ETICA,CACCIA, UMANI ED ALTRI ANIMALI

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1 ETICA,CACCIA, UMANI ED ALTRI ANIMALI Elementi di riflessione per capire meglio qual è il nostro rapporto con gli altri umani e tutti gli altri esseri viventi

2 DEFINIZIONE DI ETICA Il termine deriva dal greco εθος, ovvero condotta, carattere, consuetudine

3 L ETICA E UNA BRANCA DELLA FILOSOFIA Studia i fondamenti che permettono di distinguere comportamenti umani buoni e giusti, o moralmente leciti, rispetto a quelli ritenuti cattivi, o moralmente inappropriati.

4 L Etica non è un concetto assoluto ed universale. Ogni comunità umana ha la sua etica, che non rimane sempre uguale, ma subisce modificazioni con il tempo e con i mutamenti del comune sentire.

5 Certi concetti etici mutano in modo abbastanza rapido Pensiamo che fino alla seconda metà del 1800 negli USA era perfettamente etico e normale possedere schiavi.

6 Tutti i popoli del mondo hanno cacciato ed ancora oggi cacciano. In certe comunità primitive, la caccia ha ancora un ruolo fondamentale per il procacciamento del cibo.

7 Gli sportivi di varie discipline spesso erano cacciatori e ne facevano vanto.

8

9 Cacciare per divertimento è etico al tempo attuale? La risposta possibile è che, oggi, chi caccia ha conservato nel suo patrimonio genetico un istinto che è sempre stato, ANCHE, una passione.

10 Non caccio per uccidere, uccido per aver cacciato. Se, invece di ordire utopistiche supposizioni, ci atteniamo ai fatti, scopriamo, lo si voglia o no, con simpatia o stizza, che l occupazione piacevole più apprezzata dall uomo normale è stata la caccia. È ciò che di preferenza han fatto re e nobili: cacciare. Ma accade che lo stesso han fatto o desiderato di fare pressoché tutte le classi sociali, fino al punto che grosso modo le occupazioni piacevoli dell uomo normale si possono restringere a quattro categorie: caccia, danza, sport e conversazione Insomma, non si va a caccia per uccidere; al contrario, si uccide per aver cacciato. Se a cacciatore la morte dell animale fosse offerta in dono, egli vi rinunzierebbe. (José Ortega y Gasset)

11 FARE L AMORE NON SERVE PIU PER LA RIPRODUZIONE Se fare l amore non fosse così piacevole, l Umanità si sarebbe da tempo estinta. Altrettanto può dirsi per la caccia che ha fornito agli esseri umani proteine nobili, e, soprattutto, accrescimento cognitivo.

12 Cosa c è dunque di etico nella caccia?

13 Definiamo un essere vivente Quali sono le caratteristiche che lo differenziano dalle cose inanimate?

14 INIZIAMO DALLE DIFFERENZE Quali sono le differenze tra queste

15 questo

16 questo..

17 questo

18 oppure questo?

19 LE DIFFERENZE SONO MOLTE: Questi sono vegetali

20 ed anche questi lo sono

21 Per non dir di questo

22 Questo invece è un animale Dominio: Eukaryota Regno: Animalia Philum: Chordata Subphilum: Vertebrata Classe: Mammalia Sottoclasse: Eutheria Ordine: Primates Sottordine: Haplorrhini Superfamiglia: Hominoidae Famiglia: Hominidae Genere: Homo Specie: Homo sapiens Sottospecie: Homo sapiens sapiens

23 E pure questo lo è, ma ben diverso Gallo Cedrone (Tetrao Urogallus)

24 Tutti sono diversi fra loro ma tutti hanno un unico comune denominatore: SONO TUTTI VIVI!

25 UN ESSERE VIVENTE E UN ORGANISMO CHE NASCE, SI NUTRE, CRESCE, SI RIPRODUCE E MUORE

26 Possiamo dire altre cose. Ad esempio che un organismo vivente respira ed ha una circolazione - sanguigna o linfatica che sia - e che per la riproduzione unisce gameti maschili e femminili.

27 Sotto il profilo della vita non vi sono differenze tra animali e piante

28 Alcune piante hanno addirittura un sistema nervoso relativamente sviluppato La mia Mimosa Pudica, ad esempio, chiude rapidamente le sue foglie al semplice tatto

29 Tutti sono vivi e tutti hanno il medesimo diritto alla vita. Ma questo è un diritto assoluto?

30 Per rispondere a questa domanda bisogna fare ulteriori considerazioni: La quantità di vita sulla terra è infinita? Può aumentare e crescere indefinitamente?

31 LA RISPOSTA E NO! LA RISPOSTA E NO! La biomassa, vale a dire il peso della materia vivente, è sempre la medesima da quando sulla Terra è nata la vita. Il numero degli atomi di materia vivente è sempre quello e si sposta da una specie all altra, da un singolo organismo all altro a seconda delle condizioni e delle situazioni

32 LA TERRA E UN SISTEMA CHIUSO LA TERRA E UN SISTEMA CHIUSO

33 Chi ha codificato questa circostanza? Antoine Laurent de Lavoisier

34 LA LEGGE DI LAVOISIER Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

35 La sua lucidità scientifica non gli servì granché negli anni della rivoluzione francese, perché dopo un processo sommario i Giacobini lo condannarono

36 ALLA GHIGLIOTTINA!! Il giudice, a chi gli faceva notare che stava condannando un grande scienziato, rispose perentoriamente: La révolution n à pas besoin des savants

37 ALTRA LEGGE FONDAMENTALE: Ogni essere vivente ha bisogno di energia; l energia è data dal cibo; cibo è ogni altro essere vivente.

38 Perciò tutti gli esseri viventi, a loro modo, ne mangiano altri

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40 Tutto quanto sopra per dire che: Al fine di rinnovare la materia vivente sulla Terra è necessario che gli organismi che la occupano per le rispettive parti, muoiano.

41 NECESSITA DELLA MORTE Benché sia spiacevole per i singoli soggetti che ne vengono colpiti, la morte è condizione necessaria perché ci sia la

42 Alla domanda che facevamo prima, vale a dire se il diritto alla vita sia o meno un diritto assoluto, la risposta non può essere che questa: Il diritto alla vita, che pure esiste per tutti i viventi, si trasforma ad un certo punto nel dovere di morire, perché altri possano vivere.

43 Pensiamoci, dunque: quando strappiamo un fiore, tagliamo un albero, calpestiamo un ragno, cacciamo un cervo,

44 quando cogliamo un fungo, schiacciamo un rospo sulla strada, uccidiamo una vipera, spariamo ad un camoscio,

45 ma anche quando semplicemente falciamo un campo di grano per il raccolto, pensiamo che stiamo strappando, potando, calpestando, cacciando, cogliendo, schiacciando, uccidendo, sparando e falciando esseri viventi PROPRIO COME NOI, ANCHE SE DIVERSI DA NOI

46 Per uccidere, non è necessario essere cacciatori. E sufficiente essere vivi, perché per ciascuno di noi che attualmente vive, qualche altro essere vivente ha dovuto morire al fine di consentirci di assorbire la sua energia.

47 E male tutto ciò? No, è semplicemente il grande cerchio della vita voluto dalla Natura e, come diceva l antica saggezza, Naturalia non sunt turpia

48 Nel film di Walt Disney Il Re Leone c è un momento fondamentale per capire ciò che stiamo dicendo.

49 Il fatto che la caccia sia lecita secondo le leggi dello stato e soprattutto secondo quelle naturali, non significa che si possa cacciare senza etica!

50 I cacciatori sono sì e no l 1% della popolazione Tutti gli altri a caccia non vanno e molti sono del tutto contrari alla caccia, anche se il più delle volte perché le loro convinzioni si basano su presupposti errati. Per di più la fauna selvatica appartiene alla collettività e dunque anche ai non cacciatori.

51 Pertanto, nel loro stesso interesse. È meglio se i cacciatori si comportano in modo etico, avendo rispetto per la fauna selvatica e secondo criteri tecnici e scientifici validi. E ciò per essere stimati dagli altri, ma prima di tutto per poter rispondere alla propria coscienza

52 Premesso quanto sopra, noi giornalisti, come dovremmo affrontare questi temi? Esattamente come dovremmo fare con tutti gli altri argomenti: dati di fatto e verità scientifiche. Dovremmo quantomeno fornire informazioni autentiche, basate su dati di fatto e non sulle nostre personali sensazioni o sulle fantasiose interpretazioni di persone non qualificate. E, comunque, informandoci prima noi, per non diffondere notizie prive di fondamento.

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54 Quello a sinistra è un passero. Quello a destra, un Passero Solitario

55 Un evento raro. Una folaga, anatroccolo di colore nero col becco bianco, una specie protetta, è stata avvistata sul fiume Lemene in questi giorni. Dopo una rapida discesa fino al ponte del Rastrello, è risalita fino Portovecchio per la felicità dei bambini. (r.p.) 29 dicembre 2014 LA NUOVA VENEZIA

56 I cacciatori adesso vogliono sparare di più Nel mirino le «specie infestanti» dai cinghiali alle nutrie. In ballo gli indennizzi della Regione e la tassa per la tessera venatoria di Roberto Urizio TRIESTE. I cacciatori mettono mano al portafogli. Pagano il tesserino venatorio, ma vogliono anche usare di più la propria doppietta. E lo fanno richiamando all ordine la Regione, in «ritardo» sugli indennizzi per i danni causati dalla fauna selvatica e le tasse per il tesserino di caccia non utilizzate appieno per questo scopo. A sollevare la questione è il presidente di Federcaccia Udine, Adriano Piccoli, presente ad Agriest con al centro del dibattito il rapporto di collaborazione tra il mondo dell agricoltura e quello della caccia, «condizione indispensabile per realizzare una gestione rispettosa degli obiettivi del piano faunistico. I cacciatori, avendo a cuore l ambiente agricolo, conoscendo a fondo la fauna, i cicli della natura e come averne rispetto e mantenerli in equilibrio, vogliono contribuire alla tutela del comparto agricolo attraverso una gestione programmata e partecipata della caccia».

57 Gli obiettivi è facile intuirli. Ecco che i cacciatori, riferendosi alla fauna selvatica, parlano di «dimensioni allarmanti» con particolare riferimento all incremento del cinghiale e secondariamente del capriolo. Vogliono «controllare le popolazioni delle cosiddette specie problematiche (opportuniste e alloctone, altrimenti dette nocive)». E allora sotto anche a cornacchie grigie, piccioni, gazze che, «in contesti ambientali modificati dall uomo hanno avuto un significativo incremento numerico determinando una importante pressione predatoria su molte specie di passeriformi e nei confronti dei nidiacei di galliformi (fagiani, starne, quaglie), danneggiando altresì i raccolti di granaglie e le semine».

58 I cacciatori vogliono contribuire e, quindi, chiedono di sparare di più. Alle nutrie che «infestano i corsi d acqua ed i canali con il rischio concreto del crollo degli argini alla prima piena» ma anche ai cormorani, «presenti con grandi contingenti lungo i fiumi e nel contesto lagunare, che predano attivamente la fauna ittica di maggior pregio e creano gravissimi danni agli impianti di acquacoltura. Infine nel mirino c è lo storno, uccello protetto dall Unione europea che, sostengono, si è «moltiplicato in modo esponenziale creando notevole impatto alle coltivazioni della frutta ed ai vigneti».

59 E per raggiungere questi risultati «occorre consolidare l alleanza permeata da interessi comuni tra il cacciatore e l agricoltore». E qui entra in ballo anche una questione economica. Le norme regionali definiscono l indennizzo dei danni arrecati dalla fauna selvatica all agricoltura, al patrimonio zootecnico, alle opere approntate sui terreni coltivati e al pascolo, stabilendo che l importo massimo indennizzabile può arrivare fino all 80 per cento del danno stimato o accertato. Secondo l esponente di Federcaccia, «ogni anno i cacciatori versano alla regione la tassa di concessione per il rilascio del tesserino venatorio ma solo una parte di questi fondi viene destinata all originaria finalità. Le tasse di concessione regionale pagate dal mondo venatorio prosegue Piccoli hanno per legge una destinazione vincolata e dovrebbero essere integralmente destinate alla prevenzione e indennizzo dei danni provocati dalla fauna selvatica e alle iniziative di miglioramento ambientale per favorirne l insediamento, la salvaguardia e l incremento».

60 Secondo i numeri indicati da Federcaccia, invece, gli stanziamenti regionali negli ultimi anni sono sempre stati inferiori a quanto incassato dalla tassa per il tesserino di caccia: nel 2014 il Fondo per il miglioramento ambientale è stato finanziato con 800mila euro, a fronte di un milione di euro versati dai cacciatori; l'anno precedente lo scostamento è stato di 600 mila euro (900mila di tasse, 300mila inseriti nel Fondo), seguendo un trend che dal 2007, stando alle cifre di Federcaccia, è stato costante.

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