23/04/14 1. Capitolo 8: La comunicazione nei gruppi. La comunicazione nei gruppi 1/6. La comunicazione nei gruppi 2/6. La comunicazione nei gruppi 3/6

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1 La comunicazione nei gruppi 1/6 Capitolo 8: La comunicazione nei gruppi Luigi Anolli, Fondamen> di Psicologia della Comunicazione Il Mulino 2006 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 1 23/04/14 1 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 23/04/14 2 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 2 La comunicazione nei gruppi 2/6 La comunicazione nei gruppi 3/6 La comunicazione svolge una funzione centrale nella formazione e nel funzionamento dei gruppi sociali. Consapevolezza dell appartenenza al gruppo: favorisce la distinzione fra in-group e out-group. Gruppi sociali = insieme di più soggetti che interagiscono fra loro in modo interdipendente, che si percepiscono come membri del gruppo e che sono percepiti come tali da individui di altri gruppi 23/04/14 3 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 3 23/04/14 4 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 4 La comunicazione nei gruppi 4/6 La comunicazione nei gruppi 5/6 Problema della relazione individuo-gruppo: integrazione fra l identità personale e l identità sociale di un soggetto attraverso processi di identificazione degli individui al gruppo Valore strumentale del gruppo: il gruppo costituisce un sistema sociale in grado di sostenere e valorizzare le componenti affettive dei rapporti entro il gruppo (il sentimento del noi ) Processo di differenziazione fra le persone in termini di posizione, di status e di competenze: premessa per la complessità gestionale del gruppo (struttura organizzativa) e per la costituzione della leadership (struttura gerarchica) nella condivisione di norme e di standard di riferimento (struttura normativa) 23/04/14 5 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 5 23/04/14 6 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 6 1

2 La comunicazione nei gruppi 6/6 Comunicazione e influenza sociale Ogni gruppo definisce e precisa la propria cultura come elaborazione della idiocultura (o microcultura), che qualifica in modo peculiare la rete di relazioni che tessono la vita del gruppo stesso Influenza sociale: modalità di base per orientare e dirigere in modo reciproco il sistema delle credenze posi>ve e nega>ve (belief- disbelief system), dei desideri, degli a;eggiamen<, degli scopi e dei processi decisionali dei membri di un gruppo 23/04/14 7 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 7 23/04/14 8 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 8 Influenza sociale e potere Influenza sociale informa>va Effe;o di mera esposizione: la semplice presenza di altri esercita una serie di effeu facilitan> o iniben> sull azione del soggevo. Disposizione ad accevare un informazione proveniente da un altro, come vera e appropriata; u>le per ridurre l ambiguità nella valutazione di una data situazione o per affrontare una condizione di crisi o d emergenza 23/04/14 9 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 9 23/04/14 10 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 10 Influenza sociale norma>va L influenza sociale 1/4 Induce l individuo a conformarsi alle norme, alle aspeva>ve e agli standard vigen> nel gruppo; chi non si adegua è valutato come deviante, sciocco o folle e, di solito, è emarginato e isolato dal gruppo Il conseguimento dell influenza sociale richiede una base di potere = distribuzione diseguale delle risorse e capacità di controllo nei confron> degli a;eggiamen< e delle decisioni degli altri 23/04/14 11 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 11 23/04/14 12 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 12 2

3 L influenza sociale 2/4 L influenza sociale 3/4 A livello comunica>vo, potere = relazione fra due soggeu A e B, regolata da alcuni parametri: le risorse possedute da A ( base del potere ) asimmetria (A maggiore di B) la sfera del potere di A (ambi> cui il potere è esteso) la creazione di aspe;a<ve (A ha potere su B se B si aspeva che, adeguandosi ad A, ovenga dei vantaggi; oppure che, rifiutando le indicazioni di A, vada incontro a sanzioni) Potere: relazione asimmetrica, riguardante ambi> specifici, nella quale A, in virtù delle risorse che si presume disponga, appare in grado di indirizzare e influenzare in modo intenzionale la condova di B verso la realizzazione dei propri obieavi 23/04/14 13 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 13 23/04/14 14 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 14 L influenza sociale 4/4 Gli effeu dell influenza sociale 1/4 pur essendo asimmetrica, la relazione di potere è bidirezionale: se è vero che A influenza B, è altrevanto vero che B influenza A pressione sociale da parte del gruppo nei confron> del soggevo: funzione di normalizzazione per mantenere condizioni di prevedibilità e di ragionevolezza nel flusso delle interazioni sociali e is>tuzionali la sociometria studia questa rete complessa di rappor> avraverso l uso del sociogramma passaggio dallo studio di una comunicazione a due a uno studio della rete di comunicazione (communica)on network analysis) 23/04/14 15 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 15 23/04/14 16 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 16 Gli effeu dell influenza sociale 2/4 Gli effeu dell influenza sociale 3/4 Rea;anza psicologica: l influenza sociale sovo forma di pressione è percepita e valutata da parte del soggevo come costrizione e restrizione della propria libertà personale esigenza della differenziazione: definizione di uno spazio personale dis<n<vo che evi> l omogeneizzazione e l uniformità del gruppo 23/04/14 17 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 17 23/04/14 18 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 18 3

4 Gli effeu dell influenza sociale 4/4 Influenza maggioritaria 1/3 effe;o PIP (primus inter pares) o fenomeno della conformità superiore di sé: adesione perfe;a alle norme del gruppo, in modo da essere percepito come un proto<po e una sorta di ideale per gli altri membri del gruppo Funzionalismo: l influenza prodova dalla maggioranza genera una condizione di livellamento e di omogeneizzazione del gruppo; effevo convergente di diversi favori (teoria dell impa4o sociale, Social Impact Theory): numerosità della maggioranza immediatezza della pressione esercitata sulla minoranza consistenza della maggioranza (generata sopravuvo dalle pra>che discorsive e dallo s>le comunica>vo) 23/04/14 19 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 19 23/04/14 20 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 20 Influenza maggioritaria 2/3 Influenza maggioritaria 3/3 Esito: ovenimento della conformità da parte dei vari membri del gruppo acquiescenza opportunis<ca: accevazione anonima e acri<ca, estrinseca e passiva del sistema di credenze, di valori e di norme adovato dalla maggioranza spirale del silenzio: il silenzio di ciascuno è interpretato come adesione al pensiero colleavo del gruppo; conduce a forme di: falso consenso: si crede in modo erroneo che i propri pensieri o azioni corrispondano ai pensieri o azioni comuni e dominan> nel gruppo ignoranza pluralis<ca: affinché una norma si perpetui, non è necessario che la maggioranza la sostenga ma che la maggioranza creda che la maggioranza la sostenga 23/04/14 21 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 21 23/04/14 22 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 22 Influenza minoritaria Minoranza auva 1/3 ProspeAva interazionista (Moscovici) La minoranza influenza il pensiero e il corso delle decisioni del gruppo quando è dotata di consistenza sincronica (estende il proprio punto di vista in modo coerente su tuve le ques>oni esaminate) è dotata di consistenza diacronica (man>ene il proprio punto di vista nel tempo in modo stabile) fa riferimento ad argomentazioni dotate di forza e qualità 23/04/14 23 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 23 23/04/14 24 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 24 4

5 Minoranza auva 2/3 Minoranza auva 3/3 non è caraverizzata da forme di devianza passiva e acri>ca (minoranza anomica) Confli;o di idee, di interpretazioni e di progeu (confli4o sociocogni)vo) a cui, di norma, segue un processo di negoziazione, ges>ta secondo differen< modalità di comunicazione (dalla rigidità alla flessibilità) è qualificata da un punto di vista alterna<vo e da for> convinzioni in grado di me;ere in discussione quelle dominan> del gruppo (minoranza nomica) 23/04/14 25 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 25 23/04/14 26 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 26 EffeU prodou dalla minoranza 1/2 EffeU prodou dalla minoranza 2/2 Gli effeu prodou dalla minoranza puntano all innovazione dei sistemi di credenze e di valori del gruppo avraverso un processo di conversione: favorisce l accevazione convinta e privata delle credenze e dei valori propos>, come la formazione di nuovi convincimen< e di un diverso assevo nella gerarchia dei valori effe;o sonno (sleeper effect): dissociare nel tempo il messaggio da una fonte informa<va poco credibile, consentendo al messaggio stesso di acquisire un valore di influenza che non possedeva all origine 23/04/14 27 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 27 23/04/14 28 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 28 EffeU della minoranza: Modello della divergenza 1/2 EffeU della minoranza: modello della divergenza 2/2 la maggioranza influenza i singoli membri mediante processi di pensiero convergente, che confermano le linee di valutazione e di condova già esisten> la minoranza applica forme di pensiero divergente che comporta l illustrazione di soluzioni alterna>ve e di percorsi nuovi, s>molando la crea<vità e contribuendo a migliorare le prestazioni del gruppo La teoria del doppio processo: (gli effeu della minoranza seguono un percorso diverso da quello auvato dagli effeu della maggioranza) non è stata convalidata dalla sintesi meta- anali>ca di Wood et al. 23/04/14 29 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 29 23/04/14 30 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 30 5

6 La comunicazione persuasiva 1/3 La comunicazione persuasiva 2/3 Modalità centrale per generare e sostenere l influenza sociale, in quanto ha lo scopo di modificare lo stato mentale degli altri Efficacia: capacità di ovenere successo presso i des>natari in condizione di libertà 23/04/14 31 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 31 23/04/14 32 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 32 La comunicazione persusasiva 3/3 I principali modelli teorici sulla comunicazione persuasiva 1/2 La persuasione mira a cambiare gli a;eggiamen< (= disposizioni interne e valutazioni generali di un certo oggevo e evento, in grado di orientare in modo coerente l azione seguente) La teoria del giudizio sociale (Sherif e Hovland) Processo mediato da due favori: il grado di accevazione, di rifiuto o di indifferenza verso le idee proposte il livello di coinvolgimento personale (ego- involvement) nell argomento in ques>one 23/04/14 33 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 33 23/04/14 34 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 34 I principali modelli teorici sulla comunicazione persuasiva 2/2 Il modello del valore dell aspeva>va nell aveggiamento Esito di questo processo: effea di assimilazione (il des>natario valuta il messaggio come vicino alla sua posizione più di quanto lo sia in realtà) effea di contrasto (il des>natario valuta il messaggio come distante dalla sua posizione più di quanto lo sia in realtà) Modello dell integrazione dell informazione (Fishbein) L aveggiamento verso un oggevo o evento è in funzione di due favori: forza delle credenze (forza con cui si >ene fede alla proprie credenze salien> sull oggevo in esame) valutazione delle credenze (valutazione che si ha delle proprie credenze) 23/04/14 35 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 35 23/04/14 36 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 36 6

7 La teoria dell azione ragionata 1/2 La teoria dell azione ragionata 2/2 Quest ul>ma è influenzata da due favori: Per modificare il comportamento di una persona occorre cambiare la sua intenzione (Ajzen e Fishbein). l a;eggiamento (componen> autudinali) dell individuo verso il comportamento in oggevo la norma soggeava (percezione delle aspeva>ve che altri membri importan> del gruppo hanno; esigenza di assecondare tali aspeva>ve) dell individuo 23/04/14 37 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 37 23/04/14 38 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 38 Il modello della probabilità di elaborazione 1/3 Il modello della probabilità di elaborazione 2/3 Il des>natario varia nel modo in cui probabilmente affronta ed elabora le informazioni contenute nel messaggio persuasivo; due percorsi persuasivi (PeVy e Cacioppo) Percorso centrale: la probabilità di informazioni è elevata; rielaborazione cogni<va approfondita dei contenu> informa>vi messaggio forte pensieri posi<vi Percorso centrale Percorso periferico messaggio debole pensieri nega<vi (effe4o boomerang : esito persuasivo controproducente) 23/04/14 39 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 39 23/04/14 40 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 40 Il modello della probabilità di elaborazione 3/3 Principali favori della comunicazione persuasiva 1/2 Percorso periferico: la probabilità di elaborazione delle informazioni è bassa (il destinatario è poco interessato all argomento) Sono attivati processi cognitivi dinatura euristica, basati su considerazioni presenti nel messaggio, ma non strettamente pertinenti all ambito della comunicazione stessa Il risultato persuasivo è dato dall intreccio dei seguen> favori: le caraveris>che della fonte, del messaggio e del ricevente in relazione al contesto di uso 23/04/14 41 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 41 23/04/14 42 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 42 7

8 Principali favori della comunicazione persuasiva 2/2 Credibilità della fonte Cara;eris<che della fonte: la credibilità Credibilità percepita della fonte: grado di competenza (generalizzata: livello di istruzione, esposizione sociale; specifica: esperienza e conoscenze par>colari in un determinato ambito) fiducia (integrità morale, onestà intellevuale, sincerità ecc.), che le sono riconosciute da parte del des>natario 23/04/14 43 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 43 23/04/14 44 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 44 Principali favori della comunicazione persuasiva 1/2 Principali favori della comunicazione persuasiva 2/2 Due distorsioni presen> nella comunicazione persuasiva: distorsione della conoscenza (mancanza di competenza: credenza del ricevente secondo cui la conoscenza della fonte sulla realtà in oggevo non è a;endibile) distorsione della trasmissione (mancanza di fiducia: opinione del ricevente secondo cui la fonte non ha la volontà di fornire una versione accurata della realtà) Le modalità comunica<ve sono in grado di influenzare sensibilmente la percezione della credibilità della fonte fluidità del parlato: aumenta la credibilità percepita disfluenza (pause piene, interruzioni di parole ecc.): modesta competenza citazione di fon< verificabili: aumenta la credibilità percepita posizione sostenuta: se disconferma le avese dell uditorio, aumenta la qualità percepita della fonte 23/04/14 45 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 45 23/04/14 46 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 46 La credibilità della fonte: gli effeu CaraVeris>che della fonte: l avrazione fisica e la simpa>a 1/2 Effetti della credibilità grandezza variabile dell effetto persuasivo (maggiore è il coinvolgimento del destinatario, minore è il suo peso attribuito alla credibilità, e viceversa) direzione non costante dell effetto persuasivo (non è sempre vero che aumentando la credibilità si aumenta anche l effetto persuasivo) 23/04/14 47 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 47 23/04/14 48 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 48 8

9 CaraVeris>che della fonte: l avrazione fisica e la simpa>a 2/2 CaraVeris>che del messaggio: la struvura simpa<a: in linea di massima, maggiore è la simpa>a, maggiore è l efficacia persuasiva; favore meno importante della credibilità; poco efficace quando il ricevente ha un elevato coinvolgimento a;razione fisica: incrementa il grado di simpa>a, sopravuvo nei casi di modesto coinvolgimento del ricevente Ordine degli argomen<: se è in crescendo in termini di importanza e di forza, ouene un efficacia persuasiva maggiore, rispevo a un ordine in decrescendo Conclusioni e raccomandazioni esplicite: aumenta il valore persuasivo del messaggio rispevo all assenza di raccomandazioni o a raccomandazioni implicite anche la somiglianza fra la fonte e il des>natario e l etnicità della fonte possono influenzare i processi persuasivi, anche se non in modo costante, né sistema>co 23/04/14 49 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 49 23/04/14 50 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 50 CaraVeris>che del messaggio: lo s>le 1/3 CaraVeris>che del messaggio: lo s>le 2/3 Alternativa fra argomentazione unilaterale: si prendono in considerazione solo gli argomenti che sono a favore della posizione sostenuta dalla fonte (argomenti pro) Discrepanza fra la posizione della fonte e quella del destinatario: il massimo dell efficacia si ottiene con un grado medio di discrepanza, mentre discrepanze troppo piccole o troppo grandi vengono ignorate o producono reazioni negative argomentazione bilaterale (più efficace): oltre agli argomenti pro, sono discussi e rigettati gli argomenti della posizione opposta (argomenti contro) 23/04/14 51 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 51 23/04/14 52 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 52 CaraVeris>che del messagio: lo s>le 3/3 CaraVeris>che del messaggio: la strategia della sequenza nelle richieste Livello di efficacia persuasiva degli argomen> sostenu> dalla discrezione di un esempio (case history) o da da< sta<s<ci: il primo risulta più persuasivo, benché le sta>s>che siano più avendibili e rappresenta>ve del fenomeno in oggevo Spesso nei gruppi vi è l esigenza di ottenere una certa richiesta (richiesta critica. Due strategie: Appelli alla paura: u>li per aumentare il consenso; relazione curvilinea a U rovesciata (se si supera un certo livello di paura, il messaggio perde efficacia) Piede nella porta si avanza una prima richiesta modesta, che viene di norma soddisfatta, per giungere poi alla richiesta critica (l accondiscendenza alla prima richiesta aumenta la percezione di sé come persona cooperativa; diventa così più difficile tirarsi indietro alla richiesta critica) 23/04/14 53 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 53 23/04/14 54 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 54 9

10 Porta- in- faccia CaraVeris>che del des>natario: le disposizioni stabili si avanza una richiesta impegnativa, che di norma viene rifiutata, per poi presentare la richiesta critica ( reciproca concessione ) se il ricevente ha opposto un rifiuto alla prima richiesta, deve accogliere la seconda in un processo di negoziazione grado di influenzabilità: facilità (o meno) con cui uno si lascia persuadere in generale autostima: secondo alcune ricerche, l incremento del livello di autostima è associato positivamente con la disponibilità a cambiare atteggiamento; tuttavia altre ricerche hanno ottenuto risultati opposti 23/04/14 55 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 55 23/04/14 56 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 56 Le caraveris>che momentanee del des>natario CaraVeris>che del des>natario: favori contestuali Resistenza alla comunicazione persuasiva: teoria dell immunizzazione in un esperimento, sono sta> propos> dei messaggi persuasivi che avaccavano dei truismi culturali avraverso un travamento di supporto, uno di confutazione, o nessun travamento (gruppo di controllo) il gruppo di controllo ha dimostrato di non sapersi difendere, mentre il gruppo di confutazione resisteva meglio alle pressioni del messaggio persuasivo rispevo al gruppo di supporto l esposizione in gruppo incrementa il grado di coinvolgimento e il numero di pensieri rilevan> (pro e contro) la persistenza: gli effeu della comunicazione persuasiva tendono a perdersi con il tempo e a decadere; per essere il più efficace possibile, il messaggio persuasivo deve precedere di poco il momento della decisione e del passaggio all azione 23/04/14 57 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 57 23/04/14 58 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 58 Il pevegolezzo e le dicerie come sistemi di comunicazione 1/3 Il pevegolezzo e le dicerie come sistemi di comunicazione 2/3 I gruppi vivono di comunicazione, poiché senza comunicazione essi non avrebbero elemen> per portare avan> la loro storia Pe;egolezzo = manifestazione di questo bisogno vitale 23/04/14 59 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 59 23/04/14 60 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 60 10

11 Il pevegolezzo e le dicerie come sistemi di comunicazione 3/3 Funzioni psicologiche del pevegolezzo 1/2 È una pra4ca universale; si trova, sia pure in forme diverse, in tuve le culture È un sistema di comunicazione: procedura comunica>va che coinvolge il gruppo nella sua totalità e che propone un certo modo di interpretare i significa< all interno e all esterno del gruppo stesso Il pevegolezzo implica una serie di dicerie che sono trasmesse di bocca in bocca con l aggiunta facolta>va di commen< personali (simile alla trasmissione orale dei mi> nelle culture preleverate) Asimmetria sociale: le dicerie riguardano sopravuvo le trasgressioni e le peculiarità di persone che occupano una posizione sociale migliore 23/04/14 61 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 61 23/04/14 62 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 62 Funzioni psicologiche del pevegolezzo 2/2 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 1/5 Valore norma<vo: chiacchiera = sorta di denuncia di au reprensibili da additare al biasimo Valore ostensivo: anagrafizza e rende di pubblico dominio ciò che è privato Indicatore dell invidia sociale: i pevegoli, di solito, non sono nella condizione di fare ciò che il bersaglio del pevegolezzo è in grado di fare Funzione culturale: pra>ca discorsiva ricorrente che funge da conneavo comunica<vo nella rete delle relazioni di gruppo Riproduzione seriale: far ripetere un racconto alquanto complesso da un soggetto a un altro, che deve raccontarlo a un terzo, e così di seguito fino all ultimo soggetto Trasformazione semantica del messaggio iniziale che comporta una rilevante riduzione delle informazioni Processo semantico dell accentuazione: la diceria si crea attorno a particolari contenuti resi salienti e dominanti 23/04/14 63 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 63 23/04/14 64 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 64 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 2/5 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 3/5 Assimilazione tema4ca (rendere coerente con il tema centrale del pevegolezzo eventuali aspeu divergen>) 1. Processi di assimilazione: modalità di conservazione, di deformazione, di omissione o di aggiunta degli elemen> informa>vi Assimilazione per completamento (si aggiungono elemen< informa<vi per completare il quadro e renderlo coerente) Assimilazione an4cipatrice (adeguamento delle informazioni trasmesse dal pevegolezzo all enciclopedia delle conoscenze già possedute dal soggevo e ai suoi schemi mentali di riferimento) 23/04/14 65 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 65 23/04/14 66 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 66 11

12 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 4/5 Elaborazione seman>ca del pevegolezzo 5/5 Rappresentazione stereo<pata della situazione oggevo del pevegolezzo: l assimilazione trasforma e assimila le informazioni secondo le categorie cogni<ve, affeuve e norma>ve del gruppo Processi di soggeavizzazione: il pevegolezzo sfocia in una forma di memorizzazione colleava, sovoposta a leggi analoghe a quelle che valgono per la memoria individuale 23/04/14 67 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 67 23/04/14 68 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 68 La diffusione del pevegolezzo Credibilità grani>ca e oggeuva del pevegolezzo 1/2 Il pevegolezzo spesso sorge in concomitanza con la comparsa di novità, di situazioni insolite, nonché di cambiamen) organizza)vi È considerato una informazione altamente credibile, dotata di un consistente valore di oggeuvità e di verità La credibilità è fondata, per paradosso, sull impersonalità della fonte e della responsabilità comunica>va Metafora dell epidemia: spiega le caraveris>che del processo di trasmissione del pevegolezzo 23/04/14 69 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 69 23/04/14 70 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 70 Credibilità grani>ca e oggeuva del pevegolezzo 2/2 Comunicazione e decisione di gruppo 1/2 Le smentite da parte dei personaggi oggetto del pettegolezzo costituiscono delle conferme indirette della validità dello stesso cliniche del pettegolezzo : trasmissione sotto forma di pettegolezzo di opportune controinformazioni atte a ridicolizzare le affermazioni contenute nel pettegolezzo di origine 23/04/14 71 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 71 23/04/14 72 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 72 12

13 Comunicazione e decisione di gruppo 2/2 La comunicazione come mezzo La comunicazione entra di dirivo nei processi di presa di decisione che spesso un gruppo di lavoro (o un gruppo informale) è invitato a prendere per raggiungere i propri obieuvi Comunicazione = mezzo per influenzare i fa;ori stru;urali e gli aspeu contestuali sulle interazioni del gruppo Sono in gioco disposi<vi comunica<vi che consentono di passare dai progeu all azione Pur avendo un valore strumentale, la comunicazione dà forma ai processi sovesi alla presa di decisione: media gli effea della conoscenza, delle preferenze, delle caraveris>che del compito ecc., che influenzano la presa di decisione del gruppo 23/04/14 73 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 73 23/04/14 74 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 74 La comunicazione come favore cos>tu>vo della presa di decisione Decisione 1/2 Due sensi: decisioni = esito dello sviluppo di idee; gli scambi comunica>vi generano l incremento, l elaborazione, la modificazione o la cancellazione delle idee Determinazione deliberata e consapevole per effevuare una certa azione, scegliendo all interno di una certa gamma di alterna<ve possibili decisioni = prodou sociali inseri> nella realtà sociale del gruppo; la comunicazione partecipa in modo essenziale a sostenere tale realtà 23/04/14 75 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 75 23/04/14 76 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 76 Decisione 2/2 La polarizzazione nelle decisioni di gruppo 1/2 Gerarchia mezzi fini: la decisione assume valore di mezzo per una scelta più estesa e, allo stesso tempo, di fine per scelte più ristre;e e limitate Decisione = processo con)nuo che riguarda le varie auvità svolte dall individuo e dal gruppo (in ogni momento occorre fare delle scelte) Le decisioni colleave (di gruppo) sono, in media, più arrischiate di quelle prese individualmente 23/04/14 77 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 77 23/04/14 78 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 78 13

14 La polarizzazione nelle decisioni di gruppo 2/2 FaVori determinan> la polarizzazione 1/3 Tre favori spiegano il processo di polarizzazione: Polarizzazione verso il rischio (spostamento della decisione colleuva verso una posizione estrema di una determinata dimensione psicologica, a seguito dei processi di comunicazione e discussione che sono avvenu> entro il gruppo) 1 la discussione di gruppo: lo scambio di informazione permeve di individuare nuovi argomen> che orientano i membri del gruppo verso un certo estremo; parimen>, pone in moto una sequenza di interazioni comunica>ve che può innescare il cosiddevo pensiero di gruppo (groupthink) 23/04/14 79 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 79 Psicologia 23/04/14 80 della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 80 FaVori determinan> la polarizzazione 2/3 FaVori determinan> la polarizzazione 3/3 Groupthink = forma illusoria di invulnerabilità, rappresentazione stereo>pata degli altri gruppi, forme di autocensura, percezione illusoria di unanimità; conduce a una minimizzazione dei rischi e all estremizzazione colle9va (adozione di una scelta estrema) 2 divergenza iniziale di posizioni e di opinioni: esaltazione delle differenze nel corso della discussione e della comunicazione (polarizzazione = accentuazione di una tendenza latente già presente nella maggioranza dei membri di un gruppo, palesata avraverso gli scambi comunica>vi) 3 impegno da parte dei membri del gruppo nell interazione e nella comunicazione reciproca 23/04/14 81 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 81 23/04/14 82 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 82 Comunicazione e consenso di gruppo nella presa di decisione 1/2 Comunicazione e consenso di gruppo nella presa di decisione 2/2 Teoria del campo di Lewin: pone in evidenza l interdipendenza fra coesione di gruppo e comunicazione come premessa per favorire la decisione di gruppo La decisione colleava favorisce la convergenza simbolica fra i membri del gruppo: rafforza una determinata visione del mondo e rinsalda un sen>re emo>vo comune Gli scambi comunica<vi comportano una maggiore assunzione di responsabilità nei confron> di quello che ciascun membro del gruppo afferma La comunicazione comporta un impegno psicologico (verso sé e verso gli altri), a cui è difficile sovrarsi in seguito 23/04/14 83 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 83 23/04/14 84 Psicologia della Comunicazione Pof. Fabrizia Mantovani 84 14

Capitolo 3. Sé e identità

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