Il rapporto tra Unione europea ed enti locali

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1 Il rapporto tra Unione europea ed enti locali L applicazione di politiche formulate dall Unione europea per il livello locale (comuni o reti di comuni) ha un grande impulso con la riforma dei fondi strutturali del In quella occasione vengono varati i Programmi di Iniziativa Comunitaria (PIC), cioè programmi di sviluppo e sperimentazione locale su particolari temi di natura settoriale o integrata finanziati con risorse finanziarie esterni ai fondi strutturali e gestiti dalla Commissione europea. Cosa è un Programma di Iniziativa Comunitaria (PIC) Le iniziative comunitarie sono programmi periodicamente promossi e finanziati dalla Commissione europea che rispondono a particolari requisiti: debbono proporre un approccio innovativo a temi tradizionalmente affrontati dalle politiche settoriali (industriali, agricole, formative, territoriali) sono di tipo integrato, cioè sono attuate attraverso azioni infrastrutturali, aiuti alle imprese, azioni immateriali nei confronti delle pubbliche amministrazioni e delle risorse umane si fondano sul principio della rete e dello scambio di informazioni per trasferire le esperienze in corso ad altri contesti non direttamente interessati dai programmi 1

2 La programmazione delle Iniziative comunitarie La programmazione delle iniziative comunitarie coincide con quella dei fondi strutturali ( , , ). La prima generazione di Iniziative comunitarie comprendeva 12 programmi (Interreg, Envireg, Stride, Leader, Regen, Euroform, Rechar, Telematique, Regis, Horizon, Now, Prisma). Tra questi alcuni programmi non riproposti successivamente intervenivano su tematiche di carattere territoriale e ambientale come Envireg, per la tutela dell ambiente e in particolare il trattamento delle acque nelle zone costiere; Nel periodo viene introdotta Urban per l intervento nella aree urbane. Le Iniziative comunitarie nel periodo Interreg (III) Per la cooperazione (transnazionale, frontaliera e interregionale) per la promozione dello sviluppo e una equilibrata pianificazione del territorio europeo Urban (II) Per la rigenerazione economica e sociale delle città e delle aree urbane in crisi e la promozione di uno sviluppo urbano sostenibile Leader (+, III) Per lo sviluppo rurale integrato Equal Per la cooperazione transnazionale per la promozione di nuove forme di lotta alla discriminazione e alle disuguaglianze nel mercato del lavoro 2

3 L Iniziativa comunitaria Interreg III Interreg III (4,875 miliardi di euro), si compone di tre sezioni: Sezione A : cooperazione transfrontaliera La cooperazione transfrontaliera tra zone contigue mira a realizzare centri economici e sociali transfrontalieri attuando strategie di sviluppo comuni. Sezione B : cooperazione transnazionale La cooperazione transnazionale tra le autorità nazionali, regionali e locali intende promuovere una migliore integrazione territoriale nell'unione grazie alla formazione di grandi gruppi di regioni europee. Sezione C : cooperazione interregionale La cooperazione interregionale è intesa a migliorare l'efficacia delle politiche e degli strumenti di sviluppo regionale tramite un ampio scambio di informazioni e lo scambio di esperienze (creazione di reti). L Iniziativa comunitaria Leader + Leader promuove l attuazione di strategie di sviluppo costruite attorno ad uno o più temi prioritari con l obiettivo di rendere maggiormente dinamiche le aree rurali e di creare nuove occasioni di occupazione. L obiettivo è di contribuire a generare in ogni territorio rurale dinamiche di sviluppo endogene e durature, costruite sulla storia e i fattori competitivi specifici di ogni area. L Iniziativa si propone di: sostenere la realizzazione di azioni integrate e/o complementari con gli obiettivi di sviluppo dei programmi strutturali; incentivare l apertura delle aree rurali verso gli altri paesi europei ed extraeuropei; promuovere la diffusione di esperienze, conoscenze e know-how soprattutto nei contesti interessati dal PIC; 3

4 L Iniziativa comunitaria Leader + I temi catalizzatori indicati nella Comunicazione agli Stati membri sul Leader+ sono: utilizzazione dei nuovi know-how e nuove tecnologie e per aumentare la competitività dei prodotti e dei servizi dei territori in questione; miglioramento della qualità di vita nelle zone rurali; valorizzazione dei prodotti locali, in particolare agevolando mediante un'azione collettiva l'accesso ai mercati per le piccole strutture produttive; valorizzazione delle risorse naturali e culturali, compresa la valorizzazione dei siti di interessi comunitario Natura L Iniziativa comunitaria Leader II in Sicilia 25 Piani di Azione Locale 4

5 Il tema territorio nelle politiche comunitarie La formazione di interessi e competenze in materia di urbanistica e pianificazione territoriale è segnata da una serie di documenti di carattere scientifico e politico tra cui: Rapporto Gendebian (1983) Libro verde sulle aree urbane (1990) Europa 2000 (1991) Europa (1994) Compendium of Spatial Planning Systems and Policies (1997) Schema di sviluppo dello spazio europeo (Ssse) ( ) Il tema territorio nelle politiche comunitarie: Europa (1994) Obiettivo generale Identificare un punto di equilibrio tra la spinta alla crescita della competitività globale del sistema economico europeo e la ricerca di un modello sostenibile che possa assicurare una migliore qualità della vita per gli attuali abitanti e la preservazione del complesso patrimonio ambientale e territoriale europeo per le generazioni future Obiettivi specifici Valutare le dinamiche di sviluppo in aree specifiche: aree urbane, aree rurali, aree frontaliere Valutare l impatto della politica regionale nel periodo Identificare prospettive transnazionali sullo sviluppo del territorio europeo 5

6 Europa Aree di studio transnazionali Centro delle Capitali Arco alpino Diagonale continentale Länder della ex Germania Democratica Arco latino Area del Mediterraneo centrale Arco atlantico Regioni del Mare del Nord Regioni ultraperiferiche Il tema territorio nelle politiche comunitarie: lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (Ssse) Le tappe principali 1991 Consiglio di Den Haag (Varo dell iniziativa) 1994 Consiglio di Lipsia (Principi generali) 1997 Consiglio di Noordwijk (Prima bozza ufficiale) 1998 Consiglio di Glasgow (Seconda redazione ufficiale) 1999 Consiglio di Potsdam (Documento finale) Obiettivi generali: la creazione di un sistema di città equilibrato e policentrico; la parità di accesso alle infrastrutture e alle conoscenze; la gestione prudente e lo sviluppo del patrimonio naturale e culturale. 6

7 La questione urbana in Europa Gli squilibri territoriali in termini di accessibilità 7

8 Gli squilibri territoriali in termini di accessibilità Lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (Ssse): gli obiettivi Creazione di un sistema di città equilibrato e policentrico Proposte: una maggiore complementarietà e cooperazione tra città e sistemi territoriali; il riconoscimento del ruolo strategico delle città come motori delle economie regionali europee; l attenzione alla sostenibilità dello sviluppo attraverso il controllo dell espansione urbana, la commistione delle funzioni e dei gruppi sociali nel tessuto urbano, la gestione prudente dell ecosistema urbano, la promozione di una accessibilità efficace e rispettosa dell ambiente, la conservazione e lo sviluppo del patrimonio culturale urbano; l attivazione di forme di partnership tra città e campagna; la diversificazione delle zone rurali, intesa sia in termini economici che rispetto al potenziale produttivo collegato alle fonti di energia rinnovabile. 8

9 Lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (Ssse): gli obiettivi Parità di accesso alle infrastrutture e alle conoscenze Proposte: il miglioramento complessivo delle infrastrutture, con un impegno da rivolgere non soltanto ai grandi poli dell accessibilità continentale e alle reti transeuropee, ma anche alle reti secondarie e ai sistemi di collegamento regionale; l integrazione delle politiche dei trasporti con quelle ambientali, attraverso politiche della multimodalità che incrementino l efficacia delle infrastrutture esistenti, limitandone l impatto dal punto di vista territoriale; la diffusione delle conoscenze e della capacità di innovazione attraverso una sensibilizzazione ai temi delle nuove tecnologie e della società dell informazione. Lo Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (Ssse): gli obiettivi Gestione prudente e sviluppo del patrimonio naturale e culturale Proposte: la conservazione e lo sviluppo del patrimonio naturale con interventi differenziati rispetto alle caratteristiche che questo assume nelle varie aree regionali e in particolare nelle zone protette, nelle zone sensibili ma non protette, nei paesaggi culturali rurali; la gestione oculata delle risorse idriche, attraverso programmi di cooperazione e politiche transnazionali che pongano un limite alla cattiva gestione ed al loro eccessivo sfruttamento; la conservazione e la gestione creativa delle risorse paesaggistiche, intese come strumento per la restituzione delle identità regionali e come catalizzatore di nuove attività e investimenti non esclusivamente legati al turismo; la conservazione e la gestione creativa del patrimonio culturale urbano, attraverso un integrazione delle politiche di salvaguardia della città esistente 9

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