Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni

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1 Norme varie relative al Nucleo di Valutazione e alle sue funzioni! Statuto del Politecnico di Torino TITOLO 2 - ORGANI DI GOVERNO DEL POLITECNICO Art Senato Accademico 1. Il Senato Accademico è l'organo di indirizzo, programmazione e coordinamento del Politecnico per l'esercizio della autonomia universitaria. In tal senso: elabora le indicazioni programmatiche per la predisposizione del bilancio di previsione, fornisce indicazioni programmatiche alle strutture del Politecnico per la predisposizione dei rispettivi piani di attività. Spetta in particolare al Senato Accademico: a) approvare ogni due anni il programma di missione dell Ateneo; b) coordinare le attività fra strutture didattiche e di ricerca, fornendo linee di indirizzo che tengano conto delle proposte e dei pareri eventualmente formulati dal Comitato Paritetico per la Didattica; deliberare l attivazione o la soppressione di strutture didattiche e di ricerca; c) individuare le linee per la definizione dell'organico di Ateneo, sentite le strutture didattiche, i Dipartimenti e il Direttore Amministrativo; d) determinare i criteri oggettivi per la distribuzione delle risorse umane e finanziarie tra le strutture didattiche, di ricerca e di servizio; e) determinare criteri e modalità di valutazione dell attività didattica e scientifica, individuandone linee e sedi di applicazione; f) modificare lo Statuto secondo le procedure previste nel presente Statuto; g) approvare, su proposta delle strutture didattiche, il Regolamento Didattico di Ateneo; h) approvare il Regolamento Generale di Ateneo; i) deliberare la costituzione di Commissioni con funzioni consultive, di durata temporanea o permanente, tra le quali il Comitato di Coordinamento Interfacoltà formato dai Presidi delle Facoltà dell Ateneo; TITOLO 3 - COMITATO PARITETICO PER LA DIDATTICA Art Comitato Paritetico 1. Per cooperare al miglioramento dei servizi forniti agli studenti dalle strutture didattiche e dalle strutture che operano nell'ambito del diritto allo studio è costituito il Comitato Paritetico per la Didattica. Esso opera entro i limiti e con le modalità di seguito specificate. 2. I compiti del Comitato sono: a) organizzare un osservatorio permanente sulla funzionalità delle attività didattiche e sovraintendere al suo funzionamento; b) svolgere un monitoraggio sul processo di insegnamento-apprendimento, osservarne i metodi e gli effetti, proporre azioni specifiche per il miglioramento; - 1 -

2 c) svolgere un monitoraggio sulle azioni finalizzate al miglioramento della qualità della didattica e dei servizi agli studenti, e a supporto del diritto allo studio; d) fornire eventuali proposte e pareri in ordine al coordinamento tra strutture didattiche; e) redigere una relazione annuale sulla didattica e sul complesso dei servizi forniti agli studenti; f) svolgere funzioni di garanzia nei confronti delle segnalazioni che pervengano dagli studenti in ordine a eventuali situazioni e comportamenti ritenuti lesivi dei loro diritti. 3. Al fine di contribuire al miglioramento della didattica e dei servizi forniti agli studenti, il Comitato Paritetico per la Didattica può formulare pareri e proposte agli organi competenti del Politecnico sulle materie che riguardano gli studenti. Gli organi ai quali tali pareri e proposte sono indirizzate sono tenuti a dare risposte entro i termini, con le modalità e le verifiche previste nel Regolamento Generale di Ateneo. 4. Il Comitato Paritetico per la Didattica è composto da un numero uguale di docenti (Professori e Ricercatori) e di studenti. I membri sono designati su base elettiva. Il Comitato nomina nel suo seno un Presidente, scelto tra i Professori, ed un Vicepresidente scelto tra gli studenti. 5. Il Regolamento Generale di Ateneo stabilisce la composizione, le norme per la elezione dei membri e le norme generali di funzionamento del Comitato Paritetico per la Didattica. 6. Il Comitato nomina un referente per le funzioni di garanzia denominato Garante degli Studenti, scelto tra i Professori di I fascia dell Ateneo esterni al Comitato Paritetico per la Didattica. 7. Il Garante degli Studenti, sulla base del monitoraggio e delle segnalazioni pervenute da parte degli studenti, propone al Comitato le opportune iniziative. Per le questioni di riservatezza personale il Garante degli Studenti riferisce direttamente al Rettore circa gli opportuni provvedimenti da adottare. TITOLO 8 - VALUTAZIONE DELLE ATTIVITÀ Art Valutazione delle attività 1. Il Politecnico promuove un'azione sistematica di valutazione per verificare la corretta gestione delle risorse, l'imparzialità ed il buon andamento della gestione amministrativa, la produttività della ricerca scientifica e della didattica, anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti. 2. Il Consiglio di Amministrazione definisce a tal fine una struttura di valutazione interna ai sensi delle norme vigenti denominata Nucleo di Valutazione di Ateneo. 3. Il Nucleo di Valutazione di Ateneo, composto da nove membri, di cui almeno due nominati tra studiosi ed esperti nel campo della valutazione anche in ambito non accademico, si articola in sezioni, ciascuna delle quali può avvalersi di esperti. 4. La struttura di valutazione interna opera in posizione di autonomia, rispondendo agli Organi di Governo ed ha l obbligo di fornire le informazioni e i dati richiesti, alle scadenze previste, al MURST ed al Comitato per la Valutazione del Sistema Universitario. 5. Il Nucleo di Valutazione di Ateneo, avvalendosi del Comitato Paritetico per la Didattica, acquisisce periodicamente, mantenendone l anonimato, le opinioni degli studenti frequentanti sulle attività didattiche. 6. Il Nucleo di Valutazione di Ateneo verifica l attività didattica dei docenti ai fini dell erogazione delle incentivazioni secondo le disposizioni di legge

3 7. Il Consiglio di Amministrazione attribuisce alla struttura di valutazione interna le risorse di personale necessarie per il suo funzionamento. 8. La struttura di valutazione interna acquisisce i dati e le informazioni di riferimento delle attività di valutazione definiti a livello nazionale, con le eventuali integrazioni definite dal Senato Accademico secondo le modalità di cui all art. 2.3, comma 1, lettera e). 9. La struttura di valutazione interna ha accesso ai documenti e dati necessari alla propria attività e riferisce periodicamente agli Organi di Governo.! L. 537/93, Collegato alla Finanziaria 1994 Art I provvedimenti di nomina, promozione e cessazione dal servizio del personale delle università non sono soggetti a controlli preventivi di legittimità della Corte dei Conti. Il controllo successivo della Corte dei Conti di cui all'art. 7, comma 10, della L. 168/89, è esercitato ai soli fini della Relazione al Parlamento con l'esclusione del controllo amministrativo di regolarità contabile e sui singoli atti della gestione. All'uopo le università trasmettono alla Corte dei Conti i consuntivi annuali, corredati della relazione del rettore, dei nuclei di valutazione interna e dei revisori dei conti, non oltre quindici giorni dopo la loro approvazione e comunque non oltre sei mesi dopo la chiusura dell'esercizio finanziario a cui si riferiscono. 22. Nelle università, ove già non esistano, sono istituiti nuclei di valutazione interna con il compito di verificare, mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta gestione delle risorse pubbliche, la produttività della ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità ed il buon andamento dell'azione amministrativa. I nuclei determinano i parametri di riferimento del controllo anche su indicazione degli organi generali di direzione, cui riferiscono con apposita relazione almeno annualmente. 23. La relazione dei nuclei di valutazione interna è trasmessa al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, al CUN e alla Conferenza permanente dei rettori per la valutazione dei risultati relativi all'efficienza e alla produttività delle attività di ricerca e di formazione, e per la verifica dei programmi di sviluppo e di riequilibrio del sistema universitario, anche ai fini della successiva assegnazione delle risorse. Tale valutazione è effettuata dall'osservatorio permanente da istituire, con decreto del Ministro, ai sensi dell'art. 14, comma 4, lettera f), della L. 168/89, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari. La relazione è altresì trasmessa ai Comitati provinciali della pubblica amministrazione, di cui all'art. 17 del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n

4 ! L. 370/99, Disposizioni in materia di università e di ricerca scientifica e tecnologica Art.1, (Nuclei di valutazione interna degli atenei) 1. Le università adottano un sistema di valutazione interna della gestione amministrativa, delle attività didattiche e di ricerca, degli interventi di sostegno al diritto allo studio, verificando anche mediante analisi comparative dei costi e dei rendimenti, il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, la produttività della ricerca e della didattica, nonché l'imparzialità e il buon andamento dell'azione amministrativa. 2. Le funzioni di valutazione di cui al comma 1 sono svolte in ciascuna università da un organo collegiale disciplinato dallo statuto delle università, denominato "nucleo di valutazione di ateneo", composto da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri, di cui almeno due nominati tra studiosi ed esperti nel campo della valutazione anche in ambito non accademico. Le università assicurano ai nuclei l'autonomia operativa, il diritto di accesso ai dati e alle informazioni necessari, nonché la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza. I nuclei acquisiscono periodicamente, mantenendone l'anonimato, le opinioni degli studenti frequentanti sulle attività didattiche e trasmettono un'apposita relazione, entro il 30 aprile di ciascun anno, al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, e al Comitato per la valutazione del sistema universitario unitamente alle informazioni e ai dati di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c). 3. Le università che non applicano le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge sono escluse per un triennio dal riparto dei fondi relativi alla programmazione universitaria, nonché delle quote di cui al comma 2 dell'articolo 2 e agli articoli 3 e 4. Qualora il nucleo di valutazione di un ateneo non trasmetta al Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica (MURST) la relazione, i dati e le informazioni di cui al comma 2 entro il termine ivi determinato, al medesimo ateneo non possono essere attribuiti i fondi di cui al comma 2 dell'articolo 2 e agli articoli 3 e 4. Art.2, (Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario) 1. E' istituito il Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, costituito da nove membri, anche stranieri, di comprovata qualificazione ed esperienza nel campo della valutazione,. Il comitato: a) fissa i criteri generali per la valutazione delle attività delle università previa consultazione della Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI) del Consiglio universitario nazionale (CUN) e del Consiglio nazionale degli studenti universitari (CNSU), ove costituito; b) promuove la sperimentazione, l'applicazione e la diffusione di metodologie e pratiche di valutazione; c) determina ogni triennio la natura delle informazioni e i dati che i nuclei di valutazione degli atenei sono tenuti a comunicare annualmente; d) predispone ed attua, sulla base delle relazioni dei nuclei di valutazione degli atenei e delle altre informazioni acquisite, un programma annuale di valutazioni esterne delle università o di singole strutture didattiche, approvato dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, con particolare riferimento alla qualità delle attività universitarie sulla base di - 4 -

5 standard riconosciuti a livello internazionale nonché della raccomandazione 98/561/CE del Consiglio, del 24 settembre 1998, sulla cooperazione in materia di garanzia della qualità nell'istruzione superiore; e) predispone annualmente una relazione sulle attività di valutazione svolte; f) svolge i compiti assegnati dalla normativa vigente, alla data di entrata in vigore della presente legge, all'osservatorio per la valutazione del sistema universitario di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 5 maggio 1999, n. 229; g) svolge, su richiesta del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, ulteriori attività consultive, istruttorie, di valutazione, di definizione di standard, di parametri e di normativa tecnica, anche in relazione alle distinte attività delle università, nonché ai progetti e alle proposte presentate dalle medesime. Art. 4, (Incentivazione dei professori e dei ricercatori universitari) 4. Le incentivazioni sono erogate ai docenti di cui al comma 2, a condizione che le loro attività didattiche siano valutate positivamente nell'ambito dei programmi di valutazione della didattica adottati dagli atenei. Il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, avvalendosi del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, effettua il monitoraggio sull'attuazione delle disposizioni del presente articolo. Il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica, a decorrere dall'anno 2001, determina le quote da attribuire ad ogni ateneo anche sulla base dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi di cui al comma 1.! DPR 25/98, Regolamento della programmazione del sistema universitario Art. 2, (Programmazione del sistema universitario) 1. La programmazione di cui al presente regolamento, mediante la razionalizzazione dell offerta formativa degli atenei e il potenziamento della ricerca in essi realizzata, persegue la finalità della qualificazione del sistema universitario, corrispondendo alle esigenze di sviluppo culturale, sociale, civile ed economico ed alla connessa evoluzione del mercato del lavoro, nonché contribuendo alla riduzione degli squilibri territoriali, in particolare tra Centro-Nord e Sud. 2. Sono strumenti e modalità della programmazione l istituzione, la soppressione o la trasformazione di corsi, facoltà o atenei, l adeguamento delle risorse delle università, ivi comprese quelle per strutture e personale universitario, gli accordi di programma tra Ministero, atenei e altri soggetti pubblici e privati, la partecipazione e il sostegno ad iniziative cofinanziate dall Unione europea o da soggetti terzi. 3. La programmazione si attua mediante: a) la determinazione per ciascun triennio degli obiettivi del sistema universitario e la finalizzazione delle relative risorse finanziarie. A tal fine il Ministro predispone un apposito schema di decreto, sul quale esprimono parere il Consiglio universitario nazionale (CUN), la Conferenza dei rettori delle università italiane (CRUI), il CNSU. In sede di prima applicazione del - 5 -

6 presente regolamento, si prescinde dal parere del CNSU, qualora non istituito. Il predetto schema è quindi trasmesso alle commissioni competenti per materia della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, che esprimono parere a norma dei rispettivi regolamenti. Decorsi trenta giorni dalla trasmissione al CUN, alla CRUI, al CNSU lo schema del decreto è comunque trasmesso alle commissioni parlamentari. Il decreto è emanato dal Ministro e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale; b) la formulazione da parte delle università o di altri soggetti pubblici e privati di apposite proposte, coerenti con gli obiettivi di cui alla lettera a), indicando le risorse necessarie, disponibili e da acquisire. Le proposte sono corredate da una relazione tecnica, predisposta dal nucleo di valutazione dell'ateneo, con riguardo ai parametri di cui alla lettera d) e sono trasmesse ai comitati regionali di coordinamento. Le proposte di istituzione o di soppressione di facoltà di medicina e chirurgia sono trasmesse al Ministero della sanità per l'espressione di un parere; c) l espressione di pareri motivati da parte dei comitati regionali di coordinamento sulle proposte di cui alla lettera b). Le proposte e i pareri di cui alla presente lettera sono trasmessi da parte dei predetti comitati al Ministero. Qualora le proposte riguardino più regioni, i pareri sono espressi dai comitati interessati, riuniti in seduta comune; d) la predisposizione di apposita relazione tecnica dell Osservatorio sulle proposte trasmesse ai sensi della lettera c), con riguardo alla congruità tra proposte, obiettivi dichiarati e mezzi indicati, nonché con riferimento agli obiettivi di cui alla lettera a). La relazione è trasmessa al Ministro; e) l emanazione di un successivo decreto ministeriale che, tenendo conto degli obiettivi determinati con il decreto di cui alla lettera a), individua, sulla base delle proposte, dei pareri e della relazione di cui rispettivamente alle lettere b), c) e d), le iniziative da realizzare nel triennio, gli strumenti e le modalità di cui al comma 2 da attivare, nonché i criteri di ripartizione delle relative risorse finanziarie. Decorsi sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto di cui alla lettera a), il decreto di cui alla presente lettera è comunque emanato e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. 4. In deroga alle disposizioni di cui al comma 3 le università, sulla base di una relazione tecnica del nucleo di valutazione interno e acquisito il parere favorevole del comitato regionale di coordinamento, possono autonomamente istituire nuove facoltà e corsi nel territorio sede dell ateneo, con risorse a carico dei propri bilanci e senza oneri aggiuntivi sui trasferimenti statali al sistema universitario. L istituzione delle facoltà e l attivazione dei corsi di cui al presente comma sono comunicate al Ministero.! DM 224/99, Regolamento in materia di dottorato di ricerca Art. 2, (Istituzione e requisiti di idoneità) 1. Il rettore dell'università istituisce con proprio decreto i corsi di dottorato di ricerca, su proposta dei consigli di dipartimento o delle competenti strutture di coordinamento della ricerca universitaria determinate dagli statuti, previa delibera degli organi statutariamente competenti per la didattica e il governo dell'ateneo, verificando la coerenza del corso con la programmazione formativa, - 6 -

7 la disponibilità di risorse umane e finanziarie necessarie all'attivazione, nonché, previa valutazione del nucleo di valutazione interna, della sussistenza dei requisiti di idoneità di cui al comma Sono requisiti di idoneità delle sedi: a) la presenza nel collegio dei docenti di un congruo numero di professori e ricercatori dell'area scientifica di riferimento del corso; b) la disponibilità di adeguate risorse finanziarie e di specifiche strutture operative e scientifiche per il corso e per l attività di studio e di ricerca dei dottorandi; c) la previsione di un coordinatore responsabile dell organizzazione del corso, di un collegio di docenti e di tutori in numero proporzionato ai dottorandi e con documentata produzione scientifica nell ultimo quinquennio nell area di riferimento del corso; d) la possibilità di collaborazione con soggetti pubblici o privati, italiani o stranieri, che consenta ai dottorandi lo svolgimento di esperienze in un contesto di attività lavorative; e) la previsione di percorsi formativi orientati all'esercizio di attività di ricerca di alta qualificazione presso università, enti pubblici o soggetti privati; f) l attivazione di sistemi di valutazione relativi alla permanenza dei requisiti di cui al presente comma, alla rispondenza del corso agli obiettivi formativi di cui all articolo 4, anche in relazione agli sbocchi professionali, al livello di formazione dei dottorandi. Art. 3 (Valutazione dei requisiti di idoneità) 1. La valutazione dei requisiti, di cui all articolo 2, è effettuata dal nucleo di valutazione interna al momento dell istituzione, nonché con periodicità costante fissata dagli organi di governo dell'ateneo. 2. I rettori delle università inviano al Ministero, per la trasmissione all Osservatorio per la valutazione del sistema universitario, una relazione annuale del nucleo di valutazione interna sui risultati dell attività di valutazione accompagnata dalle osservazioni del senato accademico alla relazione stessa. Tali relazioni sono considerate anche ai fini dell'emanazione dei decreti di cui all articolo 4, comma 3, secondo periodo della legge 3 luglio 1998, n. 210, nonché ai fini dell eventuale disattivazione del corso di dottorato in caso di mancanza dei requisiti di idoneità. 3. L Osservatorio redige, anche sulla base delle relazioni dei nuclei di valutazione, una relazione annuale sullo stato della didattica nei corsi di dottorato e sulle procedure di valutazione adottate dall università

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