Seminario. Diritti di proprietà intellettuale tra incentivi e strategie. Problemi di ricerca e casi di studio. Torino, venerdì 17 giugno

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1 Seminario Diritti di proprietà intellettuale tra incentivi e strategie. Problemi di ricerca e casi di studio Torino, venerdì 17 giugno LORENZO CASSI Università Bocconi, Milano Tema di ricerca Network sociali e accesso alla conoscenza: il settore delle biotecnologie Titolo provvisorio La comunità dei biotecnologi in Italia: uno studio con dati di brevetto (supervisore: Francesco Lissoni)

2 Indice dell articolo 1. Introduzione 2. Il settore delle biotecnologie in Italia 3. Università italiana e l attività di brevettazione 4. Background teorico, metodologia e dati 5. Analisi dei dati 5.1 L attività brevettuale nel campo delle biotecnologie in Italia 5.2 Il ruolo delle università e degli inventori accademici 5.3 La comunità degli inventori italiani nelle biotecnologie 6. Conclusioni Bibliografia Appendice

3 Premessa Nel corso degli anni ottanta e novanta, il settore farmaceutico è stato caratterizzato da un mutamento del paradigma tecnologico, con l avvento delle biotecnologie, e anche da una differente dinamica della domanda, con le politiche di contenimento dei costi. I cambiamenti del paradigma e della domanda, considerati congiuntamente, hanno ridefinito i vantaggi competitivi nel settore, sia a livello di singola impresa sia a livello di aggregati nazionali. L Europa continentale e l Italia in particolare hanno mostrato e mostrano tuttora molte difficoltà a cogliere questa sfida. La mancata crescita del settore è individuata dalla letteratura nella mancanza di alcuni prerequisiti del sistema innovativo nazionale che hanno invece caratterizzato il processo di sviluppo del settore negli Stati Uniti. Gli elementi ritenuti rilevanti per spiegare la leadership statunitense nel settore sono: il rapporto tra università-industria, il sistema di appropriabilità e il sistema di accesso al credito. Nel mio lavoro mi concentro sul primo di questi fattori. Per lo sviluppo e la crescita del settore delle biotecnologie, il ruolo della ricerca accademica è considerato centrale; la letteratura al riguardo (si veda ad esempio McKelvey et al., 2004) considera difatti proprio la ricerca svolta in università e le relazioni tra i ricercatori universitari e gli altri attori del sistema innovativo (spin-off, brevetti, licenze,..) come importanti determinanti della crescita del settore, come fattori di successo. Per fare ciò, analizzo la struttura delle relazioni tra i ricercatori impegnati nell attività di brevettazione nel campo delle biotecnologie in Italia, con particolare enfasi al legame tra ricerca accademica e ricerca condotta nei laboratori delle imprese. Metodo e Dati Ogni attività di ricerca trasforma e produce informazioni esattamente come i sistemi di produzione fisica utilizzano e trasformano energia. L informazione è un input essenziale, ma il suo utilizzo non è immediato: richiede che la conoscenza in essa rappresentata sia capita. Interagire con altri esperti è una forma di apprendimento fondamentale. Le relazioni sociali risultano quindi importanti per accedere e comprendere conoscenze specifiche e l utilizzo del network sociale è una delle opzioni, a disposizione dell individuo, per imparare. Inoltre le relazioni sociali possono essere tanto più rilevanti in termini di costo opportunità tanto più la conoscenza è specifica, circoscritta. Analizzare la struttura delle relazioni all interno di comunità di ricercatori impegnati negli stessi ambiti di ricerca, ricostruirne la mappa sociale è quindi rilevante per comprendere la capacità di un particolare sistema di accumulare conoscenza. Partendo da questa prospettiva, il presente lavoro analizza il network sociale degli inventori italiani impegnati nella ricerca delle biotecnologie. Per fare ciò, si costruisce un network sociale usando dati relativi agli inventori partecipanti ai brevetti. Si è assunto difatti che la co-partecipazione di individui ad un comune progetto di ricerca (il brevetto) generi due legami: una relazione sociale (know who) ed una cognitiva (processo di apprendimento comune). Si assume quindi che la co-partecipazione ad un brevetto generi un rapporto

4 sociale ovvero un canale di trasmissione di informazioni e di scambio. Questo dato relazionale è quindi utilizzato per costruire la mappa delle relazioni sociali: il reticolo delle relazioni, cioè delle collaborazioni ad attività di ricerca, che intercorrono tra l insieme degli attori sociali, gli inventori. L analisi empirica è essenzialmente di carattere descrittivo ed è svolta utilizzando principalmente dati di brevetto. I dati che si sono utilizzati sono le domande di brevetto depositate presso l Ufficio Europeo dei Brevetti, in particolare è stata utilizzata la banca dati costruita e gestita dal CESPRI. Da questa banca dati si sono estratti tutti i brevetti afferenti alle biotecnologie con almeno un inventore residente in Italia e la cui domanda è stata depositata tra il 1990 ed il Il dataset utilizzato consta di 421 brevetti con almeno un inventore italiano, di proprietà di 230 imprese, di cui 130 italiane, a cui hanno partecipato 1121 inventori, di cui 841 residenti in Italia. Tra questi ultimi inventori sono stati individuati gli accademici (96); ad alcuni di questi ricercatori è stato anche sottoposto un questionario elettronico. Lo strumento principale di analisi utilizzato è quello della social network analysis. Questo strumento permette una trattazione sistemica delle relazioni all interno del gruppo di attori legati da una qualsivoglia relazione. In particolare è possibile considerare sia il network nella sua interezza, analizzando le sue caratteristiche strutturali (es. densità delle relazioni), sia considerare la posizione (es. centralità) e il ruolo (es. gatekeeper) del singolo inventore all interno del network. Conclusioni Il settore delle biotecnologie in Italia così come è misurabile con dati di brevetto, risulta essere: poco sviluppato, concentrato in alcuni cluster provinciali, solo in parte connessi tra di loro. Inoltre le imprese straniere sono tra gli attori principali del sistema innovativo nazionale: finanziano molte delle attività di ricerca e sono titolari di una quota rilevante di brevetti realizzati da inventori residenti in Italia. La comunità degli inventori risulta essere particolarmente frastagliata e capace di essere solo in parte direttamente connessa con la ricerca internazionale. L attività brevettuale degli inventori accademici è numericamente rilevante e sostanzialmente in linea con quella di altri paesi; il ruolo però svolto all interno della comunità sembra essere marginale e quasi sempre basato su relazioni individuali più che di struttura. In particolare, il lavoro svolto permette di trarre le seguenti conclusioni: Nel periodo , la quota italiana di brevetti sul totale mondiale è pari 1,17% se si considera la nazionalità dei titolari, pari a 1,51% in base alla residenza degli inventori. L attività di brevettazione in Italia risulta essere fortemente concentrata in tre province: Milano, Roma e Siena. I tre agglomerati di imprese sono caratterizzati da attori differenti. Solo a Roma, le università sembrano essere un attore rilevante del sistema innovativo. In generale, il ruolo dell università, misurato dal numero di brevetti, è limitato. Le università detengono una quota pari al 7,9 per cento dei brevetti con

5 titolare italiano. Se però si definiscono i brevetti accademici in base all inventore anziché al titolare, i numeri cambiano, e di molto. Gli inventori accademici sono 11,4 per cento degli inventori italiani e i brevetti in cui sono coinvolti sono quasi un quarto (24,9 per cento) di quelli con almeno un inventore italiano. All interno dell insieme degli inventori residenti in Italia, l importanza di imprese straniere è notevole: poco meno del 30 per cento dei brevetti con inventore residente in Italia sono di esclusiva titolarità straniera. Il grafo delle relazioni di co-invenzione risulta essere fortemente frammentato; i pochi aggregati di un certa rilevanza hanno un evidente corrispettivo territoriale. I due aggregati provinciali di Milano e Siena sono in relazione. Gli inventori operanti in queste province, non hanno però collaborazioni con l insieme di inventori gravitanti intorno a Roma, centro della ricerca pubblica. L insieme degli inventori residenti in Italia può essere partizionato in due sottogruppi a seconda dalla titolarità del brevetto: il primo gruppo, più numeroso, è costituito da ricercatori finanziati principalmente da imprese italiane, mentre il secondo gruppo è composto da ricercatori finanziati da imprese non italiane. Il primo gruppo può essere interpretato come quello interno al sistema innovativo nazionale (gruppo interno), il secondo come quello con maggior contatti esterni, data l origine del finanziamento dell attività innovativa ed il numero di collaborazioni con ricercatori stranieri (gruppo esterno). I due gruppi sono solo marginalmente sovrapposti, pochi individui svolgono il ruolo di ponte tra i due gruppi. All interno del network degli inventori, i ricercatori accademici hanno posizioni marginali e fortemente sconnesse anche tra di loro. Le relazioni dei ricercatori accademici sono principalmente individuali, soprattutto all interno del gruppo denominato esterno.

6 Bibliografia essenziale Balconi, M, S. Breschi, S., F. Lissoni, 2002, Network of inventors and the location of university research: an exploreation of Italian data, WP Cespri 127. Baldini, N., R. Grimaldi and M. Sombrero, 2004, Institutional changes and the commercialization of academic knowledge: a study of italian universities patenting activities between 1965 and 2002, Wp Cresco 11. Breschi, S., F. Lissoni and F. Montobbio, 2004, Open science and university patenting: a bibliometric analysis of the italian case. 10 th International J. A. Schumpeter Society Conference, Milano. Calderini, M., C. Franzoni 2004, Is academic patenting detrimental to high qualità reserach? An empirical analysis of the relationship between scientific careers and patent applications, WP Cespri 162. Calderini, M., M. Granirei, F. Lisssoni and M. Sombrero, 2004 Un privilegio da respingere, in LaVoce.info, Crespi, G., A. Genua, 2004, The Productivity of Science: a Cross Country Analysis. 10 th International J. A. Schumpeter Society Conference, Milano. Gittelman, M Does geography matter for science-based firms? Epistemic communities and the geography of research and patenting in biotechnology? Gittelman, M. and B. Kogut, Does Good Science Lead to Valuable Knowledge? Biotechnology Firms and the Evolutionary Logic of Citation Patterns in Management Science, $ April 2003, pp Henderson, R., L. Orsenigo and G. Pisano, 1999, The pharmaceutical industry and the revolution in molecular biology; interaction among scientific, institutional and organisational change in Mowery, D. and R. Nelson (eds), Sources of Industrial Leadership. Studies of Seven Industries, Cambridge: Cambridge University Press, pp McKelvey, M., L. Orsenigo and F. Pammolli, 2004, Pharmaceuticals analyzed through the lens of a sectoral innovation system in Malerba, F. (ed), Sectoral Systems of Innovation, Cambridge: Cambridge University Press, pp Sirilli, G Per una scienza inutile, Mimeo.

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