Guida su Terreno non Preparato

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Guida su Terreno non Preparato"

Transcript

1 MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE Guida su Terreno non Preparato La competenza non ha surrogati; la buona volontà, il coraggio, lo spirito di sacrificio, l ingegno estemporaneo non servono molto, anzi in mancanza di competenza possono essere nocivi. Agli uomini di buona volontà è promessa la pace sulla terra, ma nelle situazioni di emergenza guai a chi si fida dei soccorritori che dispongono solo di buona volontà. Primo Levi 1

2 Corso Guida su Terreno non Preparato Approfondire conoscenza e uso di autoveicoli progettati per la locomozione fuoristrada, mirata ad accrescere il bagaglio tecnico del Vigile del Fuoco che, sempre più frequentemente, a causa della particolare morfologia del territorio su cui si trova ad operare, viene continuamente messo a dura prova per: - spegnimento di incendi boschivi; - soccorso a persone; - nelle calamità naturali; Finalità del corso - penetrazione in zone impervie. 2

3 Obiettivi del Corso Al termine della settimana ognuno di voi sarà in grado di conoscere : - le cinque caratteristiche tipiche di un fuoristrada; - le caratteristiche dei vari ostacoli e tecniche di superamento; - le caratteristiche dei terreni cedevoli ed a scarsa aderenza; - la manovra di sicurezza; - la meccanica di base di un veicolo 4x4. 3

4 Obiettivi del Corso e di completare un percorso : - superando i vari ostacoli applicando le corrette tecniche di guida; - assumendo la corretta posizione di guida; - ottimizzando l uso di frizione, cambio, riduttore, ecc.; - applicando le manovre di sicurezza; - recuperando e trainando un veicolo; garantendo la sicurezza degli occupanti e del veicolo. 4

5 Struttura del corso Lunedì Teoria Prime note di tecnica per l approccio al veicolo fuoristrada; caratteristiche e preparazione del veicolo 4x4. Posizione di guida. Comportamento del veicolo 4x4 senza e con trazione integrale inserita; traiettorie. Area test: Applicazione di quanto trattato in aula, prime prove di guida e presa dimestichezza del mezzo. Martedì Teoria Trasmissione del moto. Trazione integrale inseribile, trazione integrale permanente. Concetto di massima pendenza; salita, linea di massima pendenza, manovra di sicurezza. Discesa. Sospensioni. Pneumatici. Area test: Manovra di sicurezza. Salita. Discesa. 5

6 Struttura del corso Mercoledì Teoria: Ostacoli naturali: dossi, buche, twist, tronchi massi gradini, solchi, fenditure, trincee, terreni coperti; inclinazione laterale. Area test: Applicazione di quanto trattato in aula. Superamento ostacoli in sequenza in circuito. Giovedì Teoria: Scarsa aderenza su terra, ghiaia, neve, ghiaccio anche in passaggi in laterale, fango. Recupero veicolo. Guado. Area test: Applicazione di quanto trattato in aula. 6

7 Struttura del corso ESAMI FINALI: Venerdì - test di valutazione teorica (scheda quiz) - prova pratica (percorso che prevede il superamento dei vari ostacoli trattati durante il corso). 7

8 Guida su Terreno non Preparato Il corso ha una durata di cinque giorni, con orario: lunedì giovedì ore 08,00-17,00 (pausa ore 09,30 09,40 / pranzo ore 12,30 13,30) venerdì 08,00 14,00 (pause ore 09,30 09,40 / 12,30 13,00) 8

9 Buon lavoro 9

10 CARATTERISTICHE DI UN VEICOLO FUORISTRADA Al termine di questa lezione sarete in grado di individuare e conoscere: struttura portante profilo inferiore trazione sospensioni rapporti di trasmissione 10

11 STRUTTURA PORTANTE La struttura portante è spesso formata da un telaio a longheroni e traverse alla quale sono ancorati sia la carrozzeria sia gli organi meccanici. Traverse Longheroni 11

12 SCOCCA PORTANTE La carrozzeria svolge la funzione di ossatura del veicolo, per questo viene rinforzata nei punti critici di maggiore sollecitazione con l ausilio di lamiere opportunamente dimensionate. 12

13 PROFILO INFERIORE I parametri caratteristici di un veicolo fuoristrada sono: ANGOLO DI ATTACCO ANGOLO DI USCITA ANGOLO DI DOSSO ALTEZZA MINIMA DA TERRA ANGOLO DI RIBALTAMENTO LATERALE LUCE DA TERRA MASSIMO GRADINO AFFRONTABILE ALTEZZA MASSIMA DI GUADO AFFRONTABILE 13

14 ANGOLO DI ATTACCO Espresso in gradi individua la capacità del mezzo di affrontare una rampa partendo dal piano orizzontale senza che la parte anteriore interferisca con il terreno. Tale angolo può diventare angolo di uscita se si affronta l ostacolo in retromarcia. 14

15 ANGOLO DI USCITA Espresso in gradi individua la capacità del mezzo di superare una rampa partendo dal piano orizzontale, senza che la parte posteriore, più sporgente del veicolo, interferisca con il terreno. Tale angolo può diventare angolo di attacco se si affronta l ostacolo in retromarcia. 15

16 ANGOLO DI DOSSO È l angolo che bisogna considerare affinchè il veicolo non tocchi il terreno con la parte inferiore. 16

17 ALTEZZA MINIMA DA TERRA E la distanza minima tra il suolo ed il punto più basso del veicolo. E genericamente individuata ottimale per i mezzi leggeri una distanza non inferiore ai 20 cm. Altezza minima da terra h 17

18 ANGOLO DI RIBALTAMENTO LATERALE Individua il limite del mezzo nell affrontare un passaggio inclinato oltre il quale si ha il ribaltamento. 18

19 LUCE A TERRA Spazio compreso tra la parte inferiore del veicolo ed il suolo, compreso fra la ruota anteriore e quella posteriore dello stesso lato. Luce a terra 19

20 MASSIMO GRADINO AFFRONTABILE Altezza massima di un ostacolo superabile senza che questo vada ad urtare con il mezzo. 20

21 ALTEZZA MASSIMA DI GUADO Limite massimo della profondità dell acqua che il mezzo può affrontare in sicurezza. Questo limite varia da veicolo a veicolo, non oltrepassare mai i limiti forniti dal costruttore. Tutti i mezzi (se non specificatamente indicato) sia leggeri sia pesanti non sono anfibi ma tollerano temporaneamente il passaggio in acqua o fango. 21

22 TRAZIONE INTEGRALE I veicoli leggeri con quattro ruote motrici si definiscono vetture a trazione integrale e si dividono in due grandi gruppi: a trazione integrale inseribile, detti anche veicoli part time a trazione integrale permanente, detti anche veicoli full time 22

23 SOSPENSIONI Funzione: - assorbire le asperità del terreno e rendere confortevole la marcia, - garantire la massima aderenza delle ruote sul terreno. Importante è l escursione (allungamento)che il sistema di sospensioni è capace di garantire. Maggiore è l escursione, migliore è l aderenza della ruota sul terreno sconnesso. 23

24 RAPPORTI TRASMISSIONE MOTO La trasmissione del moto alle ruote è abbinata all uso di un riduttore al cambio. Il riduttore agisce su tutte le marce, demoltiplicando i rapporti rispetto al normale. Su alcuni veicoli fuoristrada il riduttore è sostituito con un primo rapporto molto corto detto primino. 24

25 25

26 POSIZIONE DI GUIDA Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere: - corretta regolazione del sedile, - corretta posizione degli arti, - corretta posizione delle mani sul volante. 26

27 POSIZIONE DI GUIDA Regola primaria nella guida in fuoristrada è: SICUREZZA INNANZI TUTTO - Tutti gli occupanti del veicolo devono avere le cinture di sicurezza sempre allacciate. - I finestrini devono essere alzati per evitare possibili infortuni al viso. 27

28 POSIZIONE DI GUIDA Sedile regolato in modo da consentire: - di premere in modo corretto i pedali (fino in fondo), - giusta distanza del busto dal volante (postura di guida raccolta, avambraccio che forma un angolo retto quando impugna il volante ), - schienale in posizione pressoché verticale (migliore visibilità, migliore valutazione degli ostacoli, mantenimento in asse delle vertebre). Il piede sinistro deve essere ben appoggiato sul pianale a lato della pedaliera, mai sul pedale della frizione. 28

29 POSIZIONE DI GUIDA POSIZIONE DELLE MANI DURANTE LA GUIDA La corona del volante deve essere impugnata rispettando la posizione delle ore 10 e 10 oppure delle 09 e 15 se le razze del volante non permettono la prima posizione, i pollici vanno poggiati sul volante e mai all interno. 29

30 POSIZIONE DI GUIDA 30

31 POSIZIONE DI GUIDA POSIZIONE DELLE MANI DURANTE LA MANOVRA DI RETROMARCIA Se abbiamo la possibilità di effettuare la manovra di retromarcia girando all indietro il busto, la mano sinistra deve essere posta in alto al centro della corona, con il pollice, solo in questo caso, che abbraccia quest ultima. Se ciò non fosse possibile, la manovra dovrà essere effettuata sfruttando gli specchi retrovisori esterni, mantenendo quindi le mani nella posizione delle 10 e 10 oppure 09 e

32 POSIZIONE DI GUIDA 32

33 POSIZIONE DI GUIDA IMPOSTAZIONE DELLE MANI NELL AFFRONTARE UNA CURVA. Ipotesi di curva verso destra: la mano destra si sposta verso la mano sinistra, quando la mano destra è vicina alla sinistra, impugna la corona del volante e tira verso destra, mentre la sinistra rilascia leggermente la corona, così fino al completamento della curva. 33

34 POSIZIONE DI GUIDA IMPOSTAZIONE DELLE MANI NELL AFFRONTARE UNA CURVA. Nel rientrare non dobbiamo far scivolare la corona del volante fra le mani, ma accompagnarlo. 34

35 35

36 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere: - concetto di aderenza, - comportamento del veicolo in curva: Traiettorie. 36

37 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA CONCETTO DI ADERENZA Il veicolo per avanzare deve trasferire il moto generato dal motore sul terreno. Questo avviene per mezzo della catena cinematica. L attrito tra il pneumatico ed il terreno è l ultima fase di questo trasferimento. 37

38 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA CONCETTO DI ADERENZA ADERENZA (grip): resistenza che il fondo stradale, oppone al movimento delle ruote. Essa dipende dal tipo di superficie su cui si muove il veicolo. L aderenza si calcola moltiplicando il peso del veicolo per il coefficiente d aderenza o d attrito. Il coefficiente d attrito è la resistenza che i vari materiali e le diverse superfici oppongono al movimento. 38

39 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA CONCETTO DI ADERENZA COEFFICIENTI DI ATTRITO O ADERENZA (VALORI INDICATIVI) Fondo ghiacciato 0,1 Fondo con neve sciolta 0,2 Fondo con fango 0,3 Fondo asfaltato bagnato 0,4 Fondo asfaltato liscio 0,5 Fondo asfaltato ruvido 0,6 Fondo asfaltato uniforme e granuloso 0,8 39

40 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA Aderenza Longitudinale: CONCETTO DI ADERENZA forza che si sviluppa in senso longitudinale all asse del pneumatico. Consente di avanzare, accelerare e frenare. Aderenza Laterale o trasversale: forza che permette al veicolo di sterzare. 40

41 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA TRAIETTORIE Ruote anteriori: utilizzano l aderenza laterale per sterzare e l aderenza longitudinale per frenare. Ruote posteriori motrici: utilizzano in prevalenza aderenza longitudinale per avanzare e frenare; 41

42 A.Longitudinale COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA TRAIETTORIE Un veicolo che ha tutte e quattro le ruote motrici, utilizza sempre sulle ruote posteriori aderenza longitudinale per avanzare, su quelle anteriori utilizza entrambe le aderenze, longitudinale e laterale, perché le ruote anteriori sono sia motrici sia direzionali. A.Trasversale 42

43 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA TRAIETTORIE Il comportamento di un veicolo fuoristrada con trazione integrale inseribile, nel momento in cui si muove con il solo ausilio della trazione sull asse posteriore, è quello tipico di un autovettura a trazione posteriore. Percorrendo una curva a bassa velocità, le ruote rotoleranno lungo la traiettoria che corrisponde all angolo di sterzata. Con l aumento della velocità, il veicolo tenderà al sovrasterzo. 43

44 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA TRAIETTORIE Comportamento del veicolo in curva, con trazione sull asse anteriore inserita. Per effetto delle due aderenze, longitudinale e laterale, che vanno ad agire sull asse anteriore, il veicolo nell affrontare una curva: - a velocità moderata avrà un effetto neutro, - con l aumento della velocità si avrà una propensione al sottosterzo. L effetto sovrasterzo e sottosterzo aumentano con l aumentare della velocità. 44

45 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA TRAIETTORIE Un fuoristrada a trazione integrale permanente ha un comportamento, su strada, neutro. Nel momento in cui su di un veicolo a trazione integrale permanente, si blocca il differenziale centrale, ha un comportamento simile ad un fuoristrada a trazione integrale inserita. 45

46 COMPORTAMENTO DEL VEICOLO FUORISTRADA TRAIETTORIE TRAZIONE SULLE RUOTE POSTERIORI TRAZIONE SULLE QUATTRO RUOTE 46

47 47

48 LA CATENA CINEMATICA Al termine di questa lezione sarete in grado di individuare e conoscere: l insieme degli organi meccanici che permettono il trasferimento del moto dal motore alle ruote in un veicolo fuoristrada. 48

49 LA CATENA CINEMATICA La catena cinematica è l insieme degli organi meccanici che permettono il trasferimento del moto dal motore alle ruote. In un veicolo fuoristrada tradizionale gli organi che la compongono sono: il motore il cambio il gruppo di ripartizione/riduzione i giunti gli alberi di trasmissione i differenziali i semiassi i mozzi 49

50 LA CATENA CINEMATICA Motore Riduttore/ ripartitore Cambio Albero di trasmissione Semiassi Semiassi Giunti Differenziale anteriore Albero di trasmissione Differenziale posteriore 50

51 IL MOTORE Il motore è l organo che crea il movimento. Con il suo funzionamento si ottiene la trasformazione del moto lineare in moto rotatorio. Ciò avviene per mezzo dell albero motore, il quale lo invia al cambio. La maggior parte dei veicoli fuoristrada adotta motori a gasolio. 51

52 IL MOTORE I motori a gasolio sono preferiti: per la notevole coppia disponibile a bassi regimi per la maggiore robustezza e quindi durata per le basse velocità di rotazione per il minor pericolo d incendio e di scoppio per il minore tasso di inquinamento per consumi contenuti per le minori problematiche in presenza d acqua per un maggior effetto di freno motore dovuto alla maggior compressione 52

53 IL CAMBIO Il cambio è un dispositivo attraverso il quale viene inviato alle ruote un numero di giri inferiore, uguale o superiore rispetto a quello trasmesso dal motore. Nel veicolo fuoristrada il cambio è posto tra la frizione ed il gruppo di riduzione ripartizione. 53

54 GRUPPO DI RIPARTIZIONE/RIDUZIONE Il gruppo di ripartizione/riduzione è un dispositivo che permette di trasmettere e suddividere, la motricità all asse posteriore ed all asse anteriore. Nei veicoli a trazione integrale permanente, il ripartitore è sostituito da un differenziale centrale. 54

55 GRUPPO DI RIPARTIZIONE/RIDUZIONE Il riduttore è un meccanismo che demoltiplica ulteriormente il moto tra l albero motore e le ruote, permettendo di avere a disposizione un numero doppio di marce. L inserimento del riduttore, salvo diversa indicazione della casa costruttrice del veicolo, deve avvenire rigorosamente a veicolo fermo. 55

56 RIDUZIONE AI MOZZI O RIDUZIONE LATERALE Per aumentare la forza motrice, alcuni veicoli fuoristrada adottano un ulteriore riduzione posta sui mozzi delle ruote (riduzione ai mozzi o riduzione laterale). 56

57 I GIUNTI La soluzione tecnica adottata per consentire all albero di trasmissione di poter girare e variare la propria inclinazione è l adozione di un sistema di giunzione chiamato giunto cardanico o giunto a crociera. 57

58 I GIUNTI Il giunto cardanico è formato da un pezzo metallico a forma di croce, chiamato crociera, imperniato su due forcelle perpendicolari fra loro. Con il variare dell inclinazione, cambia la distanza tra ponte e transfert per questo motivo sull albero di trasmissione è posto un altro tipo di giunto, chiamato giunto o manicotto scorrevole. 58

59 I GIUNTI Nel ponte anteriore, le ruote motrici sono anche sterzanti, spesso hanno un inclinazione molto accentuata rispetto ai semiassi. Per risolvere il problema, la maggioranza delle case costruttrici monta sull asse anteriore dei giunti detti omocinetici. 59

60 I GIUNTI I fuoristrada possono esser dotati di particolari giunti, costituiti da un anello poligonale in gomma stretto fra due flange. Giunto elastico 60

61 IL DIFFERENZIALE Il moto dal gruppo ripartizione/riduzione passa, attraverso gli alberi di trasmissione, ai due differenziali: posteriore e anteriore. 61

62 IL DIFFERENZIALE Nel veicolo fuoristrada a trazione integrale inseribile sono presenti due differenziali, uno sull asse posteriore e uno sull asse anteriore. Nel veicolo fuoristrada a trazione integrale permanente, essendo la forza motrice sempre ripartita su tutte e quattro le ruote, sono presenti tre differenziali, poiché, come già detto, il differenziale centrale sostituisce il gruppo di ripartizione del moto tra gli alberi di trasmissione. 62

63 IL DIFFERENZIALE Blocco manuale - Autobloccante Il bloccaggio del differenziale viene attuato quando la sua azione risulta non funzionale per la marcia in fuoristrada. Ruota con aderenza Ruota priva di aderenza Ruota con aderenza Ruota priva di aderenza Il bloccaggio viene ottenuto mediante l applicazione di particolari dispositivi che entrano in funzione azionati dal conducente (bloccaggio manuale) o in modo automatico (autobloccante). 63

64 IL DIFFERENZIALE Blocco manuale - Autobloccante DIFFERENZIALE BLOCCABILE O MECCANICO (blocco manuale) Differenziale che può essere bloccato solo con un comando azionato dal conducente. Rende solidale i due semiassi di uno stesso ponte (blocco 100%). DIFFERENZIALE AUTOBLOCCANTE Differenziale con sistema automatico di bloccaggio (senza l intervento del conducente) che interviene quando una delle ruote di uno stesso ponte supera una certa percentuale di slittamento rispetto all altra. (poiché i differenziali autobloccanti si attivano anche in curva, la percentuale di blocco va dal 25% al 40%) 64

65 IL SEMIASSE Il semiasse, o semi albero, posto trasversalmente al senso di marcia, è l elemento che collega ciascuna ruota motrice alla scatola del differenziale. Semiasse installato su sospensione a ponte rigido Semiasse installato su sospensione a ruote indipendenti 65

66 I MOZZI A RUOTA LIBERA I mozzi a ruota libera, utilizzati nei veicoli a trazione inseribile, rendono le ruote, non in trazione, svincolate dagli organi della catena cinematica. Si riducono così rumore, vibrazioni, usura degli organi meccanici interessati e consumo di carburante. 66

67 SCHEMA MOZZI A RUOTA LIBERA disinseriti inseriti 67

68 68

69 LA TRAZIONE INTEGRALE Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere: - Le caratteristiche di un veicolo a trazione integrale inseribile (part time) - Le caratteristiche di un veicolo a trazione integrale permanente (full time) 69

70 LA TRAZIONE INTEGRALE I veicoli a trazione integrale si dividono in due grandi gruppi: A trazione integrale inseribile, detti anche veicoli part time A trazione integrale permanente, detti anche veicoli full time. 70

71 TRAZIONE INTEGRALE INSERIBILE Marcia normale: solo un albero di trasmissione trasmette movimento al relativo asse (generalmente il posteriore). Trazione integrale inserita: anche l altro asse riceve il movimento (generalmente l anteriore). L intero sistema di trasmissione contribuisce all avanzamento del veicolo. 71

72 TRAZIONE INTEGRALE INSERIBILE Lo schema più diffuso di veicolo a trazione integrale è quello con motore anteriore, trazione normale posteriore, trazione anteriore inseribile, gruppo di ripartizione/riduzione all uscita, o separato, dal cambio. 72

73 TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE Trazione integrale permanente: entrambi gli alberi, trasmettono il movimento ai relativi assi, l intero sistema di trasmissione contribuisce costantemente all avanzamento del veicolo. Adottando questo sistema è indispensabile la presenza di un terzo differenziale, detto anche differenziale centrale o longitudinale. Il terzo differenziale ha anche la funzione di ripartitore. 73

74 Differenziale anteriore Ruota priva di trazione Ruota senza aderenza Terzo differenziale attivo Ruota priva di trazione Ruota priva di trazione Differenziale posteriore 74

75 Differenziale anteriore Ruota priva di trazione Ruota senza aderenza Terzo differenziale bloccato X Ruota con trazione Ruota con trazione Differenziale posteriore 75

76 TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE 76

77 TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE 77

78 TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE Terzo differenziale, quali sono le ragioni? Differenti velocità di rotazione dei due assi che percorrono una curva: - impongono all asse più lento un andatura maggiore, - conseguenti forti sollecitazioni meccaniche, - perdita della traiettoria. 78

79 TRAZIONE INTEGRALE PERMANENTE Terzo differenziale, quali sono le ragioni? La presenza del terzo differenziale serve a differenziare le diverse velocità di rotazione degli assi, consentendo di affrontare una curva su terreno preparato, senza alcuna sollecitazione o perdita di direzionalità. 79

80 TRAZIONE INTEGRALE INSERIBILE - PERMANENTE Curva su un terreno con buon coefficiente di aderenza: il comportamento di un veicolo a trazione integrale permanente con terzo differenziale bloccato E IDENTICO al comportamento di un veicolo a trazione integrale inseribile con trazione inserita. 80

81 TRAZIONE INTEGRALE INSERIBILE - PERMANENTE Percorso con fondo a scarsa aderenza Trazione integrale inserita o terzo differenziale bloccato : tutte le sollecitazioni degli organi meccanici, causate dalla mancata differenza di rotazione tra gli assi, sono scaricate attraverso lo slittamento delle ruote consentito dalla scarsa aderenza del fondo. 81

82 TRAZIONE INTEGRALE INSERIBILE - PERMANENTE Veicolo a trazione integrale inseribile è d obbligo inserire la trazione, solo ed esclusivamente, quando si viaggia su terreno non preparato. Veicolo a trazione integrale permanente è d obbligo bloccare il differenziale centrale quando si viaggia su un terreno non preparato. 82

83 83

84 TECNICHE DI GUIDA SUPERAMENTO OSTACOLI Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere: - Le tecniche di superamento di salite e discese - Le manovre particolari di sicurezza 84

85 SALITE Durante la marcia in fuoristrada, la presenza di salite e discese impone spesso la ricognizione a piedi, accorgimento che consente di: rimuovere eventuali ostacoli lungo il percorso (sassi, rami, tronchi,ecc), valutare la consistenza del terreno verificandone l aderenza, valutare la reale pendenza, conoscere la morfologia del percorso, Scegliere il giusto rapporto. 85

86 LINEA DI MASSIMA PENDENZA Dopo la ricognizione è necessario individuare la traiettoria da percorrere che dovrà sovrapporsi, per quanto è possibile, alla linea di massima pendenza. 86

87 LINEA DI MASSIMA PENDENZA Affrontando una pendenza andiamo a modificare la distribuzione del peso che grava sugli assi del mezzo: in salita l asse anteriore si alleggerirà ed il posteriore sarà gravato di un peso maggiore. 87

88 LINEA DI MASSIMA PENDENZA Se la traiettoria non corrisponde alla linea di massima pendenza (in funzione dell inclinazione che il veicolo assume): ripartizione dei pesi diversa su tutte le ruote, precario stato di equilibrio, limitazione all avanzamento in salita, alta probabilità rischio di ribaltamento. E bene ricordare che quando si affronta una salita, è imperativo mantenere la marcia scelta fino al raggiungimento della cima. 88

89 SALITA - DISCESA Distribuzione dei pesi VETTURA IN PIANO VETTURA IN SALITA 250 kg 250 kg 150 kg 150 kg 250 kg 250 kg 350 kg 350 kg Peso equilibrato sugli assali Avantreno alleggerito Retrotreto appesantito Linea di massima pendenza = miglior punto di equilibrio possibile 89

90 SALITA - DISCESA Distribuzione dei pesi VETTURA IN SALITA VETTURA IN SALITA CON TRAIETTORIA DIAGONALE ALLA LINEA DI MASIMA PENDENZA 150 kg 150 kg 100 kg 350 kg 350 kg 200 kg Avantreno alleggerito Retrotreto appesantito 300 kg 400 kg Spostamento dei pesi sulle ruote a valle con perdita di aderenza alle ruote a monte Traiettoria diagonale alla linea di massima pendenza = alto rischio di ribaltamento laterale 90

91 SALITA - DISCESA La pendenza viene convenzionalmente indicata in gradi o % 45 o 100% 22,5 o 50% 10 mt 5 mt 10 mt Salita di 10 mt di dislivello, con punto di arrivo a 10 mt perpendicolare dal punto di inizio. 10 mt Salita di 5 mt di dislivello, con punto di arrivo a 10 mt perpendicolare dal punto di inizio. All aumentare della pendenza si determina un considerevole aumento di peso dovuto alla resistenza opposta dalla salita. Prendendo ad esempio il nostro veicolo a cui abbiamo attribuito un peso di 1000 kg, si calcola che affrontando una pendenza del 100% si ha un aumento di peso (resistenza) di circa 700 kg!!! 91

92 MANOVRA DI SICUREZZA Percorrendo una salita, se il veicolo non è più in grado di procedere e si è fermato: - si dovrà tornare al punto di partenza in condizioni di massima sicurezza, - affrontare nuovamente la salita correggendo l errore. 92

93 MANOVRA DI SICUREZZA Per tornare al punto di partenza in retromarcia, esiste una particolare manovra, chiamata: manovra di sicurezza di semplice esecuzione ma che richiede attenzione, coordinamento ed evita momenti di folle. 93

94 MANOVRA DI SICUREZZA Veicolo fermo lungo la salita: spegnere il motore qualora non fosse già accaduto Premere contemporaneamente il freno e la frizione Inserire la retromarcia Rilasciare la frizione 94

95 MANOVRA DI SICUREZZA Rilasciare lentamente il pedale del freno: - accertarsi che la retromarcia sia effettivamente inserita (controllare visivamente la leva del cambio). - Il veicolo deve rimanere fermo, letteralmente appeso al cambio Controllare che le ruote siano allineate al veicolo 95

96 MANOVRA DI SICUREZZA Posizionare la mano sinistra sulla sommità del volante Voltasi per controllare la visibilità Con i piedi distanti dai pedali, effettuare la messa in moto A motore acceso iniziare la discesa - I piedi devono rimanere lontani dai pedali - Se necessario dare un po di gas per garantire direzionalità al veicolo 96

97 TELEGRAFATA La manovra si effettua premendo e rilasciando ritmicamente il pedale dell acceleratore con la stessa intensità e durata: spostamento del pesi sul veicolo dall asse posteriore a quello anteriore e viceversa, la veloce accelerazione del pneumatico, scarica il fango trattenuto nella scolpitura del battistrada del pneumatico. 97

98 TELEGRAFATA Si provoca lo spostamento dei pesi dall'asse posteriore a quello anteriore durante la fase di rilascio ( A ), e da quello anteriore a quello posteriore nella fase di accelerazione ( B ). A B 98

99 REMATA La manovra si effettua ruotando lo sterzo alternatamente da sinistra verso destra e da destra verso sinistra: Spostamento dei pesi da destra verso sinistra e viceversa, Le spalle dei pneumatici vanno a lavorare meglio sul terreno aumentando l impronta a terra. 99

100 REMATA Con questa tecnica si sfrutta lo spostamento dei pesi, in senso laterale: -da sinistra verso destra quando si sterza a sinistra, -da destra verso sinistra quando si sterza a destra. VOLANTE A SINISTRA = IL PESO SI SPOSTA A DESTRA VOLANTE AL CENTRO = EQUILIBRIO DEI PESI VOLANTE A DESTRA = IL PESO SI SPOSTA A SINISTRA 100

101 ATTENZIONE QUESTE DUE MANOVRE VANNO SEMPRE EFFETTUATE DURANTE IL SUPERAMENTO DI UNA SALITA, MAI IN DISCESA. 101

102 DISCESE Affrontando una discesa è opportuno mantenere sempre il veicolo lungo la linea di massima pendenza - Ricognizione - 102

103 DISCESE Non bisogna premere la frizione o azionare energicamente il freno. Il piede sinistro deve essere saldamente appoggiato sul pianale, posizione utile anche per trattenere il pilota ben saldo al sedile. 103

104 DISCESE Scelta del giusto rapporto del cambio Un rapporto lungo (con riduttore inserito) è da preferire ad uno troppo corto, a bassa velocità i pneumatici non riescono a mantenere l aderenza, tendendo a scivolare, mentre a velocità superiore la presa sarà migliore. 104

105 DISCESE In caso di perdita di aderenza la manovra opportuna è quella di dare un po di gas: - riporta peso sul retrotreno, - permette di riprendere aderenza sull asse posteriore, - consente una migliore direzionalità del mezzo. 105

106 106

107 SOSPENSIONI Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere le tipologie, le funzioni, le caratteristiche, i pregi e i difetti delle sospensioni. 107

108 SOSPENSIONI Sospensione: insieme degli elementi che consentono di ancorare le ruote al telaio o alla carrozzeria portante del veicolo. PONTE RIGIDO CON ELEMENTI ELASTICI A MOLLA A BALESTRA CON ELEMENTI ELASTICI A MOLLA ELICOIDALE RUOTE INDIPENDENTI CON ELEMENTI ELASTICI A BARRA DI TORSIONE 108

109 SOSPENSIONI A PONTE RIGIDO La sospensione a ponte rigido è costituita da una struttura tubolare, nella cui parte centrale si trova una boccia (dove alloggiano gli ingranaggi del differenziale), all interno si trovano i semiassi alle cui estremità sono poste le ruote. - catena cinematica più semplice, - minor numero di giunti, - semplicità di costruzione, - facilità di manutenzione - solidità 109

110 SOSPENSIONI A PONTE RIGIDO 110

111 SOSPENSIONE A RUOTE INDIPENDENTI - Nella sospensione a ruote indipendenti i semiassi destro e sinistro non sono solidali gli uni agli altri. - Il differenziale è ancorato al telaio del veicolo, per trasferire il moto alle ruote occorrono giunti di collegamento sia con il differenziale sia con le ruote. 111

112 SOSPENSIONE A RUOTE INDIPENDENTI 112

113 PREGI E DIFETTI Nelle sospensioni a ponte rigido gli organi meccanici che trasferiscono il moto alle ruote sono sempre solidali tra loro, consentendo una maggior escursione alle ruote e permettendo di avere, sul terreno sconnesso, tutte le ruote a terra con indiscutibile vantaggio per la mobilità in fuoristrada. Nelle sospensioni a ruote indipendenti, avendo una minore escursione e quindi una minore capacità di adattarsi al fondo, a parità di difficoltà, le ruote possono anche staccarsi da terra. 113

114 PREGI E DIFETTI Nella marcia veloce su sterrati o su piste, sui veicoli equipaggiati con ponte rigido, gli ostacoli incontrati da una ruota, comportano il movimento dell intero ponte con conseguente influenza negativa sulla ruota non interessata dall ostacolo. Le ruote indipendenti hanno il vantaggio di non subire interferenze tra loro, garantendo una maggiore stabilità. 114

115 PREGI E DIFETTI Sui veicoli dotati di sospensione a ponte rigido, l altezza minima da terra può risultare inferiore rispetto a quelli equipaggiati con sospensioni a ruote indipendenti, ma rimane invariata quando il veicolo è caricato. 115

116 PREGI E DIFETTI Le ruote indipendenti, avendo fissate al telaio la maggior parte degli organi componenti le sospensioni, hanno un altezza minima da terra più elevata, ma varia in funzione del carico. 116

117 GLI ELEMENTI ELASTICI Sono elementi, inseriti tra la sospensione ed il telaio, suddivisi in tre tipologie: molla a balestra molla elicoidale barra di torsione 117

118 GLI ELEMENTI ELASTICI MOLLA A BALESTRA La molla a balestra, o molla semiellittica, è formata dall unione di tante foglie d acciaio di lunghezza sempre minore, unite insieme da staffe. La foglia più grande alle estremità è dotata di due occhielli attraverso i quali è ancorata al telaio. 118

119 GLI ELEMENTI ELASTICI MOLLA A BALESTRA Quando la molla a balestra è costituita da più foglie sovrapposte e di lunghezza differente si parla di balestra semiellittica. Quando la molla a balestra è costituita da una foglia singola di spessore variabile, o da due o più foglie sovrapposte, ma non in contatto tra loro se non nella zona centrale, si parla di balestra parabolica. La molla a balestra è un elemento elastico molto robusto, di concezione costruttiva semplice, accetta con disinvoltura forti carichi. 119

120 GLI ELEMENTI ELASTICI MOLLA ELICOIDALE E costituita da una barra d acciaio armonico avvolto a spirale. Le molle elicoidali conferiscono al veicolo un notevole comfort di marcia, una notevole escursione, garantendo un ottima aderenza a terra. 120

121 GLI ELEMENTI ELASTICI BARRA DI TORSIONE La barra di torsione è costituita da una robusta barra d acciaio armonico a sezione circolare. Nella parte posteriore, ogni barra, è unita ad una traversa per mezzo di un accoppiamento scanalato (mille righe). La traversa è saldamente ancorata al telaio. Nella parte anteriore, la barra è ancorata al braccio oscillante della sospensione. All atto del fissaggio, la barra di torsione viene precaricata. 121

122 AMMORTIZZATORI L ammortizzatore ha la funzione di smorzare rapidamente le vibrazioni del veicolo, ridurre le oscillazioni delle ruote, evitare il sollevamento delle stesse dal terreno. 122

123 AMMORTIZZATORI Gli ammortizzatori, assieme alle molle, aiutano a ridurre: - sobbalzi, - rollio, - oscillazione, - picchiata in frenata, - appoppamento in accelerazione. Smorzando le oscillazioni della molla, l'ammortizzatore: - mantiene le ruote a contatto con l'asfalto, - stabilizza i movimenti della carrozzeria, - garantisce il comfort di guida. 123

124 SISTEMI DI ANCORAGGIO: BARRA STABILIZZATRICE - Permette il collegamento delle ruote al telaio o alla scocca. - Consente la libera escursione verticale del molleggio. - Evita moti longitudinali e trasversali tra assi e struttura. 124

125 125

126 PNEUMATICI Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere le caratteristiche e la tipologia dei pneumatici. 126

127 PNEUMATICI Caratteristiche : - buona capacità di rotolamento, - scarsa resistenza all'avanzamento, - buone doti di adattabilità al terreno, - robusta costruzione specie sulle spalle, - buona durata, - silenziosità dì marcia, - prezzo contenuto. Queste doti sono in buona parte assolte dai moderni pneumatici tranne che per quella che più ci interessa: la perfetta aderenza di uno stesso pneumatico a tutti i tipi di terreno. Abbiamo quindi pneumatici specializzati per la marcia su: asfalto, fango, neve, ghiaccio, sabbia, eccetera. 127

128 PNEUMATICI Tradizionali Pregi: robusta costruzione, ottima tenuta laterale, fianchi molto resistenti, prezzo contenuto. Difetti: normalmente rigidi, poco resistenti alla usura, rotolamento faticoso, scarsa adattabilità al terreno, nessuna possibilità di variare la superficie di impronta a terra. Radiali Pregi: ottimo rotolamento, buona resistenza alla usura, ottima capacità di adattamento al terreno, ottima aderenza, possibilità di variare l'impronta a terra agendo sulla pressione di gonfiaggio. Difetti: fianchi deboli, scarsa tenuta laterale, costo elevato. 128

129 PNEUMATICI Caratteristiche dei pneumatici specializzati per vari tipi di terreno Pneumatici da fango: - scolpitura del battistrada profonda, - disegno autopulente, - trazione nei due sensi di marcia e sulla battuta esterna delle fiancate. Pneumatico da sabbia: - scolpitura poco profonda, - disegno studiato per evitare l azione di fresatura del manto sabbioso. 129

130 PNEUMATICI Caratteristiche dei pneumatici specializzati per vari tipi di terreno Pneumatico da roccia: -grande resistenza dei fianchi. Pneumatico da neve: - scolpitura profonda a solchi ravvicinati, - evidente scolpitura laterale. Soluzioni intermedie offrono buone prestazioni ma difficilmente raggiungono l'ottimo, tuttavia su tipi di terreno a tipologia variabile, queste soluzioni hanno spesso dato i migliori risultati. 130

131 PNEUMATICI SOTTOGONFIAGGIO Il sottogonfiaggio, assolutamente da evitare nella marcia stradale, si rileva invece utile se non indispensabile nella marcia in fuoristrada, quando ricorrono alcune situazioni particolari: PERCORSO ACCIDENTATO circa il 10% Leggero sottogonfiaggio per aumentare l'area di contatto e migliorare la capacita di "assorbimento degli urti della struttura. TERRENO CEDEVOLE fino al 50% circa Riducendo la pressione di gonfiaggio, e quindi la pressione di contatto al suolo, diminuisce l affondamento e migliora la capacita di trazione. Per limitate percorrenze e velocità molto basse (15/20 km/h), il pneumatico radiale permette di ridurre la pressione la prevista. 131

132 PNEUMATICI SOTTOGONFIAGGIO SABBIA riduzione massima 30% Una riduzione maggiore della pressione di esercizio comporta scarsi incrementi della capacità di trazione e si rischia di affaticare la struttura del pneumatico. FANGO E NEVE riduzione massima 30% Terreni fangosi o innevati sono spesso caratterizzati da condizioni di compattazione, cedevolezza ed aderenza poco omogenee. Sarà quindi utile valutare omogeneità e capacità di aderenza offerte dallo strato di terreno sottostante, per ridurre la pressione in maniera opportuna. Uno dei limiti alla riduzione della pressione e il pericolo di slittamento o stallonamento del pneumatico sul cerchio, possibilità che cresce con il miglioramento dell'aderenza. 132

133 133

134 TECNICHE DI GUIDA SUPERAMENTO OSTACOLI OSTACOLI NATURALI TECNICHE DI SUPERAMENTO, MANOVRE PARTICOLARI E DI SICUREZZA Al termine di questa lezione sarete in grado di : - conoscere il twist, la pendenza laterale, il solco, tronchi, massi, dosso, buche; - le tecniche di superamento 134

135 TWIST Il TWIST è la posizione che si determina quando il veicolo si trova con le ruote diagonalmente opposte prive di aderenza, annullando la motricità. In piano non crea particolari pericoli, in pendenza i rischi sono maggiori. 135

136 TWIST TECNICHE DI SUPERAMENTO In piano: imprimere al veicolo la forza di inerzia sufficiente per oltrepassare l ostacolo. Se in dotazione, utilizzare il dispositivo di blocco del differenziale posteriore. L inserimento del blocco del differenziale deve avvenire con le ruote ferme ed in linea con il senso di marcia (mai sterzate). 136

137 TWIST In salita il veicolo smette di avanzare e tende a retrocedere violentemente. Non appena il veicolo ritroverà aderenza, si avrà un brusco balzo in avanti con forti sollecitazioni agli organi di trasmissione. Tecnica per superare questo ostacolo: sfruttare una leggera forza d inerzia, anticipando il twist con una modesta accelerata. 137

138 TWIST In discesa l azione frenante del motore diventa nulla, il veicolo compie un balzo in avanti, non essendo più trattenuto dall aderenza, diventando ingovernabile. Tecnica per superare questo ostacolo: frenare leggermente prima e durante il passaggio, annullando così l effetto indesiderato del differenziale. 138

139 PENDENZA LATERALE ATTENZIONE!!! LE INDICAZIONI DATE PER QUESTO TIPO DI OSTACOLO SONO DI CARATTERE INFORMATIVO, POICHE, IL SUPERAMENTO DI TALE SITUAZIONE E DA CONSIDERARSI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IN ASSENZA DI ALTERNATIVE ED IN CASO DI ESTREMA NECESSITA. In caso di terreni a scarsa aderenza, neve, ghiaccio, erba bagnata, il passaggio in pendenza laterale non va mai affrontato. 139

140 PENDENZA LATERALE Detta anche angolo di ribaltamento laterale: è il limite del mezzo nell affrontare un passaggio in laterale. Dipende sostanzialmente dalla posizione del baricentro nel veicolo 140

141 PENDENZA LATERALE Bilanciamento del peso Spostare i pesi a monte soprattutto quelli che provocano un aumento del baricentro del veicolo. In alternativa si scaricano dal mezzo. 141

142 PENDENZA LATERALE Interventi sul percorso Quando il passaggio rappresenta un rischio elevato, è opportuno scavare una piccola trincea, sufficientemente larga per contenere le ruote a monte. 142

143 PENDENZA LATERALE Interventi sul percorso Si può costruire di una struttura di sostegno (un tronco con dei picchetti) per le ruote a valle. 143

144 PENDENZA LATERALE Misure di sicurezza Assicurazione del veicolo con corde e fettucce (se possibile meglio due punti di assicurazione) 144

145 PENDENZA LATERALE La pendenza laterale va affrontata a velocità bassa e costante. Il veicolo, quando incontra un fondo a scarsa aderenza tende a scivolare a valle. L'unica manovra possibile consiste nello sterzare verso valle, cercando così di contrastare la tendenza del veicolo a scivolare. 145

146 PENDENZA LATERALE Quando la scarsa aderenza del terreno o il ristretto spazio di manovra ne impediscono l'esecuzione è necessario fermarsi immediatamente assicurare il veicolo e procedere al recupero. 146

147 PENDENZA LATERALE USO DEL BLOCCO DEL DIFFERENZIALE Durante l'esecuzione di passaggi con pendenza laterale accentuata non bisogna azionare in alcun modo il blocco del differenziale sugli assi. 147

148 SOLCO LONGITUDINALE Se profondo, è opportuno non entrarvi; non vi sono difficoltà ad entrare nei solchi, non è altrettanto facile uscirne. La tecnica per uscire dai solchi profondi è togliere gas al momento della sterzata per favorire l aderenza laterale del pneumatico. 148

149 SOLCO TRASVERSALE Tecnica di attraversamento del solco trasversale: - approccio diagonale, entrare nel solco con una ruota alla volta, si avranno sempre tre ruote che esercitano lo sforzo di trazione; - velocità ridotta per evitare che le parti più esposte del veicolo possano entrare in contatto con il terreno in modo brusco. 149

150 SOLCO TRASVERSALE Se il solco è di grande dimensione si dovrà ridurre la larghezza o la profondità della fenditura, cercando di riempirla con materiale di fortuna. 150

151 TRONCHI - MASSI Nell affrontare questi ostacoli, il conducente deve prendere in considerazione per prima cosa le dimensioni degli stessi, dimensioni che non devono interferire con il profilo inferiore del veicolo. In presenza di massi, e non potendoli evitare, se le dimensioni lo consentono, si superano passandoci sopra direttamente con le ruote, avendo l accortezza di controllarne la discesa per evitare possibili urti con il profilo inferiore del veicolo. 151

152 TRONCHI - MASSI Nel caso in cui l ostacolo sia un tronco la tecnica di superamento è identica a quella utilizzata per i solchi trasversali, avvicinandosi a bassa velocità e diagonalmente, per superarlo con una ruota alla volta. 152

153 TRONCHI - MASSI Se le dimensioni sono superiori, occorrerà costruire una piccola rampa di avvicinamento ed un eventuale di uscita, procedendo poi a bassa velocità. 153

154 DOSSO Il dosso è un ostacolo costituito da una breve e ripida salita, seguita da un altrettanta breve e ripida discesa, con il culmine accentuato. Prima del superamento di questo ostacolo, effettuare una ricognizione a piedi. 154

155 DOSSO La prima verifica consiste nel valutare l angolo di attacco; il veicolo dovrà possedere un angolo compatibile con quello che si forma fra il terreno e la rampa di salita. 155

156 DOSSO La seconda consiste nel verificare l angolo di dosso, ed infine verificare l angolo di uscita. 156

157 DOSSO L avvicinamento alla rampa deve avvenire a bassa velocità, accelerando dolcemente appena le ruote cominciano a salire. Fase di avvicinamento: procedere a bassa velocità Fase di attacco: accelerare 157

158 DOSSO Nel momento in cui si noterà che l avantreno del veicolo comincia a scendere, alleggerire la pressione sull acceleratore in modo da consentire la discesa dal dosso, limitando l utilizzo dei freni (tanto meno frizione ed acceleratore). Fase di superamento: rilascio Fase di uscita 158

159 BUCHE Sono da considerarsi buche quelle di dimensioni tali da contenere un veicolo. Le buche di grandi dimensioni si possono paragonare a dossi rovesciati, valgono quindi le regole descritte per il superamento del dosso. 159

160 BUCHE La ricognizione a piedi è indispensabile non solo per valutare gli angoli e la consistenza del fondo, specie se in presenza di acqua, ma soprattutto ad accertarsi che le dimensioni della buca siano tali da contenere il veicolo, al fine di evitare contemporanee interferenze con il profilo inferiore dello stesso.(con probabile sollevamento da terra delle ruote). Angolo di dosso Angolo di dosso Angolo di attacco Angolo di uscita Dimensione della buca Se ci si trova di fronte a terreno cedevole è sconsigliato procedere. 160

161 161

162 TECNICHE DI GUIDA SUPERAMENTO OSTACOLI FONDI A SCARSA ADERENZA Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere le caratteristiche e le tecniche di superamento dei fondi a scarsa aderenza. 162

163 FONDI A SCARSA ADERENZA Rappresentano la condizione più frequente nella guida in fuoristrada. Le tipologie principali sono: - il fango, - la sabbia, - l erba bagnata, - la neve, - il ghiaccio. 163

164 FONDI A SCARSA ADERENZA FANGO E SABBIA La tecnica per superare un fondo a scarsa aderenza in presenza di fango o sabbia (pur essendo due fondi diversi la tecnica è simile), è quella di raggiungere una velocità tale da consentire il galleggiamento del veicolo, velocità che dovrà essere mantenuta costante fino al superamento dell ostacolo. 164

165 FONDI A SCARSA ADERENZA Nel caso in cui non si riesca a procedere, evitare di accelerare. Innestare la retromarcia e ritentare con maggior decisione, inserendo una marcia più alta. 165

166 FONDI A SCARSA ADERENZA Il sistema empirico per migliorare l aderenza è quello di sgonfiare leggermente i pneumatici, aumentandone così l impronta al suolo. Attenzione: pressioni troppo basse porterebbero la gomma a uscire dal cerchio (stallonamento). Nel superamento di un tratto fangoso, sarà utile l esecuzione delle manovre di remata e telegrafata. 166

167 FONDI A SCARSA ADERENZA ERBA BAGNATA - NEVE GHIACCIO Procedere a velocità moderata e con estrema prudenza, decelerando in anticipo ed usando con la massima dolcezza il freno. Accortezza che deve essere maggiore se si percorre un tratto ghiacciato. In caso di neve o ghiaccio, le catene sono d obbligo e montate sempre su tutte le ruote motrici. 167

168 FONDI A SCARSA ADERENZA ERBA BAGNATA - NEVE - GHIACCIO Una particolare attenzione è richiesta in presenza di discese o salite. In presenza di neve, e ancor più con ghiaccio, basta una piccola pendenza per rendere estremamente difficile la marcia. 168

169 169

170 RECUPERO DEL VEICOLO Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere le tecniche e le attrezzature per la manovra di recupero degli automezzi. 170

171 RECUPERO DEL VEICOLO In caso di arresto del veicolo, dovuto alle più svariate ragioni: - Intervenire in soccorso con uno o più veicoli di pari o superiori dimensioni. - E indispensabile disporre di idonea attrezzatura, è sconsigliato l utilizzo di mezzi di fortuna. - E consigliabile dotare il veicolo di presidi, anteriori e posteriori, di adeguata resistenza, opportunamente fissati al longherone del telaio, con un carico di rottura pari almeno al doppio del peso del veicolo. 171

172 RECUPERO DEL VEICOLO Il fissaggio al gancio, del presidio di collegamento tra i veicoli, deve avvenire mediante un grillo, anch esso con le stesse caratteristiche del gancio traino. 172

173 RECUPERO DEL VEICOLO E assolutamente sconsigliato l utilizzo di cavi di acciaio per il traino del veicolo, in caso di rottura diventano estremamente pericolosi. Attualmente si utilizzano cinghie in poliestere. Caratteristica della cinghia è quella di avere un elevato carico di rottura sia a strappo che a tensione 173

174 RECUPERO DEL VEICOLO È consigliabile una cinghia di almeno 10 MT. di lunghezza, al fine di consentire al veicolo trainante un adeguata distanza da quello in panne. - La cinghia va unita al grillo sempre dalla parte del perno - Il perno di non va avvitato completamente. 174

175 RECUPERO DEL VEICOLO Recupero classico o recupero lineare (recupero singolo) - È opportuno essere il più possibile allineati con la linea di tiro. - Agganciare i due veicoli, mettere in tensione la cinghia. - La partenza del veicolo trainante deve essere dolce ma decisa. SI NO Il veicolo soccorso deve agevolare l operazione mantenendo le ruote allineate e dando motricità alle stesse. 175

176 RECUPERO DEL VEICOLO Recupero a strappo Veicolo intrappolato dal fango o dalla sabbia - Il veicolo soccorritore si porta il più vicino possibile a quello da soccorrere. - La cinghia viene lasciata lenta, a terra, tra i due veicoli, ( il veicolo soccorritore potrà raggiungere una velocità tale da consentigli di strappare il veicolo dall impaccio. 176

177 RECUPERO DEL VEICOLO Recupero doppio in serie Recupero doppio affiancato Il veicolo soccorritore deve, possibilmente, effettuare il recupero agganciando il mezzo da trainare alla parte posteriore del veicolo. 177

178 RECUPERO DEL VEICOLO IL VERRICELLO TIPOLOGIE DI VERRICELLO: MECCANICO IDRAULICO ELETTRICO MANUALE 178

179 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO MECCANICO - IDRAULICO - Azionati dal motore del veicolo, mediante una presa di forza. - Adatti ad impieghi gravosi. In caso di avaria del motore non sono utilizzabili. 179

180 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO ELETTRICO - Peso ed ingombro contenuto. - Facile installazione. - Costante manutenzione. - Tempo di funzionamento estremamente limitato. In caso di avaria del motore è possibile utilizzare il verricello elettrico ancora per alcuni minuti 180

181 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO MANUALE - Buone prestazioni e grande versatilità di impiego. - Pregio di poter esercitare la forza in qualunque direzione. - Lento recupero del cavo. - Utilizzo abbastanza faticoso. 181

182 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO Dotazione indispensabile accessori: guanti da lavoro, cinghia di ancoraggio ancor winch, grilli adeguati al tiro del verricello, almeno una taglia, security pad, calzatoia ruote. 182

183 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO Il verricello deve essere utilizzato solo per autosoccorso. La portata deve essere adatta al peso del veicolo. È molto utile per spostare oggetti pesanti che ostacolano la marcia. 183

184 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO - Direzione di tiro: perpendicolare. - Svolgere il cavo fino al giro più interno del rullo del verricello - Operare con il cavo avvolto con un minimo di quattro o cinque giri attorno al rullo, 184

185 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO Ancoraggio ad un albero o ad una grossa pietra: utilizzare sempre un ancor winch. Taglia: - consente di correggere la linea di tiro, obbligandola nella posizione più favorevole, - consente di raddoppiare la forza di tiro di un verricello. 185

186 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO Tiro semplice Tiro con utilizzo della taglia Security pad 186

187 RECUPERO DEL VEICOLO VERRICELLO Nel caso in cui il verricello viene impropriamente utilizzato per recuperare un altro veicolo, è opportuno che, il veicolo dotato di verricello, sia adeguatamente frenato mediante utilizzo di calzatoie, ancorato ad altri veicoli o punti fissi (piante, massi, ecc.). 187

188 188

189 GUADO Al termine di questa lezione sarete in grado di conoscere le caratterestiche e le tecniche di superamento del guado: 189

190 GUADO Regole da osservare: sondare il corso d acqua prima di entrarvi col veicolo, in caso di guado profondo i finestrini devono essere lasciati aperti (abbandono rapido del veicolo), cinture slacciate (per facilitare un eventuale evacuazione dell abitacolo). accertarsi che le parti elettriche siano ben protette, individuare l altezza della presa d aria del motore (filtro), non deve penetrare acqua nel filtro. Prevedere più punti d uscita 190

191 GUADO 191

192 GUADO entrare in acqua diagonalmente a favore di corrente, con innestata una marcia bassa, mantenere una velocità costante, in presenza di massi sporgenti dall acqua procedere passando a monte dell ostacolo. SI NO 192

Corso TEORICO di Guida in Sicurezza dei Mezzi Fuoristrada destinato ai Volontari

Corso TEORICO di Guida in Sicurezza dei Mezzi Fuoristrada destinato ai Volontari Questionario Note Le domande dei questionari sono di tipo differente. Nello specifico, questi sono i tipi di domande: SCELTA MULTIPLA (1 opzione): sono elencate alcune risposte possibili e va scelta quella

Dettagli

STERZATA SENZA SPOSTAMENTO MANI MANI IN POSIZIONE BASE. POSIZIONE SUL SEDILE: TROPPO LONTANA (prospetto) POSIZIONE DI GUIDA: LONTANA (pianta)

STERZATA SENZA SPOSTAMENTO MANI MANI IN POSIZIONE BASE. POSIZIONE SUL SEDILE: TROPPO LONTANA (prospetto) POSIZIONE DI GUIDA: LONTANA (pianta) MANI IN POSIZIONE BASE Posizione base, fondamentale per guidare con qualità e sicurezza: mani sul volante come sul quadrante di un orologio, per indicare le ore 9:15, con i pollici bene ancorati alle razze.

Dettagli

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Meccanica e Meccanizzazione Agricola Organi di propulsione e sostegno Prof. S. Pascuzzi 1 Organi di propulsione e sostegno Organi di propulsione

Dettagli

Multipurpose All Terrain Vehicle

Multipurpose All Terrain Vehicle FRESIA F18 4X4 Multipurpose All Terrain Vehicle Mezzo Speciale per Trasporto Materiale Logistico in condizioni estreme su ogni tipo di terreno 4 Ruote Motrici 4 Ruote Sterzanti L F18 4x4 è un veicolo leggero

Dettagli

INTRODUZIONE ALLA GUIDA IN SICUREZZA DEI MEZZI SPECIALI 4X4 (FUORISTRADA BASE)

INTRODUZIONE ALLA GUIDA IN SICUREZZA DEI MEZZI SPECIALI 4X4 (FUORISTRADA BASE) PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO SERVIZIO ANTINCENDI E PROTEZIONE CIVILE SCUOLA PROVINCIALE ANTINCENDI INTRODUZIONE ALLA GUIDA IN SICUREZZA DEI MEZZI SPECIALI 4X4 (FUORISTRADA BASE) a cura di: STEFANO SELEM

Dettagli

DINAMICA DELL ASSETTO IN UN AUTOMODELLO RC

DINAMICA DELL ASSETTO IN UN AUTOMODELLO RC DINAMICA DELL ASSETTO IN UN AUTOMODELLO RC INDICE 1 ANGOLO DI CAMBER STATICO Pag. 2 1.1 Indicazioni Generali per Avantreno e Retrotreno Pag. 2 1.2 Camber Avantreno Pag. 2 1.3 Camber Retrotreno Pag. 2 2

Dettagli

ATTENZIONE Con trazione integrale inserita la velocità massima consigliata è di 60 km/h.

ATTENZIONE Con trazione integrale inserita la velocità massima consigliata è di 60 km/h. DUCATO 4x4 In questo supplemento sono illustrate le principali caratteristiche del DUCATO 4x4 unitamente ad alcuni consigli d uso. Per quanto non riportato, fare riferimento al libretto di Uso e Manutenzione

Dettagli

Touring Car Setup Guide (tratto dal sito: R/C Car Handling)

Touring Car Setup Guide (tratto dal sito: R/C Car Handling) Touring Car Setup Guide (tratto dal sito: R/C Car Handling) Osservazione: con il segno + si vuole indicare che la regolazione impostata è stata aumentata. Mentre, con il segno la regolazione impostata

Dettagli

Le Prime e Più Importanti Regolazioni Sull Automodello

Le Prime e Più Importanti Regolazioni Sull Automodello email : barcooff@lycos.it Url : http://utenti.lycos.it/barcooff/ Le Prime e Più Importanti Regolazioni Sull Automodello Angolo Di Camber o Campanatura Con il termine camber, o campanatura, si indica l

Dettagli

Verifica finale corso di Guida sicura

Verifica finale corso di Guida sicura Verifica finale corso di Guida sicura NOTA BENE: le soluzioni si trovano in fondo al documento 1. Quali sono gli scopi di una buona posizione di guida? (barrare tutte le risposte corrette) A) evitare che

Dettagli

Le sospensioni 22 R.T.A. 152. di Gianpaolo Riva

Le sospensioni 22 R.T.A. 152. di Gianpaolo Riva Le sospensioni di Gianpaolo Riva Sono elementi nascosti alla vista dell automobilista. Assicurano comfort e tenuta di strada e perciò la loro funzione è indispensabile e fondamentale per la sicurezza attiva.

Dettagli

REGOLAMENTO COSTRUTTIVO CATEGORIA KART TRADIZIONALE (N5K) (in vigore dal 2015)

REGOLAMENTO COSTRUTTIVO CATEGORIA KART TRADIZIONALE (N5K) (in vigore dal 2015) REGOLAMENTO COSTRUTTIVO CATEGORIA KART TRADIZIONALE (N5K) (in vigore dal 2015) 1 Definizione Sono ammessi nella categoria N5K (Kart) i telai Kart a motore che dispongano o abbiano disposto di omologazione

Dettagli

REGOLAZIONE SOSPENSIONI suspension tuning

REGOLAZIONE SOSPENSIONI suspension tuning REGOLAZIONE SOSPENSIONI suspension tuning Francesco Meneghini 2007 Introduzione Nessuna parte nella regolazione della moto è più critica della messa a punto delle sospensioni. Un impropria messa a punto

Dettagli

Autocarri con allestimento intercambiabile. Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile PGRT

Autocarri con allestimento intercambiabile. Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile PGRT Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile Informazioni generali sugli autocarri con allestimento intercambiabile I veicoli con allestimento intercambiabile sono considerati

Dettagli

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie Corso di Meccanica e Meccanizzazione Agricola Trasmissione del moto Prof. S. Pascuzzi 1 Trasmissione del moto ELEMENTO CONDUTTORE impartisce il moto mediante

Dettagli

Controllo del Differenziale e Dinamica del Veicolo

Controllo del Differenziale e Dinamica del Veicolo e Dinamica del Veicolo Funzione del differenziale 1) Svincolare cinematicamente tra loro gli alberi condotti ) Ripartire convenientemente la coppia motrice Differenziale autobloccante meccanico Tipi di

Dettagli

Indice DEFINIZIONE... 2 Allestimento flessibile alla torsione... 2 CARATTERISTICHE GENERALI DEL TELAIO... 3 Uso... 3 Resistenza... 3 Stabilità durante il ribaltamento... 3 Comfort, caratteristiche di guida...

Dettagli

Relazione sulle ATTIVITA SPERIMENTALI E NUMERICHE SVOLTE SU PNEUMATICI PER GO KART DA COMPETIZIONE

Relazione sulle ATTIVITA SPERIMENTALI E NUMERICHE SVOLTE SU PNEUMATICI PER GO KART DA COMPETIZIONE Relazione sulle ATTIVITA SPERIMENTALI E NUMERICHE SVOLTE SU PNEUMATICI PER GO KART DA COMPETIZIONE Oggetto e scopo della ricerca Le attività svolte hanno avuto l obiettivo di caratterizzare le prestazioni

Dettagli

LA TRATTRICE AGRICOLA

LA TRATTRICE AGRICOLA LA TRATTRICE AGRICOLA TIPOLOGIE DI TRATTRICI STRUTTURA DELLE TRATTRICI MODERNE PARTICOLARI TIPI DI TRATTRICE PRINCIPALI PARTI DELLA TRATTRICE TIPOLOGIE DI TRATTRICI La trattrice agricola viene definita

Dettagli

Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola SERVIZIO DI ACCERTAMENTO DELLE CARATTERISTICHE FUNZIONALI E DELLA SICUREZZA DELLE MACCHINE AGRICOLE

Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola SERVIZIO DI ACCERTAMENTO DELLE CARATTERISTICHE FUNZIONALI E DELLA SICUREZZA DELLE MACCHINE AGRICOLE Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola SERVIZIO DI ACCERTAMENTO DELLE CARATTERISTICHE FUNZIONALI E DELLA SICUREZZA DELLE MACCHINE AGRICOLE CERTIFICATO n 41-002 PNEUMATICI PER TRATTORI AGRICOLI: RADIAL

Dettagli

Disegno di Macchine. corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Disegno di Macchine. corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana Disegno di Macchine corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana Lezione n 4 Componentistica di base: alberi, trasmissione per cinghie e catene, giunti Alberi Appunti

Dettagli

New Kyron, il SUV più spazioso della categoria

New Kyron, il SUV più spazioso della categoria Potenza e stile New Kyron, il SUV più spazioso della categoria L'AMPIO SPAZIO A DISPOSIZIONE PERMETTE DI VIAGGIARE COMODAMENTE E DI TRASPORTARE AL TEMPO STESSO TUTTO CIO CHE OCCORRE PER IL LAVORO, LO SPORT

Dettagli

29 Circuiti oleodinamici fondamentali

29 Circuiti oleodinamici fondamentali 29 Circuiti oleodinamici fondamentali Fig. 1. Circuito oleodinamico: (1) motore elettrico; (2) pompa; (3) serbatoio; (4) filtro; (5) tubazione di mandata; (6) distributore; (7) cilindro; (8) tubazione

Dettagli

CARRIER C30R-2B. 2365 kg. Call for Yanmar solutions

CARRIER C30R-2B. 2365 kg. Call for Yanmar solutions CARRIER 2365 kg Call for Yanmar solutions COMPATTEZZA Trasportatore Yanmar, prestazioni ottimali su ogni tipo di terreno. Caratteristiche principali > Dimensioni compatte : Larghezza globale ridotta a

Dettagli

PEDANA PROVVISTA DI DISPOSITIVI PER IL BLOCCAGGIO DI SEDIE A ROTELLE

PEDANA PROVVISTA DI DISPOSITIVI PER IL BLOCCAGGIO DI SEDIE A ROTELLE Sezione II PEDANA PROVVISTA DI DISPOSITIVI PER IL BLOCCAGGIO DI SEDIE A ROTELLE (RM 2008 A 000111: 20/02/2008 Italia) Tiziano Averna, Marco Traballesi Fondazione Santa Lucia Ettore Pennestrì, Pier Paolo

Dettagli

SETUP DI UN AUTOVEICOLO

SETUP DI UN AUTOVEICOLO Inizio 14.15 Proge&azione di sistemi di trasporto SETUP DI UN AUTOVEICOLO Ing. Mattia Strangi Università degli Studi di Bologna DiparBmento DICAM Ingegneria Civile, Ambientale e dei Materiali www.dicam.unibo.it

Dettagli

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo

Fondamenti di Trasporti. Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Università di Catania Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria Civile AA 1011 1 Fondamenti di Trasporti Meccanica della Locomozione Utilizzazione della potenza a bordo Giuseppe Inturri Dipartimento

Dettagli

SICUREZZA NELLA GUIDA INVERNALE

SICUREZZA NELLA GUIDA INVERNALE SICUREZZA NELLA GUIDA INVERNALE PNEUMATICI, CATENE, GUIDA INVERNALE. REGOLE FONDAMENTALI Prima di iniziare a vedere le diverse tipologie di pneumatico ed accennare a qualche basilare nozione di guida su

Dettagli

Specifica Tecnica ST 09-00 CARRI TIPO 130 / 132 ISTRUZIONI PER L UTILIZZO E AVVERTENZE PER LA SICUREZZA. Carro tipo 130 / 132

Specifica Tecnica ST 09-00 CARRI TIPO 130 / 132 ISTRUZIONI PER L UTILIZZO E AVVERTENZE PER LA SICUREZZA. Carro tipo 130 / 132 pag. 1/28 SOMMARIO Carro tipo 130 / 132 1.0 - INFORMAZIONI GENERALI... 2 1.1 - Descrizione del prodotto... 2 1.2 - Caratteristiche tecniche del prodotto... 4 1.2.1 - Dimensioni... 4 1.2.2 - Carichi...

Dettagli

Yes, you can. Invacare REM 550. Comando Manuale d uso

Yes, you can. Invacare REM 550. Comando Manuale d uso Yes, you can. Invacare REM 550 Comando Manuale d uso Indice Capitolo Pagina 1 La consolle di guida REM 550 4 2 1.1 Struttura della consolle di guida...4 1.2 Display di stato...7 1.2.1 Indicatore livello

Dettagli

Dinamica del veicolo in moto aberrante

Dinamica del veicolo in moto aberrante II WORKSHOP Tecniche ed analisi scientifica per la ricostruzione dei sinistri stradali Dinamica del veicolo in moto aberrante Francesco Timpone Salone dei Quadri - Sessa Aurunca (CE) 05 dicembre 2013 Definizioni

Dettagli

Il nuovo Arocs Loader. Il nuovo Arocs Grounder.

Il nuovo Arocs Loader. Il nuovo Arocs Grounder. Il nuovo Arocs Loader. Il nuovo Arocs Grounder. Massima forza per massime sollecitazioni: Arocs Loader e Arocs Grounder. Per carichi particolarmente elevati e sollecitazioni estreme. Con Arocs Loader

Dettagli

La "sosta classica" Nella "sosta classica", i due ancoraggi sono collegati tra loro con due moschettoni ed un anello di cordino.

La sosta classica Nella sosta classica, i due ancoraggi sono collegati tra loro con due moschettoni ed un anello di cordino. La "sosta classica" 6 aprile 2005 La progressione della cordata su una parete è caratterizzata dal movimento non contemporaneo degli alpinisti. Durante la progressione della cordata, la sosta è il punto

Dettagli

L innovativo ed ergonomico sistema portascale per qualsiasi possibile impiego.

L innovativo ed ergonomico sistema portascale per qualsiasi possibile impiego. L innovativo ed ergonomico sistema portascale per qualsiasi possibile impiego. 2 1 2 3 Chiedete ai vostri specialisti Prime Design Europe in tutta Europa ulteriori informazioni sui nostri prodotti vincenti!

Dettagli

Smorzamento Degli Ammortizzatori

Smorzamento Degli Ammortizzatori Smorzamento Degli Ammortizzatori Lo smorzamento governa la resistenza al movimento degli ammortizzatori, per mezzo di un pistone interno che si muove a bagno d olio quando l ammortizzatore si comprime

Dettagli

Carlotti G. & C. s.n.c. L arte della raccolta delicata

Carlotti G. & C. s.n.c. L arte della raccolta delicata Carlotti G. & C. s.n.c. L arte della raccolta delicata Macchine semplici Rapid 3 SK KMC ZMC Super 293 Super 294 ML Rapid 3 SK Le scavapatate semplici La nuova serie di scavapatate Rapid 3SK nasce anche

Dettagli

Guida rapida al setup per modelli OFF-Road Molle

Guida rapida al setup per modelli OFF-Road Molle Guida rapida al setup per modelli OFF-Road Molle Più dure Più morbide Auto + reattiva e diretta (ed anche nervosa) Aiutano a saltare + in alto e + in lungo, quindi sono ottime per piste piatte con tanta

Dettagli

FRESATRICI CLASSIFICAZIONE DELLE FRESATRICI

FRESATRICI CLASSIFICAZIONE DELLE FRESATRICI FRESATRC CLASSFCAZONE DELLE FRESATRC Le fresatrici si distinguono principalmente per la disposizione dell albero portafresa e per le possibilità di movimento della tavola portapezzo. Si classificano in

Dettagli

RC 40 Dati tecnici. Carrello elevatore Diesel e GPL. RC 40-16 RC 40-18 RC 40-20 RC 40-25 RC 40-30

RC 40 Dati tecnici. Carrello elevatore Diesel e GPL. RC 40-16 RC 40-18 RC 40-20 RC 40-25 RC 40-30 @ RC 40 Dati tecnici. Carrello elevatore Diesel e GPL. RC 40-16 RC 40-18 RC 40-20 RC 40-25 RC 40-30 2 RC 40 Dati tecnici. 3 Questa scheda tecnica indica soltanto i valori tecnici del carrello elevatore

Dettagli

DINAMICA. 1. La macchina di Atwood è composta da due masse m

DINAMICA. 1. La macchina di Atwood è composta da due masse m DINAMICA. La macchina di Atwood è composta da due masse m e m sospese verticalmente su di una puleggia liscia e di massa trascurabile. i calcolino: a. l accelerazione del sistema; b. la tensione della

Dettagli

www.italy-ontheroad.it

www.italy-ontheroad.it www.italy-ontheroad.it Rotonda, rotatoria: istruzioni per l uso. Negli ultimi anni la rotonda, o rotatoria stradale, si è molto diffusa sostituendo gran parte delle aree semaforizzate, ma l utente della

Dettagli

come girare veloci IN PIEGA L ASSETTO DA PISTA

come girare veloci IN PIEGA L ASSETTO DA PISTA IN PIEGA L ASSETTO DA PISTA come girare veloci La regolazione della forcella comincia con il precarico molla (sinistra) aumentando quello standard. Allo stesso modo si incrementa il freno in compressione

Dettagli

ALESATRICE ORIZZONTALE Mod. 2B660

ALESATRICE ORIZZONTALE Mod. 2B660 ALESATRICE ORIZZONTALE Mod. 2B660 M.I.R.M.U. - Via Baldinucci, 40 20158 Milano - Tel 02.39320593 Fax 02.39322954 info @mirmu.it 1 La macchina utensile di tipo universale con un montante anteriore mobile

Dettagli

Il compatto per la movimentazione pesante. 505E. 5.000 Kg

Il compatto per la movimentazione pesante. 505E. 5.000 Kg D d i e s e l Il compatto per la movimentazione pesante. 505E 5.000 Kg 50 D IL 505E Il carrello 505E fonde la qualità e le prestazioni della linea 355E- 455E, con la robustezza del gruppo di sollevamento

Dettagli

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale

Esercitazione 5 Dinamica del punto materiale Problema 1 Un corpo puntiforme di massa m = 1.0 kg viene lanciato lungo la superficie di un cuneo avente un inclinazione θ = 40 rispetto all orizzontale e altezza h = 80 cm. Il corpo viene lanciato dal

Dettagli

Specifica Tecnica ST 11-00 CARRO TIPO 146 BIS ISTRUZIONI PER L UTILIZZO E AVVERTENZE PER LA SICUREZZA. Carro SITFA tipo 146 Bis

Specifica Tecnica ST 11-00 CARRO TIPO 146 BIS ISTRUZIONI PER L UTILIZZO E AVVERTENZE PER LA SICUREZZA. Carro SITFA tipo 146 Bis Specifica Tecnica ST 11-00 CARRO TIPO 146 BIS ISTRUZIONI PER L UTILIZZO E AVVERTENZE PER LA SICUREZZA 03/10/2008 pag. 1/23 SOMMARIO Carro SITFA tipo 146 Bis PROVVISORIO 03/10/2008 1.0 - INFORMAZIONI GENERALI...

Dettagli

Corso di Tecnologia Meccanica

Corso di Tecnologia Meccanica Corso di Tecnologia Meccanica Modulo 3.7 Deformazione plastica LIUC - Ingegneria Gestionale 1 Macchine per la fucinatura e lo stampaggio LIUC - Ingegneria Gestionale 2 Classificazione Macchine ad energia

Dettagli

Agilità e potenza. I carrelli elevatori elettrici Linde E 20 E 30. Linde Material Handling

Agilità e potenza. I carrelli elevatori elettrici Linde E 20 E 30. Linde Material Handling Agilità e potenza. I carrelli elevatori elettrici Linde E 20 E 30. Linde Material Handling Linde E 20: un carrello agile e compatto con una portata di 2.0 t. Con un altezza del tettuccio di protezione

Dettagli

Stazione di ricarica per il robot Tobor

Stazione di ricarica per il robot Tobor UNIVERSITÀ DI BRESCIA FACOLTÀ DI INGEGNERIA Dipartimento di Ingegneria dellʼinformazione Laboratorio di Robotica Avanzata Advanced Robotics Laboratory Corso di Robotica Mobile (Prof. Riccardo Cassinis)

Dettagli

Freno di stazionamento. Cabina di guida. Comando lama neve

Freno di stazionamento. Cabina di guida. Comando lama neve Cabina di guida L abitacolo del nuovo Veicolo Euro 5 è caratterizzato dal nuovo design della consolle centrale. La cabina si contraddistingue perché di tipo avanzato, costruita in materiale composito anticorrosivo

Dettagli

Il Carroponte 1 il carroponte

Il Carroponte 1 il carroponte Il Carroponte Il Carroponte è uno strumento portentoso, ma che deve essere utilizzato con la massima prudenza. In commercio ne esistono di vari tipi, anche se alcuni elementi sono comuni fra molti modelli.

Dettagli

Capitolo 3. Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare.

Capitolo 3. Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare. Realizzazione meccanica Iniziamo col far vedere cosa si è ottenuto, per far comprendere le successive descrizioni, avendo in mente ciò che si vuole realizzare. - 37 - 3.1 Reperibilità dei pezzi La prima

Dettagli

Unità didattica 2: Mobilitazioni e Spostamenti

Unità didattica 2: Mobilitazioni e Spostamenti Unità didattica 2: Mobilitazioni e Spostamenti In questa unità didattica si impara come si può aiutare una persona a muoversi, quando questa persona non può farlo in modo autonomo. Quindi, è necessario

Dettagli

LPRE1405-8A LINEA DI IMBALLAGGIO AUTOMATICO CON CARTONE A MODULO CONTINUO. Oggetto: BOX DOCCIA. PRODOTTO DA IMBALLARE: DIMENSIONI PRODOTTO:

LPRE1405-8A LINEA DI IMBALLAGGIO AUTOMATICO CON CARTONE A MODULO CONTINUO. Oggetto: BOX DOCCIA. PRODOTTO DA IMBALLARE: DIMENSIONI PRODOTTO: Oggetto: LPRE1405-8A LINEA DI IMBALLAGGIO AUTOMATICO CON CARTONE A MODULO CONTINUO. PRODOTTO DA IMBALLARE: BOX DOCCIA. DIMENSIONI PRODOTTO: LUNGHEZZA (X) MIN. 800 MM MAX. 2200 MM LARGHEZZA (Y) MIN. 240

Dettagli

REACH STACKER IRS 50 MANUALE USO E MANUTENZIONE CAPITOLO 6. DESCRIZIONE DELLA MACCHINA

REACH STACKER IRS 50 MANUALE USO E MANUTENZIONE CAPITOLO 6. DESCRIZIONE DELLA MACCHINA REACH STACKER IRS MANUALE USO E MANUTENZIONE 6.1.2 DATI TECNICI SPECIFICHE Capacità di sollevamento (1. / 2. Row)...000 / 000 kg Load Center...2000 / 00 mm Motore...Diesel Sterzo...idrostatico, volante

Dettagli

Parte I: Meccanica della locomozione ed armamento

Parte I: Meccanica della locomozione ed armamento Parte I: Meccanica della locomozione ed armamento 1) Meccanica della locomozione: equazione del moto, resistenze al moto, dinamica del veicolo, andamento planoaltimetrico, sopraelevazione in curva, accelerazione

Dettagli

ISTRUZIONI DI MONTAGGIO

ISTRUZIONI DI MONTAGGIO MANUALE DI INSTALLAZIONE MANUTENZIONE ED USO. INDICE: AVVERTENZE GENERALI PER LA SICUREZZA...PAG. 2 INSTALLAZIONE GUIDE VERTICALI...PAG. 2 INSTALLAZIONE GRUPPO MOLLE...PAG. 2 INSTALLAZIONE CON VELETTA

Dettagli

Impianto Frenante. Dispensa didattica. Zanutto Daniele

Impianto Frenante. Dispensa didattica. Zanutto Daniele Impianto Frenante Dispensa didattica Zanutto Daniele I Freni pag. 4782 Compito I freni hanno il compito di rallentare, frenare e fermare un veicolo e di impedire un suo movimento da fermo. Durante la decelerazione,

Dettagli

ANALISI DI UN SALTO DI LORENZO STRATTA Nella colonna a sinistra le sequenze di un salto di Lorenzo Stratta a 3.80 (record personale Asti, 24 ottobre

ANALISI DI UN SALTO DI LORENZO STRATTA Nella colonna a sinistra le sequenze di un salto di Lorenzo Stratta a 3.80 (record personale Asti, 24 ottobre 1 2 3 ANALISI DI UN SALTO DI LORENZO STRATTA Nella colonna a sinistra le sequenze di un salto di Lorenzo Stratta a 3.80 (record personale Asti, 24 ottobre 2010). Per meglio valutare e commentare l esecuzione

Dettagli

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie

Forze, leggi della dinamica, diagramma del. 28 febbraio 2009 (PIACENTINO - PREITE) Fisica per Scienze Motorie Forze, leggi della dinamica, diagramma del corpo libero 1 FORZE Grandezza fisica definibile come l' agente in grado di modificare lo stato di quiete o di moto di un corpo. Ci troviamo di fronte ad una

Dettagli

Carrelli per il trasporto e il

Carrelli per il trasporto e il Trasporti interni Carrelli per il trasporto e il sollevamento Classificazione dei carrelli Tipologie esistenti Caratteristiche e prestazioni Predisposizioni antinfortunistiche 2 2005 Politecnico di Torino

Dettagli

VEICOLI DA TRASFORMAZIONE. tecnica / motori 01/2014. 2 anni di garanzia contrattuale, 1 anno di garanzia estesa

VEICOLI DA TRASFORMAZIONE. tecnica / motori 01/2014. 2 anni di garanzia contrattuale, 1 anno di garanzia estesa fiat DUCATO VEICOLI DA TRASFORMAZIONE tecnica / motori 01/2014 2 anni di garanzia contrattuale, 1 anno di garanzia estesa Totale 3 anni di garanzia o pure 200 000 km Tagliando ogni 48 000 km Gamma 4x4

Dettagli

FISICA DELLA BICICLETTA

FISICA DELLA BICICLETTA FISICA DELLA BICICLETTA Con immagini scelte dalla 3 SB PREMESSA: LEGGI FISICHE Velocità periferica (tangenziale) del moto circolare uniforme : v = 2πr / T = 2πrf Velocità angolare: ω = θ / t ; per un giro

Dettagli

PUNTATE ALLE STELLE. INFORMAZIONI SU RUOTE COMPLETE E PNEUMATICI ORIGINALI BMW/MINI CON IL MARCHIO DELLA STELLA.

PUNTATE ALLE STELLE. INFORMAZIONI SU RUOTE COMPLETE E PNEUMATICI ORIGINALI BMW/MINI CON IL MARCHIO DELLA STELLA. PUNTATE ALLE STELLE. INFORMAZIONI SU RUOTE COMPLETE E PNEUMATICI ORIGINALI /MINI CON IL MARCHIO DELLA STELLA. Switzerland PNEUMATICI SU MISURA. Lo sviluppo di uno pneumatico originale /MINI ha inizio già

Dettagli

Istituto Tecnico Settore Tecnologico Giulio Cesare Falco. Studio dell elica aeronautica Parte 2

Istituto Tecnico Settore Tecnologico Giulio Cesare Falco. Studio dell elica aeronautica Parte 2 Istituto Tecnico Settore Tecnologico Giulio Cesare Falco nuovo indirizzo in Trasporti e Logistica articolazione Costruzione del Mezzo opzione Costruzioni Aeronautiche Studio dell elica aeronautica Parte

Dettagli

MACCHINE MOTRICI COSA TRATTEREMO

MACCHINE MOTRICI COSA TRATTEREMO LE MACCHINE MOTRICI MACCHINE MOTRICI COSA TRATTEREMO TRATTRICI: FUNZIONI E TIPOLOGIE DISPOSITIVI DI ACCOPPIAMENTO ORGANI DI PROPULSIONE BILANCIO DINAMICO CRITERI TECNICI, OPERATIVI ED ECONOMICI SUDDIVISIONE

Dettagli

Compattezza semi-vio. Mini-escavatore. Caratteristiche principali. Vantaggi operativi

Compattezza semi-vio. Mini-escavatore. Caratteristiche principali. Vantaggi operativi Mini-escavatore Compattezza semi-vio Caratteristiche principali Dimensioni compatte : - larghezza della macchina ridotta a 980 mm ; - raggio di rotazione posteriore di soli 980 mm ; - raggio di rotazione

Dettagli

Pneumatici e aderenza, tutto quello che volevi sapere e non hai mai osato chiedere.

Pneumatici e aderenza, tutto quello che volevi sapere e non hai mai osato chiedere. Repubblica e Cantone Ticino Polizia cantonale www.polizia.ti.ch Sezione approfondimenti Pneumatici e aderenza, tutto quello che volevi sapere e non hai mai osato chiedere. Di Sergente Maggiore Alvaro Franchini,

Dettagli

RUOTE DENTATE. Introduzione

RUOTE DENTATE. Introduzione RUOTE DENTATE 362 Introduzione Le ruote dentate costituiscono un sistema affidabile per la trasmissione del moto tra assi paralleli, incidenti e sghembi. La trasmissione avviene per spinta dei denti della

Dettagli

EH700. Massimo carico utile 37 600 kg. Massimo carico utile con rivestimento di tipo generico 35 400 kg. Peso complessivo a pieno carico 69 900 kg

EH700. Massimo carico utile 37 600 kg. Massimo carico utile con rivestimento di tipo generico 35 400 kg. Peso complessivo a pieno carico 69 900 kg EH700 Massimo carico utile 37 600 kg Massimo carico utile con rivestimento di tipo generico 35 400 kg Peso complessivo a pieno carico 69 900 kg Potenza lorda motore 391 kw / 525 HP Progettati per le prestazioni,

Dettagli

Polivalenza senza eguali Il sistema di aggancio rapido ad azionamento idraulico permette la rapida intercambiabilità degli accessori.

Polivalenza senza eguali Il sistema di aggancio rapido ad azionamento idraulico permette la rapida intercambiabilità degli accessori. Velocità oltre 5 km/h La trasmissione idrostatica con pompa a cilindrata variabile che equipaggia i modelli con maggiori prestazioni, assicura il trasferimento veloce su strada. La potenza dove potrebbe

Dettagli

Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie

Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione Dall equazione alle

Dettagli

Le pale Bobcat possono trasformarsi in fresatrici economiche ed efficienti grazie al a fresa Bobcat disponibile come accessorio. 14 (36 cm) portata

Le pale Bobcat possono trasformarsi in fresatrici economiche ed efficienti grazie al a fresa Bobcat disponibile come accessorio. 14 (36 cm) portata Frese Accessori Le pale Bobcat possono trasformarsi in fresatrici economiche ed Fresa Bobcat 14 (36 cm) con portata idraulica standard Modello economico, progettato specificamente per l utilizzo su alcuni

Dettagli

TECNOLOGIA MECCANICA LA TRASMISSIONE DEL MOTO Fondamenti

TECNOLOGIA MECCANICA LA TRASMISSIONE DEL MOTO Fondamenti LA TRASMISSIONE DEL MOTO Fondamenti Centro per l Automazione e la Meccanica Via Rainusso 138/N 41100 Modena INDICE 1 La trasmissione del moto pag. 2 1.1 I motori 2 1.2 Trasmissione del moto mediante i

Dettagli

S.P.Q.R. COMUNE DI ROMA SOVRAINTENTENZA BB.CC. I PONTEGGI. Servizio Prevenzione e Protezione. Corso di formazione Quaderno N

S.P.Q.R. COMUNE DI ROMA SOVRAINTENTENZA BB.CC. I PONTEGGI. Servizio Prevenzione e Protezione. Corso di formazione Quaderno N S.P.Q.R. COMUNE DI ROMA SOVRAINTENTENZA BB.CC. Corso di formazione Quaderno N I PONTEGGI Servizio Prevenzione e Protezione I ponteggi sono opere provvisionali che si usano nei lavori di ingegneria civile,di

Dettagli

RESISTENZA DEL MEZZO [W] [kw] Velocità m/s. Adimensionale Massa volumica kg/m 3. Sezione maestra m 2 POTENZA ASSORBITA DALLA RESISTENZA DEL MEZZO:

RESISTENZA DEL MEZZO [W] [kw] Velocità m/s. Adimensionale Massa volumica kg/m 3. Sezione maestra m 2 POTENZA ASSORBITA DALLA RESISTENZA DEL MEZZO: RSISTZA D MZZO R m 1 C X ρ A v Adimensionale Massa volumica kg/m 3 Velocità m/s Sezione maestra m Valori medi dei coefficienti: Superfici piane normali al moto: acqua: K9,81 60, aria: K9,81 0,08 1 K C

Dettagli

Macchine per la movimentazione di carichi pesanti

Macchine per la movimentazione di carichi pesanti Serie MHT Macchine per la movimentazione di carichi pesanti 5 modelli in grado di sollevare da 5 a 16 tonnellate L esperienza consolidata nella progettazione di macchine per la movimentazione fuoristrada

Dettagli

SCALE. SCALE (Allegato XX del D.Lgs 81/08)

SCALE. SCALE (Allegato XX del D.Lgs 81/08) SCALE SCALE (Allegato XX del D.Lgs 81/08) E riconosciuta la conformità delle scale portatili, alle seguenti condizioni: a) le scale portatili siano costruite conformemente alla norma tecnica UNI EN 131

Dettagli

Danneggiamenti tipici nei componenti autotelaio e dello sterzo.

Danneggiamenti tipici nei componenti autotelaio e dello sterzo. Danneggiamenti tipici nei componenti autotelaio e dello sterzo. www.meyle.com Chi ha subito questo danno, dovrebbe al più presto possibile procurarsi dei pezzi di ricambio rinforzati. Supporti idraulici

Dettagli

The DINO files: preparazione Chaparral 2E

The DINO files: preparazione Chaparral 2E The DINO files: preparazione Chaparral 2E Mi sono inizialmente assicurato che sull'auto fosse montato l'alettone racing alleggerito. È riconoscibile dalla caratteristica di avere la parte inferiore cava.

Dettagli

Protezione degli alberi cardanici di trasmissione dalla presa di potenza

Protezione degli alberi cardanici di trasmissione dalla presa di potenza Protezione degli alberi cardanici di trasmissione dalla presa di potenza Leonardo Vita Leonardo.vita@ispesl.it Marco Pirozzi marco.pirozzi@ispesl.it L albero cardanico L albero cardanico é un organo meccanico

Dettagli

28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6

28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6 28360 - FISICA MATEMATICA 1 A.A. 2014/15 Problemi dal libro di testo: D. Giancoli, Fisica, 2a ed., CEA Capitolo 6 Lavoro, forza costante: W = F r Problema 1 Quanto lavoro viene compiuto dalla forza di

Dettagli

Programma. GuidarePilotare si riserva di apportare modifiche al programma senza preavviso, garantendo parità di contenuto formativo.

Programma. GuidarePilotare si riserva di apportare modifiche al programma senza preavviso, garantendo parità di contenuto formativo. Guida Sicura Base Moto e MaxiScooter. La guida della moto non è così intuitiva come sembra: inoltre abbiamo a che fare con sole due ruote, problemi di equilibrio che si manifestano soprattutto da fermo

Dettagli

PROVA MOTORIO-ATTITUDINALE

PROVA MOTORIO-ATTITUDINALE PROVA MOTORIO-ATTITUDINALE La prova motorio-attitudinale è suddivisa in quattro moduli il cui ordine verrà stabilito dalla commissione esaminatrice, in relazione alle esigenze organizzative. Per ciascuno

Dettagli

Guida rapida al set-up off-road

Guida rapida al set-up off-road Guida rapida al set-up off-road Gomme le gomme sono il 90% dell'assetto nel bene e nel male Molle Dure Morbide Anteriore Dure Morbide Dure Morbide rendono la macchina più reattiva salta più in alto e lontano

Dettagli

Indicazioni di bonifica per le Aziende del settore del Legno

Indicazioni di bonifica per le Aziende del settore del Legno Indicazioni di bonifica per le Aziende del settore del Legno A seguito della verifica dei registri infortuni delle aziende del settore legno, si ritiene necessario fornire ulteriori indicazioni di bonifica

Dettagli

FaLCIaTUTTO ROTaTIVI. PaRticolaRi d eccellenza

FaLCIaTUTTO ROTaTIVI. PaRticolaRi d eccellenza FaLCIaTUTTO ROTaTIVI I rasaerba da sfalcio della linea Orec rappresentano oggi la miglior risposta a chi chiede qualità e prestazioni elevate per il taglio dell erba alta. La robustezza strutturale e le

Dettagli

LE MACCHINE UTENSILI A CONTROLLO NUMERICO

LE MACCHINE UTENSILI A CONTROLLO NUMERICO LE MACCHINE UTENSILI A CONTROLLO NUMERICO Unità 3 PRODUZIONE E MENU VITI A RICIRCOLO DI SFERE TESTA MOTRICE CONTROTESTA CONTROMANDRINO AZIONAMENTO MANDRINO AZIONAMENTO ASSI ELETTROMANDRINI SERVIZI DI MACCHINA

Dettagli

LINEA MIRAGE 600 C d l 20408730000

LINEA MIRAGE 600 C d l 20408730000 Per LINEA linea automatica MIRAGE di taglio 600 si intende un processo lavorativo dove la barra viene caricata manualmente in un magazzino, per poi essere traslata per mezzo di uno spingi barra in una

Dettagli

Power Track. professionali

Power Track. professionali Power Track professionali 95 Power Track Professionali i dettagli MOTORI SPECIFICI CASSONI ESTENSIBILI CASSONI DUMPER potenti ed affidabili a valvole in testa, silenziosi, ecologici e facili da avviare.

Dettagli

Il braccio corto mobile è disponibile in due tipi ( tipo 5-22**-A ; tipo 5-22**- B )

Il braccio corto mobile è disponibile in due tipi ( tipo 5-22**-A ; tipo 5-22**- B ) Questa attrezzatura Meyer soddisfa interamente le norme di sicurezza CE. Il certificato di conformità è spedito con l attrezzatura. Il simbolo CE è riportato sulla targhetta del costruttore. Descrizione

Dettagli

OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA

OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA OBIETTIVI DELL ATTIVITA FISICA DEI BAMBINI DAI 6 AGLI 11 ANNI SECONDA PARTE LA CORSA Dopo avere visto e valutato le capacità fisiche di base che occorrono alla prestazione sportiva e cioè Capacità Condizionali

Dettagli

Problemi di dinamica del punto materiale (moto oscillatorio) A Sistemi di riferimento inerziali

Problemi di dinamica del punto materiale (moto oscillatorio) A Sistemi di riferimento inerziali Problemi di dinamica del punto materiale (moto oscillatorio) A Sistemi di riferimento inerziali Problema n. 1: Un corpo puntiforme di massa m = 2.5 kg pende verticalmente dal soffitto di una stanza essendo

Dettagli

SMORZATORI TORSIONALI TREVI

SMORZATORI TORSIONALI TREVI SMORZATORI TORSIONALI TREVI CONSIDERAZIONI GENERALI Per meglio comprendere l utilità e la funzionalità degli smorzatori torsionali, sempre più utilizzati e perfezionati (soprattutto con la diffusione dei

Dettagli

GAMMA CANYCOM INEGUAGLIABILE POTENZA IN QUALSIASI CONDIZIONE.

GAMMA CANYCOM INEGUAGLIABILE POTENZA IN QUALSIASI CONDIZIONE. GAMMA CANYCOM INEGUAGLIABILE POTENZA IN QUALSIASI CONDIZIONE. RIDER FALCIATUTTO 2014/15 CANYCOM Canycom è un azienda Giapponese specializzata nella produzione di macchine per il settore agricolo, forestale

Dettagli

SISTEMI INTEGRATI DI SEGHERIA, STAZIONARI E MOBILI:

SISTEMI INTEGRATI DI SEGHERIA, STAZIONARI E MOBILI: S.p.A. PLANKLINE SISTEMI INTEGRATI DI SEGHERIA, STAZIONARI E MOBILI: MINI PROFI 900 - MINI PROFI 1000 BICOUPE Nuovi modelli: maggiore produttività e agilità di manovra L esperienza conta PEZZOLATO S.p.A.

Dettagli

TORNI VERTICALI A DUE MONTANTI Mod. 1520, 1525, 1L532

TORNI VERTICALI A DUE MONTANTI Mod. 1520, 1525, 1L532 TORNI VERTICALI A DUE MONTANTI Mod. 15, 155, 1L5 M.I.R.M.U. Via Baldinucci, 4 158 Milano Tel.959 Fax.9954 info @mirmu.it 1 Le macchine sono destinate alle operazioni di sgrossatura e di finitura di pezzi

Dettagli

Sommario. Pagina 3 : La ditta Mechetti. Pagina 4 : Presentazione prodotti. Pagina 5 : Schede tecniche. Pagina 6 : Istruzioni per l uso

Sommario. Pagina 3 : La ditta Mechetti. Pagina 4 : Presentazione prodotti. Pagina 5 : Schede tecniche. Pagina 6 : Istruzioni per l uso MANUALE D USO Mek 1 Sommario Pagina 3 : La ditta Mechetti Pagina 4 : Presentazione prodotti Pagina 5 : Schede tecniche Pagina 6 : Istruzioni per l uso Pagina 7 : Soluzione e problemi noti Pagina 8 : Parti

Dettagli

Art. 1072/E. STRINGO (montaferetri oleodinamico elettrico) PRESENTAZIONE:

Art. 1072/E. STRINGO (montaferetri oleodinamico elettrico) PRESENTAZIONE: Pag. 1 Art. 1072/E. STRINGO (montaferetri oleodinamico elettrico) PRESENTAZIONE: Alla semplicità strutturale si accompagnano soluzioni avanzate che fanno una macchina molto versatile utilizzabile in tutte

Dettagli

PRODUZIONE GRANDE SERIE

PRODUZIONE GRANDE SERIE TAVOLE ELEVATRICI IDRAULICHE SU RUOTE Sollevare, abbassare, trasportare. Sicure e di facile manovrabilità Struttura robusta in profilati acciaio Impugnatura di spinta cromata Sollevamento a pedale con

Dettagli