Di Gilberto Perri RIFLESSIONI SUL REGNO DI DIO

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1 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. Di Gilberto Perri RIFLESSIONI SUL REGNO DI DIO CAPITOLO 1 P R E M E S S A. Questo studio ha come obiettivo la migliore conoscenza sul Regno di Dio e la sua applicazione ai giorni nostri. E indubbio che Gesù iniziò la sua predicazione annunciando che il Regno di Dio era vicino, quindi, invitava tutti a parteciparvi mediante la via del ravvedimento. 1

2 2 La parola ravvedimento è l elemento fondamentale per entrare nel regno di Dio. Egli non negò di essere il Re di questo Regno, portato dal cielo nell uomo e fra gli uomini. Nella predicazione il Signore trattò in molti punti la manifestazione del Regno e della sua giustizia, da diffondere sulla Terra in modo concreto e visibile. La storia del cristianesimo ha mostrato di aver applicato il consiglio del Regno in poche e limitate occasioni, anche per non averne colto con pienezza il senso e la necessità della sua visibilità. In questa generazione si osserva una rinnovata ricerca del regno e del suo più reale significato applicativo al solo scopo di praticarlo e diffonderlo. Molti gruppi cristiani hanno iniziato a studiare il fenomeno del Regno di Dio al fine di considerarne la sua valenza ed applicazione alla vita terrena e tra le genti. In questo studio saranno riportati alcuni documenti che ricercano i limiti e gl impegni di questo Regno nonché l influenza che i suoi principi possono dare alla società ed al regno degli uomini. Necessita per tale disamina capire, sebbene in via generale, cosa è un Regno e di cosa si compone, per poi valutare quali sono i regni che operano e che vanno affermandosi o decadendo. Il prospetto sotto realizzato ci permette di conoscere quanti sono i regni possibili in cui l uomo può vivere. I QUATTRO REGNI 1. L UOMO NELLA GRAZIA, E CON CORPO DI RESURREZIONE, VIVE NEL REGNO DI DIO DOVE ABITA LA GIUSTIZIA 2. L UOMO NELLA GRAZIA, ED IN UN CORPO DI PECCATO, VIVE LA VITA COMUNITARIA CRISTIANIZZATA REGNO DI DIO, GIA VENUTO, DOVE OPERA IL PERDONO E LA MISERICORDIA 3. L UOMO SENZA GRAZIA, DEVE VIVERE SOTTO LE LEGGI MORALI DATE DA DIO REGNO DELL UOMO, SECONDO LA LEGGE DI DIO 4. L UOMO SENZA GRAZIA, CHE RINUNCIA ALLA LEGGE DI DIO, REGNO -POTESTA - DELLE TENEBRE

3 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. Per quanto esclusivamente cristiana, questa classifica dà il senso compiuto alle scelte dell umanità, rispetto alla realtà di un Dio, che non solo ha creato ogni cosa ma, che nulla vuole abbandonare di ciò che gli appartiene. Il concetto di Regno comprende un popolo, un territorio, un re ed un ordinamento giuridico; ovvero sistema di leggi e di regole nelle quali deve operare ogni appartenente. Il sistema del regno umano deriva dalla delega divina, affidata all uomo, quando al termine della creazione ed il sesto giorno, il Signore gli diede di dominare sulla creazione terrena L uomo a sua volta si è auto gestito fino a suddividere la terra in tante nazioni ed a variare l ordinamento giuridico fino a governare e dominare con sistemi sociali vari, come la democrazia, l oligarchia, la monarchia, la repubblica, la dittatura ecc. Il Creatore, perché l uomo governasse sulla sua creazione, gli ha concesso la più ampia libertà ed ha posto nella sua coscienza precise leggi morali, osservando le quali ogni gestione umana avrebbe generato il buon governo. La cattiva gestione, nel tempo, ha smarrito alcuni punti importanti della legge di Dio e per tale motivo il Signore l ha fatto scrivere nel Pentateuco mosaico. Così ogni uomo che viene eletto dagli altri a rappresentare e gestire il governo umano sulla creazione, ovvero raggiunge tale ruolo in ogni altra forma, è tenuto ad operare un dominio, sulla parte di creazione di competenza, con ogni rispetto della legge stabilita da Dio, che è stata sintetizzata nei due comandamenti: ama Dio ed ama il tuo prossimo. L inosservanza delle leggi di Dio fa scadere il regno dell uomo in quello delle tenebre, dove l immoralità diventa dominante. In tale stato si perdono le benedizioni che Dio ha assegnato alla creazione e che riposano nelle sue leggi. Si preclude la vita alla prosperità, all ordine, la pace, alla giustizia, alla correttezza e si sprigionano, dal cuore umano le negatività più devastanti per sé e per il prossimo. Fuori dall osservanza delle leggi morali, assegnate dal Creatore, non è possibile alcun bene o prosperità, nonostante si cercano e si applicano nuovi e più complessi sistemi di governo. Il ripristino delle leggi naturali è ben conosciuto dai medici, che prima di ogni espianto o impianto di organi cercano di ristabilire le leggi naturali che regolano l organismo. La società umana ha smarrito il principio fondamentale per la restaurazione del bene che passa dalla restaurazione delle leggi assegnate dal Creatore, al corpo umano ed anche alla società. Dall esame della storia appare evidente che l uomo ha rinunciato al recupero delle leggi morali assegnateci dal Creatore e continua le sue ricerche e le sue continue sperimentazioni, senza giungere mai ad ottenere la pace, la giustizia e la gioia. 3

4 4 L UOMO ED I SUOI PROBLEMI DI GOVERNO. Dopo seimila anni risulta ormai dimostrato che l uomo non sa governarsi. Ciò deriva essenzialmente dalla rinuncia alla legge morale ed a quelle sociali stabilite dal Creatore. Per questo, ancora oggi, geme ed è in travaglio, dato che le leggi della sua società sono contrarie e diverse da quelle assegnategli da Dio. Pertanto ogni espressione del governo umano, applicatore di leggi innaturali, genera di conseguenza ansie, ingiustizie ed afflizioni. Per migliorare la sorte dell umanità Gesù Cristo è venuto a portare, sulla terra ed agli uomini, il regno di Dio, in contrapposizione a quello delle tenebre. Il Regno di Dio a differenza di quello delle tenebre, dove gli uomini hanno deciso di dimorare, è il solo capace di far uscire l umanità dal prevalere del male e generare un reale governo dove pace, giustizia e gioia dominano. Anche oggi, il Regno di Dio è la proposta di Gesù Cristo all umanità, sempre più sottoposta al male e schiava di ogni sorta di odi che vanno da quelli religiosi a quelli razziali, senza tralasciare settori e condizioni umane. A tal punto diventa necessario capire e conoscere le cose che riguardano il Regno di Dio. Anche esso è composto da un popolo, un luogo, una legge, un Re. Iniziamo a vedere chi è il Re di questo regno portato dal cielo, considerando cosa dice la Bibbia.

5 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. Gesù Cristo è il Re. Nel primo capitolo dell Evangelo di Giovanni sta scritto: [1]In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.[2]Egli era in principio presso Dio: [3]tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. [4]In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;[5]la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.[6]venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.[7]Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. [8]Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce. [9]Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. [10]Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe. [11]Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto. [12]A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, [13]i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. [14]E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. [15]Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me». [16]Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia. [17]Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. [18]Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato. 5

6 6 IL MINISTERO DI GESU', L'ANNUNCIO DELLA NUOVA ECONOMIA La testimonianza di Giovanni e le profezie. [19]E questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?». [20]Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo». [21]Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No». [22]Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». [23]Rispose:«Io sono la voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,come disse il profeta Isaia». [24]Essi erano stati mandati da parte dei farisei. [25]Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». [26]Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, [27]uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo». Con tali frasi fu presentato Gesù Cristo, il Re del nuovo Regno. La Scrittura continua il suo avvicinamento alla persona di Gesù ed in maniera sempre più puntuale ci mostra l importanza di questo glorioso Re, che prima di regnare è salvatore. [28]Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. [29]Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! [30]Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. [31]Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele». [32]Giovanni rese testimonianza dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. [33]Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo. [34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio» Egli, il Cristo, il Figlio di Dio è sceso sulla terra col preciso compito di regnare, iniziando un regno eterno, che non avrà mai fine. Luca cap. 1 [31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [32] Sarà grande e chiamato Figlio dell'altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre [33] e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Nella prova finale, il Signore confermò il motivo della sua venuta e la realtà del suo regno. Nel capitolo 18 di Giovanni notiamo la passione e l'arresto di Gesù, con le sue formidabili affermazioni. [1]Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. [2]Anche Giuda, il traditore,

7 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. [3]Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. [4]Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». [5]Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. [6]Appena disse «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Sono Io ovvero Io Sono : cioè Yhwh Dio. Gesù interrogato dal sommo sacerdote. [19]Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. [20]Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. [21]Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». [22]Aveva appena detto questo, che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». [23]Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Gesù davanti a Pilato [28]Allora condussero Gesù dalla casa di Caiafa nel pretorio. Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. [29]Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest'uomo?». [30]Gli risposero: «Se non fosse un malfattore, non te l'avremmo consegnato». [31]Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». [32]Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire. [33]Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Tu sei il re dei Giudei?». [34]Gesù rispose: «Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?». [35]Pilato rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai fatto?». [36]Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei, ma il mio regno non è di quaggiù». [37]Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». [38]Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa. [39]Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?». [40]Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante. L episodio continua nel capitolo 19 con le seguenti frasi: [1]Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. [2]E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora; quindi gli venivano davanti e gli 7

8 dicevano: [3]«Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi. [4]Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». [5]Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!». [6]Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non trovo in lui nessuna colpa». [7]Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». [8]All'udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura [9]ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: «Di dove sei?». Ma Gesù non gli diede risposta. [10]Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». [11]Rispose Gesù: «Tu non avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande». Il Re condannato a morte [12]Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare». [13]Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo chiamato Litò (lastrico) ebraico Gabbatà. [14]Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». [15]Ma quelli gridarono:«via, via, crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i sommi sacerdoti: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare». [16]Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. La crocifissione [17]Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, [18]dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. [19]Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». [20]Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. [21]I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei». [22]Rispose Pilato: «Ciò che ho scritto, ho scritto». La divisione dei vestiti [23]I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. [24]Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte. La morte di Gesù 8 [28]Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per

9 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. adempiere la Scrittura: «Ho sete». [29]Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. [30]E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: «Tutto è compiuto!». E, chinato il capo, spirò. 9

10 10 Il Re risorto La tomba vuota [Giov.cap.20, vers. 1] Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. [2]Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». [3]Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. [4]Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. [5]Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. [6]Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, [7]e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. [8]Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. [9]Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. [10]I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa. L'apparizione a Maria di Magdala [11]Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro [12]e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dalla parte dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. [13]Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». [14]Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. [15]Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». [16]Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbunì!», che significa: Maestro! [17]Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro». [18]Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. Apparizione ai discepoli [19]La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». [20]Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. [21]Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». [22]Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; [23]a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non

11 rimessi». BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. [24]Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. [25]Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». [26]Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». [27]Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». [28]Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». [29]Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». 11

12 12 IL RE E LA SUA MISSIONE. Con questa introduzione scritturale sono stati ricordati i passi biblici necessari per illustrare la Santa persona di Gesù Cristo, IL RE, ed i motivi che hanno portato alla sua crocifissione. Fin dal prologo di Giovanni viene affermato che il creatore di tutte le cose è Gesù, la Parola di Dio. Egli è venuto in mezzo ai suoi ma i suoi non l hanno ricevuto. [12]A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, [13]i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. [14]E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità. Nel capitolo 18 Giovanni abbiamo letto quali sono stati i motivi che hanno determinato la condanna a morte di Gesù. L accusa formulata dai farisei, dai sacerdoti e dal popolo a Pilato consisteva nel fatto che Gesù si era dichiarato Re. Gli accusatori per ottenere la morte di Gesù giunsero a sostenere pubblicamente di non riconoscere su di loro altro re che Cesare. Pilato volendo salvare Gesù dichiarò di non trovare colpe in Lui, ma gli accusatori lo intimidirono ventilandogli una ipotesi di concorso con l azione di Gesù e dichiarando che se l avesse liberato avrebbe dimostrato di non essere amico di Cesare: poichè chiunque si fà re si oppone a Cesare. Fu proprio in quella discussione con Pilato che i sacerdoti mostrarono il vero motivo per cui volevano la morte di Gesù (cap.19,7). Esso consisteva nel fatto che Gesù aveva dichiarato di essere figlio di Dio (Matt.26,63-65). Quindi un motivo d accusa spirituale davanti ai governanti del sistema religioso (sacerdoti) ed uno politico davanti ai rappresentanti del sistema sociale (Romani- Pilato); il Signore fu condannato quindi, per una motivazione religiosa ed una politica. La religione e la politica si unirono per crocifiggere il Signore della vita. Gesù Figlio di Dio e Gesù Re dei Giudei. Pilato fece eseguire la sentenza di condanna con la scritta Gesù Nazareno Re dei Giudei. Ma la causa iniziale della crocifissione di Gesù fù la sua risposta al sommo sacerdote Caiàfa dopo che gli chiese: Io ti scongiuro per l Iddio vivente, che ci dica se sei tu il Cristo, il figliuol di Dio. La risposta del Signore, semplice e serena, fù: Tu l hai detto. Caiàfa si straccio le vesti e chiese ai presenti la condanna a morte, per la pretesa bestemmia ravvisata nella dichiarazione di Gesù, nostro Signore. Il giudizio di Caiàfa e la condanna a morte dei sacerdoti determinò la persecuzione del Signore che si trasformo in sputi, schiaffi e bacchettate nonchè derisione e beffe. Quando un autorità religiosa si manifesta, si confronta e si accorda col potere politico avvia sempre la peggiore delle persecuzioni, con giustificazione di ogni azione fino alla morte della Verità e del Bene. Il potere religioso vuole da solo gestire le cose di Dio fino a rinnegare ed uccidere lo stesso Dio che dichiara di voler servire. I poteri umani più rilevanti sono quello religioso e quello politico poiché giungono a

13 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. decidere la morte dell'uomo in uno stato di apparente legalità, accettata dal popolo che scegliendoli si dispone ad esserne succube e schiavo. Il Regno di Dio, le cose sono opposte per cui il potere religioso e quello politico concorrono per salvare e non condannare, per dare la vita e non la morte. Quanti scelgono il Regno di Dio ed il reale Sacerdozio si incontrano per decidere come salvare e come liberare; essi diventano una speranza delle persone un riferimento di vita per coloro che soffrono le paure della morte. 13

14 14 CAPITOLO 2 La reazione al Re. Dopo che Gesù fu arrestato nel Getzemani dai servi dei sacerdoti, fu portato davanti a Caiàfa per essere accusato ma non fu trovata neppure una falsa testimonianza, finchè vennero due falsi testimoni che dissero: Costui ha detto: Distruggete questo tempio ed in tre giorni lo riedificherò. Ora ben sappiamo che Gesù si riferiva al proprio corpo ma le sue parole furono intese male e portate come accusa contro la sua vita. Per tali affermazioni Caiàfa scongiurò il Signore di dichiarare se lui era il Cristo; Gesù non lo negò ma lo affermò con quella breve frase: Tu l hai detto. Gesù aggiunse inoltre : Anzi, Io vi dico che da ora innanzi voi vedrete il figliol dell uomo sedere alla destra della Potenza, e venire sopra le nuvole del cielo. Per Gesù, l essere il Cristo, il Figlio di Dio ed il Re dei Giudei, gli causo la condanna degli uomini alla morte visto che si poneva come colui che usurpava a tutti il rapporto con Dio, il prescelto di Dio, il Re che Dio aveva scelto per il popolo d'israele e per le nazioni. La manifestazione dei figli di Dio, vivamente attesa dalla creazione è stata e continua ad essere fortemente osteggiata dall umanità incredula e lontana dalla vera fede cristiana. Chi non è di Cristo mal sopporta che il Cristo si manifesti. I sacerdoti e Caiàfa non chiesero a Gesù di dimostrare d essere il Cristo ma sol perché affermò di esserlo lo imputarono di bestemmia. Per costoro non era importante sapere che Gesù fosse il vero Cristo o meno, era assolutamente importante che nessuno si manifestasse come tale, visto che bastavano loro a gestire le cose di Dio sulla terra. Pertanto chiunque fosse venuto a toglier loro la posizione assunta, quand anche fosse il Figlio di Dio, doveva esser tolto di mezzo e dunque doveva morire. A suffragio di tale versione il Signore nostro raccontò la parabola della vigna e dei contadini omicidi (Matteo 21,33). In tale parabola è messa in risalto la condizione spirituale dei sacerdoti e di Caiàfa, che tra loro pensarono di uccidere Gesù per acquisire l eredità del Cristo. Gesù in tempi non sospetti aveva predetto quale sarebbe stata la condizione di chi curava le cose di Dio, al tempo della manifestazione di suo figlio, il vero erede. Il sistema religioso ebraico aveva preso il posto del Cristo, il vero erede del Padre in tutte le cose che gli appartengono. I contadini, i servi; ovvero i sacerdoti ebraici, dopo essersi assisi al posto del Cristo, non volendo più abbandonare le posizioni assunte, decidendo in cuor loro di uccidere l erede, nella speranza di conservare tutto a loro favore. Solo delle menti ottenebrate e confuse potevano architettare una simile impresa, visto che si stavano mettendo contro Dio per usurpargli il regno e la proprietà dei beni della sua casa.

15 BOZZA DI STUDIO EDITA IN DATA 20 MAGGIO 1997 COMUNITA CRISTIANA GESU CRISTO E IL SIGNORE - DI REGGIO CALABRIA. Nella citata parabola, Gesù agli astanti chiese cosa il Signore della vigna avrebbe fatto a quei servi omicidi e la risposta fu la seguente: Ucciderà senza pietà quegli uomini malvagi e darà in affitto la vigna ad altri contadini che alla stagione giusta gli daranno i frutti. A conclusione di tale parabola il Signore disse: Per questo vi assicuro che il regno di Dio sarà tolto a voi e sarà dato a gente che farà crescere i suoi frutti Matteo 21,43. I capi dei sacerdoti ed i farisei che ascoltavano queste parabole capivano che Gesù le raccontava per loro. Cercavano quindi un modo per arrestarlo, ma avevano paura della folla poichè tutti lo consideravano un profeta. Gesù con tale parabola aveva profetizzato come si sarebbero mossi i servi infedeli e come lo spirito dell avversario del Cristo, l anticristo, avrebbe confuso e sedotto le menti dei religiosi, per uccidere il mandato di Dio e prenderne il posto. Anche oggi, v è lotta tra i due spiriti, con applicazione delle stesse metodologie per coloro che li rappresentano. Per questo il Signore disse che avrebbero odiato noi come hanno odiato Lui. I pensieri omicidi sorsero nei religiosi quando videro la manifestazione del Figlio di Dio, e ne temettero la piena apparizione poichè in essa intravedevano, non la loro salvezza e remunerazione, ma la perdita di quei piccoli vantaggi e privilegi umani che nulla hanno a che fare con la gloriosa manifestazione di Dio, attraverso il suo figlio ed i suoi figli. Quello che hanno fatto a me lo faranno a voi. Anche oggi la manifestazione dei figli di Dio è ostacolata dai sistemi religiosi che dovrebbero operare nell attesa della manifestazione degli eredi e non finalizzare a se stessi la vigna; ovvero la chiesa di Cristo. Il Padre ha mandato il Figlio per essere luce del mondo e sale della terra. Anche oggi, Dio sta mandando continuamente i suoi figli, ma cattivi operai li stanno perseguitando poichè in loro vedono l elezione del Padre e la minaccia delle loro posizioni religiose. Un vero servo non dovrebbe cercare il proprio utile ma quello del Padrone, per essere da questi approvato ed onorato. Il servo non può avere per se stesso parte alcuna se non gli è data dall alto, e dall alto tutto procede solo attraverso il figlio di Dio ed il suo corpo. Nuove vigne, nuovi mandati, nuovi persecutori e nuove assegnazioni dei beni di Cristo, ad operai che sanno produrre per il Signore della messe. Chiunque fa della religione un potere personale, da contrapporre agli eletti di Dio, che da Lui sono mandati, finirà con essere un omicida ed un nemico di Cristo. Gli eletti, eredi di Dio e coeredi di Cristo. La eredita di Dio consiste in tutto ciò che di terreno sorge e vive per la fede in Lui, unico e vero Dio. Gesù è stato, per quella generazione, il mandato di Dio che doveva subentrare alla gestione della vigna del Padre e che i servi omicidi hanno impedito. Oggi l eredità di Dio appartiene ai suoi figli, eredi come Cristo e coeredi con Cristo. I soli voluti da Dio alla gestione delle sue cose su questa terra. La gestione dei figli di Dio è 15

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