Giornata di studio sui servizi pubblici locali e sulle società partecipate degli enti locali.

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1 Giornata di studio sui servizi pubblici locali e sulle società partecipate degli enti locali. Verona, 13 giugno 2013 Alberto Barbiero in collaborazione con SCS Azioninnova Il quadro generale di riferimento per i servizi pubblici locali e le società partecipate Il quadro di riferimento per i rapporti tra gli Enti Locali e le società partecipate Le novità in materia di servizi pubblici locali e di servizi strumentali Vincoli di finanza pubblica, controlli sulle società, profili di responsabilità

2 QUADRO DI RIFERIMENTO SERVIZI PUBBLICI LOCALI Le novità in materia di servizi pubblici locali: gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale n. 199/2012 La sentenza della Corte Costituzionale n. 199/2012 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l art. 4 della legge n. 148/2011, determinando:: il venir meno della disciplina generale sui servizi pubblici locali (SPL) con rilevanza economica (non quelle settoriali) e, quindi, anche delle scadenze previste dalla normativa per le gestioni esistenti; il necessario rifermento ai parametri comunitari per i modelli di affidamento dei SPL. Conseguentemente: a) l affidamento in house è possibile, a condizione che sussista sulla società il controllo analogo e che la maggior parte dell attività sia svolta a favore dell ente (comunità locale) affidante; b) l affidamento a società miste deve essere conforme al modello del Partenariato Pubblico Privato di tipo Istituzionale (PPPI), definito dalla Commissione Ue nel 2007: socio privato scelto con gara ad evidenza pubblica (senza limite minimo di quote/azioni del capitale sociale) e contestuale assegnazione allo stesso di specifici compiti operativi ( = socio privato operativo); c) la gara per l affidamento del SPL è configurata come la procedura principale (principio di concorrenza)

3 MODELLI DI GESTIONE ELEMENTI DI CONFRONTO IN HOUSE SOCIETA MISTA (PPPI) GARA AFFIDAMENTO SPL - Società a capitale interamente pubblico. - Controllo analogo definito da statuto, patti parasociali, contratto di servizio, sistema controlli interni. - No aperture a terzi privati. - Prevalenza attività svolta a favore enti (e loro comunità) affidanti. - Necessaria conformità a parametri comunitari PPPI. - Socio privato scelto con gara. - Nessun limite minimo di capitale sociale per privato. - Contestuale affidamento di specifici compiti operativi. - Compiti operativi devono essere significativi (non attività residuali). - Gara è metodo principale per affidamento servizi pubblici con rilevanza economica. - Piena attuazione del principio di concorrenza. - Rispetto dei principi dell ordinamento comunitario. - Procedura relativa a concessione di servizi (in arrivo Direttiva Ue specifica). VERIFICA PRESUPPOSTI AFFIDAMENTO (necessaria conformità parametri UE) STRATEGIA PER GESTIONE SERVIZI PUBBLICI RAZIONALIZZAZIONE AFFIDAMENTI (possibili nuovi affidamenti di servizi) - 3 -

4 PUBBLICIZZAZIONE AFFIDAMENTI SPL Le novità in materia di servizi pubblici locali: l art. 34, commi della legge n. 221/2012 (la procedura di pubblicizzazione degli affidamenti). Per responsabilizzare gli enti locali nell evidenziare la situazione delle gestioni esistenti dei SPL, l art. 34, commi della legge n. 221/2012 (conv. del d.l. n. 179/2012) prevede una procedura di pubblicizzazione obbligatoria degli affidamenti (fatta eccezione per i SPL regolati da discipline settoriali): per tutti i nuovi affidamenti devono essere evidenziati i requisiti comunitari per la procedura utilizzata, gli obblighi di servizio pubblico e le relative compensazioni (comma 20); gli affidamenti in essere non conformi ai requisiti comunitari devono essere adeguati entro il (comma 21), pubblicando entro la stessa data la relazione illustrativa; la pubblicizzazione è effettuata mediante relazione illustrativa pubblicata sul sito Internet dell ente affidante; per gli affidamenti per i quali non sia prevista una scadenza nel contratto di servizio, questa deve essere definita (altrimenti la gestione cessa il ). Le procedure di affidamento per i servizi a rete devono essere gestite soltanto dall ente di governo dell ambito territoriale o del bacino ottimale (es. in Emilia R. Agenzia ATERSIR per ciclo integrato rifiuti)

5 LA RELAZIONE PER GLI AFFIDAMENTI DI SPL Affidamento diretto di un SPL condizionato alla stesura di una relazione ad hoc (atto prodromico e necessario) dalla quale risultino le ragioni che hanno indotto SA verso quella scelta (in luogo dell interpello del mercato) e la sussistenza dei requisiti previsti dall ordinamento europeo (proprietà pubblica, controllo analogo e prevalenza dell attività in favore della SA costituente) si veda, ex multis: Teckal, , C- 107/98, Stadt Halle, , C-26/03; Coname, , C-231/03; Parking Brixen, , C-458/03; Carbotermo, , C-340/04; Coditel, , C-324/07 ecc. All interno della relazione la SA deve indicare le ragioni che l hanno indotta a scegliere un determinato procedimento di aggiudicazione, anche con riferimento all art. 106 del TFUE applicazione delle regole della concorrenza anche al settore dei servizi di interesse economico generale (SIEG) salvo il caso in cui ciò osti al raggiungimento delle finalità istituzionali

6 LA RELAZIONE PER GLI AFFIDAMENTI DI SPL ART. 34 COMMA 21: la relazione è effettuata anche per gli affidamenti in essere al (entrata in vigore) e pubblicata sul sito istituzionale entro il la relazione è una sorta di pre-affidamento e costituisce un ulteriore passaggio anche per le procedure ad evidenza pubblica, anticipandone in parte i contenuti e profilandosi quale elemento informativo di pubblicità, propedeutico all attivazione della procedura stessa (cfr. Anci Nota di lettura delle disposizioni in materia di servizi pubblici locali contenute nell articolo 34 del decreto-legge n. 179/2012, c.d. decreto sviluppo II ). Il comma prosegue disponendo che gli enti competenti devono inserire una scadenza nei contratti di servizio e negli altri atti di regolazione dei rapporti, che ne sono sprovvisti; in caso contrario gli stessi cessano al

7 REGIME TRANSITORIO Durata affidamento no arbitraria Disposizioni applicabili: principio di proporzionalità: la durata della concessione non deve ridurre o limitare la libera concorrenza oltre quanto è necessario per garantire l'ammortamento degli investimenti ed una remunerazione ragionevole dei capitali investiti, mantenendo peraltro un rischio inerente alla gestione per il concessionario normativa di settore vedi Reg. CE 1370/2007: art. 4 servizi pubblici di trasporto durata determinata (non > 10 anni per i servizi di trasporto con autobus e a 15 anni per i servizi di trasporto di passeggeri per ferrovia o altri modi di trasporto su rotaia) Se durata servizio > tempo necessario per compensare gli investimenti: Attenzione aiuto di Stato. possibile - 7 -

8 PUBBLICIZZAZIONE AFFIDAMENTI EFFETTI E CONSEGUENZE NON CONFORMITA AFFIDAMENTI IN HOUSE NON CONFORMITA AFFIDAMENTI A SOCIETA MISTE ALTRI AFFIDAMENTI IMPROPRI DI SPL - In caso di mancanza di controllo analogo, devono essere apportate le necessarie modifiche allo statuto e ai patti parasociali. - Se la società gestisce anche servizi strumentali, questi devono essere esternalizzati o scorporati (razionalizzazione attività). - Necessaria riacquisizione quote da socio privato improprio e ridisegno piano industriale. - Successiva gara per scelta nuovo socio privato operativo. - Diversamente, gestione esistente deve cessare, in quanto non conforme. - Devono cessare gli affidamenti diretti a società non in house. - Cessano gli affidamenti diretti a società miste, diversi da servizi originariamente affidati. - Cessano gli affidamenti a società miste con socio privato scelto senza gara. PROCESSO DI VERIFICA RAPIDO (per consentire adozione di misure conseguenti) - 8 -

9 VERIFICA CONFORMITA PARAMETRI UE: QUADRO DI SINTESI MODALITA DI AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO IN HOUSE PROVIDING GARA PER IL SERVIZIO SOC. MISTA (A CONTROLLO PUBBLICO) CONTROLLO SULLA SOCIETA x ATTIVITA A FAVORE ENTI AFFIDANTI COMUNITA LOCALE ATTIVITA GESTITE DAL PRIVATO x * Nella liberalizzazione dei servizi è opportuno verificare come, in caso di «concorrenza nel mercato» l Ente, quale garante dell universalità ed accessibilità del servizio, possa controllare la qualità del servizio reso dai diversi gestori.

10 MODELLI GESTIONALI: LA NOZIONE DI SOCIETA MISTA Le società miste sono società a partecipazione pubblica-privata: modalità di gestione di SPL, alternativa rispetto all esternalizzazione effettuata mediante l affidamento a soggetti terzi selezionati con gara, nonché rispetto alla gestione in house; creazione società mista: scelta della P.A. è libera per quanto riguarda la modalità (entità ad hoc o partecipazione del privato ad una entità già esistente); diverso da in house: perché applicazione regole in materia di appalti e concessioni

11 MODELLI GESTIONALI: LA NOZIONE DI SOCIETA MISTA PPP CONTRATTUALE APPALTI PUBBLICI CONCESSIONI ISTITUZIONALIZZATO ENTITA AD HOC INGRESSO PRIVATO IN ENTITA PUBBLICA

12 MODELLI GESTIONALI: LA NOZIONE DI SOCIETA MISTA PPP ISTITUZIONALIZZATO - Comunicazione PPPI, : cooperazione tra partner pubblici e privati che costituiscono un entità a capitale misto per l esecuzione di appalti pubblici o concessioni Apporto del privato: 1. Conferimento di capitali 2. Partecipazione attiva all esecuzione dei compiti assegnati 3. Gestione Semplice conferimento di fondi da parte di un investitore privato: NO PPPI Gli Stati membri usano terminologie differenti (ad esempio, Kooperationsmodell, joint ventures, sociétés d économie mixte )

13 MODELLI GESTIONALI: LA NOZIONE DI SOCIETA MISTA Comunicazione PPPI: Costituzione di un PPPI No normativa specifica a livello comunitario Rispetto principi parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, mutuo riconoscimento, proporzionalità APPLICAZIONE NORME E PRINCIPI SU APPALTI E CONCESSIONI Modalità: 1. Costituzione di una nuova impresa (capitale detenuto congiuntamente da P.A. e partner privato) 2. Partecipazione partner privato a un impresa pubblica già esistente: - gara a doppio oggetto (contestuale): 1. selezione del partner privato + acquisto quote 2. aggiudicazione appalto o concessione alla società mista

14 SERVIZI PUBBLICI LOCALI E SERVIZI STRUMENTALI La differenza tra servizi pubblici locali, servizi strumentali e altre attività svolte dalle società partecipate I parametri per la qualificazione di un attività come servizio pubblico possono essere rinvenuti: a) nella risposta ai bisogni della collettività secondo termini di valore intrinseco elevati (regolazione di dinamiche socio-economiche); b) nella fruizione diretta da parte dei soggetti facenti parte della comunità locale; c) nella frequente configurazione dei profili economici relativi alla fruizione stessa secondo moduli tariffari. I servizi strumentali invece sono connotabili come attività finalizzate a sostenere la migliore realizzazione, sul piano operativo, degli scopi istituzionali dell amministrazione. Gli indicatori della natura strumentale di un servizio sono individuabili: a) nella realizzazione dell attività soddisfacente necessità proprie della sola amministrazione (senza alcuna proiezione diretta sulla comunità locale); b) nella fruizione limitata agli operatori e nell incidenza ricondotta alle sole strutture dell ente; c) nella delineazione dei profili economici principalmente come dati di costo soddisfatti con risorse proprie dell ente (disponibilità di bilancio)

15 SCIOGLIMENTO SOCIETA SERVIZI STRUMENTALI Lo scioglimento delle società che gestiscono servizi strumentali: le implicazioni operative dell art. 4 della legge n. 135/2012 (conv. d.l. n. 95/2012). Nell ambito degli interventi di razionalizzazione della spesa, l art. 4 della legge n. 135/2012 ha previsto lo scioglimento o la privatizzazione sostanziale delle società che gestiscono servizi strumentali: riguarda le società che abbiano conseguito nel 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di amministrazioni pubbliche superiore al 90% dell intero fatturato; lo scioglimento deve avvenire entro il ; in alternativa può essere alienata la totalità delle azioni a soggetti privati entro il , con contestuale assegnazione alla società del servizio (originariamente gestito) per cinque anni (non rinnovabili). Dal 1 gennaio 2014 le società non possono più ricevere in affidamento servizi strumentali. Uniche eccezioni possibili: le deroghe specifiche previste dal comma 3, la deroga autorizzata dall AGCM sempre in base al comma 3 e alla procedura definita il 4 febbraio 2013, nonchè l affidamento in house previsto dal comma 8(senza limite economico, eliminato dall art. 34, comma 27 della legge n. 221/2012)

16 ULTERIORI ELEMENTI REGOLATIVI DELLE SOCIETA STRUMENTALI E DELLE SOCIETA PARTECIPATE Eccezioni applicative dei limiti per le società strumentali: - I limiti dell articolo 4 non si applicano alle società che gestiscono servizi pubblici locali, attività come centrali di committenza, gestione di banche dati rilevanti sotto il profilo economico-finanziario (società riscossione tributi), altre società in base a particolari condizioni di contesto, società quotate. Percorso particolare: - Gli enti locali soci possono richiedere all AGCM un parere in merito alla possibilità di mantenere in essere la società per la gestione di servizi strumentali sulla base di specificità economico-sociali e di particolari caratteristiche di contesto. - La richiesta di parere deve seguire la procedura definita dall AGCM con propria comunicazione il 4 febbraio Limiti specifici: Elementi regolativi e limitativi ulteriori - Riduzione della composizione dei CdA e obbligatoria inclusione di dipendenti degli enti locali soci (possibile amministratore unico) o della società partecipata di primo livello. - Per i dipendenti degli enti locali soci nominati nei CdA c è obbligo di riversamento all amministraizone dei compensi percepiti. - Possibilità di amministratore unico (soggetto esterno). - Limiti estesi a tutte le società a totale partecipazione pubblica (diretta o indiretta)

17 SCIOGLIMENTO SOCIETA SERVIZI STRUMENTALI - PROBLEMATICHE Le problematiche aperte rispetto alle disposizioni sullo scioglimento delle società che gestiscono servizi strumentali Il quadro normativo in materia di società che gestiscono servizi strumentali presenta vari profili problematici: L art. 4 della legge n. 135/2012 non è coordinato con l art. 13 della legge n. 248/2006 (norma originariamente definitoria dei servizi strumentali). Molte società affidatarie di servizi pubblici locali gestiscono anche servizi strumentali (in percentuale significativa, ma inferiore al limite dell art. 4), violando tuttavia i limiti dell art. 13 della legge n. 248/2006 (elemento di attenzione per la Corte dei Conti, v. parere sez. reg. contr. Lombardia n. 517/2012). La prima opzione delineata dall art. 4 (alienazione totale delle partecipazioni) è quasi in scadenza (30 giugno 2013), quindi nel periodo successivo gli enti locali soci avranno come unica possibilità lo scioglimento (entro il 31 dicembre 2013). La nuova formulazione del comma 8 dell art. 4 consente l affidamento di servizi strumentali, a partire dal 1 gennaio 2014, a società interamente partecipate affidatarie in house: tale disposizione non è coordinata con le previsioni del comma 1 e dei commi 6-7 (CdC Campania parere n. 188/2013 del ). Sussistono incertezze sull individuazione delle società che possono fruire delle deroghe ex comma 3 dell art

18 SOCIETA PARTECIPOATE VINCOLI ULTERIORI NEI RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI Le principali tematiche relative ai vincoli di finanza pubblica incidenti nei rapporti tra Enti Locali e società partecipate (vincoli alle assunzioni, rispetto del patto di stabilità da parte delle società in house, divieto di ripiano perdite, ecc.). Il quadro normativo in materia di società partecipate evidenzia un ampia serie di vincoli : prospettiva di applicazione del patto di stabilità interno (affidatarie dirette in house) art. 3-bis legge n. 148/2011; vincoli alle assunzioni relativi al patto di stabilità (affidatarie dirette in house) art. 18 legge n. 133/2008 e art. 3-bis legge n. 148/2011; sottoposizione a limite in rapporto spesa personale-spesa corrente entro 50% (calcolo comprende ente e società partecipate); regole per la selezione delle risorse umane da assumere (società in house e miste) art. 18 legge n. 133/2008 e art. 3-bis legge n. 148/2011; gestione degli appalti nel rispetto del d.lgs. n. 163/2006 (dubbio applicazione norme Consip/Mepa); divieto di ripiano delle perdite delle società partecipate (art. 6, comma 19 legge 122/2010); Coerenza debiti-crediti tra ente locale e Società partecipate (art. 6, comma 4 legge n. 135/2012)

19 SOCIETA PARTECIPATE PROCESSI TRASFORMAZIONE I processi di trasformazione che possono interessare le società partecipate dagli enti locali. A fronte del quadro normativo che obbliga molti enti locali ad intervenire per il riassetto delle proprie società partecipate, gli enti locali soci possono attivare dei percorsi finalizzati alla trasformazione degli organismi societari. La trasformazione non può tuttavia essere considerata come soluzione alternativa della liquidazione prevista dall art. 14, comma 32 della legge n. 122/2010. Le interpretazioni prodotte in merito dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti hanno ammesso: a) la trasformazione di una società che gestisce servizi sociali in azienda speciale (CdC Lazio delib.n. 2/2013/PAR) ; b) la trasformazione (eterogenea ex art septies c.civ.) di una società in una fondazione per la gestione di una casa di riposo (CdC Veneto delib. n. 124/2013/PAR), ma a condizione che l operazione sia economicamente efficiente e non costituisca quindi elusione del PSI); c) la fusione per incorporazione (CdC Toscana delib. n. 126/2013/PAR)

20 ENTI LOCALI E CONTROLLI SU SOCIETA PARTECIPATE Il nuovo sistema dei controlli sulle società partecipate, riferito al sistema dei controlli interni (art. 147-quater ex d.l. n. 174/2012 conv. legge n. 213/2012 ). Il riferimento per le attività di verifica sugli organismi societari è innestato nel quadro delle regole per i controlli nel sistema delle amministrazioni locali, con l art. 147-quater. Le province, le unioni di comuni e i comuni (fatta eccezione per quelli con popolazione non superiore a abitanti, per esplicita esclusione stabilita dall ultimo comma della norma) devono definire, secondo la propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società in cui detengono partecipazioni (comma 1), con applicazione differenziata (oltre dal 2013, oltre dal 2014, oltre dal 2015). Per la definizione del modello le amministrazioni hanno piena autonomia organizzativa, dovendo comunque partire dal presupposto omogeneo per cui i controlli sono esercitati dalle strutture proprie dell ente locale, che ne sono responsabili. La previsione fornisce l input per la costituzione di unità organizzative dedicate alla più complessiva gestione dei rapporti con le società partecipate, con significativa qualificazione professionale dei funzionari, i quali saranno chiamati ad operare a spettro ampio

21 SISTEMA DEI CONTROLLI SULEL SOCIETA PARTECIPATE Il nuovo sistema dei controlli sulle società partecipate, riferito al sistema dei controlli interni (art. 147-quater ex d.l. n. 174/2012 legge 213/2012) Profili. Il nuovo quadro normativo delinea (comma 2) la metodologia di base per l effettuazione delle attività di verifica, impostando un percorso standard che potrà essere modulato da ciascun ente secondo le peculiarità del proprio sistema di relazioni con i soggetti societari gestori di servizi pubblici e (per quanto ancora possibile) strumentali. Il primo passaggio è individuato nella definizione preventiva, in sede di relazione previsionale e programmatica, gli obiettivi gestionali a cui deve tendere ogni società partecipata, correlati a precisi standard qualitativi e quantitativi. La seconda fase si traduce nell impostazione e nell attivazione di un idoneo sistema informativo, finalizzato a rilevare i rapporti finanziari tra l ente proprietario e la società, la situazione contabile, gestionale e organizzativa delle società, i contratti di servizio, la qualità dei servizi, il rispetto delle norme di legge sui vincoli di finanza pubblica

22 SISTEMA DEI CONTROLLI SULEL SOCIETA PARTECIPATE Il nuovo sistema dei controlli sulle società partecipate, riferito al sistema dei controlli interni (art. 147-quater ex d.l. n. 174/2012 legge 213/2012) Profili. Sulla base delle informazioni acquisite, l amministrazione effettua il monitoraggio periodico sull andamento delle proprie società, analizza gli scostamenti rispetto agli obiettivi assegnati e individua le opportune azioni correttive, anche in riferimento a possibili squilibri economico-finanziari rilevanti per il bilancio dell ente. La norma (comma 3) evidenzia l obiettivo fondamentale: la messa in sicurezza dei bilanci di comuni e province da gestioni rischiose degli organismi appartenenti al sistema allargato. I risultati complessivi della gestione dell ente locale e delle aziende partecipate sono assoggettati a rilevazione mediante bilancio consolidato, secondo la competenza economica. La norma connette il sistema dei controlli sulle società alla combinazione dei documenti economico-finanziari fondamentali, configurando un modulo operativo per la concreta attuazione del d.lgs. n. 118/2011. Il quadro normativo sui rapporti tra enti locali e società partecipate rende comunque necessario il controllo su queste ultime, in ragione dell incidenza della loro attività sugli equilibri finanziari

23 PROFILI DI RESPONSABILITA PER L ENTE LOCALE SOCIO Le problematiche relative alle ipotesi di responsabilità dell ente locale socio nelle società a partecipazione pubblica. La posizione dell ente locale come socio delinea una serie di profili di responsabilità distinguibili per linee di azione: In relazione all utilizzo delle risorse pubbliche (sana gestione ed equilibri finanziari); non legittimo prolungato trasferimento di risorse a soggetto societario costantemente in perdita (CdC Veneto contr. Delib. N. 829/2012/PRSP e CdC Lombardia contr. Delib. n 224/2013/PRSE). In relazione al comportamento degli amministratori della società, in caso di cattiva gestione (azione di responsabilità ex art cod. civ.); sussiste l obbligo di esercizio dell azione di responsabilità da parte degli amministratori dell ente locale socio nei confronti degli amministratori della società partecipata a tutela del patrimonio dell ente (Corte Cass. Sezioni Unite n del ). In relazione all efficienza dei controlli sulle stesse società (art. 148 Tuel); In base al comma 2 dell art. 148, qualora sia rilevata l assenza o l inadeguatezza degli strumenti di controllo, intervengono le sezioni giurisdizionali della Corte, che irrogano agli amministratori responsabili la condanna ad una sanzione pecuniaria da un minimo di cinque fino ad un massimo di venti volte la retribuzione mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione. A queste sanzioni si possono sommare quelle derivanti da condanne per danno erariale e quelle previste dal nuovo comma 5 dell art. 248 del tuel, come, in particolare, l incandidabilità per dieci anni dell amministratore che con condotte gravemente colpose o dolose porti l ente al dissesto

24 PROFILI DI RESPONSABILITA PER L ENTE LOCALE SOCIO Le problematiche relative alle ipotesi di responsabilità dell ente locale socio nelle società a partecipazione pubblica. La posizione dell ente locale come socio comporta un monitoraggio accurato della gestione delle società partecipate. La Corte dei Conti, sez. reg. controllo per il Veneto, con la deliberazione n. 903/2012/INR del 9 novembre ha preso in esame gli elementi che costituiscono la struttura essenziale del monitoraggio sull andamento degli organismi societari. L attività deve anzitutto concretizzarsi con una verifica costante della permanenza dei presupposti valutativi che hanno determinato la scelta partecipativa iniziale, nonché con tempestivi interventi correttivi in relazione ad eventuali mutamenti che intercorrano, nel corso della vita della società, negli elementi originariamente valutati. Tale monitoraggio consente di prevenire fenomeni patologici e ricadute negative sul bilancio dell'ente locale socio. Secondo la Corte dei conti del Veneto, la necessità di effettuare una seria indagine sui costi e ricavi e sulla stessa pertinenza dell'oggetto sociale alle finalità dell'amministrazione, non può prescindere da un'azione preventiva di verifica e controllo, da parte del Comune o della Provincia, in merito alle attività svolte dalla società. In tale prospettiva, l'intera durata della partecipazione deve essere accompagnata dal diligente esercizio di quei compiti di vigilanza (ad esempio sul corretto funzionamento degli organi societari, sull'adempimento degli obblighi scaturenti dalla convenzione di servizio, sul rispetto degli standard di qualità ivi previsti), di indirizzo (attraverso la determinazione degli obiettivi di fondo e delle scelte strategiche) e di controllo (sotto l'aspetto dell'analisi economico finanziaria dei documenti di bilancio e della verifica dell'effettivo valore della partecipazione detenuta) che la natura pubblica del servizio e la qualità di socio comportano. Proprio questo aspetto responsabilizza gli amministratori degli enti locali, che devono agire esercitando i propri poteri di soci, anche operando scelte drastiche (come l azione di responsabilità ex art cod. civ.) in caso di gestioni connotate da risultati fortemente negativi. Quando il quadro deficitario di bilancio sia retiterato, tale situazione impone all'ente di valutare la permanenza di quelle condizioni di natura tecnica o di convenienza economica, nonché di sostenibilità politico-sociale che giustificarono (o che comunque avrebbero dovuto giustificare), a monte, la scelta di svolgere il servizio e di farlo attraverso moduli privatistici

25 ENTE LOCALE SOCIO PROFILI DI AZIONE SANA GESTIONE ESERCIZIO POTERI DEL SOCIO - Necessario rispetto del principio di sana gestione. - Illegittimi continui trasferimenti di risorse a società sempre in perdita. - Vincoli derivanti da divieto ripiano perdite. - Necessaria attenzione per ripercussioni su bilancio comunale (equilibri). CATTIVA GESTIONE AMMINISTRATORI ESERCIZIO AZIONE RESPONSABILITA - Ente locale esercita poteri del socio. - Obbligo vigilanza su società partecipata (es. limiti assunzioni personale) - Gestione dissennata da amministratori società comporta azione di responsabilità (obbligo danno in caso non azione). EFFICIENZA CONTROLLI SU SOCIETA PARTECIPATE - Obbligo controllo su società partecipate (modello art quater Tuel). - Necessaria efficienza sistema dei controlli interni. - Inefficienza comporta sanzioni specifiche e danno erariale. - Relazione squilibrio società bilancio ente socio. Vigilanza su obblighi specifici società partecipate (previsti ex lege) Controllo su situazione economico-finanziaria (monitoraggio costante) società Esercizio azioni di tutela (come socio) Anche azione di responsabilità

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