TECNICHE DI STESURA DEI VERBALI E GESTIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "TECNICHE DI STESURA DEI VERBALI E GESTIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI"

Transcript

1 TECNICHE DI STESURA DEI VERBALI E GESTIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI Area Affari Generali Istituzionali Partecipazioni Settore Rapporti con gli Organi Accademici Ciro Danzo Anna Borghesi 13 maggio 2009 Per approfondimenti e richieste di chiarimento sulle materie oggetto del corso: 1

2 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE LE CRITICITA DEL CONTESTO ATTUALE (fonte: CRUI gennaio 2009) Ampia rappresentatività come criterio prevalente di composizione degli organi Assetti di potere nella prassi non definiti Eccesso di assemblearismo, autoreferenzialità e conflitti di interesse Parcellizzazione e mediazione degli interessi Responsabilità non chiare sulle decisioni Frammentazione del circuito decisionale e sovrapposizione funzionale fra più organi Difficoltà ad assumere risoluzioni strategiche e di indirizzo Difficoltà di gestione e controllo su aspetti qualificanti Elevati costi organizzativi Sovraccarico e lentezza del processo decisionale 2

3 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE LE AZIONI PRIORITARIE SULLA GOVERNANCE (Linee guida del Governo per l Università del 6/11/08) 1) Ridefinire il ruolo del Rettore creando le condizioni affinchè possa assumere la piena responsabilità delle sue decisioni e porre in atto la difficile sintesi fra esigenze interne ed esigenze esterne spesso contrastanti, incanalandole in una strategia generale per l eccellenza della ricerca, la qualità della didattica, e l innovazione organizzativa 2) Distinguere in modo netto tra le funzioni del SA e le funzioni del CA, riservando al primo il compito di rappresentare le istanze scientifiche ed accademiche, al secondo quello di definire le linee di indirizzo per la pianificazione strategica dell Ateneo ed assicurare una prudente e corretta gestione ispirata agli interessi generali 3) Eliminare la duplicazione di organi e snellire i processi decisionali, in particolare integrare maggiormente la gestione della didattica e della ricerca attraverso processi di riorganizzazione dell articolazione interna all Ateneo (l attuale riparto di compiti fra Facoltà, Dipartimenti, Corsi di Laurea è causa di inefficienza) 4) Limitare a non più di due mandati la permanenza in carica di Presidi e Rettori (max 6/8 anni) 5) Rafforzare la leadership istituzionale (attraverso attività di formazione per docenti interessati ad assumere incarichi direttivi) e la funzione gestionale (ponendo attenzione alla professionalizzazione di coloro cui competono responsabilità finanziarie, tecniche, amministrative) 3

4 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE Fonte: Un patto virtuoso tra Università e Istituzioni: autonomia e responsabilità, governance, valutazione, reclutamento Seminario del 24/3/09 Il punto critico nel disegno degli organi di governo riguarda i meccanismi di efficace composizione dei due principi ispiratori della autonomia e della responsabilità; questa richiede visibilità e identificabilità degli organi responsabili del governo dell ateneo e rendicontabilità delle decisioni; a sua volta tale rendicontabilità richiede programmi definiti e verificabili così come criteri di valutazione puntuali. Connesso ad un maggiore decentramento dei processi decisionali, cui deve corrispondere un rafforzamento delle responsabilità, deve operare un meccanismo di virtuosa competizione interna per le risorse fondato sulla valutazione della qualità (modello di finanziamento su base valutativa ex Legge 1/2009 nuova Agenzia di valutazione). Occorre disegnare il governo in modo da dare un ruolo appropriato a tutti i portatori di interesse (anche esterni), facendoli convergere sul miglioramento dell efficienza e della produzione di conoscenza e professionalità. Obiettivo prioritario, per superare l attuale assetto (che privilegia la collegialità a scapito dell efficacia decisionale) è stabilire una limpida suddivisione di compiti fra i vari organi e far sì che a tutti i livelli le responsabilità gestionali siano attribuite sulla base di specifiche competenze. 4

5 GLI ATTORI DEL PROCESSO DECISIONALE (i punti qualificanti del nuovo disegno di legge) Valorizzazione del ruolo del Rettore; nomina i membri del CA; due mandati per 8 anni Consiglio di Amministrazione: funzioni di programmazione strategica e alta amministrazione; poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione che lo statuto non assegna al Rettore; composizione ristretta (9 membri), in prevalenza soggetti esterni all Università, con competenze ed esperienze professionali di alto livello; incompatibilità con altre cariche; 4 anni Senato Accademico: garante della libertà accademica e dei diritti dei membri della comunità accademica; linee strategiche generali su didattica e ricerca; vigilanza sull operato del Rettore e del CA; composizione ampia e rappresentativa Possibilità di costituire organismi di collegamento con la comunità locale e nazionale Rafforzamento del ruolo dei Nuclei di Valutazione, composti in prevalenza da membri esterni a garanzia della terzietà ed indipendenza di giudizio; rapporti NV - Anvur Una ottimale dialettica tra gli organi centrali e le strutture primarie deve garantire che queste, più vicine alla gestione della didattica e della ricerca, possano funzionare con ampi margini di autonomia, restando ai primi le responsabilità sulle strategie generali e sulla loro sostenibilità finanziaria. Dipartimenti: responsabilità unitaria della ricerca e della didattica; coerenza della dimensione tematica e disciplinare (inclusione di una pluralità di SSD affini); organizzazione interna di corsi di studio commissioni didattiche Facoltà: aggregazione di dipartimenti in aree omogenee di ampie dimensioni; coordinamento delle attività didattiche 5

6 ORGANI COLLEGIALI: DEFINIZIONE Gli organi, intesi come soggetti cui compete la titolarità formale di un attività giuridicamente qualificata che rappresenta un estrinsecazione di potere, si definiscono collegiali quando l esercizio della funzione è demandato ad un collegio ovvero ad una pluralità di persone dotate di pari potere, le quali, formando un unità, debbono provvedervi in seduta comune e attraverso una unitaria deliberazione. 6

7 Segue ORGANI COLLEGIALI: DEFINIZIONE Le norme statutarie prevedono quali Organi collegiali centrali con funzioni deliberative, il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione, la Giunta di Ateneo, il Collegio dei Direttori di Dipartimento, il Consiglio Studentesco. Ad essi si affiancano Collegi con competenze istruttorie, consultive, propositive (Commissioni permanenti con funzioni istruttorie). L organizzazione interna delle Strutture periferiche (Facoltà, Dipartimenti, Poli scientifico didattici) si articola nei Consigli di Facoltà, di Dipartimento, di Polo, ed in organi istruttori quali i Consigli di Presidenza, le Commissioni didattiche di Facoltà, i Consigli di Corso di Studio, la Giunta di Dipartimento. Le linee di indirizzo di carattere generale di seguito illustrate, tratte dall evoluzione dottrinale e giurisprudenziale in materia, sono applicabili a tutte le tipologie di organi collegiali sopra individuate. 7

8 COME SI FORMANO LE DECISIONI QUORUM STRUTTURALE per la validità della seduta (numero minimo di partecipanti alla seduta): almeno metà più uno dei componenti del collegio, dedotti gli assenti giustificati. Se manca il quorum strutturale, la seduta non può avere luogo per la mancanza della titolarità dei poteri del collegio. QUORUM FUNZIONALE per la validità dell espressione della volontà deliberativa (numero minimo di voti favorevoli per l adozione della decisione): almeno metà più uno dei partecipanti alla votazione (maggioranza semplice); nei casi di deliberazioni da assumere a maggioranza assoluta (es. per l approvazione di regolamenti), occorre il voto favorevole della metà più uno dei componenti del collegio (senza dedurre gli assenti giustificati). 8

9 Segue COME SI FORMANO LE DECISIONI FACCIAMO UN ESEMPIO Esempio: n. componenti del collegio 26; n. componenti presenti alla seduta 20; n. assenti giustificati 2 Quorum strutturale 13 Quorum funzionale Maggioranza semplice 11 Quorum funzionale Maggioranza assoluta 14 Fanno eccezione i collegi perfetti (es. commissioni di gara d appalto) in cui la legge o la stessa natura dei poteri esercitati rendono necessaria la presenza di tutti i componenti; è quindi richiesta la partecipazione all assemblea e alle votazioni di tutti i membri del collegio. Fanno eccezione i casi nei quali le delibere devono essere assunte in una composizione ristretta, specificamente prevista: Art 18 comma 3 Statuto: Le modalità di copertura dei posti di ruolo docente e ricercatore, le chiamate, e le altre questioni attinenti alle persone dei docenti di I e II fascia e dei ricercatori sono deliberate dal CdF nella composizione limitata alla fascia corrispondente e a quelle superiori. 9

10 VERBALE: NATURA Poiché l esistenza degli atti degli organi collegiali non coincide temporalmente con il momento della loro (successiva) formalizzazione, nasce l esigenza di avere memoria certa di ciò che è accaduto durante la seduta, esigenza cui assolve la funzione di verbalizzazione. Il verbale è il documento preordinato alla descrizione di atti e fatti, giuridicamente rilevanti, compiuti alla presenza di un soggetto verbalizzante incaricato di tale compito, al fine di garantirne la certezza e documentarne l esistenza. Viene redatto per iscritto per dare conto di come gli organi collegiali sono giunti ad assumere determinate decisioni, del loro contenuto, dell esposizione dei fatti giuridicamente rilevanti, delle dichiarazioni rese dai singoli partecipanti. 10

11 VERBALE: FUNZIONE Funzione del verbale è la fedele rappresentazione di atti o fatti cui il pubblico ufficiale abbia assistito, diretta a costituire documentazione probante fino a querela di falso (art c.c.): della provenienza da colui che lo ha materialmente formato; dell esistenza degli atti o fatti in esso attestati, così come si sono svolti in presenza dell autore del verbale o come da questi conosciuti per effetto delle dichiarazioni acquisite (non anche della loro veridicità); della sequenza in cui i fatti si sono verificati Ulteriore funzione è quella di consentire agli organi giurisdizionali il controllo sul corretto svolgimento del procedimento collegiale e sulle determinazioni amministrative adottate, anche da parte dei privati tramite il diritto di accesso. Dalla funzione stessa di documentazione cui assolve, si desumono i caratteri propri del verbale che deve essere la rappresentazione vera della seduta e la riproduzione esatta ed inequivoca di quanto avvenuto durante il suo svolgimento. 11

12 VERBALE: REQUISITI DI STRUTTURA ELEMENTI COSTITUTIVI DEL VERBALE: SOGGETTO OGGETTO FORMA SOTTOSCRIZIONE 12

13 IL SOGGETTO VERBALIZZANTE La funzione di redigere il verbale è demandata al Segretario, che deve avere un titolo specifico di investitura formale in tal senso, vale a dire deve esserci una situazione legittimante l esercizio della relativa funzione; può essere un membro estraneo o un componente del collegio stesso. Spetta comunque al Presidente del collegio il compito di sorvegliare e disciplinare l attività di verbalizzazione. 13

14 Segue: IL SOGGETTO VERBALIZZANTE E importante che il Segretario sia in una situazione di assoluta imparzialità rispetto agli interessi connessi alla funzione. I vizi della delibera o della seduta non necessariamente influiscono sul verbale, che sarà valido nonostante l invalidità della delibera. Il verbalizzante non è il garante della legittimità dello svolgimento della seduta e dell assunzione delle relative determinazioni. E necessario che il verbalizzante dia conto delle eventuali irregolarità o illegittimità riscontrate, e, ove dovesse rilevare ipotesi penalmente rilevanti, ha l obbligo di rapporto al magistrato penale Devono ritenersi estensibili ai segretari dei collegi amministrativi le disposizioni sulle incompatibilità previste per i componenti dei collegi medesimi; tuttavia la giurisprudenza ha chiarito che il segretario di una commissione di concorso non partecipa alla fase formativa e di espressione di giudizio, se non al fine di darne atto a verbale; pertanto, la sua presenza, ove richiesta dalla normativa, non si traduce in una continua ed ininterrotta contiguità fisica con i commissari, essendo sufficiente che egli garantisca il regolare svolgimento delle procedure. 14

15 OGGETTO DEL VERBALE Oggetto specifico della verbalizzazione è la sequenza dei fatti cui il verbalizzante assiste, fra i quali: la presenza dei soggetti partecipanti le opinioni e i giudizi espressi dai singoli partecipanti i voti manifestati 15

16 Segue OGGETTO DEL VERBALE Elementi indefettibili della verbalizzazione sono: l indicazione nominativa dei componenti presenti/assenti giustificati/assenti; l indicazione di chi presiede e di chi svolge le funzioni di segretario; le modalità di voto palese o segreto; l espressione del voto, il risultato del voto (dando atto nominativamente dei favorevoli, astenuti, contrari) l indicazione dell organo e il tipo di adunanza l inizio e la fine delle operazioni il luogo e la data gli argomenti all odg la sospensione dei lavori e la loro ripresa l eventuale scioglimento della seduta; le eventuali espulsioni di singoli componenti la firma del Presidente e del Segretario 16

17 LA FORMA La verbalizzazione, anche se attuata con fogli manoscritti o con strumenti tecnologici, dovendo rispondere alle descritte esigenze di certezza e conservazione nel tempo, deve sempre potersi tradurre in un documento cartaceo; solo il documento scritto ha funzioni di verbale, dovendosi attribuire ad altri strumenti eventualmente in uso mero valore di ausilio ai fini della verbalizzazione e non di sostituzione della stessa (es. registrazione audio/video della sedute). 17

18 LA SOTTOSCRIZIONE Il verbale assume carattere di atto compiutamente formato con la sottoscrizione congiunta di colui che lo redige come segretario verbalizzante e del Presidente, mentre la mancata sottoscrizione dei componenti del collegio non è causa di illegittimità. In caso di eventuale rifiuto di apporre la sottoscrizione da parte del presidente o del segretario, chi sottoscrive darà atto del rifiuto e delle relative ragioni, ferma restando la validità dell atto. La sottoscrizione è da intendersi come firma autografa del pubblico ufficiale in calce all atto; la sottoscrizione a margine di ogni foglio garantisce la consequenzialità della stesura dell'atto nelle sue varie parti e componenti. 18

19 Segue LA SOTTOSCRIZIONE Il verbale diviene atto pubblico quando, nell ordine, le formalità della - redazione - lettura - approvazione - sottoscrizione sono state completate. Da tale momento è impossibile offrire con altro mezzo, che non sia la querela di falso, la prova della non veridicità di quanto verbalizzato. Per quanto riguarda i fatti su cui il verbale tace o che sono espressi in forma che può dare adito a dubbi e incompletezze, la fidefacenza si estenderà solo ai fatti o determinazioni che trovano, in tutto o in parte, rispondenza certa nel contenuto del verbale. La dimostrazione di tali fatti o determinazioni potrà invece essere data con gli ordinari mezzi di prova, comprese le presunzioni. 19

20 CONVOCAZIONE E ORDINE DEL GIORNO La convocazione è l invito formale rivolto ai componenti, mediante apposita comunicazione, a riunirsi in un certo luogo e in una certa data, a cura del Presidente. Essa contiene l ordine del giorno cioè gli argomenti da trattare, che devono essere indicati chiaramente, non essendo ammesso l utilizzo di formule generiche né la possibilità di dedurre implicitamente da un argomento previsto una questione diversa. 20

21 Segue CONVOCAZIONE E ORDINE DEL GIORNO Nel caso in cui vi sia un vizio attinente alla convocazione, quest ultimo non produce di per sè effetti invalidanti sulla delibera (salvo richiesta di annullamento), se non nei casi di collegi reali o perfetti. FUNZIONE DELL ORDINE DEL GIORNO: è quella di consentire, con congruo anticipo, ai componenti di disporre di ogni utile elemento di giudizio in ordine alla partecipazione alla seduta ed al merito delle questioni da trattare. Non è pertanto consentito, in linea di principio, deliberare su questioni non contemplate all ODG, salvo nel caso in cui l organo si esprima favorevolmente in forma unanime. Una sola assenza o dissenso incidono notevolmente sulla validità della delibera, poiché l assente o il dissenziente potrà sostenere che avrebbe avuto argomenti per indurre il collegio a deliberare in un modo diverso. 21

22 TECNICHE DI REDAZIONE DEL VERBALE Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi Galileo Galilei Le variabili della comprensibilità il difettoso impianto logico concettuale abuso di riferimenti impliciti la terminologia tecnica Leggibilità e chiarezza vanno rapportate al contenuto della comunicazione e al pubblico di riferimento, tenendo conto delle seguenti indicazioni: scegliere le parole del linguaggio comune preferire parole e frasi brevi limitare il ricorso alle sigle ridurre i termini tecnico specialistici evitare parole straniere ricorrere quando necessario a note esplicative privilegiare la coordinazione rispetto alla subordinazione limitare l uso della costruzione impersonale usare, se possibile, la forma attiva 22

23 LE 3 S: SENTIRE, SCRIVERE E SINTETIZZARE SENTIRE: ascoltare attentamente senza distrarsi e senza mai perdere il filo. E importante la collocazione fisica dell operatore o la strumentazione tecnica a sua disposizione. In genere è preferibile essere presenti nella stessa sala dove si svolge il dibattito, anche al fine di individuare facilmente eventuali interruzioni o momenti non rituali oppure di chiedere ragguagli su nomi o concetti percepiti (al termine dell intervento dell operatore) SCRIVERE: appuntare non parola per parola, ma in forma sintetica solo i concetti da rielaborare, seguendo i seguenti criteri: Selezionare gli argomenti più importanti: titolo dell argomento oppure frasi significativamente compiute Scrivere espressioni e frasi che danno il senso del concetto esposto; Usare formule dispositive: propone, rifiuta, contesta, approva e così via Usare sinonimi ed evitare ripetizioni 23

24 Segue LE 3 S: SENTIRE, SCRIVERE E SINTETIZZARE SINTETIZZARE: nella fase finale si passa alla elaborazione degli appunti redatti: periodi tendenzialmente brevi concetti accorpati uso attento della punteggiatura in caso di incertezze su concetti e/o posizioni di parte è meglio omettere del tutto piuttosto che scrivere un concetto a rischio di travisamento. Se non è possibile per la rilevanza della questione, sfumare con espressioni di tipo neutro lo stile del resoconto sommario esige la terza persona singolare, depurando il testo da ripetizioni e dal fluire del linguaggio parlato è opportuno altresì cercare di presentare il testo scritto (la cosiddetta confezione del resoconto) con una veste grafica stimolante e di facile lettura 1) Durante la seduta si verificano fatti, si producono dichiarazioni, si adottano atti 2) Il verbalizzante (nella fase di scrittura e di sintesi) ha una propria percezione della realtà e ne dà una propria interpretazione 3) La successiva verbalizzazione dei fatti/atti/dichiarazioni può essere influenzata da tale percezione 24

25 TECNICHE DI REDAZIONE DEL VERBALE La determinazione di volontà dell organo (delibera) e la sua verbalizzazione costituiscono elementi inscindibili del provvedimento. Il verbalizzante potrà seguire un criterio di sintesi e non analitico, con la precisazione che il limite della sinteticità ammissibile sarà individuato caso per caso nel tipo di atti posti in essere, nei loro effetti, e sulla base del nesso eventualmente esistente fra gli interventi dei componenti e la decisione finale assunta, in modo che il provvedimento sia più rispondente possibile alla reale volontà del collegio. Il contenuto dell attività di sintesi degli interventi, operata dal verbalizzante, non costituisce prova privilegiata fino a querela di falso, ma potrà essere contestato con altri mezzi probatori. 25

26 Segue TECNICHE DI REDAZIONE DEL VERBALE L attività di resocontazione si può svolgere secondo due diverse modalità: Resocontazione integrale (riproduzione parola per parola degli interventi dei partecipanti) Resocontazione sommaria (riproduzione sintetica del contenuto degli interventi) Le opinioni e i giudizi espressi dai partecipanti possono essere riportati a verbale anche in forma sintetica e riassuntiva o possono essere omessi (senza che ciò incida sulla validità del verbale). Rimane fermo il diritto al rilascio di interventi scritti. COSA NON VA A VERBALE La minuta descrizione di tutte le particolarità che possono verificarsi durante la seduta, specie se non vi è alcun nesso con le deliberazioni da adottare (ad esempio le brevi uscite dal luogo della seduta di alcuni componenti, a meno che non sia fatta constare dagli stessi interessati una specifica volontà in tal senso, le frasi ingiuriose) 26

27 Segue TECNICHE DI REDAZIONE DEL VERBALE Si distingue: una prima fase di redazione del verbale mediante stesura degli appunti presi nella contestualità della seduta una successiva fase di redazione formalizzata del verbale stesso. Gli appunti, che saranno utilizzati per la compilazione del verbale, hanno il valore di atto preparatorio del verbale stesso; essi, proprio in quanto contestuali e provenienti dal pubblico ufficiale incaricato, costituiscono la memoria più immediata e fedele, anche se provvisoria, degli atti e fatti oggetto di verbalizzazione, e possono essere considerati già atto pubblico (anche ai fini penalistici). Costituendo una prima forma di verbale con effetti pubblicistici temporalmente limitati, perdono valore dopo che sono stati trasfusi e recepiti nel verbale stesso. 27

28 TEMPO DI REDAZIONE DEL VERBALE Occorre distinguere la redazione del verbale delle operazioni svolte durante la seduta dall adozione della delibera collegiale, la quale, già adottata all atto della proclamazione del voto, potrà essere trasmessa tempestivamente agli Uffici competenti anche in previsione dell esercizio della funzione di controllo. Gli atti degli organi collegiali si perfezionano con una esternazione che avviene attraverso il ricorso a forme diverse da quella scritta (a seguito della votazione e della proclamazione dei relativi risultati). La forma scritta non è quindi la forma tipica degli atti degli organi collegiali; l atto è adottato, esiste ed è valido indipendentemente da un requisito di forma. La forma si pone come requisito di mera documentazione. Sottoscrizione del verbale Fase decisoria di adozione dell atto Verbalizzazione della seduta Approvazione del verbale Esistenza e validità 1) Minute e appunti 2) Redazione formale delle delibere + dibattiti Efficacia; certezza legale; garanzia di tutela giurisdizionale; memoria storica 28

29 APPROVAZIONE DEL VERBALE L approvazione del verbale da parte dei componenti dell organo ha la funzione non di atto di controllo idoneo a far produrre effetti all atto soggetto ad approvazione ma di mera verifica (una sorta di presa d atto) della corrispondenza di quanto documentato con ciò che effettivamente è accaduto nel corso della seduta e con gli interventi e i voti espressi dai componenti; non incide sull immediata esecutività delle deliberazioni. I membri dell organo hanno la possibilità di far apportare eventuali modifiche o integrazioni ai loro interventi in quanto fedeli e corrispondenti a quanto da ciascuno espresso in adunanza, senza che ciò abbia alcuna incidenza sul contenuto delle delibere adottate. In presenza di un approvazione a maggioranza e non all unanimità del verbale di una seduta precedente, il soggetto dissenziente (che cioè esprime voto di astensione o contrario) ha solo la facoltà di far constare a verbale le ragioni del suo dissenso. 29

30 Segue APPROVAZIONE DEL VERBALE In ogni caso, a seguito di obiezioni o contestazioni mosse in sede di approvazione, non si modifica il verbale precedentemente già formato dal segretario, ma si dà solo atto delle obiezioni/contestazioni nel verbale della seduta (successiva). L approvazione del verbale può avvenire, talvolta, seduta stante, ad esempio su esplicita richiesta motivata da ragioni di urgenza. Data l irripetibilità del procedimento di verbalizzazione, non è ammissibile dopo l approvazione integrare il verbale, con dichiarazioni successive, rese dai componenti o da soggetti terzi. 30

31 I DIRITTI DEI COMPONENTI DELL ORGANO Avere la disponibilità degli argomenti all odg e dei testi su cui deliberare con congruo anticipo rispetto alla riunione Far inserire una dichiarazione scritta a verbale Nei casi di voto palese, far constare il proprio voto: da qui l esigenza di rappresentare la provenienza nominativa del voto e non limitarsi a dare atto del suo esito numerico 31

32 Segue I DIRITTI DEI COMPONENTI DELL ORGANO Far apportare rettifiche ai loro interventi in sede di approvazione del verbale Chiedere l annullamento della delibera, purché facciano valere pretese al regolare svolgimento dell ufficio e denuncino vizi procedimentali (es. irrituale convocazione, violazione odg, difetto di costituzione del collegio) Ricorrere, per motivi attinenti al contenuto delle delibere, solo qualora vengano lesi direttamente nei loro interessi sostanziali; diversamente il componente non ha interesse a ricorrere, (il soggetto esterno, su cui la delibera incide, può chiederne l annullamento solo qualora abbia un interesse attuale e concreto). Essendo il collegio un unità, i giudizi individuali espressi dai componenti vengono, di fatto, assorbiti dalla valutazione operata collegialmente al momento della decisione, assunta all unanimità o a maggioranza. 32

33 Segue I DIRITTI DEI COMPONENTI DELL ORGANO MANIFESTAZIONI DI VOTO FAVOREVOLE: la somma dei voti favorevoli, esclusi i voti contrari e astenuti, determina, in caso di raggiungimento della maggioranza, la formazione della volontà collegiale e quindi l assunzione della delibera. CONTRARIO: è opportuno, ma non obbligatorio motivare il voto contrario. Nell ipotesi che la delibera adottata causi un danno, il voto contrario motivato più facilmente determinerà esenzione da ogni eventuale responsabilità ad essa connessa. ASTENSIONE: è opportuno, ma non obbligatorio motivare il voto di astensione. Ad esso si dà, ai fini del computo del quorum funzionale, la connotazione di voto contrario; qualora l astenuto non voglia dare tale connotazione al proprio voto di astensione, dovrà allontanarsi dall aula. Il voto di astensione espresso in aula non esime di per sé da responsabilità poiché il componente, rimanendo presente, al momento del voto, fa sì che il quorum necessario per la delibera non si abbassi. ALLONTANAMENTO FISICO DALLA SEDUTA: produce l effetto di abbassare il quorum necessario per la delibera e determina l esenzione da ogni eventuale responsabilità ad essa connessa. 33

34 INCOMPATIBILITA E CONFLITTO DI INTERESSI Il soggetto membro del collegio che si trovi in una posizione di incompatibilità o conflitto di interessi (integra tale situazione la presenza di interessi economici rilevanti in concreto anche se non formalizzati nè stabili o continuativi) non ha solo l obbligo di astenersi dalla votazione, ma anche quello di allontanarsi fisicamente dalla seduta. La mera presenza potrebbe infatti condizionare gli altri membri del collegio nella loro espressione di voto. Tale soggetto ha altresì l obbligo di portare a conoscenza degli altri membri le ragioni che ne giustificano l incompatibilità. La delibera assunta in violazione di tale regola sarà in ogni caso viziata e come tale invalida, a prescindere da qualunque prova di resistenza. 34

35 Segue INCOMPATIBILITA E CONFLITTO DI INTERESSI Il principio costituzionale che garantisce il corretto esercizio di poteri pubblici e che impone l obbligo di astensione non può soffrire limiti in forza di elementi estranei, quali la natura e la stabilità dei rapporti tra il soggetto che esercita funzioni pubbliche e il destinatario dell azione amministrativa. A tutela del processo di regolare formazione della volontà del collegio, nessun soggetto estraneo potrà partecipare in seduta alla fase decisionale, poiché tale partecipazione, secondo l orientamento della giurisprudenza, potrebbe influenzare (con la stessa presenza, con l atteggiamento o nel caso in cui si effettui un intervento attivo nella discussione preliminare al voto) la volontà del collegio e gli atti deliberativi; si è sostenuto che la composizione dell organo alterata dalla presenza di un soggetto non legittimato evidenzia un vizio funzionale dell attività svolta e quindi della delibera. 35

36 ANOMALIE DEL VERBALE SI DISTINGUE FRA Semplici irregolarità che non incidono sul contenuto dell atto collegiale e sono sanabili con la correzione di errori materiali o con la rinnovazione di alcune attività Es. mancata indicazione nel preambolo del verbale di un componente che invece ha preso parte alla seduta essendo intervenuto nel dibattito; errato calcolo numerico dei presenti e dei votanti purchè l errore sia irrilevante ai fini della approvazione a maggioranza della decisione. La rettifica È possibile, all esito di un riesame, anche senza obbligo di motivazione, eliminare e correggere un mero errore materiale nel verbale, laddove detto errore appaia evidente e non si tratti di innovare il contenuto degli atti documentati o introdurre elementi diversi da quelli originari. L atto di rettifica entro questi limiti non lede alcun interesse, poiché si limita a riportare il provvedimento rettificato nell ambito di quanto realmente voluto dall amministrazione; perciò esso non è impugnabile in sede giurisdizionale. 36

37 Segue ANOMALIE DEL VERBALE Vizi sostanziali di legittimità del verbale, con effetto invalidante sull atto collegiale Es. vizi attinenti al soggetto verbalizzante, all oggetto della verbalizzazione, alla forma, alla sottoscrizione, al tempo della redazione Vizi procedimentali Es. vizi attinenti alla irregolarità della convocazione Il vizio procedimentale non ha effetto sulla validità della delibera qualora si dimostri che il suo contenuto sarebbe comunque stato lo stesso (Prova di resistenza); Salvo due casi: 1) il componente presente ha espresso il proprio voto mentre avrebbe dovuto allontanarsi dall aula o astenersi perché in situazione di incompatibilità; 2) al collegio partecipa un soggetto esterno, influenzando il processo di regolare formazione della volontà del collegio 37

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI TRENTO (Approvato con delibera del Consiglio in data 12 gennaio

Dettagli

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 41 DEL 5 SETTEMBRE 2006 1 PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE REGOLAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE REGOLAMENTO N. 2 del 31 luglio 2006 Regolamento per l accesso

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI.

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. Foglio notizie: APPROVATO con deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 05.05.2009 MODIFICATO PUBBLICATO All Albo Pretorio per 15 giorni: - all adozione

Dettagli

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni.

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Il DIRETTORE DELL AGENZIA DEL DEMANIO Vista la legge 7 agosto 1990, n.

Dettagli

ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA

ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA ACCESSO CIVICO, ACCESSO AGLI ATTI E PROTEZIONE DEI DATI: AMBITO DI RILEVANZA L art. 4 della L.P. 4/2014, nel regolamentare (ai commi 2, 3 e 4) la procedura per l esercizio dell accesso civico, ne definisce

Dettagli

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Premessa L accesso agli atti ed ai documenti amministrativi, introdotto nel nostro ordinamento dalla Legge 7 agosto 1990, n. 241, costituisce

Dettagli

Ai Signori Segretari Regionali

Ai Signori Segretari Regionali Venezia, 14 GEN. 1993, prot. n. 313/SGP Oggetto: L. 7 agosto 1990, n. 241 Ai Signori Segretari Regionali Ai Signori Assistenti Alla Segreteria Generale Ai Signori Assistenti Alla Segreteria per il Territorio

Dettagli

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE

DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA D.LGS 231/01 DI GALA S.P.A. DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL 12 DICEMBRE 2013 INDICE ARTICOLO 1 SCOPO E AMBITO DI APPLICAZIONE..3

Dettagli

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI COMUNE DI TREMEZZINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI Approvato con deliberazione del Commissario prefettizio assunta con i poteri di Consiglio n. 19 del 02/04/2014

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI Art. 1 Finalità ed ambito di applicazione Art. 2 Informazione e pubblicità Art. 3 Accesso ai documenti amministrativi Art.

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

Regolamento di Accesso agli atti amministrativi

Regolamento di Accesso agli atti amministrativi ISTITUTO COMPRENSIVO DANTE ALIGHIERI 20027 RESCALDINA (Milano) Via Matteotti, 2 - (0331) 57.61.34 - Fax (0331) 57.91.63 - E-MAIL ic.alighieri@libero.it - Sito Web : www.alighierirescaldina.it Regolamento

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI Art. 1 - Oggetto del Regolamento Il presente documento regolamenta l esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi in conformità a quanto

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana

Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Repubblica Italiana Assemblea Regionale Siciliana Ambito dell'accesso REGOLAMENTO PER L'ACCESSO AGLI ATTI ED AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (G.U.R.S. n. 28 del 20/06/2008)

Dettagli

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE E ALL ACCESSO AGLI ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 8 in data 9/2/1995 Annullato

Dettagli

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione

Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l Integrità delle amministrazioni pubbliche Autorità Nazionale Anticorruzione Delibera n.12/2013: Requisiti e procedimento per la nomina dei

Dettagli

REGOLAMENTO ALBO PRETORIO ON LINE

REGOLAMENTO ALBO PRETORIO ON LINE REGOLAMENTO ALBO PRETORIO ON LINE Approvato con deliberazione del Direttore Generale n. 500 del 9.6.2011 INDICE Art. 1 Oggetto Art. 2 Albo Pretorio on line Art. 3 Modalità di pubblicazione e accesso Art.

Dettagli

Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali

Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali Quadro normativo: l impugnazione delle delibere sociali Si è cercato il punto di equilibrio tra la tutela dei soci e la salvaguardia del buon funzionamento della società e della certezza dei rapporti societari

Dettagli

REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L ACCESSO AGLI ATTI DELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO E DI ESECUZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI FORNITURE E SERVIZI

REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L ACCESSO AGLI ATTI DELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO E DI ESECUZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI FORNITURE E SERVIZI REGOLAMENTO DISCIPLINANTE L ACCESSO AGLI ATTI DELLE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO E DI ESECUZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI DI FORNITURE E SERVIZI ART. 1 Campo di applicazione e definizioni 1. Il presente regolamento

Dettagli

LE DECISIONI DEI SOCI E LE ASSEMBLEE NELLA NUOVA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA Le competenze e i nuovi quorum costitutivi e deliberativi

LE DECISIONI DEI SOCI E LE ASSEMBLEE NELLA NUOVA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA Le competenze e i nuovi quorum costitutivi e deliberativi LE DECISIONI DEI SOCI E LE ASSEMBLEE NELLA NUOVA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA Le competenze e i nuovi quorum costitutivi e deliberativi di Claudio Venturi Sommario: - 1. Le decisioni dei soci. 1.1.

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011)

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) Art. 1 Fonti 1. Il presente regolamento, adottato in attuazione dello Statuto, disciplina

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL INFORMAZIONE E AGLI ATTI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO A CREMANO

REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL INFORMAZIONE E AGLI ATTI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO A CREMANO REGOLAMENTO PER L'ACCESSO ALL INFORMAZIONE E AGLI ATTI DEL COMUNE DI SAN GIORGIO A CREMANO Approvato con verbale n. 108 Consiglio Comunale del 20 ottobre 2010 Capo I DISPOSIZIONI GENERALI sul DIRITTO di

Dettagli

Art.1 (Oggetto) Art.2 (Definizioni)

Art.1 (Oggetto) Art.2 (Definizioni) REGOLAMENTO SULLA TUTELA DELLE PERSONE E DI ALTRI SOGGETTI RISPETTO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI emanato con decreto direttoriale n.220 dell'8 giugno 2000 pubblicato all'albo Ufficiale della Scuola

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI SCUOLA SECONDARIA STATALE DI PRIMO GRADO IGNAZIO VIAN Via Stampini 25-10148 TORINO - Tel 011/2266565 Fax 011/2261406 Succursale: via Destefanis 20 10148 TORINO Tel/Fax 011-2260982 E-mail: TOMM073006@istruzione.it

Dettagli

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE

TBLUE SAUNA MILANO ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE STATUTO CIRCOLO TBLUE Art. 1 COSTITUZIONE - SEDE E costituito, come associazione culturale ricreativa non riconosciuta ai sensi dell art 36 e ss. Codice Civile ed art. 148 comma 3 D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.),

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

AZIENDA TERRITORIALE PER L EDILIZIA RESIDENZIALE DELLA PROVINCIA DI TREVISO **** REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AZIENDA

AZIENDA TERRITORIALE PER L EDILIZIA RESIDENZIALE DELLA PROVINCIA DI TREVISO **** REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AZIENDA AZIENDA TERRITORIALE PER L EDILIZIA RESIDENZIALE DELLA PROVINCIA DI TREVISO **** REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AZIENDA REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AZIENDA

Dettagli

ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLE REGIONI LAZIO E TOSCANA REGOLAMENTO SUL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI

ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLE REGIONI LAZIO E TOSCANA REGOLAMENTO SUL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLE REGIONI LAZIO E TOSCANA REGOLAMENTO SUL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI CAPO I DEFINIZIONE DI ACCESSO E DI DOCUMENTO AMMINISTRATIVO ART.1 Fonti e finalità 1. Il

Dettagli

AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI

AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI Ufficio di Piano dei Servizi e degli Interventi Sociali dei Comuni appartenenti al Distretto di Menaggio REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI

Dettagli

Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163;

Il Consiglio. VISTO il Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163; Regolamento unico in materia di esercizio del potere sanzionatorio da parte dell Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all art 8, comma 4, del D.Lgs. 12

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni

Dettagli

La pubblicazione delle delibere degli enti locali: dall albo pretorio al sito web

La pubblicazione delle delibere degli enti locali: dall albo pretorio al sito web La pubblicazione delle delibere degli enti locali: dall albo pretorio al sito web L art.32, comma 1 della legge 18 giugno 2009, n.69 ha fissato al 1 gennaio 2010 [la data in cui], gli obblighi di pubblicazione

Dettagli

Codice Deontologico degli psicologi italiani

Codice Deontologico degli psicologi italiani Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE = = = = = = REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE Adottato con deliberazioni consiliari n. 56 dell 08.11.95 e n. 6 del 24.01.96 INDICE Art. 1 Oggetto e finalità

Dettagli

REGOLAMENTO ACCESSO AGLI ATTI

REGOLAMENTO ACCESSO AGLI ATTI REGOLAMENTO ACCESSO AGLI ATTI Al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni

Dettagli

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi)

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) Principali norme di riferimento 1) Legge n. 241/1990 - Nuove norme in

Dettagli

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-

All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1- All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21

Dettagli

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1)

Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) 1) 1.6.1.1 Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) (del 9 marzo 1987) IL GRAN CONSIGLIO DELLA REPUBBLICA E CANTONE TICINO visto il messaggio 2 ottobre 1985 n. 2975 del Consiglio di Stato, decreta:

Dettagli

Richiesta accesso agli atti

Richiesta accesso agli atti ISTITUTO TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI GUGLIELMO MARCONI Corso dei Martiri pennesi n 6 65017 PENNE (PESCARA) Tel.Presidenza 085.82.79.542 Segreteria e Fax 085.82.70.776 C.F.: 80005810686 -

Dettagli

COMUNE DI SENNARIOLO PROVINCIA DI ORISTANO

COMUNE DI SENNARIOLO PROVINCIA DI ORISTANO COMUNE DI SENNARIOLO PROVINCIA DI ORISTANO Servizio Amministrativo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO CORSO BASE SULLE PROCEDURE GIUDIZIARIE DELL AUTUNNO 2006 LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO AVV. ALESSANDRO CAINELLI INDICE PREMESSA p. 3 I. LA NULLITÀ DELLA RELAZIONE p. 4 1. Cause di nullità formale

Dettagli

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Indice TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Principi Generali Art. 2 Oggetto del Regolamento Art. 3 Diritto di informazione

Dettagli

La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale

La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale La delega di funzioni in materia di illeciti amministrativi: brevi appunti operativi per la vigilanza ambientale A cura della Dott.ssa Stefania Pallotta Il primo nucleo di ogni attività di accertamento

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Art. 1 - Finalità e ambito di applicazione Il presente Regolamento, emanato ai sensi della legge 9 maggio 1989, n. 168, disciplina, in armonia con i principi generali stabiliti dalla Carta Europea dei

Dettagli

1. Premessa. Il contesto generale.

1. Premessa. Il contesto generale. Linee di indirizzo del Comitato interministeriale (d.p.c.m. 16 gennaio 2013) per la predisposizione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica, del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE di cui alla legge

Dettagli

Consiglio Nazionale del Notariato

Consiglio Nazionale del Notariato Consiglio Nazionale del Notariato REGOLAMENTO DEL FONDO DI GARANZIA DI CUI AGLI ARTT. 21 E 22 DELLA LEGGE 16 FEBBRAIO 1913, N. 89 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI Capo I Istituzione e finalità del Fondo di garanzia

Dettagli

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO DEL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI D.P.R. 12 aprile 2006 n. 184 in relazione al capo V della L. 7 agosto 1990 n. 241 e successive modificazioni (Delibere del Consiglio dell

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni

REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA. Titolo I Norme comuni REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DEGLI INSEGNAMENTI NEI CORSI DI STUDIO DELL OFFERTA FORMATIVA Titolo I Norme comuni Art. 1 Oggetto e finalità del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina il conferimento

Dettagli

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001

GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA. ex D.Lgs. n. 231/2001 GTECH S.p.A. REGOLAMENTO DELL ORGANISMO DI VIGILANZA ex D.Lgs. n. 231/2001 Approvato dal consiglio di amministrazione in data 31 luglio 2014 INDICE ARTICOLO 1 - SCOPO ED AMBITO DI APPLICAZIONE... 3 ARTICOLO

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI. Art. 1 - Fonti REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI Art. 1 - Fonti 1. Il presente Regolamento disciplina la composizione, la durata e le modalità di funzionamento del Collegio dei Revisori

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

Regolamento per l'accesso agli atti amministrativi

Regolamento per l'accesso agli atti amministrativi MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL LAZIO LICEO GINNASIO STATALE "M. T. CICERONE" RMPC29000G Via Fontana Vecchia, 2 00044 FRASCATI tel. 06.9416530 fax 06.9417120 Cod.

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006)

REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) REGOLAMENTO DELLA ATTIVITÀ SCOLASTICA (Revisione 0 del 10/05/2006) Articolo 1 - Ente gestore, denominazione, natura e sede della scuola 1. L Ente Ispettoria Salesiana Lombardo Emiliana, Ente Ecclesiastico

Dettagli

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali

ART. 19 Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali 121 TITOLO III - DELL ATTIVITÀ SINDACALE ART. Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unità

Dettagli

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI

REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Allegato alla Deliberazione n. 1576 del 19/11/2012 REGOLAMENTO SUGLI ACCERTAMENTI DELLA IDONEITÀ/INIDONEITÀ PSICO-FISICA DEL PERSONALE DELLA ASL CAGLIARI Art. 1 OGGETTO E DESTINATARI Il presente regolamento

Dettagli

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14

PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 PROTOCOLLO SULLE MODALITÁ ATTUATIVE DELLA MESSA ALLA PROVA EX L. 67/14 Il Tribunale di Imperia, la Procura della Repubblica sede, l Ufficio Esecuzione Penale Esterna Sede di Imperia, l Ordine degli avvocati

Dettagli

IL GIUDIZIO SUL BILANCIO DEL REVISORE LEGALE

IL GIUDIZIO SUL BILANCIO DEL REVISORE LEGALE CAPITOLO 19 IL GIUDIZIO SUL BILANCIO DEL REVISORE LEGALE di Piero Pisoni, Fabrizio Bava, Donatella Busso e Alain Devalle 1. PREMESSA La relazione del revisore legale deve esprimere il giudizio sull attendibilità

Dettagli

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa

Roma, 11 marzo 2011. 1. Premessa CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Accertamento Roma, 11 marzo 2011 OGGETTO : Attività di controllo in relazione al divieto di compensazione, in presenza di ruoli scaduti, di cui all articolo 31, comma

Dettagli

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE

STATUTO ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE ART. 1) DENOMINAZIONE FINALITA SEDE STATUTO L Associazione denominata CORILA - Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, è costituita ai sensi degli artt. 14

Dettagli

Condizioni generali di fornitura

Condizioni generali di fornitura Condizioni generali di fornitura 1) Responsabilità di trasporto Resa e imballo a ns. carico. 2) Custodia dopo consegna in cantiere Dopo la posa da parte ns. del materiale / macchine in cantiere la responsabilità

Dettagli

Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. Ten. Col. Bruno Dominici Stato Maggiore Difesa

Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. Ten. Col. Bruno Dominici Stato Maggiore Difesa PANORAMA GIURIDICO Il procedimento di accesso agli atti e gli adempimenti della P.A. Ten. Col. Bruno Dominici Stato Maggiore Difesa del diritto di accesso ai documenti amministrativi è una delle modalità

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO COMUNALE PER IL DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato con deliberazione consiliare n. 45 del 27.9.2010 INDICE CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI - ARTICOLO 1 FINALITA ED AMBITO

Dettagli

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015

AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 AVVISO PUBBLICO SELEZIONE DEI PROGETTI DI INFORMAZIONE ED EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO PROMOSSI DALLE ONG DOTAZIONE FINANZIARIA 2015 DATA DI PUBBLICAZIONE DELL ESTRATTO DEL BANDO SULLA GURI: DATA DI SCADENZA

Dettagli

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)

COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER L EFFETTUAZIONE DI OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE ADOTTATA AI SENSI DELL ART. 4 DEL REGOLAMENTO CONSOB 17221 DEL 12 MARZO 2010 (e successive modifiche) Bologna,1 giugno 2014 Indice 1. Premessa...

Dettagli

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE

PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE PROCEDURA PER OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE (ai sensi dell art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato) INDICE 1. OBIETTIVI

Dettagli

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO

REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Testo approvato definitivamente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente

Dettagli

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI:

LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: LA CORRUZIONE TRA PRIVATI: APPROFONDIMENTI In data 18 ottobre 2012, dopo un lungo iter parlamentare, il Senato ha approvato il maxi-emendamento al Disegno di Legge recante Disposizioni per la prevenzione

Dettagli

28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12.

28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12. Disposizioni regolamentari relative agli Organi Ausiliari approvate dal Senato Accademico in data 28.02.2012 e dal Consiglio di Amministrazione in data 08.03.2012 e successivamente modificate dal Senato

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

D.R. n. 15 del 26.01.2015

D.R. n. 15 del 26.01.2015 IL RETTORE Vista la legge 30 dicembre 2010, n. 240 Norme in materia di organizzazione delle Università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l efficienza

Dettagli

Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici?

Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici? Quadro legislativo: Quali sono le leggi che regolamentano gli appalti pubblici? Quali regolamenti si applicano per gli appalti sopra soglia? Il decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006, Codice dei

Dettagli

REGOLAMENTO ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI ISTITUTO di ISRUZIONE SUPERIORE - Luigi Einaudi Sede Legale ed Amministrativa Porto Sant Elpidio (FM) - Via Legnano C. F. 81012440442 E-mail: apis00200g@istruzione.it Pec: apis00200g@pec.istruzione.it

Dettagli

4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti.

4) In ogni caso, a prescindere dal rimedio scelto la vittima dell altrui inadempimento potrà comunque agire per il risarcimento dei danni subiti. LA RISOLUZIONE. PREMESSA Sappiamo che un contratto valido può non produrre effetto, o per ragioni che sussistono sin dal momento in cui lo stesso viene concluso (ad es. la condizione sospensiva), o per

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda

Dettagli

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*)

STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) 1 STATUTO DELL ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI (*) I - Costituzione dell Accademia Articolo 1 1. L Accademia Nazionale dei Lincei, istituzione di alta cultura, con sede in Roma, ai sensi dell art. 33 della

Dettagli

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia;

Visto il decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia; DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ULTERIORI DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL ARTICOLO 33, COMMA 1, LETTERA E), DELLA LEGGE 7 LUGLIO 2009, N. 88 Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

Dettagli

UFF. REGISTRO IMPRESE giugno 2013

UFF. REGISTRO IMPRESE giugno 2013 L accertamento delle cause di scioglimento ai sensi dell art. 2484 c.c. e gli adempimenti pubblicitari conseguenti per Società di Capitali e Cooperative. 1 L art. 2484 c.c., rubricato Cause di scioglimento,

Dettagli

COMUNE DI SOMMACAMPAGNA PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DEL COMUNE

COMUNE DI SOMMACAMPAGNA PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DEL COMUNE COMUNE DI SOMMACAMPAGNA PROVINCIA DI VERONA REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DEL COMUNE 1 TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art.1 Oggetto 1. Il presente regolamento disciplina

Dettagli

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE COSA CAMBIA CON LA RIFORMA PREVISTA NEL D.LGS DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE DELEGA 15/2009. L OBBLIGO DI AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE La pubblicazione sul sito istituzionale

Dettagli

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)

Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Statuto dell Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) INDICE Articolo 1 - Finalità e natura dell Ente 2 Articolo 2 - Attività dell INAF 3 Articolo 3 - Principi di organizzazione 5 Articolo 4 - Organi 6

Dettagli

La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere).

La sanzione prevista per chi ha commesso un reato è LA PENA. Essa può essere pecuniaria (tipo multa, denaro) o detentiva (reclusione in carcere). Breve percorso sulla Magistratura La Magistratura La funzione giurisdizionale è la funzione dello stato diretta all applicazione delle norme giuridiche per la risoluzione delle controverse tra cittadini

Dettagli

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS. [Testo consolidato con le modifiche apportate

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli