Il Brasile e gli altri

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1 Il Brasile e gli altri Nuovi equilibri della geopolitica di Sandro Sideri

2 Sandro Sideri, PhD Università di Amsterdam (1970) e Harkness Fellow al MIT, Cambridge (Mass.) ( ). Già professore ordinario di economia internazionale all International Institute of Social Studies (ISS) of the Erasmus University Rotterdam, sede L Aja (fino al 2000), ha lavorato alla CEPAL (Commissione economica per America Latina e Caraibi) a Santiago (Cile) ( ), é stato Visiting Professor in varie università straniere, per molti anni all Università Bocconi e poi alla LUISS e all Orientale e docente all ICE e all ISPI. Il presente volume conclude la serie dedicata ai BRIC, iniziata con La Russia e gli altri (ed. Egea) (2009) e, online per l ISPI, La Cina e gli altri (2011) e L India e gli altri (2012).. ii

3 INDICE Abbreviazioni... p. vi 1. Il Brasile...» Introduzione...» Geografia, popolazione, religione e stato...» Storia, politica ed economia...» Società: oligarchia, meticciato e disuguaglianza...» Contesto continentale...» 47 Approfondimento 1.1. La questione razziale...» 51 Approfondimento 1.2. La riforma agraria e il movimento dei senza terra...» 56 Approfondimento 1.3. Le minoranze etniche dell Amazzonia...» Un gigante economico?...» Caratteristiche dell economia brasiliana...» Settori economici...» Agricoltura...» Industria...» Servizi e sistemi finanziario...» Energia e politiche di sicurezza energetica...» Sistema fiscale...» Politica cambiaria, politica monetaria e indebitamento...» Commercio estero e flussi di capitale...» Povertà, disuguaglianze regionale e politiche del reddito...» Impatto della crisi globale...» 146 Approfondimento 2.1. L Amazzonia...» 154 Approfondimento 2.2. Il ruolo delle forze armate e l industria della difesa...» La politica estera brasiliana...» Introduzione...» Da Rio Branco a Cardoso...» Amministrazione Cardoso...» Amministrazione Lula...» Il Brasile e il mondo...» Coclusioni...» Brasile, America Latina e Caraibi...» Introduzione...» 192 iii

4 Indice 4.2. America Latina e Sudamerica... p Argentina e MERCOSUR...» Regionalismo latinoamericano...» Altri paesi del Sudamerica...» Introduzione...» Cile...» Bolivia...» Ecuador...» Colombia...» Perù...» Venezuela...» Guyana, Suriname e Guyana Francese...» America Centrale e Caraibi...» Messico...» Conclusioni...» 229 Approfondimento 4.1. Il regionalismo energetico...» 231 Approfondimento 4.2. Antartida Brasileira...» Brasile e USA...» Introduzione...» Rapporti politici...» Rapporti economici...» Rapporti militari ed energetici...» Difficoltà della relazione Brasile-USA...» Brasile ed Europa...» Introduzione...» Brasile e UE...» Rapporti politici...» Rapporti economici...» Cooperazione scientifica e per lo sviluppo...» UE e MERCOSUR...» Brasile e altri paesi europei...» Russia...» Italia...» Brasile e Asia, Medio Oriente e Oceania...» Introduzione...» Cina...» Giappone...» Penisola coreana...» India...» Iran...» Medio Oriente e altri paesi arabi...» Australia e Nuova Zelanda...» Brasile e Africa...» Introduzione...» 293 iv

5 Indice 8.2. Rapporti economici e cooperazione... p Dimensione strategica...» Sudafrica...» Considerazioni finali...» Organismi internazionali e governance globale...» Introduzione...» Multilateralismo e multipolarismo...» Governance e regionalismo...» Conclusioni...» 313 Bibliografia...» 321 v

6 Abbreviazioni ABACC Agência Brasileiro-Argentina de Contabilidade e Controle de Materiais Nucleares ABC Agência Brasileira de Cooperação AC America Centrale ACI Agência de Cooperação Internacional AfDB African Development Bank Group AL America Latina ALADI Associãô Larino-Americana de Integrãô ALALC/LAFTA Associação Latino-Americana de Livre-Comércio ALBA Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América ALC America Latina e Caraibi ALCA/FTTA Área de Livre Comércio de las Américas ALCSA/SAFTA Área de Livre Comércio Sul-América ANP Agência Nacional do Petróleo, Gás Natural e Biocombustíveis APEC Asia-Pacific Economic Cooperation ART Terapia antiretrovirale ASEAN Association of South-East Asian Nations ASPA América del Sur y los Paises Arabes BCE Banca Centrale Europea BdI Banca d Italia bpd Barrels of petroleum per day/barili di petrolio al giorno BID/IDB Banco Inter-Americano de Desarollo (Inter-American Development Bank) BNDES Banco Nacional de Desenvolvimento Econômico e Social BRIC Brasile, Russia, India e Cina BRICS BRIC più Sudafrica BASIC Brasile, Sudafrica, India e Cina BCB Banco Central do Brasil CA Comunidad Andina CALC Cumbre de América Latina y el Caribe CAN Comunidad Andina de Naciones CASA Comunidad Sulamericana de Naçôes o Comunidad Sudamericana de Naciones CCG Consiglio di Cooperazione del Golfo CELAC Comunidad de Estados de Latinoamérica y el Caribe CEPAL Comisión Económica para América Latina CPLP Comunidade dos Países de Língua Portuguesa CET Tariffa esterna comune (Common external tariff) CPT Comissão Pastoral da Terra CS Consiglio di Sicurezza dell ONU vi

7 Abbreviazioni CSD Consejo Suramericano de Defensa CVRD Companhia Vale do Rio Doce, poi Vale DPI Diritti di proprietà intellettuale EAU Emirati Arabi Uniti ECLAC Economic Commission for Latin America and the Caribbean ECPA Energy and Climate Partnership of the Americas EMBRAPA Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária FARC Fuerzas Armadas Revolucionarias della Colombia FMI/IFM Fondo monetario internazionale GATT/OMC General Agreement on Tariffs and Trade GGS Gran Gasoducto del Sur GMC Grupo Mercado Comun GSP Generalized System of Preferences GW Un miliardo di watt IAEA International Atomic Energy Agency IBGE Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística IBSA India, Brasile e Sudafrica (anche G3) ICT Information and Communication Technology IDE Investimenti diretti esteri IIRSA Iniciativa para la Integración de la Infrastrutura Regional Suramericana IM Impresa multinazionale IPEA Instituto de Pesquisa Econômica Aplicada ISI Industrializzazione tramite sostituzione delle importazioni LAOS Lei Orgánica de la Asistencia Social MERCOSUR/ MERCOSUL Mercado Común del Sur/Mercado Comum do Sul MFN Most Favored Nation (Nazione più preferita) MINUSTAH Unated Nations Stabilization Mission in Haiti MOU Memorandum of Understanding/Memorando d intesa MRE Ministério de Relaçôes Exteriores MST Movimento sem terra (Movimento dei senza terra) Mtep Milioni di tonnellate equivalenti di petrolio MTRST Movimento dos trabalhadores rurais sem terra MW Un milione di watt NAM Non-Aligned Movement NAFTA North American Free Trade Agreement NPT Non-Proliferation Treaty of Nuclear Weapons NTB Non tariff barrier/barriera non tariffaria OAS Organization of American States OCSE Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico OEA Asamblea General de la Organización de Estados Americanos OGM Piante geneticamente modificate ONG/NGO Organismo non governativo PAC Programa de Aceleração do Crescimento Parlatino Parlamento latinoamericano PBF Programa Bolsa Familia vii

8 Il Brasile e gli altri PBM Plano Brasil Maior PEI Politica exterior independiente PICE Programa de Integração e Coperação Econômica PISA Programme for International Student Assessment PITCE Política Industrial, Tecnológica e de Comércio Exterior PMI Piccole e medie imprese PNE2030 Plan Nacional de Energia 2030 ppp Parità di potere d acquisto PSCI Programa de Substituição Competitiva de Importaçôes PSDB Partido da Social Democracia Brasileira PT Partido dos trabalhadores PVS Paesi in via di sviluppo SELIC Sistema Especial de Liquidação e Custodia SEPPIR Secretaria de Politicas de Promoção da Igualidade Racial SICA Sistema de la Integratión Centroamericana SIVAM Sistema de Vigilância da Amazônia SNI Serviço Nacional de Informações SUDENE Superintendência de Desenvolvimento do Nordeste SOA Summit of the Americas (Cumbre de las Américas) SUS Sistema Único de Salud TEC Tariffa esterna comune TIAR Tratado Interamericano de Asistencia Recíproca TNP/NTP Trattato di non proliferazione nucleare TPP Trans Pacific Partnership TRPS Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights UE Unione europea UNASUR Union de Naciones Suramericanas (UNASUL in portoghese) URV Unità reale di valore (Unidade Real de Valor) ZPCAS Zona de Paz y Cooperación del Atlántico Sur ZPE Zona de Processamento de Exportação (Zona di libero scambio) viii

9 ix

10 1. Il Brasile 1.1. INTRODUZIONE Il Brasile è a una fase critica di un lungo processo di trasformazione che da una società patrimoniale basata sulla coltivazione e l esportazione di zucchero e caffè sta passando a una società con un effettivo sistema democratico e una modernizzata economia industriale e di servizi. Quinta nazione al mondo per territorio e popolazione, è ora anche la sesta economia. Dalla fine della seconda Guerra mondiale il Brasile è stato un leader nella governance e nei negoziati internazionali relativi al commercio vedi l importante ruolo avuto nell evoluzione del GATT e nella nascita e sviluppo dell Organizzazione mondiale per il commercio (OMC, o WTO), e nella questione ambientale. Tuttavia, nella seconda metà del secolo scorso la politica del Brasile è stata erratica e l economia si è distinta per forti inflazioni e pesanti disavanzi nella bilancia dei pagamenti. Solo partendo dalla storia sociale, politica e economica del paese è possibile cercare di capire se il Brasile è veramente pronto ad assumere un posto rilevante tra le grandi potenze alla guida del mondo GEOGRAFIA, POPOLAZIONE, RELIGIONE E STATO Il nome del paese deriva da pau brazil, albero rosso (come brasa, cioè brace) (caesalpinia echinata, albero della famiglia delle fabaceae), la cui corteccia era usata per tingere di rosso i tessuti 1. Il pau brazil nasceva nella foresta vergine che ricopriva completamente le regioni litoranee del Brasile, in seguito quasi interamente distrutta ed è ora reperibile solo nei giardini botanici. Il Brasile è il più grande paese dell America Latina 2 (AL), il quinto al mondo sia per dimensione 85,2 milioni km 2 che per popolazione 203 milioni di per- 1. Secondo Davidson (2012: 24), in un antichissima leggenda celtica Brazil era il nome di una mitica terra al di là dell Atlantico. Inizialmente, il Brasile fu anche chiamato America. 2. Il termine America Latina apparve per la prima volta in Francia ne La revue des races Latines del 1861 e fu utilizzato da Napoleone III per rivendicare la matrice culturale latina del Messico, in opposizione a quella anglosassone. Attualmente, con questo termine si intende l insieme di paesi che hanno mantenuto un legame culturale (religioso e linguistico) con le potenze coloniali latine (Lizza, 2009: 71 nota 20). Quando all inizio degli anni 90 il Messico entrò nel North American Free Trade Agreement (NAFTA) e l America Centrale e i Caraibi gravitavano sempre più intorno agli USA, Cardoso e la diplomazia brasiliana decisero che Sudamerica fosse un termine più adeguato per descrivere l area al di sotto del Canale di Panama, praticamente un isola, cioè un entità molto logica, molto ben identificabile dal punto di vista geografico e più facilmente descrivibile. Una delle prime applicazioni ufficiali del termine fu nell Area de Libre Comercio de America del Sur (ALCAS) (Burges, 2009: 38-39). 1

11 Il Brasile e gli altri sone (luglio 2011), il 2,8% di quella globale il solo lusofono in AL e il maggiore lusofono al mondo. Occupa il 47% della superficie del Sudamerica, è attraversato a nord dall equatore e si sviluppa a sud ben oltre il Tropico del Capricorno, s affaccia sull Atlantico con km di coste basse e sabbiose al nord, specialmente dove sfocia il Rio delle Amazzoni, alte e dirupate al sud, mentre la fascia pianeggiante litoranea non è più profonda di 100km e condivide frontiere terrestri, quasi 17 mila km, con tutti i paesi del Sudamerica, salvo Cile ed Ecuador. Chiaramente le sue dimensioni ne fanno un paese a scala continentale. La parte dell Amazzonia entro i confini brasiliani, più di 5 milioni di km 2, costituisce il 59% del territorio nazionale. In effetti, il Brasile ospita il 40% delle foresti tropicali che restano nel mondo ed è dotato di una combinazione unica di risorse naturali, terra, clima e popolazione. Il territorio brasiliano, che comprende tre fusi orari, è per il 57% circa un altopiano situato tra i 200 e i 900 metri sul livello del mare, mentre il 40% è a meno di 200 metri e il 3% al di sopra dei 900 metri. La superficie settentrionale del paese è occupata dal bassopiano amazzonico, interamente percorso dal Rio delle Amazzoni, o Rio mar, che scorre per più di 6 mila km. La foresta pluviale amazzonica, la più grande al mondo e quella a maggior rischio, copre quasi la metà del Brasile e si estende in Venezuela, Colombia, Perù e Bolivia. Proprio questa foresta rappresenta uno dei due maggiori e più antichi problemi del paese: lo spericolato sfruttamento delle risorse naturali, l altro essendo il minaccioso squilibrio sociale vedi 2.5 e Approfondimento 1.1. Il resto del Brasile è costituito da una serie di altopiani che si dipanano tra 200 e 800 metri d altitudine, con rilievi che toccano i 1200 metri, ma la massima altitudine il Cerro della Neblina appena superiore ai 3 mila metri si trova all estremo nord dell Amazzonia, al confine con il Venezuela. L altopiano del Brasile centrale e meridionale cade a picco sul mare formando una barriera naturale la Grande Scarpata (Grande Escarpa) che rende gran parte del litorale inaccessibile o poco adatto alla navigazione. L assenza di un facile accesso al mare per via fluviale, ha inizialmente ostacolato le esportazioni da parte delle regioni più produttive del Sudeste. Con una lunghezza di km il Rio delle Amazzoni è inferiore, di poco, al Nilo, ma ha un bacino idrografico che è più del doppio di quello del Nilo. Il secondo fiume del Brasile è il Rio de la Plata-Paranà lungo 3700 km che alimenta la centrale idroelettrica di Itaipù al confine con Argentina e Paraguay. Tuttavia, il trasporto fluviale ha avuto finora scarso sviluppo, anche perché, salvo il fiume delle Amazzoni, la maggior parte dei fiumi brasiliani fluiscono verso nord o verso sud e presentano notevoli dislivelli, per cui sono più adatti alla generazione di elettricità che alla navigazione. Le condizioni climatiche del paese variano equatoriale, tropicale, semiarido, tropicale d altopiano, temperato e sub-temperato con prevalenza di quello tropicale e solo al sud il clima è temperato e le piogge abbondanti. São Paulo è il solo stato dove a volte gela. Una quantità sufficiente di pioggia cade sulla maggior parte del paese, ma nel Nordeste è molto irregolare e periodi di eccessiva pioggia si alternano a quelli di siccità. Forte umidità si riscontra nell area a monte del fiume delle Amazzoni, quella della costa da Belem in su, varie parti della Grande Escarpa e in una piccola sezione del Paraná occidentale. 2

12 Il Brasile La ricchezza di varietà vegetali non caratterizza solo la foresta amazzonica, ma anche quella atlantica, che si sviluppa tra e 800 metri degradando verso i crinali che orlano il litorale, e che ha subito estesi disboscamenti 3. Sull altopiano centrale la vegetazione dirada in una savana arbustiva, il cerrado del Centro-Oeste, che occupa il 21% del territorio nazionale. Il sertão del Nordeste, ma non solo, è il regno della boscaglia semiarida detta caatinga, mentre al sud abbondano foreste di latifoglie e conifere che poi lasciano il passo a una zona di savane erbose molto adatte all allevamento estensivo del bestiame, un area nella quale nacque e si sviluppò una forma di banditismo sociale, il cangaço, con i suoi cangaçeiros, ma anche forme ricorrenti di messianesimo, con i suoi retirantes che abbandonavano questi luoghi per sfuggire alle siccità che possono durare anni e che spesso sono state all origine di entrambi i fenomeni. Come uno dei 17 paesi megadiverse 4, il Brasile ha estese risorse naturali in una varietà di habitat protetti. Infatti, il 18% del territorio brasiliano è protetto da riserve e parchi, alcuni dichiarati dall UNESCO Patrimonio mondiale dell umanità. Non mancano, però seri problemi ambientali, principalmente il diffuso inquinamento 5 e la deforestazione che in Amazzonia ha già raggiunto il 13% vedi Approfondimento 2.1. Ricco di risorse naturali il Brasile ha le maggiori riserve al mondo di niobio e tantalo e poi è tra i primi per ferro, magnesite e manganese, bauxite, rame, piombo, zinco nickel, tungsteno, stagno, uranio, cristalli di quarzo, diamanti industriali e pietre dure, carbone (concentrato nell Amazzonia, ma la cui estrazione è ancora modesta) e, infine, tanto petrolio e gas. Fino ai primi anni 70, le riserve petrolifere, localizzate in Bahia e Sergipe, fornivano solo un quinto del fabbisogno nazionale. Dal 2007, però, dopo la scoperta dei grandi giacimenti sottomarini, il Brasile è diventato quasi autosufficiente per questo prodotto e nuovi ritrovamenti sottomarini faranno di questo paese uno dei grandi attori globali nel settore petrolifero. Anche il suo potenziale idroelettrico (stimato a 150 mila megawatts (MW)) è uno dei maggiori al mondo e dal 2003 poco più della metà di questo potenziale è utilizzato. Sin dall inizio, la colonia brasiliana acquistò importanza grazie alla sua capacità di provvedere materie prime e derrate (commodities), quali zucchero, cioccolato, oro, diamanti, gomma e caffè ai mercati mondiali. Paragonato ad alcune delle colonie vicine, il Brasile era un entità scomposta e decentralizzata, le cui istituzioni stentavano a emergere ed erano deboli. Le popolazioni indiane nomadi erano piccole e difficili da organizzare, per cui in mancanza di una consistente mano d opera indigena, il paese cominciò a importare dall Africa schiavi in numero sempre più elevato quando si prospettò la possibilità di esportare grandi quantità di zucchero e 3. Il Brasile ha distrutto le proprie foreste meno di tanti altri paesi ed infatti ha conservato il 70% della originale copertura, contro lo 0,3% dell Europa. Molti brasiliani trovano paradossale che invece di essere ammirati per questo e per gli attuali sforzi per proteggere e mantenere l originale copertura forestale, sono severamente criticati da chi invece distrusse le proprie foreste molto tempo fa. Secondo il ministero dell Ambiente, nel periodo l attività di disboscamento si è ridotta del 52%. Malgrado questo, il Brasile resta sempre tra i primi cinque paesi al mondo che emettono gas responsabili dell effetto serra. 4. Megadiverse sono chiamati i paesi che ospitano la maggioranza delle specie terrestri e quindi presentano una notevole biodiversità. 5. Cause principali dell inquinamento idrico sono le dispersioni di materiali tossici provenienti da attività industriali o agroindustriali, oltre agli scarichi fognari che contaminano l Oceano fino a 50 km dalla costa (Isenburg, 2006: 53). 3

13 Il Brasile e gli altri quando esplose l economia mineraria nel XVIII secolo, due attività che richiedevano grande disponibilità di braccia 6. Tra il 1650 e 1855 entrarono più di quattro milioni di africani per cui il Brasile è il paese che nelle Americhe ne ha ricevuto il maggior numero. La rete stradale brasiliana è di 1,7 milioni di km, dei quali solo il 12,5% è asfaltato, cioè 218 mila km. Secondo una commissione governativa (Baer, 2008: 176 nota 48) l 80% delle strade sono classificate come difettose, in cattivo stato o terribili per cui sui restanti 350 mila km passa un quarto del traffico di merci. I porti sono notoriamente cari e inefficienti e per essi passa il 95% delle merci esportate, ma sono al 123 posto su 139 paesi nel rapporto sulla concorrenza del World Economic Forum. Infatti, a Santos, il maggior porto brasiliano, si possono scaricare 30 container l ora, mentre a Singapore ne vengono scaricati 100. L economia brasiliana è una delle maggiori dei paesi in rapida crescita. Nel 2011 il PIL del paese a prezzi correnti è stato il sesto al mondo ($2,5 miliardi, contro i $2,2 miliardi dell Italia) e a parità di potere d acquisto (ppp) il settimo con $2,26 miliardi, il che implica un PIL pro capite di $11,500 (paragonati ai $48,200 degli USA), ma la distribuzione del reddito è molto diseguale 7. Il PIL brasiliano rappresenta il 60% di quello sudamericano e il 2,9% di quello globale. * * * Con i suoi 195 milioni di abitanti (erano 3,9 milioni nel 1822, di cui il 31% schiavi; 10 milioni nel primo censimento del 1872, di cui 15% schiavi; e 18 milioni nel 1900) il Brasile è il quinto stato più popoloso al mondo. La sua popolazione è cresciuta rapidamente fino agli anni 70, quando è iniziata una specie di transizione demografica. Infatti, la natalità è diminuita da 6,2 figli per donna nel 1940 a 1,8 nel 2011 e così anche la mortalità infantile (meno di un anno), che però resta ancora alta a 14 nel 2011 (Cile 8 ), per cui il tasso di crescita annuo della popolazione è passato gradualmente dal 3% degli anni 50 allo 0,9% del Insieme all India, il Brasile è una delle due economie emergenti con una popolazione giovane, per cui nei prossimi decenni la crescita economica non dovrebbe essere ostacolata da un alto tasso di dipendenza (numero persone di 65+ anni/numero persone di anni). Con un età mediana di 28,9 anni, la popolazione brasiliana si trova all inizio del ciclo di consumo. Il gruppo di persone in età produttiva, cioè quelle tra 15 e 65 anni, che ora rappresenta il 68% della popolazione, dovrebbe continuare ad aumentare fino a diventare il 71% nel Dopo quella data, continua 6. Quello degli schiavi era un commercio triangolare: le navi salpavano dai porti atlantici europei cariche di alcool, armi, attrezzi in ferro e piccoli oggetti di scarso valore dirette all Africa occidentale dove, con la complicità di alcune popolazioni locali, scambiavano queste merci con esseri umani e quindi salpavano per il Brasile ma dal XVII secolo anche per le Antille e per le colonie francesi e inglesi in Nord America dove scambiavano gli schiavi con zucchero prima e poi con tabacco, cotone e caffè che riportavano in patria. Dichiarato illegale nel 1815, questo traffico continuò fino al Si stima che gli africani trasportati 15-20% moriva durante il viaggio furono da 3 a oltre 10 milioni. In Brasile gli schiavi erano usati come servitori domestici, nelle piantagioni e altri svolgevano lavori artigianali e artistici o esercitavano la prostituzione, i cui guadagni andavano al padrone. Secondo stime del ministero del Lavoro, al momento in Brasile ci sono tra i sette e gli otto milioni di lavoratori domestici, il maggior numero al mondo, dei quali solo una minoranza è in regola con i contributi. 7. Nella classificazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) il Brasile occupa il 53 posto e il 25 nel Human Development Index della Banca Mondiale (BM). 4

14 Il Brasile Vital (2011). il rapporto tra chi non è più in età lavorativa e chi lo è dovrebbe raggiungere 4:10, da 7:10 all inizio degli anni 90. Il rallentamento del tasso di crescita della popolazione in età attiva inesorabilmente spingerà in alto i salari e il paese resterà competitivo solo aumentando la produttività. L alfabetismo della popolazione (di 15 anni o più) è aumentato dal 49% nel 1950 al 75% nel 1980 al 90% del 2008, ma se si considera l analfabetismo funzionale la percentuale scende attorno al 73%. In media il brasiliano legge annualmente meno di due libri. Anche il sistema sanitario è ancora molto carente tanto che la speranza di vita alla nascita è 73 anni (Cile 79 anni), senza dimenticare, però, che nel 1940 era 43 anni. L urbanizzazione è aumentata, passando da 56% del 1970 all 85% del La densità per km 2 è di persone, ma i valori variano molto: da 3,3 persone nell Amazzonia a 31 nel Nordeste, 149 nello stato di São Paulo, dove 11 milioni di persone vivono nella città di São Paulo, 20 milioni nella sua area metropolitana (il 20% in favelas) e 30 milioni nella sua macro metropoli. Nel 2001 la popolazione era così distribuita sul territorio: 7% nell Amazzonia, 28% nel Nordeste, 43% nel Sudeste, 15% nel Sul e 7% nel Centro- Oeste. Se nel 1872 il 47% dei cittadini vivevano nel Nordeste e il 40% nel Sudeste, oggi in quest area si concentra il 43% della popolazione, cioè negli stati di São Paulo, Rio Grande do Sul, Rio de Janeiro, Minas Gerais e Bahia, a causa del trasferimento di massa dal Nordeste verificatosi tra il 1950 e Dalla metà degli anni 50 è anche cresciuto un movimento di breve e medio raggio dalle campagne verso le città, anche di non grandi dimensioni, e dagli anni 70 si è verificato un movimento ondulatorio verso le aree periferiche dell entroterra, soprattutto Mato Grosso, Rondônia, Acre e la frontiera interna amazzonica. Il tasso di partecipazione della forza lavoro (15 o più anni) è cresciuto dal 33% nel 1950 al 65% nel 1990 e al 70% nel 2010 e continuerà ad aumentare per i prossimi anni anni. La popolazione economicamente attiva è ancora relativamente giovane, ma dagli anni 90 è iniziato l invecchiamento 8 dovuto alla diminuzione dei tassi di natalità e di mortalità. Nel mondo del lavoro aumenta, quindi, la partecipazione di persone con più di 60 anni, contribuendo così a un costante calo del tasso di dipendenza. Il Brasile sta già riscuotendo il cosiddetto dividendo demografico la crescita economica che si verifica quando la forza lavoro aumenta rispetto al resto della popolazione, ma non ha ancora un sistema scolastico per fornire ai giovani l addestramento necessario per contribuire al meglio alla crescita del paese, né ha un assicurazione sociale universale per prendersi cura del crescente numero di pensionati. * * * Il Brasile è un crogiolo di gruppi etnici diversi rosso, bianco, nero e giallo diversità che però non ha impedito al Brasile di raggiungere una forte unità culturale (Baer, 2008: 7). Alla formazione di questa comunità culturale hanno contribuito due movimenti che, alla fine dell Ottocento e all inizio del Novecento, hanno svelato all insieme del paese mondi fino ad allora isolati e sconosciuti. Il primo è stato il movimento messianico dei Canudos nell area di Bahia (1892) che, insieme ai libri 8. L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE, 2011: 13 Fig. 1 e 130) calcola che tra meno di 20 anni il numero di persone di 65 o più anni si raddoppierà e che nel 2050 questa sezione della popolazione crescerà dall attuale 7,6% fino al 38%, per cui il tasso di dipendenza, che dal 1965 ha continuato a diminuire, toccherà il minimo nel 2025 e poi comincerà a crescere. 5

15 Il Brasile e gli altri che l hanno raccontato, ha fatto spostare lo sguardo della giovane nazione in formazione dalla costa protesa verso l esterno all entroterra rivolto verso la propria identità, dall inconsistente mondo della èlite oligarchica bianca alla realtà meticcia del mondo agro-pastorale che aveva nel corso dei secoli elaborato una cultura propria. Il secondo è stato la coluna Prestes (perché guidata da Luis Carlos Prestes), espressione del settore più innovativo e progressista del Tenentismo 9 vedi dopo formato da ufficiali inferiori dell esercito che nel 1922 si ribellarono nel Forte Copacabana in Rio de Janeiro. La loro marcia ( ) attraverso l interno del paese dal sud fino allo stato di Maranhão per chiedere una riforma nazionale rese visibile un mondo ignoto e impose con forza la centralità della questione sociale ad una classe dominante assolutamente chiusa (Isenburg, 2006: 31-32). Le popolazioni autoctone, poco numerose già prima dell arrivo dei portoghesi le stime oscillano tra 3 e 8 milioni, furono decimate da malattie importate, maltrattamenti e lavori pesanti ai quali furono sottoposte, per cui ne restano solo poche centinaia di migliaia che vivono principalmente nell altipiano centrale, nel Mato Grosso, a cavallo della frontiera tra Brasile e Bolivia e negli stati di Roraima, Parà e Maranhão. I neri sono poco più del 5%, mulatti e meticci quasi il 40% e il resto sono bianchi (italiani, spagnoli, tedeschi, portoghesi, siriano-libanesi) e giapponesi per la questione razziale vedi Approfondimento 1.1. Va inoltre notato che tra il 1940 e il 2000 la popolazione brasiliana è quadruplicata e, parallelamente, è diventata più urbana se si considera l accelerato moltiplicarsi delle favelas, dove vive più di un quarto della popolazione, l urbanizzazione brasiliana è passata da 12 a 137 milioni di abitanti, più vecchia, ma anche più meticcia. Il censimento del 2010 ha rivelato che la popolazione che si classifica come bianca sia ormai una minoranza, precisamente il 47,7%, dal 53,7% che era nel 2000, mentre i pardos, ovvero scuri, (43,1%) insieme at neri (7,6%) sono arrivati al 50,7%, seguiti dai gialli (1,1%), ovvero asiatici, e dagli indigeni (0,5%) 10. Il notevole aumento dei pardos è una conseguenza della nascita del movimento di valorizzazione delle etnie, per cui i brasiliani sono orgogliosi del colore della propria pelle e quindi trovano normale dichiararsi pardos. Anche i neri cominciano a rivendicare il proprio colore e a identificarsi come tali, questo grazie alla politica di azione affermativa introdotta dal governo nel 2001 per l ammissione all università degli afro-brasiliani 11. In effetti, il 50,7% della popolazione si è dichiarata nera o mista, ma una percentuale superiore alla media nazionale è stata riscontrata in 21 stati, la più alta in Pará (76,8%), Bahia (76,3%) e Maranhão (76,2%). Invece, più della metà della popolazione si è dichiarata bianca in Santa Catarina (84,0%), Rio Grande do Sul (83,2%), Paraná (70,3%) e São Paulo (63,9%). Chiaramente, se in passato molti brasiliani con carnagione chiara preferirono passare per bianchi, dopo il 2000 è diminu- 9. Fu chiamato Tenentismo il movimento nato all interno delle forze armate per iniziativa di giovani uffici che tra il 1922 e il 1934 scosse la vita politica del paese e contribuì a porre fine alla vecchia Repubblica ( ). 10. Tra il 1940 e il 2000 la percentuale di meticci e mulatti (pardos) è passata da 21% a 39%, quella dei neri da 15% a 6% e quella dei bianchi da 63% a 54% (IBGE, 2007: Tab. 11). 11. Ad aprile 2013 la Corte Suprema ha deciso che tale politica non viola la norma costituzionale relativa alla parità dei diritti, per cui risulta valida anche la legge dell agosto 2012 che ha introdotto quote d ingresso in tutte le università federali e le scuole tecniche federali, misura che non è imposta alle università private. 6

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