LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

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2 LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

3 LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché contribuisce a creare il senso d identità della persona e permette la trasmissione di informazioni tra i membri della società.

4 La comunicazione è composta dai Emittente; seguenti elementi: Canale di trasmissione; Ricevente; Feedback.

5 Questi elementi sono in relazione circolare tra loro: nel cerchio ogni parte è sia il principio che la fine; mentre nelle catene causali, lineari e progressive, l evento A viene per primo e l evento B è determinato dal verificarsi di A.

6 L interazione, che possiamo definire come una serie di messaggi scambiati tra persone, può essere considerata come un sistema aperto in cui persone comunicano con altre persone e altri sistemi, cioè tra di loro e con l ambiente (Esempio: la famiglia è un sistema aperto, i cui membri sono in relazione tra loro ma ciascuno intrattiene relazioni anche con molte altre persone, amici, colleghi di lavoro, ecc, esterne al nucleo familiare).

7 PRINCIPIO DELLA TOTALITA Ogni parte di un sistema è in rapporto tale con le parti che lo costituiscono che qualunque cambiamento in una parte causa un cambiamento in tutte le parti e in tutto il sistema (Es.: malattia di un familiare)

8 I SISTEMI INTERPERSONALI possono essere considerati, pertanto, CIRCUITI DI RETROAZIONE (informazione di ritorno trasmessa all effettore o emittente), poiché il comportamento di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di ogni altra persona. Questo significa che se due persone, che chiameremo A e B, interagiscono tra loro, qualunque cosa faccia A influenza B e qualunque cosa faccia B influenza la mossa successiva di A; essi sono, inoltre, influenzati dal contesto in cui ha luogo la loro interazione e a loro volta influenzano il contesto.

9 La comunicazione avviene su tre livelli: Verbale: è tutto ciò che può essere dattiloscritto (incidenza del 7% sull intero processo comunicativo); Paraverbale: è quanto può essere prodotto e/o variato con l apparato vocale, cioè il tono, il timbro, il ritmo ed il volume della voce (incidenza del 38% sull intero processo comunicativo); Non-verbale: è quanto può essere prodotto e/o variato con movimenti del corpo (incidenza del 55% sull intero processo comunicativo).

10 LA COMUNICAZIONE NON VERBALE La comunicazione non verbale svolge diverse ed importanti funzioni nel comportamento sociale dell uomo. Quando ci facciamo un idea su un altra persona utilizziamo essenzialmente informazioni che ci provengono dal suo comportamento non verbale (CNV).

11 Le funzioni svolte dal CNV sono: linguaggio di relazione; mezzo principale per esprimere e comunicare le emozioni; partecipa alla presentazione di sé agli altri; sostiene e completa la comunicazione verbale; svolge una funzione di regolazione dell interazione, sincronizzando turni e sequenze; sostituisce la comunicazione verbale ove necessario.

12 ELEMENTI DEL CNV: Il comportamento spaziale. È strettamente condizionato da fattori culturali, da fattori socioemozionali, dalla struttura fisica dell ambiente. Comprende: Il contatto corporeo, che è diverso a seconda della cultura di appartenenza, indica il senso d intimità e produce l attivazione fisiologica; La distanza interpersonale, che può essere intima, personale, sociale e pubblica; L orientazione, che indica i rapporti di collaborazione, intimità, tra due persone interagenti; La postura, che da informazioni circa il contesto sociale, stato emotivo (rilassamento-tensione);

13 Il comportamento motorio-gestuale. Comprende i cenni del capo come indicatori relativi al procedere dell interazione, svolge la funzione di rinforzo e sincronizzazione del discorso; essi possono indicare lo stato emotivo, o controllare e soddisfare bisogni e motivazioni (es. gesti manipolatori del proprio corpo).

14 Il comportamento mimico del volto. Svolge diverse funzioni: espressione delle emozioni e degli atteggiamenti interpersonali, l invio di segnali inerenti l interazione in corso, la manifestazione di aspetti tipici della personalità dell individuo. Il comportamento visivo. Ha un ruolo fondamentale nel comunicare atteggiamenti interpersonali e nell instaurare relazioni; fugaricerca dello sguardo.

15 Aspetti non verbali del parlato. Possono essere segnali vocali non verbali non connessi al discorso, o indipendenti dal discorso; funzione del silenzio. L aspetto esteriore. Abbigliamento, e così via.

16 CODICI DI COMUNICAZIONE Nella comunicazione umana si hanno due modi di comunicare: Mediante l immagine (codice analogico); Mediante la parola (codice numerico).

17 Mediante l immagine (codice analogico): in questo tipo di comunicazione c è qualcosa che è specificatamente simile alla cosa da rappresentare; è ogni comunicazione non verbale (le posizioni del corpo, i gesti, l espressione del viso, le inflessioni della voce, la sequenza, il ritmo e la cadenza delle parole, etc.).

18 Mediante la parola (codice numerico): in questo tipo di comunicazione il rapporto tra il nome e la cosa nominata è stabilito arbitrariamente. Il linguaggio verbale serve a scambiare informazioni sugli oggetti (è quindi d importanza fondamentale per la maggior parte delle opere di civiltà che l uomo ha compiuto) e ha la funzione di trasmettere la conoscenza di epoca in epoca.

19 L uomo è l unico organismo che si conosca che utilizza entrambi i modi di comunicare. Tuttavia, nella RELAZIONE con gli altri facciamo affidamento quasi esclusivamente sulla comunicazione non verbale (analogica).

20 Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione; l aspetto di contenuto ha più probabilità di essere trasmesso con il linguaggio verbale, mentre il linguaggio non verbale avrà una netta predominanza nella trasmissione dell aspetto di relazione. Per es., i bambini molto piccoli o gli animali, ma anche i pazienti con gravi disturbi mentali, non capiscono il significato delle parole ma la ricchezza della comunicazione non verbale che si accompagna al discorso.

21 L uomo ha la necessità di combinare questi due linguaggi, verbale e non verbale, e deve costantemente tradurre dall uno all altro e questo avviene non senza dilemmi, dal momento che il linguaggio verbale manca di significati adeguati nel settore della relazione, mentre il linguaggio non verbale risulta ambiguo non avendo qualificatori che permettano di stabilire quale tra due significati discrepanti sia quello esatto, né indicatori che permettano di distinguere tra passato, presente e futuro. Per es., ci sono lacrime di dolore e di gioia; con un sorriso si può esprimere comprensione o disprezzo; la riservatezza può essere una manifestazione di indifferenza o di tatto.

22 Alcuni disturbi di comunicazione sono provocati dalla confusione tra contenuto e relazione: un problema di relazione può essere spostato a livello di contenuto e viceversa. Affinché la comunicazione risulti efficace è importante che tra i due livelli di comunicazione ci sia congruenza, che trasmettano cioè lo stesso messaggio e non messaggi contraddittori, come quando, per esempio, si afferma di essere contenti mentre l espressione del viso indica esattamente il contrario.

23 .

24 LA FUNZIONE DELLA COMUNICAZIONE NELLA COSTRUZIONE DEL SENSO D IDENTITA, E SPECIFICATAMENTE DELL AUTOPERCEZIONE A livello di relazione gli individui non comunicano su fatti esterni alla relazione, ma definiscono la relazione e implicitamente se stessi. Molto semplicemente, la persona P dà una definizione di sé ad O: ecco come mi vedo in rapporto a te in questa situazione.

25 La comunicazione umana consente tre possibili reazioni da parte di O alla definizione che P ha dato di sé: Conferma: O può accettare la definizione che P ha dato di sé; e ciò costituisce il più grande fattore singolo che garantisca lo sviluppo e la stabilità mentali; Rifiuto: O può invece rifiutare la definizione che P ha dato di sé, hai torto ; per quanto doloroso, tuttavia, il rifiuto presuppone il riconoscimento e talvolta può essere costruttivo (per es.: in terapia o con i bambini);

26 Disconferma: non si occupa della verità o della falsità della definizione che P ha dato di sé, ma piuttosto nega la realtà di P come emittente di tale definizione. Il altre parole equivale al messaggio tu non esisti, trascurando completamente come il soggetto agisce, cosa prova, che senso da alla sua situazione, e così si denudano di ogni valore i suoi sentimenti, si spogliano i suoi atti delle motivazioni, intenzioni e conseguenze, si sottrae alla situazione il significato che ha per lui.

27 La disconferma del sé da parte dell altro è soprattutto la conseguenza dell impenetrabilità, cioè della mancanza di percezione del punto di vista dell altro, che pertanto non si sente capito o apprezzato o amato. In questo caso O non è in disaccordo con P, ma ne ignora o fraintende il messaggio, per cui O risponde in un modo che non concorda con la definizione che P da di sé. L impenetrabilità si ha anche quando P non si accorge che il suo messaggio non è giunto a O.

28 Queste tre reazioni hanno in comune di comunicare ad O ecco come ti vedo. A questo messaggio P risponderà con un altro che asserisce tra l altro ecco come vedo che mi vedi, e così via in una catena in teoria infinita.

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