una ed indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, ovvero attua nei servizi, che dipendono dallo Stato, il più ampio decentramento amministrativo. Lo Stato rappresenta l ente pubblico per eccellenza, lo Stato amministrazione è il più importante soggetto attivo dell ordinamento, dotato di caratteristiche esclusive, infatti esso si configura come: - ente sovrano, in quanto è sovraordinato a tutti gli altri soggetti che operano nell ambito dell ordinamento; - ente politico, poiché persegue fini di interesse generale; 3 di 26

4 - ente necessario e ad appartenenza necessaria, in quanto, da un lato la sua esistenza è fondamentale per il perseguimento dei pubblici interessi e dall altro, tutti i cittadini fanno parte di esso. Autorevole dottrina 1 ha affermato che la personalità giuridica dello Stato amministrazione costituisce un dato incontestabile, ciò in base a quanto stabilito da più di un disposto normativo, ed, infatti: l art. 28 Cost., ammette una responsabilità civile dello Stato ( e degli enti pubblici); l art. 42 Cost. e l art. 822 c.c. riconoscono la possibilità per lo Stato di essere proprietario di beni; il D.R. n del 1923 parla di contabilità dello Stato; il R.D. n del 1933 fa riferimento alla rappresentanza e alla difesa dello Stato; infine, gli artt della legge n. 87 del 1953 disciplina i rapporti ed i conflitti di attribuzioni tra Stato e Regioni. Alla luce di suddette norme, dunque, si evince in maniera chiara che lo Stato è dotato, appunto, di personalità giuridica. Con riferimento allo Stato quale ente pubblico si pone anche il problema della sua soggettività unitaria vale a dire se lo Stato si può considerare un unico soggetto giuridico ovvero se nasconda una pluralità di soggetti giuridici. La dottrina maggioritaria 2 ha risolta tale disputa sulla base della considerazione che lo Stato risponde verso i terzi come un soggetto unitario e presenta numerose strutture di raccordo quale l Avvocatura dello Stato e la Corte dei Conti, pertanto, sembra preferibile la tesi secondo cui lo Stato costituisce un soggetto unitario, anche se si tratta di un soggetto dalla soggettività del tutto particolare e ciò è fisiologico, in virtù della sua struttura. 1 In argomento si veda A.M. Sandulli, Enti pubblici ed enti privati di interesse pubblico, in Giur. Comm., 1958, I, p V. Cerulli Irelli, Problemi dell individuazione delle persone giuridiche pubbliche (dopo la legge sul parastato), in Riv. trim. dir. pubbl., 1977, 2, p. 626 e ss. 4 di 26

5 2 Gli enti pubblici diversi dallo Stato Il termine ente deriva dal latino ens e significa ciò che è. Giuridicamente, l ente indica le persone giuridiche pubbliche e private ed i gruppi organizzati che l ordinamento considera titolari di situazioni giuridiche 3. A differenza del diritto privato ove è possibile riconoscere i gruppi organizzati anche quando non hanno personalità giuridica, essendo centri di imputazione di situazioni giuridiche, nel diritto pubblico, invece, tale fenomeno non sembra essere possibile per effetto della c.d. legge sul parastato, legge n. 70 del 1975 secondo cui: nessun ente pubblico può essere riconosciuto o istituito se non per legge. Dunque, l individuazione della natura pubblica o privata di un ente è di particolare importanza, in quanto comporta l assoggettamento dell ente stesso e dei suoi amministratori e dipendenti ad un regime giuridico particolare. Gli enti pubblici sono soggetti di diritto, che nel quadro generale dell organizzazione amministrativa, assumono una dimensione organizzativa formale, in quanto le vicende attinenti alla loro costituzione, modificazione ed estinzione, sono fissate direttamente da norme giuridiche, per effetto della riserva di legge contenuta nell art. 97 Cost. Gli enti pubblici, in quanto persone giuridiche pubbliche, hanno una personalità giuridica e possiedono, perciò, una capacità giuridica di diritto pubblico che ne comporta l assoggettamento ad un regime giuridico differenziato e derogatorio rispetto a quello comune. Tuttavia, lo loro capacità giuridica di diritto pubblico, pur diversificandosi da quella di diritto comune, non la esclude, in quanto è dato ormai pacifico che si tratta di aspetti tra loro non incompatibili e che i loro fini istituzionali possono essere realizzati sia con atti amministrativi autoritativi che con negozi giuridici privati. Fatta questa precisazione, preme sottolineare che se con il termine capacità giuridica si suole intendere l attitudine all imputazione di rapporti giuridici attivi e passivi, riferibili sia alle persone giuridiche che agli enti immateriali, con l aggettivazione pubblica si intende puntualizzare un aspetto che riguarda il profilo attributivo funzionale dell essere tali enti investiti di poteri di cura e di interessi collettivi. Ma ciò che maggiormente rileva ai fini dell individuazione dei tratti pubblicistici di tali enti è il particolare regime giuridico, in buona parte, come detto, derogatorio del diritto comune. 5 di 26

6 Dopo l entrata in vigore della legge n. 70 del 1975 non vi sono dubbi sul fatto che è considerato pubblico l ente istituito come tale. Il problema sorge, invece, in relazione agli enti istituiti prima della legge sul parastato, cioè per quegli enti che non sono qualificati espressamente, per cui non sono riconosciuti giuridicamente, in maniera espressa, come enti pubblici. In questi casi, cioè, con riferimento agli enti istituiti prima della riforma del 1975, per individuare se si tratta di enti di natura pubblica, si sono utilizzati diversi criteri. Parte della dottrina 4 adotta il criterio del fine pubblico, in base al quale sarebbe pubblica la persona giuridica che persegue fini pubblici. Tuttavia, tale criterio di riconoscimento dell ente è stato per lo più abbandonato per via dello sviluppo degli enti pubblici di carattere imprenditoriale, cioè slegati dalla realizzazione degli interessi pubblici. Altro orientamento dottrinale 5, invece, per risalire alla natura giuridica di un ente si è rifatto al criterio dei poteri pubblici, per cui sarebbe pubblico l ente dotato di generici poteri pubblici, come, ad esempio, il potere di certificazione, il potere statutario, cioè poteri collegati ad una determinata competenza. Anche detto criterio, però, ha prestato il fianco a numerose critiche per un duplice ordine di motivi; in primis perché non mancano enti privati eccezionalmente dotati di una qualche potestà pubblica (come, per esempio, il potere di certificazione), inoltre, perché nella moderna organizzazione statuale, molti enti, pur avendo natura pubblica, agiscono nel campo e con le forme del diritto privato. Un altro criterio che è stato adottato per dirimere la questione del riconoscimento della natura giuridica di un ente (se pubblico o privato) è quello della supremazia, secondo cui sarebbe pubblica quella persona che gode di una posizione di supremazia rispetto ad altri soggetti. Anche tale criterio, tuttavia, è stato ritenuto inadeguato a seguito del fatto che esistono molti enti che agiscono in ambito economico alla stregua di quelli imprenditoriali. Alla luce di quanto fin qui detto la dottrina maggioritaria 6 ritiene che l unico criterio valido per accertare la natura pubblica di un ente è quello di guardare il suo regime giuridico, vale a 3 In argomento, tra gli altri, V. Ottaviano, Ente pubblico, in Enc. dir., XIV, Milano, 1965, p. 968 e ss. 4 In tal senso G. Zanobini, Corso di diritto amministrativo, Milano, Si veda in merito M.S. Giannini, Diritto amministrativo, I, Milano, 1988, p. 100 e ss., il quale descrive i diversi orientamenti dottrinali. 6 In tal senso si sono espressi: A.M. Sandulli, Manuale di diritto amministrativo, Napoli, 1989; V. Cerulli Irelli, Corso di diritto amministrativo, Torino, 1997, p. 190 e ss.; P. Virga, Gli enti parastatali nella tipologia degli enti pubblici, Scritti in onore di Costantino Mortati, Milano, 1977, p. 311 e ss.; A. Bardusco, Ente pubblico, in D. disc. pubbl., IV, Torino, 1991, p. 64 e ss. 6 di 26

7 dire il complesso di norme e di principi che regolano l esistenza e l attività, nonché l inserimento nella struttura amministrativa pubblica. In particolare modo, gli indici di riconoscimento della natura pubblica di un ente sono individuabili 7 nel sistema di controlli pubblici, che sarà meno intenso quanto maggiore sarà l autonomia dell ente; nell ingerenza dello Stato, o di altra P.A., nella nomina e revoca dei dirigenti; nella partecipazione dello Stato alla spesa di gestione; nel potere di direttiva dello Stato nei confronti degli organi, in relazione al conseguimento di determinati obiettivi; nel finanziamento pubblico istituzionale; ecc. Dunque, da quanto sin qui detto emerge in maniera evidente che il modo più semplice per individuare la natura pubblica di un ente resta quello dell espressa previsione di legge. Spesso si rinviene in numerosi testi normativi l espressione lo Stato e gli altri enti pubblici ; si suole escludere che l espressione si riferisca a quegli enti pubblici previsti e catalogati dalla legge n. 70 del 75, in quanto questi enti pubblici vengono detti parastatali. Ne consegue che tale espressione altri enti pubblici risulta residualmente circoscritta proprio a quell area di enti esclusi dall applicazione della legge n. 70/1975 che investe, tra gli altri, le Università e gli istituti di Istruzione, gli ordini, i Collegi Professionali e le Camere di Commercio. 7 Così, in particolare, si è espresso A.M. Sandulli, Manuale di diritto amministrativo, cit., p. 115 e ss. 7 di 26

8 3 Gli enti del c.d. parastato Con la citata legge n. 70 del 1975 (c.d. legge sul parastato) il legislatore ha dettato dei criteri positivi e tassativi per l esatta individuazione e la classificazione degli enti pubblici. La legge suddivide gli enti pubblici statali in quattro grandi settori: - enti pubblici necessari (soggetti allo statuto del parastato); - enti pubblici sottratti allo statuto del parastato, - altri enti pubblici sottratti allo statuto ma esclusi da ogni contribuzione statale o potere impositivo; - gli enti inutili. Importante è l art. 4 della legge 70/1975, secondo cui nessun nuovo ente pubblico può essere istituito o riconosciuto se non per legge, tale disposizione normativa introduce un criterio legislativo di individuazione di enti pubblici. Si tratta, cioè, di una norma che esprime un principio generale di riserva relativa di legge e rende attuativo l art. 97 Cost. che statuisce il principio secondo cui i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge. In altri termini, sono pubbliche le persone giuridiche che un atto legislativo dichiara tali, mentre gli altri enti dovranno considerarsi persone private. Considerando che siamo nell ambito della riserva relativa di legge (e non assoluta), per l istituzione di un ente ad opera del legislatore si intende la creazione dell ente attraverso la determinazione delle attribuzioni ed individuazione degli organi fondamentali dell ente stesso. Gli interventi del potere esecutivo e l esplicazione del potere statutario, invece, spettano all ente stesso. 8 di 26

9 4 La capacità degli enti pubblici (Autarchia Autotuela - Autonomia - Autogoverno) Gli enti pubblici che agiscono in regime di diritto amministrativo sono detti enti autarchici e si distinguono dagli enti pubblici economici, che agiscono secondo la disciplina privatisticoimprenditoriale 8. Gli enti pubblici che hanno le seguenti capacità: autarchia, autotutela, autonomia; autogoverno. A) L AUTARCHIA Secondo la dottrina più recente per autarchia si intende la capacità degli enti pubblici di amministrare i propri interessi, svolgendo un attività avente gli stessi caratteri e la stessa efficacia dell attività amministrativa dello Stato. Altro orientamento dottrinale 9, invece, considera l autarchia come la caratteristica degli enti diversi dallo Stato di disporre potestà pubbliche. Dunque, si ha autarchia quando ad una persona giuridica, che ha compiti e funzioni di interesse pubblico, viene riconosciuta la titolarità di pubblici poteri, attraverso una equiparazione degli atti posti in essere da tale ente pubblico a quelli posti in essere direttamente dallo Stato. L autarchia si esprime attraverso: - il potere di agire emanando atti amministrativi equiparati agli atti amministrativi dello Stato; - il potere di certificazione; - il potere di autorganizzazione interna; - l autotutela. B) L AUTOTUTELA L autotutela è la capacità, riconosciuta dalla legge, a favore dello Stato o di un ente pubblico, di farsi ragione da sé, attraverso l utilizzo dei mezzi amministrativi a sua disposizione. 8 Tale schema è stato ripreso da F. Garingella - L. Delfino F. del Giudice, Diritto amministrativo, ult. ed., Napoli, 2007, p. 100 e ss. 9 Questa è la tesi di A.M. Sandulli, Manuale di diritto amministrativo, cit., p di 26

10 Essa si configura come l insieme di attività amministrative con cui ogni pubblica amministrazione risolve i conflitti, potenziali o attuali, relativi ai suoi provvedimenti o alle sue pretese 10. E fuori dubbio che la P.A. nell esercizio dell autotutela non può agire arbitrariamente né può servirsi di tale attività per farsi ragione anche quando oggettivamente non ne ha; l autotutela, infatti, non è uno strumento di sopraffazione, ma uno strumento di giustizia per cui può essere esercitata solo quando sia necessaria per attuare l osservanza della legge. L attività amministrativa dell autotutela si considera un attività sussidiaria, cioè strumentale, ed ha lo scopo di verificare la legittimità degli atti posti in essere dall ente stesso, nonché garantire l efficacia e l esecuzione degli atti amministrativi. Un autorevole fonte ha così distinto l attività di autotutela: autotutela decisoria ed autotutela esecutiva 1) autotutela decisoria, cioè quella attuata attraverso l emanazione di una decisione amministrativa. Essa può riguardare: a) atti amministrativi precedentemente posti in essere dalla P.A. ed in questo caso può essere diretta, quando la P.A. esercita i suoi poteri spontaneamente, o nell adempimento di un preciso dovere, come, per esempio, con atti di ritiro di precedenti provvedimenti amministrativi posti in essere dall ente pubblico (revoca, annullamento, rimozione, sospensione). L autotutela decisoria è, invece, indiretta nei casi in cui il potere della P.A. trova fondamento in un azione dell interessato, cioè in un ricorso. b) Rapporti giuridici di diritto amministrativo, cioè comportamenti tenuti da soggetti in rapporto giuridico con l amministrazione, che non sono conformi a pretese della P.A. 2) autotutela esecutiva cioè quella consistente nel complesso di attività volte ad attuare le decisioni già adottate dall amministrazione. Un esempio può essere rappresentato dagli ordini dati da un organo amministrativo ai propri dipendenti di eseguire, di ufficio, uno sgombero di abusiva occupazione di suolo demaniale. 10 F. Benvenuti, Autotutela, (dir. amm.) in Enc. dir., IV, 1959, p. 538 e ss. 10 di 26

11 Tuttavia la dottrina prevalente ritiene che solo autotutela decisoria deve considerarsi una potestà generale, mentre l autotutela esecutiva necessita di una norma specifica che attribuisca alla P.A. il potere di agire in via immediata e diretta, per attuare i propri provvedimenti. C) L AUTONOMIA L autonomia consiste nella capacità di un ente di determinarsi da sé, avendo il potere di darsi una legge regolativa delle proprie azioni. In altri termini, l autonomia è la potestà riconosciuta all ente di provvedere alla cura dei propri interessi e, quindi, di godere e di disporre dei mezzi necessari per ottenere la soddisfazione degli interessi 11. Autorevole dottrina 12 ha ritenuto di potere sintetizzare i tre aspetti fondamentali dell autonomia: a) partecipazione degli appartenenti ad un ente alla sua amministrazione; b) attribuzione all ente di una notevole sfera di autodeterminazione; c) alleggerimento dei controlli da parte di soggetti diversi. Il termine autonomia, quindi, sta ad indicare molteplici fenomeni giuridici; di autonomia si parla, infatti, con riferimento alla: capacità politica; capacità normativa; capacità organizzativa; capacità contabile; capacità finanziaria o gestionale di un soggetto. In linea di sintesi si può dire che l autonomia esprime l indipendenza dell ente nell esercizio della sua attività. Per autonomia politica si intende l indipendenza e la libertà di un soggetto nelle scelte c.d. politiche, cioè nell individuazione dei fini che l ente intende perseguire. Tale autonomia è riconosciuta alle Regioni, oltre che allo Stato. L autonomia giuridica indica la capacità dell ente o dell organo di agire nel campo giuridico con un certo grado di libertà. Tale autonomia può assumere varie configurazioni, ed infatti, si parla di autonomia normativa; autonomia organizzatoria; autonomia finanziaria ed autonomia di gestione. 11 Così si è espresso C. Mortati, Le forme di Governo, (Lezioni), Padova, Si veda P. Virga, Diritto amministrativo, I principi, Milano, 1999, p. 100 e ss. 11 di 26

12 L autonomia normativa è la capacità dell ente di costituire un proprio ordinamento mediante norme aventi la stessa natura ed efficacia delle norme statali, anche se ad esse sottordinate 13. Le norme dotate di autonomia possono assumere le forme di legge, Statuti, regolamenti; pertanto l autonomia normativa può, a sua volta, essere distinta in: - autonomia legislativa; - autonomia statutaria; - autonomia regolamentare. Nel nostro ordinamento godono di autonomia legislativa tutte le Regioni (sia a Statuto ordinario che speciale e le Province di Trento e Bolzano); di autonomia statutaria oltre che le Regioni a Statuto ordinario, anche i Comuni, le Province le Città Metropolitane, ecc.; di autonomia regolamentare tutti gli enti territoriali (Regioni, Città metropolitane, Province, Comuni), nonché gli altri enti e d organi cui la legge espressamente la conferisce (per esempio il Prefetto). L autonomia organizzatoria è la capacità di un ente o di un organo di creare o contribuire a creare la propria struttura organizzativa, e ad essa, di solito, si accompagna anche un autonomia regolamentare 14. L autonomia finanziaria è la capacità dell ente di imporre propri tributi. L autonomia di gestione consiste nella capacità dell ente di avere un proprio bilancio, diverso da quello dello Stato. D) L AUTOGOVERNO L autogoverno deriva da un istituto proprio degli ordinamenti anglosassoni, i c.d. selfgovernment e si realizza quando gli organi locali di governo sono composti da elementi scelti dagli stessi governanti 15. Effettuare nel nostro ordinamento una trasposizione di tale istituto diventa praticamente impossibile e ciò perché in questi ordinamenti la P.A. non è strutturata in enti dotati di personalità giuridica, ma in uffici di cui è responsabile il funzionario preposto. 13 Cfr. A. Romano, I soggetti e le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministativo, in L. Mazzaralli, G. Pericu, A. Romani, F.A. Roversi Monaco, F.G. Scoca, Diritto amministrativo, Bologna, p. 261 e ss. 14 Cfr. P. Alessi, Principi di diritto amministrativo, Milano, 1971, vol. I, p. 39 e ss. 12 di 26

13 Allora, alcuni autori 16 usano il termine di autogoverno per indicare quei casi in cui un ente è diretto o governato da persone elette da membri che ne fanno parte e ciò si verifica, per esempio, nei Comuni. 15 Così A.M. Sandulli, Enti pubblici ed enti privati di interesse pubblico, in Giur. Comm., cit., p e ss. 16 Si veda A.M. Sandulli, Enti pubblici ed enti privati di interesse pubblico, in Giur. Comm., cit., p e ss. 13 di 26

14 5 Classificazione degli enti pubblici La dottrina ha operato diverse classificazioni gli enti pubblici. - Corporazioni ed istituzioni. Le prime sono persone giuridiche in cui prevale l elemento personale, mentre nelle seconde prevale l elemento patrimoniale (come per esempio gli istituti previdenziali). - Enti territoriali e non territoriali. Sono enti territoriali quelli in cui il territorio è uno degli elementi costitutivi, cioè essenziali per l esistenza dell ente e non è considerato solo un ambito spaziale che ne delimita la sfera d azione. Sono enti non territoriali, invece, tutti gli altri, denominati anche enti istituzionali, alcuni dei quali a carattere nazionale, mentre altri a carattere locale. - Enti nazionali ed enti locali. Il carattere locale o nazionale di un ente non assume rilevanza solo ai fini teorici, ma anche giuridici. Tale carattere si riferisce anche agli interessi pubblici perseguiti dall ente stesso. Negli enti locali il territorio costituisce non solo il criterio per delimitare la sfera d azione, ma anche e soprattutto indica la rilevanza locale dei fini e degli interessi perseguiti dall ente. Pertanto, sono enti locali quelli che operano in una determinata circoscrizione territoriale per perseguire un interesse pubblico proprio di tale circoscrizione, sono, invece, enti nazionali tutti gli altri, compresi quelli destinati ad operare su un ambito territoriale limitato, ma per perseguire un interesse nazionale. - Enti necessari. Sono detti quelli che devono necessariamente esistere per l organizzazione amministrativa del nostro ordinamento. - Enti ad appartenenza necessaria o facoltativa. Sono ad appartenenza necessaria gli enti fra cui quelli territoriali, di cui si fa parte per il solo fatto di risiedere sul loro territorio. - Enti autonomi, ausialiari e strumentali. - Enti autarchici propriamente detti ed enti pubblici economici. I primi operano in regime di diritto amministrativo, mentre i secondi agiscono in veste imprenditoriale, attraverso strumenti privatistici. 14 di 26

15 6 Enti pubblici e società per azioni a partecipazione pubblica Distinguere gli enti pubblici da quelli privati diventa ancora più difficoltoso se si pensa alla presenza delle società per azioni a partecipazione pubblica 17, le quali non operano sul piano economico-imprenditoriale, ma svolgono servizi e funzioni pubbliche. Le società per azioni a partecipazione pubblica, infatti, sono cosa ben diversa dagli enti pubblici economici privatizzati, che seguono, invece, la disciplina civilistica, ex artt c.c. e ss. Le società per azioni in mano alla P.A. sono difficilmente inquadrabili giuridicamente 18 ed, infatti, creano problematiche qualificatorie di non poco conto. Non è chiaro se la veste societaria calata su un organizzazione assimilabile agli enti statali, possa escludere la natura pubblicistica di dette società. Inoltre tali società creano anche difficoltà sotto il profilo della legittimità costituzionale, con riferimento all art. 97 Cost., in quanto ai sensi di detta disposizione gli uffici pubblici devono essere organizzati secondo uno schema pubblicistico 19. Lo stesso problema definitorio sorge anche con riferimento alle società per azioni deputate alla gestione dei servizi pubblici locali, previste dall art. 113 del d.lgs. 267/2000 (Testo unico degli enti locali). Si registra, inoltre, un dibattito non dissimile anche per quanto riguarda le società residuanti dal processo di privatizzazione di enti pubblici economici e aziende autonome, cioè si pone il problema se si tratta di società di carattere privatistico o se trattati di enti pubblici operanti in veste societaria. Con riferimento alle aziende autonome, preme sottolineare che l analisi della loro organizzazione e del loro regime, richiede, in via preliminare, un accenno al problema della loro soggettività. Trattandosi di imprese-organo dell ente di pertinenza, essi si strutturano come organismi che, pur dotati di autonome potestà organizzative, gestionali, finanziarie e contabili, oltre che di propri mezzi, sono privi di personalità giuridica, salvo rare ipotesi di attribuzione espressa da parte dell ordinamento. 17 In argomento si veda, tra gli altri, anche M. Cammelli, Le società a partecipazione pubblica, Rimini, 1989; S. Cassese, Partecipazioni pubbliche ed enti di gestione, Milano, Cfr. F. Coltelli, La trasformazione in s.p.a. degli enti pubblici economici e il controllo della Corte dei Conti ai sensi dell art. 100 Cost., in Cons. Stato, 1994, II, p. 512 e ss.; C. Marzuoli, Le privatizzazioni tra pubblico come soggetto e pubblico come regola, in Dir. pubbl, 1996, p. 393 e ss. 19 In argomento V. Cerulli Irelli, Problemi dell individuazione delle persone giuridiche pubbliche (dopo la legge sul parastato), cit., p. 628 e ss. 15 di 26

16 Si consideri, tuttavia, che, specie con riferimento alle aziende municipalizzate, è discusso se, esse pur essendo prive di personalità giuridica, possono considerarsi dotate di soggettività giuridica. Secondo l opinione dominante, l assenza di personalità giuridica non esclude soggettività che si manifesta sia in ambito organizzativo nei rapporti interorganici, sia in ambito ordinamentale, in quelli intersoggettivi. Passando, poi, all esame dei caratteri peculiari e del regime giuridico delle aziende autonome, è necessario rilevare come il loro patrimonio, cioè l insieme dei beni e dei mezzi di cui si avvalgono per l esplicazione della propria attività imprenditoriale, viene costituito dall ente di appartenenza, cioè un c.d. patrimonio separato. 16 di 26

17 7 Enti pubblici economici Sono detti enti pubblici economici quegli enti che operano nel campo della produzione e dello scambio di beni e di servizi svolgendo attività prevalentemente o esclusivamente economiche, in una situazione di parità o di concorrenza con le altre imprese private 20. L ente pubblico economico è un istituto di cui si avvale lo Stato per intervenire nel sistema economico e si caratterizza per il fatto di essere misto in quanto agisce in concorso tra imprese pubbliche e private 21. Tali enti si pongono, infatti, in concorrenza, appunto, con i soggetti economici privati, ma realizzano fini pubblici. Lo scopo di lucro non è un elemento essenziale, tuttavia è necessario che l ente pubblico economico agisca secondo un criterio di economicità, cioè di correlazione di costi e ricavi, nel senso che l impresa venga esercitata in modo tale che dall attività si ricavi almeno quanto occorre per coprire i costi dei fattori di produzione impiegati. L ente pubblico economico, pertanto, deve coprire i propri costi di produzione e gestione attraverso quelle che sono le tariffe applicate per le prestazioni erogate. Detti enti hanno la finalità, tra l altro, di assolvere ad altre funzioni, come, per esempio, quella di operare interventi economici di controllo, proponendosi come calmiere dei prezzi di una merce di mercato, producendola e vendendola ad un costo inferiore rispetto a quello dei beni analoghi prodotti da imprenditori privati. 22 Fino al 1993 tutti gli enti pubblici economici facevano capo ad appositi enti di gestione delle partecipazioni statali (IRI, ENI, EFIM, ENEL), posti sotto il controllo del Ministero delle Partecipazioni Statali. Con il referendum del 19 aprile 1993, però, il Ministero della Partecipazioni Statali è stato soppresso, avviando un processo di privatizzazione di tutti gli enti pubblici economici e delle aziende statali. Tale processo di privatizzazione 23 ha portato dapprima alla trasformazione degli 20 Così P. Virga, Gli enti parastatali nella tipologia degli enti pubblici, cit., p. 145 e ss.; A.M. Sandulli, Enti pubblici ed enti privati di interesse pubblico, cit., p C. Maugieri, Il controllo della Corte dei Conti sugli enti pubblici economici trasformati in s.p.a., in Dir. amm., 1995, p. 203 e ss. 22 P. Saraceno, Il sistema delle imprese a partecipazione statale nell esperienza italiana, Milano, In argomento, tra gli altri, si veda R. Perna, Privatizzazione formale/sostanziale e controllo della Corte dei Conti, in Foro it., 1993, I, p. 285 e ss.; S. Cassese, Le privatizzazioni in Italia, in Riv. trim. dir. pubbl., 1998, p. 32 e ss.; G. Amorelli, Le privatizzazioni nella prospettiva del trattato istitutivo della Comunità economica europea, Padova, 1992; 17 di 26

18 enti pubblici economici in società per azioni con attribuzioni allo Stato dell intero pacchetto azionario e, successivamente, alla collocazione sul mercato delle azioni stesse. Tanto ciò è vero che per le attività che gestiscono attività di interesse generale, lo Stato può conservare una partecipazione azionaria che, però, non superi il 5% (c.d. golden share). E. Freni, La complessa riforma degli enti pubblici nazionali tra nuovi e vecchi interventi, in Giorn. dir. amm., 2000, p. 535 e ss. 18 di 26

19 8 Gli enti privati di interesse pubblico Gli enti privati di diritto pubblico sono quegli enti che, pur avendo natura di enti di diritto privato, esplicano attività di particolare rilievo sociale e, proprio in virtù di questo presupposto, a tali enti viene adottata una disciplina giuridica di particolare favore, attraverso il riconoscimento di sovvenzioni, esenzioni tributarie, ecc. Sono considerati enti privati di diritto pubblico: - gli istituti di patronato, gestiti dalle associazioni sindacali e finalizzati all ottenimento da parte degli aventi diritto delle prestazioni previdenziali ed assistenziali. - Gli istituti di assistenza e beneficenza, enti associativi con finalità assistenziali. - Gli enti lirici e le istituzioni concertistiche. Alla disciplina delle agevolazioni tributarie degli enti privati senza scopo di lucro (c.d. enti non profit) è dedicato il d.lgs. n. 460 del 1997, che subordina la concessione di tali agevolazioni all iscrizione in una particolare registro anagrafe tenuto dal Ministero dell Economia e delle Finanze. Per poter richiedere tale iscrizione è necessario che gli enti in questione 24 : a) non distribuiscano, in nessuna forma, neanche indiretta, utili o avanzi di gestione; b) destinino tali utili od avanzi ai loro fini istituzionali; c) devolvano, in caso di scioglimento, i loro beni ad altre istituzioni non lucrative di utilità sociale. 24 Ripreso da F. Garingella - L. Delpino - F. del Giudice, Diritto amministrativo, cit., p di 26

20 9 Enti pubblici e Stato: forme di collegamento Autorevole dottrina 25 individua tre modi di organizzazione dei rapporti tra Stato ed enti: il decentramento autarchico, il policentrismo autarchico ed il pluralismo autonomistico. - il decentramento autarchico si ha quando lo Stato affida ad enti diversi da esso stesso il perseguimento di fini propri ed esclusivi. Poiché si tratta di fini propri dello Stato, il collegamento tra ente e Stato deve essere strettissimo e l autonomia dell ente particolarmente limitata. Il fenomeno del decentramento autarchico si realizza attraverso i c.d. enti strumentali, i quali sono legati allo Stato da veri e propri vincoli di soggezione. - Il policentrismo autarchico, invece, rappresenta il fenomeno degli enti ausiliari dello Stato. Sono tali quegli enti pubblici che perseguono fini dello Stato, ma non esclusivi di esso perché, generalmente, non essenziali. - Il pluralismo autonomistico si realizza, infine, in tutti quei casi in cui si creano gruppi spontanei o enti esponenziali i quali esprimono esigenze sociali autonome e sono, come tali, riconosciuti dall ordinamento dello Stato, che li individua quali centri di potere amministrativo. Occorre, da ultimo, ricordare anche le forme di collegamento che legano gli enti pubblici tra loro. Una particolare forma di collegamento è rappresentata dalla conferenza dei servizi, criterio di collaborazione tra enti introdotto con la legge 241 del 1990 (e succ. modifiche). Il Consiglio di Stato 26 ha ritenuto che la conferenza dei servizi rappresenta lo strumento per realizzare il giusto contemperamento tra le esigenze di concentrazione delle funzioni in un unica istanza ed il rispetto delle competenze delle amministrazioni preposte alla cura di un determinato settore, consentendo la contestuale valutazione di tutti gli interessi pubblici coinvolti in una determinata operazione amministrativa. La conferenza di servizio viene disposta quando risulta opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo; è sempre indetta quando l amministrazione procedente deve acquisire nulla osta, assensi, intese, concerti di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga entro quindici giorni dall inizio del procedimento, pur avendoli formalmente richiesti. 25 Cfr. A.M. Sandulli, Manuale di diritto amministrativo, cit. p. 100 e ss. 26 Cfr. C.d.S., sez., IV, 24 febbraio 2000, n di 26

Sezione Prima Inquadramento e struttura degli enti pubblici

Sezione Prima Inquadramento e struttura degli enti pubblici Capitolo Secondo Gli enti pubblici Sommario: Sezione Prima: Inquadramento e struttura degli enti pubblici. - 1. La pubblica amministrazione. - 2. Gli enti pubblici. - 3. Le più importanti classificazioni

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa

Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa Il requisito del pubblico concorso per enti anche formalmente o solo sostanzialmente pubblici. Pubblicizzazione giurisprudenziale e legislativa di Sandro de Gotzen (in corso di pubblicazione in le Regioni,

Dettagli

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista

Patrimoni destinati ad uno specifico affare. A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Patrimoni destinati ad uno specifico affare A cura di Davide Colarossi Dottore Commercialista Riferimenti normativi D.Lgs. Numero 6 del 17 gennaio 2003 Introduce con gli articoli 2447-bis e seguenti del

Dettagli

I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni

I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni di Filippo Lacava 1.Premessa; 2. Definizioni; 2.1 Il potere di indirizzo 2.2 Il coordinamento;

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali SEZIONE TERZA Le fonti degli enti locali 2.1. Presentazione di Edmondo Mostacci L insieme delle fonti endogene degli enti locali costituisce un sottoinsieme un microcosmo, secondo la efficace definizione

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna

Cos è e come si costituisce una cooperativa. Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna Cos è e come si costituisce una cooperativa Roberta Trovarelli Legacoop Emilia Romagna 1 Che cos è una cooperativa un'associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

9) promozione della cultura e dell'arte ; 10) tutela dei diritti civili ; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta

9) promozione della cultura e dell'arte ; 10) tutela dei diritti civili ; 11) ricerca scientifica di particolare interesse sociale svolta Le ONLUS Secondo le previsioni dell'art. 10 del decreto 460/97 possono assumere la qualifica di Onlus le associazioni riconosciute e non, i comitati, le fondazioni, le società cooperative e tutti gli altri

Dettagli

INDICE. 8. Piano dell opera... 48

INDICE. 8. Piano dell opera... 48 INDICE INTRODUZIONE DELIMITAZIONE DELL OGGETTO DELLA RICERCA 1. Delimitazione del campo di osservazione e criteri selettivi delle fattispecie analizzate: premessa... 1 2. Legalità, singolarità e qualificazione

Dettagli

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario

L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario L ATTIVITA DI DIREZIONE E COORDINAMENTO. La pubblicità dei gruppi nella riforma del diritto societario Di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. Ambito di applicazione. 3. Principi fondamentali. 3.1.

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario:

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario: Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. -

Dettagli

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A.

L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. L ESECUZIONE FORZATA NEI CONFRONTI DELLA P.A. 1. La responsabilità patrimoniale della P.A. ed i suoi limiti Anche lo Stato e gli Enti Pubblici sono soggetti al principio della responsabilità patrimoniale

Dettagli

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37 Le novità civilistiche e fiscali per la stesura del bilancio di Stefano Chirichigno e Vittoria Segre Passività iscritte nei bilanci IAS: il coordinamento fiscale con le modifiche apportate allo IAS 37

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA

STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA 1. A norma degli articoli 14 e seguenti del Codice Civile è costituita la Fondazione dell

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

Circolare Informativa n 57/2013

Circolare Informativa n 57/2013 Circolare Informativa n 57/2013 TRATTAMENTO FISCALE E CONTRIBUTIVO DELLE SOMME EROGATE A SEGUITO DI TRANSAZIONE Pagina 1 di 9 INDICE Premessa pag.3 1) La transazione: aspetti giuridici pag. 3 2) Forme

Dettagli

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 30 OTTOBRE 2013 DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RAZIONALIZZAZIONE DELLE SOCIETA PARTECIPATE DALLA REGIONE CAMPANIA DEL POLO SVILUPPO, RICERCA E I.C.T. IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

Dettagli

CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA

CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA CONTRATTO DI PRESTAZIONE IN REGIME DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA L'Università degli Studi di Parma con sede in Parma, via Università n. 12 codice fiscale n. 00308780345 rappresentata dal

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014 SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE.

ASPETTI CIVILISTICI DEL RECESSO DEL SOCIO NELLE SOCIETA DI PERSONE. Trattamento delle somme corrisposte da una società di persone al socio nel caso di recesso, esclusione, riduzione del capitale, e liquidazione, ed aspetti fiscali per la società. Questo convegno ci offre

Dettagli

MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI DIREZIONE CENTRALE DELLA FINANZA LOCALE TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI approvato con Decreto Legislativo

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione 13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della

Dettagli

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE STATUTO CIRCOLO TBLUE Art. 1 COSTITUZIONE - SEDE E costituito, come associazione culturale ricreativa non riconosciuta ai sensi dell art 36 e ss. Codice Civile ed art. 148 comma 3 D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.),

Dettagli

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI COMUNE DI TREMEZZINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI Approvato con deliberazione del Commissario prefettizio assunta con i poteri di Consiglio n. 19 del 02/04/2014

Dettagli

G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss.

G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. G. BALLARANI, Voce, Rappresentanza, nell Enc. Il diritto, vol. XII, il sole 24 ore, 2008, p. 640 ss. Rappresentanza PREMESSA Con il termine rappresentanza si indica il potere di un soggetto (il rappresentante)

Dettagli

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso.

Si precisa che nessuna delle modifiche rientra tra le ipotesi che attribuiscono ai soci il diritto di recesso. RELAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE SULLE MODIFICHE DEGLI ARTICOLI 15, 17, 27 E 28 DELLO STATUTO SOCIALE, E SULL INTRODUZIONE DELL ART. 28 BIS. La presente Relazione ha lo scopo di illustrare in

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 24.12.2013 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 352/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO (UE) N. 1407/2013 DELLA COMMISSIONE del 18 dicembre 2013 relativo all applicazione degli articoli

Dettagli

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego Il decreto spiega tutte le possibilità e i limiti dell'eventuale cumulo Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego (Dm Funzione pubblica 331 del 29.7.1997) da CittadinoLex del 12/9/2002

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo

Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo Il Commissario Delegato per la Ricostruzione Presidente della Regione Abruzzo DECRETO N. 12 (Disposizioni regolamentari per la costituzione dei consorzi obbligatori ai sensi dell art. 7 dell ordinanza

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE

REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE Approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 13 maggio 2013 - Delibera n. 35 INDICE: Articolo

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it Il nuovo incentivo per la progettazione Aggiornamento e tavolo aperto di discussione Lino BELLAGAMBA Prima stesura 4 ottobre 2014 Cfr. D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 13, comma 1, nella formulazione anteriore

Dettagli

ASTRID pubblicato in ASTRID Rassegna n. 4 del 2005

ASTRID pubblicato in ASTRID Rassegna n. 4 del 2005 ASTRID pubblicato in ASTRID Rassegna n. 4 del 2005 Verso un più compiuto assetto della disciplina generale dell azione amministrativa. Un primo commento alla legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante Modifiche

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT

TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT TERZO SETTORE TERZO SETTORE O SETTORE NON PROFIT E quell insieme di organizzazioni che producono beni/servizi e gestiscono attività fuori dal mercato o, se operano nel mercato, agiscono con finalità non

Dettagli

Le associazioni di volontariato iscritte nei registri regionali: le imposte sul reddito

Le associazioni di volontariato iscritte nei registri regionali: le imposte sul reddito OdV Le associazioni di volontariato iscritte nei registri regionali: le imposte sul reddito di Sebastiano Di Diego* Nell articolo viene descritto il variegato regime fiscale, ai fini IRES, delle associazioni

Dettagli

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo 1. Premessa La contestazione di un fatto nuovo 1 costituisce

Dettagli

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE 6 PARTE PRIMA LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Sezione I LEGGI REGIONALI LEGGE REGIONALE 17 settembre 2013, n. 16. Norme in materia di prevenzione delle cadute dall alto. Il Consiglio

Dettagli

I beni pubblici. Università degli Studi Roma Tre DIRITTO AMMINISTRATIVO. Cattedra del prof. GIANFRANCO D ALESSIO -

I beni pubblici. Università degli Studi Roma Tre DIRITTO AMMINISTRATIVO. Cattedra del prof. GIANFRANCO D ALESSIO - Università degli Studi Roma Tre DIRITTO AMMINISTRATIVO Cattedra del prof. GIANFRANCO D ALESSIO - I beni pubblici Prof. ssa Francesca DI LASCIO (dilascio@uniroma3.it) SOMMARIO: 1. BENI ED INTERESSI PUBBLICI;

Dettagli

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012)

FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) L art.19 del DL 95/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.)

LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) LA SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO (art. 2291 c.c./ 2312c.c.) COSTITUZIONE DELLA SOCIETA INVALIDITA DELLA SOCIETA L ORDINAMENTO PATRIMONIALE Mastrangelo dott. Laura NOZIONE (ART. 2291 C.C) Nella società in

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea

Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea Relazione illustrativa del Consiglio di Amministrazione di Salini Impregilo S.p.A. sul terzo punto all ordine del giorno dell Assemblea straordinaria, recante: Attribuzione al Consiglio di Amministrazione

Dettagli

TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale.

TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. TARSU e TIA, tra tariffa e tributo: analogie e differenze tra i due modelli nella gestione della finanza comunale. di Ernesto Aceto Il settore della finanza locale è nell ambito del diritto tributario,

Dettagli

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni

Dettagli

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni.

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Il DIRETTORE DELL AGENZIA DEL DEMANIO Vista la legge 7 agosto 1990, n.

Dettagli

La Corte dei Conti. Uno strumento di difesa insostituibile per i cittadini.

La Corte dei Conti. Uno strumento di difesa insostituibile per i cittadini. La Corte dei Conti. Uno strumento di difesa insostituibile per i cittadini. Corte dei conti Via Antonio Baiamonti, 25 00195 Roma Tel. +39 0638761 Fax +39 0638763477 www.corteconti.it C C Corte dei conti

Dettagli

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 41 DEL 5 SETTEMBRE 2006 1 PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE REGOLAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE REGOLAMENTO N. 2 del 31 luglio 2006 Regolamento per l accesso

Dettagli

Liceo Don Lorenzo Milani Romano di Lombardia

Liceo Don Lorenzo Milani Romano di Lombardia Lo Stato Cos è lo Stato Definizione ed elementi Organizzazione politica Lo Stato è un ente, un organizzazione che si forma quando un popolo che vive entro un territorio determinato, si sottopone all autorità

Dettagli

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente

INDICE. - Categorie di dipendenti o di collaboratori dell Emittente e delle società controllanti o controllate da tale Emittente 1 INDICE Premessa 4 Soggetti Destinatari 6 - Indicazione nominativa dei destinatari che sono componenti del Consiglio di Amministrazione dell Emittente, delle società controllanti e di quelle, direttamente

Dettagli

LE SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE STATALE: SOCIETÀ IMPRESE ED ENTI PUBBLICI IN FORMA SOCIETARIA. PROFILI DI DISCIPLINA APPLICABILE.

LE SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE STATALE: SOCIETÀ IMPRESE ED ENTI PUBBLICI IN FORMA SOCIETARIA. PROFILI DI DISCIPLINA APPLICABILE. LE SOCIETÀ A PARTECIPAZIONE STATALE: SOCIETÀ IMPRESE ED ENTI PUBBLICI IN FORMA SOCIETARIA. PROFILI DI DISCIPLINA APPLICABILE. REPORT ANNUALE 2013 ITALIA (Settembre 2013) Maria Grazia DELLA SCALA INDEX

Dettagli

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981,

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

GUIDA PRATICA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI

GUIDA PRATICA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI GUIDA PRATICA ALLA CERTIFICAZIONE DEI CREDITI (CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA PROCEDURA TELEMATICA) Versione 1.3 del 26/11/2012 Sommario Premessa... 3 1 Introduzione... 4 1.1 Il contesto normativo...

Dettagli

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI

LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI LA NON IMPONIBILITÀ IVA DELLE OPERAZIONI CON ORGANISMI COMUNITARI Tratto dalla rivista IPSOA Pratica Fiscale e Professionale n. 8 del 25 febbraio 2008 A cura di Marco Peirolo Gruppo di studio Eutekne L

Dettagli

Una posta di bilancio che necessita particolare

Una posta di bilancio che necessita particolare Costi di ricerca e sviluppo: aspetti contabili e fiscali I principi contabili possono aiutare a interpretare correttamente le scarne istruzioni del legislatore in tema di deducibilità dei costi sostenuti

Dettagli

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE E ALL ACCESSO AGLI ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 8 in data 9/2/1995 Annullato

Dettagli

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza

COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102

Dettagli

Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7

Allegato A al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE In Atto Art. 1) Ai sensi della Legge 7 Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7 dicembre 2000, n. 383 e delle norme del codice civile in tema

Dettagli

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 6232 LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 Semplificazioni del procedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell impatto ambientale),

Dettagli

La Società tra Professionisti

La Società tra Professionisti Paolo Tonalini Notaio La Società tra Professionisti Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pavia in collaborazione con Banca Generali Relazione al Convegno del 6 marzo 2015 NOTAIO

Dettagli

RELAZIONE SULL ATTIVITA SVOLTA 2012-2013

RELAZIONE SULL ATTIVITA SVOLTA 2012-2013 Direzione Generale per il Terzo Settore e le Formazioni Sociali RELAZIONE SULL ATTIVITA SVOLTA 2012-2013 A seguito della soppressione dell Agenzia per il Terzo Settore (ex Agenzia per le Onlus), le relative

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE E DELLE INCOMPATIBILITA Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) Partita I.V.A. 00508891207 Cod. Fisc.00421580374 Tel 0516979111 Fax 0516979222 personale@comune.medicina.bo.it DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli

DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari

DIPARTIMENTO DI SCIENZE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE Eugenio Ferrari Decreto Direttoriale n. 51 del 20.06.2011 SELEZIONE PUBBLICA, PER TITOLI E COLLOQUIO, PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO INDIVIDUALE CON CONTRATTO DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA VISTA DEL

Dettagli

ISTRUZIONI MOD.COM1 - COMUNICAZIONE - Esercizi di commercio al dettaglio di vicinato AVVERTENZE GENERALI

ISTRUZIONI MOD.COM1 - COMUNICAZIONE - Esercizi di commercio al dettaglio di vicinato AVVERTENZE GENERALI ISTRUZIONI MOD.COM1 - COMUNICAZIONE - Esercizi di commercio al dettaglio di vicinato AVVERTENZE GENERALI SI AVVERTE CHE PER LA CORRETTA COMPILAZIONE DEL MOD.COM1, È NECESSARIA UNA PRELIMINARE ATTENTA LETTURA

Dettagli

C O M U N E DI M O L I T E R N O

C O M U N E DI M O L I T E R N O C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice

Dettagli

Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE.

Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. IL SEGRETARIO GENERALE con la capacità e con i poteri del privato

Dettagli

TRASFERIMENTI IMMOBILIARI: LA NUOVA TASSAZIONE IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2014

TRASFERIMENTI IMMOBILIARI: LA NUOVA TASSAZIONE IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2014 TRASFERIMENTI IMMOBILIARI: LA NUOVA TASSAZIONE IN VIGORE DAL 1 GENNAIO 2014 Sommario 1. Inquadramento normativo generale 2. Trasferimenti di fabbricati 3. terreni edificabili 4. terreni agricoli 5. Successioni

Dettagli

Pegno, usufrutto e sequestro parziali su partecipazione di s.r.l.

Pegno, usufrutto e sequestro parziali su partecipazione di s.r.l. Studio n. 836-2014/I Pegno, usufrutto e sequestro parziali su partecipazione di s.r.l. Approvato dall Area Scientifica Studi d Impresa il 10 ottobre 2014 Approvato dal CNN nella seduta del 9 gennaio 2015

Dettagli

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE

DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Comune di Castel San Pietro Terme Provincia di Bologna SERVIZIO RISORSE UMANE DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GC. N. 159 IN DATA 4/11/2008 ART. 1 Oggetto Dipendenti

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa

Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa Il concorso di persone nell illecito amministrativo ambientale: la disciplina normativa e la prassi applicativa A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta L art. 5 della legge n. 24 novembre 1981, n. 689

Dettagli

Ai Signori Segretari Regionali

Ai Signori Segretari Regionali Venezia, 14 GEN. 1993, prot. n. 313/SGP Oggetto: L. 7 agosto 1990, n. 241 Ai Signori Segretari Regionali Ai Signori Assistenti Alla Segreteria Generale Ai Signori Assistenti Alla Segreteria per il Territorio

Dettagli

PER AZIENDE AVENTI ALLE PROPRIE DIPENDENZE SOLO IMPIEGATI (VERSIONE AGGIORNATA AL 23 GENNAIO 2015)

PER AZIENDE AVENTI ALLE PROPRIE DIPENDENZE SOLO IMPIEGATI (VERSIONE AGGIORNATA AL 23 GENNAIO 2015) Procedura relativa alla gestione delle adesioni contrattuali e delle contribuzioni contrattuali a Prevedi ex art. 97 del CCNL edili-industria del 1 luglio 2014 e ex art. 92 del CCNL edili-artigianato del

Dettagli