23/04/14 1. Capitolo 8: La comunicazione nei gruppi. La comunicazione nei gruppi 1/6. La comunicazione nei gruppi 2/6. La comunicazione nei gruppi 3/6

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "23/04/14 1. Capitolo 8: La comunicazione nei gruppi. La comunicazione nei gruppi 1/6. La comunicazione nei gruppi 2/6. La comunicazione nei gruppi 3/6"

Transcript

1 La comunicazione nei gruppi 1/6 Capitolo 8: La comunicazione nei gruppi Luigi Anolli, Fondamen> di Psicologia della Comunicazione Il Mulino 2006 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 1 23/04/14 1 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 23/04/14 2 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 2 La comunicazione nei gruppi 2/6 La comunicazione nei gruppi 3/6 La comunicazione svolge una funzione centrale nella formazione e nel funzionamento dei gruppi sociali. Consapevolezza dell appartenenza al gruppo: favorisce la distinzione fra in-group e out-group. Gruppi sociali = insieme di più soggetti che interagiscono fra loro in modo interdipendente, che si percepiscono come membri del gruppo e che sono percepiti come tali da individui di altri gruppi 23/04/14 3 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 3 23/04/14 4 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 4 La comunicazione nei gruppi 4/6 La comunicazione nei gruppi 5/6 Problema della relazione individuo-gruppo: integrazione fra l identità personale e l identità sociale di un soggetto attraverso processi di identificazione degli individui al gruppo Valore strumentale del gruppo: il gruppo costituisce un sistema sociale in grado di sostenere e valorizzare le componenti affettive dei rapporti entro il gruppo (il sentimento del noi ) Processo di differenziazione fra le persone in termini di posizione, di status e di competenze: premessa per la complessità gestionale del gruppo (struttura organizzativa) e per la costituzione della leadership (struttura gerarchica) nella condivisione di norme e di standard di riferimento (struttura normativa) 23/04/14 5 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 5 23/04/14 6 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 6 1

2 La comunicazione nei gruppi 6/6 Comunicazione e influenza sociale Ogni gruppo definisce e precisa la propria cultura come elaborazione della idiocultura (o microcultura), che qualifica in modo peculiare la rete di relazioni che tessono la vita del gruppo stesso Influenza sociale: modalità di base per orientare e dirigere in modo reciproco il sistema delle credenze posi>ve e nega>ve (belief- disbelief system), dei desideri, degli a;eggiamen<, degli scopi e dei processi decisionali dei membri di un gruppo 23/04/14 7 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 7 23/04/14 8 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 8 Influenza sociale e potere Influenza sociale informa>va Effe;o di mera esposizione: la semplice presenza di altri esercita una serie di effeu facilitan> o iniben> sull azione del soggevo. Disposizione ad accevare un informazione proveniente da un altro, come vera e appropriata; u>le per ridurre l ambiguità nella valutazione di una data situazione o per affrontare una condizione di crisi o d emergenza 23/04/14 9 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 9 23/04/14 10 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 10 Influenza sociale norma>va L influenza sociale 1/4 Induce l individuo a conformarsi alle norme, alle aspeva>ve e agli standard vigen> nel gruppo; chi non si adegua è valutato come deviante, sciocco o folle e, di solito, è emarginato e isolato dal gruppo Il conseguimento dell influenza sociale richiede una base di potere = distribuzione diseguale delle risorse e capacità di controllo nei confron> degli a;eggiamen< e delle decisioni degli altri 23/04/14 11 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 11 23/04/14 12 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 12 2

3 L influenza sociale 2/4 L influenza sociale 3/4 A livello comunica>vo, potere = relazione fra due soggeu A e B, regolata da alcuni parametri: le risorse possedute da A ( base del potere ) asimmetria (A maggiore di B) la sfera del potere di A (ambi> cui il potere è esteso) la creazione di aspe;a<ve (A ha potere su B se B si aspeva che, adeguandosi ad A, ovenga dei vantaggi; oppure che, rifiutando le indicazioni di A, vada incontro a sanzioni) Potere: relazione asimmetrica, riguardante ambi> specifici, nella quale A, in virtù delle risorse che si presume disponga, appare in grado di indirizzare e influenzare in modo intenzionale la condova di B verso la realizzazione dei propri obieavi 23/04/14 13 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 13 23/04/14 14 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 14 L influenza sociale 4/4 Gli effeu dell influenza sociale 1/4 pur essendo asimmetrica, la relazione di potere è bidirezionale: se è vero che A influenza B, è altrevanto vero che B influenza A pressione sociale da parte del gruppo nei confron> del soggevo: funzione di normalizzazione per mantenere condizioni di prevedibilità e di ragionevolezza nel flusso delle interazioni sociali e is>tuzionali la sociometria studia questa rete complessa di rappor> avraverso l uso del sociogramma passaggio dallo studio di una comunicazione a due a uno studio della rete di comunicazione (communica)on network analysis) 23/04/14 15 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 15 23/04/14 16 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 16 Gli effeu dell influenza sociale 2/4 Gli effeu dell influenza sociale 3/4 Rea;anza psicologica: l influenza sociale sovo forma di pressione è percepita e valutata da parte del soggevo come costrizione e restrizione della propria libertà personale esigenza della differenziazione: definizione di uno spazio personale dis<n<vo che evi> l omogeneizzazione e l uniformità del gruppo 23/04/14 17 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 17 23/04/14 18 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 18 3

4 Gli effeu dell influenza sociale 4/4 Influenza maggioritaria 1/3 effe;o PIP (primus inter pares) o fenomeno della conformità superiore di sé: adesione perfe;a alle norme del gruppo, in modo da essere percepito come un proto<po e una sorta di ideale per gli altri membri del gruppo Funzionalismo: l influenza prodova dalla maggioranza genera una condizione di livellamento e di omogeneizzazione del gruppo; effevo convergente di diversi favori (teoria dell impa4o sociale, Social Impact Theory): numerosità della maggioranza immediatezza della pressione esercitata sulla minoranza consistenza della maggioranza (generata sopravuvo dalle pra>che discorsive e dallo s>le comunica>vo) 23/04/14 19 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 19 23/04/14 20 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 20 Influenza maggioritaria 2/3 Influenza maggioritaria 3/3 Esito: ovenimento della conformità da parte dei vari membri del gruppo acquiescenza opportunis<ca: accevazione anonima e acri<ca, estrinseca e passiva del sistema di credenze, di valori e di norme adovato dalla maggioranza spirale del silenzio: il silenzio di ciascuno è interpretato come adesione al pensiero colleavo del gruppo; conduce a forme di: falso consenso: si crede in modo erroneo che i propri pensieri o azioni corrispondano ai pensieri o azioni comuni e dominan> nel gruppo ignoranza pluralis<ca: affinché una norma si perpetui, non è necessario che la maggioranza la sostenga ma che la maggioranza creda che la maggioranza la sostenga 23/04/14 21 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 21 23/04/14 22 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 22 Influenza minoritaria Minoranza auva 1/3 ProspeAva interazionista (Moscovici) La minoranza influenza il pensiero e il corso delle decisioni del gruppo quando è dotata di consistenza sincronica (estende il proprio punto di vista in modo coerente su tuve le ques>oni esaminate) è dotata di consistenza diacronica (man>ene il proprio punto di vista nel tempo in modo stabile) fa riferimento ad argomentazioni dotate di forza e qualità 23/04/14 23 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 23 23/04/14 24 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 24 4

5 Minoranza auva 2/3 Minoranza auva 3/3 non è caraverizzata da forme di devianza passiva e acri>ca (minoranza anomica) Confli;o di idee, di interpretazioni e di progeu (confli4o sociocogni)vo) a cui, di norma, segue un processo di negoziazione, ges>ta secondo differen< modalità di comunicazione (dalla rigidità alla flessibilità) è qualificata da un punto di vista alterna<vo e da for> convinzioni in grado di me;ere in discussione quelle dominan> del gruppo (minoranza nomica) 23/04/14 25 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 25 23/04/14 26 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 26 EffeU prodou dalla minoranza 1/2 EffeU prodou dalla minoranza 2/2 Gli effeu prodou dalla minoranza puntano all innovazione dei sistemi di credenze e di valori del gruppo avraverso un processo di conversione: favorisce l accevazione convinta e privata delle credenze e dei valori propos>, come la formazione di nuovi convincimen< e di un diverso assevo nella gerarchia dei valori effe;o sonno (sleeper effect): dissociare nel tempo il messaggio da una fonte informa<va poco credibile, consentendo al messaggio stesso di acquisire un valore di influenza che non possedeva all origine 23/04/14 27 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 27 23/04/14 28 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 28 EffeU della minoranza: Modello della divergenza 1/2 EffeU della minoranza: modello della divergenza 2/2 la maggioranza influenza i singoli membri mediante processi di pensiero convergente, che confermano le linee di valutazione e di condova già esisten> la minoranza applica forme di pensiero divergente che comporta l illustrazione di soluzioni alterna>ve e di percorsi nuovi, s>molando la crea<vità e contribuendo a migliorare le prestazioni del gruppo La teoria del doppio processo: (gli effeu della minoranza seguono un percorso diverso da quello auvato dagli effeu della maggioranza) non è stata convalidata dalla sintesi meta- anali>ca di Wood et al. 23/04/14 29 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 29 23/04/14 30 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 30 5

6 La comunicazione persuasiva 1/3 La comunicazione persuasiva 2/3 Modalità centrale per generare e sostenere l influenza sociale, in quanto ha lo scopo di modificare lo stato mentale degli altri Efficacia: capacità di ovenere successo presso i des>natari in condizione di libertà 23/04/14 31 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 31 23/04/14 32 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 32 La comunicazione persusasiva 3/3 I principali modelli teorici sulla comunicazione persuasiva 1/2 La persuasione mira a cambiare gli a;eggiamen< (= disposizioni interne e valutazioni generali di un certo oggevo e evento, in grado di orientare in modo coerente l azione seguente) La teoria del giudizio sociale (Sherif e Hovland) Processo mediato da due favori: il grado di accevazione, di rifiuto o di indifferenza verso le idee proposte il livello di coinvolgimento personale (ego- involvement) nell argomento in ques>one 23/04/14 33 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 33 23/04/14 34 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 34 I principali modelli teorici sulla comunicazione persuasiva 2/2 Il modello del valore dell aspeva>va nell aveggiamento Esito di questo processo: effea di assimilazione (il des>natario valuta il messaggio come vicino alla sua posizione più di quanto lo sia in realtà) effea di contrasto (il des>natario valuta il messaggio come distante dalla sua posizione più di quanto lo sia in realtà) Modello dell integrazione dell informazione (Fishbein) L aveggiamento verso un oggevo o evento è in funzione di due favori: forza delle credenze (forza con cui si >ene fede alla proprie credenze salien> sull oggevo in esame) valutazione delle credenze (valutazione che si ha delle proprie credenze) 23/04/14 35 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 35 23/04/14 36 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 36 6

7 La teoria dell azione ragionata 1/2 La teoria dell azione ragionata 2/2 Quest ul>ma è influenzata da due favori: Per modificare il comportamento di una persona occorre cambiare la sua intenzione (Ajzen e Fishbein). l a;eggiamento (componen> autudinali) dell individuo verso il comportamento in oggevo la norma soggeava (percezione delle aspeva>ve che altri membri importan> del gruppo hanno; esigenza di assecondare tali aspeva>ve) dell individuo 23/04/14 37 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 37 23/04/14 38 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 38 Il modello della probabilità di elaborazione 1/3 Il modello della probabilità di elaborazione 2/3 Il des>natario varia nel modo in cui probabilmente affronta ed elabora le informazioni contenute nel messaggio persuasivo; due percorsi persuasivi (PeVy e Cacioppo) Percorso centrale: la probabilità di informazioni è elevata; rielaborazione cogni<va approfondita dei contenu> informa>vi messaggio forte pensieri posi<vi Percorso centrale Percorso periferico messaggio debole pensieri nega<vi (effe4o boomerang : esito persuasivo controproducente) 23/04/14 39 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 39 23/04/14 40 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 40 Il modello della probabilità di elaborazione 3/3 Principali favori della comunicazione persuasiva 1/2 Percorso periferico: la probabilità di elaborazione delle informazioni è bassa (il destinatario è poco interessato all argomento) Sono attivati processi cognitivi dinatura euristica, basati su considerazioni presenti nel messaggio, ma non strettamente pertinenti all ambito della comunicazione stessa Il risultato persuasivo è dato dall intreccio dei seguen> favori: le caraveris>che della fonte, del messaggio e del ricevente in relazione al contesto di uso 23/04/14 41 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 41 23/04/14 42 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 42 7

8 Principali favori della comunicazione persuasiva 2/2 Credibilità della fonte Cara;eris<che della fonte: la credibilità Credibilità percepita della fonte: grado di competenza (generalizzata: livello di istruzione, esposizione sociale; specifica: esperienza e conoscenze par>colari in un determinato ambito) fiducia (integrità morale, onestà intellevuale, sincerità ecc.), che le sono riconosciute da parte del des>natario 23/04/14 43 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 43 23/04/14 44 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 44 Principali favori della comunicazione persuasiva 1/2 Principali favori della comunicazione persuasiva 2/2 Due distorsioni presen> nella comunicazione persuasiva: distorsione della conoscenza (mancanza di competenza: credenza del ricevente secondo cui la conoscenza della fonte sulla realtà in oggevo non è a;endibile) distorsione della trasmissione (mancanza di fiducia: opinione del ricevente secondo cui la fonte non ha la volontà di fornire una versione accurata della realtà) Le modalità comunica<ve sono in grado di influenzare sensibilmente la percezione della credibilità della fonte fluidità del parlato: aumenta la credibilità percepita disfluenza (pause piene, interruzioni di parole ecc.): modesta competenza citazione di fon< verificabili: aumenta la credibilità percepita posizione sostenuta: se disconferma le avese dell uditorio, aumenta la qualità percepita della fonte 23/04/14 45 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 45 23/04/14 46 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 46 La credibilità della fonte: gli effeu CaraVeris>che della fonte: l avrazione fisica e la simpa>a 1/2 Effetti della credibilità grandezza variabile dell effetto persuasivo (maggiore è il coinvolgimento del destinatario, minore è il suo peso attribuito alla credibilità, e viceversa) direzione non costante dell effetto persuasivo (non è sempre vero che aumentando la credibilità si aumenta anche l effetto persuasivo) 23/04/14 47 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 47 23/04/14 48 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 48 8

9 CaraVeris>che della fonte: l avrazione fisica e la simpa>a 2/2 CaraVeris>che del messaggio: la struvura simpa<a: in linea di massima, maggiore è la simpa>a, maggiore è l efficacia persuasiva; favore meno importante della credibilità; poco efficace quando il ricevente ha un elevato coinvolgimento a;razione fisica: incrementa il grado di simpa>a, sopravuvo nei casi di modesto coinvolgimento del ricevente Ordine degli argomen<: se è in crescendo in termini di importanza e di forza, ouene un efficacia persuasiva maggiore, rispevo a un ordine in decrescendo Conclusioni e raccomandazioni esplicite: aumenta il valore persuasivo del messaggio rispevo all assenza di raccomandazioni o a raccomandazioni implicite anche la somiglianza fra la fonte e il des>natario e l etnicità della fonte possono influenzare i processi persuasivi, anche se non in modo costante, né sistema>co 23/04/14 49 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 49 23/04/14 50 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 50 CaraVeris>che del messaggio: lo s>le 1/3 CaraVeris>che del messaggio: lo s>le 2/3 Alternativa fra argomentazione unilaterale: si prendono in considerazione solo gli argomenti che sono a favore della posizione sostenuta dalla fonte (argomenti pro) Discrepanza fra la posizione della fonte e quella del destinatario: il massimo dell efficacia si ottiene con un grado medio di discrepanza, mentre discrepanze troppo piccole o troppo grandi vengono ignorate o producono reazioni negative argomentazione bilaterale (più efficace): oltre agli argomenti pro, sono discussi e rigettati gli argomenti della posizione opposta (argomenti contro) 23/04/14 51 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 51 23/04/14 52 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 52 CaraVeris>che del messagio: lo s>le 3/3 CaraVeris>che del messaggio: la strategia della sequenza nelle richieste Livello di efficacia persuasiva degli argomen> sostenu> dalla discrezione di un esempio (case history) o da da< sta<s<ci: il primo risulta più persuasivo, benché le sta>s>che siano più avendibili e rappresenta>ve del fenomeno in oggevo Spesso nei gruppi vi è l esigenza di ottenere una certa richiesta (richiesta critica. Due strategie: Appelli alla paura: u>li per aumentare il consenso; relazione curvilinea a U rovesciata (se si supera un certo livello di paura, il messaggio perde efficacia) Piede nella porta si avanza una prima richiesta modesta, che viene di norma soddisfatta, per giungere poi alla richiesta critica (l accondiscendenza alla prima richiesta aumenta la percezione di sé come persona cooperativa; diventa così più difficile tirarsi indietro alla richiesta critica) 23/04/14 53 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 53 23/04/14 54 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 54 9

10 Porta- in- faccia CaraVeris>che del des>natario: le disposizioni stabili si avanza una richiesta impegnativa, che di norma viene rifiutata, per poi presentare la richiesta critica ( reciproca concessione ) se il ricevente ha opposto un rifiuto alla prima richiesta, deve accogliere la seconda in un processo di negoziazione grado di influenzabilità: facilità (o meno) con cui uno si lascia persuadere in generale autostima: secondo alcune ricerche, l incremento del livello di autostima è associato positivamente con la disponibilità a cambiare atteggiamento; tuttavia altre ricerche hanno ottenuto risultati opposti 23/04/14 55 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 55 23/04/14 56 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 56 Le caraveris>che momentanee del des>natario CaraVeris>che del des>natario: favori contestuali Resistenza alla comunicazione persuasiva: teoria dell immunizzazione in un esperimento, sono sta> propos> dei messaggi persuasivi che avaccavano dei truismi culturali avraverso un travamento di supporto, uno di confutazione, o nessun travamento (gruppo di controllo) il gruppo di controllo ha dimostrato di non sapersi difendere, mentre il gruppo di confutazione resisteva meglio alle pressioni del messaggio persuasivo rispevo al gruppo di supporto l esposizione in gruppo incrementa il grado di coinvolgimento e il numero di pensieri rilevan> (pro e contro) la persistenza: gli effeu della comunicazione persuasiva tendono a perdersi con il tempo e a decadere; per essere il più efficace possibile, il messaggio persuasivo deve precedere di poco il momento della decisione e del passaggio all azione 23/04/14 57 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 57 23/04/14 58 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 58 Il pevegolezzo e le dicerie come sistemi di comunicazione 1/3 Il pevegolezzo e le dicerie come sistemi di comunicazione 2/3 I gruppi vivono di comunicazione, poiché senza comunicazione essi non avrebbero elemen> per portare avan> la loro storia Pe;egolezzo = manifestazione di questo bisogno vitale 23/04/14 59 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 59 23/04/14 60 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 60 10

11 Il pevegolezzo e le dicerie come sistemi di comunicazione 3/3 Funzioni psicologiche del pevegolezzo 1/2 È una pra4ca universale; si trova, sia pure in forme diverse, in tuve le culture È un sistema di comunicazione: procedura comunica>va che coinvolge il gruppo nella sua totalità e che propone un certo modo di interpretare i significa< all interno e all esterno del gruppo stesso Il pevegolezzo implica una serie di dicerie che sono trasmesse di bocca in bocca con l aggiunta facolta>va di commen< personali (simile alla trasmissione orale dei mi> nelle culture preleverate) Asimmetria sociale: le dicerie riguardano sopravuvo le trasgressioni e le peculiarità di persone che occupano una posizione sociale migliore 23/04/14 61 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 61 23/04/14 62 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 62 Funzioni psicologiche del pevegolezzo 2/2 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 1/5 Valore norma<vo: chiacchiera = sorta di denuncia di au reprensibili da additare al biasimo Valore ostensivo: anagrafizza e rende di pubblico dominio ciò che è privato Indicatore dell invidia sociale: i pevegoli, di solito, non sono nella condizione di fare ciò che il bersaglio del pevegolezzo è in grado di fare Funzione culturale: pra>ca discorsiva ricorrente che funge da conneavo comunica<vo nella rete delle relazioni di gruppo Riproduzione seriale: far ripetere un racconto alquanto complesso da un soggetto a un altro, che deve raccontarlo a un terzo, e così di seguito fino all ultimo soggetto Trasformazione semantica del messaggio iniziale che comporta una rilevante riduzione delle informazioni Processo semantico dell accentuazione: la diceria si crea attorno a particolari contenuti resi salienti e dominanti 23/04/14 63 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 63 23/04/14 64 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 64 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 2/5 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 3/5 Assimilazione tema4ca (rendere coerente con il tema centrale del pevegolezzo eventuali aspeu divergen>) 1. Processi di assimilazione: modalità di conservazione, di deformazione, di omissione o di aggiunta degli elemen> informa>vi Assimilazione per completamento (si aggiungono elemen< informa<vi per completare il quadro e renderlo coerente) Assimilazione an4cipatrice (adeguamento delle informazioni trasmesse dal pevegolezzo all enciclopedia delle conoscenze già possedute dal soggevo e ai suoi schemi mentali di riferimento) 23/04/14 65 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 65 23/04/14 66 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 66 11

12 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 4/5 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 5/5 Rappresentazione stereo<pata della situazione oggevo del pevegolezzo: l assimilazione trasforma e assimila le informazioni secondo le categorie cogni<ve, affeuve e norma>ve del gruppo Processi di soggeavizzazione: il pevegolezzo sfocia in una forma di memorizzazione colleava, sovoposta a leggi analoghe a quelle che valgono per la memoria individuale 23/04/14 67 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 67 23/04/14 68 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 68 La diffusione del pevegolezzo Credibilità grani>ca e oggeuva del pevegolezzo 1/2 Il pevegolezzo spesso sorge in concomitanza con la comparsa di novità, di situazioni insolite, nonché di cambiamen) organizza)vi È considerato una informazione altamente credibile, dotata di un consistente valore di oggeuvità e di verità La credibilità è fondata, per paradosso, sull impersonalità della fonte e della responsabilità comunica>va Metafora dell epidemia: spiega le caraveris>che del processo di trasmissione del pevegolezzo 23/04/14 69 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 69 23/04/14 70 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 70 Credibilità grani>ca e oggeuva del pevegolezzo 2/2 Comunicazione e decisione di gruppo 1/2 Le smentite da parte dei personaggi oggetto del pettegolezzo costituiscono delle conferme indirette della validità dello stesso cliniche del pettegolezzo : trasmissione sotto forma di pettegolezzo di opportune controinformazioni atte a ridicolizzare le affermazioni contenute nel pettegolezzo di origine 23/04/14 71 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 71 23/04/14 72 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 72 12

13 Comunicazione e decisione di gruppo 2/2 La comunicazione come mezzo La comunicazione entra di dirivo nei processi di presa di decisione che spesso un gruppo di lavoro (o un gruppo informale) è invitato a prendere per raggiungere i propri obieuvi Comunicazione = mezzo per influenzare i fa;ori stru;urali e gli aspeu contestuali sulle interazioni del gruppo Sono in gioco disposi<vi comunica<vi che consentono di passare dai progeu all azione Pur avendo un valore strumentale, la comunicazione dà forma ai processi sovesi alla presa di decisione: media gli effea della conoscenza, delle preferenze, delle caraveris>che del compito ecc., che influenzano la presa di decisione del gruppo 23/04/14 73 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 73 23/04/14 74 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 74 La comunicazione come favore cos>tu>vo della presa di decisione Decisione 1/2 Due sensi: decisioni = esito dello sviluppo di idee; gli scambi comunica>vi generano l incremento, l elaborazione, la modificazione o la cancellazione delle idee Determinazione deliberata e consapevole per effevuare una certa azione, scegliendo all interno di una certa gamma di alterna<ve possibili decisioni = prodou sociali inseri> nella realtà sociale del gruppo; la comunicazione partecipa in modo essenziale a sostenere tale realtà 23/04/14 75 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 75 23/04/14 76 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 76 Decisione 2/2 La polarizzazione nelle decisioni di gruppo 1/2 Gerarchia mezzi fini: la decisione assume valore di mezzo per una scelta più estesa e, allo stesso tempo, di fine per scelte più ristre;e e limitate Decisione = processo con)nuo che riguarda le varie auvità svolte dall individuo e dal gruppo (in ogni momento occorre fare delle scelte) Le decisioni colleave (di gruppo) sono, in media, più arrischiate di quelle prese individualmente 23/04/14 77 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 77 23/04/14 78 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 78 13

14 La polarizzazione nelle decisioni di gruppo 2/2 FaVori determinan> la polarizzazione 1/3 Tre favori spiegano il processo di polarizzazione: Polarizzazione verso il rischio (spostamento della decisione colleuva verso una posizione estrema di una determinata dimensione psicologica, a seguito dei processi di comunicazione e discussione che sono avvenu> entro il gruppo) 1 la discussione di gruppo: lo scambio di informazione permeve di individuare nuovi argomen> che orientano i membri del gruppo verso un certo estremo; parimen>, pone in moto una sequenza di interazioni comunica>ve che può innescare il cosiddevo pensiero di gruppo (groupthink) 23/04/14 79 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 79 Psicologia 23/04/14 80 della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 80 FaVori determinan> la polarizzazione 2/3 FaVori determinan> la polarizzazione 3/3 Groupthink = forma illusoria di invulnerabilità, rappresentazione stereo>pata degli altri gruppi, forme di autocensura, percezione illusoria di unanimità; conduce a una minimizzazione dei rischi e all estremizzazione colle9va (adozione di una scelta estrema) 2 divergenza iniziale di posizioni e di opinioni: esaltazione delle differenze nel corso della discussione e della comunicazione (polarizzazione = accentuazione di una tendenza latente già presente nella maggioranza dei membri di un gruppo, palesata avraverso gli scambi comunica>vi) 3 impegno da parte dei membri del gruppo nell interazione e nella comunicazione reciproca 23/04/14 81 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 81 23/04/14 82 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 82 Comunicazione e consenso di gruppo nella presa di decisione 1/2 Comunicazione e consenso di gruppo nella presa di decisione 2/2 Teoria del campo di Lewin: pone in evidenza l interdipendenza fra coesione di gruppo e comunicazione come premessa per favorire la decisione di gruppo La decisione colleava favorisce la convergenza simbolica fra i membri del gruppo: rafforza una determinata visione del mondo e rinsalda un sen>re emo>vo comune Gli scambi comunica<vi comportano una maggiore assunzione di responsabilità nei confron> di quello che ciascun membro del gruppo afferma La comunicazione comporta un impegno psicologico (verso sé e verso gli altri), a cui è difficile sovrarsi in seguito 23/04/14 83 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 83 23/04/14 84 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 84 14

La comunicazione nei gruppi. Comunicazione e influenza sociale. La genesi dei gruppi

La comunicazione nei gruppi. Comunicazione e influenza sociale. La genesi dei gruppi La comunicazione nei gruppi La comunicazione svolge una funzione centrale nella formazione e nel funzionamento dei gruppi sociali = insieme di più soggetti che interagiscono fra loro in modo interdipendente,

Dettagli

Comunicazione persuasiva e manipolazione

Comunicazione persuasiva e manipolazione Comunicazione persuasiva e manipolazione Il messaggio persuasivo, tipico della comunicazione pubblicitaria o politica, è quel messaggio che induce il ricevente ad un certo comportamento, perché in grado

Dettagli

Comunicazione persuasiva. Dott. Luca Pietrantoni Modulo formativo comunicazione interpersonale Bologna, 30 Marzo 2007

Comunicazione persuasiva. Dott. Luca Pietrantoni Modulo formativo comunicazione interpersonale Bologna, 30 Marzo 2007 Comunicazione persuasiva Dott. Luca Pietrantoni Modulo formativo comunicazione interpersonale Bologna, 30 Marzo 2007 Persuasione Processo con cui intenzionalmente si inducono altri a cambiare atteggiamenti

Dettagli

IL GRUPPO DI LAVORO (CAPITOLO XI) ARGOMENTI. Definizione e funzioni. Processi decisionali di gruppo. Leadership

IL GRUPPO DI LAVORO (CAPITOLO XI) ARGOMENTI. Definizione e funzioni. Processi decisionali di gruppo. Leadership IL GRUPPO DI LAVORO (CAPITOLO XI) ARGOMENTI Definizione e funzioni Processi decisionali di gruppo Leadership Cos è un gruppo? Lewin (1951, Field Theory in Social Science) Il gruppo non è la somma dei suoi

Dettagli

Alcune domande fondamentali

Alcune domande fondamentali PSICOLOGIA DEI GRUPPI sabina.sfondrini@unimib.it Testi: Boca, Bocchiaro, Scaffidi Abbate, Introduzione alla Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna. Tutti i capitoli tranne il 3 Speltini, 2002, Stare in

Dettagli

LABORATORIO DI PSICOLOGIA COGNITIVA LA PERSUASIONE 2. Gaia Vicenzi - Laboratorio di 1

LABORATORIO DI PSICOLOGIA COGNITIVA LA PERSUASIONE 2. Gaia Vicenzi - Laboratorio di 1 LABORATORIO DI PSICOLOGIA COGNITIVA LA PERSUASIONE 2 Gaia Vicenzi - Laboratorio di 1 I GRANDI NOMI DELLA COMUNICAZIONE PERSUASIVA Gaia Vicenzi - Laboratorio di 2 grandi nomi della comunicazione persuasiva.

Dettagli

Atteggiamenti e rappresentazioni sociali

Atteggiamenti e rappresentazioni sociali Atteggiamenti e rappresentazioni sociali L importanza dello studio degli atteggiamenti risiede nella loro rilevanza per la nostra vita sociale: - a livello individuale; - a livello interpersonale; - a

Dettagli

Comunicazione d impresa

Comunicazione d impresa Comunicazione d impresa Lorenza Rossini Anno 2005-2006 Programma I concetti fondamentali Le aree della comunicazione d impresa Gli strumenti e i mezzi della comunicazione Il piano di comunicazione Alcuni

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO 1. Comprendere le principali caratteristiche distintive dei gruppi di lavoro 2. Conoscere i fattori che incidono sul funzionamento dei gruppi di lavoro 3. Acquisire conoscenze

Dettagli

CONVEGNO FISM SIRACUSA 27 NOVEMBRE 2010

CONVEGNO FISM SIRACUSA 27 NOVEMBRE 2010 CONVEGNO FISM SIRACUSA 27 NOVEMBRE 2010 INTERCULTURA PARITARIA: STRUMENTI E TECNICHE PSICOLOGICHE DI COMUNICAZIONE PER FAVORIRE L INCLUSIONE E LA RECIPROCITA mariellabianca psicoterapeuta analista transazionale

Dettagli

Allegato 2 COMPETENZE DI CITTADINANZA PROGRESSIONE DELLE COMPETENZE

Allegato 2 COMPETENZE DI CITTADINANZA PROGRESSIONE DELLE COMPETENZE Allegato 2 COMPETENZE DI CITTADINANZA CONTINUITA PROGRESSIONE DELLE COMPETENZE IMPARARE AD IMPARARE Acquisire un proprio metodo di studio e di lavoro. Scoperta e riconoscimento di regole generali per:

Dettagli

Traduzione non ufficiale

Traduzione non ufficiale Traduzione non ufficiale Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla costituzione del Quadro europeo delle Qualifiche per l apprendimento permanente (testo con attinenza all

Dettagli

Dalla valutazione alla valorizzazione delle performance

Dalla valutazione alla valorizzazione delle performance LA GESTIONE DELLE RISORSE UMANE IN QUALITÀ La valutazione delle prestazioni basata sulle competenze Dalla valutazione alla valorizzazione delle performance Lo strumento che verrà illustrato nelle pagine

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

Psicologia Sociale e di Comunità

Psicologia Sociale e di Comunità Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale a.a. 2014/2015 Psicologia Sociale e di Comunità Modulo di PSICOLOGIA SOCIALE E DEI GRUPPI Alessio Nencini alessio.nencini@univr.it 1 Sé e identità Individuo

Dettagli

IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica.

IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA. www.ergonomica. IL COMPORTAMENTO DEL LEADER E LA REAZIONE DEI MEMBRI DEL GRUPPO IN TRE DIVERSI CLIMI AZIENDALI AUTORITARIO DEMOCRATICO LASSISTA Ogni decisione sul da farsi viene presa dal leader. Tutte le cose da farsi

Dettagli

Agenzia Regionale di Protezione Civile &!!

Agenzia Regionale di Protezione Civile &!! Agenzia Regionale di Protezione Civile!!!"#$ % &!! '()* &+#),) Ascoltiamo un po. Parole chiave di Velasco Motivazione Mentalità vincente Esercizio Impegno Adattamento Flessibilità Punti in comune. Quali

Dettagli

C.H. Cooley (1902) considera Sé come prodotto (passivo) delle interazioni con gli altri.(looking-glass self). Il concetto dell Io come specchio

C.H. Cooley (1902) considera Sé come prodotto (passivo) delle interazioni con gli altri.(looking-glass self). Il concetto dell Io come specchio AUTOSTIMA I primi riferimenti all autostima come dimensione psicologica emergono dalle considerazioni sul sé di William James (1890). James ha sostenuto l esistenza di tre costituenti principali del Sé:

Dettagli

LA GESTIONE EFFICACE DEI COLLABORATORI

LA GESTIONE EFFICACE DEI COLLABORATORI LA GESTIONE EFFICACE DEI COLLABORATORI La qualità organizzativa passa attraverso la qualità delle persone 1. Le ragioni del corso Nella situazione attuale, assume una rilevanza sempre maggiore la capacità

Dettagli

CAPIRE E COMUNICARE CON PARTI IN CONFLITTO

CAPIRE E COMUNICARE CON PARTI IN CONFLITTO ASPETTI DA VALUTARE CAPIRE E COMUNICARE CON PARTI IN CONFLITTO LE PERSONE Gli interessi in gioco I vantaggi Introduzione agli aspetti comportamentali per la gestione dei negoziati e delle controversie

Dettagli

[Digitare il testo] Pagina 1

[Digitare il testo] Pagina 1 [Digitare il testo] Pagina 1 Il concetto di gruppo si sviluppa a partire dal 1895 con Gustave Le Bon e la Psicologia delle folle, in cui i gruppi vengono considerati come forme pericolose ed irrazionali;

Dettagli

MSCEIT Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test

MSCEIT Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test Mayer-Salovey-Caruso Emotional Intelligence Test John D. Mayer, Peter Salovey e David R. Caruso Adattamento italiano a cura di Antonella D'Amico e Antonietta Curci RAPPORTO INTERPRETATIVO Nominativo: Codice

Dettagli

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili In questa unità didattica sono indicate alcune modalità di comportamento con persone disabili, in modo da migliorare la conoscenza rispetto

Dettagli

IL GRUPPO E I GRUPPI DI LAVORO

IL GRUPPO E I GRUPPI DI LAVORO IL GRUPPO E I GRUPPI DI LAVORO IL GRUPPO Etimologia Il termine «gruppo» deriva da «groppo» (nodo) che rimanda all idea di assemblaggio, qualcosa che riunisce, lega tra loro molteplici elementi ma anche

Dettagli

UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE

UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE GRUPPI DI LAVORO GRUPPO DI LAVORO Un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolarità, nella consapevolezza di dipendere l uno dall altro e di

Dettagli

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------

Dettagli

CODICE DI ETICA PROFESSIONALE 1 PREMESSA

CODICE DI ETICA PROFESSIONALE 1 PREMESSA CODICE DI ETICA PROFESSIONALE 1 PREMESSA Il nostro settore svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo economico del Paese e nel dialogo fra imprese e consumatori, fra Pubblica Amministrazione e cittadino

Dettagli

Abilità e competenze. Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione

Abilità e competenze. Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione Abilità e competenze Qual è il confine tra abilità e competenza? Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione Conoscenze indicano il risultato dell assimilazione di informazioni (fatti,

Dettagli

CODICE ETICO AZIENDALE

CODICE ETICO AZIENDALE Testo approvato dal Consiglio di Amministrazione di Orienta S.p.a del 15/12/2010 INDICE 1. INTRODUZIONE 3 2. VALORI ETICI 3 3. CRITERI DI CONDOTTA 3 4. COMPORTAMENTO SUL LUOGO DI LAVORO 6 5. CONFLITTTO

Dettagli

La comunicazione ambientale a sostegno della prevenzione

La comunicazione ambientale a sostegno della prevenzione La comunicazione ambientale a sostegno della prevenzione VIII Conferenza Nazionale delle Agenzie per la Protezione dell Ambiente (Genova 5-7/7/2004) 5 Giorgio Cesari L informazione ambientale L informazione

Dettagli

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1

Lo stile di comando. teoria degli stili comportamentali. teoria contingente. teorie di processo. Corso di E. A. 1 Lo stile di comando teoria degli stili comportamentali teoria contingente teorie di processo Corso di E. A. 1 Lo stile di comando La leadership può essere definita come il processo attraverso il quale

Dettagli

C. Parla con i collaboratori e poi stabilisce degli obiettivi. D. Lascia al gruppo la completa responsabilità della situazione.

C. Parla con i collaboratori e poi stabilisce degli obiettivi. D. Lascia al gruppo la completa responsabilità della situazione. QUESTIONARIO SULL EFFICACIA E FLESSIBILITA DELLA LEADERSHIP Di Paul Hersey e Kenneth Blanchard ISTRUZIONI Si presume che Lei sia coinvolto in ognuna delle seguenti 12 situazioni. Legga attentamente ogni

Dettagli

Capitolo 4 Atteggiamenti e persuasione

Capitolo 4 Atteggiamenti e persuasione Capitolo 4 Atteggiamenti e persuasione 1 Argomenti Struttura e scopo degli atteggiamenti Modalità di apprendimento degli atteggiamenti e ruolo della socializzazione Misurazione degli atteggiamenti: tecniche

Dettagli

La comunicazione del rischio nelle legionellosi. Mauro Palazzi Dip. Sanità Pubblica AUSL di Cesena

La comunicazione del rischio nelle legionellosi. Mauro Palazzi Dip. Sanità Pubblica AUSL di Cesena La comunicazione del rischio nelle legionellosi Mauro Palazzi Dip. Sanità Pubblica AUSL di Cesena la comunicazione del rischio è lo scambio di informazioni e di valutazioni sul rischio tra gli esperti,

Dettagli

Capitolo 3. Sé e identità

Capitolo 3. Sé e identità Capitolo 3 Sé e identità Concetto di sé come Soggetto e oggetto di conoscenza Io / me, autoconsapevolezza Processo di conoscenza Struttura cognitiva Insieme di spinte motivazionali: autovalutazione, autoverifica

Dettagli

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELAZIONALI DEL PERSONALE INTERNO A CONTATTO CON IL CLIENTE

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELAZIONALI DEL PERSONALE INTERNO A CONTATTO CON IL CLIENTE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELAZIONALI DEL PERSONALE INTERNO A CONTATTO CON IL CLIENTE La qualità del servizio passa attraverso la qualità delle persone 1. Lo scenario In presenza di una concorrenza

Dettagli

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE Non c è mai una seconda occasione per dare una prima impressione 1. Lo scenario Oggi mantenere le proprie posizioni o aumentare le quote di mercato

Dettagli

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio

Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio Allegato 1 REVISIONE DEL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEL COMPARTO Progetto per la valutazione dei comportamenti organizzativi del personale del comparto in Arpa Repertorio SINTESI DEI COMPORTAMENTI ORGANIZZATIVI

Dettagli

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta La Comunicazione Cosa significa Comunicare? Trasmettere informazioni,conoscenze,pensieri tra due o piú soggetti. La comunicazione contiene elementi non

Dettagli

Comunicazione. Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione

Comunicazione. Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione Comunicazione Comunicazione Verbale, non verbale e paraverbale: limiti e risorsa nella comunicazione Non si può non comunicare, afferma uno degli assiomi della comunicazione. Non esiste infatti la non

Dettagli

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA Sul tema della leadership già a partire dai primi anni del novecento sono stati sviluppati diversi studi, che consideravano

Dettagli

Processi di comunicazione scuola-famiglia

Processi di comunicazione scuola-famiglia Processi di comunicazione scuola-famiglia Appunti Comunicare a scuola è il cuore della relazione scuola-famiglia, parti alleate di un progetto che -in particolare nella realtà attualenon sopporta solitudine:

Dettagli

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena

prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena prof. Andrea Messeri docente Università degli Studi di Siena UNIVERSITÀ, SCUOLE E ORIENTAMENTO IN ITALIA intervento al convegno Essenzialità dell Orientamento per il Futuro dei Giovani, Orvieto 9 11 dicembre

Dettagli

TRAINING. Riservato ad agenti e venditori. (3 giornate intervallate)

TRAINING. Riservato ad agenti e venditori. (3 giornate intervallate) TRAINING Riservato ad agenti e venditori (3 giornate intervallate) 2 1. INTERPRETARE IL PROPRIO RUOLO CON ORGOGLIO, POSITIVITÀ, CREATIVITÀ E CORAGGIO, RAFFORZANDO LA PROPRIA AUTOMOTIVAZIONE AL MIGLIORAMENTO

Dettagli

Corsi sulle: TECNICHE DI VENDITA

Corsi sulle: TECNICHE DI VENDITA Corsi sulle: TECNICHE DI VENDITA 1. programmazione e strutturazione dell intervista: gli argomenti da scegliere per ciascun cliente 2. la presa di contato con il cliente: tecniche di aggancio o di approccio

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

FEDERAZIONE EUROPEA DELLE ASSOCIAZIONI DI PSICOLOGI META-CODICE DI ETICA. Accettato dall Assemblea Generale Granada, Luglio 2005 1.

FEDERAZIONE EUROPEA DELLE ASSOCIAZIONI DI PSICOLOGI META-CODICE DI ETICA. Accettato dall Assemblea Generale Granada, Luglio 2005 1. FEDERAZIONE EUROPEA DELLE ASSOCIAZIONI DI PSICOLOGI META-CODICE DI ETICA Accettato dall Assemblea Generale Granada, Luglio 2005 1. INTRODUZIONE Nel seguente meta-codice il termine cliente si riferisce

Dettagli

Percezione Memoria Linguaggio Categorie Schemi Attribuzioni Euristiche Semplificare il mondo mettendo insieme cose simili

Percezione Memoria Linguaggio Categorie Schemi Attribuzioni Euristiche Semplificare il mondo mettendo insieme cose simili Problemi e soluzioni Troppe informazioni Semplificare Percezione Memoria Linguaggio Poche informazioni Completare Selezione Organizzazione Categorie Schemi Attribuzioni Euristiche Inferenza Armonizzazione

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Carta dei diritti e delle responsabilità dei genitori in Europa

Carta dei diritti e delle responsabilità dei genitori in Europa Carta dei diritti e delle responsabilità dei genitori in Europa Preambolo aggiornato al 2008 Crescere figli è un segno di speranza. Ciò dimostra che si ha speranza per il futuro e fede nei valori che si

Dettagli

I meccanismi di coordinamento

I meccanismi di coordinamento Scienze della comunicazione Le determinanti della complessità del problema di coordinamento Differenziazione Interdipendenza Corso di Organizzazione aziendale dott.ssa Francesca Chiara Esigenze di integrazione

Dettagli

Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr MIUR 22 agosto 2007)

Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr MIUR 22 agosto 2007) ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER I SERVIZI COMMERCIALI, TURISTICI, GRAFICI, ALBERGHIERI E SOCIALI L. EINAUDI Istruzioni, indicatori e strumenti di valutazione per i consigli di classe (Allegato 2 Decr

Dettagli

Comunicazione di massa

Comunicazione di massa Persuadere per prevenire: tecniche di comunicazione nelle campagne di prevenzione. Fiorenzo Ranieri 1 Le campagne di prevenzione in Italia sono fortemente condizionate dalla impostazione legislativa. Le

Dettagli

dott.ssa Sofia Conterno

dott.ssa Sofia Conterno Rafforzamento delle competenze sui modelli organizzativi di gestione del personale dott.ssa Sofia Conterno Prima parte LA LEADERSHIP SITUAZIONALE LA LEADERSHIP EFFICACE UN LEADER EFFICACE HA SVILUPPATO

Dettagli

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati.

Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE CONOSCENZE ABILITÀ METODOLOGIA/ STRATEGIE COMUNI. Lessico approfondito relativo agli argomenti trattati. ISTITUTO COMPRENSIVO 3 VICENZA DIPARTIMENTO DI LINGUA STRANIERA CURRICOLO DI INGLESE SCUOLA SECONDARIA COMPETENZE CHIAVE EUROPEE Comunicazione in lingua straniera Fine classe terza COMPETENZE SPECIFICHE

Dettagli

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione

Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Verso l autosviluppo continuo: l esigenza di nuovi approcci e di nuova strumentazione Riflessioni di Luciano Perego (prima parte) CARATTERISTICHE DELLA MODALITÀ TRADIZIONALE PER LA GESTIONE DELLO SVILUPPO

Dettagli

ALL. A Competenze chiave di cittadinanza

ALL. A Competenze chiave di cittadinanza ALL. A Competenze chiave di cittadinanza Cosa sono Dove se ne parla Riferimenti europei L intreccio Nel dettaglio A cosa servono Cosa contrastare Come si acquisiscono Le competenze chiave di cittadinanza

Dettagli

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE

LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE. MODALITÀ DI COMUNICAZIONE EFFICACE ED INEFFICACE LA COMUNICAZIONE La comunicazione è una condizione essenziale della vita umana e dell ordinamento sociale, poiché

Dettagli

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 L ASCOLTO Primo passo dell Accoglienza Padre GHERARDO ARMANI C. M. 1. La relazione di aiuto La relazione si fonda su un rapporto umano centrato sull incontro di

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

Percorsi formativi per lo sviluppo di competenze gestionali per medici responsabili

Percorsi formativi per lo sviluppo di competenze gestionali per medici responsabili Percorsi formativi per lo sviluppo di competenze gestionali per medici responsabili Studio APS S.r.l. - 20123 Milano - Via S. Vittore, 38/A - Tel. 02.4694610 - Fax 02.4694593 - E-mail: studioaps@studioaps.it

Dettagli

Psicologia Sociale II

Psicologia Sociale II Psicologia Sociale II Federica Castellini Anno Accademico 2011 2012 Corso di Laurea in Servizi Sociali Facoltà di Sociologia Università degli Studi di Milano Bicocca La psicologia sociale Frontiera tra

Dettagli

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo La ricerca di gruppo è un metodo attraverso il quale gli studenti collaborano tra di loro a piccoli gruppi per esaminare

Dettagli

Il gruppo nella ricerca-azione. azione. Cantù, 24 maggio 2011

Il gruppo nella ricerca-azione. azione. Cantù, 24 maggio 2011 Il gruppo nella ricerca-azione azione Cantù, 24 maggio 2011 Life Skills di comunità PAR (Participatory Action Research): Analisi degli Stakeholders Valorizzazione del lavoro in gruppo Focus groups Conference(Tavoli)

Dettagli

Processi decisionali individuali e di gruppo

Processi decisionali individuali e di gruppo Processi decisionali individuali e di gruppo Modelli decisionali In fase decisionale, il modello razionale propone al manager una sequenza razionale articolata in quattro fasi: Identificazione del problema

Dettagli

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI Nell ambito delle attività previste dal servizio di Counseling Filosofico e di sostegno alla genitorialità organizzate dal nostro Istituto, si propone l avvio di un nuovo progetto per l organizzazione

Dettagli

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF

Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le undici competenze chiave del coaching secondo ICF Le seguenti undici competenze chiave del coaching sono state sviluppate per fornire una maggiore comprensione rispetto alle capacità ed agli approcci

Dettagli

il modello Nokana e Takeuchi

il modello Nokana e Takeuchi www.librishop.it il modello Nokana e Takeuchi Considerazioni sul processo di creazione e condivisione della conoscenza indice il processo di creazione e condivisione il modello di creazione e condivisione

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

COMUNITÀ DI PRATICA. i loro membri condividono modalità di AZIONE E INTERPRETAZIONE della realtà

COMUNITÀ DI PRATICA. i loro membri condividono modalità di AZIONE E INTERPRETAZIONE della realtà Comunità di pratica e reti professionali di Massimo Tomassini Vorrei ringraziare per questo invito. Sono molto lieto di essere in questa sala in cui sono stato circa quattro anni fa, presentando con altri

Dettagli

LE STRATEGIE DI COPING

LE STRATEGIE DI COPING Il concetto di coping, che può essere tradotto con fronteggiamento, gestione attiva, risposta efficace, capacità di risolvere i problemi, indica l insieme di strategie mentali e comportamentali che sono

Dettagli

La comunicazione del rischio

La comunicazione del rischio La comunicazione del rischio Di Mauro Palazzi (modificata) A cura di Luigi Triggiano Medico di medicina generale 1 OBIETTIVI DEL CORSO migliorare le conoscenze sulla comunicazione e sulle sue criticità

Dettagli

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE G.V.GRAVINA. Anno scolastico 2010/2011. Programmazione didattica

ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE G.V.GRAVINA. Anno scolastico 2010/2011. Programmazione didattica ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE G.V.GRAVINA LICEO DELLE SCIENZE UMANE OPZIONE ECONOMICO-SOCIALE Anno scolastico 2010/2011 Programmazione didattica Materia d insegnamento: Psicologia

Dettagli

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009

Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Bologna - Tel. & fax 051 543101 e-mail: e.communication@fastwebnet.it www.excellencecommunication.it Gestire le Risorse Umane - Costruire Fiducia Sospiro (Cremona) 19 giugno 2009 Docente: Antonella Ferrari

Dettagli

Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI

Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI Seminario di aggiornamento Quadri Tecnici di base delle ASD Poggio Mirteto, 28 aprile 2015 Casa della Cultura STILI DI GUIDA E SVILUPPO DEI COLLABORATORI Relatore: Luigi Maggi Nello sport Presidente del

Dettagli

Le componenti dell'assertività

Le componenti dell'assertività ASSERTIVITA Il comportamento assertivo è quel comportamento attraverso il quale si affermano i propri punti di vista, senza prevaricare né essere prevaricati. Si esprime attraverso la capacità di utilizzare

Dettagli

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi*

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il segretariato sociale ha una storia e una tradizione che hanno accompagnato la professione dalla sua nascita, e pertanto

Dettagli

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PER UNA RESPONSABILITA SOCIALE D IMPRESA CHE SIA ELEMENTO STRUTTURALE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE PREMESSA Per la prima volta quest anno la responsabilità sociale in Italia diventa un tema diffuso di dibattito

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

1. I VOLONTARI DELLA CRI: UNA COMUNITÀ PER IL

1. I VOLONTARI DELLA CRI: UNA COMUNITÀ PER IL 1. I VOLONTARI DELLA CRI: UNA COMUNITÀ PER IL BENE COMUNE Una comunità di oltre 139 mila soci impegnati, nel quotidiano come nelle emergenze, in attività sociali e sanitarie di aiuto alle persone in difficoltà

Dettagli

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA LE DINAMICHE DELLA CRESCITA 1. Viviamo in una situazione di disequilibrio educativo, a causa di: a) fattori strutturali, quali - ritmi di cambiamento sociale, - esposizione ripetuta e prolungata di immagini

Dettagli

Fondamenti e tecniche di comunicazione verbale

Fondamenti e tecniche di comunicazione verbale Fondamenti e di comunicazione non verbale Fondamenti e di comunicazione verbale Rivolto agli infermieri Professionali Comunicare meglio: aiutare gli infermieri a aiutare. Abstract Ogni cosa che impariamo

Dettagli

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali

LAVORO DI GRUPPO. Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali LAVORO DI GRUPPO Caratteristiche dei gruppi di lavoro transnazionali Esistono molti manuali e teorie sulla costituzione di gruppi e sull efficacia del lavoro di gruppo. Un coordinatore dovrebbe tenere

Dettagli

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3 Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione Scuola dell infanzia - Anni 3 A Identità e appartenenza. A1 Percepire e riconoscere se stesso. A1Mi conosco attraverso giochi motori sul corpo. A2 Saper

Dettagli

Messina, 18 marzo 2010. Gioacchino Lavanco. Professore ordinario di Psicologia di comunità Università di Palermo

Messina, 18 marzo 2010. Gioacchino Lavanco. Professore ordinario di Psicologia di comunità Università di Palermo Messina, 18 marzo 2010 Linguaggio criminale e sentire mafioso PROBLEMI SOCIALI E PROBLEMI PSICOLOGICI Gioacchino Lavanco Professore ordinario di Psicologia di comunità Università di Palermo SOMMARIO: INTRODUZIONE

Dettagli

SURVEY. Credito e private equity: il punto di vista delle imprese e le tendenze in atto. 17 Luglio 2014

SURVEY. Credito e private equity: il punto di vista delle imprese e le tendenze in atto. 17 Luglio 2014 SURVEY Credito e private equity: il punto di vista delle imprese e le tendenze in atto 17 Luglio 2014 Il CLUB FINANCE La mission Il Club rappresenta a livello nazionale un centro di riferimento, di informazione

Dettagli

assicurare la presa in carico, ridurre la burocrazia,,garantire i diritti

assicurare la presa in carico, ridurre la burocrazia,,garantire i diritti Punto unico di accesso ai servizi per assicurare la presa in carico, ridurre la burocrazia,,garantire i diritti Relazione del Consigliere regionale Maria Grazia Fabrizio Venerdì 11 luglio Milano Noi abitanti

Dettagli

Stili di Comunicazione e Stili di Leadership

Stili di Comunicazione e Stili di Leadership Stili di Comunicazione e Stili di Leadership Il modello di leadership situazionale elaborato, da Hersey e Blanchard nel 1982 prevede 4 stili di leadership applicabili in funzione del livello di maturità

Dettagli

Lo Sviluppo delle Capacità

Lo Sviluppo delle Capacità Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8

Dettagli

La Dichiarazione di Pechino

La Dichiarazione di Pechino La Dichiarazione di Pechino CAPITOLO I OBIETTIVI 1. Noi, Governi partecipanti alla quarta Conferenza mondiale sulle donne, 2. Riuniti qui a Pechino nel settembre del 1995, nel cinquantesimo anniversario

Dettagli

IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE

IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE IMPARARE AD IMPARARE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO: TUTTE IMPARARE AD IMPARARE Imparare a imparare è l abilità di perseverare nell, di organizzare il proprio anche mediante una gestione efficace del tempo

Dettagli

Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo della Salute in Età Evolutiva

Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo della Salute in Età Evolutiva Scienze e Tecniche Psicologiche dello Sviluppo della Salute in Età Evolutiva ANNO ACCADEMICO 2007-2008 ROBERTO BAIOCCO Università degli Studi di Roma Sapienza Il corso offre una panoramica delle principali

Dettagli

Unità d apprendimento /Competenza

Unità d apprendimento /Competenza Titolo dell Unità di Apprendimento/Competenza: Moltiplichiamo Unità d apprendimento /Competenza Denominazione Classe Competenza/e da sviluppare Prova di accertamento finale Prerequisiti in termini di competenze,

Dettagli

Teoria del Prospetto: avversione alle perdita, framing e status quo

Teoria del Prospetto: avversione alle perdita, framing e status quo - DPSS - Università degli Studi di Padova http://decision.psy.unipd.it/ Teoria del Prospetto: avversione alle perdita, framing e status quo Corso di Psicologia del Rischio e della Decisione Facoltà di

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 8 LEZIONE. Prof. Marta Ghini

DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 8 LEZIONE. Prof. Marta Ghini DINAMICHE INTERPERSONALI E DI GRUPPO 8 LEZIONE Prof. Marta Ghini LEADERSHIP RIPASSO... Qual è il mio stile di leadership utilizzato solitamente? (come genitore, come insegnante, come catechista... È sempre

Dettagli

Sistema di Misurazione e valutazione delle performance

Sistema di Misurazione e valutazione delle performance Sistema di Misurazione e valutazione delle performance PIANI DI LAVORO (Obiettivi) 1. I piani di lavoro annuali sono finalizzati alla realizzazione dei programmi dell Amministrazione. Sono predisposti

Dettagli

Maria Antonietta CREA MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE

Maria Antonietta CREA MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE 1 MANAGEMENT DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE Ci sono diversi modelli di mangement che differiscono per: Obiettivi Struttura organizzativa Strategie di leadership 2 TRA I MODELLI DI MANAGEMENT PIÙ IMPORTANTI

Dettagli

La leadership sanitaria:

La leadership sanitaria: La leadership sanitaria: una nuova dimensione per le professioni sanitarie Dott. Alessandro Rovetta Leadership SAPER CREARE UN MONDO AL QUALE LE PERSONE DESIDERINO APPARTENERE 1 Perchè servono professionisti

Dettagli

Un Contributo per una Interpretazione Attuale della Teoria Mazziniana dell Economia di Sergio d Errico

Un Contributo per una Interpretazione Attuale della Teoria Mazziniana dell Economia di Sergio d Errico Un Contributo per una Interpretazione Attuale della Teoria Mazziniana dell Economia di Sergio d Errico L approccio alle tematiche dello Sviluppo Economico sviluppa la percezione e la consapevolezza di

Dettagli