Una premessa. Che idea abbiamo dell istituzione universitaria?

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Una premessa. Che idea abbiamo dell istituzione universitaria?"

Transcript

1 Una premessa Tempo fa, una società multinazionale che opera nel settore alimentare ha convocato una convention dei suoi dirigenti. Ai partecipanti alla convention è stato regalato un grosso cuscino di colore verde, distintivo della società, su cui era scritto "Sedersi o non sedersi?". La società si trovava in un momento congiunturale difficile, con una serie di problemi da affrontare in diversi settori. La domanda che veniva rivolta ai suoi esponenti di spicco poneva un'alternativa: in un momento difficile conviene gettarsi nell'azione, intraprendere immediatamente una serie di iniziative pratiche a breve termine ("non sedersi") o conviene invece fermarsi a riflettere sulla propria organizzazione, sulle proprie strategie, sul dare vita a nuove iniziative destinate non all'immediato, ma programmate con l'occhio della media e lunga distanza ("sedersi")? Questa è la domanda che abbiamo di fronte anche noi. Le emergenze sono molte, e le situazioni complesse da affrontare ancora sul tappeto: dai praticissimi ma vitali problemi di bilancio, alla carenza degli spazi, alla didattica ancora in divenire con la riforma del 3+2 non pienamente a regime, ai problemi legati allo stabilire una serie di servizi efficienti, sia verso l'interno sia verso l'esterno, nel duplice versante del mondo del lavoro e dell'offerta didattica verso gli studenti. Se "non ci sediamo" ci fermiamo a queste facce: una sintesi efficace del lavoro che è ancora da fare è contenuta nella lettera di candidatura del nostro Rettore. Prestare attenzione a ciò che siamo, con un occhio a ciò che eravamo, e un altro a ciò che ci avviamo a diventare, potrebbe porgere il fianco alla critica che nel momento della difficoltà non c'è il tempo di fare sottigliezze. Se "ci sediamo" vediamo che l'efficienza di tipo organizzativo ha coperto le problematiche legate all'identità interna: discutere del modello rete, della divisione in facoltà, del significato e dei contenuti degli organi collegiali, in primis il SA, il CDA e l OCD, ma anche le facoltà e i dipartimenti, della didattica o della ricerca, può sembrare un lusso che non ci possiamo permettere, o la perenne lamentela dell'italiano sempre pronto a piangere per ciò che non va e non disponibile a riconoscere quello che invece funziona. Questa lettera parte dalla premessa che quello che facciamo è diretta conseguenza di quello che siamo: l eccellenza dell agire a cui miriamo non può che discendere dall eccellenza di quello che si è. Optiamo qui per il sedersi, per un momento di pausa rivolto alla riflessione, che speriamo coinvolga non solo tutti coloro cui è in primis diretta, cioè tutti quelli che intendono candidarsi a uno dei ruoli istituzionali alti dell Ateneo (Rettore, Senatori e Presidi) ma anche ciascun membro del Politecnico, sia esso un docente o un tecnico-amministrativo Che idea abbiamo dell istituzione universitaria? L Università, come luogo di elaborazione e formazione del sapere e della sua trasmissione, è sicuramente chiamata a svolgere un ruolo di servizio alla vita sociale e culturale del Paese.

2 L Università è però anche il luogo in cui vivono, studiano e lavorano docenti, studenti e personale tecnico amministrativo. Qualunque riflessione sulla faccia che l università rivolge verso il suo esterno, e quindi sui compiti che è chiamata a svolgere e il suo ruolo nella società, non può quindi prescindere dalla faccia che essa rivolge verso il suo interno, in termini di ciò che l istituzione e l insieme dei suoi membri percepiscono di essere. E la faccia interna che determina l agire verso l esterno: occorre quindi che questa sia oggetto di molte attenzioni se si desidera che il fine ultimo dell Università essere a servizio della società possa essere raggiunto. Si può ritenere che la quasi totalità di noi pensi che il ruolo di formazione e trasmissione del sapere, proprio dell università, contribuisca in misura determinante alla costruzione e allo sviluppo della società e dei quadri dirigenti di cui il Paese ha necessità. Può però risultare più difficile trovare al nostro interno una convergenza generale sul come l università (e in particolare il Politecnico) debba svolgere questo importante compito che le è affidato. Una prima sfida che ci si pone davanti è quindi quella di riuscire a trovare una definizione per quello che può essere chiamato, forse in termini semplicistici, un bene comune. La nozione di bene comune può costituire la base della costruzione di un identità che ci contraddistingue e che ci consente di sviluppare un forte senso di appartenenza, in grado di portare l istituzione verso il livello di funzionalità, autonomia, eccellenza e democraticità che auspichiamo. Questo documento poggia quindi le sue basi su una visione ottimistica e fiduciosa di quello che siamo: nel rispetto della pluralità delle opinioni personali, noi riteniamo che questa base comune possa essere raggiunta, e che le differenze di vedute in tanti campi siano una ricchezza e non un ostacolo al nostro discorso. Il Politecnico in cui crediamo Il Politecnico in cui crediamo è un istituzione che sente come caratterizzante il suo compito importante di trasmissione del sapere. Per questo motivo è in grado di stimolare e favorire al massimo grado la crescita culturale degli studenti più dotati, ma non trascura le esigenze inderogabili di crescita generale in termini culturali necessaria alla società, che derivano dal numero dei suoi iscritti e dalle richieste del mondo del lavoro (italiano e non solo). E un istituzione consapevole che la trasmissione del sapere trascende la mera trasmissione di nozioni e contenuti tecnici, riconoscendo gli aspetti formativi che questo compito comporta. La capacità di ragionare, di analizzare un problema, di sintetizzare in maniera efficace le nozioni possedute sono doti che noi vorremmo facessero parte del bagaglio in uscita dei nostri studenti. Insieme a queste ci piacerebbe trasmettere loro l amore per il lavoro ben fatto, l interesse e la curiosità per le cose nuove, lo stimolo per affrontare la fatica e le inevitabili difficoltà che la vita lavorativa comporta, la capacità di interagire positivamente con i colleghi.

3 Il Politecnico in cui crediamo è una Scuola conscia del fatto che gli studenti di oggi saranno i nostri interlocutori nel mondo del lavoro domani. Per questo motivo si impegna a formarli ed educarli in modo che essi siano in grado di gestire o almeno facilitare il processo di innovazione di cui l industria italiana oggi sembra avere un grande bisogno; e perché il dialogo con loro non si interrompa con la fine degli studi ma possa continuare anche oltre. E un Istituzione che ritiene che il suo patrimonio edilizio e la sua organizzazione interna, sia nei servizi didattici per gli studenti, sia nei servizi amministrativi rivolti al proprio personale, siano dei punti chiave per il raggiungimento degli obiettivi che si propone. Il Politecnico in cui crediamo è il luogo di selezione e formazione dei giovani ricercatori, risorsa indispensabile per il nostro futuro. La loro selezione viene svolta in base a criteri meritocratici e non solo di appartenenza a più o meno forti scuole di ricerca. La loro formazione copre la preparazione culturale necessaria sia a fare una ricerca di buon livello qualitativo, sia a svolgere nel modo migliore il compito didattico loro affidato. Il Politecnico in cui crediamo è un università di alto livello scientifico, attestato da una buona visibilità a livello internazionale. E un istituzione che, restando fedele alla propria origine politecnica, è in grado di svolgere un ruolo dialettico e propositivo nel contesto industriale e sociale: prima di tutto nel territorio in cui è localizzata, ma anche sulla scala allargata del paese e su quella ancora più vasta del contesto internazionale. Il livello di eccellenza cui aspiriamo è, nella nostra visione, irraggiungibile se non si poggia su un organizzazione interna che sia al massimo grado democratica e trasparente nei suoi processi decisionali. Sono queste le caratteristiche che sole possono consentire di superare i limiti imposti dalla mole notevole che il Politecnico di oggi ha raggiunto; di ricomporre le divisioni che ci attraversano, all interno di facoltà, dipartimenti, corsi di laurea. Il Politecnico in cui viviamo E probabile che molti di noi possano ritrovarsi nel quadro ideale del Politecnico in cui crediamo. La realtà si presenta però più complessa e articolata, ricca di luci ma anche di ombre. Nel guardare il Politecnico in cui viviamo, dobbiamo respingere due modi opposti di interpretare le nostre esperienze quotidiane: uno è quello pessimistico di coloro che pensano che tutto vada male, niente possa cambiare o migliorare; l altro è quello celebrativo di chi pensa che tutto vada bene, che il livello di eccellenza sia già totalmente raggiunto e che l unica cosa che resti da fare sia migliorare i nostri processi comunicativi verso il mondo esterno. Entrambe le visioni difettano di realismo, e di fatto possono ostacolare il processo di miglioramento; questo non può che partire dall analisi dei propri limiti e dei propri punti di debolezza. Il riconoscimento dei punti di forza, rendendo evidenti le capacità presenti al nostro interno, può fornire lo stimolo positivo necessario a superare le difficoltà presenti.

4 Alcuni punti chiave sembrano emergere dall analisi del Politecnico reale. La gestione amministrativa del Politecnico degli ultimi anni ha dedicato notevoli attenzioni al problema dell autofinanziamento, specialmente delle nostre attività di ricerca; questo infatti, oltre a costituire un notevole stimolo a livello personale, può consentirci un certo margine di autonomia rispetto alle politiche statali, non sempre condivise o condivisibili. Queste attenzioni si sono tradotte da un lato in un largo margine di autonomia delle strutture dipartimentali (impensabile in molte università italiane), dall altro in un offerta di servizi centralizzati a supporto della ricerca. L incremento della quota di autofinanziamento testimonia dell elevazione del livello scientifico dell Ateneo e della sua visibilità. I risultati ottenuti, somma di singoli contributi di individui, gruppi di ricerca e dipartimenti, devono però ancora allargarsi e coinvolgere un gran numero di persone che fino ad ora non sono state coinvolte in queste attività. D altro canto, non appare corretto utilizzare un criterio economico quale unico indice di valutazione per l attività di ricerca. Nella sua radice più profonda, la ricerca nasce dalla curiosità, dal piacere di conoscere, di affrontare e risolvere problemi nuovi. Non è il desiderio di guadagno personale che ha spinto molti di noi a iniziare questa carriera, e per molti di noi l aspetto economico non costituirà mai il lato prevalente del lavoro. La decisione di interrompere il finanziamento di base può portare nel medio periodo gravi problemi di sopravvivenza per gruppi di ricerca che svolgono attività in campi non immediatamente finanziabili dai privati, ma non per questo meno stimolanti o forieri di conoscenza. La nostra organizzazione interna ha visto il moltiplicarsi degli organi istituzionali. Le facoltà tematiche di ingegneria sono sei, contro le appena tre classi di laurea in ingegneria previste dall ordinamento giuridico; i confini tra alcune appaiono labili e non motivati su basi razionali di contenuti e/o funzionamento. Le competenze dell OCD, delle facoltà e dei CCS si sovrappongono, con il rischio reale di dare vita a iniziative non coordinate; d altro canto, le facoltà nell organizzazione odierna sembrano più dei luoghi di gestione di pratiche burocratiche che di elaborazione di proposte culturali. La sovrapposizione delle strutture del Politecnico rete su quelle delle facoltà contribuisce a complicare il quadro e a rendere poco visibili quali siano le reali competenze di ciascun organo. Gli organi istituzionali al vertice dell Ateneo, ufficialmente preposti a prendere posizione sui vari problemi, si trovano spesso nelle condizioni di prendere atto di decisioni sostanzialmente già prese. Il momento in cui si discute dei problemi per trovare quali siano le possibili soluzioni è stato sostituito dall affrontare il problema congiuntamente con la soluzione, già predisposta all esterno dell organo collegiale. Il Senato Accademico, che dovrebbe essere il massimo organo istituzionale

5 dell ateneo, ha visto un moltiplicarsi dei suoi membri, ma lo svuotarsi delle sue competenze, affidate a Delegati del Rettore che sono nella quasi totalità esterni al Senato stesso. Questo implica da un lato la mancanza di un luogo di discussione comune delle tematiche fondamentali per la vita dell Ateneo, dall altro lato la mancanza di trasparenza di molte attività che, diversamente dai lavori degli organi istituzionali, non trovano eco in Intranet. Negli ultimi anni il Politecnico si è dotato di un notevole numero di satelliti, sotto forma di consorzi, fondazioni e centri vari. L obiettivo comune a tutte queste iniziative è uno snellimento burocratico che permetta di ottenere maggiore efficienza e dinamicità rispetto ai processi che passano attraverso le regole e gli uffici interni all Ateneo. Senza entrare in un analisi particolareggiata dei singoli casi, indubbiamente diverse di queste iniziative hanno avuto un buon successo. Si sono però spesso create sovrapposizioni e overhead non necessari, quando addirittura non si sono generati conflitti interni tra le varie iniziative e istituzioni ad esse preposte. Inoltre, in questa come in altre iniziative politecniche di questi ultimi anni, si è spesso privilegiata l immagine esterna pur importante dell Ateneo, rispetto alla produttività e all efficacia dei processi interni. Paradossalmente, questo sforzo di immagine non sempre sortisce gli effetti sperati, almeno a giudicare dal modo con cui certe notizie politecniche vengono riportate sulla stampa. La didattica ha sicuramente sofferto dei cambiamenti relativi al Nuovo Ordinamento, né poteva essere diversamente. La nostra offerta formativa, basata su un esperienza e una tradizione pluridecennale, è stata profondamente modificata, ed il ritorno alla qualità del VO non poteva essere raggiunto in un tempo molto breve. In tal senso ci si può rifare alla regola non scritta che dice che occorrono tre anni per mettere a punto un corso qualunque, ricordando che in questo caso la situazione è più complessa, perché non è il singolo corso ad essere stato modificato, ma tutto il retroterra culturale che i nostri studenti tradizionalmente possedevano. Certamente il documento emanato lo scorso anno dall OCD segnala una presa di coscienza dell Ateneo in merito ai problemi connessi alla didattica; tuttavia, se è stato relativamente semplice spazzare via i corsi di studio del VO all insegna di motti quale saper fare invece di sapere, la costruzione di percorsi didattici che sappiano coniugare in maniera efficace sapere e saper fare si presenta decisamente più ardua, comportando un inversione di rotta, sia per i docenti sia per gli studenti, rispetto alla prassi degli ultimi anni. Tuttavia, in maniera non coerente con i principi generali enunciati nel citato documento dell OCD che raccomandano di evitare la superspecializzazione e di privilegiare gli aspetti formativi e la cultura di base nella didattica, vengono lanciate sempre nuove iniziative didattiche, incluse lauree specialistiche, a spettro decisamente stretto anche in questo caso perseguendo piuttosto l immagine di mercato attraverso etichette e titoli di moda (alta scuola, eccellenza, ) invece del consolidamento dell esistente e della cultura di base.

6 I finanziamenti per la didattica sono a tutt oggi allocati attraverso organi diversi, le facoltà per quel che concerne le supplenze, i dipartimenti per i seminari didattici e i fondi extra per i laboratori. Questo ingenera situazioni di squilibrio, soprattutto a livello di facoltà. Il principio di porre un tetto, budget, a quanto si spende è sicuramente corretto e non eludibile; tuttavia i criteri di divisione di questo budget restano a tutt oggi largamente insoddisfacenti con differenze (nelle facoltà di ingegneria) che sono dell ordine di 1:20. Il criterio di ripartizione del budget non adempie oggi la sua funzione fondamentale, di garantire che gli studenti abbiano la stessa qualità dell offerta didattica e che i docenti siano retribuiti nella stessa maniera a pari incarico, indipendentemente dalla facoltà di appartenenza. La differenza così forte tra il massimo e il minimo budget, a sua volta, pone delle domande sulla bontà del criterio utilizzato per dividere la storica facoltà di ingegneria in sei sotto-facoltà. I problemi evidenziati non sono certamente tutti imputabili all attuale gestione. Essi sono la conseguenza di una complessa e travagliata storia pregressa, afflitta da un cronica scarsità di risorse; la ragguardevole mole assunta oggi dal Politecnico ne rende certamente più complessa la soluzione. L atteggiamento individuale di ciascuno di noi è poi, anch esso, una parte del problema: la disponibilità a offrire la propria collaborazione, in termini di lavoro organizzativo, di discussione, di studio, resta al nostro interno purtroppo ancora piuttosto bassa, nonostante periodicamente la lista pd ospiti degli scambi di idee e/o delle proteste, più o meno generiche. La scarsa partecipazione ai lavori degli organi interni (consigli di facoltà, di corso di studio, di dipartimento) può essere vista come un sintomo della disaffezione crescente alla vita della comunità, che occorrerebbe contrastare. Non esiste un eccellenza del Politecnico, che oggi ha raggiunto un numero di docenti e studenti mai avuto in passato, che non passi per la collaborazione di tutti i suoi docenti, dal più giovane ricercatore al più famoso e anziano professore ordinario. Che cosa chiediamo Nei prossimi mesi il Politecnico rinnoverà, per via elettiva, le sue più importanti cariche istituzionali, il Rettore, il Senato Accademico e i Presidi di Facoltà. Chiediamo a tutti coloro che si candideranno per ricoprire queste cariche di prendere pubblicamente posizione rispetto ai punti sollevati in questo documento. Milano, 15 maggio 2006 Maria Gabriella Mulas e Dino Mandrioli

7 Aderiscono ai contenuti e alla richiesta di questa lettera: Anna Antola Alberto Barchielli Arturo Baron Marco Beghi Giancesare Belli Duilio Benedetti Andrea Bonarini Marco Bramanti Sergio Brofferio Federico Casolo Andrea Castoldi Patrizio Colaneri Marco Colombetti Giovanni Consolati Stefano Consonni Dario Coronelli Enrico De Angelis Elsa Garavaglia Dario Ghiringhelli Giorgio Guariso Arturo Locatelli Elisabetta Maluta Luca Martinelli Maurizio Masi Emilio Matricciani Livio Mazzarella Andrea Mele Lorenzo Mezzalira Angelo Morzenti Roberto Nova Giorgio Padovini Federico Perotti Carlo Piccardi Francesco Pinciroli Amedeo Premoli Luigi Quartapelle Maria Lavinia Ricci Carlo Riva Giancarlo Storti-Gajani Cesare Svelto Adolfo Zavelani

Cos è? I CONTENUTI. Progetto culturale orientato in senso cristiano

Cos è? I CONTENUTI. Progetto culturale orientato in senso cristiano Progetto culturale orientato in senso cristiano Cos è? I CONTENUTI Per una mappa dei contenuti Il punto di partenza forse può essere l obiettivo indicato nel n. 85 di Fides et ratio, che definisce un compito

Dettagli

CNCA coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. sul Lavoro Sociale

CNCA coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza. sul Lavoro Sociale CNCA coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza sul Lavoro Sociale 1 INDICE PREMESSA Pag. 3 Perché un documento, e cosa vi troverete a leggere. Qualche piccola puntualizzazione sul metodo. Perché

Dettagli

ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3)

ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO. (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) ISTITUTI TECNICI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, articolo 8, comma 3) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere riconoscibile

Dettagli

Relazione sull attività Novembre 2005 Ottobre 2009

Relazione sull attività Novembre 2005 Ottobre 2009 Relazione sull attività Novembre 2005 Ottobre 2009 Nucleo di Valutazione di Ateneo MILANO PIACENZA-CREMONA ROMA BRESCIA CAMPOBASSO Ottobre 2009 INDICE ANALITICO Prefazione... 7 Nota metodologica... 9

Dettagli

La scuola che vorrei

La scuola che vorrei PROGRAMMA EDUCATION FGA WORKING PAPER N. 11 (1/2009) La scuola che vorrei I Dirigenti Scolastici e i tempi dell autonomia Luisa Ribolzi Professore Ordinario di Sociologia dell educazione Facoltà di scienze

Dettagli

ISTITUTI PROFESSIONALI

ISTITUTI PROFESSIONALI ISTITUTI PROFESSIONALI LINEE GUIDA PER IL PASSAGGIO AL NUOVO ORDINAMENTO (d.p.r. 15 marzo 2010, n. 87, articolo 8, comma 6) 1 INDICE Premessa 1. Azioni per il passaggio al nuovo ordinamento 1.1.Rendere

Dettagli

Il lavoro a Verona in tempo di crisi

Il lavoro a Verona in tempo di crisi Lavoro & Società COSP Verona - Comitato Provinciale per l Orientamento Scolastico e Professionale MAG Servizi Società Cooperativa Verona Innovazione Azienda Speciale C.C.I.A.A. VR Il lavoro a Verona in

Dettagli

Gestire un progetto. Costruire il partneriato, governare la spesa, valorizzare i risultati

Gestire un progetto. Costruire il partneriato, governare la spesa, valorizzare i risultati Manuale a dispense sulla sicurezza urbana / dispensa n 4 / ottobre 2012 1 23 4 56 7 8910 Gestire un progetto Costruire il partneriato, governare la spesa, valorizzare i risultati Collana a cura di: Stefano

Dettagli

UNIVERSITÀ, PIÙ FONDI ALLE MIGLIORI: SARÀ VERA GLORIA?

UNIVERSITÀ, PIÙ FONDI ALLE MIGLIORI: SARÀ VERA GLORIA? UNIVERSITÀ, PIÙ FONDI ALLE MIGLIORI: SARÀ VERA GLORIA? PREMESSA Nei giorni scorsi i mezzi di informazione hanno dato ampio spazio alla notizia dell assegnazione da parte del Ministero dell Istruzione,

Dettagli

un FUTURO possibile INDICE Prefazione p. 2 Introduzione p. 4 L integrazione dei cittadini stranieri Caritas Italiana p. 7

un FUTURO possibile INDICE Prefazione p. 2 Introduzione p. 4 L integrazione dei cittadini stranieri Caritas Italiana p. 7 un FUTURO possibile un futuro possibile INDICE Prefazione p. 2 Introduzione p. 4 L integrazione dei cittadini stranieri Caritas Italiana p. 7 Integrazione: un processo che coinvolge tutti. Documento sull

Dettagli

IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO?

IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO? Liuc Papers, n. 214, Serie Economia e Istituzioni 21, marzo 2008 IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO? Sergio Zucchetti Indice Premessa pag. 1 Introduzione pag. 4 1. Sviluppo storico del

Dettagli

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese

Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione,

Dettagli

ESITI DELLA CONSULTAZIONE SUL MANUALE DI VALUTAZIONE DELLA TERZA MISSIONE

ESITI DELLA CONSULTAZIONE SUL MANUALE DI VALUTAZIONE DELLA TERZA MISSIONE ESITI DELLA CONSULTAZIONE SUL MANUALE DI VALUTAZIONE DELLA TERZA MISSIONE Approvato dal Consiglio Direttivo nella seduta del 1 aprile 2015 Premessa È stato posto in consultazione pubblica il Manuale per

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Settembre 2012 RESPONSABILITÀ, CONTRIBUTI E RINGRAZIAMENTI

Dettagli

Sulla professionalità dei docenti l editoriale Professione docente di Walter Moro p. 2

Sulla professionalità dei docenti l editoriale Professione docente di Walter Moro p. 2 gli speciali di Sulla professionalità dei docenti l editoriale Professione docente di Walter Moro p. 2 l approfondimento: sviluppare e valorizzare la professionalità dei docenti Gli insegnanti di nuovo

Dettagli

ANALISI E STRUMENTI PER L INNOVAZIONE

ANALISI E STRUMENTI PER L INNOVAZIONE Customer satisfaction: a che punto siamo Indagine sullo stato di attuazione della direttiva del Ministro per la Funzione pubblica del 24 marzo 2004 sulle rilevazioni della qualità dei servizi percepita

Dettagli

Documento programmatico UNA PROVINCIA UTILE

Documento programmatico UNA PROVINCIA UTILE Documento programmatico UNA PROVINCIA UTILE Continuità nel buon governo e innovazione per la cura degli interessi della comunità locale. Introduzione Le elezioni amministrative del 2009 hanno rappresentato

Dettagli

PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE LA VOCAZIONE DEL LEADER D IMPRESA UNA RIFLESSIONE

PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE LA VOCAZIONE DEL LEADER D IMPRESA UNA RIFLESSIONE PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE LA VOCAZIONE DEL LEADER D IMPRESA UNA RIFLESSIONE Traduzione di Vocation of the Business Leader, 3a edizione Editore: PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA

Dettagli

MEMORIA SU LA BUONA SCUOLA

MEMORIA SU LA BUONA SCUOLA MEMORIA SU LA BUONA SCUOLA Novembre 2014 1 Il documento sulla buona scuola è molto ricco di stimoli e proposte su diversi argomenti. TreeLLLe lo apprezza nel complesso ed intende appoggiarlo in ogni sede

Dettagli

Roma, aprile 2012 L EVOLUZIONE NEI RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ,

Roma, aprile 2012 L EVOLUZIONE NEI RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ, Roma, aprile 2012 L EVOLUZIONE NEI RAPPORTI TRA UNIVERSITÀ, TERRITORIO E MONDO DEL LAVORO IN ITALIA: Un riepilogo delle principali trasformazioni degli ultimi venti anni di Cristiana Rita Alfonsi e Patrizia

Dettagli

La scuola. che verrà. Idee per una riforma tra continuità e innovazione

La scuola. che verrà. Idee per una riforma tra continuità e innovazione La scuola che verrà Idee per una riforma tra continuità e innovazione Indice Prefazione 3 Introduzione 4 1. Gestire l eterogeneità 10 Personalizzazione 13 Le forme didattiche 13 La griglia oraria 17 Le

Dettagli

La presa in carico delle persone con disabilità

La presa in carico delle persone con disabilità La presa in carico delle persone con disabilità Norme, esperienze ed analisi da Campania Lombardia e Sardegna ricerca a cura di Marco Faini, Gianmaria Gioga e Paola Milani La presa in carico delle persone

Dettagli

MAESTRI NON SI NASCE

MAESTRI NON SI NASCE UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE Dipartimento delle Dipendenze MAESTRI NON SI NASCE PROGETTO DALLE RADICI PER LA PREVENZIONE DELLE DIPENDENZE NELL AMBITO DELLA SCUOLA PRIMARIA Progetto finanziato dalla Giunta

Dettagli

L INVESTIMENTO CHE L ITALIA DEVE FARE NELLA FORMAZIONE DI ARTISTI E MUSICISTI

L INVESTIMENTO CHE L ITALIA DEVE FARE NELLA FORMAZIONE DI ARTISTI E MUSICISTI L INVESTIMENTO CHE L ITALIA DEVE FARE NELLA FORMAZIONE DI ARTISTI E MUSICISTI INDICE INTRODUZIONE Lo Stato dell Arte PRIMA PARTE 1 4. 2Offerta formativa 3 1. Internazionalizzazione 2. Autonomia 3. Valutazione

Dettagli

IPOTESI PER UN PROGETTO DI RIORGANIZZAZIONE DEL COMPARTO EDUCATIVO E FORMATIVO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

IPOTESI PER UN PROGETTO DI RIORGANIZZAZIONE DEL COMPARTO EDUCATIVO E FORMATIVO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO IPOTESI PER UN PROGETTO DI RIORGANIZZAZIONE DEL COMPARTO EDUCATIVO E FORMATIVO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO L opera del maestro non deve consistere nel riempire un sacco ma nell accendere una fiamma

Dettagli

LIBRO BIANCO SUL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ ATTIVA E PER UN LAVORO DI QUALITÀ

LIBRO BIANCO SUL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ ATTIVA E PER UN LAVORO DI QUALITÀ LIBRO BIANCO SUL MERCATO DEL LAVORO IN ITALIA PROPOSTE PER UNA SOCIETÀ ATTIVA E PER UN LAVORO DI QUALITÀ Roma, ottobre 2001 Il Libro Bianco sul mercato del lavoro è stato redatto da un gruppo di lavoro

Dettagli

Katia Mascia, Rosanna Cribari Giacinto Fiore

Katia Mascia, Rosanna Cribari Giacinto Fiore Katia Mascia, Rosanna Cribari Giacinto Fiore 1 La vita è breve, l arte vasta, l occasione istantanea, l esperienza ingannevole, il giudizio difficile. Ippocrate Se vuoi essere sicuro di far sempre il tuo

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica. Formez PROJECT CYCLE MANAGEMENT MANUALE PER LA FORMAZIONE

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica. Formez PROJECT CYCLE MANAGEMENT MANUALE PER LA FORMAZIONE Formez Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Funzione Pubblica PROJECT CYCLE MANAGEMENT MANUALE PER LA FORMAZIONE S T R U M E N T I 4 STRUMENTI FORMEZ S T R U M E N T I I l Formez -

Dettagli

Dal valore delle competenze, nuove opportunità per rimettere in moto il lavoro. Rapporto Finale

Dal valore delle competenze, nuove opportunità per rimettere in moto il lavoro. Rapporto Finale Dal valore delle competenze, nuove opportunità per rimettere in moto il lavoro Rapporto Finale Roma, febbraio 2014 INDICE Executive Summary 1 Parte prima I risultati dell indagine sulle imprese 11 1.

Dettagli

di Luisa Spisni Vicepresidente del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali

di Luisa Spisni Vicepresidente del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali PREVENZIONE: NEI PRINCIPI E NELLA PRASSI DEL SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE di Luisa Spisni Vicepresidente del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Assistenti sociali Livorno, 4 maggio 2005 Credo innanzitutto

Dettagli