GESÙ CI RIVELA IL VOLTO DEL PADRE

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1 Meta: accompagnare i fanciulli a scoprire nelle parole, negli atteggiamenti e nella Pasqua di Gesù l'amore personale di Dio e ad apprendere i modi semplici e quotidiani attraverso i quali possono accoglierlo e renderlo fruttuoso nella loro vita, accompagnati e guidati dalla comunità cristiana TEMPI E UNITÀ TEMI DEGLI INCONTRI OBIETTIVI RIFERIMENTI BIBLICI RIFERIMENTI AL CATECHISMO pp CELEBRAZIONI La festa del nome Il segno della croce Novena di Natale Cammino di catechesi per fanciulli e ragazzi Prima tappa Anno di prima evangelizzazione GESÙ CI RIVELA IL VOLTO DEL PADRE Catechismo di riferimento: Io sono con voi Ottobre Novembre 1.UN NOME PER TE 1.1 Il nome 1.2 Dio ti conosce, ti ama da sempre: è Papà 1.3 Festa del nome Il fanciullo scopre che fra tutte le meraviglie del creato, l uomo è la realtà più bella e preziosa perché capace di parlare ed ascoltare: è persona che Dio ama e chiama per nome da sempre Ger 1 Is 43; 49,15 Mt 6, Avvento Natale 2.UOMO PER NOI 2.1 Il dono 2.2 Una mamma per Gesù 2.3 Gesù, il dono più bello che il Padre ci ha fatto Il fanciullo riconosce nel dono che riceve l amore di chi lo offre; impara a riconoscere l amore dei genitori e di tante altre persone che ogni giorno si fanno dono per noi; scopre che Gesù è il più grande dono che Dio Padre ha fatto agli uomini Lc 1, Lc 2, 1-14 pp pp Gennaio Febbraio 3.UNICO FRA NOI 3.1 Da soli non si cresce 3.2 Parole e gesti che aiutano a crescere 3.3 Gesù al tempio ci svela il segreto della sua crescita 3.4 Gesù dona la vita 3.5 Le parole di Gesù rivelano il cuore grande del Padre 3.6 Gesù apre i nostri occhi perché lo possiamo seguire Dai bisogni di parole e gesti per crescere,il fanciullo scopre con Gesù il segreto per crescere in età, sapienza e grazia: l amore del Padre; accoglie nelle parole e nei gesti di Gesù, l annuncio di un Dio che promuove la vita; si dispone ad assumere parole e gesti che favoriscono la crescita della vita Lc 2, Dt 6,5 Mc 5, Lc 15, 1-6 pp pp

2 pp pp Celebrazione del Buon Pastore Memoria del Battesimo Quaresima Pasqua 4.IL MISTERO DELLA PASQUA 4.1 La Quaresima (I parte) 4.2 La Quaresima (II parte): Gesù sceglie di compiere il volere del Padre suo 4.3 Gesù: un amore che incontra incomprensione e che accetta la solitudine e la morte 4.4 La storia della passione di Gesù Il fanciullo accoglie l'amore fedele di Gesù morto e risorto che, per il dono del suo Spirito, ci abilita ad amare come Lui per una crescita sempre più piena Libro di Giona Lc 4, 1-15 Mc 10, Mc Maggio 5.IL BATTESIMO 5.1 Il rito del Battesimo 5.2 Celebrazione memoria del Battesimo Il fanciullo fa memoria del Battesimo come segno in cui può scoprire e accogliere l'amore gratuito e fedele di Dio che in Cristo risorto ci fa suoi figli e ci chiama a vivere da fratelli, per vivere con lui per sempre 2

3 CAMMINO ORDINARIO 1 TAPPA I UNITA : UN NOME PER TE 1 Incontro: IL NOME Obiettivo:il fanciullo scopre che fra tutte le meraviglie del creato, l'uomo è la realtà più bella e preziosa perché è capace di parlare ed ascoltare: è persona che Dio ama e chiama per nome da sempre! Facendo riflettere i bambini sull esperienza dell essere chiamati per nome vogliamo condurre i bambini alla consapevolezza di essere AMATI UNICI PREZIOSI. Questa consapevolezza ci aiuterà a portare i fanciulli a scoprire con Gesù che la gioia di tutto questo viene dal fatto che Dio è Padre (ABBA ) che ci conosce e ama da sempre. ACCOGLIENZA Predisporre il luogo dell incontro avendo cura che ogni bambino trovi con facilità il proprio posto. Per facilitare tale lavoro si possono preparare dei segna posti personalizzati che i bambini potranno in seguito completare per formare alla fine dell incontro un cartellone (già predisposto dalla catechista ( es. con la figura di Gesù nel mezzo come l immagine della copertina del catechismo Io sono con voi ) Per iniziare la catechista aiuterà ogni bambino a presentarsi e raccontare di se e della loro famiglia. Per facilitare questo può servirsi di una palla da passare dalla catechista ad un bambino per volta. Chi la riceve deve dire il suo nome e aggiungervi quello che desidera su di se e sulla sua famiglia. Per aiutare i fanciulli a familiarizzare tra di loro, a ricordare i nomi dei compagni e incominciare a sentirsi un gruppo di amici si può passare ad un gioco di interazione. Possiamo prendere i giochi che favoriscono l inizio di un cammino.(nb! E importante provare il gioco in modo da presentarlo bene ai bambini ) Una proposta: Accanto a me c è un posto vuoto Segna nome personalizzato. Cartellone per i nomi del gruppo Il segna nome può essere fatto anche con una sagoma di bambino/a che, alla fine dell incontro i bambini possono mettere tutto intorno l immagine di copertina del Catechismo Io sono con voi RIFLESSIONE Prima di finire il gioco la catechista farà notare ai bambini il posto vuoto e potrà far presente che c è ancora un compagno da conoscere, il più importante: Gesù. E Lui che ci ha riuniti insieme, che desidera farci capire quanto ci vuole bene, quanto siamo importanti. Con Lui, quest anno faremo insieme delle scoperte importanti! Giochi di interazione per bambini e ragazzi Vopel 1 ed. Elle di Ci N 4 Accanto a me c è un posto vuoto PREGHIERA R. Grazie Signore Gesù: perché ci hai dato... (tre fanciulli di seguito dicono il loro nome) R. - perché ci hai dato... (si ripetono i nomi dei primi tre fanciulli e si invitano altri tre a dire il loro nome e così via fino alla fine). Canto: Grazie Signore

4 Allegato 1 ACCANTO A ME C È UN POSTO VUOTO (gioco tradizionale)

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6 CAMMINO ORDINARIO 1 TAPPA 1 Unità: UN NOME PER TE 2 incontro: Dio ti conosce, ti ama da sempre: è Papà INTRODUZIONE Voi tutti avete un bellissimo nome. Il nome è il primo dono che i genitori danno ai loro bambini. Cosa significa per voi dare un nome? (dialogo con i bambini) Io sono con voi pp Dare il nome significa: Tu mi appartieni, fai parte di me, della mia famiglia. Tu sei UNICO al mondo e nessun altro è come te. Io mi prendo cura di te, mi preoccupo per te, ti proteggo, ti difendo, ti aiuto a crescere. Tu sei PREZIOSO per me e desidero che il tuo nome diventi grande. Io ti VOGLIO BENE. Viceversa, non sentirsi chiamare per nome o sentirlo storpiato è trovarsi soli, dimenticati, disprezzati... Anche noi, a volte, ci rifiutiamo di chiamare per nome qualche persona: quando ci dà fastidio la sua presenza quando ci scomodano le sue richieste quando si mostra ostile... Vi siete mai domandati: Chi ha scelto il mio nome? Perché proprio questo? (chiedi ai genitori) ******* Il nome ti permette di essere riconosciuto, aiutato, protetto, amato, inserito nella società con diritti e doveri. Sapete che il primo diritto di un bambino e bambina che nasce è quello di avere un nome? I bambini hanno bisogno e diritto: di essere riconosciuti, accolti e compresi dalla madre, dal padre e dalla famiglia, per avere fiducia; di essere circondati di affetto e godere di una sicurezza affettiva, sia che essi vivano con i loro genitori o no, per scoprire la propria identità; di avere un nome, una famiglia e una nazionalità, rispetto e buona reputazione, per godere di sicurezza e stabilità affettiva nelle loro condizioni di vita e di educazione. Nel mondo ci sono ancora, purtroppo, dei bambini e bambine che non hanno diritti; alcuni non possono andare a scuola per studiare; altri sono venduti come fossero delle cose; altri sfruttati al lavoro anche se molto piccoli; altri costretti a fare la guerra. 2

7 A Dio non piacciono queste cose. Lui conosce il tuo nome da sempre, conosce il nome di ogni bambino che nasce a questo mondo. Catechismopag.9-10 ASCOLTARE Dio conosce il tuo nome. Prima che tu nascessi, Dio ti conosceva: ti ha chiamato e sei venuto al mondo. Ti chiama per nome perché ti ama, da sempre. (Catechismo a pag. 10) Queste frasi sono scritte su un libro - la Bibbia - che raccoglie le parole più importanti che Dio dice per consolare e dare coraggio ai bambini, alle mamme e ai papà, a tutte le persone di questo mondo. Ascoltiamo: Dio parla al cuore di un giovane di nome Geremia e gli dice: Prima di formarti nel grembo della tua mamma, io ti conoscevo già, prima che tu nascessi, io pensavo già a te, ti ho scelto per un compito molto importante (Ger.1) Poi Dio parla ad un altro giovane che si chiama Isaia: Non temere, io ti libero, ti ho chiamo per nome: tu mi appartieni.. tu sei prezioso ai miei occhi perchè sei degno di stima e io ti voglio bene (Is.43) Ora provate a sentire queste parole rivolte a ciascuno di voi. Provate a ripetervele dentro il cuore. (La catechista rilegge lentamente la frase) Sentite che bello. Dio parla al nostro cuore, vede ciascuno di noi, anche se noi non ce ne accorgiamo e non lo vediamo. Egli ci è accanto per aiutarci e volerci bene. Proseguire a pag.14 del catechismo con il testo di Isaia 49,15. Una mamma può dimenticarsi del suo bambino? Anche se una mamma si dimenticasse del suo bambino, il Signore non si dimenticherà mai di lui. Ecco,Ti ho disegnato sulle palme delle mie mani. Lettura dell immagine Il Signore è il Padre che non dimentica mai nessuno. Chi è questo Dio che ci parla con parole così belle, che non si dimentica di nessuno, neppure del bambino più povero e solo? Gesù ci dice che questo Dio è il suo Papà! Lui non è geloso del suo Papà, anzi, vuole che anche noi possiamo sentirlo vicino e parlargli come fa un bambino con la sua mamma e il suo papà. Un giorno Gesù si ferma a guardare gli uccellini, i fiori, l erba e gli alberi e vede quanto sono belli. A voi è mai capitato? Gesù vede quante belle cose la natura ci mostra e dice: 3

8 Guardate gli uccelli del cielo : non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro che è nei cieli li nutre. Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Ora se Dio veste così l erba del campo, non farà assai più per voi?. (Vangelo di Matteo 6, 25-30) Catechismo-pag.17 Catechismo a pag. 12 RIFLETTERE Ma come possiamo parlare a questo papà speciale? Gesù dice ai noi, suoi amici: Quando parlate con lui, dite: Padre nostro!. Gesù insegna che il Padre suo è anche il Padre nostro. E noi siamo tutti fratelli. Se ci vogliamo bene, Dio Padre è con noi. Se facciamo la pace, Dio Padre è con noi. Anche quando non siamo buoni, Dio Padre non ci abbandona e resta vicino a noi. FARE Utilizzando la scheda costruire con i bambini il cartoncino che li aiuta ad imparare il Segno di Croce. Quando i cristiani iniziano la loro giornata o si mettono a pregare usano chiedere a Dio che li abbracci e fanno un segno così: (la catechista fa il segno della croce): Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Quando dicono Nel nome del Padre con la mano destra toccano la fronte perché Dio Padre li aiuti a pensare come Lui; quando dicono e del Figlio (che è Gesù) con la mano destra toccano il petto per imparare da Lui ad amare sempre; - quando dicono e dello Spirito Santo con la mano toccano prima la spalla sinistra e poi quella destra per portare insieme con Lui il peso della fatica di ogni giorno nello studio, nel lavoro nel gioco, nella gioia e anche nel dolore. Anche amare ogni giorno con tutto il nostro cuore costa fatica e per questo noi abbiamo bisogno che Dio ci aiuti. Fare il segno di croce è come sentirci abbracciati da Dio. PREGARE Predisporre per la preghiera una lampada, un centrino con sopra la Bibbia e, se possibile, dei fiori. Richiamare brevemente il discorso fatto e quindi invitare i bambini a pregare con voi: (pag.14 del catechismo) 4

9 Gesù dice: Pregate così : Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. Padre nostro, che sei nei cieli, dacci oggi il nostro pane quotidiano. Canto: Ti benedico; Signor, nella mia vita a Te, levo le mani, Alleluia! O Dio, nostro Padre, tu ci hai riuniti e noi siamo qui per dirti il nostro grazie e per cantare insieme la tua lode. Ti lodiamo per tutte le cose belle e grandi, che hai creato in noi e per la gioia che metti nel nostro cuore.rit. Ti benediciamo per il sole che illumina il giorno e per la tua parola che è luce per la nostra mente. Ti ringraziamo per i campi, i mari e le montagne, per gli uomini che abitano la terra e per la vita che abbiamo ricevuto da te.rit. Padre buono, tu vegli sempre su di noi e non ti dimentichi mai di nessuno.rit. In Gesù abbiamo conosciuto, o Padre, quanto è grande il tuo amore per tutti gli uomini e ora mostriamo nel canto la nostra gioia. Rit. 5

10 1.2 Allegato 1

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12 (eventuali intenzioni libere) Gesù ci insegna che possiamo chiamare per nome questo Dio; è il suo Papà e ci ha insegnato ad invocarlo dicendo: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo, così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen FESTA DEL NOME

13 Guida: Ci troviamo tutti assieme, perché abbiamo scoperto che Dio Padre ci conosce tutti per nome e ci ama da sempre. Questa scoperta è così importante che il Signore oggi vuol far festa con noi: la festa del nome. (La catechista avrà già preparato una Bibbia e una luce accesa vicino al testo - E' opportuno spiegare ai bambini il perché di tali segni: la Bibbia raccoglie la Parola che Dio ha detto ai suoi amici e che oggi dice a noi che lo ascoltiamo; la candela accesa ci ricorda che questa Parola è una luce per noi e che noi vogliamo essere "accesi", pronti davanti a Dio che ci parla) Lettura dal Catechismo "Io sono con voi" alla pag.16 Quante cose belle ci dice il Catechismo su Dio. Ora noi vogliamo lodare Dio con il nostro canto e la nostra preghiera: Rit. Ti benedico, Signor, nella mia vita, a Te levo le mani, alleluia. (o altro ritornello che aiuti il senso di gratitudine a Dio) Catechista o genitore Mi piace il canto degli uccellini. Tutte le creature mi parlano di te, o Signore. Ci hai donato un mondo meraviglioso. Rit Mi piace, o Signore, quando al mattino mi alzo e vedo la luce del sole. Rit Ti ringrazio, o Signore, per le meraviglie del creato, per gli uccelli, i pesci, gli animali e i fiori profumati. Tutto parla della tua bontà. Rit Ti lodo, o Signore, e ti ringrazio per i monti e per i mari, e per la vita che abbiamo ricevuto da Te. Rit Ti ringrazio soprattutto per le mamme e i papà, per tutti i bambini e le bambine che sono nel mondo. Rit. Guida: Quando il Signore ha creato il mondo noi eravamo nei suoi pensieri. Ascoltiamo dalla Bibbia come noi siamo importanti per Lui. Il Signore dice: 1 Lett. Prima che tu nascessi io ti conoscevo. Ti ho chiamato e sei venuto alla vita. Ti chiamo per nome perchè ti voglio bene da sempre. 2 Lett. Fin da fanciullo t'insegnavo a camminare tenendoti per mano; mi chinavo su di te per darti da mangiare. Ero per te come una mamma che porta il suo bambino alla guancia. 1 Lett. Anche se una mamma si dimenticasse del suo bambino io non mi dimenticherò mai di te. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani. 2 Lett. Tu sei prezioso ai miei occhi. Ti tengo sempre nel mio cuore. (A questo punto si possono mettere sul cartellone "Rallegratevi, i vostri nomi sono scritti nel cielo" delle nuvolette con bi-adesivo riportanti ognuna il nome di una bambino e bambina del gruppo). Guida: Ora, insieme, vogliamo dire grazie al Signore: Grazie, Signore, rendiamo grazie, a Te che regni nei secoli eterni Grazie, Signore, perchè mi hai dato la vita, l'intelligenza, una famiglia e tanti compagni e compagne. Rit Come e bello, Signore, sapere che sempre mi sei vicino e che mi tieni sul tuo cuore. Rit. Signore, ti lodo e ti ringrazio perché mi conosci e mi ami da sempre. Rit Grazie per la vita, per gli amici, per il cibo di ogni giorno, grazie per i giochi. Rit. Grazie perché per Te io sono prezioso più di tutte le cose. Rit.

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17 CAMMINO ORDINARIO 1 TAPPA 2 unita : UOMO PER NOI Primo incontro : il dono Obiettivo Aiutare i bambini a saper riconoscere nel dono che ricevono l amore di chi lo offre. Imparare a riconoscere l amore dei genitori e di tante altre persone che ogni giorno si fanno dono per noi. Introduzione Riflessione La catechista può partire dal racconto: Un regalo fuori serie proposto nell allegato e sviluppare le domande proposte alla conclusione del racconto. La bambola di pezza, è un DONO, segno che esprime l amore di chi si prende cura di noi, di chi vuole essere con noi anche quando non è vicino. Quanti doni riceviamo dalle persone che ci amano: mamma, papà, nonni, amici... in mille modi ci esprimono il loro amore non si accontentano di donarci «cose», anche se costa loro fatica; il loro desiderio più grande è quello di donarci il loro tempo, le loro energie, la loro attenzione, se stessi. La loro presenza è un dono prezioso per noi! Come sarebbe la nostra vita senza di loro? Anche il regalo più bello, senza di loro, non riuscirebbe a renderei felici... Con loro anche il più piccolo regalo diventa prezioso, capace di dar gioia alla nostra vita. Quante persone desiderano esserci amiche... e quante altre attendono che noi le accogliamo per darci gioia! Peccato che spesso non ce ne accorgiamo, non sappiamo accogliere il loro messaggio ci abituiamo alla loro presenza. Allora diciamo che «DONO» sono solo le cose nuove, belle, costose... che riceviamo in regalo... Alle volte può succedere che le persone che ci vogliono bene non riescono a comprenderci, non riescono ad aiutarci come vorrebbero. Eppure, anche se il loro amore è limitato, la loro volontà di amare è preziosa per noi: essa ci vuole mostrare un amore più grande che vorrebbe esserci vicino sempre. Fare Il lavoro potrebbe essere fatto con un cartellone dove la catechista avrà già appeso le figure di una mamma e di un papà; di un amico o amica; della maestra.ecc. A fianco o sotto tali figure i bambini potranno incollare dei pacchi dono con dentro il nome dei doni che ricevono ogni giorno da queste persone. (variante accanto alle figure e alle scritte che indicano: papà e mamma nonni.. amici maestra ecc. si potrebbe mettere una figura di un cuore costruito con un cartoncino di colore rosso, doppio, capace di raccogliere dei piccoli biglietti gialli sui quali i bambini scrivono quanto ricevono) 6

18 Pregare L incontro si potrebbe concludere con una preghiera di grazie per tutte le cose che le persone ogni giorno ci donano. Rit. Signore, noi ti ringraziamo - Per tutto quello che papà e mamma fanno per noi ogni giorno R. - Per il dono della vita R. - Per il dono dell amore R. - Per.( riprendere i bigliettini scritti dai bambini ) 7

19 bambola più famosa di questo mondo, perché possiedo un ricchissimo guardaroba, una villa di sogno... non mi manca nulla di quanto una bambina può desiderare». Cary la lasciò parlare sicura di sé e quando toccò a lei disse: «Certamente la più bella sono io, la più cercata perché so fare tante cose: mi muovo, cammino, parlo, racconto favole, simulo...». Cary, girando gli occhi verso i suoi compagni per farsi ammirare, scorse che Geny sullo scaffale più alto aveva alzato la mano per chiedere la parola e disse: «Certo hai un gran coraggio di chiedere di presentarti, sei solo una bambola di pezza! Hai solo il musino un po simpatico!». Geny arrossì per le parole superbe e offensive di Cary, ma non rinunciò a presentarsi, e disse con coraggio: «lo so di non essere un regalo fra i più costosi e pubblicizzati, sono una semplice bambola di pezza, scelta da qualcuno, per esprimere qualcosa di grande». E non riuscì a dire altro. Cary, sempre più prepotente e con tono di sfida verso Geny, proseguì: «Vorrei proprio sapere chi si può divertire con te che non vali nulla, ma accetto una sfida, qualcuno dovrà controllare chi tra noi sarà il prediletto e al momento opportuno riferirà il risultato». L assemblea dei giocattoli si divise: chi a favore di Cary e chi a favore di Geny. Nessuno di loro, però, avrebbe potuto raccontare l esito della sfida perché erano solo «oggetti». «Ci penso io», disse Brik, lo scricciolo della siepe vicina, che vide e ascoltò tutto dal davanzale della finestra socchiusa. Tutto tornò inanimato quando improvvisamente entrò Babbo Natale con le sue immense ceste e cominciò a riempirle fischiettando una dolce ninna-nanna. Babbo Natale uscì per il suo lungo viaggio notturno seguito ovunque da Brik che annotava ogni particolare, per poi tornare l indomani e raccogliere i dati della sfida di Cary. Babbo Natale depose i suoi regali nelle stanze dei bambini facendo Allegato: Un regalo fuori serie Nel magazzino di fiducia di Babbo Natale tutto era già pronto e ordinato sugli scaffali, in attesa delle varie destinazioni. Sugli scaffali più bassi c erano i giochi nuovissimi, e su quelli più alti e lontani, stavano quelli fuori moda, quelli ormai sorpassati. II padrone del magazzino se ne tornò a casa soddisfatto dei suoi ultimi acquisti. Disse tra sé: «Sarà felice Babbo Natale di poter soddisfare il desiderio di tanti bambini...», e non si accorse di aver lasciato una luce accesa e una finestra aperta. Nel grande silenzio della notte, grazie a quella luce, i giocattoli si animarono, come se fossero stati vivi. Si guardarono curiosi, un po incerti per la nuova esperienza. II gufo più chiacchierone, fra i giocattoli di peluche, ruppe quel silenzio e disse: «Perché non facciamo un po di conoscenza?». «È un ottima idea» rispose Bamby. I giocattoli cominciarono: «Io sono Stik, un pupazzo che cammina e fa le capriole, so di essere stato ordinato da un bambino che frequenta la scuola materna; che gioia, quanto mi divertirò con lui». «Io sono Lary, sono l idolo dei ragazzi, tutti mi vogliono perché li faccio sempre giocare, sono molto costoso, mi ha ordinato un bambino, io sono il più prezioso». «Io sono Sufi, la più bella e raffinata tivù al plasma, ho una padroncina che mi preferirà a tutti gli altri, perché sono una novità in assoluto». Tutti parlavano e avevano fretta di presentarsi tanto che rischiarono di accapigliarsi. Geny, la bambola di pezza, dal vestito modesto, fece udire la sua voce per cercare di riportare alla calma e di smorzare il rumore assordante che si era scatenato, ma nessuno le dette retta, anzi, ripresero con più foga. II computer disse: «Sono io l ultimo modello, sono stato ordinato da un bambino che se ne intende e per questo ho più valore di tutti voi messi insieme». Un magico mostro lunare era fuori di sé dalla gioia perché diceva: «lo sono il più fantastico dei giochi, infatti con le mie batterie posso compiere trasformazioni favolose. Io sono certo il più fantastico, il più divertente e il più invidiato». Barbie con aria sostenuta di autosufficienza, disse: «Io sono la

20 attenzione a non scambiare le ordinazioni. Era il turno di Ketty, aveva scritto: «Caro Babbo Natale, io credo che sarei molto felice se tu mi portassi una bella Barbie, sai come quella che si vede in tivù, con tanti bei vestitini per ogni occasione, con... con... con...». Ketty infatti voleva che il suo regalo fosse il più bello, il più nuovo, il più raffinato tra tutti quelli dei suoi compagni di scuola. Ma c era per Ketty anche un pacchettino con la scritta: «Per la mia carissima Ketty». Al mattino Ketty si svegliò presto per l attesa e la curiosità di vedere esauditi i suoi desideri. Corse subito ai piedi del letto: «Evviva!, Papà, mamma venite! È arrivato Babbo Natale, guardate!». Un grosso pacco con un grande fiocco argentato stava lì in attesa di essere aperto. Ketty non esitò un istante, non vide altro, ed ecco uscire una bella Barbie con un guardaroba zeppo zeppo, con... con... con... Ketty non vedeva l ora di andare a scuola quel mattino; pensava che certo non si sarebbe fatto lezione, ma solo mostra di regali. Si sentiva proprio felice. Appena arrivata posò il suo grande scatolone sul suo tavolino; era molto emozionata. La maestra invitò ciascuno a mostrare il proprio regalo. Luca cominciò a far vedere tutte le possibilità della sua bella macchina telecomandata. Patty mise in azione la sua minitivù al plasma. Marco fece funzionare il suo computer con i suoi giochi preferiti. Era la volta di Ketty. Ketty con molto orgoglio aprì il suo regalo. «Il mio, disse, è il più bello di tutti, guardate quanti vestiti ha: sportivo, elegante, per l ufficio, per i monti, per il mare... e quanti nuovi accessori...». «Ora tocca a te Marta», disse la maestra. «Anch io», disse Marta, «ho ricevuto una bambola, è stupenda, non ha tanti vestiti; quelli glieli posso fare io, ma parla, ride, mi sveglia al mattino dicendomi: Buon giorno, se la guardo mi sorride, mi ricorda l ora dei compiti...». E, mentre Marta parlava, Ketty sentiva che la gioia del mattino lentamente lasciava il posto alla delusione, alla rabbia di non aver chiesto un regalo come quello di Marta; la sua era proprio niente al confronto di quella di Marta. Quel giorno tornò a casa triste. Se la prese con la mamma, a tavola non le andava bene niente. Il babbo la osservava sorpreso: «Ketty, le disse, perché sei così irritata... eppure hai ricevuto il regalo che desideravi!». «Proprio per quello, sbottò Ketty, Marta l ha ricevuto molto più bello del mio! Il mio è già vecchio!». «Ketty, disse la mamma, sei sicura di aver aperto tutti i pacchetti?». «Sì», disse Ketty. «Guarda meglio», disse la mamma. Ketty corse nella sua stanza e vide là sotto la sedia un pacchetto con un fiocco rosso. Lo aprì ma senza tanto entusiasmo: era così piccolo! Dentro c era una bambolina di pezza, ma con la faccina molto simpatica. Pareva che dicesse: «Ti voglio bene, voglio stare con te». Nella tasca del vestitino c era un biglietto: «È solo un piccolo segno che ho chiesto a Babbo Natale per te, per ricordarti che ti voglio bene. La tua nonna». Ketty sentì il cuore riempirsi di gioia... era commossa... Questa era una gioia diversa da quella del mattino, aveva una voglia matta di buttare le braccia al collo a Babbo Natale, per ringraziarlo di aver esaudito il desiderio della nonna lontana, ma ormai non c era più. Ketty, però, non poteva tenere solo per sé quella gioia che sentiva dentro. Corse allora tra le braccia del suo papà, stringendo forte la sua bambolina di pezza... Certo non era bella come Barbie: né raffinata come quella di Marta, ma era molto di più, non era un semplice regalo, ma un dono segno di qualcuno che le voleva molto bene. Sarebbero davvero diventate amiche inseparabili. Certo la bambolina di pezza non sapeva dire molte cose, ma le diceva continuamente: «ti voglio bene, voglio stare con te sempre: quando dormi, quando fai i compiti, quando giochi, quando se sola... io ti ricorderò sempre che c è qualcuno che ti vuole ancora più bene di me». Brik il giorno seguente ritornò in ognuna delle case dove erano finiti i regali di Babbo Natale e raccontò tutto quello che aveva visto e udito.. Cosa raccontò agli altri regali Brik?. Chi ha vinto la sfida... perché?. Quale messaggio ci regala questa storiella?

21 Capitello: Tagliare lungo la linea - piegare le parti laterali in avanti - con un taglierino aprire i fori e inserire due striscie di cartoncino della stessa larghezza del foglio. piegare piegare

22 CAMMINO ORDINARIO 1 TAPPA 2 unita : UOMO PER NOI Una mamma per Gesù Introduzione La catechista inizia l incontro richiamando quanto si è scoperto la volta precedente. Dio, è un Papà e una Mamma speciale. Lui prepara per noi ogni giorno i suoi doni: la bellezza di un fiore, il calore del sole, le persone che ci stanno attorno e ci voglione bene Ma nel suo cuore porta un desiderio ancora più grande. Lui ci ama così tanto che vuole farci il dono più grande di tutti: il suo Figlio Gesù. Riflettere Gesù è il SEGNO del grande amore di Dio Padre. Attraverso Gesù, Dio Padre vuole essere vicino a noi e ci chiede di lasciarlo entrare nel nostro cuore per rimanere con noi e non abbandonarci mai! Ascoltare lettura del disegno Con Gesù Dio Padre ci dice: Io ti voglio bene, voglio stare con te. Ma come fa Dio Padre a darci questo dono così grande? Prima di tutto sceglie una mamma per il suo Gesù! La cerca in un piccolo paese: Nazaret. Qui abita una ragazza di nome Maria. Poi Dio decide di mandare a Maria un suo messaggero: un Angelo. Ne manda uno speciale: Gabriele il suo nome significa Potenza di Dio. La catechista può leggere il testo del catechismo pag.40-41, quindi aiuta i bambini a leggere l immagine dell angelo: Di che colore ha il vestito? (la tunica è verde il colore della natura è il colore della vita; il mantello è rosso come l amore). Cosa dicono le sue mani? Che segno compie? (con la sua mano Gabriele benedice Maria; porta a lei il dono della vita di Dio, la sua potenza ed il suo grande amore). Ora vediamo la figura di Maria. Di che colore è il suo vestito? (rosso come l amore) Cosa ci indicano le mani di Maria? Quella sul cuore? (Maria ama Dio, gli vuole bene con tutto il suo cuore.) L altra mano è aperta e abbassata e ci dice che lei accetta quanto Dio gli dice attraverso Gabriele. Catechismo a pag Cosa risponde Maria a Dio che la chiama? (Eccomi, sono la serva del Signore, sono tutta per te. Avvenga dentro di me quello che tu desideri compiere) Quel giorno in cielo Dio fece una grande festa con tutti i suoi angeli per il Sì di Maria. 8

23 Noi cristiani ci ricordiamo sempre di questo Sì che Maria ha detto, la ringraziamo e la preghiamo per essere capaci di accogliere il dono più bello di Dio: Gesù. Fare Durante la storia molti hanno costruito, in onore di Maria, delle Chiese o dei piccoli Capitelli. Costruiamo anche noi il nostro capitello a Maria e con Lei accendiamo la nostra lampada e preghiamo Dio Padre per preparare il nostro cuore ad accogliere Gesù che viene. (Utilizzando le figure dell angelo e di Maria costruire con il cartoncino un Capitello con dentro la preghiera dell Ave). Pregare Utilizzando il catechismo a pag.41 si recita tutti insieme la preghiera dell Ave Maria Per casa si invitano i bambini a mettere il disegno di Maria nella loro cameretta e a pregare con le parole dell Ave Maria. Se ci fosse un capitello dedicato a Maria si potrebbe andare insieme ad accendere un lume e dire una preghiera. Lo stesso si può fare davanti all altare della chiesa dedicato a Maria. 9

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