GESTIONE DELLE RISORSE UMANE politiche pubbliche per il lavoro

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1 GESTIONE DELLE RISORSE UMANE politiche pubbliche per il lavoro RCalvo 2007 (appunti studenteschi) BREVE QUADRO DELL OGGETTO DI STUDIO: Enti che aiutassero l incontro domanda (impresa)/offerta (individui) sono sempre esistiti: prima (fino 91) gli Uffici di Collocamento: erano una macchina burocratica con una idea del Mercato del Lavoro molto statica, nata (Fanfani L. 264/1949) con l intenzione di ridistribuire il lavoro considerata una risorsa scarsa. Tale macchina funzionava in base alla cosiddetta chiamata numerica per gli operai: tali uffici compilavano liste di disoccupati in base alle qualifiche e le imprese quando avevano bisogno di personale indicavano all Ufficio un numero di persone uguale al numero di posti vacanti. Questo fu comunque un risultato di una lotta operaia perché prima ancora le imprese sceglievano gli operai apportando delle vere e proprie selezioni culturali siccome i diplomati avevano diritto alla chiamata nominatoria essendo considerati loro impiegati di concetto o dirigenti. Infine c era la formula del nulla osta con la quale un lavoratore poteva passare da una azienda ad un altra ma tale transazione doveva essere certificata dall ufficio di collocamento. D. Lgs 469/1997 dopo (dal 97) Centro per l Impiego (CPI) in attuazione di una sentenza della Corte europea che decretava la pluralità dei servizi di intermediazione ossia NO al monopolio (nel caso italiano il monopolio era riservato al solo Ministero del lavoro) Nel 97 nasce anche il lavoro interinale con la L.196 e, sempre in ottemperanza della sentenza europea, con la 469 si apre ai privati per quanto riguarda i servizi di intermediazione. Con la legge Biagi D. Lgs 276/2003 nasce la Borsa Lavoro (sistema informatico=internet) e il concetto degli Accreditamento e Autorizzazione per i servizi di intermediazione. 1

2 AMMORTIZZATORI SOCIALI (INPS): fino agli anni l Italia non ha avuto sistema universale e strutturato di ammortizzatori sociali. Da tener conto che i fondi dell INPS vengono sostenuti interamente solo dal prelievo fiscale in busta paga del lavoratore e i vari settori del lavoro si compensano a vicenda. Esempio: con soldi degli operai vengono pagate anche le indennità agricole Cassa integrazione formula che permette alle imprese di lasciare a casa i propri dipendenti e ai lavoratori di percepire comunque una parte consistente del proprio stipendio per il periodo di inattività erogata dallo Stato. Due forme di Cassa integrazie: ordinaria attivata solo da imprese per cali di produzione temporanei (es. 1 mese); straordinaria quando un impresa si trova in una forte crisi e deve presentare piano di ristrutturazione al ministero del lavoro per ottenere la Cassa integrazione straordinaria. Degenerazione: le proroghe si prolungavano per anni e le indennità facevano nascere dei grossi deficit nelle casse dell Inps Indennità di disoccupazione ordinaria dimostrare di aver lavorato almeno un anno negli ulti due, essere stato licenziato o scaduto il contratto. Si ha diritto fino al 50% dello stipendio. Rimangono fuori: i lavoratori delle piccole aziende e i giovani in cerca di prima occupazione. In più, tale provvedimento, ha fatto nascere l esigenza di sviluppare un Work Fare, ossia far in modo di attivare i disoccupati a trovare un lavoro. Indennità di mobilità L. 223/1991 con la nascita di liste di mobilità per sostituire la cassa integrazione: Stato consapevole del potenziale licenziamento dei dipendenti di una impresa, dopo accordo tra sindacato e impresa, si fa versare 2 mesi di stipendio per ogni dipendente licenziato. Costui viene subito iscritto a liste di mobilità e comincia a percepire un indennità del 80%del suo stipendio dai 12 ai 36 mesi in base all età. Per favorire la sua assunzione presso una impresa, e ridurre così l erogazione del sussidio, lo Stato agevola l impresa attraverso uno sgravio di contributi e poi le viene versato il 50% dell indennità che il lavoratore avrebbe dovuto percepire. Limitazione: tale provvedimento riguarda solamente le imprese con più di 15 dipendenti, solo più tardi con la L. 236/1993 di allargano i vantaggi per le imprese con meno di 15 dipendenti che assumono. Con la L. 223/1991 nasce il Servizio Per l Impiego (SPI): struttura ministeriale con funzione di servizio, ossia l ufficio di collocamento DEVE trovare lavoro a chi è nelle liste di mobilità. Nasce figura del consulente. 2

3 STRATEGIA EUROPEA PER L OCCUPAZIONE (SEO): come già accennato precedentemente, la nascita del D.Lgs 469/1997 si deve ad una sentenza europea che mise a fuoco 3 pilastri principali per quanto riguarda il mercato del lavoro: Occupabilità: intervenire per aiutare i disoccupati ad essere appetibili per le aziende, ossia si invita i Paesi ad attuare politiche di contrasto per la disoccupazione di lunga durata e prevenirla sui giovani. In più sancisce la modernizzazione dei servizi l impiego, sia statali che privati con vere e proprie GUIDE LINES soprattutto per il settore pubblico. Adattabilità: fare in modo che i lavoratori occupati siano sempre aggiornati per far sì che si adattino ai cambiamenti = FORMAZIONE CONTINUA; Imprenditorialità: facilitare nascita delle imprese e sviluppare una cultura imprenditoriale. Ovviamente alla base di questi pilastri c è anche la politica delle PARI OPPURTUNITA. VACANCIES: sono i posti vacanti e deve essere interesse del settore pubblico divulgare il più possibile le informazioni riguardanti tali posti perché interesse del capitalismo selezionare i più appetibili per le aziende ma lo Stato deve provvedere anche ai più deboli. CREAMING: soprattutto nelle agenzie private che prendono in carico solamente i disoccupati più facili da piazzare sul mercato. EFFETTO: rischio di ghettizzazione per i disoccupati che si rivolgono ai servizi per l impiego statali. Grazie a queste linee guida europee è l Ufficio di collocamento che deve cercare di vendere il disoccupato all impresa, mentre prima con la chiamata numerica avveniva il contrario. Così nel 1997 nasce il D.Lgs 469 per far fronte a 3 punti fondamentali: togliere il MONOPOLIO statale; MORDERNIZZARE i servizi per l impiego (SPI) DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO per attuare la legge Bassanini (L. 59/1997) che devolve funzioni e compiti di tutti i ministeri dallo Stato agli enti locali, ossia Regione, Provincia e Comuni Problema: nel Decreto legislativo 469 non vengono menzionati i fondi che lo Stato mette a disposizione per attuare ciò che sancisce per legge ma da solamente linee guida organizzative. In più il decentramento a causato diverse politiche del lavoro in Italia, non si è mai sviluppata una politica organica e coerente. STATO Individuare i principi (non applicate) Definire standard nazionali Livelli Essenziali delle Prestazioni(LEP) Piano Organizzativo del Lavoro(PON) Monitorare servizi regionali Sistema Informatico del Lavoro(SIL) PROVINCIA Attuazione politiche del lavoro: collocamento politiche attive servizi per l impiego 25/11/1999 nascono Centri Per l Impiego (CPI) REGIONE Piano Operativo Regionale(POR) Programmazione politiche lavorative seguendo linee guida Stato Formazione professionale Indirizzi operativi Sistema Informatico Lavoro(SIL) Con titolo V maggior potere: Formazione Istruzione professionale Lavoro e Sanità 3

4 RIFORMA MARONI e PROTOCOLLO DI LUGLIO = PENSIONI! I contributi previdenziali non bastano a garantire pensioni adeguate di domani, così interviene lo Stato, creando però un deficit nelle casse dell INPS. A peggiorare la situazione sta il dato di fatto che la vita media si sta innalzando così si ritiene di dover tenere di più al lavoro le persone, da qui la legge Maroni che allunga l età di pensionamento e il protocollo di luglio che rivede i coefficienti di trasformazione. Sistema pensionistico: retributivo è quello di oggi e si calcola sulla media degli stipendi degli ultimi 5 anni e il pensionato prenderà il 70/80%. Questo metodo perché prima carriera ascendente quindi livelli di vita da pensionato dignitosi. Problema della ripartizione: l Inps preleva i fondi direttamente dalle sue casse, quindi se si creano discrepanze numeriche tra chi versa i contributi (lavoratori) e chi li riceve (pensionati) l Inps non ha i soldi per pagare le pensioni. Contributivo sarà quello di domani. La pensione viene calcolata in base alla somma dei contributi versati diviso le tabelle dell aspettativa di vita. Forme di pensioni: anzianità in base a quanti anni hai lavorato (35/40 anni di contributi versati) vecchiaia raggiunti 60/65 anni d età, a prescindere dai contributi versati Con Riforma Dini del 95 si passa al sistema contributivo e riguarda tutti coloro che hanno cominciato a lavorare dal 77 in poi (18 anni prima della riforma). Con tale riforma, viene costruito il COEFFICIENTE DI TRASFORMAZIONE che viene moltiplicato per la sommatoria dei contributi versati nell arco di tutta una vita lavorativa e il risultato è la pensione che il futuro pensionato riceverà. Il protocollo di luglio modifica, abbassando, tale coefficiente: da 6,136% a 5,62%. In più viene detto che questo verrà modificato ogni 5anni in base a ACTIVE AGEING, ossia il Prolungamento della Vita Attiva (PVA)! Poi il protocollo difende chi va in pensione tra il 2008 e il 2014, alleviando lo scalone della Riforma Maroni, ma dopo il 2014 sarà comunque attuata la riforma precedente. 4

5 COMPITI DELL UFFICIO DEL LAVORO Con D.Lgs 181/2000, poi modificato dal D.Lgs 297/2002 l Italia cerca di applicare le norme europee per migliorare l incontro tra domanda e offerta: Interviste periodiche; Colloquio di orientamento entro 3 mesi (aiutare a conoscere se stessi, mercato del lavoro e ad avere una strategia per trovare lavoro) Proposta d inserimento lavorativo (entro 4 mesi giovani e donne, entro 6 mesi gli altri) Quando si parla di strategia di lavoro si intende fissare degli obiettivi concreti e verificare dopo poco tempo se tali obiettivi sono stati raggiunti. Da sottolineare però che gli uffici per l impiego indirizzano e informano i disoccupati ma non possono sostituirsi alla autonomia delle persone. Effetto di MIS-MATCHING : non incontro domanda/offerta. Questo si può verificare quando non c è equilibrio tra: Prezzo (attenuato però dalle leggi) Quantità Mobilità Asimmetrie informative Qualità del lavoro SERVIZI ALLE PERSONE 1. Accoglienza: disoccupato non sa che servizi offrono gli uffici per l impiego (informare su servizi, capire esigenze della persona, canalizzazione) 2. Intervista dove viene compilato curriculum vitae, propensioni, vincoli (se presenti) e va fatta firmare la Dichiarazione di disponibilità al lavoro. Se puoi l Ufficio di collocamento possiede risorse finanziarie, per alcuni casi si prosegue con: 3. Colloquio orientativo che comprende: consulenza orientativa, bilancio di competenze, tecniche di ricerca, tirocinio. 4. Incontro domanda/offerta(ido): infine il vero servizio che offrono gli uffici ci collocamento perché aiutano il disoccupato a mettersi in contatto con aziende che hanno delle vacancies Problema: per ottimizzare costi e tempi, bisogna decidere un target delle persone che arrivano a questa fase perché il sistema universalistico non funziona! 5

6 ALTRI SERVIZI: Obbligo formativo (art. 68 L. 144/1999) è diverso dall obbligo scolastico: quest ultimo afferma l obbligo di andare a scuola fino a 16 anni, mentre il primo ribadisce il fatto che i ragazzi di più di 16 anni devono fino a 18 seguire corsi triennali per ottenere una qualifica oppure essere assunti come apprendisti. Quest ultima formula dell apprendistato ha diverse soluzioni: Per adempiere all obbligo formativo infatti è rivolto a giovani tra il 16 e i 18 anni e comprende corsi extra di almeno 240h/anno Apprendistato professionalizzante per i giovani tra i 18 e i 24 anni e dura 2 anni e serve per ottenere una qualifica (molto conveniente per aziende perché non versano contributi ma li versa direttamente l INPS=contributi figurati) Formazione esterna, cioè le sole 240h/anno di corsi professionalizzanti Tutti questi sono compiti del Centro per l Impiego (CPI), ossia della provincia, che quindi deve: a) Intercettare questi ragazzi; b) Istituire una anagrafe alla quale le scuole sono tenute a segnalare eventuali abbandoni; c) Colloqui di orientamento d) Tutoraggio INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO DI DISABILI (L. 68/1999) Riguarda tutte quelle persone alle quali è stata certificata una disabilità pari o superiore al 46% da un medico. Queste persone vengono così iscritte alla Lista legge 68 e vengono seguiti da degli specialisti. 1. tutte le imprese sopra i 35 dipendenti devono compilare il PROSPETTO FORMATIVO dove mettono a nudo il proprio organico, compresi il numero di disabili che hanno sotto contratto 2. ogni azienda ha delle QUOTE OBBLIGATE di assunzione di disabili presenti nella lista esiste un FONDO REGIONALE DISABILI che viene alimentato dalle multe che pagano le imprese che non hanno assunto disabili nella propria azienda. CENTRI PER L IMPIEGO: TRA PUBBLICO E PRIVATO Con la L 469/1997 chiunque può intermediare a patto che sia stato AUTORIZZATO dal Ministero del Lavoro ma aveva vincoli troppo stringenti: intermediazione ricerca/selezione ricollocazione e in questo lavoro è l impresa che paga l agenzia per avere i lavoratori, non sono, per legge, i lavoratori a pagare. Così nelle agenzie interinali i lavoratori costano 15/20% in più alle imprese, ma paradossalmente questa usufruisce di tale servizio pur di non avere vincoli col lavoratore: questo è sotto contratto con l agenzia, quindi percepisce stipendio e può essere licenziato solo da questa e non dall impresa in cui lavora. Il lavoratore dipendente dell agenzia interinale è dovuto alla legge 169/1997 attraverso la somministrazione del lavoro, ma con la legge 30 (L. 276/2003) viene riaffermata 6

7 l intermediazione e prende il via anche in Italia siccome fino ad allora la legge non era applicata. 1. lavoro interinale può fare intermediazione 2. autorizzazione regionale 3. accreditamento sposta attenzione sui beni pubblici: consentire a strutture private di erogare servizi pubblici L Autorizzazione da parte del pubblico al privato era ben limitata: 1. assumere almeno una persona a tempo indeterminato; 2. avere capitale; 3. avere 5 anni di esperienza nell intermediazione; 4. essere incensurato. Accreditamento: finanziamento pubblico Autorizzazione: finanziamento privato Utilizzo di risorse pubbliche: GESTINE DIRETTA: proprie risorse umane e organizzative ACCREDITAMENTO E BANDO (Lombardia L. 22/2006) SOCIETA PARTECIPATE: ente pubblico costituisce società di capitale pubblico che è soggetto terzo al quale viene data la possibilità di erogare servizi di ordine pubblico. Formula per eludere contratto pubblico dell impiego. Dalle politiche europee il bene pubblico deve riguardare 2 sfere ben precise: COESIONE SOCIALE (politiche del lavoro) e COMPETITIVITA. La Politica deve produrre esiti affinché si raggiunga bene pubblico attraverso due forme di politica: POLICY MAKING: approvare leggi che però non garantiscono da sole l ottenimento del risultato che prospettano; POLICY IMPLAMENTATION: processo che aiuta una legge ad essere attuata e verificata da parte le legislatore

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