6 Collegamento cerniera con piastra d anima (Fin Plate)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "6 Collegamento cerniera con piastra d anima (Fin Plate)"

Transcript

1 6 Collegamento cerniera con iastra d anima (in Plate) 6. Generalità e caratteristiche del collegamento Il collegamento a cerniera con iastra d anima si realizza saldando in oicina una iastra all elemento ortante che uò essere una trave con sezione ad I H, una colonna con sezione ad I H, una colonna in roilo tubulare a sezione rettangolare (RHS) ovvero circolare (CHS) e successivamente bullonando in cantiere l anima della trave ortata alla iastra (ig. 6.). La caacità rotazionale di tale tio di collegamento, che deve essere suiciente er garantire l iotesi di collegamento a cerniera ideale, deriva da: ovalizzazione dei ori dei bulloni nella iastra e/o nell anima della trave ortata; igura 6. Collegamento con iastra a taglio (in Plate). Possibili conigurazioni di nodo trave-trave e trave-colonna.

2 44 CAPITOLO 6 lessione uori iano della iastra di collegamento; deormazione a taglio dei bulloni. Inoltre la caacità rotazionale è incrementata dall assorbimento del gioco orobullone, ma questo è in genere limitato oiché tale gioco viene assorbito in genere già in ase di montaggio della struttura. Le iastre sono in genere ottenute er taglio da lamiera mediante l uso del cannello ossitaglio, del lasma, ovvero mediante taglio al laser e le orature sono in genere ottenute mediante traanatura o unzonatura. Generalmente si reerisce realizzare i dettagli costruttivi del collegamento in modo tale da garantire che l asse della colonna ortante sia allineato con l asse della trave ortata (ig. 6.). Tuttavia, in sede di montaggio, non semre risulta chiaro da quale arte della iastra deve essere bullonata la trave ortata e quindi è utile ricorre alla marcatura delle arti da unire. La iastra di collegamento uò essere classiicata come corta o lunga a seconda che: iastra corta se: t /z 0,5 iastra lunga se: t /z < 0,5 essendo z la distanza tra la rima ila di bulloni e la accia dell elemento ortante. In articolare z risulta ari a: er iastra con colonna di bulloni: z z er iastra con colonne di bulloni: z z / L imiego della iastra lunga o corta diende sostanzialmente dalla geometria degli elementi da collegare in relazione alla acilità di montaggio in cantiere. Essendo l anima della trave orata er la resenza dei disositivi di giunzione, risulta diicile oter traserire l intera resistenza a taglio della trave ( l,rd ). In genere con una sola colonna di bulloni si raggiunge una resistenza a taglio comresa tra il 5% e il 50% della resistenza a taglio della trave; adottando invece due colonne di bulloni è ossibile migliorare la resistenza del collegamento ino al 75% della resistenza a taglio della trave. alori sueriori sono diicilmente raggiungibili considerando che la resenza di iù colonne di bulloni aumenta il momento lettente nella iastra, riducendone i beneici. Tale collegamento è oco costoso, di semlice e veloce montaggio. Presenta lo svantaggio di consentire l assorbimento modesto delle tolleranze di abbricazione e di montaggio. igura 6. Posizionamento della iastra da saldare alla colonna er garantire l allineamento degli assi delle membrature (z z ).

3 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 45 igura 6.3 Dettagli costruttivi er acilitare il montaggio delle membrature: scantonatura e iastra lunga Inoltre, sorattutto nel caso in cui gli elementi ortanti siano colonne in roilo I H ovvero RHS o CHS, la movimentazione degli elementi durante le asi di carico, scarico e montaggio in cantiere deve avvenite con articolare cura e cautela al ine di evitare urti che otrebbero danneggiare le iastre. La velocità di montaggio è articolarmente elevata e, in genere, l inserimento di circa un terzo del numero totale dei bulloni da ciascuna arte della trave è suiciente a garantire al gancio della grù di essere rilasciato er oter rocedere al montaggio delle altre membrature. Un ulteriore inconveniente è raresentato dalla diicoltà di montaggio delle travi in colonne aventi dimensioni ristrette; in tal caso, er evitare l intererenza della iastra con la langia della trave si ricorre alla scantonatura dell ala ineriore della trave in corrisondenza del lato da connettere alla iastra. Altra soluzione è quella di realizzare iastre iù lunghe er evitare le intererenze tra le varie membrature durante le asi di montaggio (ig. 6.3); ciò uò evitare l oerazione di scantonatura delle ali ineriori della trave; tuttavia si deve evitare il enomeno di instabilità lesso-torsionale della iastra. In articolar modo quando le travi non sono vincolate nei conronti dell instabilità lesso-torsionale è buona regola non adottare iastre lunghe. A seconda che l elemento ortante sia lessibile o rigido è ossibile assumere che lo sorzo di taglio sia risettivamente traserito in corrisondenza delle saldature della iastra ovvero in corrisondenza del baricentro della bullonatura (ig. 6.4). Nel rimo caso la saldatura dovrà essere dimensionata er resistere alla sola azione tagliante Ed mentre i bulloni saranno dimensionati er resistere anche al momento M Ed z dovuto all eccentricità z tra la saldatura e il baricentro della bullonatura. Nel secondo caso i bulloni dovranno essere dimensionati er resistere alla sola azione tagliante Ed e la saldatura dovrà essere dimensionata er assorbire l azione tagliante e il momento lettente M Ed z dovuto all eccentricità z. Chiaramente anche il modello er l analisi globale dovrà essere consistente con la scelta atta in modo tale da oter revedere l eccentricità del carico da alicare alla colonna.

4 46 CAPITOLO 6 igura 6.4 Linea di traserimento dell azione tagliante. Caso a): in corrisondenza della saldatura; caso b): in corrisondenza del baricentro della bullonatura igura 6.5 alore ideale e reale del momento lettente in corrisondenza del baricentro della bullonatura In seguito si considera la cerniera ideale localizzata in corrisondenza della accia dell elemento ortante e quindi in corrisondenza dei cordoni di saldatura della iastra; ciò corrisonde all iotesi di elemento ortante erettamente lessibile. In realtà quest ultimo sarà dotato di una certa rigidezza lessionale e quindi la cerniera ideale sarà collocata in qualche unto della trave ortata la cui osizione diende dal raorto tra le rigidezze degli elementi collegati (ig. 6.5). È da osservare tuttavia che l iotesi di considerare la cerniera in corrisondenza delle saldature è a avore di sicurezza oiché il momento lettente reale agente in corrison-

5 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 47 denza del baricentro della bullonatura risulta ineriore di quello derivante dall iotesi assunta. È comunque buona norma dimensionare le saldature secondo lo schema di suorto rigido, cioè in resenza di taglio Ed e momento M Ed z. 6. Geometria e arametri del collegamento Nel seguito si considera il collegamento con iastra con una o due colonne di bulloni e linea di traserimento dell azione tagliante Ed in corrisondenza della saldatura della iastra stessa. La geometria del collegamento è riortata nella igura 6.6: Parametri geometrici e meccanici: a altezza di gola del cordone di saldatura della iastra β w coeiciente di correlazione er la valutazione della resistenza della saldatura A Area nominale del bullone (area della sezione lorda) A s Area resistente del bullone d diametro nominale del bullone d 0 diametro del oro del bullone d w diametro della rondella o larghezza tra le estremità della testa del bullone o dado ub resistenza a rottura er trazione dei bulloni yb resistenza allo snervamento er trazione dei bulloni n numero totale di bulloni (n n ) n numero di righe (orizzontali) di bulloni n numero di colonne (verticali) di bulloni (n ; n ) e distanza dall estremità (iastra) al oro del bullone (// carico) e b distanza dal bordo della trave al oro del bullone (// carico) e distanza dal bordo (iastra) al oro del bullone ( carico) e b distanza dal bordo (anima trave) al oro del bullone ( carico) interasse tra i bulloni (// carico) interasse tra i bulloni ( carico) g h distanza tra il ilo dell elemento ortante e quello ortato g v distanza tra il ilo sueriore della trave e quello della iastra h b altezza della trave ortata h e distanza tra il ilo ineriore della iastra e quello della trave ortata z distanza tra la linea di alicazione del carico e il baricentro della bullonatura z distanza orizzontale tra l anima o la langia dell elemento ortante e la rima colonna di bulloni. Per una colonna di bulloni z z ; er due colonne di bulloni z z /. h altezza della iastra b larghezza della iastra sessore della iastra t

6 48 CAPITOLO 6 igura 6.6 Geometria del collegamento a cerniera con iastra d anima. Piastra con e colonne di bulloni. A v, area resistente lorda a taglio della iastra A nv, area resistente netta a taglio della iastra t w,b sessore dell anima della trave ortata t w,b sessore dell anima della trave ortante (se resente) t w,c sessore dell anima della colonna ortante (se resente) u, resistenza a rottura er trazione dell acciaio. Indice er la iastra; b er la trave ortata; b er la trave ortante; c er la colonna ortante y, resistenza allo snervamento er trazione dell acciaio. Indice er la iastra; b er la trave ortata; b er la trave ortante; c er la colonna ortante γ M0 coeiciente arziale di sicurezza er la resistenza degli elementi γ M coeiciente arziale di sicurezza er le resistenze di: sezioni nette in corrisondenza dei ori, bulloni, saldature, iastre soggette a riollamento coeiciente arziale di sicurezza er la resistenza all incatenamento. γ M,u 6.3 Regole ratiche di buona costruzione Per la rogettazione del collegamento a cerniera con iastra d anima (in Plate) è buona norma seguire le seguenti regole costruttive, dovendo comunque successivamente rocedere alla veriica della caacità ortante a taglio del collegamento. Si raccomanda: se Ed 0,50 l,rd colonna di bulloni (n ) se 0,50 l,rd < Ed 0,75 l,rd colonne di bulloni (n ) se Ed > 0,75 l,rd usare iastra di testa dove l,rd raresenta la resistenza a taglio lastica di rogetto della trave ortata.

7 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 49 Tabella 6. alori K er il calcolo del numero totale di bulloni n Si raccomanda di imiegare bulloni ad alta resistenza di classe 8.8 o 0.9. isti gli sessori modesti degli elementi da collegare in genere si imiegano bulloni interamente ilettati. Trattasi comunque di collegamenti di categoria A (a taglio) senza recarico in modo da garantire la rotazione relativa della cerniera. Il bullone maggiormente imiegato er questo tio di collegamento è M0. Sotto questa iotesi il numero totale dei bulloni n n n necessari er assorbire l azione tagliante di rogetto Ed risulta ari a: n K Ed arrotondato all'intero sueriore se n arrotondato all'intero ari sueriore se n I valori da assumere er il coeiciente K ossono essere ricavati dalla tabella 6. in unzione della tiologia acciaio e del numero di colonne di bulloni (n ; n ): Il diametro dei ori er i disositivi di giunzione in genere è assunto ari a: d 0 d + mm er d 4 mm d 0 d + 3 mm er d > 4 mm essendo d 0 il diametro del oro e d il diametro nominale del bullone. L altezza h della iastra deve soddisare le seguenti relazioni: h 0,6 h b ; h d b

8 430 CAPITOLO 6 Tabella 6. Geometria del collegamento tio in late Tabella 6.3 Caratteristiche geometriche delle saldature Essendo h b l altezza della trave ortata e d b l altezza interna della trave ortata al netto dei raggi di curvatura. La saziatura verticale tra i bulloni diende dal numero di bulloni e dal loro diametro. Per bulloni M0 è bene assumere una saziatura non minore di 70 mm. Per bulloni M0 si raccomandano le dimensioni geometriche riortate nella tabella 6., in unzione dell altezza della trave ortata e del numero di colonne di bulloni: Per le saldature si ossono imiegare le caratteristiche geometriche di cui alla tabella 6.3, in unzione del tio di acciaio e dello sessore della iastra: 6.4 Requisiti di rogetto er una suiciente caacità rotazionale Per quanto riguarda la valutazione della caacità rotazionale disonibile vale la ena osservare che essa diende dalla geometria del collegamento.

9 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 43 igura 6.7 Caacità rotazionale disonibile di un collegamento a cerniera con iastra d anima Per garantire una suiciente caacità rotazionale senza incremento signiicativo del momento nel collegamento si deve evitare il contatto tra il unto ineriore della trave e l elemento ortante (igg. 6.7 e 6.8). Allo scoo si deve ar in modo che l altezza della iastra h sia minore dell altezza netta dell anima della trave d b (calcolata al netto dei raggi di raccordo nei roili laminati e al netto dei cordoni di saldatura nei roili saldati). Pertanto deve essere soddisatta la seguente relazione: h d b h t r (6.) Il valore della rotazione er la quale si raggiunge il contatto tra i due elementi diende ovviamente della geometria della trave e della iastra ma anche dalla deormazione delle comonenti del nodo. igura 6.8 Geometria er la deinizione della caacità rotazionale disonibile di un collegamento con iastra d anima

10 43 CAPITOLO 6 Per ricavare un semlice criterio basato sui soli arametri geometrici del collegamento e allo scoo di evitare il contatto tra i due elementi strutturali, si anno le seguenti iotesi: l elemento ortante e la iastra sono ininitamente rigidi; il centro di rotazione coincide con il baricentro della bullonatura. Sulla base di tali iotesi è ossibile determinare la caacità rotazionale disonibile φ disonibile del nodo. Se : altrimenti: z > φ φ disonibile disonibile ( z g ) h arcsin h + + h e ( z g ) + + h e h z h e z gh arctg h + h (6.) La caacità rotazionale disonibile deve risultare maggiore di quella richiesta; quest ultima è ricavata con la teoria elastica come nel caso di collegamento con iastra di testa lessibile. Pertanto il criterio er garantire una suiciente caacità rotazionale diviene semlicemente: φ disonibile > φ richiesta (6.3) 6.5 Requisiti di rogetto er una suiciente duttilità La resistenza a taglio di rogetto del nodo deve essere raggiunta come risultato di una ridistribuzione lastica delle orze interne tra le diverse comonenti del nodo stesso. Ciò uò avvenire solo nell iotesi in cui si evitano le modalità di collasso ragile e i enomeni di instabilità durante il rocesso di ridistribuzione. Pertanto si deve evitare il collasso a taglio dei bulloni e della saldatura, che raresentano modalità di collasso di tio ragile, e l instabilità della iastra. In una analisi globale che revede il comortamento dei collegamenti a cerniera ideale (intelaiature semlici), il nodo risulta sollecitato dalla sola azione tagliante di rogetto, in assenza di momento ( Ed 0 ; M Ed 0). Nella realtà nel nodo è resente anche un momento lettente M Ed che diende oltre che dalla geometria del collegamento e dalla rigidezza delle arti collegate, anche dal valore dell azione tagliante Ed. Pertanto riortando in un graico Azione tagliante di rogetto Ed Momento di rogetto alicato M Ed è ossibile individuare due ercorsi di carico: quello ideale (o di rogetto) e quello reale (ig. 6.9). Il rimo sarà un ercorso orizzontale caratterizzato da M Ed 0 mentre il secondo sarà raresentato da una retta inclinata la cui endenza dienderà dalla rigidezza relativa tra il collegamento e gli elementi collegati.

11 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 433 Per il collegamento con iastra d anima si devono considerare searatamente due diverse sezioni di controllo: quella in corrisondenza della accia esterna dell elemento ortante (in linea con il cordone di saldatura) e quella in corrisondenza del baricentro della bullonatura. Per tali sezioni il ercorso di carico reale risulterà diverso, come indicato nella igura 6.0. Tuttavia considerando il modello di cerniera ideale, la rima sezione sarà soggetta alla sola azione tagliante (M Ed 0), mentre la seconda, er equilibrio, dovrà essere in grado di traserire oltre all azione tagliante Ed anche il momento lettente M Ed Ed z. La resistenza a taglio di rogetto di ciascun comonente uò essere raresentata nel iano M-. A seconda che il valore di resistenza sia o meno inluenzato dal momento lettente alicato, la raresentazione nel iano sarà una curva o una linea verticale. La osizione relativa tra le diverse curve di resistenza o linee diende dalle caratteristiche geometriche e meccaniche delle comonenti nodali (igura 6.). igura 6.9 Percorso di carico reale e ideale. igura 6.0 Percorso di carico reale e ideale er il collegamento con iastra d anima.

12 434 CAPITOLO 6 igura 6. Resistenza di rogetto er alcuni comonenti del collegamento con iastra d anima e rinciio er la determinazione della resistenza a taglio del nodo. In realtà la resistenza a taglio corrente (valore attuale ) Ra uò essere deinita dall intersezione tra il ercorso di carico reale, nella sezione di controllo scelta, e la linea o curva raresentante la resistenza di rogetto della iù debole delle comonenti. Alicando tale rinciio al ercorso di carico di rogetto (ideale) è ossibile determinare la resistenza a taglio di rogetto del collegamento. Se la modalità di collasso corrisondente al valore Ra è di tio ragile, la resistenza a taglio di rogetto raresenta una stima non conservativa della reale resistenza del collegamento. L unico modo er raggiungere il valore della resistenza a taglio di rogetto Rd è quello di are aidamento alla ridistribuzione lastica delle orze interne al nodo, come mostrato nella igura 6.. Pertanto il requisito di duttilità ha lo scoo di garantire la correttezza dell assunzione dello schema ideale e quindi lo sostamento del unto che raresenta il valore di resistenza a taglio dalla curva reale a quella ideale o di rogetto, mediante la ridistribuzione lastica delle orze interne al nodo. igura 6. Caso a): collasso ragile senza ridistribuzione; Caso b): collasso duttile con ridistribuzione.

13 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA Criterio er evitare il collasso rematuro delle saldature er trazione Un modo semlice er evitare la rottura ragile delle saldature è quello di rogettare quest ultima in modo da avorire il raggiungimento dello snervamento della iastra rima che si raggiunga il collasso della saldatura. Pertanto la saldatura deve essere a comleto riristino di resistenza. In accordo con il metodo semliicato di veriica delle saldature roosto dalla EN , la resistenza di rogetto della saldatura w,rd (giunto di testa a T a comleta enetrazione) er unità di lunghezza, considerando la resenza di due cordoni di saldatura, vale: u, / 3 w,rd a vw,d a (6.4) β w γ M essendo vw,d la resistenza di rogetto a taglio della saldatura, u, la resistenza nominale a rottura er trazione della iastra e β w il coeiciente di correlazione. La massima orza er unità di lunghezza che uò agire nella iastra,rd uò essere ricavata dalla seguente relazione: y,,rd t (6.5) γ M0 Per soddisare i requisiti di duttilità si deve imorre che sia soddisatta la seguente gerarchia di resistenza: > w,rd dalla quale è ossibile ottenere l altezza minima della sezione di gola della saldatura: y, γ M a > 0,5β w 3 t (6.6a) u, γ M0 I valori minimi delle sezioni di gola dei cordoni di saldatura ottenuti con il metodo semliicato e ricavati con la ormula (6.6a) sono riortati nella tabella 6.4. Osservazione olendo alicare invece il metodo di calcolo direzionale er la veriica delle saldature revisto dalla EN la relazione (6.6a) diviene: β w y, γ M a > t (6.6b) u, γ M0 In alternativa, è ossibile soddisare il requisito di duttilità imonendo che la resistenza di rogetto della saldatura non sia minore dell 80% della resistenza di rogetto della iù debole tra le arti collegate. In tal caso la relazione da soddisare diviene:,rd,rd 0,8 w >,Rd

14 436 CAPITOLO 6 dalla quale è ossibile ottenere l altezza minima della sezione di gola della saldatura: y, γ M a > 0,4 t β w 3 (6.7) u, γ M0 I valori minimi delle sezioni di gola dei cordoni di saldatura ottenuti considerando il requisito di duttilità di cui sora e ricavati con la ormula (6.7) sono riortati nella tabella 6.5. Si consiglia di are rierimento ai valori delle dimensioni della sezione di gola delle saldature ottenuti considerando il criterio del comleto riristino di resistenza alicando la ormula (6.6a) er il metodo semliicato, ovvero la ormula (6.6b) er il metodo di calcolo direzionale. Tabella 6.4 Sessore minimo delle saldature (Metodo semliicato) Tabella 6.5 Sessore minimo delle saldature (Requisito di duttilità).

15 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA Criterio er ermettere la ridistribuzione lastica delle orze interne ) Innanzi tutto, il raggiungimento della resistenza a taglio lastica deve essere associata a una modalità di collasso di tio duttile. Pertanto la rottura a taglio dei bulloni e l instabilità della iastra devono essere esclusi e il criterio di gerarchia delle resistenze imone: ( ; ) Rd < min Rd, essendo: Rd, la resistenza a taglio dei bulloni; Rd,7 la resistenza a instabilità della iastra; la resistenza a taglio del collegamento. Rd ) In secondo luogo, anche il unto che raresenta la resistenza attuale deve corrisondere a un modo di collasso duttile (ertanto sono escluse la modalità di collasso a taglio dei bulloni e l instabilità della iastra). I criteri er garantire che ciò avvenga sono i seguenti: Collasso dei bulloni a taglio o instabilità della iastra: Esclusi dall alicazione del criterio ). Per tutte le altre modalità di collasso: Per iastre con una colonna di bulloni (n ), almeno una delle seguenti disuguaglianze deve essere soddisatta: min ; β er l anima della trave ( v,rd Rd,7 ) ( ; β ) b, hor,rd b, hor,rd min v,rd Rd,7 er la iastra Per iastre con due colonne di bulloni (n ), almeno una delle seguenti disuguaglianze deve essere soddisatta: max α + β ; α β + er l anima della trave v,rd Rd,7 b,ver,rd b,hor,rd max α + β ; α β + er la iastra v,rd Rd,7 b,ver,rd b,hor,rd v,rd Rd,6 min ; Rd, 7 3 α + β 3 essendo: Rd,6 la resistenza a lessione della iastra; Rd,7 la resistenza a instabilità della iastra; b,hor,rd la resistenza a riollamento in direzione orizzontale la resistenza a riollamento in direzione verticale b,ver,rd Rd,7

16 438 CAPITOLO 6 α β arametro di calcolo della comonente verticale di sorzo nei bulloni dovuta all eccentricità del carico arametro di calcolo della comonente orizzontale di sorzo nei bulloni dovuta all eccentricità del carico 3) Inine, durante il rocesso di ridistribuzione degli sorzi nel nodo, non si deve incontrare la modalità di collasso a taglio dei bulloni. Per evitare ciò devono essere soddisatti i seguenti criteri: Collasso dei bulloni a taglio o instabilità della iastra: Esclusi dall alicazione del criterio ). Collasso er riollamento della iastra o dell anima della trave: Se il criterio di cui ai unti ) e ) sono soddisatti, non è necessario alcun criterio aggiuntivo. Per tutte le altre modalità di collasso: Ciò se Rd Rd,3, Rd,4, Rd,5, Rd,6, Rd,9, Rd,0, Rd,, Rd, allora: Rd, > min ( Rd, ; Rd,8 ) essendo: Rd, la resistenza a taglio dei bulloni; Rd, la resistenza riollamento della iastra; Rd,8 la resistenza a riollamento dell anima della trave. Il soddisacimento dei criteri di cui ai recedenti unti ), ) e 3) uò essere controllato doo aver calcolato la resistenza di rogetto a taglio del collegamento. 6.6 Resistenza a taglio del collegamento Le orze alicate al collegamento allo stato limite ultimo devono essere determinate in accordo ai rincii contenuti nella EN Per la rogettazione del collegamento si utilizza una analisi elastica lineare. La resistenza a taglio e la modalità di collasso del collegamento sono ricavate in base al minor valore di resistenza di tutte le ossibili modalità di collasso dei bulloni, saldature e altre comonenti del nodo Modalità di collasso Taglio dei bulloni I bulloni sono soggetti alle seguenti sollecitazioni: orza di taglio in direzione verticale,ver,ed che equilibra la orza di taglio sollecitante Ed (ugualmente riartita su tutti i bulloni) orza M,Ed derivante dal momento lettente M Ed z roorzionale alla distanza dei bulloni dal baricentro della bullonatura. Questa orza uò essere decomosta nelle due comonenti verticale M,ver,Ed e orizzontale M,hor,Ed.

17 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 439 MODALITÀ DI COLLASSO Taglio dei bulloni Rd, Riollamento della iastra Rd, 3 Taglio della sezione lorda della iastra Rd,3 4 Taglio della sezione netta della iastra Rd,4 5 Block tearing della iastra Rd,5 6 lessione della iastra Rd,6 7 Instabilità della iastra Rd,7 8 Riollamento dell anima della trave Rd,8 9 Taglio della sezione lorda dell anima della trave Rd,9 0 Taglio della sezione netta dell anima della trave Rd,0 Block tearing dell anima della trave Rd, lessione e taglio dell anima della trave Rd, Resistenza a taglio del collegamento min { } Rd i Rd, i La orza v,ed risultante dai due contributi di cui sora deve essere combinata er determinare l azione tagliante totale agente sul singolo bullone. Le comonenti verticale ed orizzontale risultano risettivamente: mentre la loro risultante vale: (6.8) ver,ed,ver,ed + M,ver, Ed hor,ed M,hor, Ed (6.9) ( ) ( ),Ed ver,ed + hor,ed (6.0) Tale orza deve essere limitata dalla resistenza a taglio dei bulloni:,ed ( ) + ( ) (6.) ver,ed hor,ed Per la determinazione delle comonenti di sorzo agenti sui bulloni, in accordo a quando riortato al aragrao.6., si ottiene quanto segue. La distanza massima del bullone erierico dal baricentro della bullonatura risulta: v, Rd n n max + (6.) r

18 440 CAPITOLO 6 igura 6.3 orza tagliante risultante agente nei bulloni; azione diretta dovuta al taglio e indiretta dovuta al momento. Posto inoltre: n μ 0 n μ 4 il momento di inerzia olare I della bullonatura risulta: I se se n n ( μ + μ ) (6.3) n n (6.4) La orza agente sul bullone erierico dovuta al solo momento alicato risulta ari a: M r z r max Rd, max M,Ed (6.5) I I le cui comonenti orizzontale e verticale risultano risettivamente determinate attraverso le relazioni: M,hor,Ed M,ver,Ed n Rd, z β Rd, (6.6) I n Rd, z α Rd, (6.7) I

19 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 44 dove si è osto: I n z ; I n z β α (6.8) La comonente tagliante,ver,ed agente sui bulloni dovuta all azione diretta del taglio Rd, risulta ari a: n n n Rd, Rd,,ver,Ed (6.9) Pertanto la orza risultante v,ed agente sul bullone erierico maggiormente sollecitato risulta ari a: v,rd Rd, Rd, Rd,,Ed I n z n n I n z + + (6.0) da cui, al limite: v,rd v,rd Rd, n I n z n n I n z + β α (6.) La resistenza a taglio del bullone,rd è calcolata con la relazione: M ub v,rd A γ α (6.) dove: A A s (area resistente a trazione del bullone) quando il iano di taglio assa attraverso la orzione ilettata del bullone: er classi di resistenza 4.6, 5.6 e 8.8 α v 0,6 er classi di resistenza 4.8, 5.8, 6.8 e 0.9 α v 0,5 A area della sezione lorda del bullone quando il iano di taglio assa attraverso la orzione non ilettata del bullone: er tutte le classi di resistenza α v 0,6 ub la resistenza a rottura er trazione del bullone; γ M il coeiciente arziale di sicurezza er la resistenza dei bulloni.

20 44 CAPITOLO Modalità di collasso Riollamento della iastra La veriica di resistenza a riollamento della iastra risulta di diicile alicazione a seguito dell inclinazione della orza di riollamento risultante e a causa dell imortanza relativa delle due comonenti orizzontale hor,ed e verticale ver,ed della stessa orza. I valori della resistenza di rogetto a riollamento nelle due direzioni orizzontale e verticale ossono essere calcolati con le seguenti relazioni, in accordo al rosetto 3.4 della EN : e ub α b min ; ; ;,0 k α 3d 3d 4 b u d t 0 0 u b,ver,rd ; (6.3) γm e k min,8,7 ;,4,7 ;,5 d0 d0 e ub α b min ; ; ;,0 k α 3d 3d 4 b u d t 0 0 u b,hor,rd ; (6.4) γ M e k min,8,7 ;,4,7 ;,5 d0 d0 La veriica uò essere condotta considerando o meno l interazione delle due comonenti di sorzo, come in seguito indicato. Criterio Quando il carico agente sul bullone non è arallelo ai lati della iastra, in accordo con il rosetto 3.4 della EN , la resistenza a riollamento uò essere veriicata searatamente er le due comonenti arallela e ortogonale al bordo della iastra. Tale aroccio non considera l interazione delle due comonenti di sorzo orizzontale e verticale che devono risultare ineriori alle risettive resistenze a riollamento nelle due direzioni: ver,ed α + Rd, b,ver,rd (6.5) n hor,ed β (6.6) Rd, b,hor,rd Pertanto il criterio di veriica nell iotesi di indiendenza delle comonenti o- rizzontale e verticale diviene: b,ver,rd b,hor,rd Rd, min ; (6.7) β α + n Il relativo dominio di interazione è riortato in igura 6.4.

21 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 443 igura 6.4 Dominio di interazione er il calcolo della resistenza a riollamento. Criterio Seguendo un altro aroccio è ossibile deinire un dominio di interazione lineare tra le due comonenti di sorzo orizzontale e verticale normalizzate ai risettivi valori di resistenza a riollamento (ig. 6.5). Tale criterio uò essere scritto nella orma: ver,ed hor,ed + (6.8) b,ver,rd b,hor,rd Sulla rontiera del dominio si ha: da cui: α + n b,ver,rd Rd, Rd, + b,ver,rd β Rd, b,hor,rd b,hor,rd (6.9) (6.30) α + n β + Tale criterio di veriica ornisce er la resistenza a riollamento combinata nelle due direzioni dei valori che sono iù conservativi (e quindi a avore di sicurezza) risetto al criterio revisto dalla EN e di cui al criterio recedentemente illustrato. Criterio 3 È inoltre ossibile deinire un dominio di interazione ellittico tra le due comonenti di sorzo orizzontale e verticale normalizzate ai risettivi valori di resistenza a riollamento (ig. 6.6). Tale criterio uò essere scritto nella orma:

22 444 CAPITOLO 6 igura 6.5 Dominio di interazione lineare er il calcolo della resistenza a riollamento. igura 6.6 Dominio di interazione ellittico er il calcolo della resistenza a riollamento. ver,ed b,ver,rd Sulla rontiera del dominio si ha: α + n b,ver,rd Rd, + hor,ed b,hor,rd β + Rd, b,hor,rd da cui è ossibile ricavare il valore della resistenza a riollamento della iastra: (6.3) (6.3)

23 COLLEGAMENTO CERNIERA CON PIASTRA D ANIMA 445 Rd, (6.33) α + n β + b,ver,rd b,hor,rd In seguito verrà utilizzato tale criterio (dominio di interazione ellittico) er il calcolo della resistenza a riollamento Modalità di collasso 3 Taglio della sezione lorda della iastra La resistenza a taglio della sezione lorda della iastra deve essere calcolata considerando la resenza di sollecitazioni di lessione. Inatti la sezione lorda della iastra è sollecitata sia a taglio che a lessione, a causa dell eccentricità z della risultante degli sorzi alicati risetto alla sezione di veriica (ig. 6.7). Il dominio resistente lastico teorico di una sezione trasversale è ridotto er la resenza del taglio. Per valori iccoli dell azione tagliante questa riduzione è così iccola che essa è controbilanciata dall incrudimento e uò essere trascurata. Tuttavia quando l azione tagliante suera metà della resistenza a taglio lastica, si deve tenere in debito conto il suo eetto sul momento resistente lastico, così come indicato dal unto 6..8 della EN In accordo a quanto riortato al aragrao 5.6.4, tenendo in conto la resenza del momento lettente, la resistenza a taglio della iastra in corrisondenza della sezione lorda risulta: Rd,3 h t y, (6.39),7 3 γ M0 igura 6.7 eriica a taglio della sezione lorda della iastra in resenza di momento lettente.

Esercitazione: Edificio Multipiano in Acciaio

Esercitazione: Edificio Multipiano in Acciaio Università degli Studi di Cagliari Esercitazione: Ediicio ultipiano in Acciaio Sommario Introduzione.... Analisi dei carichi... 3. Veriica delle travi... 5.. Trave N... 5.. Trave N... 7.3. Trave N 3...

Dettagli

2 3 N TRACCIAMENTO GRAFICO DEI DOMINI DI ROTTURA DI SEZIONI IN CEMENTO ARMATO

2 3 N TRACCIAMENTO GRAFICO DEI DOMINI DI ROTTURA DI SEZIONI IN CEMENTO ARMATO TRACCIAMENTO GRAFICO DEI DOMINI DI ROTTURA DI SEZIONI IN CEMENTO ARMATO MAURO FABBIANI, roessionista in Vicenza GIANLUCA PANTO, della Beton Piave di Nervesa della Battaglia M 1 2 3 N Sommario Il metodo

Dettagli

(7) Nel calcolo della resistenza di un collegamento ad attrito il coefficiente di attrito µ dipende: (punti 3)

(7) Nel calcolo della resistenza di un collegamento ad attrito il coefficiente di attrito µ dipende: (punti 3) Domande su: taglio, flessione composta e collegamenti. Indica se ciascuna delle seguenti affermazioni è vera o falsa (per ciascuna domanda punti 2) (1) L adozione di un gioco foro-bullone elevato semplifica

Dettagli

Horae. Horae Software per la Progettazione Architettonica e Strutturale VERIFICHE SEZIONI IN ACCIAIO

Horae. Horae Software per la Progettazione Architettonica e Strutturale VERIFICHE SEZIONI IN ACCIAIO VERIFICHE SEZIONI IN ACCIAIO - Classiicazione e veriica sezioni - Modelli sismo-resistenti dissipativi per le strutture in acciaio - Veriiche per gli elementi dissipativi - Applicazione della Gerarchia

Dettagli

Portata Q - è il volume di liquido mosso dalla pompa nell'unità di tempo; l'unità di misura della portata è m 3 /sec (l/s; m 3 /h).

Portata Q - è il volume di liquido mosso dalla pompa nell'unità di tempo; l'unità di misura della portata è m 3 /sec (l/s; m 3 /h). OME ER FLUIDI ALIMENARI Definizione Sono macchine oeratrici oeranti su fluidi incomrimibili in grado di trasformare l energia meccanica disonibile all albero di un motore in energia meccanica del fluido

Dettagli

il materiale in questione presenta una caratteristica tensione deformazione ben approssimabile con una legge del tipo σ = c ε n in cui:

il materiale in questione presenta una caratteristica tensione deformazione ben approssimabile con una legge del tipo σ = c ε n in cui: Esercizio C. Ricalcatura libera di rame ricotto Si vuole eseguire la ricalcatura libera di un cilindro di rame ricotto di altezza e diametro pari a millimetri, ino a portarlo ad un'altezza di 7 millimetri.

Dettagli

4. Reti correttrici e regolatori industriali. 4.1 Regolatori industriali. 4.1.1 Regolatore ad azione proporzionale P

4. Reti correttrici e regolatori industriali. 4.1 Regolatori industriali. 4.1.1 Regolatore ad azione proporzionale P 4. Reti correttrici e regolatori industriali Un sistema di controllo ad anello chiuso deve soddisfare le secifiche assegnate nel dominio della frequenza e quelle assegnate nel dominio del temo. Queste

Dettagli

componenti strutturali e codice alfanumerico del palo

componenti strutturali e codice alfanumerico del palo ingegneria struttura del alo Diffondendo in questi anni la conoscenza del alo a vite, abbiamo sesso riscontrato una certa titubanza nell affrontare i calcoli sulla caacità ortante di questo alo, che ha

Dettagli

CNR Commissione di studio per la predisposizione e l analisi di norme tecniche relative alle costruzioni CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

CNR Commissione di studio per la predisposizione e l analisi di norme tecniche relative alle costruzioni CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE CNR Commissione di studio per la predisposizione e l analisi di norme tecniche relative alle costruzioni CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE COMMISSIONE DI STUDIO PER LA PREDISPOSIZIONE E L ANALISI DI NORME

Dettagli

Capitolo 4 CALCOLO DELLE SEZIONI

Capitolo 4 CALCOLO DELLE SEZIONI Capitolo 4B - Stati limite ultimi 51 Capitolo 4 CALCOLO DELLE SEZIONI 4.1 Trazione Il comportamento sotto carico crescente di un pezzo di acciaio è ricavabile dalla prova a trazione effettuata con apposite

Dettagli

5 LAVORO ED ENERGIA. 5.1 Lavoro di una forza

5 LAVORO ED ENERGIA. 5.1 Lavoro di una forza 5 LAVR ED ENERGIA La valutazione dell equazione del moto di una articella a artire dalla forza agente su di essa risulta articolarmente semlice qualora la forza è costante; in tal caso è ossibile stabilire

Dettagli

Rinforzo di Strutture Murarie

Rinforzo di Strutture Murarie Rinorzo di Strutture Murarie Veriiche di elementi strutturali ricorrenti: Ribaltamento di pannelli murari Flessione di pannelli uori del piano Flessione e taglio di pannelli nel piano Architravi e asce

Dettagli

Strutture in Acciaio:

Strutture in Acciaio: Strutture in Acciaio: i Verifica degli elementi strutturali STATI LIMITE DI ESERCIZIO STATI LIMITE ULTIMI DELLE SEZIONI (RESISTENZA DELLE SEZIONI) Si possono considerare due stati limite: 1. Stato

Dettagli

6. CAMPO MAGNETICO ROTANTE.

6. CAMPO MAGNETICO ROTANTE. 6 CAMPO MAGNETICO ROTANTE Il camo magnetico monofase Il funzionamento delle macchine elettriche rotanti alimentate in corrente alternata si basa sul rinciio del camo magnetico rotante: il suo studio viene

Dettagli

CBM a.s. 2012/2013 PROBLEMA DELL UTILE DEL CONSUMATORE CON IL VINCOLO DEL BILANCIO

CBM a.s. 2012/2013 PROBLEMA DELL UTILE DEL CONSUMATORE CON IL VINCOLO DEL BILANCIO CM a.s. /3 PROLEMA DELL TILE DEL CONSMATORE CON IL VINCOLO DEL ILANCIO Il consumatore è colui che acquista beni er destinarli al rorio consumo. Linsieme dei beni che il consumatore acquista rende il nome

Dettagli

6. Unioni bullonate. 6.1 Tecnologia delle unioni bullonate. 6.1.1 Classificazione dei bulloni. (aggiornamento 24-09-2009)

6. Unioni bullonate. 6.1 Tecnologia delle unioni bullonate. 6.1.1 Classificazione dei bulloni. (aggiornamento 24-09-2009) 6. Unioni bullonate (aggiornamento 24-09-2009) 6.1 Tecnologia delle unioni bullonate 6.1.1 Classificazione dei bulloni NTC - D.M. 14-1-2008 1 N.B. Il primo numero x 100 = f ub il secondo per il primo =f

Dettagli

CAP.3 LA LEGGE COSTITUTIVA ELASTO-PLASTICA

CAP.3 LA LEGGE COSTITUTIVA ELASTO-PLASTICA ECNOLOGE E MAERAL AEROSPAZAL CAP. LA LEGGE COSUVA ELASO-PLASCA CAPOLO LA LEGGE COSUVA ELASO-PLASCA. ntroduzione Le microstruttura dei materiali olicristallini è all origine del comortamento elasto-lastico

Dettagli

5. Dati sperimentali e loro elaborazione 9. 5.1 Resistenza interna del triodo 9. 5.2 Conduttanza mutua del triodo 16

5. Dati sperimentali e loro elaborazione 9. 5.1 Resistenza interna del triodo 9. 5.2 Conduttanza mutua del triodo 16 Sommario Pa. 1. Scoo dell eserienza 2 2. Presuosti teorici 3 3. Aarato Strumentale 6 4. Descrizione dell eserimento 8 5. Dati serimentali e loro elaborazione 9 5.1 Resistenza interna del triodo 9 5.2 Conduttanza

Dettagli

L Q = 1. e nel ciclo di Carnot questo rendimento assume valore massimo pari a : η =

L Q = 1. e nel ciclo di Carnot questo rendimento assume valore massimo pari a : η = CICLI ERMODINAMICI DIREI: Maccine termice Le maccine ce anno come scoo uello di trasformare ciclicamente in lavoro il calore disonibile da una sorgente termica sono dette maccine termice o motrici e il

Dettagli

Sessione live #2 Settimana dal 24 al 30 marzo. Statistica Descrittiva (II): Analisi congiunta, Regressione lineare Quantili.

Sessione live #2 Settimana dal 24 al 30 marzo. Statistica Descrittiva (II): Analisi congiunta, Regressione lineare Quantili. Sessione lie # Settimana dal 4 al 30 marzo Statistica Descrittia (II): Analisi congiunta, Regressione lineare Quantili Lezioni CD: 3 4-5 Analisi congiunta Da un camione di 40 studenti sono stati rileati

Dettagli

CALCOLO INERZIA TERMICA E CONSUMO LEGNA DEL TERMOCAMINO MERCURY

CALCOLO INERZIA TERMICA E CONSUMO LEGNA DEL TERMOCAMINO MERCURY Pag. 1 di 7 CALCOLO INERZIA TERMICA E CONSUMO LEGNA DEL TERMOCAMINO MERCURY Premessa La resente relazione ha l obiettivo di verificare quale sia il consumo di legna ed il temo necessario affinché il termocamino

Dettagli

Elementi di meccanica dei fluidi

Elementi di meccanica dei fluidi IMPIANTI AEROSPAZIALI DISPENSE DEL CORSO, VERSIONE 005 Caitolo 3 Elementi di meccanica dei fluidi 3. IMPIANTI AEROSPAZIALI DISPENSE DEL CORSO, VERSIONE 005 3. Introduzione In molti imianti il collegamento

Dettagli

Cristian Secchi Pag. 1

Cristian Secchi Pag. 1 Controlli Digitali Laurea Magistrale in Ingegneria Meccatronica CONTROLLORI PID Tel. 0522 522235 e-mail: secchi.cristian@unimore.it Introduzione regolatore Proorzionale, Integrale, Derivativo PID regolatori

Dettagli

Stato limite ultimo di sezioni in c.a. soggette. SLU per sezioni rettangolari in c.a. con. determinazione del campo di rottura

Stato limite ultimo di sezioni in c.a. soggette. SLU per sezioni rettangolari in c.a. con. determinazione del campo di rottura Univerità degli Studi di Roma Tre Coro di Progetto di trutture - A/A 2008-0909 Stato limite ultimo di ezioni in c.a. oggette a preoleione SLU per ezioni rettangolari in c.a. con doppia armatura determinazione

Dettagli

Interventi con FRP-rafforzamento locale di nodi d angolo

Interventi con FRP-rafforzamento locale di nodi d angolo Corso di Riabilitazione Strutturale POTENZA, a.a. 2012 2013 Pro. Felice C. Ponzo Scuola di Ingegneria, Università di Basilicata Interventi con FRP-raorzamento locale di nodi d angolo Ing. Gianluca AULETTA

Dettagli

Università degli studi di Cagliari. Corso di aggiornamento. Unità 4 PIASTRE IN C.A. E INSTABILITÀ

Università degli studi di Cagliari. Corso di aggiornamento. Unità 4 PIASTRE IN C.A. E INSTABILITÀ Università degli studi di Cagliari Dipartimento di Ingegneria Strutturale Corso di aggiornamento Unità 4 PIASTRE IN C.A. E INSTABILITÀ RELATORE: Ing. Igino MURA imura@unica.it 25-26 Giugno 2010 - Instabilità:

Dettagli

VERIFICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI

VERIFICA DEGLI ELEMENTI STRUTTURALI Giornata di Approondimento Tecnico sulle Costruzioni di Legno con presentazione del Documento CNR-DT 06/007 - Venezia, 6 settembre 008 CNR-DT 06/007 Istruzioni per la Progettazione, l Esecuzione ed VERIFICA

Dettagli

Elementi strutturali e collegamenti in acciaio

Elementi strutturali e collegamenti in acciaio Acciaio 1 Elementi strutturali e collegamenti in acciaio Il materiale di seguito riportato è liberamente tratto da appunti preparati nel 1998 da A. D Aveni e F. Neri per il corso di Progetto di strutture

Dettagli

Le unioni. modulo D L acciaio. Unioni con chiodi

Le unioni. modulo D L acciaio. Unioni con chiodi 1 Le unioni Le unioni hanno la funzione di collegare i vari elementi strutturali per formare la struttura, oppure, se questa è di grandi dimensioni, di realizzare in officina i componenti principali che

Dettagli

Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in acciaio

Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in acciaio La Progettazione delle Strutture tt di Acciaio i e composte in Acciaio-Calcestruzzo secondo il D.M. 14.01.08 Siena, 19-21 Maggio 2010 Materiali, analisi strutturale e stati limite delle costruzioni in

Dettagli

DISTRIBUZIONE di PROBABILITA. Si dice variabile aleatoria (o casuale) discreta X una quantità variabile che può assumere i

DISTRIBUZIONE di PROBABILITA. Si dice variabile aleatoria (o casuale) discreta X una quantità variabile che può assumere i DISTRIBUZIONE di PROBABILITA Si dice variabile aleatoria (o casuale) discreta X una quantità variabile che uò assumere i valori: ; ;, n al verificarsi degli eventi incomatibili e comlementari: E ; E ;..;

Dettagli

LEZIONI N 9, 10, 11 E 12 COSTRUZIONI DI ACCIAIO: IPOTESI DI BASE E METODI DI VERIFICA

LEZIONI N 9, 10, 11 E 12 COSTRUZIONI DI ACCIAIO: IPOTESI DI BASE E METODI DI VERIFICA LEZIONI N 9, 10, 11 E 12 COSTRUZIONI DI ACCIAIO: IPOTESI DI BASE E METODI DI VERIFICA L acciaio da carpenteria è una lega Fe-C a basso tenore di carbonio, dall 1 al 3 per mille circa. Gli acciai da costruzione

Dettagli

Ripasso di microeconomia ECONOMIA E FINANZA PUBBLICA. Teoria del consumatore. Lezione n. 1. Teoria del consumatore. Le preferenze.

Ripasso di microeconomia ECONOMIA E FINANZA PUBBLICA. Teoria del consumatore. Lezione n. 1. Teoria del consumatore. Le preferenze. Università degli Studi di erugia Corso di Laurea Magistrale in Scienze della olitica e dell'mministrazione Lezione n. Riasso di microeconomia CONOMI FINNZ ULIC nza Caruso Le referenze Come i consumatori

Dettagli

Eurocodici Strutturali

Eurocodici Strutturali Eurocodici Strutturali 5 Capitolo Strutture in acciaio Rappresentazione saldature Unificazione viti/bulloni Indicazioni pratiche collegamenti bullonati Rappresentazione bullonature Caratteristiche dimensionali

Dettagli

Complementi ed esercizi di Idrodinamica I parte. 1. Proprietà fisiche dei fluidi

Complementi ed esercizi di Idrodinamica I parte. 1. Proprietà fisiche dei fluidi Comlementi ed esercizi di Idrodinamica I arte.. Prorietà fisiche dei fluidi. Densità e modulo di elasticità a comressione cubica. Come è noto la densità di massa ρ misura la massa contenuta nell unità

Dettagli

Modelli dei Sistemi di Produzione Modelli e Algoritmi della Logistica 2010-11

Modelli dei Sistemi di Produzione Modelli e Algoritmi della Logistica 2010-11 Modelli dei Sistemi di Produzione Modelli e lgoritmi della Logistica 00- Scheduling: Macchina Singola CRLO MNNINO Saienza Università di Roma Diartimento di Informatica e Sistemistica Il roblema /-/ w C

Dettagli

NUMERI RAZIONALI E REALI

NUMERI RAZIONALI E REALI NUMERI RAZIONALI E REALI CARLANGELO LIVERANI. Numeri Razionali Tutti sanno che i numeri razionali sono numeri del tio q con N e q N. Purtuttavia molte frazioni ossono corrisondere allo stesso numero, er

Dettagli

Lezione n. 9 del 28 marzo 2012

Lezione n. 9 del 28 marzo 2012 Alessanro Manolini Diartimento i Ingegneria Civile Corso i OPERE DI SOSTEGNO A.A. 0-0 Muro a mensola Muro a gravità Terre rinforzate Paratia Gabbionate Crib wall Lezione n. 9 el 8 marzo 0 Paratie i sostegno:

Dettagli

PROGETTO OFFERTA. Contraente. L appaltatore della fornitura del servizio e acces-sori

PROGETTO OFFERTA. Contraente. L appaltatore della fornitura del servizio e acces-sori PROGETTO OFFERTA OGGETTO ID. 014/09 PROGETTAZIONE ESECUTIVA E BONIFICA CON MISURE DI SICUREZZA DELL ARENILE DI COGOLETO RICADENTE NEL SITO DI INTERESSE NAZIONALE DI COGOLETO STOPPANI - GENOVA COMMITTENTE/CONTRAENTE

Dettagli

La presa dei fotogrammi

La presa dei fotogrammi UNITÀ T2 La resa dei fotogrammi TEORI 1 Fotogrammetria aerea 2 Relazione tra scala dei fotogrammi e altezza di volo 3 Parametri del volo aereo fotogrammetrico 4 Gestione del volo fotogrammetrico 5 Fotogrammetria

Dettagli

Trigonometria (tratto dal sito Compito in classe di Matematica di Gilberto Mao)

Trigonometria (tratto dal sito Compito in classe di Matematica di Gilberto Mao) Trigonometria (tratto dal sito Comito in classe di Matematica di Gilberto Mao) Teoria in sintesi Radiante: angolo al centro di una circonferenza che sottende un arco di lunghezza rettificata uguale al

Dettagli

Lezione. Tecnica delle Costruzioni

Lezione. Tecnica delle Costruzioni Lezione Tecnica delle Costruzioni Classificazione dei collegamenti Tipi di collegamenti 1. Collegamento a parziale ripristino di resistenza In grado di trasmettere le caratteristiche di sollecitazione

Dettagli

Corso di Fisica Strumentale

Corso di Fisica Strumentale Facoltà di Medicina e Chirurgia Corso di Fisica Strumentale er Tecnici di Laboratorio Biomedico e Tecnici di revenzione ambientale e sui luoghi di lavoro Prof. R. Rolandi Il microscoio ottico Lo scoo di

Dettagli

Risposta: 2009 2010 Quantità Prezzo ( ) Quantità Prezzo ( ) Automobili 8.000 15.000 6.500 14.500 Biciclette 80.000 195,52 94.

Risposta: 2009 2010 Quantità Prezzo ( ) Quantità Prezzo ( ) Automobili 8.000 15.000 6.500 14.500 Biciclette 80.000 195,52 94. 1. Domanda Si consideri un sistema economico che roduce solo due beni: automobili e biciclette. È noto che nel 009 sono state rodotte 8.000 automobili che sono state venduto al rezzo di 15.000 e 80.000

Dettagli

GUIDA DELL UTENTE. Analisi e progetto di pareti duttili sismoresistenti in c.a. v. 1.01.05 del 06 marzo 2013

GUIDA DELL UTENTE. Analisi e progetto di pareti duttili sismoresistenti in c.a. v. 1.01.05 del 06 marzo 2013 PARETI Analisi e progetto di pareti duttili sismoresistenti in c.a. v. 1.01.05 del 06 marzo 2013 dott. ing. FERRARI Alberto GUIDA DELL UTENTE Pareti duttili sismoresistenti in c.a. p. 2 by FERRARI ing.

Dettagli

Appunti ed Esercizi di Fisica Tecnica e Macchine Termiche. Cap. 10. Elementi di psicrometria, condizionamento dell aria e benessere ambientale

Appunti ed Esercizi di Fisica Tecnica e Macchine Termiche. Cap. 10. Elementi di psicrometria, condizionamento dell aria e benessere ambientale Aunti ed Esercizi di Fisica Tecnica e Macchine Termiche Ca. 0. Elementi di sicrometria, condizionamento dell aria e benessere ambientale Nicola Forgione Paolo Di Marco Versione 0.0.04.0. La resente disensa

Dettagli

STABILITÀ DEI SISTEMI LINEARI

STABILITÀ DEI SISTEMI LINEARI STABILITÀ DEI SISTEMI LINEARI Quando un sistema fisico inizialmente in quiete viene sottoosto ad un ingresso di durata finita o di amiezza limitata, l uscita del sistema dovrebbe stabilizzarsi a un certo

Dettagli

Legge del gas perfetto e termodinamica

Legge del gas perfetto e termodinamica Scheda riassuntia 5 caitoli 9-0 Legge del gas erfetto e termodinamica Gas erfetto Lo stato gassoso è quello di una sostanza che si troa oltre la sua temeratura critica. La temeratura critica è quella oltre

Dettagli

SENSAZIONE SONORA. 18.1 L orecchio umano. 18.2 La sensazione sonora - Audiogramma normale

SENSAZIONE SONORA. 18.1 L orecchio umano. 18.2 La sensazione sonora - Audiogramma normale Corso di Imiati Tecnici a.a. 009/010 Docente: Prof. C. Isetti CAPITOLO 18 18.1 L orecchio umano La ercezione di suoni, come d altra arte già osservato al riguardo della luce, coinvolge sia asetti fisici

Dettagli

Strutture in Acciaio: Giunti

Strutture in Acciaio: Giunti Strutture in Acciaio: Giunti Un collegamento può essere classificato: in base allarigidezza: id in base alla resistenza: In base alla rigidezza: -È considerato collegamento a cerniera quello che trasmette

Dettagli

Logistica (mn) 6 CFU Appello del 22 Luglio 2010

Logistica (mn) 6 CFU Appello del 22 Luglio 2010 Logistica (mn) 6 CFU Aello del Luglio 010 NOME: COGNOME: MATR: Avvertenze ed istruzioni: Il comito dura ore e quindici. Non è ermesso lasciare l'aula senza consegnare il comito o ritirarsi. Se dovessero

Dettagli

Catene semplici, doppie e triple Catene speciali CATENE

Catene semplici, doppie e triple Catene speciali CATENE Catene semlici, doie e trile Catene seciali CATENE INDICE CATENE Pag. Catene Comonenti della catena 101 Catene a rulli di trasmissione Catene a rulli serie euroea DIN 8187 ISO/R 606 102 Catene a rulli

Dettagli

9. TRASFORMAZIONI TERMODINAMICHE E CICLI REALI

9. TRASFORMAZIONI TERMODINAMICHE E CICLI REALI 9. TRASFORMAZIONI TERMODINAMICHE E CICLI REALI 9. Introduzione I rocessi termodinamici che vengono realizzati nella ratica devono consentire la realizzazione di uno scambio di energia termica o di energia

Dettagli

CONTROLLO TERMICO DEI SISTEMI DI CALCOLO Fluidodinamica UNITA' 07 - SOMMARIO 7. EQUAZIONI INTEGRALI DI BILANCIO PER FLUIDI IN MOTO (B)

CONTROLLO TERMICO DEI SISTEMI DI CALCOLO Fluidodinamica UNITA' 07 - SOMMARIO 7. EQUAZIONI INTEGRALI DI BILANCIO PER FLUIDI IN MOTO (B) U.07/0 UNITA' 07 - SOMMARIO 7. EQUAZIONI INTEGRALI DI BILANCIO PER FLUIDI IN MOTO (B) 7. BILANCIO DELL ENERGIA 7.. Bilancio dell energia stazionario er sistemi a due correnti 7... Bilancio dell energia

Dettagli

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - III AGGIORNAMENTO 12/12/2014

Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - III AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì FONDAZIONI - III AGGIORNAMENTO 12/12/2014 Progetto strutturale di una trave rovescia Alle travi di fondazioni

Dettagli

AREA 1: FUNZIONI E LIMITI

AREA 1: FUNZIONI E LIMITI AREA : FUNZIONI E LIMITI INSIEMI NUMERICI E FUNZIONI Per ricordare H Un insieme E si dice: itato sueriormente se esiste un numero k, non necessariamente aartenente a E, che eá maggiore o uguale di tutti

Dettagli

Esercizi SINTESI E RIEPILOGO. Parole chiave. Formule e proprietà importanti. Tema B. In più: esercizi interattivi

Esercizi SINTESI E RIEPILOGO. Parole chiave. Formule e proprietà importanti. Tema B. In più: esercizi interattivi Unità Esercizi In iù: esercizi interattivi Tema B SINTESI E RIEPILG Parole chiave Ascissa. 17 Asse delle ascisse. 17 Asse delle ordinate. 17 Asse. 17 Asse. 17 Coefficiente angolare. 10 Coordinata. 17 Distanza

Dettagli

AEROPORTO INTERNAZIONALE NAPOLI CAPODICHINO AMPLIAMENTO TERMINAL PASSEGGERI PROGETTO STRUTTURE METALLICHE SISMORESISTENTI

AEROPORTO INTERNAZIONALE NAPOLI CAPODICHINO AMPLIAMENTO TERMINAL PASSEGGERI PROGETTO STRUTTURE METALLICHE SISMORESISTENTI AEROPORTO INTERNAZIONALE NAPOLI CAPODICHINO AMPLIAMENTO TERMINAL PASSEGGERI PROGETTO STRUTTURE METALLICHE SISMORESISTENTI INTERNAZIONAL AIRPORT NAPOLI CAPODICHINO NEW TERMINAL PASSENGER DESIGN OF STEEL

Dettagli

Dal punto di vista strutturale i manufatti oggetto di calcolo, ai sensi del D.M. 14/01/2008 e della Circ. Min. 617/2009, sono i seguenti :

Dal punto di vista strutturale i manufatti oggetto di calcolo, ai sensi del D.M. 14/01/2008 e della Circ. Min. 617/2009, sono i seguenti : PREMESSA La presente relazione riguarda il calcolo analitico ed il dimensionamento strutturale relativi alla realizzazione di strutture in c.a. ed in acciaio costituenti tre scale ed una tettoia da realizzare

Dettagli

Lezione. Tecnica delle Costruzioni

Lezione. Tecnica delle Costruzioni Lezione Tecnica delle Costruzioni 1 Flessione composta tensoflessione Risposta della sezione Campo elastico σ + A I Risposta della sezione Al limite elastico el, Per calcolare el, : σ A + el, I f f + el,

Dettagli

RELAZIONE STRUTTURALE

RELAZIONE STRUTTURALE RELAZIONE STRUTTURALE DESCRIZIONE DELL OPERA. Si prevede di realizzare una passerella pedonale in acciaio per l accesso secondario alla grotta. La struttura è costituita da due travi parallele in acciaio

Dettagli

CALCOLO DELLE UNIONI BULLONATE: VERIFICHE SECONDO IL METODO DELLE TENSIONI

CALCOLO DELLE UNIONI BULLONATE: VERIFICHE SECONDO IL METODO DELLE TENSIONI UNIVERSITÁ DEGLI STUDI DI BERGAMO Facoltà di Ingegneria COSTRUZIONE DI MACCHINE Prof. Sergio Baragetti CALCOLO DELLE UNIONI BULLONATE: VERIFICHE SECONDO IL METODO DELLE TENSIONI AMMISSIBILI (SOLO TAGLIO)

Dettagli

Verifiche agli stati limite ultimi Unioni bullonate e saldate

Verifiche agli stati limite ultimi Unioni bullonate e saldate La Progettazione dll delle Strutture tt di Acciaio i e composte in Acciaio Calcestruzzo secondo il D.M. 14.01.08 Siena, 21 Maggio 2010 Verifiche agli stati limite ultimi Unioni bullonate e saldate i i

Dettagli

PROGRAMMA DETTAGLIATO CORSO INTEGRATO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI: COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO E ACCIAIO

PROGRAMMA DETTAGLIATO CORSO INTEGRATO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI: COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO E ACCIAIO PROGRAMMA DETTAGLIATO CORSO INTEGRATO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI: COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO E ACCIAIO 1 LEZIONE COSTRUZIONI IN CEMENTO ARMATO ARGOMENTI 1. Introduzione Presentazione del corso 2.

Dettagli

FISICA. V [10 3 m 3 ]

FISICA. V [10 3 m 3 ] Serie 5: Soluzioni FISICA II liceo Esercizio 1 Primo rinciio Iotesi: Trattiamo il gas con il modello del gas ideale. 1. Dalla legge U = cnrt otteniamo U = 1,50 10 4 J. 2. Dal rimo rinciio U = Q+W abbiamo

Dettagli

La riflessione della luce: gli specchi

La riflessione della luce: gli specchi APITOLO 3 La riflessione della luce: gli secchi Immaginiamo un camo di 20 ettari ( ha 0 4 m 2 ) ieno di secchi arabolici: er l esattezza 360. Grazie a un articolare sistema di tubi, la radiazione solare

Dettagli

Linee guida per la Progettazione, l Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP

Linee guida per la Progettazione, l Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP Linee guida per la Progettazione, l Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinorzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP Documento approvato il 24 luglio 2009 dall assemblea Geneale Consiglio

Dettagli

E chiaro allora che, rappresentando l evento impossibile e quello certo le due situazioni limite, per un qualunque evento si avrà:

E chiaro allora che, rappresentando l evento impossibile e quello certo le due situazioni limite, per un qualunque evento si avrà: CORSO ELEMENTARE SULLA PROBABILITA Eserimento aleatorio: ogni fenomeno del mondo reale il cui svolgimento è accomagnato da un certo grado di incertezza. rova (tentativo) singola esecuzione di un ben determinato

Dettagli

1 Il campo elettrico. 1.1 Azione a distanza

1 Il campo elettrico. 1.1 Azione a distanza 1 Il camo elettrico 1.1 Azione a distanza L idea di interazione fra cori è stata semre associata all idea di un contatto: la ossibilità che un oggetto otesse esercitare un azione in una regione di sazio

Dettagli

Economia dell'informazione

Economia dell'informazione Economia dell'informazione Disensa 3 Monoolio Martina Gambaro & Andrea Borghesan martina.gambaro@unive.it - borg@unive.it Sommario Monoolio... 1 Massimizzazione del rofitto in monoolio... Monoolio ed elasticità...

Dettagli

6. Collegamenti soggetti a carichi statici

6. Collegamenti soggetti a carichi statici 112 Eurocodice 3 - Progettazione delle strutture in acciaio 6. Collegamenti soggetti a carichi statici 6.1. Principi 6.1.1. Generalità (1) Tutti i collegamenti devono avere una resistenza di progetto tale

Dettagli

[4] che, nel caso piano, assume la seguente forma: T = [4 ] Denominate a x, a y e a z le componenti del vettore traslazione t ed indicando con

[4] che, nel caso piano, assume la seguente forma: T = [4 ] Denominate a x, a y e a z le componenti del vettore traslazione t ed indicando con L'LLINEMENTO DELLE SCNSIONI LSER SCNNER MEDINTE L'IMPLEMENTZIONE DI UN INSIEME RIDONDNTE DI SISTEMI RISOLUTIVI Massimo CHILLEMI, Luigi GICOBBE DISI Facoltà di Ingegneria Università di Messina, 0903977208,

Dettagli

CARATTERISTICHE DELLA SOLLECITAZIONE

CARATTERISTICHE DELLA SOLLECITAZIONE RRISIH D SOIZIO bbiamo visto che la trave uò essere definita come un solido generato da una figura iana S (detta seione retta o seione ortogonale) che si muove nello saio mantenendosi semre ortogonale

Dettagli

Strutture in acciaio. Unioni

Strutture in acciaio. Unioni Strutture in acciaio Unioni Tipologie di unioni Chiodi o bulloni Sono puntuali Indeboliscono le sezioni Ripristinano solo parzialmente la continuità Si eseguono in opera con relativa facilità Saldatura

Dettagli

7. PROGETTO DELLE STRUTTURE DI FONDAZIONE 7.1.COLONNA - GIUNTO DI BASE

7. PROGETTO DELLE STRUTTURE DI FONDAZIONE 7.1.COLONNA - GIUNTO DI BASE 7. PROGETTO DELLE STRUTTURE DI FONDAZIONE Come per l analisi del comportamento longitudinale della struttura anche in questo caso è necessario analizzare il percorso di tensione. Esso si basa su tre passi

Dettagli

Regolazione degli impianti a vapore

Regolazione degli impianti a vapore Regolazione degli imianti a vaore Ing. A. Paolo Carlucci Nel rogetto di una centrale termoelettrica intervengono numerosi fattori: utilizzazione annua, ovvero quante ore all anno una centrale deve funzionare;

Dettagli

STRUTTURE IN ACCIAIO

STRUTTURE IN ACCIAIO Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì STRUTTURE IN ACCIAIO D. M. 14/01/2008 NTC2008 - EUROCODICE 3 EC3 AGGIORNAMENTO 12/02/2014 Corso di PROGETTAZIONE,

Dettagli

COMUNE DI CENTO REGOLAMENTO PER L ACCOGLIENZA DI PERSONE ASSISTITE PRESSO STRUTTURE RESIDENZIALI AUTORIZZATE

COMUNE DI CENTO REGOLAMENTO PER L ACCOGLIENZA DI PERSONE ASSISTITE PRESSO STRUTTURE RESIDENZIALI AUTORIZZATE COMUNE DI CENTO REGOLAMENTO PER L ACCOGLIENZA DI PERSONE ASSISTITE PRESSO STRUTTURE RESIDENZIALI AUTORIZZATE ag. 1 di 13 Premessa. L Amministrazione Comunale garantisce l inserimento ed il mantenimento

Dettagli

AFFASCINANTE SEMPLICITÀ MEVACO CATALOGO

AFFASCINANTE SEMPLICITÀ MEVACO CATALOGO AFFASCINANTE SEMPLICITÀ MEVACO CATALOGO Estrema varietà La nostra offerta comrende lamiere stirate, forate, reti ondulate e saldate nei materiali e nelle dimensioni iù disarate, nonché tutti gli accessori

Dettagli

Flessione orizzontale

Flessione orizzontale Flessione orizzontale Presso-flessione fuori piano Presso-flessione fuori piano Funzione dei rinforzi FRP nel piano trasmissione di sforzi di trazione all interno di singoli elementi strutturali o tra

Dettagli

Focolari differenziati secondo il tipo di combustibile

Focolari differenziati secondo il tipo di combustibile Arofondimento Focolari differenziati secondo il tio di combustibile A. Focolari er combustibili solidi II combustibile solido viene in genere disteso in strati iù o meno sessi (a seconda della roduzione

Dettagli

Capitolo 4 GPS. Prof. MAURO CAPRIOLI. Capitolo 4 GPS

Capitolo 4 GPS. Prof. MAURO CAPRIOLI. Capitolo 4 GPS 89 ...89 1 - Introduzione...91 2 - Princiio di base del osizionamento GPS...92 3 - Organizzazione del sistema GPS...93 3.1 - La sezione saziale...93 3.2 - La sezione di controllo...95 3.3 - La sezione

Dettagli

Impianto idraulico. Capitolo 4 4.1

Impianto idraulico. Capitolo 4 4.1 Caitolo 4 Imianto idraulico 4.1 4.1 Introduzione L'imianto idraulico è un imianto che consente la distribuzione di energia meccanica ed il suo controllo attraverso un fluido incomrimibile. Nell'imianto

Dettagli

ESERCITAZIONI DEL CORSO DI PROGETTO DELLE SOVRASTRUTTURE VIARIE - A.A. 2008-09 MATERIALI GRANULARI

ESERCITAZIONI DEL CORSO DI PROGETTO DELLE SOVRASTRUTTURE VIARIE - A.A. 2008-09 MATERIALI GRANULARI MATERIALI GRANULARI. IL COMPORTAMENTO MECCANICO DEI MATERIALI GRANULARI. Introduzione I materiali granulari imiegati negli strati iù rofondi della sovrastruttura stradale (fondazione, sotto-fondazione

Dettagli

Costruzioni composte acciaio-calcestruzzo

Costruzioni composte acciaio-calcestruzzo Norme Tecniche per le Costruzioni D.M. 16 gennaio 2008 Costruzioni composte acciaio-calcestruzzo 4.3.1 Valutazione della sicurezza Definizione: Le strutture composte sono costituite da parti realizzate

Dettagli

ATMOSFERE CONTROLLATE NELLA METALLURGIA DELLE POLVERI Teoria e pratica

ATMOSFERE CONTROLLATE NELLA METALLURGIA DELLE POLVERI Teoria e pratica ATMOSFERE CONTROLLATE NELLA METALLURGIA DELLE POLVERI Teoria e ratica Enrico MOSCA TORINO 1 1. INTRODUZIONE Le atmosfere controllate si definiscono come un singolo gas o una miscela di gas, la cui comosizione

Dettagli

! L occhio come sistema ottico complesso. Corso di Principi e Modelli della Percezione. ! Prof. Giuseppe Boccignone!

! L occhio come sistema ottico complesso. Corso di Principi e Modelli della Percezione. ! Prof. Giuseppe Boccignone! L occhio come sistema ottico comlesso Corso di Princii e Modelli della Percezione Prof. Giusee Boccignone Diartimento di Scienze dell Informazione Università di Milano boccignone@dsi.unimi.it htt://homes.dsi.unimi.it/~boccignone/giuseeboccignone_webage/modelli_percezione.html

Dettagli

Prove di aderenza su elementi in c.a. rinforzati con CFRP

Prove di aderenza su elementi in c.a. rinforzati con CFRP Materiali ed Approcci Innovativi per il Progetto in Zona Sismica e la Mitigazione della Vulnerabilità delle Strutture Università degli Studi di Salerno & Consorzio ReLUIS Salerno 12-13 Febbraio 2007 Prove

Dettagli

30/05/2012. PDF Lezioni sul sito: www2.unibas.it/ponzo. Mettere figura. Prof. Ing. Felice Carlo Ponzo. Prof. Ing. Felice Carlo Ponzo

30/05/2012. PDF Lezioni sul sito: www2.unibas.it/ponzo. Mettere figura. Prof. Ing. Felice Carlo Ponzo. Prof. Ing. Felice Carlo Ponzo PDF Lezioni sul sito: www2.unibas.it/ponzo Mettere figura 1 Cinematica delle strutture Produzione di profilati e lamiere in acciaieria Trasformazione in elementi strutturali e preassemblaggi Trasporto

Dettagli

Via Emilia Ovest, 21/A 42048 Rubiera (R.E.) Tel. 0522/629909; fax. 626229 e.mail: pfollo@tin.it - P.IVA 01207970359 C.F.

Via Emilia Ovest, 21/A 42048 Rubiera (R.E.) Tel. 0522/629909; fax. 626229 e.mail: pfollo@tin.it - P.IVA 01207970359 C.F. Via Emilia Ovest, 1/A 4048 Rubiera (R.E.) Tel. 05/69909; fax. 669 e.mail: pfollo@tin.it - P.IVA 0107970359 C.F. FLLPLA48L06I496U MONTANTE PER ANCORAGGIO DISPOSITIVI INDIVIDUALI CONTRO LA CADUTA DAI TETTI,

Dettagli

CONCORRENZA PERFETTA E DINAMICA

CONCORRENZA PERFETTA E DINAMICA 1 CONCORRENZA PERFETTA E DINAMICA 1. La caratterizzazione dell'equilibrio di mercato Per caratterizzare un mercato di concorrenza erfetta consideriamo un certo numero di imrese che roducono e offrono tutte

Dettagli

Scambio termico 6.1. 6.1.1 Introduzione. 6.1.2 Conduzione

Scambio termico 6.1. 6.1.1 Introduzione. 6.1.2 Conduzione 6. Scambio termico 6.. Introduzione Lo studio dei fenomeni di scambio termico si uò ricondurre a due variabili: la temeratura e il flusso di calore. La temeratura indica l energia molecolare media di un

Dettagli

Valutazione della sicurezza, classificazione sezioni e metodi di analisi

Valutazione della sicurezza, classificazione sezioni e metodi di analisi La Progettazione delle Strutture tt di Acciaio i e in Acciaio-Calcestruzzo secondo il D.M. 14.01.08 Siena, 19 Maggio 2010 Valutazione della sicurezza, classificazione sezioni e metodi di analisi Paolo

Dettagli

ELEMENTI IN ACCIAIO MONO-SIMMETRICI CON ANIMA IRRIGIDITA. Domenico Leone

ELEMENTI IN ACCIAIO MONO-SIMMETRICI CON ANIMA IRRIGIDITA. Domenico Leone ELEMENTI IN ACCIAIO MONO-SIMMETRICI CON ANIMA IRRIGIDITA Domenico Leone ELEMENTI IN ACCIAIO MONO-SIMMETRICI CON ANIMA IRRIGIDITA Domenico Leone Il prof. Domenico Leone vanta un esperienza più che trentennale

Dettagli

IL LEGNO LAMELLARE MODERNO MATERIALE DA COSTRUZIONE DALLE ANTICHE TRADIZIONI. Corso di Tecnica delle costruzioni per Ingegneria edile architettura

IL LEGNO LAMELLARE MODERNO MATERIALE DA COSTRUZIONE DALLE ANTICHE TRADIZIONI. Corso di Tecnica delle costruzioni per Ingegneria edile architettura Corso di Tecnica delle costruzioni per Ingegneria edile architettura Pro. Ing. Aurelio Ghersi IL LEGNO LAMELLARE MODERNO MATERIALE DA COSTRUZIONE DALLE ANTICHE TRADIZIONI Seminario sulla tecnica delle

Dettagli

VANTAGGI riciclabilità del materiale rapidità di esecuzione delle strutture la capacità dissipativa e la duttilità e molti altri...

VANTAGGI riciclabilità del materiale rapidità di esecuzione delle strutture la capacità dissipativa e la duttilità e molti altri... VANTAGGI riciclabilità del materiale rapidità di esecuzione delle strutture la capacità dissipativa e la duttilità e molti altri... M [knm] TSW-BCC10 400 300 200 100 0-10% -5% -1000% 5% 10% -200-300 -400

Dettagli

PROVA DI AMMISSIONE ALLA LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA CIVILE A.A. 2011/2012

PROVA DI AMMISSIONE ALLA LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA CIVILE A.A. 2011/2012 Cognome e nome PROVA DI AMMISSIONE ALLA LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA CIVILE A.A. 2011/2012 Si ricorda al candidato di rispondere alle domande di Idraulica, Scienza delle costruzioni e Tecnica delle

Dettagli

La modellazione delle strutture

La modellazione delle strutture La modellazione delle strutture 1 Programma 31-1-2012 Introduzione e brevi richiami al metodo degli elementi finiti 7-2-2012 La modellazione della geometria 14-2-2012 21-2-2012 28-2-2012 6-3-2012 13-32012

Dettagli

Informazioni tecniche TI-B10 Freni di sicurezza. Indice. 2 Funzionamento. 1 Scopo

Informazioni tecniche TI-B10 Freni di sicurezza. Indice. 2 Funzionamento. 1 Scopo Freni di curezza SITEMA Azionamento mediante resone neumatica Traduzione italiana della verone originale tedesca Informazioni tecniche TI-B0 Freni di curezza elevate forze di arresto mediante serraggio

Dettagli

Documento #: Doc_a8_(9_b).doc

Documento #: Doc_a8_(9_b).doc 10.10.8 Esempi di progetti e verifiche di generiche sezioni inflesse o presso-tensoinflesse in conglomerato armato (rettangolari piene, circolari piene e circolari cave) Si riportano, di seguito, alcuni

Dettagli