Il Volontariato Ospedaliero: un indagine conoscitiva

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1 Il Volontariato Ospedaliero: un indagine conoscitiva Raffaele Crescenzo abstract Il Volontariato Ospedaliero ha raggiunto una maggiore consapevolezza della propria identità e delle proprie funzioni e una più precisa collocazione nel sistema socio-sanitario ma deve anche garantire prestazioni più efficaci e tecnicamente corrette. Per questo la formazione ha assunto un ruolo fondamentale per rispondere adeguatamente alle aspettative e per permettere a chi si avvicina all esperienza del volontariato di essere cosciente delle difficoltà di tale esperienza. Premessa Negli ultimi anni c'è stato un aumento del fenomeno del volontariato in diversi ambiti e settori. Particolare rilievo ha avuto il volontariato in ambito sanitario. E una realtà che si è affermata sempre maggiormente negli ultimi anni, all'interno della quale si possono trovare i valori della solidarietà sociale, della partecipazione ed elementi caratterizzanti quali la spontaneità, la gratuità ed il servizio agli altri. Il volontariato ha raggiunto una maggiore consapevolezza della propria identità e delle proprie funzioni e una più precisa collocazione nel sistema socio-sanitario ma deve anche garantire una operatività efficace. In tal senso, la formazione ha assunto un ruolo fondamentale per rispondere adeguatamente alle aspettative e per permettere a chi si avvicina all esperienza del volontariato di farlo coscienti delle difficoltà e delle possibilità di tale una formazione di base che aiuti il volontario ad inserirsi con competenza nelle strutture dove è chiamato ad operare, ma è fondamentale anche una programmazione di un continuum formativo che permetta di ottimizzare il proprio contributo. Una formazione che riesca a focalizzare il ruolo del volontario visto all interno della situazione in cui si inserisce, non dal punto di vista dell aspetto organizzativo, ma sociale, culturale e motivazionale; che sappia far percepire e comprendere le modalità di approccio alla persona, la capacità di gestire conflitti e situazioni difficili, il proprio equilibrio psicologico e la capacità di mettersi in giuoco; che fornisca gli strumenti minimi indispensabili per poter iniziare un percorso, con margini minimi di errore, senza timore di incontrare l altro con la sua malattia e sofferenza. Quale motivazione Cosa spinge fare volontariato in un ambito così problematico ed emotivamente coinvolgitivo? Il volontario attraverso il suo "essere per l altro" risponde ad un bisogno del malato; è una presenza quasi familiare che risponde ad un bisogno di relazione e di condivisione dell'esperienza di malattia. La condizione di sofferenza e di isolamento del malato pur costituendo la motivazione di base per il volontario, non significa non tenere in debita considerazione una costante analisi delle proprie motivazioni nell'intraprendere un volontariato. Dai molteplici incontri avuti con i volontari ospedalieri, sono emerse diverse motivazioni che portano il volontariato nel settore sanitario: avere la possibilità di dare maggiore significato alla propria vita, cercare di conoscere se stessi e le proprie capacità, utilizzare al meglio il tempo libero, sentirsi necessari, vincere ed esorcizzare la paura della malattia e della morte, riconquistare i valori dell'amore ed apprezzare anche le piccole cose, avere la possibilità di trasmettere le proprie convinzioni spirituali per dare speranza. Anni di esperienza e di confronto con i volontari, mi hanno permesso di valutare la relazione tra il livello di consapevolezza della motivazione al volontariato e la qualità delle relazioni con il malato. Sin dal primo corso di formazione per volontari è ben evidente che tutti gli aspiranti volontari siano apparentemente motivati, successivamente viene a determinarsi un certo grado di "flessione", caduta motivazionale, delusione delle aspettative. Molti si chiedono se saranno in grado di portare avanti una tale esperienza; pochi pensano di potercela fare pur con delle difficoltà. Durante i corsi di formazione i volontari, posti di fronte alla realtà del malato e della malattia, vengono spesso sopraffatti dal timore di rimanere invischiati. Invero, l'affermazione " non so se sono capace di stare vicino al malato" per molti mimetizza la paura di rompere i l proprio equilibrio interiore e psichico, di sentirsi eccessivamente coinvolto, di destabilizzarsi, e 1

2 quindi psicologicamente di perdere il controllo della situazione. Questo vissuto trova poi conferma all'interno dei colloqui individuali e/o in gruppi ristretti che si svolgono a conclusione dei corsi. Dunque è necessario analizzare ed avere ben presente quali sono le proprie motivazioni affinchè le emozioni e le paure dell'altro possano trovare dimora dentro di noi. Nel momento in cui si inizia a riconoscere le proprie paure ci si accosta "all'altro", si riduce la distanza tra sé e l'altro ed incomincia la possibilità di riconoscere gli elementi che ci possono accomunare a lui. L indagine Nel maggio 24 è partita un indagine con uno scopo conoscitivo: delineare la figura del Volontario Ospedaliero, al fine di tracciare un ipotesi di lavoro che si ponga come guida per ulteriori approfondimenti; e un obiettivo operativo: affiancare al lavoro teorico delle linee-guida di intervento informativo preventivo, ovvero programmare interventi educativi e formativi che partano dai dati emersi. Se indagare per prevenire significa conoscere, è necessario individuare le problematiche del Volontario Ospedaliero, il contatto che ha con esse, l impatto che hanno sui bisogni, motivazioni, emozioni, sentimenti e personalità del Volontario. Tale esperienza conoscitiva sta continuando attraverso incontri periodici ed attraverso confronti individuali e ristretti a piccoli gruppi di volontari. I Soggetti La ricerca è stata condotta su un gruppo di 4 Volontari Ospedalieri, rappresentanti circa il 6% del totale dei Volontari afferenti all A.V.O. e presenti nell Azienda Sanitaria. La descrizione dei soggetti, si trova nella tabella allegata. TABELLA RIASSUNTIVA DATI Numero Volontari A.V.O Età media Sesso Scolarità (media anni di studio) Attività lavorativa principale Volontario A.V.O. (Media in anni) n. 4 anni 2-3 n. 37 femmine n. 3 maschi anni 14,-1 Casalinghe n. 2 Pensionati n. 9 Studente/ssa n. Operaio/a n. Dirigente n. Impiegato n. 3 Commerciante n. 1 Libero professionista n. 1 Disoccupato/a n. 2 Altro(insegnanti) n. 4 anni 4,- Lo strumento Lo strumento utilizzato per la nostra indagine è un questionario composto da domande chiuse e domande aperte. Sono state proposte domande chiuse quando le categorie di riferimento erano facilmente definibili con poche parole comprensibili per i Volontari Ospedalieri. Sono state proposte domande aperte quando le categorie di riferimento non erano definibili sinteticamente e sembrava preferibile, ai fini dell indagine, lasciare ampia libertà di espressione ai Volontari Ospedalieri. La somministrazione del questionario ha avuto luogo in aula (luogo degli incontri), dopo aver spiegato brevemente ai Volontari l obiettivo dell indagine, chiedendo loro di esprimere con semplicità e senza reticenze il loro pensiero, protetti dall anonimato. 2

3 QUESTIONARIO Volontari A.V.O. Al fine di comprendere in modo più adeguato i dati ci permettiamo di chiederle alcune informazioni personali, che tuttavia salvaguardano l anonimato. Sesso : M F Età (in anni) Stato Civile Titolo di studio: Nessuno Elementare Media Superiore Laurea Volontario/a A.V.O. dal Professione: casalinga pensionato/a studente/ssa disoccupata/a operaio/a impiegato commerciante dirigente libero professionista altro 3

4 1. Quanto tempo dedica allo svolgimento della Sua attività di Volontario ospedaliero? Poco Molto Abbastanza 2. Con quali modalità svolge i Suoi compiti? Individuale In coppia In equipe 3. Quanto incidono alcune vicende personali (famiglia, lavoro,malattia,stili di vita, vita sociale, ecc.) sulla presenza di stati emotivi che possono segnalare un Suo stato di malessere psico-fisico? Poco Molto Abbastanza (Se lo desidera può segnalare la vicenda personale ) 4. Nel fare un bilancio generale dell attività da Lei svolta come Volontario Ospedaliero, quale giudizio darebbe? Negativo Positivo Nessuno. Può segnalare fatti rilevanti ed importanti, degli ultimi 6 mesi, che hanno colpito profondamente la Sua persona? 6. Quali sono le motivazioni che La spingono ad impegnarsi come Volontario Ospedaliero? 7. Come giudica il rapporto/relazione con gli operatori sanitari delle UU.OO. e Servizi ospedalieri? Sufficiente Buono Ottimo Negativo 8. Il Suo lavoro è apprezzato dagli operatori sanitari e, nel contempo, si sente parte integrante dell equipé curante? a. Per Niente b. Poco c. Molto d. Abbastanza 9. Quali iniziative dovrebbero essere prese per migliorare la condizione di Volontario Ospedaliero?. Quali progetti utili sono stati elaborati per superare momenti critici? Grazie per la collaborazione 4

5 Analisi dei Dati Nel valutare le risposte ottenute ci si è attenuti ai contenuti espressi dai Volontari, riservando le interpretazioni alla fase di analisi complessiva dei dati in aula ed assieme ai Volontari Ospedalieri. Le risposte alle domande aperte sono state raggruppate in categorie, individuate a partire dalla lettura delle risposte stesse. Sono stati calcolati i valori percentuali sul totale dei soggetti del gruppo. L indagine in questione ha voluto (e vuole) offrire uno squarcio sulla realtà del Volontario Ospedaliero e fornire conoscenze ed informazioni su aree che riteniamo prioritarie: l informazione, l educazione, la prevenzione, la tutela psico-fisica ed al rispetto dell integrità psicosomatica del Volontario Ospedaliero. Ci auguriamo che possa tornare utile sia come stimolo per ulteriori ricerche sia a tracciare delle lineeguida per programmare interventi efficaci. 1. Quanto tempo dedica allo svolgimento della Sua attività di Volontario ospedaliero? a. Poco b. Molto c. Abbastanza dati percentuali ABBASTANZA 7% Poco 2% Molto 18% Poco Molto Abbastanza 2. Con quali modalità svolge i Suoi compiti? d. Individuale e. In coppia f. In equipe In Equipé % dati percentuali Individuale 28% In Coppia 72% Individuale In Coppia In Equipé

6 3. Quanto incidono alcune vicende personali (famiglia, lavoro,malattia,stili di vita, vita sociale, ecc.) sulla presenza di stati emotivi che possono segnalare un Suo stato di malessere psico-fisico? Poco Molto Abbastanza (Se lo desidera può segnalare la vicenda personale ) Abbastanza 17% dati percentuali Non Risponde 8% Molto 13% Poco 62% Poco Molto Abbastanza Non Risponde 4. Nel fare un bilancio generale dell attività da Lei svolta come Volontario Ospedaliero, quale giudizio darebbe? a. Negativo b. Positivo c. Nessuno Negativo 2% dati percentuali Positivo 93% Negativo Positivo Nessuno Nessuno %. Può segnalare fatti rilevanti ed importanti, degli ultimi 6 mesi, che hanno colpito profondamente la Sua persona? 6

7 dati per categorie Nessuno Emozioni Pos. Emozioni Neg. Non Risponde 6. Quali sono le motivazioni che La spingono ad impegnarsi come Volontario Ospedaliero? dati per categorie Umanità Essere "per l'altro" Altro Nessuna Risposta 1 7. Come giudica il rapporto/relazione con gli operatori sanitari delle UU.OO. e Servizi ospedalieri? g. Sufficiente h. Buono i. Ottimo j. Negativo dati per categorie Sufficiente Buono Ottimo Negativo 8. Il Suo lavoro è apprezzato dagli operatori sanitari e, nel contempo, si sente parte integrante dell equipé curante? 7

8 k. Per Niente l. Poco m. Molto n. Abbastanza Abbastanza 4% Per Niente 2% o. Molto % Poco 3% Per Niente Poco Molto Abbastanza 9. Quali iniziative dovrebbero essere prese per migliorare la condizione di Volontario Ospedaliero? dati per categorie Comprensione- Integrazione- Collaborazione con il personale ospedaliero Incontrarsi Altro Nessuna Risposta. Quali progetti utili sono stati elaborati per superare momenti critici? dati per categorie Nessun Progetto Maggiore dialogo ed incontri Altro Nessuna Risposta 8

9 Conclusione Lo scopo ultimo è quello di aiutare i Volontari, riflettendo sulle esperienze e rendendosi conto che i problemi sono comuni: dal confronto nasce un aiuto efficace. I Gruppi di Incontro, avvalendosi di tecniche tipiche (autocasi, brainstorming,eccc.), mira, attraverso la discussione di gruppo, alla costruzione di modelli per l analisi e la soluzione dei problemi. La scelta metodologica della conduzione degli incontri esclude ogni lezione frontale, privilegiando il dialogo e favorendo la libera espressione di ognuno. La struttura contenutistica, per assicurare il carattere formativo dei dialoghi, deve tener conto di alcune condizioni: dal racconto del caso singolo si deve poter evincere gli aspetti tecnici e pratici ; questo deve avvenire in modo tale che si possa raggiungere un livello di dialogo comune (i Volontari devono sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d onda per iniziare un dialogo pratico ) per avere la consapevolezza del ruolo di Volontario, creare opportunità di confronto con i Volontari e tra i Volontari, favorire occasioni di mutuo aiuto tra i Volontari, individuare e comprendere momenti-problema tipici dell attività di volontariato ed analizzare, insieme, possibili soluzioni di intervento. Miglioramento dei canali comunicativi che devono costantemente essere rinforzati da una costante rielaborazione, che parte dal saper ascoltare. Capire i comportamenti come spie di situazioni di disagio più profondi. Riduzione della tendenza al giudizio e dei comportamenti contradditori spesso causati da un mancato riconoscimento della realtà vissuta dagli altri. Bibliografia Crescenzo, R. Corso di Formazione ed Aggiornamento del Volontario Ospedaliero A.V.O. di Castrovillari(CS) -, 31 maggio 24 9

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