CRE RIE. news NZE SCI DIARI: TRE STORIE VIETNAMITE LO ZIO RACCONTA MONDO: LA STORIA DI SAMNANG PROGETTI: COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO: CHE COS È

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1 news I N F A N Z I A. C O O P E R A Z I O N E. S V I L U P P O. ANNO 3 - NUMERO 1 - SETTEMBRE 2007 ES PE RIE NZE DI DIARI: TRE STORIE VIETNAMITE LO ZIO RACCONTA MONDO: LA STORIA DI SAMNANG PROGETTI: COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO: CHE COS È CRE SCI TA

2 DIARI DI VIAGGIO Siete in molti a scrivere delle vostre attese, delle vostre speranze, dei vostri tanto sospirati viaggi nel paese che ha dato i natali ai vostri figli ma dopo? Sono pochi quelli che scrivono del loro rapporto con il figlio dopo il rientro, degli eventuali problemini riscontrati, delle grandi gioie che vi danno quando iniziano ad andare all asilo, dei loro rapporti con i coetanei. Sono ormai parecchie le famiglie che hanno bambini grandicelli che hanno iniziato a porsi ed a porvi delle domande che talvolta ci colgono di sorpresa o non proprio preparati. Proviamo a spiegare come si sente una mamma quando il proprio bambino incomincia ad allontanarsi? E quali confidenze raccoglie il papà? Scriveteci anche questo tipo di storie, possono essere di aiuto a chi ancora deve percorrere questa strada, così come i vostri diari di viaggio aiutano e donano speranza a chi è ancora al palo in attesa. DEBORA E FABIO Debora e Fabio due genitori innamorati Ciao a tutti, io sono la mamma di una splendida bambina di nome Arianna Hien che ha sei anni. Vi scrivo perché anche io voglio cogliere l invito del NAAA a raccontare cosa c'è dopo l'arrivo con i nostri figli dal loro Paese di origine. Potrei sintetizzare tutto con tre parole: dedizione, gioia e naturalmente amore. lo direi che, mentre i primi due sentimenti li ho provati con lei, l'amore è nato tanto tempo prima nel mio cuore e quando finalmente ci siamo guardate per la prima volta negli occhi, questo amore ha inondato letteralmente il suo piccolo cuore come un fiume in piena. Tutti i giorni che viviamo insieme sono una scoperta, una gioia ed i baci, gli abbracci e le parole che mi dice Arianna mi riempiono il cuore di felicità e mi fanno capire che tutte le difficoltà che abbiamo affrontato, soprattutto all inizio, le abbiamo superate insieme senza mai perderci d'animo. lo, lei ed il suo papà, come una squadra. Così dico sempre ad Arianna, la nostra famiglia è una squadra perché tutti si adoperano per andare avanti insieme e raggiungere un traguardo, che in questo caso è la sua crescita fisica ed emotiva. Quest'anno inizierà la scuola elementare con entusiasmo e voglia di imparare. Sarà sicuramente un anno di confronti e di domande ma ci sentiamo pronti ad affrontare qualsiasi problema ci verrà incontro perché una mamma ed un papà devono essere sempre pronti a dare certezze e sicurezza ai propri figli. Non sappiamo cosa ci aspetta, sappiamo solo che l'amore può tutto e con Arianna l'abbiamo vissuto sulla nostra pelle è meraviglioso amarla, non solo perché è stata tanto desiderata ma anche perché ci sta dando 100 volte di più dell'amore che noi le abbiamo donato e le doniamo tutti i giorni. Lei ci ama di un amore puro, senza confini o barriere, senza diversità. Lei ci ama e basta! Ed io, oltre al mio cuore che è già suo, le ho donato la mia vita finché non sarà in grado di camminare da sola ed anche allora ci sarò sempre, perché il legame materno non si spezza mai e va oltre il tempo. Vorrei lasciarvi con una frase che il papà di Arianna mi disse tanto tempo fa: Adottare vuol dire donare la vita ad un bambino. Donarsi a lui è come generarlo. Nessun bambino può amare di più chi, con ogni forza e contro qualsiasi ostacolo, ha voluto amarlo. 2

3 INIZIA IL CAMMINO DELLA NOSTRA FAMIGLIA Il nostro cammino è stato lungo tra burocrazia, tempi d attesa, speranze, delusioni, ma poi il momento della partenza e dell incontro arriva ed è una esperienza piena di nuove emozioni, difficili da riportare su di un foglio perché alcune cose solo la propria voce può farle trasparire: le emozioni e la gioia immensa di quei momenti. VIETNAM questa è la nostra destinazione, l impatto con questo paese è stato molto forte soprattutto il caldo umido ed il notevole caos di auto, clacson, bici e motorini. Trascorriamo due giorni da turisti poi Bobo finalmente ci comunica che il giorno seguente ci porterà dai nostri figli. Dopo ben quattro ore estenuanti di viaggio (150 km da Hanoi) leggiamo THAN HOA ed all improvviso si apre davanti a noi il cancello dell istituto. In quel momento ti rendi conto che l attesa è stata lunga ma che la conclusione è arrivata e ti senti carico. Scendiamo dal pulmino, il cuore batte fortissimo, riprendiamo con la telecamera, saliamo le scale, ci portano verso una stanza... io e Fabrizio ci guardiamo e poi, passando davanti ad una finestra mi giro, incontro lo sguardo di un piccolo faccino ed in cuor mio ho detto eccola, è lei (non avevamo visto nessuna foto), ci fanno togliere le scarpe e quando entriamo È LEI!!! THI QUYNH. È molto spaventata, prima di riuscire a prenderla in braccio ci sono voluti tre tentativi, era timorosa, un altro bimbo la calmava dicendole no no mamy mamy e mi accarezzava per farle capire che poteva fidarsi di me. Fabrizio scatta foto ma lo vedo, è molto teso, traspare anche dalle foto. Quando l ho presa in braccio l unica cosa che ho pensato è stata finalmente l attesa è finita. Nostra figlia è con noi. Fabrizio non riesce a prenderla in braccio ma la guarda con un misto di timore e curiosità, è attratta dai suoi occhiali e dal pacchetto di fazzoletti. È l ora della pappa ed una didi mi porge il biberon che Thi Quynh mi strappa dalle mani: è già in grado di tenerlo da sola. La tengo in braccio per tutta la poppata durante la quale ha attentamente osservato me e Fabrizio, sembra che si sia tranquillizzata. Le didi poi decidono di mostrarci ciò che è in grado di fare Thi Quynh, la portano davanti ad uno scivolo ed anche se ha appena compiuto nove mesi e gattona è in grado di salire sullo scivolo sì... al contrario. Ovviamente la telecamera è in funzione, viene applaudita da tutti e lei sorridente e divertita lo ripete varie volte, anche Bobo rimane stupito della performance di Thi Quynh. Si rientra nella stanza e Thi Quynh viene cambiata: canottierina, pantaloncini e cappellino, è ora di andare. Veniamo accompagnati al pulmino, tutti ci salutano gioiosamente, si parte e dopo poco Thi Quynh si addormenta e così ha trascorso tutto il viaggio. Anche per lei è stato un pomeriggio impegnativo. Ha inizio la nostra vita in tre. È un esperienza fantastica che ognuno di noi vive in modo personale, è un emozione grande non paragonabile a nessun altra già vissuta. Fam. Franzin Aru 3

4 ANDREA ANH & AURORA TRAN: due chicchi gemelli!!! In tanti dicono che il Vietnam sia un paese bellissimo dove la gente è meravigliosa e disponibile Noi del Vietnam abbiamo visto veramente poco, ma abbiamo portato con noi due splendidi bambini, due gemelli di solo 5 mesi, i nostri figli, che questo paese ci ha regalato 15 mesi fa. Il nostro percorso adottivo è stato veramente lungo, pieno di speranze, di attese e anche di tanto dolore per avere dovuto rinunciare ad un precedente abbinamento Ma è storia passata. Quello che adesso io, Leandro i nostri due figli Andrea Anh &Aurora Tran vogliamo raccontarvi è una nuova storia: la nostra nuova vita insieme piena di serenità e felicità. Non avrei mai immaginato quella mattina di febbraio di sentire da Cinzia al telefono queste parole: C è una proposta di abbinamento per Voi! Sono due gemelli, un bimbo e una bimba. Sono nati il 23 ottobre del E dovete partire tra 10 giorni! Erano due! Piccoli...! Facevo il conto sulle dita della mano 4 mesi! Poi prosegue con altri dettagli, ma io non riesco a sentire altro... Mi piace sempre raccontare che se il muro del corridoio dell azienda dove lavoro non fosse stato di cemento armato, sarei sicuramente caduta dall altra parte mentre Cinzia mi parlava. Al telefono non riuscivo a dirlo a Leandro tanto piangevo di felicità. Non ricordo molto dei giorni precedenti la partenza: so solo che è stato un correre per cercare di preparare tutto senza dimenticare niente. La camera dei bimbi per il loro arrivo, documenti, biglietti, la valigia nostra e loro. La loro foto, una stampa quasi a colori, spedita immediatamente ai nonni, troneggiava nella nostra camera da letto e passavamo ore e ore a parlare con loro... mentre leggevamo il libro sul significato dei nomi, cercando il nome più bello (per noi) da dare ai nostri figli in aggiunta al loro. Ma il tempo è stato poco e ci siamo fermati subito alla lettera A. Finalmente l 11 marzo 2006 siamo sul volo Parigi - Ho Chi Minh insieme ai nostri compagni d avventura. Siamo stati davvero molto fortunati in questo: abbiamo condiviso questa esperienza con Nicoletta, Lucio, Marco e Lisa. Una splendida famiglia con due bimbi già adottati che andavano in Viet Nam per prendere il loro terzo figlio Michele, in compagnia di una persona fantastica: nonno Mario. Arrivati (sfiniti) la domenica mattina ad Ho Chi Minh, Bobo ci dice che dobbiamo proseguire immediatamente per Vung Tau dove si trova l istituto che ospita i nostri figli. Non ci facciamo di certo pregare e saliamo al volo sul primo aliscafo in partenza: direzione Vung Tau. Vung Tau ci è sembrata una bella località turistica, dico ci è sembrata perché non siamo riusciti a vedere molto se non un pezzettino del lungomare la domenica pomeriggio. Un lungomare molto ben curato, pieno di bambini e famiglie che facevano il bagno vestiti. La sera Bobo ci dice: Forse domani andremo in istituto, ma avrò la conferma solo in mattinata appena riesco a parlare con il direttore La conferma arriva a cola- 4

5 zione: alle 12 appuntamento nella hall dell albergo e forse si farà anche la cerimonia questo significa che torneremo in albergo con i piccoli. È lunedì 13 marzo 2006 alle ore che diventiamo papà e mamma di Andrea & Aurora. Momenti che ho immaginato, sognato tante volte momenti indimenticabili che io ricordo diversi se non fosse stato per le foto e una breve ripresa (appena è entrata in stanza la didi con i bimbi, Leandro ha filmato il pavimento) non avrei saputo raccontare Ricordo solo che li ho presi entrambi dalle braccia della didi che non capivo niente li guardavo... guardavo Leandro ancora più confuso ed emozionato di me e mi dicevo I nostri figli finalmente ce l abbiamo fatta... Sono MAMMA! Tutte le paure, le angosce precedenti erano svanite, Andrea e Aurora erano con noi e cosa meravigliosa. CI SORRIDEVANO!! Subito dopo aver lasciato i consueti regalini per il personale e i bambini dell istituto, in taxi con i bimbi stretti, stretti tra le mie braccia siamo andati alla casa del popolo per lo svolgimento della cerimonia. Dopo un infinità di documenti da firmare (noi ne avevamo il doppio), siamo rientrati in albergo e abbiamo iniziato ad avvisare tutti: i bimbi sono con noi. SONO BELLISSIMI! Molto più di quanto potevamo immaginare e sperare. Così ha inizio la nostra vita insieme ai nostri due bellissimi chicchi di riso gemelli. Il primo bagnetto, anche se nella vasca da bagno dell albergo, è stato molto bello. Avevo paura e ho chiesto aiuto a Nicoletta. Andrea e Aurora invece erano completamente a loro agio, come se fossero sempre stati con noi. La sera però facevano fatica ad addormentarsi.. abbiamo provato ad accendere la tv e miracolosamente si sono rilassati e addormentati (nella loro camera in istituto la tv era sempre accesa ) Per velocizzare le pratiche abbiamo attraversato il Vietnam dal sud al nord. Infatti il mercoledì successivo eravamo già in taxi direzione Ho Chi Minh e il sabato successivo eravamo ad Hanoi, primi ospiti della nuova casa N.A.A.A. Convinti che la nostra permanenza sarebbe stata di almeno 2 settimane e presi come eravamo dai bimbi ce la siamo presa comoda e la domenica abbiamo fatto solo un breve giro ad Hanoi, ma senza una metà precisa con l idea di ritornarci con calma. Ma il lunedì sera alle circa riceviamo una telefonata da Bobo che ci dice che i visti dei bimbi sono pronti e che martedì pomeriggio potevamo prenderli e prenotare il volo di rientro per mercoledì. È stata Nicoletta a bussare alla nostra camera per avvisarci della telefonata: ci siamo abbracciate forte, forte! Saremmo tornati a casa con i nostri figli dopo solo 10 giorni. E così è stato. Tutti i nostri parenti e amici che si stavano organizzando per il nostro rientro sono rimasti spiazzati dalla notizia... All aeroporto di Malpensa c era solo mio fratello... eravamo rientrati troppo presto. Tante volte abbiamo pensato di scrivere il nostro diario di viaggio, ma il tempo è davvero poco. Andrea & Aurora assorbono tutte le nostre energie e la sera siamo sfiniti. Ma guardarli dormire nei loro lettini ci riempie il cuore di felicità e ci fa dimenticare tutto. Sono due bambini dolcissimi e molto affettuosi. Ringrazio Dio per averci dato la gioia di essere diventati mamma e papà di due bambini così meravigliosi: la coppia perfetta maschietto e femminuccia, non potevamo chiedere di meglio. Del Vietnam abbiamo visto davvero poco e un giorno ci ritorneremo con i nostri figli: desideriamo fargli conoscere il paese dove sono nati. È passato già più di un anno, ma noi sembra ancora tutto così irreale quasi un sogno! E a chi dice che il Vietnam è un paese bellissimo, noi diciamo: È VERISSIMO!! Un saluto a tutti da Andrea Anh & Aurora Tran!! Un in bocca al lupo a tutte le famiglie in attesa e un grazie di cuore (doppio) a Cinzia da Leandro & Beatrice. Beatrice Santacroce 5

6 LA STORIA DI SAMNANG Samnang a cinque mesi col gesso Samnang a due mesi quando abbiamo proposto alla madre di aiutarlo e il suo piedino torto Samnang è nato in carcere nel settembre La mamma è giovanissima e il padre ancora più giovane, quasi un ragazzo e totalmente inaffidabile. Lei si arrangia come può per sopravvivere: durante le feste si improvvisa venditrice al mercato, altrimenti mendica e qualche volta ruba. Nel maggio 2006 è stata arrestata per furto e condannata a sei mesi di detenzione. Quattro mesi dopo ha partorito in cella il suo maschietto nato con una malformazione congenita: i piedi torti. A novembre quando la donna è uscita di prigione le abbiamo offerto aiuto per curare il piccolo, ed a dicembre li abbiamo portati per la prima volta all ospedale. Il piede destro era molto flesso e ruotato internamente, mentre il sinistro aveva solo una leggera malformazione che avrebbe potuto essere corretta dal solo carico del peso corporeo quando il bambino avesse cominciato a camminare. I piedi torti, se non corretti, vengono appoggiati solo sul lato esterno modificando tutto l assetto posturale e, oltre a dare una andatura fortemente claudicante, finiscono per causare gravi problemi alla colonna vertebrale. I medici affermano che, grazie alla fase ancora in evoluzione delle ossa di un bambino di tre mesi, è possibile curare la patologia con un trattamento conservativo che prevede l utilizzo di una serie di gessi progressivi da cambiare di volta in volta per correggere progressivamente la deformità. Hanno proposto di iniziare subito ricoverando il bambino. La madre, forse spaventata, non si è sentita di prendere la decisione da sola ed ha rimandato dicendo che nei giorni successivi c era una fiera alla quale doveva andare a vendere palloncini. Dopo soli tre giorni la giovane donna era di nuovo in prigione per un furto commesso insieme al marito. Questa volta la condanna è stata di otto anni e il bambino è stato affidato ai nonni paterni, anch essi mendicanti. Quando cerchiamo Samnang per portarlo all appuntamento in ospedale non riusciamo a trovarlo. La madre chiede ai suoceri di ridarle il bambino per tenerlo con sé in carcere e farlo curare, ma i nonni devono avere verificato che la deformità del nipote rende bene per accattonare e vogliono tenerlo così. La donna chiede aiuto al NAAA per riavere il bambino. Quando riusciamo a rintracciarlo, Samnang è in pessime condizioni: magro, sporco, con la diarrea ed un colorito che denuncia un alimentazione inadeguata. I nonni lo nutrono con latte condensato allungato con acqua non sterilizzata. Riusciamo a riavere il bambino, ma il direttore della prigione non permette alla mamma di tenerlo con sé in cella. Il carcere di Kompong Thom è un vecchio stabile fatiscente costruito oltre cent anni fa, le celle hanno il pavimento in terra battuta, sono infestate da topi e insetti e non sono certo il luogo dove fare crescere un bambino di pochi mesi. Convinciamo la donna a mettere temporaneamente il suo bambino in istituto per poterlo continuare a curare con la promessa che potrà riaverlo una volta scontata la pena. L orfanotrofio di Kompong Thom è un bell istituto con tante casette in mezzo al verde e in ognuna vivono una vicemamma e un gruppo di bambini di età diverse. Come in una vera famiglia cambogiana i ragazzi più grandi si occupano dei piccoli, aiutano a cucinare, pulire, pescare e coltivare l orto. Il 22 gennaio 2007 il bambino entra in Istituto ed inizia la sua terapia. La terapia comincia con una serie di gessi progressivi. All inizio Samnang viene portato in ospedale una volta alla settimana, dove di volta in volta gli cambiano il gesso per correggere gradatamente la deformazione. In marzo il bambino viene operato per sezionare i legamenti che impediscono di raggiungere la correzione finale e ad aprile gli vengono messe calzature correttive da tenere 24 ore su 24, un paio di scarponcini rigidi fissati a una barra che lo obbligano a tenere i piedi diritti e distanti. I 6

7 medici prescrivono che i piedi vengano lasciati liberi quindici minuti ogni ora. Alla visita di maggio la donna che si occupa di lui si lamenta perché il bambino non può muoversi insieme agli altri bambini, piange spesso e lei non riesce a togliergli le scarpe ogni ora, ma i medici constatano i progressi di Samnang: il trattamento procede nel migliore dei modi, ora Samnang dovrà andare all ospedale una volta al mese. Nella visita di luglio i medici prescrivono gli scarponcini correttivi solo di notte, in modo che il bambino di giorno possa cominciare a gattonare ed alzarsi. Da luglio i controlli saranno ogni tre mesi fino ai due anni. In questo periodo il fisioterapista gli insegnerà a camminare correttamente. Quando camminerà sarà il peso del corpo a stabilizzare e mantenere i risultati e Samnang - il suo nome vuol dire fortunato - avrà finalmente una deambulazione normale. Martina Cannetta NAAA Cambogia I piedi di Samnang a nove mesi finalmente diritti CHE COS È LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Cenni storici di Michele Di Benedetto Per rintracciare le origini dell idea e dei meccanismi di ciò che viene, nel mondo moderno, inteso con il nome cooperazione allo sviluppo, è necessario fare un salto indietro di molti decenni e tornare ad un periodo in cui l Europa stessa era bisognosa di sostegno e rilancio per ricostruire se stessa dalle ceneri della guerra. Per amore di date, e per semplicità, i primi semi di ciò che sarebbe divenuto in seguito un complesso meccanismo che coinvolgerà ogni angolo del pianeta, possono essere rintracciati nei giorni tra il 9 ed il 14 agosto del Date dello storico incontro tra il presidente americano Theodore Roosevelt ed il primo ministro Churchill, al largo delle coste di Terranova e della firma della Carta Atlantica. Con essa i due leaders intendevano esprimere la propria visione del mondo libero da dittature e dall uso della guerra come soluzione delle controversie internazionali. La carta era basata su 8 principi che riprendevano i 14 punti del presidente americano Wilson (1918), facendo proprie le aspirazioni alla pace disattese dal crollo della Società delle Nazioni e derivanti dalla questione del processo di decolonizzazione. Su queste basi viene modellato lo storico documento che tra l altro dichiara che i governi americano e britannico: II. Essi non desiderano mutamenti territoriali che non siano conformi al desiderio, liberamente espresso,dei popoli interessati. III. [...] rispettano il diritto di tutti i popoli a scegliersi la forma di governo sotto la quale intendono vivere; [...] IV. [...] cercheranno di far sì che tutti i Paesi, grandi e piccoli, vincitori e vinti, abbiano accesso, in condizioni di parità, ai commerci e alle materie prime mondiali necessarie alla loro prosperità economica; V. [...]desiderano attuare fra tutti i popoli la più piena collaborazione nel campo economico, al fine di assicurare a tutti migliori condizioni di lavoro, progresso economico e sicurezza sociale; VI. dopo la definitiva distruzione della tirannia nazista, essi sperano di veder stabilita una pace che offra a tutti i popoli i mezzi per vivere sicuri entro i loro confini, e dia affidamento che tutti gli uomini, in tutti i Paesi, possano vivere la loro vita, liberi dal timore e dal bisogno; [...] Su queste basi fu avviata la ricostruzione post-bellica dell Europa e dei paesi che erano stati coinvolti dal secondo conflitto mondiale. Dopo la grande depressione del 1929 l entrata in guerra rappresentò per gli USA una grande occasione per uscire definitivamente dalla grande depressione, ma le possibilità di lavorare alla ricostruzione post-bellica non furono meno interessanti. Il Piano Marshall (ERP European Recovery Programme) fu pertanto funzionale ai bisogni europei di ricostruzione delle proprie economie e di sostegno alle popolazione, ma anche agli interessi degli Stati Uniti, che costruivano in quel momento in Europa un mercato per le proprie industrie e rappresenta a tutt oggi il più grande programma di cooperazione mai sviluppato. La cooperazione allo sviluppo ha attraversato da allora diverse fasi, risentendo ed influenzando anche a sua volta il clima politico, le sensibilità dei governi e delle nazioni, i bisogni ed i sentimenti delle popolazioni nel nord e nel sud 7

8 sti sociali. Da qui la forte opposizione alle politiche di aggiustamento strutturale che si è riscontrata in ogni angolo del globo. Tanto da spingere la Banca Mondiale, nei primi anni 90 a mutare il proprio orientamento, per giungere, nella seconda metà degli anni 90 sino ad una pubblica ammenda dei danni provocati alle popolazioni da parte di vari esponenti od ex- dirigenti della Banca Mondiale del mondo. I due termini che compongono la definizione cooperazione allo sviluppo, hanno seguito lo stesso andamento, benché possa sembrare una definizione piuttosto semplice a prima vista. Cooperazione naturalmente richiama alla mente più soggetti, che collaborano, unendo conoscenze risorse, per il raggiungimento di un obiettivo. I modi in cui questa collaborazione viene instaurata e quali risorse e conoscenze vengano messe in comune, dipende da molti diversi fattori. Chiedersi ciò a cui questa collaborazione dovrebbe portare, cioè lo sviluppo, ci conduce ad una serie di riflessioni su ciò che si debba intendere con questo termine. Vediamo brevemente come la cooperazione sia cambiata nel corso degli anni, dando ai due termini connotazioni differenti, ed evolvendo in continuazione. Le diverse fasi possono essere riassunte in modo molto schematico come segue: Fase della Spinta ideale : nel primo decennio dopo la fine della seconda guerra mondiale, l ottimismo generale portava pensatori, politici ed attivisti a pensare che le disparità di sviluppo tra i vari paesi, potessero essere risolte in breve tempo grazie al supporto alle economie dei paesi del sud del mondo. Ciò anche sulla scorta di ciò che il programma Marshall, e la sua controparte in Europa dell Est, il programma Molotov, avevano fatto in Europa con la ricostruzione bellica Fase di critica alla teoria della crescita: Lo sviluppo cessa di essere pensato come processo ponderabile e perfettamente prevedibile e si comprende come esso dipenda da una quantità di fattori locali e globali difficilmente controllabili. Politici, economisti, sociologi si interrogano sulle cause e le particolarità del non sviluppo.e sul concetto stesso di sviluppo I bisogni fondamentali Grazie ai contributi teorici che vengono elaborati durante la seconda metà degli anni 60, vengono in questo decennio elaborate alcune teorie ed approcci che avranno un impatto diretto sul modo di intendere la cooperazione internazionale allo sviluppo. In particolare la teoria dei bisogni fondamentali, che ha portato il focus della cooperazione non più sul solo sviluppo economico, ma in particolare sui bisogni di base delle popolazioni, sul raggiungimento di una livello minimo di vita adeguato per gli strati più poveri della popolazione. La teoria resta importante passaggio ed spinto alla (ri)elaborazione dell approccio ai programmi e progetti di sviluppo delle Organizzazioni Internazionali Fase neo liberista Il decennio, caratterizzato dalle due forti figure di Ronald Reagan, presidente degli Stati Uniti, e di Margaret Thatcher, primo ministro britannico, segna un ritorno a politiche di cooperazione economiche basate sui meccanismi di mercato. Secondo i due statisti ed i sostenitori di questo approccio vi era all inizio degli anni 80 troppo stato, troppa protezione e sostegno a settori industriali ed agricoli con la conseguenza di creazione di industrie non produttive e di settori agricoli arretrati, e quindi un aumento del deficit pubblico. Gli effetti dell approccio liberista furono liberalizzazioni, apertura verso i mercati, e le celeberrime politiche di aggiustamento strutturale. Le politiche liberiste ed il nuovo approccio della Banca Mondiale hanno, secondo l opinione dei più, prodotto scarsi risultati con altissimi co- Sviluppo umano e sostenibile Sulla base delle proposte e delle teorie elaborate nel corso degli anni 70, soprattutto di quella dei bisogni fondamentali, all inizio degli anni 90 si afferma l approccio dello Sviluppo umano. Proposto dal Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite, ed elaborato grazie al determinante contributo dell economista indiano Amartya Sen, l approccio si basa su tre punti: Sviluppo umano 1. dei popoli: sviluppo delle capacità umane: cultura, salute, educazione 2. per i popoli: crescita economica con una equa distribuzione della ricchezza e delle risorse 3. dai popoli: uno sviluppo partecipato in cui ogni individuo deve poter partecipare a definire delle direttrici di sviluppo condivise Perché uno sviluppo umano? All interno della teoria dello sviluppo umano, la povertà viene definita come impossibilità di raggiungere i livelli minimi accettabili per alcune ca- 8

9 pacità di base tenendo quindi conto della inadeguatezza più che della scarsezza. Una diversa prospettiva dunque sulla povertà, una prospettiva che tende a mettere in luce la possibilità per ognuno di sviluppare le proprie capacità, accedendo alle risorse che gli permettono di poter avere una vita degna e che gli consentano di contribuire allo sviluppo della propria comunità e del proprio paese. L approccio dello sviluppo umano porta con se alcuni principi: eguaglianza, partecipazione, sostenibilità. Eguaglianza, poiché esso deve essere un processo che amplia le possibilità di tutti, senza alcuna distinzione. Sostenibilità, poiché deve mettere in atto meccanismi che consentano allo sviluppo di durare e progredire nel tempo, ma ciò senza intaccare le risorse e gli equilibri presenti, sia quelli sociale che ambientali. Partecipazione: ognuno deve essere coinvolto nelle decisioni che riguardano lo sviluppo della propria comunità e del proprio paese. Questo è l unico modo per fare sì che lo sviluppo possa essere uguale, e coinvolger così anche le fasce più deboli della popolazione e sostenibile, garantendo così che l impatto dei cambiamenti sui diversi aspetti della società e dell ambiente sia stato accettato e valutato da tutte le componenti della società. È appunto ad uno sviluppo umano, partecipato, egualitario e sostenibile che il NAAA indirizza i propri sforzi nel rivolgersi ad alcuni dei settori più deboli della popolazione, tra quelli che risentono sempre in misura maggiore dei cambiamenti nella società, che portano maggiormente il peso dei disagi economici e sociali: donne e bambini. Sono le capacità di acquisire competenze e capacità dei bambini che sono al centro dei nostri sforzi, così come il cercare di fornire una maggiore possibilità di scelta alle donne, una maggiore capacità di decidere della propria vita. VOLETE APPOGGIARE UNO DEI NOSTRI PROGETTI? Visitate il nostro sito ed usate i nostri c/c per sostenerli. C/c postale n intestato a: N.A.A.A. Onlus Via San Maurizio, Cirié (TO), oppure il c/c bancario intestato a: N.A.A.A. Onlus n BANCA DEL PIEMONTE, Agenzia di Ciriè (TO) ABI 3048 CAB Vi ricordiamo che l elargizione volontaria a Onlus è detraibile o deducibile dalla dichiarazione dei redditi, sia delle persone fisiche, che delle persone giuridiche, sulla base delle vigenti disposizioni di legge in materia. Un grazie di cuore a tutti voi per la vostra attenzione! 9

10 SPECIALE SCUOLA: Esperienze di crescita In questo cammino non siamo stati soli, ma abbiamo incontrato persone che sono state e sono molto importanti nella crescita di nostra figlia. Sarita, che frequenta ora la terza elementare, ha avuto la fortuna di trovare maestre sensibili e attente. Accogliendo il consiglio di Cinzia abbiamo avuto modo di presentare all inizio di quest anno un cartellone nella classe di Sarita che raccontava la storia della nostra famiglia. La maestra si è dimostrata molto interessata e disponibile entrando in contatto con l équipe, che le ha presentato questo progetto per aiutare Sarita a raccontare la sua storia, e che sicuramente è servita a tutti i suoi compagni per capire che una famiglia si può formare non solo con la nascita di un figlio, ma anche accogliendo chi una famiglia non ce l ha. È stato un lavoro che ci ha permesso di passare qualche ora insieme ai nostri figli pensando e ripercorrendo le varie tappe della nostra storia, da quando ci siamo sposati a quando abbiamo deciso di intraprendere la strada dell adozione, prima adottando Riccardo e poi Sarita. Abbiamo presentato i nostri bambini e i bambini di tutto il mondo come dei fiori, nati ciascuno nel proprio prato che non necessariamente doveva essere anche il nostro, ma che noi abbiamo raccolto con le loro radici, la loro storia e piantati, per poi essere curati, innaffiati dal nostro amore, scaldati dai nostri abbracci nella nostra casa, nel nostro prato, in un prato lontano dal loro, ma che li ha saputi accogliere e li ha fatti e li farà crescere insieme ad altri fiori di altri colori, di altre forme, ma tutti belli, originali, unici. Abbiamo raccontato alla classe di Sarita come il prato del Nepal è così diverso dal nostro, con i suoi usi e costumi, le sue religioni, i suoi odori e sapori, anche la bandiera è unica per la sua forma! e quanto possiamo imparare dalle diversità che incontriamo ogni giorno! Pensiamo che questa esperienza abbia sicuramente aiutato i nostri figli, sia Sarita che Riccardo non hanno avuto paura, timore o vergogna nel raccontare di fronte ai loro amici, in gruppo, la loro storia, il perché della loro adozione, sembravano orgogliosi di poterlo raccontare, rassicurati dalla presenza di mamma e papà. Grazie ancora all équipe che ci ha accompagnato e ci ha dato la possibilità di mettere un ulteriore tassello in questo grande puzzle che è la nostra famiglia! Annamaria Maurizio Riccardo - Sarita Abbiamo immaginato ora le domande che vorreste porgere ai genitori Annamaria e Maurizio e così li abbiamo intervistati per voi. D. Cosa vi ha colpito dopo, nei giorni a seguire la presentazione del cartellone? R. Abbiamo avuto conferma da parte di alcuni genitori della classe che i bambini sono stati positivamente colpiti, appagati nelle loro curiosità e domande tranne una mamma che ci ha riferito che il suo bambino l ha presa molo male. Alla sera le ha detto che se viene a sapere che lei non è la sua mamma si sarebbe arrabbiato tantissimo e malgrado le sue rassicurazioni sembrava non molto convinto!?!? Cosa dire? Le ho solo detto che ci dispiace, la maestra è rimasta sorpresa in quanto i bambini erano stati preparati a questa presentazione, che non riteneva traumatica e per di più lei non ne era al corrente. Dopo questo incontro anche le maestre di Riccardo gli hanno chiesto di portare la cassetta del Nepal (dopo tre anni che lo chiedeva?!?!?) a proposito di un lavoro sulle varie culture e sono state molto contente per come sia stato bravo a spiegare, a intrattenere e a rispondere alla classe. D. Come valutate il modo in cui i vostri figli hanno affrontato questa esperienza? R. Siamo stati e siamo molto orgogliosi dei nostri piccoli, perché hanno dimostrato molta maturità e ci hanno colpito per la collaborazione che ci hanno dato nella preparazione del cartellone. Anche a scuola, seppur emozionati come loro stessi hanno detto, hanno partecipato attivamente alla presentazione. È stata un esperienza sicuramente positiva, per loro, per noi e anche per la classe. D. Questo percorso a scuola ha arricchito la vostra relazione e se sì perché? R. Il rapporto che si è creato tra noi, genitori e bambini, compagni di classe di Sarita e di conseguenza anche le loro famiglie ci rende particolarmente contenti. È vero quanto detto da Riccardo e Sarita che ora la loro amicizia è più forte! Sarita è più sicura, come ci aveva anticipato Cinzia, ha legittimato la sua posizione; ha sempre avuto buoni rapporti e relazionato bene con amici ed insegnanti, ma il fatto che insieme a noi genitori ha affrontato la sua e la no- 10

11 stra storia ha fatto sì che si sia tranquillizzata su eventuali domande imbarazzanti da parte di compagni curiosi. D. Sarita è più sicura! è un sentimento che anche altri genitori hanno avvertito nei propri figli dopo questo percorso, ma secondo voi perché? R. Beh! Perché questo confronto l ha resa più sicura anche nel lavoro scolastico, è molto più costante, ha diminuito un po anche la sua ansia di prestazione che a volte la bloccava e soprattutto la intristiva se non otteneva i risultati voluti. È stato un momento coinvolgente e di crescita che riteniamo fondamentale per tutti, quindi consigliamo ogni famiglia a superare le paure, le timidezze e avere la forza di mettersi in discussione, sempre, e aiutare i propri figli a presentarsi agli altri senza timore, nel dialogo e nel rispetto reciproco. Maurizio e Annamaria Villa Abbiamo immaginato ora le domande che vorreste porgere alle insegnanti di Sarita e così le abbiamo intervistate per voi. D. Che titolo darebbe a questa esperienza? R. Una giornata particolare D. Cosa ha voluto dire percorrere e ripercorrere la storia di Sarita? R. Il percorso sulla storia personale degli alunni è sempre un momento di confronto stimolante. Ai bambini piace coinvolgere i genitori nella ricerca di testimonianze del loro breve passato; il momento del racconto a scuola è per loro significativo perché crea un clima di condivisione. D. Cosa ha significato questa storia per voi e la classe? Quest anno, tale percorso si è arricchito di una nota d Oriente. Sarita e la sua famiglia ci hanno infatti aperto le porte di un mondo a noi poco noto e di un esperienza d amore che ci ha profondamente colpito. Ne volete la prova? Occhi fissi e sguardi attenti, silenzio totale come raramente accade, domande pertinenti e curiose. Quale miglior risposta? Silvia Galli Maestra 3 A Scuola Elementare D. Alighieri Sesto San Giovanni Riccardo e Sarita invece incontrati dopo la presentazione del cartellone ci hanno scritto questo pensiero che ci pare davvero importante riportarvi. Il cartellone della storia della nostra famiglia che abbiamo presentato nella classe di Sarita. Insieme a mamma e papà abbiamo disegnato le varie tappe della nostra storia; è stato bello perché ci ha fatto ricordare soprattutto i momenti felici passati in Nepal. Quando l abbiamo presentato ai nostri compagni, tutti erano molto attenti e noi abbiamo raccontato molto del Nepal, cercando di far capire la nostra esperienza e cercando di descrivere al meglio, nei dettagli, il nostro paese. Eravamo molto commossi nel raccontare e per la prima volta tutti i compagni ascoltavano in silenzio, seguendo ogni parola. Il giorno dopo, quando siamo rientrati a scuola, avevano ancora tante domande da fare! Adesso i nostri compagni di scuola ci conoscono meglio, soprattutto Sarita e il suo paese e la nostra amicizia ora è più forte. Riccardo e Sarita Villa La preparazione del cartellone a casa ha visto una cooperazione attiva e spontanea di tutti i componenti della famiglia. Durante i confronti a sostegno della preparazione del cartellone si è colto, nel racconto dei genitori, che i figli si erano molto coalizzati perché questa esperienza, oltre a raccontare la loro storia personale, li ha obbligati a guardare alle differenze delle loro storie. Riccardo si è scoperto così geloso di Sarita che conosceva pezzetti della sua storia in più perché aveva vissuto fino a 4 anni nella famiglia di origine; Sarita di rimando era gelosissima che Riccardo fosse arrivato prima di lei ma soprattutto che fosse così piccolo e quindi con più storia nella loro famiglia di cuore. Dunque questo ha permesso anche ad Annamaria e Maurizio di avvicinarsi ad altre emozioni sommerse dei loro figli, ad aiutarli ancora di più nell accettazione ognuno del proprio percorso. Ecco dunque che piano piano, in questo clima, il cartellone ha preso la forma circolare, ad orologio dove i prima e i dopo di ciascuno trovavano un buon incastro e soprattutto tutti si sentivano legittimati ad occupare quel posto nell orologio della famiglia. Si è avvertito forte nei componenti di questo nucleo il vivere quotidiano del tempo della famiglia. Il tempo della famiglia è prima di tutto il tempo degli affetti e dei legami, perché la famiglia è il modo in cui gli esseri umani cominciano a legarsi profondamente tra di loro. Ma è pure il tempo della vita, della cura quotidiana, dell attesa, del dono, del perdono, dell incontro, dell amicizia e infine è anche il tempo della memoria dell origine e del senso della fine, perché nella famiglia si sperimenta anche la perdita e il saper aspettare, anche per anni, perché il tempo dell attesa non è vuoto. Poiché sia Sarita che Riccardo sono ottimi disegnatori in questa storia abbiamo visto spontaneo, sia nei bambini che nei genitori, utilizzare il disegno per riempire l orologio, questo ha anche potuto permettere ai due bambini un confronto paritario e una riflessione profonda del loro tempo della fami- 11

12 glia. Infatti, per Riccardo fotografie di quando neonato c erano mentre per Sarita no ecco che il disegno ha potuto lavorare sull immaginarsi piccolo, senza dover rinunciare a rappresentarsi. Nelle foto del cartellone che vedrete sul cd rom potrete osservare altri dettagli significativi della storia di questa famiglia. La presentazione di questo cartellone è avvenuta nell aula di Sarita, è lei che ha condotto la presentazione con l aiuto sia dei genitori che del fratello che di volta in volta intervenivano a seconda del ruolo che l episodio raccontato richiedeva. Le insegnanti avevano dal canto loro preparato la classe a questo incontro utilizzando parte delle schede dell album attivo dopo un confronto, da loro richiesto, con la psicologa dell équipe. La prima impressione che abbiamo raccolto a caldo da Annamaria e Maurizio dopo la presentazione del cartellone in classe è stata: Ora ci sentiamo più forti! Perché sentiamo i nostri figli più consapevoli e più legittimati ad essere i nostri figli!. A scuola invece l impiego delle tavole illustrate inserite nel testo Accogliere il bambino adottivo edito da Erickson è stato proposto dagli insegnanti che o per esigenze curricolari o per cogliere eventi estemporanei nella quotidianità hanno articolato il percorso con le 15 tavole per un tempo pari a 12/16 settimane. Cominciamo con il dire che questo strumento ha garantito la massima flessibilità possibile, ci sono stati casi in cui avendo già trattato argomenti sulla famiglia non necessariamente sono state presentate tutte le tavole. È importante sapere che l uso a casa e a scuola delle tavole può essere propedeutico alla possibilità di creare uno spazio reale a scuola dove le famiglie possono raccontare la loro storia. Questo passaggio avviene sempre e dopo un incontro di restituzione che conclude la seconda tappa dal percorso nel postadozione del NAAA e consente a genitori, insegnanti e operatori di valutare la necessità di dare seguito o meno alla terza tappa che abbiamo denominato raccontare e che coincide con la presentazione a scuola del cartellone. Sono ormai tante le famiglie che si rivolgono a questo servizio del post-adozione del NAAA e con questo articolo ci auguriamo di aver fatto nascere consapevolezze e nuove idee ai tanti che stanno accompagnando i loro figli nella loro vita famigliare.

13 LO ZIO RACCONTA... A volte mi ritrovo a pensare a quando tutto questo è iniziato. Mi ricordo quando la mia signora riceveva le famiglie nel salotto di casa nostra per istruirle sull'iter adottivo. Erano i primi anni novanta e la legge sull'adozione prevedeva ancora il fai da te e noi, memori delle nostre due esperienze adottive, aiutavamo che si rivolgeva a noi per raggiungere il loro sogno, un figlio. Mi ricordo di famiglie che arrivavano dal nordest d Italia, alcuni parlavano tedesco! Per fortuna la mia consorte conosceva la germanica lingua e ci si riusciva a capire! Altre con l accento ligure, altre ancora emiliane... e così via. Allora io prendevo il mio primogenito e lo portavo a passeggio con la bicicletta per non disturbare il lavoro della mamma. La secondogenita faceva il riposino pomeridiano. Così si passavano molti sabati e domeniche pomeriggio... tanti anni fa. Poi, un giorno, causa calo enorme di lavoro dovuto alla crisi della Fiat, decisi di cessare la mia ventennale carriera di odontotecnico per cambiare lavoro. Una amica americana mi disse che è normale da loro cambiare attività a quarant anni, così chiusi un capitolo e iniziai a cercare nuovi stimoli. Questo mi portò a lavorare come tecnico di rotativa in una cartiera in Val di Lanzo. Lavoravo con turni anche notturni. Da una parte questa attività mi dava l occasione di passare molto tempo con i miei figli, ma le notti mi portavano ad arrivare a casa e non riuscire a dormire! Due anni di questa vita mi bastarono per decidere di cambiare ancora. E qui, ancora una volta, fu la moglie a stimolarmi verso una nuova attività. Aprire un piccolo ufficio e dedicarmi a tempo pieno ad aiutare chi cercava di accogliere un figlio. Lei mi sosteneva nelle ore serali con consigli e dritte sul lavoro da svolgere. Naturalmente lei aveva un buon impiego presso una grande azienda italiana di Torino e mai avrebbe lasciato il suo lavoro. Fortunatamente aveva del tempo da dedicare anche a me e il mio nuovo lavoro!! Così aprimmo un piccolo ufficio a Nole Canavese, piccolo centro all'imboccatura delle Valli di Lanzo. Vanessa, mia figlioccia mi affiancò come segretaria. Il lavoro iniziava ad essere molto! Operavamo in alcuni paesi, Russia, Perù,Vietnam e Stati Uniti. Era nato il Naaa!!! Mi ricordo un giorno che accogliemmo una decina di famiglie per proporgli un abbinamento dal Vietnam. Fu entusiasmante vedere la felicità delle famiglie mentre osservavano le foto dei loro pupi e si scambiavano impressioni con i loro vicini, mostrandogli la foto e piangendo dalla gioia. Mi ricordo quando incontrai Cinzia per il suo primo abbinamento... il Giancarlo e tanti futuri amici. L associazione cresceva a vista d occhio. Aumentarono i collaboratori. Cambiammo denominazione da ACLI NAAA a Naaa Onlus. Ormai la storica sede di Nole era diventata troppo piccola per poter operare bene. Si trovò una nuova sede a Ciriè, dove attualmente operiamo. Mia moglie ebbe l occasione di terminare la sua attività a Torino. Andò in pensione anticipata e ce la trovammo in ufficio come Presidente. Il resto è storia recente. La sede di Ciriè è diventata sempre più grande e ora abbiamo una quindicina di operatori nei vari settori. La Cinzia è diventata Direttore delle Adozioni e opera con entusiasmo con la sua equipe. Ha accolto due figli dal Vietnam. Giancarlo, padre vietnamita, dopo avermi tampinato per più di un anno è diventato un eccellente operatore e ora, a volte, si pente d avermi proposto di lavorare con me! SCHERZO! Ne è ben felice e opera con entusiasmo. Come dimenticare il Rino, anche lui felice genitore adottivo. Nicoletta, anche lei mamma adottiva. Roberta, mamma vietnamita tris, Rossana, felice mamma bis nepalese e tutti i collaboratori che da genitori adottivi sono diventati colleghi di lavoro. La vice Vanna, che da Costigliole d'asti si fa avanti e indietro un paio di volte la settimana e per il resto opera da casa! Ci sarebbero da citare molti amici che collaborano con noi ma non voglio tediare nessuno con una lista di nomi. Chi mi conosce e si riconosce in queste righe capirà. Grazie anche a loro. E poi i genitori adottivi... Dal 1999 ho iniziato ad accompagnare famiglie in Vietnam, tra cui il Giancarlo. E lì è nata la leggenda dello "Zio Ferry", colui che aiuta, consiglia e guida le neo famiglie nell'iniziale cammino adottivo. A volte zio, a volte operatore, ma per tutti un amico. Almeno per coloro che ho avuto il piacere d'assistere ed accompagnare. Dal Vietnam al Nepal, al Perù. In Bielorussia e Bulgaria, Colombia e Honduras, per finire con la Cambogia. Tanti paesi, tante culture, tanti amici e nipotini! Questa non vuole essere una autocelebrazione del sottoscritto. Con questo racconto voglio salutare le centinaia di amici e i loro spettacolari figli, dicendo loro che nessuno è stato dimenticato, siete tutti nel mio cuore, nella mia mente. Grazie per essermi stati amici, avermi sopportato e aver voluto condividere con me la vostra bellissima esperienza. Un abbraccio a tutti. Vi voglio bene. Felicità!!! Ciao, Zio Ferry 13

14 Nel mese di agosto sono arrivati gli esiti di 16 interventi chirurgici che sono stati regolarmente spediti ai sostenitori. Le documentazioni ricevute sono per la stragrande maggioranza a risoluzione di problemi ortopedici dei bambini (piede bot ed equino). Siamo molto contenti che l iniziativa continui ad incontrare sostenitori con la consapevolezza di permettere a questi bambini un futuro migliore in una famiglia che li ama pur con tutte le difficoltà economiche che leggiamo nelle loro schede. Grazie di cuore a tutti coloro che stanno appoggiando questa iniziativa ed a tutti coloro che portano questa iniziativa a conoscenza di terze persone. Dall Ucraina continuano ad arrivare con regolarità le letterine per i sostenitori... parecchi chiedono di venire contattati dai sostenitori tramite lettera... putroppo debbo dire che non sono SOSTEGNO A DISTANZA moltissime le famiglie che mantengono la corrispondenza non di solo pane vive l uomo. ricordiamocelo sempre! È poi arrivata una graditissima sorpresa per i sostenitori dei bambini nepalesi del CH o ECN! Da parecchio tempo chiedevamo la possibilità di corrispondere con i bambini sostenuti agli studi e, inaspettatamente ed imprevedibilmente, con i report scolastici sono arrivate moltissime delle loro letterine che tradotte (con un po di fatica per via sia della scrittura sia della lingua di cui ancora gli alunni non sono proprio padroni) sono state spedite. Vi ricordo che potete scrivere anche voi, se siete padroni della lingua inglese indirizzandole al Children s Home all indirizzo che avete trovato sulla busta, specificando bene in evidenza il nome del bambino mentre, se avete dei problemi mandatele pure a me in italiano ed io provvederò a tradurle ed inviarle. Speriamo per il futuro che tale programma di interscambio epistolare possa avvenire anche con la NBS. Abbiamo poi avuto anche la bella notizia che i più grandi che dovevano dare l esame per ottenere l S.L.C. lo hanno superato brillantemente per la maggior parte classificandosi nella prima divisione (punteggio >70%<80%) ed alcuni in seconda divisione (punteggio >60%<70%). Sappiate che potete sempre contare sul mio aiuto. Per qualsiasi informazione o dubbio: o presso la sede. Polonia Witczak Piotr 9 anni sostenuto da GERVASI Roberta Nepal Birju Bishwokarma 14 anni sostenuto dalla Fam. PIETRO- BONO CASTELLI Prabin Giri 12 anni sostenuto da VANNICELLI Romina Dhani Ram Lohar 10 anni sostenuto da CHANTAIL Rivoira Shub Raj Kumal 15 anni sostenuto da PRON Mirella Sukra Kumal 12 anni sostenuto da FELLIN Ornella Il sostegno di Janak Bahadur Tamata 14 anni è stato donato dal ARLATI Ilenia alla fam. MAGOSSO MANGERI Hemanti Chand 13 anni sostenuta da DEMARCHI Jivan Rahul Bam 14 anni sostenuto da CERNI Alberto, Marina e Camillo Andrei Gaurab Phuyal 7 anni sostenuto da COATTI FABIO Perù In questo trimestre vi è stato un calo di sostenitori per questi bambini. È un peccato ma sono sicura che riprenderà con il rientro dalle vacanze. In occasione dell anniversario di matrimonio la fam. DURETTO GIRODO donerà speranza ad un bambino peruviano, anche le fam RIZZI BIZZARRO e BORRI VEDOVATO aiuteranno altri due bambini. Ucraina Goncharenko Andriy 13 anni sostenuto da POPA Maria Cambogia Tort Sovann 10 anni sostenuta da Ferruccio DE BASTIANI Sreang Theary 13 anni sostenuta da Viviana GARGHENTINO Oeung Borey 8 anni sostenuta da SCHETTINI Rita Van Sovat 8 anni sostenuto da VALDENASSI Laura Hin Odom 12 anni sostenuto dalla fam SEBASTIANI FORTINI Lon Sreytouch - 15 anni sostenuta da VIAPIANO Viviana SONO ARRIVATI... Cambogia: Anna Grazia e Pierfranco SCHIA- VONE sono rientrati con il piccolo Roatana ( ) Ad allietare la casa di Giancarla e Roberto SEBASTIANI è arrivato il piccolo Minea ( ) Un altro maschietto per Rosmunda e Luca URBINATI, il suo nome? Si chiama Pov ( ) Perù: Matilde e Leandro CIOFFI hanno fatto il bis, due fratellini di nome Ruben ( ) e Miguel ( ) Ucraina: A casa di Maria Teresa BOTTERO sono arrivati due fratelli Igor ( ) e Roman ( ) A far compagnia al piccolo Davide e per la gioia di mamma Nicoletta e papà Stefano GASPE- RI è arrivata Iryna ( ) Per la gioia di Daniela e Giuseppe LUCCIA è arrivato il piccolo Krystian Kyrylo ( ) Lucia e Piergiuseppe ZAPPETTI hanno fatto rientro con il piccolo Kamenchuk Artem ( ) Vietnam: Innanzitutto dobbiamo chiedere scusa a Rosa e Mauro VESPUCCI che ci hanno segnalato di aver omesso l arrivo del piccolo Matteo dal Vietnam a tempo debito. Ben arrivato Matteo e scusaci per lo svarione che abbiamo preso! A casa di Simonetta ed Alessandro AGOSTINELLI è arrivato il sorriso della piccola Thi Tao ( ) Roberta e Maurizio ALLOCCA sono rientrati con il piccolo Dang Duy ( ) A casa di Federica e Ernestino ARPIANI è arrivata la piccola Thi Oanh ( ) Laura e Serafino ASTORINO sono stati allietati dall arrivo della piccola Thi Mai ( ) Loredana e Vincenzo AUGENTI hanno ora un piccolo chicco di riso che si chiama Quoc Trung ( ) Per Maria Laura e Roberto BERRETTA è arrivato il piccolo Truong ( ) Un altro maschietto per Nadia e Alessio BERTOLA: Van Tri ( ) Anche Cristina e Paolo BRAM- BILLA sono rientrati con il piccolo Thai Loc ( ) Ed anche a casa di Giacoma e Biagio CAMMAROTO la cicogna ha portato un maschietto Trung Nam ( ) Alessandra e Bruno CASTOLDI sono ora allietati dalla piccola Thi Thanh ( ) Elda e Piervittore CECCHET hanno ampliato la loro famigliola con il piccolo Trung Kien ( ) Stefania e Oscar COLOSIO sono rientrati con un maschietto di nome Van Thang ( ) Tiziana e Michele CRESCENTINI hanno fatto rientro con la piccola Thi Tuoi ( ) Giuseppina e Dante DAVALLE sono rientrati con la piccola Chau Tuan ( ) Sonia e Domenico FAZIO hanno fatto rientro con il piccolo Nhat ( ) Carla e Carlo FIAMOZZI sono allietati dal sorriso della dolce Ngoc Ly ( ) La famiglia di Ivana e Oscar FILIPPINI ha un componente in più. Si chiama Cong Duc ( ) ed è un 14

15 bellissimo maschietto Elisabetta e Paolo LENDY sono ora in compagnia del piccolo Cong Hanh ( ) Per Anna Maria e David LINOSA è arrivata una bella bimba di nome Thi Hong ( ) Manuela e Giuseppe MANCUSO hanno fatto rientro con il piccolo Hieu ( ) Antonella e Eros MASTROBUONI sono ora in compagnia del piccolo Minh Ngoc ( ) Per la gioia di Laura e Federico MEDA è arrivata la piccola Thi Thuy Linh ( ) a casa di Maria Teresa e Giorgio PEREGO è arrivato un maschietto di nome Anh Huy ( ) I sorrisi di Lucia e Davide PERUSSI sono tutti per il piccolo Thien ( ) Manuela e Marcello PIETROBO- NO sono rientrati con il piccolo Van Quang ( ) Una femminuccia per la gioia di Simona e Alberto ROLANDO, si chiama Ngoc Anh ( ) Annalisa ed Enrico ROSTAING sono allietati dai sorrisi del piccolo Anh ( ) Donatella e Mirko RUGGIERO hanno il sorriso della piccola Thi Nga ( ) ad allietare le proprie giornate Maura e Davide SCARPI sono rientrati con la piccola Hoai Anh ( ) Barbara e Riccardo STOCCO hanno fatto rientro con il piccolo Thanh Lam ( ) La casa di Maria e Pietro TARDIA risuona delle risate di un bel bimbo di nome Van Hai ( ) Camilla e Mauro TEANI hanno fatto rientro con la piccola Thanh Huong ( ) anche in questa edizione siete veramente in tanti... speriamo di non aver dimenticato nessuno e BENE ARRIVATI! ( ) triangolo infante ( ) fiore età prescolare ( ) cuore età scolare RINGRAZIAMO... Ecco i progetti che avete deciso di sostenere. Siete sempre in tanti e vi ringraziamo di cuore per la fiducia riposta nel nostro operato all estero. - la grave situazione che abbiamo riportato sul sito per il Bal Mandir in Nepal ha visto il contributo di fam. BARONI BONOTTI, BIDINI Maurizio, fam. BONATELLI LAPPA, FESSIA Nadia, MENICHINI Fabio, PARMIGIANI Fabio e CAVALIERI Michela, RANSEN Owen, RENNAIS Team, ROSSI Miriam, ROSSINI Nicoletta, fam. SANDRINI-RIVETTA, fam. SCAMPINI ALBE. SPOLADO- RI Francesco, fam. THALER HEISS, TRUCCO Cristina, ZANCHETTA Pier Francesco - al completamento del Girl s Orphanage hanno contribuito BO- NA Angela,LANCELLOTTI Guglielmina e fam. SABADOTTO BURRELLO - il progetto di ristrutturazione della nursery di Hanoi IV vede il sostegno della fam. ANDREOTTO- LA-PECCATORI - il progetto di sostegno alimentare triennale per tre istituti vietnamiti di vede la partecipazione della fam. ACQUISTAPACE-TICOZZI. In occasione del battesimo di Maddalena la famiglia GALLI - COPPONI ha raccolto fondi da destinare ai bambini di questi istituti ed anche la fam. PADOVAN ha raccolto fondi per questo progetto in occasione del battesimo del piccolo Marco Vuong - il progetto Deworming Vietnam vede il sostegno di COPPI Maurizio e PRET Emanuela - l istituto di Bac Kan vede il sostegno di PEDRIALI Tommaso - la struttura di Yen Bai vede il sostegno di GAMBARO Laura - l istituto di Thai Nguyen vede il sostegno di Garino Gian Carlo - a sostegno dei progetti in Vietnam in generale senza la designazione di un progetto specifico sono arrivati i contributi di Fam. FERRARI - MARENCO, fam. GA- BRIELLI - MEZZASOMA, Fam. RON- CHI - MANICK - il progetto Bambini dietro le sbarre vede il sostegno di CARAF- FINI Camilla. La coppia RESTELLI-BAJ che ha deciso di chiedere agli amici di sostenere questo progetto come regalo di nozze, a questa lodevole iniziativa hanno partecipato con entusiasmo: ARIES Gianmarco, BACCHIEGA Stefano, CARAFFINI Daniela, DRV Distribuzione, GOITAN Alessandro, GORINI Alessandra, MANFREDI Mauro e Luca MASINI Gabriele e BONETTI Giuseppina, fam. MASTRANGELO Emilio, PALMIERI Cristina, PERRONE Claudio - il progetto a sostegno dell isituto polacco di Piszkowice vede la partecipazione della fam. FELAPPI PATELLI e SARTORI Umberto - le Vacanze Terapeutiche in Ucraina vedono il sostegno di VILLA Laura Grazie ancora a tutte quelle famiglie che arrivano per i corsi o gli incontri sempre con le mani piene ed a tutte le famiglie che raccolgono abiti, medicinali, giocattoli e quant altro da spedire ai nostri istituti all estero. Le nostre coppie fattorini che portano nei loro viaggi borse azzurre contenenti medicinali, vestiario e materiale per bambini. Grazie a tutti di cuore! AUGURI A... Grazie perché ci sei! La vita dono più grande non poteva fare a chi genitore voleva diventare. Sei la luce del mattino, dolce amorino. Il tuo sorriso dona calore e riscalda il cuore! Tanto bene ti vogliamo grazie perché con te sempre più felici siamo! Mamma e papà 5 GIUGNO Mamma Loredana e papà Francesco augurano alla piccola Luna per il suo primo compleanno TANTI TANTI TANTI AUGURI. Sono sedici anni che siamo sposati e questi sono i nostri gioielli più preziosi! Tantissimi auguri a Yonni Leandro per i suoi 2 anni da mamma Marina e papà Marco che ti vogliono un mondo di bene Siamo molto orgogliosi del nostro raggio di sole, che scalda ogni giorno i nostri cuori e che, dopo il viaggio in Vietnam e l arrivo dei fratellini, è cresciuto molto, diventando uno splendido primogenito. Auguri per i tuoi 6 anni. Mamma e papà 15

16 16 PER SUPPORTARE LE NOSTRE INIZIATIVE Potete utilizzare sia il nostro c/c postale n intestato a: N.A.A.A. Onlus - Via San Maurizio, Cirié (TO), sia il c/c bancario intestato a: N.A.A.A. Onlus - C/c bancario n BANCA DEL PIEMONTE, Agenzia di Ciriè (TO) CIN G ABI 3048 CAB sia il nostro sito Per cortesia specificate nella causale il progetto a cui volete aderire aggiungendo il vostro nominativo. COMUNICAZIONE DALLA SEDE CENTRALE Ricordiamo agli aderenti che, onde evitare contrattempi e disagi sia agli operatori che all utenza che fa capo agli uffici di Ciriè, consigliamo alle famiglie che devono consegnare documenti o bisognose di ulteriori informazioni, di contattare la segreteria negli orari d'ufficio e fissare gli appuntamenti per le ore pomeridiane (ore 14/18). Siamo consapevoli dell ulteriore aggravio ma rammentiamo che non sempre gli operatori sono disponibili in ufficio. Le famiglie che si presenteranno senza appuntamento rischiano di non essere ricevute. Vi ringraziamo per la collaborazione. news I N F A N Z I A. C O O P E R A Z I O N E. S V I L U P P O. ANNO 3 - NUMERO 1 SETTEMBRE 2007 Direttore Responsabile: Marta MARTINER TESTA Ci scusiamo per eventuali errori o inesattezze presenti in questa pubblicazione. Se avete materiale da pubblicare fatecelo avere. Siate clementi ma segnalateci i punti di miglioramento. La Redazione LE NOSTRE SEDI SEDE NAZIONALE N.A.A.A. Onlus - Nucleo Assistenza Adozione e Affido Casella postale n. 107 Via San Maurizio, CIRIÈ (TO) tel fax tutti i giorni: orario 9,00-13,00 SEDI REGIONALI: LOMBARDIA Sig. Rino Lattuada Lombardia Ovest Sig.ra Flavia Santoro Lombardia Est Via Giolitti, ARCONATE (MI) t f tutti i giorni: orario 9,00-13,00 (al pomeriggio si riceve solo su appuntamento) TRENTINO ALTO ADIGE Sig.ra Nicoletta Pollini Gasperi Località Le Valli MATTARELLO (TN) tel./fax MARCHE Sig.ri Polidori - De Bellis Via del Grillotto, 14/9 - URBINO Sig.ra Sandra Crowther tel./fax orario: tutti i giorni dalle h. 10,00 alle 12,00 LAZIO Sig.ra Daria Maggio Sig.ra Franca Iorio Viale Carlo Felice Sc. C Int. 9, 63 Roma t f orario: dalle h 9,30 alle 13,00 dal lunedì al giovedì PUGLIA Sig.ri Laterza e Coluccia Via Lecce, 116 S.GIORGIO JONICO (TA) tel./fax orario lunedì 16,00-18,30 mercoledì 9,00-12,00 e 16,00-18,30 venerdì 9,00-12,00 SARDEGNA Sig.ra Maria Giovanna Campus Via Wagner, SASSARI tel orario lunedì mercoledì e venerdì h. 16,30-18,30 COOPERAZIONE E SVILUPPO Via Giolitti, ARCONATE (MI) tel fax Il prossimo aggiornamento sarà fra 3 mesi circa su questo stesso giornalino. Arrivederci! Indirizzo

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